Comincia così il secondo film diretto ed interpretato da Bradley Cooper, Maestro, in uscita in poche sale selezionate oggi 6 dicembre e il 20 dello stesso mese sulla piattaforma Netflix, con la produzione dello stesso Cooper, ma anche di nomi del calibro di Martin Scorsese e Steven Spielberg.
Bernstein è un autore che mescola insieme cinema, musica e vita. Bradley Cooper non fa altro che mostrare come Leonard prende sempre più spazio nella scena, un visionario della narrazione.
Nel corso delle esperienze dolorose e amorose, tracciamo il percorso di due vite straordinarie (quella di Leonard e di sua moglie Felicia Montealegre interpretata da Carey Mulligan), che si intrecciano in un tempo non convenzionale, pervaso di sincerità e libero dall`odio.
Lenny, rappresentato sul viso di Bradley Cooper con una sorprendente somiglianza, disegna, sottolineando una genialità donata al mondo. In modo ideale e concreto, il Maestro attraversa un’ellissi tra i toni e la sostanza, cercando di spiegare la fotografia di Matthew Libatique, che si sposta dal bianco e nero ai colori vibranti di un cinema di un’epoca passata. Si tratta di un cinema della memoria, quasi un inizio che ha origine dalla memoria stessa.
Sospendendo temporaneamente West Side Story (1961) o Inside Pop: The Rock Revolution (1967), il presente prodotto si focalizza principalmente sulla relazione di Bernstein con la moglie Felicia. Così talentuosa, così naturale, così precisa nelle emozioni e nella determinazione, che Bradley Cooper affronta la pellicola narrando la storia attraverso due prospettive (spesso prediligendo quella di Mulligan). Questo perché Lenny era anche omosessuale, vivendo la sua sessualità senza difficoltà né egoismo. Era consapevole di appartenere a due mondi capaci di convivere nella stessa esistenza.
Bradley Cooper con questo storia va oltre il semplice racconto biografico, la sequenza cronologica degli eventi o l’uso opportunista delle sue composizioni. L’attenzione è posta sull`umanità della figura, evidenziando quanto il dualismo tra vita personale e professionale non è un concetto fine a sé stesso, ma piuttosto è strettamente connesso in una dimensione in cui il cuore esalta la ragione.
Cooper trova nel genere biografico lo spazio ideale per riflettere sullo status delle icone attraverso elementi “esteriori” significativi come trucco, ambientazione e forme. Bernstein viene presentato come un dio imperfetto desideroso di esperienze, e la reinterpretazione della realtà (in particolare la visione romantica di una relazione amorosa più complessa e sofferta) è una scelta ben ponderata. Il ritratto della vita di Bernstein e di Felicia, vera protagonista del film, è sincero, devoto all’arte e affascinato dal linguaggio familiare, coinvolgente ma alla ricerca di una misura che ritorni all’essenza umana della celebrità.
Maestro
Regia: Bradley Cooper
Cast: Carey Mulligan, Bradley Cooper, Matt Bomer, Maya Hawke, Sarah Silverman, Michael Urie, Gideon Glick, Sam Nivola, Miriam Shor, Alexa Swinton, Vincenzo Amato, Greg Hildreth, Brian Klugman, Nick Blaemire, Mallory Portnoy, Alexandra Santini, Jarrod LaBine, Kate Eastman, William Hill, Valéry Lessard, Renée Stork, Tim Rogan, Sara Sanderson, Yasen Peyankov, Julia Aku, Benjamin Freemantle, Harrison Coll, Sebastian Villarini-Velez, Dario Natarelli, Ryan Steele, Ricky Ubeda, Carlos Sanchez Falu, Jeanette Delgado, Sara Esty, Ahmad Simmons, Kyle Coffman, Byron Tittle, Yesenia Ayala, Skye Mattox, Halli Toland, Leigh-Ann Esty, Gaby Diaz, Tanairi Sade Vazquez, Lea Cooper, Soledad Campos, Zachary Booth, Scott Ellis, James Cusati-Moyer, John Kroft, Scott Drummond, Josh Hamilton, June Gable, Mike Mitarotondo, Colin Anderson, Kevin Thompson, Rosa Feola, Isabel Leonard, Miller Bugliari, Atika Greene, Gabe Fazio, Jordan Dobson, Elaine Apruzzese, Portia Backus, Eric Patrick Cameron, DJ Nino Carta, Bern Collaço, Saffron Rose Cooper, Richard L. Entrup, Connor Ford, Ken Holmes, Adam J. Jackson, Gabrielle Manna, Sandro Naglia, Kristi Noory, Eric Parkinson, Lynne Valley
Durata: 129 minuti
Uscita: 20 Dicembre
]]>Immagina un luogo dove i desideri si avverano. Dove il desiderio del tuo cuore può diventare realtà. E se ti dicessi che quel luogo è a portata di mano? Tutto ciò che devi fare è concedere il tuo desiderio… a me.
(Re Magnifico ~ Michele Riondino/Chris Pine)
Regno di Rosas. Re Magnifico governa pieno di energia e amore per se stesso, sentimento questo ripagato che i suoi devoti sudditi recepiscono solo in parte, ricendo comunque dal Re un regalo unico. Re Magnifico, infatti, ha il potere di esaudire i loro sogni, proteggendoli in modo tale da poter rendere potenzialmente ogni persona felice.
Anche la giovane sognatrice Asha vive a Rosas, e quando Re Magnifico la seleziona tra i papabili a diventare sua apprendista, la ragazza è estremamente emozionata. Dopo l`incontro, nel cuore di Asha emerge il sogno di avere una stella e una stella è quello che Asha ottiene. Una piccola, bellissima stella che crea problemi tutt`intorno a lei scende dal cielo per mettersi a sua disposizione. Ma tutto questo, a che cosa serve davvero?
Avventura e commedia si mischiano in questo prodotto d`animazione che non disdegna un forte elemento musical, e che segna il centenario della Disney, nella top 10 delle case di produzione cinematografica più famose, grandi ed importanti al mondo, sia storicamente che ai giorni nostri. I 100 anni dell`azienda fondata da Walt Disney, capace di generare personaggi come Topolino e Paperino e allo stesso tempo di raccontare tramite immagini alcune delle fiabe più belle della Storia, stando davvero attenti sono il vero elemento centrale di questa pellicola. Ovunque, durante lo svolgimento della trama, si possono trovare elementi che richiamano ad un prodotto Disney del passato, a partire da quelli più antichi fino ad arrivare a quelli più recenti. Esistono, perciò, due chiavi di lettura diverse di questo film, la prima rappresentata dalla classica storia a lieto fine, sicuramente perfetta per gli under 18, e la seconda dalla ricerca dei sogni del passato della Disney stessa, sogni che guardacaso sono anche uno degli elementi cardine della prima chiave di lettura citata. Intorno a questi due elementi possiamo poi trovare tanti altri concetti, sviluppati in momenti diversi dello svolgimento della storia: andiamo dall`esaltazione del ruolo della donna nella società, rappresentato sia dalla protagonista che dalle sue amiche che, ancora, dalla Regina, all`attenzione per la natura e per gli animali, che qui arrivano anche a parlare. Matrimoni tra etnie diverse, anziani da rivitalizzare, energia e freschezza giovanile e tanto altro ancora, davvero tanti i temi trattati in un lasso di tempo che, se pensiamo alla durata dellla pellicola, risulta essere tutto sommato corto. Bella e di alto livello la grafica dell`animazione ed espressivi tutti i personaggi o quasi, tra i quali ci sembra emergere la stellina, piena di luce e di positività. Se il desiderio della Disney era quello di raccontare se stessa e la sua storia tramite l`uso di questa pellicola, il risultato sembra a tutti gli effetti riuscito, andando a creare un film Disney capace di restare nella memoria, insieme a qualche lacrimuccia che giocoforza capita di avere. Da non perdere.
Wish
Regia: Chris Buck, Fawn Veerasunthorn
Voci Italiane: Gaia, Amadeus, Michele Riondino
Voci Originali Estere: Ariana DeBose, Alan Tudyk, Angelique Cabral, Victor Garber, Natasha Rothwell, Jennifer Kumiyama, Harvey Guillén, Niko Vargas, Evan Peters, Ramy Youssef, Jon Rudnitsky, Della Saba, Keone Young, Lucas Sigler, Holland Watkins, Woody Buck, Efé, Nicole Lynn Evans, Heather Matarazzo, Nasim Pedrad, Abraham Sigler, Chris Pine
Durata: 92 minuti
Uscita: 21 Dicembre 2023
]]>Non essere così ansioso di sentirti offeso. Il narcisismo delle piccole differenze porta alla forma più noiosa di conformismo.
Storicamente, non ci sono state molte donne scelte per dirigere importanti orchestre in Europa e nel resto del mondo.
Lydia Tár lo sa bene, essendo diventata famosa per essere stata la prima donna a dirigere la Berliner Philharmoniker in concerto.
Lydia ha il suo modo di gestire ciò che considera la sua orchestra, e questo non sempre viene visto bene dagli altri.
Quando la donna si trova costretta a rispondere sulle ragioni che hanno portato una delle sue assistenti al suicidio, la situazione inizia a sfuggire di mano e tutto sembra andare in una direzione molto lontana da quella che Lydia avrebbe sperato.
Il dramma è pieno di momenti musicali diretti da Todd Field che tutti i fan del cinema non possono dimenticare nel ruolo di Nick Nightingale nell’ultimo, favoloso lavoro del defunto maestro Stanley Kubrick, ovvero Eyes Wide Shut (1999).
Bene, sembra che il regista abbia imparato molto bene le tecniche di Kubrick, proponendole qui con diverse variazioni in uno stile personale e diverso, come se fossero un’evoluzione naturale del lavoro del maestro di tutti i maestri.
Un tema fondamentale della trama è dato dal titolo stesso, in cui la parola tár sembra essere una leggera variante del termine russo zar, dal latino caesar, usato ovunque nel mondo per rappresentare una persona che comanda un luogo e/o una situazione in modo personale e pieno di egoismo.
In breve, un piccolo despota che, a differenza di un dittatore, non usa un movimento per darsi forza, ma invece usa i capricci di quelli che gli stanno attorno in modo cinico e talvolta anche brutale, mostrando una sensibilità vicina allo zero.
Ciò che abbiamo appena descritto rappresenta il modo di essere della protagonista Lydia Tár – eccellente Cate Blanchett nella parte – capace di mostrare come, tuttavia, anche un piccolo leader che si crede onnipotente possa vedere il suo piccolo giardino diventare un castello in frantumi quando la galassia di persone che crede di guidare decide di non tollerare più il suo comportamento e i suoi modi di essere.
In questo senso, la sezione trasversale dell’universo della musica classica che Todd Field ci offre è fenomenale, permettendoci di esplorare e quindi di capire la logica che lo governa e che ne guida il funzionamento.
In tutto questo, a prima vista, la storia della vita amorosa di Lydia, una donna apertamente omosessuale, sembra essere fuori tono.
Possiamo invece dire come ciò rappresenti, nel mondo di oggi pieno di stereotipi che descrivono l’universo LGBTQ come qualcosa da accettare senza riserve, uno dei primi e migliori esempi in cui un regista ha il coraggio di raccontare il male della sessualità omosessuale femminile quando emerge.
Potrebbe sembrare strano a qualcuno, ma ci sono persone sbagliate e cattive anche tra gli omosessuali e non solo tra gli eterosessuali.
Oltre alla Blanchett, tutti gli altri attori principali sono eccellenti, con particolare menzione a Noémie Merlant e Mark Strong.
È anche interessante vedere come funziona la relazione genitore-figlio in una coppia di donne omosessuali, un tema troppo poco analizzato in passato.
La musica è meravigliosa, specialmente quando viene raccontata quasi dal vivo dall’orchestra diretta da Lydia: in questi momenti sembra quasi di essere davvero a un concerto, e questo conquista veramente.
Anche le location scelte sono bellissime, e gli scatti sono preziosi, in modo kubrickiano.
Ultimo ma non meno importante, dato che si sa che la parola zar proviene dal russo, si sa anche che la giovane artista appena arrivata è una signora russa, che cattura l’attenzione di Lydia. Il regista ce ne fa scoprire in dettaglio i comportamenti e le modalità di essere e fare.
Questi continui riferimenti alla Russia potrebbero essere una coincidenza, ma in tempi di guerra come questi, devono avere qualche significato.
Abbiamo espresso la nostra opinione, e vi lasceremo liberi di esprimere la vostra, tuttavia, vi consigliamo di vedere questo film, un prodotto sicuramente da non perdere.
Direttore: Todd Field
Cast: Cate Blanchett, Noémie Merlant, Adam Gopnik, Marc-Martin Straub, Egon Brandstetter, Ylva Pollak, Paula Först, Sylvia Flote, Sydney Lemmon, Mark Strong, Nicolas Hopchet, Zethphan D. Smith-Gneist, Kitty Watson, Alec Baldwin, Jessica Hansen, Nina Hoss, Mila Bogojevic, Alma Löhr, Sophie Kauer, Allan Corduner, Dorothea Plans Casal, Fabian Dirr, Julian Glover, Christian Höcherl, Jan Wolf, Peter Hering, Artjom Gilz, Han Lai, Andreas Jentzsch, Daniel Söhner, Tilla Kratochwil, Marie-Lou Sellem, Marie-Anne Fliegel, André Röhner, Lydia Schamschula, Alexandra Montag, Chalee Sricharoen, Rose Knox-Peeblesher, Frank Röth, Normann Höhne, Sven Rothe, Jasmine Leung, Johann von Bülow, Oliver Mills, Xenia Assenza, Johanne Murdock, Sam Douglas, Burkhard Nitsch, Christoph Tomanek, Sarah Bauerett, Murali Perumal, Vincent Riotta, Vivian Full, Ed White, Lucie Pohl, Lee R. Sellars, Ian Gallego, Joy Villanueva, Aldrin Poblete, Froilan Japano, Pattarawadee Thiwwatpakorn, Parami Mingmitpatanakun, Prapruttam Khumchat, Jevimary de Guia, Kenneth Won, An Cerne, Wenteng Chang, Songha Choi, Rucheng Fan, Christopher Lindner, Sarah Martin, Levin Petersen, Qu Yunrui, Diana Birenyte, Arthur Gannaban, Phongphairoj Lertsudwichai
]]>