
La SCOZIA è una meta relativamente vicina che è sempre stata nei nostri pensieri per l’aspetto selvaggio della natura, i caratteristici villaggi e lo spirito della popolazione… siamo curiosi di tastare di persona se il nostro immaginario troverà conferma nella realtà.
6 giugno (85 Km) – Eccoci su un volo diretto Easy Jet con destinazione EDIMBURGO in poco più di 2 ore (addirittura atterriamo con 25 minuti di anticipo, incredibile!). Controllo passaporti velocissimo e ritiro dell’auto immediato…si comincia l’avventura scozzese con la tensione per la guida a sinistra, ma Bobo si adatta subito.

Prima tappa per gli approvvigionamenti di emergenza al supermercato curiosando tra gli scaffali e poi passeggiamo nel bel giardino affacciato sul lago del LINLITHCOW PALACE (antico palazzo reale maestoso dove visse MARY QUEEN OF SCOTS). Carino il paese circostante con belle case nella tipica pietra scura con i camini, tanti negozietti, locali, molto curato e adornato da tanti fiori e piante.

Iniziamo a percorrere le tipiche stradine scozzesi circondate da prati verdissimi (chiaro, visto che piove sempre!) con pecore, cavalli e mucche ovunque fino a FALKIRK, dove vediamo i KELPIES, curiosissime sculture che raffigurano 2 teste di cavallo in acciaio alte ben 30 metri e circondate da una zona con laghetti e vegetazione ricca.

Sosta alle rovine, circondate da un curatissimo parco, dl DOUNE CASTLE, antica roccaforte degli STUART, posto in suggestiva posizione.

Bella la successiva zona, le TROSSACHS, in cui colline, laghi (LOCH) e foreste sono il punto di incontro tra le LOWLANDS e le HIGHLANDS scozzesi. Il sole si alterna alle nuvole, ma senza pioggia, anche al LOCH VENACHAR e al LOCH ACHRAY, nelle cui acque si specchia un castello ben conservato.

Dal DUKE’S PASS si scende attraversando la ACHRAY FOREST fino al B&B che abbiamo prenotato per la notte a BUCHLYVIE. Si tratta di una bella casetta con giardino curatissimo, veranda e grande finestra della camera che dà sui prati su cui pascolano le pecore. Un po’ assurdo, anche se in Gran Bretagna si usa, che ci sia moquette OVUNQUE! Arriviamo alle 19 e alla simpatica signora del B&B sembra tardissimo per la cena (in Scozia gli orari dei pasti sono molto anticipati), ma troviamo per fortuna ancora aperto il pub del vicino paese, dove mangiamo eglefino con le patate, hamburger con patate e cipolle, accompagnati da una soddisfacente birra locale TENNENT’S.

7 giugno (420 Km) – La signora Marion e la mamma ci preparano un abbondante TRADITIONAL SCOTTISH BREAKFAST a base di uova, bacon, salsiccia, pane tostato, pomodori, funghi, succo di arancia e the con latte che ci viene servita in un bel gazebo chiuso, in giardino, da cui si gode il panorama della campagna. Il tradizionale sanguinaccio, il porridge e i fagioli però proprio no, non sono di nostro gusto.
Il tempo cambierà tutto il giorno dal nuvoloso, al sole, alla pioggia, ma per fortuna durante le camminate, le visite ai castelli e ai vari luoghi siamo sempre graziati da un buon meteo.

Carina l’OLD TOWN di STIRLING che si sviluppa attorno al CASTELLO, una delle fortezze più importante della Scozia. Belle le case nella caratteristica pietra, le strade acciottolate, i parchi dove vediamo scoiattoli e leprotti.

L’auto è il mezzo ideale per l’esplorazione della Scozia, perchè ci permette di vedere i vari panorami, fermarci a fare foto, curiosare nei paesini qua e là.
Iniziamo nelle LOWLANDS costeggiando il LOCH LOMOND e ci fermiamo a LUSS, grazioso villaggio con cottage decorati di fiori, circondato da verdi colline in posizione panoramica sul lago.

I castelli che vedremo sono spesso piuttosto in rovina, ma sono in splendida posizione sui laghi, circondati da vegetazione e si raggiungono con piacevoli passeggiate nella natura.

Con una bella camminata tra i prati, dove pascolano le tipiche mucche dal pelo lungo, arriviamo al KILCHURN CASTLE, posto sul LOCH AWE, abbandonato dopo essere stato colpito da un fulmine nel XVIII secolo. Poco più in là vediamo per caso, sempre affacciata sul lago, una bella chiesa, non antichissima, ma d’atmosfera, la SAINT CONAN’S KIRK.

I successivi castelli che vedremo sono il DUNSTAFFNAGE CASTLE e lo STALKER CASTLE, formato solo da una torre in mezzo al lago tra panorami sempre verdi e rilassanti.

Piccola deviazione per il GLENFINNAN VIADUCT, da dove possiamo vedere passare (e fare foto) l’HOGWARTS EXPRESS” di HARRY POTTER, treno a vapore che sbuffa. Dalle collinette si vede la verde valle con il fiordo che la percorre.

Passeremo serata e nottata a LOCHNESS, dove abbiamo prenotato in campagna un B&B molto carino e curato anche se difficile da trovare. Arriviamo qui per le 20, i ristoranti sono in fase di chiusura, perciò ci accontentiamo di un fast-food di fish and chips al vicino villaggio di DRUMNADROCHIT. Ci sarà ancora la luce del sole fino a tardi, come sempre accade al Nord Europa nei primi mesi estivi, perciò decidiamo di andare fino all’URQUHART CASTLE che si erge maestoso sopra lo specchio d’acque di LOCHNESS, circondato da prati verdissimi costellati da quelli che sembrano tanti puntini bianchi (le pecore).

8 giugno (283Km) – Colazione ottima tutta fatta in casa dalla signora Susan Margaret (yogurt, frutta caramellata, uova in camicia delle sue galline, marmellate fatte da lei con i frutti del giardino, pane casalingo) nella sua bella sala con ampie vetrate panoramiche sulla valle.

Poi partiamo alla volta dell’ISOLA DI SKYE, raggiungibile con un ponte e divisa da molti lochs marini che rendono il panorama vario tra colline, mare, prati, verdi montagne, distese di ginestre, ovunque pecore e mucche in gran quantità, ma anche tanti uccelli e riusciamo a vedere pure alcuni cervi.

Attraversiamo molti suggestivi GLEN (valli) e facciamo qualche foto al SLIGAGHAN BRIDGE, antico ponte in pietra vicino ai MONTI CUILLINS.

Visto che il meteo sembra assisterci, non piove e c’è anche un po’ di sole, decidiamo di dedicare qualche ora al trekking all’ OLD MAN OF STORE, monolito di 40 metri che si è formato con l’erosione basaltica: una salita piuttosto ripida ci conduce a punti con vedute spettacolari sulle valli e sul mare, mentre fa piuttosto freddo, acuito a tratti dal vento.

Facciamo poi una passeggiata nell’unico vero villaggio dell’isola di Skye, PORTREE, che ha un bel porticciolo con le case colorate. E qui piove, ma poco dopo torna il sole… è un continuo cambiamento, si dice che in Scozia si possano vedere tutte e 4 le stagioni in un solo giorno.

Percorriamo la costa occidentale, le strade diventano più strette, le pecore sono tantissime e non si fanno scrupolo ad attraversare la strada, i prati hanno una tonalità di verde incredibile che contrasta con il blu del mare e con le rocce scure, mentre i riflessi della luce del sole rendono l’atmosfera magica.

Curiosissima la spiaggia bianca di conchiglie e sabbia, CORAL BEACH, che raggiungiamo dopo una bella passeggiata tra mare e prati di margherite.

Prima della stradina per CORAL BEACH, su un promontorio a picco sul mare circondato da un giardino fiorito, si trova l’antico DUNVEGAN CASTLE.

Proprio nel mezzo della campagna avremo l’alloggio di oggi: una casetta molto attrezzata, curata e con ogni comodità, pur essendo piccola, circondata da un giardino fiorito con galline, oche e pecore. Anche oggi è tardi, perciò decidiamo di cucinarci una pasta nella nostra bella casetta.

Siamo molto vicini ad un luogo iconico dell’isola di Skye, il NEIST POINT e non possiamo rinunciare al tramonto da un luogo così panoramico tra scogliere, verdi prati, vento sferzante, mare placido.

9 giugno (225 Km) – Colazione fai da te nella casetta con uova, succo, biscotti e the. Scopriamo che la casetta è in realtà un antico vagone perfettamente ristrutturato, posto nel rigogliosissimo giardino dei simpatici proprietari.

Vista la vicinanza, decidiamo di tornare a NEIST POINT per un trekking mattutino sulle rocce a picco sul mare fino al faro. Anche se verso la fine dell’escursione inizia una pioggerellina, non ci scoraggiamo e apprezziamo il motto del luogo “In Scozia non esiste brutto tempo, ma solo abbigliamento sbagliato”.

Però adesso basta, perchè quando arriviamo alle rovine del DUNTULM CASTLE piove parecchio e la suggestione del clima scozzese sta scemando. Proseguiamo in un contesto paesaggistico meraviglioso in cui predominano il verde (e ci credo con la pioggia che viene!), il mare e le rocce a strapiombo. Impressionante è una di queste scogliere, la KILT ROCK, a picco sul mare, che deve il suo nome alle pieghe delle colonne di basalto disposte lungo la parete rocciosa che assomigliano al KILT scozzese.

Qui, originate dalle acque del LOCH MEALT, si può ammirare lo spettacolare salto delle CASCATE MEALT WALLS. E a pochi minuti di auto non da meno sono le LEALT FALLS, alte ben 90 metri.

Ci rilassiamo un po’ nell’alloggio che abbiamo, vicino al CASTELLO DI EILEAN DONAN; si tratta di un GLAMPING POD, cioè una casetta fornita di tutti i servizi in una specie di piccolo villaggio con altri pod di questo genere, con una veranda coperta, un giardinetto e vista mare.

Ceniamo al RISTORANTE THE LEGEND OF SAUCI MARY a KYLEAKIN a base di zuppa di pesce e il solito fish and chips, accompagnati da SKYE BEER e seguiti da uno dei tanti locali whisky che Bobo vuole provare (a me l’whisky proprio non piace).

10 giugno (384 Km) – Risveglio con il sole guardando il mare dalla finestra del nostro pod. Ottimo esordio della giornata, che rende ancor più affascinante il vicino EILEAN DONAN CASTLE, iconico e romantico simbolo della Scozia, che è stato il set di molti film, tra cui HIGHLANDER e 007.

Ci spostiamo verso nord, passando al LOCH CARRON con sosta panoramica al VIEW POINT a sud del lago.

Percorriamo un tragitto nel classico ampio, sconfinato paesaggio delle verdi Highlands tra distese di ginestre, laghi, pecore, agnelli e qualche cervo con il sole e le nuvole che corrono veloci.

Breve trekking alle ROGIE FALLS attraverso un bel sentiero tra alte conifere fino a sentire il rumore dell’acqua e ammirare le cascate da un ponte tibetano ondulante. Questo percorso è anche detto SALMON TRAIL, dove si possono vedere i salmoni saltare mentre risalgono il fiume per deporre le uova (noi in realtà non li vediamo).

Ma non era buono il tempo? Improvvisamente si annuvola mentre iniziamo a percorrere la NORTH COAST 500, mitica strada panoramica che si snoda tra le spettacolari coste della Scozia del Nord.

Per fortuna verso l’ora di pranzo arriviamo alla nostra casetta a LATHERON, dove resteremo per la notte e ci fermiamo a mangiare qualcosa nel breve periodo in cui pioverà, mentre poi diventerà sereno e la giornata sarà una grande emozione per i luoghi indimenticabili che visiteremo.

La casetta è fenomenale, uno degli alloggi più belli che abbiamo mai avuto: ha una grande vetrata e una veranda che dà sul prato e sul mare senza avere nulla davanti, è arredata con gran cura anche nei particolari, attrezzata con ogni cosa e si sta benissimo.

Iniziamo a gironzolare per il villaggio di THURSO, che ha una lunga spiaggia sabbiosa (deserta!) e un simpatico centro storico. In auto raggiungiamo un’altra bella e grande spiaggia sull’oceano, DUNNET BEACH, con mare sempre calmo, dietro alla quale le alte dune di sabbia sono coperte di erba.

La campagna è sempre verdissima, le ginestre sono una marea, tante le pecore, le mucche e i cavalli e moltissimi uccelli di ogni genere che svolazzano, rare le case (sempre molto carine e ben tenute); malgrado ci sia parecchio spazio le strade sono inspiegabilmente strette.

Iniziano ad apparire alte scogliere coperte di erba a strapiombo su un mare cristallino, fino ad arrivare al DUNNET HEAD LIGHTHOUSE.

Qui sono belle le rocce e il faro, ma l’emozione più grande è vedere da vicino le pulcinelle di mare, splendidi uccelli, presenti solo nel Nord Europa, dal musetto simpaticissimo (le avevamo avvistate anni fa anche in Islanda).

Vediamo dall’esterno il CASTLE OF MEY, imponente e circondato da un giardino fiorito.

Ma ciò che ci lascia letteralmente senza fiato è DUNCANSBY HEAD LIGHTHOUSE, il luogo più a nord della Gran Bretagna: i faraglioni sbucano dal mare, prima di intravvedono dal faro e dopo pochi minuti di cammino si ergono maestosi vicino alle scogliere, ricoperti da soffice erba dove pascolano le pecore e gran quantità di uccelli si rifugiano tra gli anfratti.

Il silenzio è rotto solo dal rumore degli uccelli, dalle onde e dai belati: sono già le 20, la maggior parte delle persone se ne sono andate, io e Bobo rimaniamo da soli ad ammirare i faraglioni dalla verde scogliera ed è una grande emozione.

A malincuore ce ne andiamo. Ci fermiamo per poco tempo al microscopico villaggio di JOHN O’GROATS, dove acquistiamo le birre per la nostra cena al JOHN O’GROATS PUB, il pub più a nord della Gran Bretagna.

Dopo questa lunga fenomenale giornata, torniamo nella casetta sul mare dopo aver comprato per la cena acciughe al limone e salmone affumicato, che gustiamo con vista sull’oceano dalla casetta.


Più tardi, anzi molto più tardi perchè le ore di luce in questa stagione sono moltissime, ci addormentiamo guardando dalle nostre vetrate la luna che si specchia nel mare.


11 giugno (217Km) – Risveglio con vista mare e pecore, con il passaggio di un cerbiatto. Colazione e piccola passeggiata a piedi fino ai ruderi del castello sotto casa a picco sulla scogliera nel silenzio, rotto solo dal mare (peraltro calmo) e dal vocio degli uccelli.

In una vicina fattoria troviamo molte delle tipiche mucche scozzesi, le HIGHLADER con lunghe corna e pelo lungo e ci fermiamo a fotografarle.

Poi, vicino a WICK, facciamo una passeggiata alle rovine del CASTLE SINCLAIR GIRINIGOE, del 1400 e disabitato dal 1600, suggestive soprattutto perchè costruite proprio sulle alte rocce dove il mare è cristallino.

Consiglierei invece di evitare l’HILL O’MANS STANES, collina piena di ginestre, dove sono collocati grandi sassoni che risalgono a 4000 anni fa, di probabile utilizzo religioso, ma non molto significativi.

Sosta per il pranzo al grazioso piccolissimo DUNBEATH HARBOUR, dominato dal castello, da cui nel 1800 partivano per la pesca delle aringhe più di 200 imbarcazioni. Proprio al porto troviamo un chiosco, dove prendiamo lobster roll e crab roll e ci fermiamo a gustarli in riva la mare.

Sulla strada per INVERNESS troviamo il maestoso DUNROBIN CASTLE, elegante dimora di origina medievale, ma ricostruito alla metà del 1800.

Costeggiando il LOCH FLEET, dove a volte si vedono le foche, arriviamo al paese carino di DORNOCH, che ha un piacevole centro e una lunga spiaggia sabbiosa.

Sosta alla GLEN MORANGE DISTILLERY, dove Bobo sorseggia un whisky dell’azienda e dove vediamo i giganteschi alambicchi di produzione.

Poi arriviamo al B&B prenotato a INVERNESS, posto nel centro della cittadina in una bella casa di pietra con veranda e dove abbiamo un’ottima camera.

Passeggiamo per le vie centrali e sul lungofiume, vediamo la cattedrale e qualche negozietto. Per caso ci imbattiamo in un gruppo di persone del luogo che suonano musica scozzese con cornamuse e tamburi.

Poi ceniamo al RISTORANTE RIVERSIDE con salmone e altri pesci alla griglia e birra scozzese.

12 giugno (386 Km) – Lasciata INVERNESS, percorriamo una lunga scenic road con saliscendi tra boschi, prati, ginestre, erica, rarissime casette.

Arrivati nel cuore dell’ABERDEENSHIRE, vediamo su una collinetta, in stile baronale scozzese, il CRAIGIEVAR CASTLE, in pietra rosa, da cui ha preso ispirazione WALT DISNEY per i castelli di alcune sue favole.

Non molto lontano si trova il CRATHES CASTLE con grande giardino con siepi modellate in strane e precise forme da abili giardinieri.

Imperdibile il DUNNOTTAR CASTLE, che appare all’improvviso arroccato su un’imponente rocca ed è a picco sul MARE DEL NORD. Panorama fenomenale dalle scogliere circostanti e dalla spiaggia al di sotto del castello, regno delle foche, dove il rumore del mare e il fragore degli uccelli la fanno da padroni.

Camminare sui sentieri tra i prati permette di ammirare il castello dalle varie angolazioni. Il DUNNOTTAR è un concentrato di storia scozzese, ma purtroppo le varie scorribande e liti hanno ridotto ora il castello in rovina, perciò riteniamo che entrare nei ruderi sia inutile.

Proseguiamo fino alla cittadina universitaria di ST.ANDREWS, che sembra molto carina, ma che non abbiamo il tempo di visitare a lungo.

Ci soffermiamo però a visitare un sito di grandissimo fascino, la cattedrale, che, pur essendo in rovina, è un esempio della grandezza del passato con i resti di architettura gotica e romanica su un verde prato con vista sul mare del Nord. Il sole, le nuvole che corrono veloci, il vento, la storia che evoca rendono questo luogo magico.

Entriamo in un’area costiera (FIFE), che comprende graziosi villaggi di pescatori, “un angolo di paradiso” e che sembra fuori dal mondo e dal tempo.

Tra i vari paesini CRAIL ha un piccolo porto con casette in pietra, tante nasse sulle banchine e pescherecci, PITTEWEEN ha ripide viuzze, ANSTRUTHER è il più vivace e ha una passeggiata con qualche ristorantino, SAINT MONANS ha un porticciolo con case colorate, un mulino e una chiesetta che è la chiesa più vicino al mare di tutta la Scozia e per ultimo ELIE con molti cottage vista mare.

La costa della FIFE ci piace molto e per fortuna pernottiamo qui a UPPER LARGO al MONTURPIE GUEST HOUSE, posto su una collinetta, dove abbiamo una camera carina vista mare.

La cena è al vicino RISTORANTE UPPER LARGO, dove faremo il miglior pasto del viaggio in un’accogliente veranda al chiuso (come spesso si usa in Scozia): zuppa di aragosta, cozze, crab, filetto di eglefino con crema di aragosta.

13 giugno (247 Km) – Ottima colazione scozzese sulla panoramica terrazza della GUEST HOUSE con vista mare. Ci dirigiamo verso sud e facciamo tappa alla DUNFERMLINE ABBAY, di cui scopriamo l’esistenza per caso guardando delle foto alla guest house. Si rivela un luogo molto interessante, posto nel centro della simpatica cittadina, per la combinazione di antiche rovine, chiesa medievale con vetrate colorate e importante dal punto di vista storico perchè sito di sepoltura dell’eroe scozzese Robert The Bruce.

Attraversiamo il FIRTH OF FORTH (il fiordo di Edimburgo) su un ponte sospeso maestoso (il FORTH ROAD BRIDGE) che si trova vicino ad altri 2 grandi ponti, tanto che la visione dei 3 bridge insieme è una vera attrazione panoramica.

Decisamente da visitare la ROSSLYN CHAPEL, in stile gotico, costruita nel 1446 dai SINCLAR, dove la storia si tinge di mistero. Qui si dice sia nascosto il SACRO GRAL e proprio per questo, per la simbologia e per l’atmosfera del luogo, qui è stato ambientato “Il codice da Vinci”.

Sosta al LEADER FOOT VIEWPOINT per vedere il grande ponte ad archi in pietra.

Piacevolissimo relax, aiutato dal bel sole e dalla lieve brezza, allo SCOTT’S VIEW, dove lo scrittore Walter Scott era solito fermarsi a meditare.

La suggestione della DRY BURGABBEY, abbazia medievale in rovina circondata da un prato fiorito in cui immagino di vedere i monaci passeggiare, è aumentata dal fatto che oggi qui si celebra un matrimonio, che ha la particolarità di avere la sposa vestita di nero.

Ancora un’abbazia, piuttosto in rovina anche questa, MELROSE ABBEY, dove è sepolto il cuore di Robert Bruce.

Proseguiamo in campagna fino alla casa dove alloggeremo questa notte, che è un mulino isolato in un piccolo paesino dove una giovane coppia si è trasferita da Londra qualche anno fa e vive qui con una nidiata di bimbi biondissimi. Hanno riservato un bellissimo appartamento per il B&B e devo dire che è proprio molto bello e curato, in mezzo alla natura, dando la sensazione di pace e tranquillità. Natasha ci accoglie con simpatia e ci ha preparato pure il pane per la colazione di domani. Cena buona in un paesino vicino a base di carne (hamburger e pie).

14 giugno (14Km) – Ci svegliamo e piove, ma non ci angosciamo perchè ormai abbiamo capito come può essere variabile il meteo in Scozia. EDIMBURGO è a sole 15 miglia e dedicheremo tutta la giornata alla visita della città armati di ombrelli e mantelle.

Abbiamo scelto di soggiornare nel COLLEGE dell’UNIVERITA’ DI EDIMBURGO, che, nel periodo estivo quando non ci sono le lezioni, è aperto anche agli esterni. E’ un’ottima soluzione, perchè ci dà l’idea dell’atmosfera accademica e ci fa tornare più giovani (bastasse questo…).

Attraversiamo il PARCO DI HOLYRODD e arriviamo a cuore storico di EDIMBURGO, la ROYAL MILE, strada lunga appunto un miglio, fiancheggiata da palazzi, chiese, negozi, locali. che va dal PALAZZO DI HOLYRODD (residenza ufficiale del re d’Inghilterra in Scozia) al castello. La città è percorribile benissimo a piedi e ogni angolo riserva una sorpresa e una prospettiva diversa, tanto che, guardando palazzi e monumenti e curiosando qui e là, alla sera arriveremo ad aver percorso ben 22 Km!

A GROSSMARKET troviamo un mercato artigianale e una bella prospettiva sul maestoso castello. Tantissimi sono i locali con belle insegne e vetrine invitanti, in particolare nella vicina VICTORIA STREET, a cui si è ispirata la Rowling per la DIAGON ALLEY di HARRY POTTER, che è un insieme di belle casette tutte colorate. Naturalmente in questa zona tantissimi sono i richiami a Harry Potter e sono presenti anche alcuni negozi tematici molto carini.

Facciamo una piccola pausa gastronomica da OINK, locale che prepara golosi panini con la porchetta.

Ammiriamo poi la visuale d’insieme della città vecchia dai PRINCES STREET GARDENS e gli edifici bianchi e rossi del 1800 del RAMSEY GARDEN. Fotografiamo la gotica ST.GILES CHATHEDRAL e visitiamo anche il bell’interno.

Elegante come struttura e ricca di capolavori pittorici è la NATIONAL GALLERY OF SCOTLAND che visitiamo (scoprendo con piacere che è gratis) che espone molte opere, tra cui alcune di Tiziano, Velazquez, Rubens, Raffaello, Rembrandt, Tintoretto.

Pausa per un thé e poi visita al cimitero di GREYFRIARS dalle molte tombe monumentali.

Molto interessante, ottimamente organizzato e pieno di reperti, installazioni, scoperte e novità scientifiche è il NATIONAL SCOTTISH MUSEUM, anch’esso stupefacentemente gratis, posto in un edificio altrettanto bello da ammirare.

Cena ottima in un ristorante sulla ROYAL MILE assolutamente da segnalare, “ALBANACH” a base di steak e filetto di anatra con patate, con il sottofondo di musica di un bravissimo ragazzo che canta e suona la chitarra.
15 giugno – Come veri studenti ci addormentiamo secchi nella nostra camera al college e al risveglio ci attende una bella giornata di sole (per ora, poi si vedrà, come abbiamo imparato) e una ricca e varia colazione.

Arriviamo fino al CASTELLO (sold out la visita all’interno, ma pazienza non ci pare imprescindibile) e passiamo la mattina a goderci l’atmosfera scozzese, i suonatori di cornamusa, i negozi di artigianato, di whisky e di tartan (il tipico tessuto in lana a riquadri).

E’ ora di tornare a casa, di lasciare auto e guida a sinistra (Bobo è stato bravissimo e si è adattato molto velocemente) e di salutare questa bella terra, che ci è molto piaciuta e ci ha riservato tante belle sorprese. Ciò che ci ha più entusiasmato è stata la natura con il suo aspetto suggestivo e selvaggio tra laghi, colline, mare, isole, prati disseminati di placide pecore, mucche e cavalli e con una vegetazione sempre rigogliosa. Ma speciale è stato anche scoprire lo spirito scozzese e apprezzare l’ospitalità della popolazione e il fascino dei villaggi. Unica nota davvero negativa, che non ci farebbe certo far decidere ad abitare in Scozia, è il pessimo clima, troppo variabile e decisamente troppo piovoso.


21 Aprile
Per il ponte di Pasqua e del 25 aprile, che quest’anno cadono particolarmente bene, io (Giada, che ormai ho 27 anni e comincerò a contribuire in autonomia ai viaggi di questo blog) e Mattia abbiamo deciso di esplorare il Marocco e il 21 aprile partiamo alla volta di Casablanca.
Abbiamo scelto di viaggiare per la prima volta con Avventure nel Mondo che ci ha fatto un’ottima impressione, forse anche perché il mood di viaggio ben si sposa con lo stile Bobiworld: ritmi intensi, alloggi dignitosi, ma senza troppe pretese e soprattutto la ricerca di un’esperienza quanto più autentica possibile per poter scoprire e assaporare fino in fondo la cultura del luogo. Il nostro era poi un viaggio Discovery, tipologia di viaggio riservata a chi ha meno di 40 anni, cosa che ha reso il tutto forse ancora più apprezzabile per due ragazzi di 27 anni.

Partiti nel tardo pomeriggio con la compagnia di bandiera marocchina, iniziamo ad assaggiare il cibo locale già dal primo pasto in aereo, con quel retrogusto di spezie che non ci abbandonerà fino alla fine del viaggio.
Atterrati a CASABLANCA alle 20, ci concediamo solo un veloce giro in autobus con tappa foto alla moschea di Hassan, la moschea più grande del Marocco. Non ci fermeremo a visitare Casablanca neanche domani per questioni di tempo, ma anche perché abbiamo letto che l’unica visita che merita è proprio la moschea, che, illuminata e maestosa, vale effettivamente una tappa fotografica, ma probabilmente nulla di più.

Ci dirigiamo poi nel centro di Casablanca per trascorrere la notte nell’hotel Moroccan House. L’albergo, pur essendo molto spartano (spesa di circa €21 a testa), è un Riad (letteralmente “giardino”), ossia la tradizionale abitazione marocchina sviluppata attorno a un cortile centrale, che si estende fino a 8 piani e ci fa subito immergere nel pieno della cultura locale.
22 Aprile
Sveglia presto il primo giorno perché i chilometri da percorrere sono molti e ottima colazione tipica nel nostro hotel.
La prima tappa è RABAT, la prima delle 4 città imperiali che vedremo nel viaggio e quella a cui dedicheremo la visita più veloce, anche in questo caso, sia per una questione di tempo, sia perché abbiamo letto che le altre città sono molto più interessanti, sebbene Rabat sia la capitale del Marocco.

In particolare, qui ci concentriamo su una breve visita alla Kasbah Oudaya con la torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V.

L’intero complesso si trova un po’ fuori dal centro di Rabat, ma merita decisamente una visita, tanto che la Kasbah era proprio una delle attrazioni che avrebbe dovuto rendere Rabat una capitale degna di ammirazione. La Moschea, invece, sarebbe dovuta essere la più grande del mondo islamico occidentale, ma oggi ne è rimasto solo il minareto (la torre di Hassan) e le colonne che avrebbero dovuto sorreggere la moschea.

Il primo impatto con le città marocchine è ottimo e sia Rabat che Casablanca ci sembrano molto pulite e ben tenute, perlomeno nelle zone turistiche. In entrambe le città notiamo poi che, sebbene la maggior parte delle donne locali porti il velo, se ne vedono ormai molte a capo scoperto, a differenza di come era ormai vent’anni fa quando ero venuta con i miei genitori (talmente tanto tempo fa che anche in questo blog non troverete quel viaggio!).
Superata Rabat ci dirigiamo a MEKNES, la nostra seconda città imperiale, definita anche “la Versailles del Marocco”, a circa 130 km da Rabat.


Prima tappa il pranzo in un riad tipico di proprietà proprio della guida locale che ci porterà in giro per la Medina. Come spesso si usa fare in questi paesi (ma se ben ci pensate lo facciamo spesso anche noi in Italia!), le guide hanno sempre un fratello o un amico o un cugino che ha un ristorante o un negozietto da consigliare. In questo caso il posto è molto bello e tipico e il pranzo, servito dalla famiglia della guida, vale veramente la pena: zuppetta di lenticchie e riso (ottima!) e il nostro primo tajine con polpettine di carne, uova e pomodori.

Sazi dal pranzo ci dirigiamo all’interno della MEDINA tra SUK, viuzze e negozietti, guidati, eccezionalmente, da una delle pochissime guide donna del paese. Il Marocco ha fatto passi da gigante, in alcuni luoghi è decisamente ormai un paese occidentale, ma, nonostante ciò, rimane ancora un Paese dalle forti radici musulmane in cui le donne faticano ad emergere ed è molto interessante poter godere di un punto di vista femminile nelle spiegazioni.

Meknes ci piace davvero molto, forse anche perché un po’ più piccola e meno turistica rispetto alle altre città che vedremo dopo e ci sembra che ci mostri un lato più autentico e locale del Marocco. Le vie della città, strette e raccolte pullulano di negozi, ma ci sono meno realtà turistiche e più negozi tipici, tra cui vari artigiani che cuciono tessuti e fabbricano vasi e oggettistica varia in terracotta.

Visitiamo anche il forno in pietra che, un po’ come accadeva da noi ormai molti anni fa, è un FORNO COMUNALE per l’intero quartiere in cui le famiglie possono portare la propria pagnotta e recuperarla una volta cotta. La nostra guida ci racconta l’importanza di questo forno per la vita culturale e sociale del paese e ci fa assaggiare il pane locale che è davvero buono, sicuramente anche grazie al forno in pietra. Come nella cultura italiana, anche qui i panificati giocano un ruolo fondamentale.

Felici della bella scoperta di Meknes, ci dirigiamo subito verso la nostra terza città imperiale, FES, un’altra sessantina di chilometri più a ovest.
A Fes arriviamo poco prima di cena, giusto in tempo per una doccia e una birretta rigenerante nel nostro riad, Riad Dar Hidaya, molto pulito e molto comodo in centro a Fes. Il Riad è decisamente turistico e infatti dispone di un bar all’aperto che (in maniera poco tipica) offre birre e alcolici e pullula di inglesi e italiani, ma in questo caso non disdegniamo questa piccola mancanza di tipicità!

Ritorniamo nel vivo del clima marocchino per cena, per la quale veniamo ospitati da una famiglia locale che aveva contattato la nostra coordinatrice di viaggio Irene (bravissima peraltro!) prima di partire. Impressionante la casa che, pur essendo parecchio grande, si trova in cima a una strettissima rampa di scale circondata dai tipici tappeti marocchini, che fungono quasi da tappezzeria. Qui ci sediamo tutti insieme intorno a un conviviale tavolo rotondo per gustare un altro ottimo tajine casalingo. Dopo il classico tè alla menta, che a quanto pare conclude ogni cena marocchina che si rispetti, la famiglia che ci ospita ci allieta con della musica locale e ci fa provare degli abiti tipici marocchini con cui cerchiamo letteralmente “di metterci nei panni” dei locali.


Piacevole la compagnia e carina la serata. Loro sono probabilmente molto abituati e attrezzati per i turisti (e infatti l’esperienza è prenotabile da tutti a circa 13 euro a testa, quasi come un normale ristorante), ma rimane una reale casa di abitanti del luogo e una tipica cena casalinga. A noi questa piccola finestra sulla loro vita affascina comunque molto, alla fine è una delle cose più belle di viaggiare.
23 Aprile
Oggi altra sveglia presto per affrontare una giornata bella piena, che coincide peraltro con il mio compleanno!
La mattinata è dedicata a Fes, terza città imperiale del nostro viaggio. La MEDINA è molto simile a quella di Meknes, ma la città è decisamente più grande e soprattutto nasconde le famose concerie, una delle cose più caratteristiche di Fes.

Anche questa volta siamo accompagnati da una bravissima guida locale che ci porta come prima tappa proprio alle CONCERIE. Per salire e avere una vista dall’alto si passa all’interno dei negozi di pelle e già da lì si comincia ad avvertire il fortissimo odore caratteristico che, come da allora ho imparato a riconoscere, contraddistingue proprio la vera pelle.

Per affrontare l’odore che diventa sempre più acre ci vengono date delle foglie di menta da tenere in mano e, all’occorrenza, passare sotto il naso. Effettivamente ci serviranno perché la vista dall’alto delle concerie è così suggestiva che rimaniamo parecchio ad osservare i lavoratori che saltano dentro e fuori i diversi pozzi colorati. In realtà ci dicono che in alcuni periodi dell’anno il tanfo è decisamente peggiore, ma, complice la temperatura non folle (ci sono circa 25 gradi e si sta davvero bene) e il fatto che siano ancora le 10 di mattina, la situazione è decisamente sopportabile.

Proseguiamo poi il nostro giro a Fes perdendoci nella bellissima Medina che è veramente grande ed intricata, visitando il Suk (mercato) che è forse il più bello che vedremo nel nostro giro per il numero di bancarelle che conta sia di cibo che non.

Il tempo è veramente limitato e forse Fes meriterebbe anche qualche ora in più vista la bellezza e il numero di cose da vedere, ma ci accontentiamo del tempo a nostra disposizione per farci un’idea di questa roccaforte di cultura e simbolo dell’identità del paese. Molto bella la Moschea Karaouine, nota per ospitare l’università più antica del mondo e la madrasa Bou Inania, uno dei pochi edifici religiosi islamici aperto ai non musulmani. Madrasa significa in realtà scuola coranica e ne vedremo molte nel corso del nostro viaggio perché sono spesso finemente decorate e meritevoli di una sosta.

Ripartiamo poi verso ora di pranzo per addentrarci sempre più nell’entroterra e ci fermiamo a pranzo a Ifrane, nota anche come la “Svizzera del Marocco” perché molto pulita e famosa come centro turistico invernale (si trovano anche delle piste da sci), ma decisamente non meritevole di sosta, se non perché si trova proprio sulla strada. Interessante che non sembri proprio di essere in Marocco, ma più sulle Alpi, se pensiamo ai nostri due giorni appena trascorsi.
La tappa successiva è la foresta dei cedri dove conosciamo delle simpatiche scimmiette che sono davvero tante e rubano tutti i viveri che sventuratamente decidiamo di portare giù dal pullman (banane, bottigliette d’acqua e interi sacchetti di mandorle).


Abbandonati i nostri amici pelosi, raggiungiamo la Kasbah Dounia dove trascorreremo la notte. Il posto non è decisamente particolare (anzi direi che è evitabile), ma purtroppo lungo il nostro tragitto ci sono veramente poche alternative per soggiornare. Per fortuna poi il gruppo è molto tranquillo e non ha nessun problema ad adattarsi, per cui anche la serata e la nottata trascorrono piacevolmente. Peraltro, i compagni di viaggio, avendo appreso del mio compleanno, prenotano una torta e delle bottiglie di spumante e, grazie anche alla collaborazione dei camerieri del posto che recuperano una cassa per la musica e si uniscono a noi nel festeggiare, passiamo una bellissima serata nel cuore dell’entroterra marocchino.


24 Aprile
Oggi altra sveglia presto però per preparare i nostri zainetti per una delle giornate più emozionanti del nostro viaggio: la notte nel deserto. Infatti, dovendo raggiungere il luogo a dorso di cammello, dobbiamo lasciare le nostre valigie al pulmino e le recupereremo solo l’indomani.
La nostra prima tappa è un breve foto-stop alle gole dello Ziz, che continuiamo poi ad ammirare dai finestrini del nostro pulmino mentre le attraversiamo.

Pazzesco come tra poco arriveremo nel deserto e il paesaggio cominci già ad essere particolarmente arido, ma ai lati del fiume la vegetazione continui a crescere alta e rigogliosa.
Proseguiamo poi verso RISSANI, paesino piuttosto caratteristico e che ci appare particolarmente povero ai confini del deserto dove ci fermiamo (in un posto turistico, ma molto carino) a mangiare la tipica pizza berbera, una sorta di torta salata ripiena di verdure o carne, piacevole.

Ripartiamo poi verso la meta principale della nostra giornata: il deserto Erg Chebbi, dove abbandoniamo il pulmino per salire sulle Jeep.


Il giro in Jeep era un’escursione facoltativa, a cui però decide di partecipare l’intero gruppo ed effettivamente ne valeva la pena, anche grazie ai nostri spericolati autisti che ci permettono di lanciarci tra le dune a tutta velocità.

Nella nostra gita ci fermiamo anche a un piccolo villaggio berbero, che, pur essendosi ormai parecchio “turistificato”, risulta suggestivo con le sue capanne e il tè offerto dai locali.

Purtroppo, nel mentre il tempo inizia a guastarsi e, nostro malgrado, abbiamo il piacere di godere di quella rarità che è la pioggia nel deserto.

Un po’ rammaricati, dobbiamo rinunciare alla gita in cammello che posticipiamo al giorno successivo e ci fermiamo a rilassarci nel nostro campo tendato Sand Fish, molto carino.

Già verso sera, per fortuna, il meteo migliora e riusciamo a goderci la cena e una divertente serata di canti e balli intorno al falò con i beduini locali. Rientrando riusciamo anche ad ammirare il cielo stellato, dopo esserci opportunamente coperti perché ci rendiamo conto che la forte escursione termica del deserto non è solo una diceria e per la prima volta in questo viaggio si rende necessario un piumino.

25 Aprile
Oggi sveglia prima dell’alba, ma con la grande gioia di scoprire che è sereno.

La nostra cammellata è veramente qualcosa di magico e ci permette di vedere il sole che sorge in mezzo al deserto e i colori delle dune all’alba. Un’esperienza davvero pazzesca.



Al rientro, nonostante le 3 ore di gita, è ancora solamente ora di colazione e noi ce la godiamo nel nostro campo tendato che con il sole è ancora più affascinante.
Raggiungiamo il pulmino con altre Jeep, anzi per essere precisi con due sole Jeep, che ci mettono tutti e 17 sul tettuccio e ci riportano (miracolosamente indenni) fuori dal deserto.

La nostra prossima tappa sono le GOLE DI TODRA, un imponente canyon tra i monti dell’Atlante. Qui facciamo una veloce passeggiata per ammirare le gole dal basso e ripartiamo subito nel nostro viaggio. Panorama molto suggestivo, ma la passeggiata ci basta per goderci la vista.

La tappa successiva è la KASBAH AMRIDIL, una storica residenza fortificata (appunto kasbah) nell’oasi di Skoura. In Marocco ci sono tantissime Kasbah, ma questa è una delle più famose in quanto era raffigurata sulla banconota da 50 dirham. Una guida locale ci porta a visitare i vari angoli della Kasbah e ci racconta tutta la sua storia a partire dal XVII secolo. Davvero interessante e suggestiva sia la residenza che l’ambientazione circostante, sulla riva del fiume El Hajjaj Wadi.

Molto bello il fatto che rimaniamo anche a cena e a dormire all’interno della Kasbah, in un’area separata e non visitabile che è stata oggi resa un hotel, peraltro con soli 23 euro tra cena e pernottamento. Qui gustiamo il nostro classico Tajine e trascorriamo una serata giochi da tavolo con l’ormai rodato gruppo vacanze. Senza birre perché il luogo, in quanto caratteristico, non offre alcolici, ma solo ottimo tè alla menta.
26 Aprile
Stamattina, approfittando del bellissimo luogo in cui ci troviamo e ormai quasi avvezza alle alzatacce, opto per una breve sveglia all’alba per ammirare il sole sorgere sull’oasi di Skoura. Per fortuna è sufficiente mettere fuori la testa dalla nostra stanza per vedere l’alba sulla kasbah e ho comunque modo di recuperare un’altra oretta di sonno prima di partire per la nostra prima tappa.

Oggi la giornata inizia con un’altra meta piuttosto classica per ogni viaggio marocchino che si rispetti: AIT BEN HADDOU, storica città fortificata che è stata set cinematografico di grandi classici come “Lawrence D’Arabia” e “Gesù di Nazaret”.

La città è ormai solo luogo turistico, ma la vista dall’alto è davvero spettacolare e merita decisamente la sosta, non ci sorprendiamo che questa kasbah sia stata scelta come ambientazione.

Ripartiamo a questo punto per la tappa finale e altro punto clou del nostro viaggio, MARRAKECH, che dista circa altri 180 km da Ait Ben Haddou. Dopo una breve sosta per lasciare le nostre cose al Riad, partiamo subito con l’esplorazione della città, perdendoci tra le strette vie e le bancarelle colorate e fermandoci in uno dei tanti rooftop della città per un piccolo aperitivo, dove finalmente troviamo una birretta.

Ci rendiamo subito conto di essere approdati in una città diversa da quelle che abbiamo visitato prima, più grande, molto più affollata e più occidentalizzata, nel bene e nel male che questi cambiamenti possono portare. La città comunque ci affascina subito molto e in particolare il Minareto della Koutubia che svetta tra le vie della città e la famosa piazza Jamaa El Fna, piazza centrale di Marrakech e luogo più importante dell’intera Medina.

La piazza è davvero enorme e affollatissima, tanto che raramente ricordo di aver visto un luogo tanto incasinato, ma forse questo è ciò che la rende così affascinante. Penso che si potrebbe rimanere ore ad ammirarla dall’alto osservando la città che si muove e la marea di gente che la attraversa e, in effetti, questo facciamo mentre sorseggiamo il nostro ormai tradizionale tè alla menta sul rooftop di uno dei tanti storici bar che affollano la piazza. Questo ovviamente dopo esserci goduti tutti insieme un’altra cena marocchina. Pur essendo liberi per gli ultimi due giorni a Marrakech, infatti, decidiamo comunque tutti di cenare con i nostri compagni di viaggio, con cui ormai si è creato un ottimo gruppo, e ci gustiamo un buon Cous Cous in centro città.
27 Aprile
Oggi la nostra giornata è interamente dedicata alla visita di Marrakesh.

In mattinata, la nostra coordinatrice ha prenotato una visita guidata con il bravissimo Abdel che ci aiuta ad orientarci tra le principali attrazioni e a farci un’idea della storia di questa bellissima città. La nostra prima tappa è la Madrasa Ben Youssef, la madrasa più importante di Marrakech e la più grande del Marocco, che ci affascina molto e in cui ci fermiamo a visitare e a fare le nostre consuete foto di rito, in gruppo e da soli, alla fine siamo un gruppo di millennials.


Ci dirigiamo poi al Palazzo El Bahia, altro capolavoro di architettura marocchina del XIX secolo che merita veramente una visita, e il Fondouk El Nejjarine, antico e scenografico caravanserraglio che oggi ospita il museo dell’artigianato ligneo.

La nostra visita guidata non può che concludersi con il nostro ultimo Suk, un vero labirinto di bancarelle di ogni genere, probabilmente meno autentico di quelli di Fes e Meknes, ma comunque abbastanza ricco da permetterci di dedicare ore di shopping al suo interno anche nel resto della giornata, contrattando ogni genere di merce, dai vestiti, alle scarpe, sciarpe, sottobicchieri e ogni tipo di oggetto artigianale.

Nel pomeriggio, finita la nostra avventura di shopping, una parte del gruppo si dedica alla visita ai Jardin Majorelle, situati appena fuori città, mentre noi ci dedichiamo alle tombe dei Saaditi, gigantesche tombe decorate da bellissimi mosaici dedicate alla famosa dinastia marocchina di origine araba che portò grande prosperità al Marocco. Molto affascinanti, ma probabilmente non quanto le nostre visite mattutine.

Dopo l’ultimo Tajine, decidiamo di passare la serata in una zona decisamente più moderna della città e scopriamo un locale accanto al Casinò (Epicurien), dove suonano musica dal vivo intervallata da un djset.
28 Aprile
Purtroppo, è già arrivato l’ultimo giorno che sarà solo di viaggio per raggiungere Casablanca e prendere il nostro aereo per tornare a casa. Sarebbe stato più conveniente ripartire da Marrakech, ma i prezzi in periodo pasquale diventano proibitivi e siamo riusciti a mantenerli bassi con il gruppo grazie a questo piccolo trick.

È stato veramente un bel viaggio, breve ma intenso e con un gruppo speciale. Ora siamo pronti per la prossima avventura nel mondo!

Ci eravamo passati, ne avevamo sentito parlare, le distese di meli fioriti ci ingolosivano… quale migliore occasione che l’invito dei nostri amici Isa e Marino, che sono affezionati alla VAL DI NON, dove hanno da molti anni una casa e dove trascorrono molte vacanze.

1 maggio – Perfetto esordio con il sole, le temperature ottime primaverili e le previsioni che promettono che sarà così anche nei prossimi giorni. E anche la convergenza tra Trieste e Voghera sembra essere studiata quasi al secondo… ci troviamo all’inizio della Val di Non , a CASTEL THUN, che domina la valle dalla sommità di una verde collina cosparsa di meli.

Una breve passeggiata ci conduce, attraversando un parco con una rigogliosa vegetazione, al bel maniero edificato nel medioevo e poi nei secoli successivi modificato. E’ una delle più importanti residenze nobiliari del Trentino, molto ben conservato, le stanze sono ricche di storia e arte con arredi e utensili originali, quadri di varie epoche, grandi stufe in maiolica in ogni stanza, bellissime le cucine.

Il castello è circondato da uno splendido giardino, curato e rilassante con anche un orto. Curiosa la galleria delle carrozze e delle slitte.

Il clima perfetto ci invita a fermarci per un veloce spuntino al bistrot nel giardino del castello.

Scopriamo che la Val di Non è terra di numerosi castelli disseminati tra meleti, boschi, montagne e paesini. Tra quelli che si possono visitare una vera chicca è CASTEL VALER, dove il nostro preciso e organizzatissimo Marino ha prenotato per il pomeriggio la visita guidata. Ne vale decisamente la pena perchè la bravissima guida Roberto, laureato in lettere antiche e grande esperto di storia e arte, ci fa fare un viaggio nel tempo immergendoci nei mille anni della storia di CASTEL VALER, antica dimora della famiglia SPAUR.

Siamo in posizione panoramica, dominata dall’altissima torre ottagonale, la chiesetta ha la caratteristica degli affreschi, dipinti dai fratelli Barchenis, dai colori originali medievali ancora perfettamente conservati che ricoprono tutte le pareti; le stanze, le stube, le stufe in maiolica, gli arredi, le cucine, le balconate, gli stemmi, i giardini hanno un grande fascino.

Oggi è festa (1 maggio) e al vicino LAGO DI SANTA GIUSTINA molti prendono il sole, giocano, godono la possibilità di stare in mezzo alla natura. Si tratta di un lago artificiale in mezzo al verde e la quantità delle acque cambia moltissimo nelle varie stagioni, tanto che in estate è possibile attraversarlo in canoa.

Fino ad ora la distesa di meli della valle non era ancora fiorita, ma la situazione cambia radicalmente salendo in alta Val di Non, dove la distesa di meli, anche qui presenti ovunque, è fiorita all’inverosimile con una predominanza di fiori bianchi e qualcuno rosa.

Ci fermiamo ad una suggestiva chiesetta rurale affrescata, del tutto circondata da meli dai fiori profumati, quasi tutti disposti in filari.

Arriviamo a RONZONE, dove hanno casa Isa e Marino e ci rilassiamo un po’ nel bell’hotel, che si trova lì vicino, VILLA BELFIORE, con una bella stube e altri interni tutti in legno, un grande e curato giardino con lettini, cavalli che gironzolano, accoglienti camere con balcone da cui si gode il panorama delle montagne.

Cena in un’osteria caratteristica, a base di ottimi prodotti locali, tra cui squisiti gnocchi con patate crude e formaggio, ravioli agli asparagi, costine spettacolari, tipiche frittelle di patate.


2 maggio – Pace e tranquillità per il nostro sonno, colazione in cui ci teniamo a far predominare il prodotto locale: strudel di mele, succo di mele, mele disidratate e mele fresche!

Poi scendiamo al borgo di FONDO, bel paesino pieno di vita e di negozietti di prodotti locali, luogo di nascita del pittore DEPERO, che definiva la zona “altopiano di prati e selve oscure di larici e abeti, vallata di castelli e santuari”. Da qui si ammirano il profondo CANYON del RIO SASS e il curioso OROLOGIO (idrocronometro con idrosuoneria), funzionante esclusivamente ad acqua, posto nella piazza centrale.

In auto percorriamo la valle con sosta panoramica per ammirare dall’alto il LAGO DI SANTA GIUSTINA, poi un impervio e suggestivo percorso ci conduce fino a 1800 metri, dove c’è ancora un po’ di neve. La giornata è bellissima e dal sentiero si vedono tutte le montagne dell’arco alpino di questa zona e, al di sotto, la valle con i laghetti.

Distese di genziane, crochi, erica, pervinca, anemoni e orchidee selvatiche punteggiano i prati di bianco, rosa, lilla, giallo e azzurro: un vero tripudio di colori e atmosfera primaverile.

Affondando un po’ i piedi nella neve, arriviamo alla MALGA TASSULLA (a ben 2087 metri), dove mangiamo gli ottimi panini con speck e formaggio che Isa ci ha preparato, ammirando il panorama della montagna.

Qua e là sentiamo i fischi delle marmotte e ne vediamo emergere molte dalle loro tane; siamo anche attrezzati con fischietto e dissuasori per il rischio di incontrare gli orsi, che proprio in Val di Non e nelle aree circostanti sono presenti in più di 100 esemplari: per fortuna non li incontriamo, ma alcuni ragazzi del luogo ci dicono che anche nelle scorse settimane si sono fatti vedere persino in paese.

Dopo esserci fermati al PASSO DELLA MENDOLA, dove una funivia con cremagliera molto pendente conduce al paese di CALDARA, ci godiamo uno spettacolare tramonto con le montagne che si illuminano di rosa sulle terrazze dell’HOTEL PENEGAL, dove ci attende l’aperitivo che conclude la bellissima giornata.

Tornati a RONZONE siamo a cena nell’accogliente casa dei nostri amici, tutta in legno e inserti rossi, che comunica il calore della montagna: tris di gnocchetti verdi, al formaggio e canederli, uno più buono dell’altro e poi mortandela (che è il tipico salume locale), seguiti dall’immancabile strudel di mele. Gastronomia, chiacchere, simpatia e risate…

3 maggio – L’escursione di oggi è dalla parte opposta della valle con partenza dalla MALGA DI ROMENO attraversando boschi e prati tra fiori variopinti, pino mugo, sassi e anche la neve fino ad arrivare alla cima del MONTE ROEN a ben 2116 metri di altitudine. Da qui il panorama è fenomenale e spazia dalla Val di Non, la valle dell’Adige, la Maddalena e i monti dell’Adamello-Brenta.

Ridiscesi a valle, ammiriamo ancora la fioritura dei meli e facciamo tappa alla CHIESA DI SALTER, raccolta e carina.

Affascinante e caratteristico è l’EREMO DI SAN ROMEDIO, costruito su una rupe alta 70 metri alla fine di una profonda gola scavata da un torrente. Il santuario prende il nome dal santo che qui si ritirò a vita eremitica ed è composto da varie cappelle antiche. Si respira un’atmosfera di gran spiritualità e di fede. Molto particolare il fatto che attorno alla chiesa vive un grande orso bruno che alcuni anni fa è stato salvato dai maltrattamenti di chi lo aveva segregato.

Tornati a FONDO, al di là del bel LAGO SMERALDO, entriamo nell’affascinate mondo sotterraneo del CANYON RIO SASS, profonda gola scavata dal rio nel corso di millenni, che si può vedere dall’interno percorrendo passerelle e scalinate. Cascate di acqua cristallina, angusti passaggi nella roccia e giochi di luce.

Da un produttore locale acquistiamo mele e succo di mele e in un caseificio il Trentingrana. Dopo un po’ di relax in hotel, ultima cena con i tipici cibi trentini dai nostri amici.

4 maggio- Saluti al nostro bell’hotel e alla simpatica signora Daniela, tappa per gli ultimi acquisti trentini (strudel e brezel), poi ci spostiamo non molto lontano da Ronzone, in ALTO ADIGE, per vedere un luogo magico. Si tratta del santuario mariano più antico delle Alpi, SANTA MARIA DI SENALE, risalente al 1100, posto in una splendida valle a 1300 metri di altitudine e attorniato da un grazioso tranquillo paesino.

Non possiamo resistere dal sederci in una vicina osteria per gustare il KAISERSCHMARRN, il tipico dessert altoatesino e austriaco, “la frittata dell’imperatore”, servita con confettura di ribes e mirtilli. E da lì assistiamo alla sfilata della banda del paese in costume, per poi entrare in una macelleria dove stanno affumicando i salumi.

Marino e Isa tra poco torneranno a Trieste, ma prima di salutarci ci danno l’ottimo consiglio di visitare al PASSO PALADE, che collega MERANO alla VAL DI NON, il GAMPEN BUNKER, costruito nel 1940 in 8 mesi per controllare attraverso le feritoie l’eventuale ingresso in Italia di invasori. Molto bella anche la raccolta di ben 2500 minerali trovati in tutto il mondo e catalogati dal signor TONI KIEM.

Ultimo giro per le strade immerse nei meleti fioriti della Val di Non e poi ci spostiamo verso la parte trentina del LAGO DI GARDA, precisamente a RIVA DEL GARDA.

Il trekking che faremo qui nel pomeriggio è il SENTIERO DEL PONALE con vista mozzafiato sul lago dalla vecchia strada scavata nella roccia, che ora è un percorso ciclopedonale dal gran fascino.

Dopo un aperitivo al BAR DEL BELVEDERE, torniamo a RIVA DEL GARDA e poi costeggiamo tutta la costa del lago, prima trentina e poi veneta, fino ad arrivare a LAZISE.

Soggiorneremo al RELAIS CORTE PONTIGLIARDO, ottima struttura immersa nei vigneti a COLA’ DI LAZISE, con anche una bella piscina, che purtroppo non avremo occasione di utilizzare, anche per il clima, che solo ora diventa un po’ uggioso.

Cena squisita al RISTORANTE IL PORTICCIOLO, a LAZISE, a base di antipasto di pesci di lago e agoni alla griglia con polenta, tagliatelle con ragu di lago e carbonara di trota affumicata. Giretto piacevole per le via del borgo e poi a nanna.

5 maggio – Dopo una bella colazione, visita ad una cantina della zona (sì al mattino, ma senza degustare!) e all’oleificio Veronesi (impossibile non acquistare l’olio dell’omonimo). Trascorreremo il resto della giornata alle TERME QC DEL GARDA, dove non eravamo ancora stati, utilizzando la promozione (sempre interessante) WELLNESS BIRTHDAY nel relax che è sempre una sicurezza delle QC.

28 marzo – Primi giorni di primavera, solito desiderio di esplorare, vedere, provare, emozionarci per le novità…il volo ITA AIRWAYS con scalo a ROMA ci porta in USA, a MIAMI. Si sta bene, si guardano film, si fa un pasto italiano (anche piuttosto buono) e giusto giusto a metà tragitto…”C’è un medico a bordo?”, un po’ di suspence e poi tutto a posto per fortuna, anche perchè a 6 ore da Miami, mentre si vola sopra all’oceano, non è proprio un buon momento per stare male.

L’auto che abbiamo noleggiato è una KIA, grande (come tutte le auto americane) e comoda. Ci immergiamo nella vitalità delle strade di MIAMI fino ad arrivare alla casetta che abbiamo prenotato per la notte. Si tratta della tipica casa dei film americani con il vialetto per le auto, le siepi e il giardino, non facile da trovare perchè le via con case simili sono molte. Tappa al WALMARK per le prime provviste, poi programma per i prossimi giorni e a nanna.

29 marzo – L’esplorazione della FLORIDA inizia in auto lungo la US41, percorrendo il TAMIAMI TRAIL che ci fa raggiungere l’EVERGLEDES NATIONAL PARK, “fiume d’erba” tra canali e specchi d’acqua. Si tratta di una grande riserva naturale dalla rigogliosa vegetazione, popolata da alligatori e da tanti uccelli delle specie più varie. Entriamo nel parco pagando un ticket per l’auto (35 dollari) e ci fermiamo allo SHARK VALLEY VISITOR CENTER, dove prendiamo qualche informazione sui vari trail e decidiamo un giro con un trenino aperto nello SHARK VALLEY LOOP di circa 2 ore con la guida di un ranger fino alla torre di osservazione e poi di ritorno tra i canali.

Facciamo varie soste e vediamo tantissimi alligatori e coccodrilli (questo è l’unico posto al mondo dove convivono le 2 specie), farfalle, uccelli di ogni tipo e grandezza e vegetazione varia con predominanza delle mangrovie.

E’ un percorso molto interessante ed emozionante, ottima anche la scelta dell’orario di prima mattina perchè c’è ancora poca gente e ci godiamo il giro in tranquillità.


Riprendiamo il TAMIAMI TRAIL, vediamo le caratteristiche barche (AIR BOAT) con le ruote e ci fermiamo al MICCOSUKEE INDIAN VILLAGE, dove gli indiani della tribù MICCOSUKEE hanno piccoli banchetti dei loro prodotti artigianali, un museo con la loro storia, la fossa degli alligatori (la tappa al villaggio è carina, ma perdibile).

Anche la LOOP ROAD SCENIC DRIVE da percorrere in auto nel mezzo della vegetazione degli EVERGLADES è un po’ monotona, anche se ci permette di vedere altri alligatori e tantissimi pescatori con attrezzature super.

Simpatica a OCHOPET la casetta in legno che è il più piccolo ufficio postale degli USA. Il meteo, che a priori non sembrava buono per oggi, ci ha invece graziato e c’è stata solo qualche nuvola con rari scrosci di pioggia mentre eravamo in auto (per fortuna!).

Tappa a EVERGLADES CITY e al bel porticciolo di CHOKOLOSKEE ISLAND, dove tantissimi si dedicano alla pesca sportiva con le loro belle barche equipaggiatissime.

Arriviamo alla cittadina di NAPLES, dove abbiamo prenotato per la notte THE FAIR WAYS INN OF NAPLES, hotel carino con una bella piscina riscaldata e camera accogliente.

Esploriamo le vie della DOWNTOWN, l’OLD NAPLES, dove, in particolare lungo la V AVENUE, si trovano molte case eleganti e curatissime, negozi di lusso, ristoranti e bar di ogni tipo. Siamo colpiti dall’enorme quantità di ristoranti italiani, tutti molto belli e carissimi (la pasta semplice tipo carbonara o pomodoro a 30 dollari, la pasta con pesce a 50 dollari!), naturalmente li evitiamo e ceniamo con un panino.

30 marzo – Una bella giornata di sole e una soddisfacente colazione nel vasto e rigoglioso giardino dell’hotel sono un ottimo esordio in un accogliente ambiente tra le palme e alcuni leprotti che circolano indisturbati.

La costa della FLORIDA OCCIDENTALE che esploreremo oggi è famosa per le enormi spiagge di sabbia bianca, il mare caldo dai bei colori e le eleganti case. In effetti tutta la zona è in intrigo di canali, isolette costellate di splendide case curatissime con giardini fioriti dal lato della strada, terrazze e aree per il relax dall’altro lato, che affacciano direttamente sulla spiaggia: meravigliose.

La prima cittadina con queste caratteristiche che troviamo è BONITA BEACH, poi FORT MYERSBEACH, entrambi vivibili e tranquille. Ma l’eleganza delle case aumenta dopo il maestoso ponte che porta a SANIBEL ISLAND.

Qui facciamo la nostra prima tappa in spiaggia alla LIGHTHOUSE BEACH PARK, grande spiaggia con faro e sabbia bianchissima. La gente sembra pochissima perchè è diluita negli enormi spazi e passeggiare a piedi nudi è rilassantissimo.

Stessa sabbia con una caratteristica particolare la troviamo nella successiva spiaggia dove ci fermeremo, TARPON BAY BEACH: è letteralmente invasa da una enorme quantità di conchiglie di ogni forma e colore, qui infatti lo sport principale è la ricerca della conchiglia più bella. In realtà dovunque in questa parte di costa occidentale della Florida ci sono gran quantità di conchiglie, addirittura anche al posto della ghiaietta delle aiuole.

Sulla strada ci sono bei locali tipici americani, le auto sono sempre enormi, le strade (qui e in tutta la Florida) ben tenute e a molte corsie, tanto che sembra non ci sia mai traffico nè ostacoli, anche se ci sono parecchie persone che si muovono.

Passando per il J.N. DING DARLING NATIONAL WILDLIFE REFUGE, si supera un altro ponte (più piccolo e sempre vicino alla spiaggia di sabbia e accanto al quale si trovano molti pescatori) per raggiungere CAPTIVE ISLAND, 9Km di spiagge sulla costa occidentale e intrigo di mangrovie sulla costa orientale con case ancora più lussuose ed esclusive, spesso con spiaggia privata e barca ormeggiata.

Il colore del mare di una bella tonalità azzurro/verde contrasta con il bianco della spiaggia e il blu del cielo.

Torniamo sulla terraferma percorrendo sempre ampie strade tra canali e un tripudio di palme ovunque, passando per FORT MYERS. Acquistiamo da un fruttivendolo per strada delle ottime fragole di coltivazione locale.
Siamo pronti per il primo bagno della stagione 2025, scegliamo una spiaggia gigantesca, di dimensioni indescrivibili, SIESTA KEY BEACH, tutta di sabbia bianchissima e sottilissima, perchè composta da granelli di quarzo; è stata votata “la più bella spiaggia degli Stati Uniti”. Oggi è domenica e ci sono molte persone, ma il chiasso è comunque diluito dall’enormità della spiaggia.

Passiamo per la cittadina di SARASOTA, che ha un bel lungomare costeggiato da alti palazzoni in vetro e arriviamo all’ora del tramonto a SEMINOLE, dove ci fermeremo per la notte in una graziosa casetta a un piano, ben strutturata, attrezzata e tenuta con gran cura con il solito vialetto e giardino tipici delle case americane. Facciamo due chiacchere con la simpatica giovane proprietaria, entusiasta (come tutte le persone con cui abbiamo l’occasione di parlare) di saper che siamo italiani.

Come in tutte le città americane non esiste un vero centro, comunque c’è una zona dove si trova un concentrato di locali e negozi, che ha poca identità perchè sembra un grande centro commerciale. Ci fermiamo lì per cena al MILLER’S ALE HOUSE, dove gustiamo hamburger e patatine accompagnati da una bella birra: scegliamo di mangiare nella parte del locale all’aperto, inspiegabile per qualsiasi americano, che preferisce le temperature polari degli spazi interni con l’aria condizionata.

31 marzo – Colazione nella veranda della nostra casetta con la piacevole compagnia di qualche scoiattolo che sale sugli alberi in giardino.

Decidiamo di tornare al mare in una graziosa vicina cittadina, CLEARWATER BEACH, dove passeggiamo sulla bella grande spiaggia con sabbia al solito fine e bianchissima e al PIER 60, dove tra poco meno di 10 giorni si terrà la gara annuale di sculture di sabbia. Carini i negozi, che vendono in prevalenza attrezzatura per il surf e per le attività marine.

La nostra successiva tappa è TARPON SPRINGS, paese dalla curiosa caratteristica di essere un’enclave greca con ristoranti, negozi e insegne elleniche e la cui principale attività è la pesca delle spugne.

Dedichiamo il pomeriggio al lungo viaggio per passare dalla costa ovest a quella est della Florida, godendoci il paesaggio della campagna, costellata da piccole casette con veranda, un po’ tutte uguali, che ci sembra di aver già visto nei film americani; nelle zone più carine si trovano qua e là campi da golf.

Arriviamo nel pomeriggio a COCOA BEACH sulla costa dell’oceano, dove abbiamo scelto l’HOTEL LA QUINTA, che è stato di proprietà dei primi 7 astronauti della MISSION MERCURE, carino e con una piscina centrale, oltre ad esporre tanti ricordi e foto degli astronauti. Andiamo subito nella spiaggia antistante, molto ampia e con sabbia fine ma non bianchissima come quella trovata nei giorni scorsi sulla costa occidentale; c’è poca gente, ma il mare ha un po’ di onde e non ci pare particolare.

La ragazza dell’hotel ci consiglia un ristorante sul mare, COCONUT ON THE BEACH, dove ci sono tantissimi americani ad aspettare il tavolo. Attendiamo anche noi, anche perchè appena scesi dall’auto si scatena una forte pioggia improvvisa, mentre nel resto del giorno c’è sempre stato il sole. L’attesa sarà premiata da un’ottima cena a base di pesce locale, merluzzo, patatine e varie salsine tra cui il mio amato guacamole in un ambiente molto piacevole.

1 aprile- Colazione tipicamente americana con caffè lungo, pane tostato con marmellata, waffel (fatti da soli con una macchinetta super professionale) con sciroppo d’acero e burro di arachidi, uova strapazzate. Piccola passeggiata di prima mattina, quando è ancora deserta, alla spiaggia vicino al PIER di COCOA BEACH.

ci dirigiamo al non lontano KENNEDY SPECE CENTER di CAPE CANAVERAL, che desideriamo molto visitare, malgrado il costo elevato (75 dollari a testa).

Ne vale effettivamente la pena! Il complesso è formato da un’area molto estesa che comprende il ROCKET GARDEN con 8 razzi che svettano verso il cielo, l’area dedicata allo SPACE SHUTTLE ATLANTIS con esperienze interattive tra cui l’emozione del lancio, esposizione di simulatori di volo nello spazio e vari reperti degli astronauti.

Con un bus si raggiungono il luogo dove la NASA costruisce i razzi, poi l’APOLLO/SATURN CENTER, dove si trova il razzo più grande lanciato nello spazio, si rivivono i lanci e ci si emoziona rivivendo l’allunaggio dell’APOLLO 11 (in realtà noi all’epoca avevamo 2 anni!).

L’esperienza al KENNEDY SPACE CENTER è stata proprio interessante e siamo rimasti impressionati dal fatto di rivivere un pezzo di storia nel luogo in cui i primi razzi per la conquista dello spazio sono partiti.

Nel pomeriggio risaliamo in macchina per un percorso piuttosto lungo in direzione SUD verso la nostra prossima meta sulla costa atlantica, FORT LAUDERDALE, famosa per la sua vitalità notturna e per la grande spiaggia sabbiosa. L’HOTEL AQUA dove soggiorneremo è vicinissimo alla spiaggia, abbiamo una bella camera che dà sulla piscina e c’è una rilassante musica di sottofondo. Bagno in piscina, perchè il mare è piuttosto mosso. Passeggiamo sul lungomare e ceniamo in un ristorante messicano da non segnalare.

2 aprile – Bello iniziare la giornata con una passeggiata sulla spiaggia, mentre anche oggi il sole ci accoglie e ci accompagnerà nel viaggio verso le ISOLE KEYS, una lunga serie di isole per ben 10 Km con una strada che le congiunge tutte fino ad arrivare a KEY WEST.

Il panorama è particolare e molto bello con mare dallo smeraldo al verde all’azzurro, la sabbia bianca, le palme ondeggianti e i numerosi lunghi ponti da cui si vedono le casette eleganti spesso con posto barca personale.

La prima isola che incontriamo è KEY LARGO, dove ci fermiamo al VISITOR CENTER per avere la mappa e qualche consiglio. Qui troviamo la prima delle tante big sedie “di ordinanza” colorate che si trovano nelle verande e nei giardini di quasi tutte le case e che avevamo già visto nel New England.

Avevamo letto che una specialità delle KEYS da assaggiare è la KEY LIME PIE, una cheesecake di lime e che il posto migliore dove mangiarla è la BLOND GIRAFFE KEY LIME PIE FACTORY: non possiamo esimerci, anche perchè ce la troviamo davanti proprio sulla OVERSEAS HIGHWAY, ma ci pare decisamente perdibile, soprattutto perchè è molto dolce (proprio come piace agli americani).

Passati poi all’isola successiva, ISLAMORADA, iniziamo a vedere delle curiose cassette della posta davanti alle case, con decori di lamantini, fenicotteri, tartarughe, delfini e altri animali locali.

Dello stesso genere (un po’ kitsch, ma simpatico) è l’enorme aragosta in fibra di vetro che si trova davanti al RAIN BARREL VILLAGE, dove si trovano vari laboratori artigianali.

ISLAMORADA è la capitale mondiale della pesca sportiva e tutto è improntato alla pesca, che qui sembra proprio una gran passione.

Ci fermiamo alla ROBBIE’S MARINA, dove ci sono degli enormi pesci (i tarponi) a cui qualcuno dà da mangiare i pesciolini, stando attento a non farseli prendere dalle mani dai numerosi pellicani.

Abbiamo scelto di alloggiare all’ISOLA DI MARATHON, sia per spezzare il viaggio sia perchè più avanti verso KEY WEST i prezzi degli hotel erano improponibili. Si è rivelata una buona decisione perchè ci fermiamo a metà della giornata al BLACKFIN RESORT HOTEL E MARINA, che, come dice il nome, ha anche posti barca e la possibilità di rilassarsi in riva al mare; è semplice, ma ha tutto ciò che serve a noi, è pulito e ha un prezzo accettabile.

Proseguiamo verso sud, fa caldo e ci fermiamo per un bel bagno alla famosa BAHIA HONDA STATE PARK, che fa parte di un parco e che perciò si raggiunge pagando un biglietto di 10 dollari a macchina. Bella la spiaggia e i colori del mare, ma non sensazionale come immaginavamo e per di più ci sono un po’ di alghe: sì, lo sappiamo che fanno parte della natura marina e che preservano l’ecosistema, ma non fanno comunque una bella impressione. Inoltre la settimana scorsa prima che arrivassimo noi c’è stato brutto tempo e ha agitato le acque, movimentando la sabbia dei fondali. Anche le altre spiagge che vedremo ci deluderanno un po’ per questo motivo e forse anche perchè la Sardegna e il Salento (i nostri mari preferiti) ci hanno un po’ viziato.

Ed eccoci alla mitica KEY WEST, cittadina che ci è piaciuta moltissimo per le casette in stile coloniale, la bella atmosfera animata, i negozietti caratteristici, l’allegria che si respira ovunque. Facciamo una breve tappa alla SMATHERS BEACH, spiaggia di sabbia bianchissima contornata da molte alte palme, poi passeggiamo per le via di Key West partendo dal SOUTHERN MOST POINT IN THE USA (è il punto più a sud degli Stati Uniti, a solo 90 miglia da Cuba), attraversiamo la carinissima DUVAL STREET con le casette colorate in legno, tra cui anche la casa in cui visse HEMINGWAY per 10 anni e arriviamo al MILE 0.

Emozionante è arrivare in MALLORY SQUARE all’ora del tramonto; raccoglie in piazza tantissime persone che applaudono “il saluto al sole”: giocolieri, artisti di strada, strani e curiosissimi personaggi spesso disinibiti, ma sempre pacifici.

Una particolarità di KEY WEST è che in giro ci sono parecchi galli che girano liberi e indisturbati per le vie.

Ceniamo in un bel locale con musica dal vivo (WILLIS) che ha le pareti tappezzate da banconote da 1 dollaro con frasi o firme dei clienti che le hanno lasciate, mangiamo ottime CONCH FRITTERS (polpette di pesce), LOBSTER ROLL e il pesce locale MAHI MAHI. Lasciamo a malincuore KEY WEST, attraversiamo di nuovo il SEVEN MILE BRIDGE e torniamo per la notte a MARATHON.

3 aprile – Passeggiata per goderci il panorama delle isole e del mare al ponte pedonale vicino al più grande per le auto e poi ci fermiamo alla bella spiaggia a MARATHON vicino al resort, la SOMBRERO BEACH, che si raggiunge percorrendo una via tra belle casette su palafitte con giardini e spesso posti per la barca, mentre per le strade molti fanno jogging. Altra veloce tappa a ANNE’S BEACH.

Per pranzo decidiamo di rilassarci al bel WAHOO’S GRILL su una terrazza sul mare in un porto con barche da pesca, gustando buonissime insalate di granchio e mango e nachos con tonno fresco.

E come possiamo resistere dal fermarci poi alla WAFFLE HOUSE che troviamo lungo la strada, dove il waffle con sciroppo d’acero (che accompagneremo con il caffè) è squisito e il locale è tipicamente americano.

Entriamo poi al JOHN PENNEKAMP CORAL REEF STATE PARK con alcune spiaggette un po’ deludenti, un piccolo acquario, tante canoe tra i canali.

Lasciamo le ISOLE KEYS e ci dirigiamo verso MIAMI, percorrendo strade anche a 5-6 corsie per lato, c’è traffico ma per fortuna molto di più nel senso opposto, anche perchè in centro a Miami stanno costruendo una nuova mastodontica autostrada. Qui, e in realtà nel resto degli Stati Uniti, le auto sono il mezzo di trasporto preferito per le piccole e per le grandi distanze, sia perchè sono pigri, sia perchè il prezzo della benzina è quasi un terzo del nostro, sia perchè la rete stradale è vasta.

La posizione dell’hotel a MIAMI BEACH è perfetta, perchè è nel mezzo della colorata vitalità cittadina a SOUTH BEACH ma non nel pieno chiasso. NINE 20 COLLINS è in un edificio ART DECO e la stanza è carina e accogliente.

Ci immergiamo nella follia di OCEAN DRIVE, colorata, piena di vita, mix di culture impressionante, con tantissimi locali in cui un cocktail costa parecchio ed è gigantesco e sfilano persone davvero bizzarre vestite in modo originalissimo, macchine di lusso, locali alla moda in cui si canta e si balla.

La spiaggia è enorme, di sabbia finissima e il mare ha bei colori, anche qui si trova l’umanità più varia e curiosa (ammettiamo che la maggior parte sono tamarri e esibizionisti).

4 aprile – Ci svegliamo molto presto per vedere l’alba sul mare e passeggiamo in spiaggia fino al SOUTH POINTE PARK PIER da cui la sguardo spazia dalla spiaggia ai grattacieli, mentre molti fanno jogging, ginnastica o yoga. E’ simpatico vedere le varie torrette dei BAY WACHERS di colori e di foggia diverse che si susseguono sulla spiaggia.

Dedicheremo il resto della giornata all’esplorazione della DOWNTOWN di MIAMI con i suoi palazzoni di vetro e acciaio che si affacciano sul mare. Con il bus 100 superiamo una serie di ponti e poi con il METROMOVER (trenino sopraelevato)

ci spostiamo per i vari luoghi della DOWNTOWN, partendo dal FINANCIAL DISTRICT per arrivare alla zona commerciale di negozi di BRICKELL e poi al BACKFRONT PARK con bei panorami tra il porto, il mare e i grattacieli.

Con il bus arriviamo alla famosa CALLE OCHO di LITTLE AVANA, enclave cubana a MIAMI, molto carina e dove pranziamo con SANDWICH CUBANO e BANANE FRITTE; qui si vendono e fumano sigari e il domino è il gioco degli abitanti come accade a Cuba.


Segnalo una cosa che fa molto piacere quando si visita una città e che vale in tutti gli USA: ci sono bagni pubblici ovunque, tantissimi e puliti.

Torniamo a MIAMI BEACH per poter passare un po’ di tempo in spiaggia e fare il bagno in mare, poi ci sistemiamo nel nostro vicino hotel e usciamo nel divertente caos di COLLINS e OCEAN DRIVE tra viali di palme, hotel Art Deco, luci dei locali, personaggi sempre più colorati e bizzarri, originalità accentuata oggi dalla festa che scopriamo esserci in questi giorni, il GAY PRIDE, che culminerà con la parata di domenica.

Ceniamo in un bel locale messicano a base di tacos con carne e guacamole e cocktail di mango. Qui, come in tutti i ristoranti, notiamo che spesso i clienti non finiscono il pasto (vero che le porzioni sono enormi sempre), ma si portano a casa qualcosa per il pasto successivo (per non cucinare!), in Italia non succede quasi mai.

Altro curioso particolare è che dovunque l’acqua in bottiglia è solo San Pellegrino, incredibile pensare quanto la Val Brambana sia lontano da qui e come sia assurdo spostare l’acqua tra i continenti (bene comunque che una ditta italiana ci sia riuscita).

Gironzoliamo poi fino alla pedonale ESPANOLA WAY, piena di locali e ristoranti, spagnoli, ma anche italiani, che piacciono tantissimo (come dar loro torto!), pur avendo prezzi spropositati.

5 aprile – Ultimo giornata a MIAMI e in FLORIDA esplorando l’ART DECO HISTORIC DISTRICT, cioè la più grande concentrazione al mondo di edifici in stile ART DECO (che si sviluppò in Europa e poi in America negli anni ’20 e ’30)

entrando anche in alcune di queste strutture che ora sono hotel ad ammirare gli arredamenti.

Arriviamo fino alla commerciale LINCOLN ROAD, torniamo a ESPANOLA WAY, facciamo un’ultima passeggiata sulla spiaggia, poi compriamo qualche frutto (banana, ananas e mango) e ci sediamo in un parco sotto ad un albero su cui scopriamo esserci 2 grosse iguane.

Salutiamo la FLORIDA con la conferma che gli Stati Uniti non hanno a cuore il futuro del pianeta: usano l’aria condizionata in modo eccessivo e spesso senza ragione, fanno poco e male la raccolta differenziata dei rifiuti, usano troppo le auto, poco treno, quasi nulla le bici, mangiano in modo scorretto e poco sano causando danni non solo a loro stessi, ma anche al pianeta.

1 ottobre 2024 – Evviva, si parte! Anche questa volta verso la nostra amata ASIA per esplorare una zona del continente che ancora non conosciamo, l’INDONESIA.

Il volo SINGAPORE AIR LINE fino a SINGAPORE è molto piacevole. le hostess gentili ed elegantissime nei loro colorati vestiti orientali, i pasti e i film di intrattenimento, alternati a pisolini, ci fanno trascorrere serenamente le 12 ore di viaggio.

2 ottobre – Incontriamo la simpatica guida Fabrizio, romano che ha sposato una ragazza di Singapore, che ci racconta la storia della città, i primi insediamenti coloniali europei e l’enorme espansione dell’ultimo secolo fino a diventare oggi una delle principali realtà economiche e finanziarie mondiali. Si trova nella punta meridionale della penisola malese ed è una città stato.

Iniziamo la visita della metropoli dal clima molto caldo e decisamente umido (ed è così tutto l’anno) passeggiando per il NATIONAL ORCHID GARDEN, splendido parco dalla ricchissima lussureggiante vegetazione con tantissime orchidee, piante di zenzero, canfora, fiori coloratissimi, palme, tanti uccelli, nessuna zanzara perchè sono state combattute in modo efficace (mi sa che dobbiamo imparare), scoiattoli e piccole iguane.

Emozionante la cerimonia a cui assistiamo con canti e rituali in un bel tempio buddista, dove sono venerati gli animali che corrispondono all’anno di nascita secondo il calendario cinese. La città è moderna, molto pulita, curata e ordinata tra edifici governativi coloniali, teatri, sale concerto, centri commerciali enormi, negozietti, ristoranti, locali. In un brevissimo lasso di tempo la città di Singapore ha avuto un notevole progresso economico e sociale ed è ora molto ricca, capace di accogliere ogni imprenditore che voglia investire, anche per il buon regime fiscale.

Passeggiamo per CHINATOWN e pranziamo in un ristorantino cinese con buoni ravioli, riso e anatra laccata.

La zona di MARINA BAY è molto animata e vitale, qui si trova la statua del MERLION con testa di leone e corpo di pesce, simbolo di Singapore.

Un giro in barca sul fiume ci permette di ammirare il contrasto tra le antiche architetture coloniali e il moderno skyline dei grattacieli.

Il carattere cosmopolita della città si apprezza ad ARAB STREET, dove vive la minoranza mussulmana, con la SULTAN MOSCHEA dall’ampia cupola dorata e nella LITTLE INDIA, esplosione di colori, suoni e profumi, dove ora si prepara la festa della luce. Il meteo oggi ci ha assistito e godiamo di un bel sole alternato a qualche nuvola, sempre con un gran caldo umido.

Dopo un breve riposo all’HOTEL MERCURE, ci avviamo in taxi ai GANDENS BY THE BAY, dove si trovano i recenti giganteschi futuristici fiori circondati da vera rigogliosa vegetazione.

Saliamo su una passerella che congiunge 2 dei tanti alti fiori e da qui si gode il tramonto con lo sfondo di Marina Bay, dei teatri, della serra con avveniristiche cupole, della ruota panoramica e dei tanti grattacieli che completano lo skyline della città.

Appena fa buio assistiamo alo spettacolo di luci e suoni (gratuito) che valorizza i grandi fiori e tutto il moderno polo della città. La notte è il miglior momento per ammirare Singapore, tutti i moderni edifici sono sapientemente illuminati.

Completiamo il fascino serale con il secondo spettacolo di luci, suoni e in questo caso anche acque che anima MARINA BAY con le fontane danzanti e colorate e lo sfondo del fiore di loto a petali aperti che è sede del MUSEO DELL’ARTE E DELLA SCIENZA.

Chiudiamo la lunga bella giornata con il caratteristico cocktail della città (l’ottimo SINGAPORE SLING) in un bel locale dove c’è anche musica dal vivo a Marina Bay.

Superiamo l’HELIX BRIDGE, moderno ponte a doppia elica arrotolata di grande impatto scenico e torniamo in hotel stanchi, ma molto soddisfatti.

3 ottobre – Levataccia per prendere il volo che ci condurrà in INDONESIA, precisamente a YOGYAKARTA, l’anima dell’ ISOLA DI GIAVA, dove le tradizioni sono più radicate e che è il perfetto punto di partenza per visitare i templi indonesiani. L’arcipelago indonesiano è il più grande del mondo e potrebbe essere ricchissimo perchè ha moltissime materie prime.

Durante il tragitto in bus la strada costeggia le casette giavanesi, povere ma ordinate, le risaie, le colorate piante di frangipane, mentre una miriade di persone si spostano in prevalenza con gli scooter (il traffico delle auto è fortunatamente ancora limitato, visto che qui il possesso di una macchina è un vero lusso).

Ci fermiamo in un colorato mercato dove si vende qualsiasi cosa a prezzi bassissimi per il nostro standard. La nostra locale guida, SAM (che non è mai stato in Europa, ma si è appassionato all’italiano) ci accompagna in un piccolo laboratorio di BATIK, dove possiamo vedere le tecniche utilizzate per realizzare questi splendidi tessuti con i caratteristici motivi decorativi e naturalmente fare qualche acquisto.

Nel cuore di YOGYAKARTA si trova la bellissima location del PHOENIX HOTEL, dove alloggeremo nei prossimi giorni.

E’ una splendida struttura coloniale, molto curata nei particolari sia nelle zone comuni sia nelle camere con piscina, spa e tante sale con mobili e accessori d’epoca. Dopo un po’ di piacevolissimo relax, usciamo per le vie centrali della cittadina fino al grazioso RISTORANTE REMINDEN, dove mangiamo riso fritto con pollo, involtini di verdure e vari gustosi frittini, mentre un complessino locale suona musica carina.

4 ottobre – La colazione al PHOENIX HOTEL in un bellissimo giardino interno è notevolissima con cibo dolce e salato di ogni genere servito con gran cura; menzione particolare per la frutta tropicale fresca e/o frullata al momento (mango, papaya e guava).

Ci avviamo in bus a PRAMBANAN, suggestivo complesso di templi indu dell’XI secolo, interessante testimonianza del lungo periodo in cui la cultura indu fiorì a Java.

E’ composto da vari templi decorati con rilievi dedicati alle 3 grandi divinità SHIVA, VISHNU e BRAHMA ed è stato ben restaurato con l’aiuto sia economico che archeologico/culturale da parte dell’UNESCO.

Bellissima la passeggiata tra i templi immersi i una lussureggiante vegetazione con pochi visitatori visto che è prima mattina con il sole che anche oggi ci assiste e dona una luce speciale.

Tornati a YOGYAKARTA, visitiamo il KERATON (PALAZZO DEI SULTANI), città fortificata con la tipica architettura giavanese, dove ancora oggi vive il sultano e il WATER CASTLE, che in passato era il giardino con piscina della famiglia reale.

Ci spostiamo per le viuzze del centro con i caratteristici tuk-tuk (qui chiamati BECAK).

Curiosa e molto interessante la vista al laboratorio che fabbrica le tradizionali marionette giavanesi, create con la pelle di bufalo che vengono poi dipinte a mano. Pranzo in un simpatico ristorante con pesce, zuppa e verdure locali accompagnati dall’immancabile riso.

Il pomeriggio ci riserva la grande emozione della visita al colossale complesso buddista di BOROBUDUR, dell’VIII secolo, sopravvissuto ad eruzioni vulcaniche, attacchi terroristici e al terremoto del 2006.

L’imponenza e la bellezza della stupa si staglia tra le verdi risaie e la foresta tropicale, si tratta del tempio buddista più grande del mondo, costruito con due milioni di blocchi di pietra.

Nei vari livelli è impressionante la cura dei dettagli delle immagini scolpite, sono un vero MANDALA, una mappa dell’universo cosmico e al secondo livello possiamo ammirare la sequenza della vita del principe SIDDHARTHA nel suo percorso verso l’illuminazione.

La suggestione del luogo si sublima al tramonto alla sommità della stupa, dove si può raggiungere il nirvana. Emozionante per noi trovare qualche momento, anche se purtroppo breve, di meditazione e serenità.

5 ottobre – Anche se di primissima mattina, ci godiamo un’altra ottima varia colazione e lasciamo a malincuore il nostro splendido hotel per raggiungere la vicina stazione ferroviaria di YOGYAKARTA.

Da qui prenderemo il treno per arrivare più velocemente alla nostra prossima meta in Indonesia, attraversando una bella e rigogliosa campagna, coltivata con distese di riso, mais, cipolla e palme, rigorosamente sempre lavorate a mano senza nessuna meccanizzazione.

Dalla stazione di JOMBANG prendiamo un bus e poi delle jeep perchè la strada inizia a inerpicarsi per la montagna ed è stretta, fino ad arrivare in un villaggio nella zona del MONTE BROMO a 1800 metri di altitudine.

Eccellente la sistemazione in un bel lodge di montagna (JIWA JAWA), circondato da un rigoglioso giardino su cui si affacciano i balconi delle accoglienti camere. Passeggiata per le viuzze e ottima cena nel ristorante sopraelevato del lodge. Poi a nanna in attesa della levataccia di domani per godere l’alba.

6 ottobre – Ci inerpichiamo prima del sorgere del sole su strette strade in jeep fuoristrada per raggiungere i 2700 metri di PENANJAKAN e poi affrontare un percorso a piedi con notevole pendenza fino a una zona estremamente panoramica.

Da qui il cratere del vulcano è pervaso da un’atmosfera eterea, i colori sono magici e intensi e il fumo che esce dal vulcano rende il panorama davvero suggestivo, anche se moltissime sono le persone (quasi tutti locali e non occidentali) che hanno fatto la fatica sia di svegliarsi così presto, sia di inerpicarsi fin qui per godersi il fenomenale spettacolo del sorgere del sole vedendo fumare il VULCANO BROMO.

Scendiamo poi a 2300 metri sempre in jeep e passiamo attraverso il famoso “MARE DI SABBIA” a dorso di cavallo per arrivare alla base del vulcano BROMO.

Le emozioni mattutine non sono ancora finite, perchè, dopo aver salito 253 gradini, ci troveremo di fronte alle viscere fumanti e sulfuree del vulcano. All’alba, con un cielo che collabora perchè privo di nuvole, il clima è piuttosto freddo, ma presto il sole comincia a riscaldare.

Tornati in hotel facciamo un’ottima colazione sia salata (come fanno i locali) sia dolce sia a base di golosa frutta locale (mango, papaya, dragon fruit e oggi assaggiamo per la prima volta lo SNOKEFRUIT, che ci piace).

Ripartiamo con il bus attraversando una campagna ricca di coltivazioni di tabacco, caffè e chiodi di garofano, mentre davanti alle case troviamo le donne che mettono i chicchi di caffè ad essicare.

Sosta per il pranzo al carino RISTORANTE HANDAYANI su una palafitta vicino al mare, ben arieggiata, a base di buonissimi gamberi e nuddles con verdure. Proseguiamo lungo la costa attraversando simpatici villaggi di pescatori, in uno quali (PASIR PUTIH) ci fermiamo per passeggiare sulla spiaggia mentre le persone del luogo (visto che è domenica) fanno pic-nic, giocano, qualcuno fa il bagno (pochi e non le donne, visto che JAVA è un paese mussulmano). Vediamo allevamenti di granchi e barche di legno colorate tipo catamarani.

Attraversiamo foreste di mangrovie, di alberi di tek e di banane, mentre ogni tanto troviamo ai bordi della strada simpatiche scimmie.

Arrivati nella parte più orientale dell’isola di JAVA, ci fermiamo al bellissimo HOTEL JIWA JAVA IJEN, immerso nella giungla tra palme e banani con una splendida piscina a sfioro e un panorama mozzafiato sulla campagna circostante. Purtroppo il tempo per goderci l’hotel è poco, perchè l’escursione che abbiamo programmato ci costringe a un’ulteriore (e anche maggiore) levataccia, ma l’esperienza vale sicuramente il poco sonno.

7 ottobre – In piena notte partiamo sotto una pioggia battente (mentre la nostra simpatica guida Sam ci assicura “è solo nebbia, più in alto è sereno”) per raggiungere in jeep il punto di partenza del trekking verso il VULCANO IJEN. In effetti Sam aveva ragione, è buio, non piove, anzi c’è uno splendido cielo stellato e con le torce una guida locale ci conduce sul ripido sentiero fino alla cima del vulcano

. Raggiungere al’alba lo spettacolare fumante lago vulcanico circondato dal giallo dello zolfo è una grande emozione, malgrado la fatica della salita a piedi (da 1850 a 2386), anche perchè il sentiero era chiuso fino a 15 giorni fa per le esplosioni vulcaniche all’interno del cratere.

Proprio a causa delle recenti eruzioni non vediamo però l’insolito fenomeno delle “fiamme blu”. Particolarissimo il fatto che sul cratere lavorano i minatori (o meglio raccoglitori) di zolfo che tutte le notti affrontano le nubi di gas nocivi per raccogliere pezzi di zolfo giallo e trasportarli sulle spalle (fino a 100 Kg ogni volta) fino agli stabilimenti alle perdici della montagna dove vengono lavorati.

E’ un lavoro faticosissimo e poco pagato, tanto è vero che molti minatori preferiscono ora accompagnare i turisti sul bordo del vulcano.

Discesi dal vulcano, ci attende una bella abbondante colazione. Dopo un breve relax sulla terrazza panoramica dell’hotel nel bel mezzo della giungla, si riparte tra piantagioni di caffè, caucciù e chiodi di garofano con breve sosta per vedere le piante da vicino.
Bella la cascata tra la rigogliosissima vegetazione e la passeggiata in un villaggio dove i bimbi stanno uscendo da scuola e sono tutti sorridenti e carinissimi.

Qui e dovunque a Java si vedono pochissimi cani, che non sono molto graditi alla cultura mussulmana (la religione nettamente predominante nell’isola), mentre i gatti sono un po’ più presenti.

Salutiamo JAVA e prendiamo il traghetto per BALI, che esploreremo nei prossimi giorni. Primo pranzo balinese in un ristorante tra le risaie, dove mangiamo molto bene.
In serata arriviamo all’HOTEL RADHA PHALA a UBUD, un po’ cotti dopo il risveglio notturno, il trekking per vedere l’alba al vulcano e il lungo traferimento.

8 ottobre – UBUD è un luogo che è la culla della cultura, dell’arte e della spiritualità balinese, che ha attirato in INDONESIA tanti occidentali e dove sono stati ambientati molti romanzi e film. Qui meditazione e relax sono all’ordine del giorno.

Partiamo verso il NORD in bus e siamo subito colpiti dal fatto che ci sono più templi che case, ogni casa ha almeno 4 altari anche molto elaborati e colmi di offerte, qui a BALI infatti la religione dominante (addirittura il 95% della popolazione) è l’INDUISMO. Inoltre la natura è sempre rigogliosissima e piante di ogni genere si trovano ovunque qui e in tutta l’isola di Bali, cosa che contribuisce ad accrescerne il fascino. La simpatica e competente guida NICO ci racconta la vita, la cultura e le particolarità di Bali in modo piacevole e interessante.

Appena fuori UBUD troviamo moltissimi artigiani che fabbricano mobili e grandi statue in legno raffiguranti divinità induiste e animali.

Assistiamo in mattinata alla tradizionale famosa danza balinese in un teatro all’aperto posto in una suggestiva cornice tra le porte del sole e vari tempietti. La DANZA DEL BARONG rappresenta l’eterna lotta tra il bene e il male: Il BARONG è un irsuto cane-leone che protegge il villaggio ed è contrapposto al mostro mitologico RANGDA che è l’incarnazione del male, mentre gli aiutanti del BARONG, armati del pugnale tradizionale (il KRIS) intervengono nella danza/lotta.

Superato il traffico della zona attorno a UBUD, attraversiamo la campagna balinese costellata di numerose risaie (sono addirittura 4 i raccolti di riso all’anno perchè la terra vulcanica è molto fertile) e di tantissime piante da frutto, fiori, frangipani e alberi di ogni genere. La strada poi diventa più tortuosa e si sale tra gli alberi di tek, dove troviamo parecchie scimmie.
Arriviamo al mare alla spiaggia nera vulcanica di LOVINA, dove pranziamo in una terrazza sul mare con tonno e involtini di verdure.

Bellissimo, suggestivo e invita alla meditazione il TEMPIO BUDDISTA BRAHMAVIHARA ARAMA, fiancheggiato da draghi di pietra, porte del sole, altarini, luoghi di meditazione e una natura circostante rigogliosissima.

Sosta curiosa alle SORGENTI CALDE DI BANJAR con acque sulfuree provenienti dal vulcano dalla temperatura di 37 gradi, dove si può anche fare il bagno.

Un percorso a piedi nel mezzo della giungla ci permette di raggiungere la CASCATA DI GIT GIT, a nord di BEDUGUL, bella sia per la portata d’acqua sia per la splendida location nella foresta.

Al tramonto visitiamo il tempio induista sul lago ULUN DANU BERATAN, dedicato alla dea delle acque, venerata dai balinesi e meta di pellegrinaggi e cerimonie per propiziare l’acqua necessaria alle attività agricole: atmosfera suggestiva anche perchè a quest’ora i turisti sono pochi e il tempio è pervaso di misticismo.

9 ottobre – Anche oggi è una splendida giornata di sole, il clima è caldo, anche se umido.

La prima tappa della giornata è la visita ad una meravigliosa PIANTAGIONE DI RISO a terrazze, dove simpatico è dondolarsi sull’altalena e passeggiare ammirando i sistemi di irrigazione tradizionali balinesi.

Bella la visita ad una sorgente, benedetta per gli indu, dove si viene a purificarsi e dove si trovano alcuni templi e un laghetto popolato da numerosissime CARPE KOI, venerate perchè si ritiene portino fortuna, prosperità ed energia positiva nella propria vita.

Molto interessante è la visita ad una piantagione di the, caffè e spezie di ogni genere, dove ci viene proposto l’assaggio per ciascuno di 13 tazzine di the e caffè con vari aromi, tra cui il CAFFE’ LUWAK, unico al mondo perchè ottenuto con i chicchi di caffè mangiati ed evacuati dalla mangusta; pare sia il caffè più caro che esista.

La mangusta è un animaletto proprio carino che vediamo nella piantagione e ha un bel musetto.

Proseguiamo tra laghi e vulcani tra cui il GUNUGANGUN (di 3142 metri), considerato dai balinesi “l’ombelico del mondo”, fino al TEMPIO MADRE di BESAKIH

enorme, importante zona di culto con tanti templi dalle varie forme.

Con un fiore di frangipane nei capelli ci avviamo verso un ristorante locale con fenomenale vista panoramica sulla valle con risaie, palme e fiori, dove mangiamo a buffet ottimi nuddles, spiedini, banane fritte e dolce con riso e cocco.

Dopo un giro in altalena, all’uscita vediamo un pipistrello appeso ad un ramo che svolazza.

Tornati a UBUD, decidiamo di cenare in un bel locale carino a base di pesce e poi di passeggiare in centro, scoprendo che è pieno di locali, di negozi e di tantissimi ragazzi soprattutto occidentali. UBUD è il cuore artistico di BALI con basse case (non possono essere costruite più alte delle piante di cocco) con galleria, spa, centri spirituali di yoga e di meditazione.

10 ottobre – Concludiamo il nostro viaggio con 2 giorni al mare all’ISOLA DI NUSA LEMBONGAN che raggiungiamo con un breve tragitto in barca veloce. Soggiorniamo all’HOTEL MAHAMAYA, di non recente costruzione, ma con belle camere con balcone sul mare e un’ampia spiaggia antistante. Ci sono coltivazioni di alghe e alta e bassa marea che cambiano le condizioni di balneazione, ma vicinissimo si può sempre fare un bel bagno in un mare dai colori cristallini.

Ciascuno del nostro gruppo fa nel pomeriggio quello che preferisce: si rilassa, prende il sole (ustionante in realtà), fa il bagno in piscina o in mare (caldissimo in entrambi i casi), fa un massaggio, passeggia sulla spiaggia, mangia qualcosa al simpatico bar sul mare. E’ bellissimo goderci il tramonto sul mare sorseggiando un cocktail con il sottofondo della musica dal vivo.

11 ottobre – Il relax a NUSA LEMBONGAN prosegue, ma alcuni di noi decidono di prendere una barca per fare snorkeling alla barriera corallina di NUSA LEMBONGAN e della vicina NUSA PENIDA. Facciamo 3 soste, la prima trovando una gran quantità di pesci colorati, la seconda con avvistamento di tartaruga e la terza più travagliata, perchè il mare si fa un po’ mosso e la visibilità è minore. Riusciamo comunque a vedere (anche se non bene) le grandi MANTE.

Pranzo in un ristorantino sul mare a base di pesce alla griglia e poi un altro bel pomeriggio di relax con il tramonto ancora oggi ben visibile. Il meteo ci ha infatti decisamente assistito per tutto il viaggio con sole e visibilità perfetta, anche sui vulcani (cosa che non è di certo scontata).

Cena tutti insieme in un ristorantino con tavoli proprio sulla sabbia, a base soprattutto di pesce alla griglia, davvero a chilometro zero.


12 ottobre – In barca torniamo a BALI. In aeroporto facciamo gli ultimi acquisti e poi voliamo a SINGAPORE, dove sfruttiamo molto bene il lungo scalo per visitare l’aeroporto, che ha vinto il premio come “il più bello del mondo”. Direi che lo merita in particolare per l’area di JEWEL, dove un’enorme fontana si staglia al centro di un’area dove crescono rigogliosissime migliaia di piante verdi. Al calare della sera suggestive luci colorate illuminano la fontana.

Un ringraziamento a tutti gli amici che con la loro compagnia hanno reso questo viaggio unico e indimenticabile: ROBERTA con l’organizzazione e la capacità di aver il punto della situazione con l’assistenza di EMILIO, SIMONE sempre più inserito nel gruppo e in grado di fare quasi tutto, PIERA, SERGIO, PEPE e REMO con la simpatia e la battuta pronta, PATRIZIA a cui si sono aggiunte (unici nuovi arrivi nel gruppo) la figlia FEDERICA e la nipote VITTORIA, che sono state un ottimo nuovo acquisto ben adattato alle situazioni, ANDREA dal cuore tenero, ANNA sempre sprint e ILARIA, attiva e spiritosa. L’ottimo amalgama della compagnia merita che si ripeta insieme l’esperienza di un bel viaggio insieme al più presto.

.
]]>
Settembre è un ottimo mese per il mare, il Sud Italia e le isole, perfetto per la spiaggia ma anche per visitare e passeggiare. Molti anni fa siamo stati con Giada a Ischia ad ottobre ed ora avevamo il desiderio di tornarci.

1 settembre – Approfittiamo del nuovo ITALO, che da Voghera raggiunge direttamente Napoli, comodo, veloce e confortevole. A NAPOLI sole, caldo…raggiungiamo a piedi in 15 minuti il porto (CALATA PORTA DI MASSA) e poi in traghetto arriviamo a ISCHIA, dove un piccolo bus ci conduce a FORIO al ROYAL SUNSET HOTEL. Ottima accoglienza, hotel nuovo, pulitissimo, ben tenuto e in perfetta posizione, direttamente sul mare. La nostra camera è molto luminosa e ha un bel balcone sul mare, una vera chicca. Subito approfittiamo della SPA dell’hotel, grande, curata nei particolari e con luce d’effetto per il relax dopo il viaggio.

Ma il vero fiore all’occhiello del ROYAL SUNSET è la grande terrazza sul mare, dove ci godiamo il nostro primo tramonto sorseggiando l’aperitivo. Siamo in posizione appartata ma vicinissimi al centro di FORIO, che si raggiunge in pochi minuti a piedi. Passeggiamo per il delizioso paesino fino al porto e ceniamo al RISTORANTE LA RUOTA sul mare a base di bei piatti di pesce.


2 settembre – Un ottimo modo per esplorare l’ISOLA di ISCHIA è noleggiare uno scooter e stamattina inizia la nostra avventura motoristica che ci permette di vedere non solo la costa e le varie spiagge, ma anche i paesini all’interno.

Gironzoliamo per le viuzze di ISCHIA PONTE tra bei negozietti di artigianato nelle strette viuzze anticamente abitate da marinai e pescatori fino alla zona più nobiliare del borgo, il CASTELLO ARAGONESE, che domina maestoso.

Troviamo un simpatico localino gestito da ragazzi giovani che prepara piatti semplici con prodotti solo locali ed è arredato come un antico ristoro e qui facciamo una piccola sosta gustando una caprese (nella nostra permanenza a Ischia e Procida la mozzarella sarà sempre fenomenale) e bevendo vino bianco con le pesche, che pare sia estremamente in voga in questa stagione.

Nei negozietti gli oggetti e i tessuti sono sempre coloratissimi, spesso decorati con limoni e con tonalità sempre molto allegre.

Dedichiamo il pomeriggio alla SPIAGGIA DEI MARONTI, la più lunga e sabbiosa dell’isola, riparata da verdi colline. Qui facciamo lunghi bagni, anche perchè il mare è caldo, pulito e invitante.

Carinissimo l’antico borgo mediterraneo di SANT’ANGELO con le case colorate, la piazzetta aperta sul porticciolo, i locali con i tavoli all’aperto, la spiaggetta e la piacevolissima atmosfera tranquilla che si respira.

A Ischia le sorgenti termali sgorgano ad ogni angolo perchè l’isola è di natura vulcanica, in alcuni casi addirittura in mare, come accade alla BAIA DI SORGETO. Qui si può fare (e naturalmente noi lo facciamo) il bagno termale direttamente in mare dopo aver percorso ben 200 gradini, l’acqua fredda e quella calda si mescolano, l’acqua dolce e quella salata pure e il luogo diventa magico, mentre il sole sta tramontando.

Torniamo a FORIO e ceniamo in un bel ristorante sul mare vicino all’hotel, U PARAVIS, con paccheri all’ischitana e impepepata di cozze.

3 settembre – Dopo una bella abbondante colazione sulla terrazza dell’hotel, ripartiamo con lo scooter per dirigerci al vicino paese di LACCO AMENO, passeggiamo e poi all’improvviso si annuvola e ci rifugiamo per ripararci dalla breve pioggia in un bar per un caffè.

Visto che non è ancora tornato il sole, facciamo solo una tappa alla vicina, bella e riparata SPIAGGIA DI SAN MONTANO e poi ci rilassiamo per qualche ora nella SPA dell’hotel, che è piacevolissimo goderci.

La SPIAGGIA DI CITARA (che si trova vicino al CENTRO TERMALE POSEIDON) è la nostra meta del pomeriggio, prima a pranzo al bar dei bagni a base di zingara ischitana e mozzarella e poi sui lettini per relax e tanti bagni fino al tramonto sul mare, che ha sempre il suo perchè.


Il ristorante della cena (RISTORANTE CANTINE PIETRATORCIA) sulle colline dietro a FORIO ci riserverà una cena ottima a base di cubettoni con ricciola, friggitelli e tarallo napoletano sbriciolato, baccalà con crema di ceci e spinaci saltati e il famoso coniglio all’ischitana (piatto tipico). Ci è stato consigliato da Giada che ci è stata con i suoi amici napoletani lo scorso anno e, oltre ad essere di gran qualità, è in una splendida location sulla terrazza di una cantina che produce vino locale.

4 settembre – Oggi è una bella giornata di sole pieno ed è l’ideale per vedere Ischia da un’altra prospettiva, dal mare. Infatti decidiamo di fare una gita in barca attorno all’isola con la BARCA JOLLY. Facciamo ben 5-6 tappe nei luoghi più suggestivi, dove facciamo bei lunghi bagni, visto che l’acqua limpida e calda è sempre invitante.

Ad ogni sosta i proprietari della barca ci offrono un diverso cibo (stuzzichini con prosecco, bruschette al pomodoro e ai fagioli e tonno, impepata di cozze, pasta con le vongole, frutta, caffè, limoncello) e questa giornata naturalistica, balneare e gastronomica è proprio piacevole e divertente.

Tornati in hotel la SPA ci attende, poi per il tramonto andiamo alla vicina bianca CHIESA DEL SOCCORSO di FORIO, che si trova a picco sul mare e, oltre alla suggestiva bella location, ha all’interno i modellini di velieri ex voto, che testimoniano il forte legame con il mare, anche nelle avversità, della popolazione ischitana.

Cena alla famosa PIZZERIA BELLA NAPOLI di FORIO, dove gustiamo la classica squisita Margherita.
5 settembre – Lasciamo con dispiacere il ROYAL SUNSET HOTEL, dopo un’ultima abbondante colazione e un percorso SPA e ci avviamo a prendere il traghetto per PROCIDA, dove trascorreremo la seconda parte della nostra vacanza. Pioggia mentre saliamo sul traghetto a Ischia, ma pazienza perchè subito torna il sole e PROCIDA ci accoglie con una bella giornata tersa.

Il B&B SOLEMARE che abbiamo scelto si rivela in ottima posizione per visitare PROCIDA, è accogliente, molto pulito, tutto nuovo e curato, i proprietari sono gentilissimi e disponibili a fornire le informazioni per visitare l’isola.

PROCIDA è piccola, ma per avere un’idea di quello che offre e per girarla completamente bastano poche ore con la e-bike (visto che ci sono un po’ di saliscendi). L’isola è vulcanica, le spiagge sono tutte di sabbia nera, le case sono colorate e ben tenute tra le strette vie. La semplicità della vita della popolazione, la bellezza della natura e il fascino del mare hanno ispirato le popolazioni antiche (fin dai romani). la letteratura e il cinema. Infatti nel 2022 Procida è stata nominata CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA.

Con le e -bike raggiungiamo facilmente la CASA DEL VECCHIO POZZO (dove sono state girate alcune scene del “POSTINO” con MASSIMO TROISI)

la SPIAGGIA CIRACCIO con i FARAGLIONI, la MARINA CHIAIOLELLA e la punta sul lato orientale dell’isola da cui si scorge la famosa affascinante e caratteristica MARINA CORRICELLA dalle case coloratissime.

Ci dirigiamo poi verso TERRA MURATA, il punto più alto dell’isola, il fortificato borgo medievale a picco sul mare, da cui si ammira un panorama mozzafiato su tutto il GOLFO DI NAPOLI. Sulla cima si trovano la famosa ABBAZIA DI SAN MICHELE, il PALAZZO D’AVALOS, prima palazzo reale e poi carcere fino al 1988.

Se la zona del porto è bella, ancor più bella è la zona dove ceneremo questa sera e che avevamo già visto dall’alto, MARINA CORRICELLA. Si tratta del borgo marinaro più antico di Procida

disposto ad anfiteatro sul mare, vietato ad ogni tipo di auto o moto e raggiungibile solo per mare o da strette scalinate tra le casette. E’ un intreccio di finestre, archi, casette multicolori con tanti localini che servono il pesce che si trova in abbondanza nei mari procidani.

Speciale la cena al RISTORANTE LA LAMPARA, situato su una terrazza sul mare con vista pazzesca sulla MARINA CORRICELLA: non deludono i piatti, in particolare la caprese di mare, il tonno scottato al pistacchio, i fusilli napoletani con cozze, pesto di limone e provolone.


6 settembre – Colazione con la classica LINGUA DI BUE PROCIDANA (pastasfoglia di forma ovale farcita con crema al limone). Decidiamo di dedicare quest’ultima intera giornata a Procida al mare e in mattinata scendiamo alla SPIAGGIA DI CHIAIA con acque limpide e sabbia nera vulcanica, da cui si gode una splendida vista su TERRA MURATA, la CORRICELLA e il VESUVIO.

Per pranzo torniamo al nostro B&B, dove gustiamo mozzarelle (avrete capito che le adoriamo), olive condite e frutta. Un altro bel pomeriggio di bagni e relax ci attende ad ovest dell’isola alla CALA DEL POZZO VECCHIO (DEL POSTINO), dove attendiamo l’ultimo tramonto sul mare della nostra vacanza.

Cena ancora alla splendida CORRICELLA alla “LOCANDA DEL POSTINO” a base di buon pesce e anche qui i ricordi del film “Il postino” emergono. Per terminare la serata in bellezza limoncello artigianale al “BAR CHIARO DI LUNA”.

7 settembre – MARINA CORRICELLA ci è proprio piaciuta e ci teniamo a vederla anche con la luce del mattino…colori fenomenali! Poi passaggiamo per il borgo, qualche piccolo acquisto, panino e l’altro dolce procidano, la FROLLICELLA e poi traghetto per Napoli.

Giro lungo per arrivare in stazione in modo da passare a SPACCANAPOLI, sempre simpatica e folcloristica e fare ancora qualche assaggio di cibo napoletano….però da domani dieta.
Alla prossima!
]]>
Ci è sempre piaciuto viaggiare in Italia ed esplorare la varietà culturale, artistica, gastronomica, climatica, naturalistica che ciascuna regione ci offre. Quest’anno siamo incuriositi da una delle poche zone dove non siamo mai stati e che pensiamo ci riserverà belle sorprese, l’ABRUZZO.

29 giugno – E’ necessario convivere con un po’ di traffico scendendo a sud in un sabato estivo, ma lo accettiamo di buon grado con il desiderio di goderci la prima giornata di caldo piacevole che quest’estate iniziata tardi ci ha fatto decisamente desiderare. La prima destinazione in Abruzzo sarà il borgo di CIVITELLA DEL TRONTO, annoverato tra i più belli d’Italia, che ci è piaciuto molto, malgrado iniziamo a vedere i segni del sisma che ha flagellato l’Abruzzo nel 2009 e nel 2016.

Il paese è in posizione panoramica sulle verdi vallate circostanti e sul Gran Sasso ed è dominato dalla grande fortezza borbonica che raggiungiamo attraversando stradine con case in pietra locale ben conservate.

Se non ci fosse un matrimonio nella chiesa principale che ci fa entrare nell’atmosfera locale, il borgo non sarebbe molto popolato, ma forse per questo ha un fascino particolare.

Ci concediamo uno spuntino con tagliere di salumi, olive ascolane (Ascoli è vicinissimo, infatti qui siamo proprio al confine con le Marche) e vino, all’aperto in uno dei locali nelle viuzze vicino alla splendida terrazza panoramica della centrale PIAZZA FILIPPO PEPE.

Simpatica la RUETTA, la via più stretta d’Italia, che si può attraversare camminando di taglio ed era stata concepita così stretta per rallentare un’eventuale salita dei nemici verso la fortezza.

Prima di lasciare Civitella assaggiamo i caratteristici buoni dolci, acquistati in una panetteria in piazza e poi ci dirigiamo nella vicina TERAMO, posta su una collina in posizione suggestiva tra oliveti e vigneti. Prendiamo possesso del carino B&B Villa Lidia che abbiamo prenotato, facciamo 2 chiacchere con il simpatico proprietario Paolo e ci avviamo verso il centro storico, dopo una tappa di informazione generali sull’Abruzzo nel nuovissimo centro IAT aperto addirittura ieri, dove ci godiamo anche un’interessante visita virtuale con i visori. Abbiamo la gran fortuna di esplorare Teramo con una guida d’eccezione, i simpaticissimi Sandro (ex collega di Bobo) e sua moglie Teresa, la cui squisita ospitalità ci permette di goderci appieno l’atmosfera teramana. Il cuore pulsante del centro storico è la vivace piazza del DUOMO, insolito per la doppia facciata una all’opposto dell’altra con interni romanici e gotici ben conservati e un alto campanile.

Aperitivo in piazza, passeggiata fino ai resti del teatro romano e per le vie dello struscio con la sorpresa di vedere l’installazione luminosa dedicata al teramano Ivan Graziani dell’artista pavese Lodola.

Buonissima, di soddisfazione e pienamente teramana la cena in un bel ristorante centrale a base di mazzarelle (involtini ripieni di varie erbe e frattaglie), formaggio fritto, olive ascolane, spaghetti alla chitarra teramani (con le tipiche piccole polpette), dolce alla ricotta con pere e liquore alla genziana. Ultima passeggiata per la città con un clima ottimo, godendoci la compagnia dei nostri ospiti, persone con cui è stato piacevolissimo trascorrere qualche ora e che ci riproponiamo di rivedere al più presto.

30 giugno – Lasciata Teramo, percorriamo una bella strada con tante curve tra boschi e fitta vegetazione. Un gruppo di asini ci ostacola attraversando la strada prima del PASSO CAPANNELLE. Breve tappa ad AMITERNUM, teatro romano risalente al I secolo a.C., prima di arrivare all’AQUILA, posta ai piedi del GRAN SASSO al centro della CONCA AQUILANA.

Abbiamo impresse nella memoria le immagini dei terremoti che hanno devastato la città, ma siamo felici di constatare che il complesso processo di ricostruzione sta dando i suoi frutti e che molti palazzi e monumenti sono stati restituiti alla cittadinanza. Impalcatura, lavori e strutture di rinforzo delle case fanno comunque capire che il sisma ha lasciato molti segni.

Ci fermiamo prima di tutto ad ammirare la curiosa FONTANA DELLE 99 CANNELLE, uno dei simboli dell’Aquila, in cui ogni cannella rappresenta un castello che durate il 1200 ha partecipato a fondare la città; qui è suggestivo il rumore dell’acqua che scorre continuamente.

Ci spostiamo verso la FORTEZZA SPAGNOLA, dai possenti bastioni, per poi raggiungere, passando per il centro storico,

la splendida BASILICA DI COLLEMAGGIO dalla gotica facciata quadrangolare a motivi geometrici bianchi e rossi e dal bianco suggestivo interno, dove anche oggi si celebra un matrimonio.

Anche la maestosa CHIESA DI SAN BERNARDINO, posta al culmine di una lunga scalinata, presenta la facciata quadrangolare che caratterizza parecchie chiese abruzzesi.

Passeggiamo per la piazza e per le vie del centro e, dopo un veloce pranzo con focaccia ripiena di mortadella e stracciatella, ci avviamo nella campagna che circonda la città fino al SANTUARIO DELLA MADONNA D’APPARI incastonato nella roccia e posto vicino a un fresco torrente.

Molto interessante è la vista all’insolita CHIESA DI SANTA MARIA AD CRIPTAS a FOSSA, dove una competente studiosa dell’arte locale ci illustra con passione gli affreschi duecenteschi che decorano fittamente tutto l’interno.

Non lontano siamo stupiti di trovare una necropoli incredibilmente conservata che risale addirittura ad epoche dal IX al I secolo a.C. che conta ben 600 sepolture.

Saliamo fino ai 1200 metri del borgo di SANTO STEFANO DI SESSANIO, dove ci fermeremo per la notte al B&B “La casa su le dimore del borgo”, caratteristica casa in pietra in perfetto stile locale e molto ben curata. Gironzoliamo per le viuzze del paese tra ripide scalinate, case in pietra, negozietti di artigianato (in particolare oggetti ricavati dalla lana delle locali pecore), chiesette, onnipresenti gatti.

Ci spostiamo per l’ora del tramonto alla vicina ROCCA CALASCIO, una delle destinazioni più celebri dell’Abruzzo e uno dei castelli più alti d’Italia, ma che soprattutto ha la particolarità di essere in una fenomenale posizione che si affaccia sul GRAN SASSO.

Da qui la vista spazia per 360 gradi sulle montagne e sulla valle e la suggestione è data dalla luce particolare serale e dal panorama vasto ed emozionante nel silenzio rotto solo dal vento.

Torniamo a SANTO STEFANO DI SESSANIO per la cena alla “Locanda del lago” con ottimi zuppa di lenticchie, maltagliati allo zafferano e salsiccia, agnello alla griglia.


1 luglio – Anche oggi come nei giorni scorsi è una bellissima giornata di sole, l’ideale per dedicarci al trekking e Santo Stefano di Sessanio è proprio il punto di partenza per le escursioni a CAMPO IMPERATORE, conosciuto come”piccolo Tibet”.

Si tratta infatti di un vasto altopiano che va dai 1440 ai 2100 metri all’interno del PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO, che ci regala panorami mozzafiato, silenzio, immersione nella natura, prati fioriti su cui svettano alte cime e creste.

E’ un luogo di notevole impatto (che consiglio a tutti di frequentare) sia durante il percorso in auto tra prati con pecore, cavalli e mucche sia per il trekking. Il nostro percorso di qualche ora su sentieri ben tenuti ci permette di spaziare con lo sguardo sulle vette, di vedere camosci saltare e di goderci uno spettacolo della natura unico. Sosta al RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI a 2388 metri, dove ci rifocilliamo con zuppa di cicerchie (un antico legume abruzzese) e polenta con salsiccia.

Torniamo all’OSSERVATORIO ASTRONOMICO e esploriamo poi con curiosità i vari scenari dell’altopiano e i canyon dove sono stati ambientati numerosi film sia italiani sia di Hollywood, tra cui i film western tipo “Lo chiamavano Trinità”, ma anche “Il deserto dei Tartari” e moltissimi altri.

Molto particolari i ristori, dove si possono acquistare gli arrosticini, che poi ciascuno si può cuocere sulle tipiche fornacelle poste in gran quantità davanti ai rifugi.

Decidiamo di rimanere in zona a pernottare e scegliamo l’HOTEL MIRAMONTI a CASTEL DEL MONTE.

Visitiamo il bel borgo, che è un dedalo di vicoli con case in pietra e archi, molto curato anche grazie alla ristrutturazione post terremoto, ma siamo molto colpiti dal fatto che sia quasi disabitato. Ci viene detto che viene popolato solo in certi periodi dell’anno e che molte persone sono emigrate nei secoli in ogni parte del mondo in cerca di un lavoro.

Cena al ristorante dell’hotel con ottimi ravioli alla ricotta di pecora e zafferano e gli immancabili arrosticini.

2 luglio – Lasciamo CASTEL DEL MONTE percorrendo una strada tra i boschi abruzzesi con i bordi disseminati di una marea di ginestre. Nella VALLE DEL TIRINO, nascosto tra gli alberi, scopriamo un vero gioiello giunto fino a noi quasi intatto, la CHIESA DI SAN PIETRO AD ORATORIUM, che si trova vicino a CAPESTRANO.

La sua struttura di pietra bianca nasconde una ricca storia, risalente addirittura all’VIII secolo d.C., mentre dei secoli successivi rimangono un bel ciborio duecentesco e nell’abside un conservato affresco del XII secolo: ciò che più ci colpisce però è l’atmosfera mistica e la tranquillità del luogo.

Nella vicina BUSSI SUL TIRINO suggestive sono anche le rovine della CHIESA DI SANTA MARIA DI CARTIGNANO del XI secolo, che evocano tante storie medievali.

Breve tappa a NAVELLI e poi a FONTECCHIO, dove ci colpisce in modo particolare la FONTANA di PIAZZA DEL POPOLO in pietra calcarea con un’edicola alla sommità.

Passando per le spettacolari GOLE calcaree scavate dal FIUME SAGITTARIO, raggiungiamo il bellissimo borgo di SCANNO, che ci piace in modo particolare per le case costruite al fianco della scalinata, i vicoli, le piazzette, le fontane.

Il borgo è così particolare e caratteristico che è stato frequentato da moltissimi fotografi famosi per esempio SCIANNA, CARTIER-BRESSON e GIACOMELLI e nel paese sono riconoscibili parecchie foto scattate qui con la popolazione locale.

Ci fermiamo ad acquistare la liquirizia che qui si coltiva, chiacchieriamo con alcuni anziani del luogo sulla loro vita da pastori nel passato


e poi facciamo splendidi acquisti da un artigiano orafo (Eugenio Di Rienzo), che perpetua la tradizione orafa di Scanno da 7 generazioni.

Lasciato Scanno ci fermiamo al bel LAGO DI SAN DOMENICO, verde smeraldo, incantevole luogo immerso nella natura con un eremo/grotta dove, attorno all’anno 1000, visse in preghiera il santo.

Arrivati a SULMONA e preso possesso del nostro B&B, iniziamo ad esplorare la cittadina che ha un vivace centro storico con numerosi monumenti, tra cui in particolare ci colpiscono l’ACQUEDOTTO SVEVO e il PALAZZO DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA in corso Ovidio (il poeta infatti nacque qui).

Curiosissimo il fatto che siano tantissime le botteghe artigiane che vendono confetti di ogni foggia e gusto, confezionati nei modi più spettacolari. Arrosticini di rito e poi a nanna.

3 luglio – Visto che ieri sera era il giorno di chiusura settimanale, ripartiamo alla carica per la visita di BOMINACO e ne varrà decisamente la pena. Meravigliosa la CHIESA BENEDETTINA DI SANTA MARIA ASSUNTA, testimonianza eccellente del romanico abruzzese, posta isolata su una collina verdeggiante con la particolarità dell’ambone e del ciborio, ma soprattutto luogo di gran spiritualità.

Ancor più sorprendente e affascinante è il vicino ORATORIO DI SAN PELLEGRINO, le cui pareti e la cui volta a botte sono interamente ricoperte da uno straordinario ciclo di affreschi policromi duecenteschi, tra cui particolare è il calendario monastico con i segni zodiacali e gli influssi lunari.

Tornati a SULMONA, molto carina è la visita (gratuita) al bel MUSEO DEI CONFETTI PELINO, tripudio per l’olfatto, il gusto e la vista. Viene spiegata la storia dei confetti, che si producono fin dal 1400, si possono vedere i macchinari e la produzione, inoltre è possibile anche assaggiare e acquistare.


Ultimo giro per Sulmona, pranzo con panino con la porchetta e poi iniziamo il viaggio verso PASSO SAN LEONARDO e la MAIELLA, mentre purtroppo inizia a piovere. La metereologia però per fortuna ci assiste e, arrivati alla nostra meta per la notte, CARAMANICO TERME, dopo poco il cielo torna sereno.

Ne approfittiamo per visitare il centro storico del borgo con stretti vicoli e tante scale, un po’ più popolato degli altri borghi abruzzesi che abbiamo visitato. Dopo una buona cena al “Ristorante Noci” con scamorza alla griglia avvolta nel prosciutto, verticale di pecorino con miele e poi sagne e ceci, un sonno ristoratore ci attende all’Hotel Arimannia.

4 luglio – Colazione di gran qualità sia dolce che salata, gentilezza dei proprietari dell’hotel (che ci danno consigli preziosi sulle escursioni e addirittura ci accompagnano), ordine, pulizia e bella struttura ci lasciano un ottimo ricordo dell’hotel.

Il nostro trekking nel PARCO DELLA MAIELLA (precisamente nella VALLE DELL’ORFEO) si snoda nella fiabesca AREA NATURALISTICA DELLE SCALELLE su bei sentieri e ponticelli che permettono di ammirare come la forza del fiume sulla roccia calcarea abbia creato grotte, cascate e giochi d’acqua.

Dopo una sosta alla romanica, ben conservata CHIESA DI SAN TOMMASO, che si trova isolata e dà la sensazione di serenità, prosegue l’immersione nella lussureggiante natura abruzzese in un luogo mistico posto in un contesto paesaggistico particolare.

Si tratta dell’EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO, scavato in uno sperone roccioso di quasi 5 metri a 600 metri di altitudine e che si può raggiungere solo percorrendo un sentiero per circa mezz’ora.

Gli eremi che si trovano nella regione della Maiella sono moltissimi e noi scegliamo di raggiungere con l’auto un altro luogo di culto posto in un contesto paesaggistico e naturalistico unico, l’ EREMO-ABBAZIA DI SANTO SPIRITO.

Anch’esso è incastonato in una roccia calcarea ed è un complesso più ampio e maestoso rispetto ad altri eremi, anche perchè qui visse in meditazione Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V. E’ una bella giornata anche se compare ogni tanto qualche nuvola, ma, salendo più in alto sulla MAIELLA, le nuvole si infittiscono e lì purtroppo la visibilità non sarà ottimale.

Scendiamo un po’ più a valle fino alla nostra meta per la notte, FARA SAN MARTINO. Scegliamo 2 belle camere “Da Oreste” con ampi balconi che danno sulla piazza del paese e sulla Maiella, dove ci concediamo un rilassante aperitivo.

Passeggiamo per le vie del centro del paese, poco popolato come tutti i borghi abruzzesi e poi gustiamo un’ottima cena al vicino appollaiato paese di PALOBARO. Il “Ristorante dal Pagano” ci riserva squisiti piatti della tradizione abruzzese: vraghe di mulo (spesse pappardelle con sugo di carne mista e funghi), pecora alla callara, pizza e foje, tutto ottimo, compreso l’olio, che infatti compriamo da portare a casa. Al ritorno troviamo ai margini della strada molte volpi.


5 luglio – Colazione in terrazza con vista sulla Maiella, oggi sole e cielo sereno. FARA SAN MARTINO è un piccolo borgo, ma qui si trovano ben 4 grossi pastifici industriali (pare per la qualità dell’acqua) tra cui la DeCecco. Impossibile esimersi dal visitare lo spaccio e dall’acquistare pasta dal formato un po’ diverso dal solito.

Ci attende un bel trekking alle GOLE DI FARA SAN MARTINO, lungo un percorso tra canyon e rocce altissime fino ad arrivare ai ruderi del MONASTERO DI SAN MARTINO IN VALLE

e poco più avanti a una fontana con acqua gelida. Incantevoli e con acque cristalline e limpide le SORGENTI DEL FIUME VERDE.

Ripartiamo ad esplorare la campagna abruzzese ai piedi della Maiella, costellata di bei borghi arroccati.

Ci colpisce ROCCASCALENA per la sua posizione su uno sperone roccioso che domina dall’alto il territorio circostante. Qui visitiamo il castello, antico avamposto longobardo per il controllo della valle e poi normanno, con il supporto di un’ottima guida.

Dopo un gustoso pranzo con pane porchettato e fiadone, acquistati in un antico forno al centro del paese, ci godiamo ancora un po’ la tranquilla atmosfera del borgo medievale e i panorami mozzafiato sulla valle.

E’ giunto il momento di dirigerci verso la costa abruzzese e di concederci un bel bagno nelle vicinanze di VASTO, alla RISERVA NATURALE PUNTA ADERCI, selvaggia, con vegetazione selvatica, tronchi sulla spiaggia, un trabocco e il mare caldo. Di ritorno dalla spiaggia vediamo nei pressi del litorale un piccolo gruppo di cinghiali con i cuccioli.
Troviamo per caso una splendida location dove ci fermeremo per le nostre 2 ultime notti abruzzesi, l’AGRITURIMO TENUTA VILLA CATENA (località PAGLIETA) immerso nel verde e nel silenzio delle colline abruzzesi tra uliveti, prati e boschi, da cui si gode un gran panorama sulla Maiella e sul mare in lontananza. La struttura è bellissima con ampie vetrate, tranquilla in mezzo alla natura, ottima l’ospitalità della proprietaria, gentilissima e accogliente, qualità che abbiamo riscontrato in tutti gli abruzzesi incontrati e con cui abbiamo chiacchierato.
Cena nella vicina FOSSACESIA al RISTORANTE “il pescatore” su una bella terrazza sul mare con clima e cibo ottimo: antipasti di mare caldi e freddi, tacconcini ai frutti di mare e ceci, fritto misto con locale vino bianco. Passeggiata sul lungomare con gelato prima di tornare sulla nostra areata collinetta.

6 luglio – La buona colazione ci dà la carica per il giro in bici di oggi. Noleggio a Fossacesia per poi percorrere la ciclabile tutta sul mare ricavata dalla vecchia ferrovia sulla COSTA DEI TRABOCCHI da FOSSACESIA fino a ORTONA per un totale di circa 30Km tra andata e ritorno. I suggestivi trabocchi che sono disseminati lungo la costa sono antiche strutture in legno sopra pali, unite alla terraferma da una lunga passerella in legno; molti sono stati trasformati in ristoranti, altri conservano la loro originaria funzione per la pesca.

Ci fermiamo alcune volte per il bagno in spiaggette dai colori cristallini e per un aperitivo a SAN VITO CHIETINO.

Verso sera visitiamo l’ABBAZIA DI SAN GIOVANNI IN VENERE del XII secolo a Fossacesia su una collina propiciente il mare e qui troviamo l’ennesimo matrimonio, che è sempre un momento di gioia.

Passeggiamo per il centro storico medievale di ORTONA, parzialmente ricostruito dopo i devastanti bombardamenti durante le seconda guerra mondiale, ammiriamo il CASTELLO ARAGONESE e poi ci godiamo la nostra ultima cena della vacanza al RISTORANTE “DA MARIO”: bruschette del pescatore, spaghettone alla chitarra Senatore Cappelli con frutti di mare, brodetto tradizionale (ricchissimo di vari pesci), frittura di paranza, polpo verace alla griglia su crema di ceci e verdure ripassate.


7 luglio – Fortunato regalo di fine vacanza è vedere la gatta dell’agriturismo che partorisce di prima mattina, una bella emozione!
Tappa prima del viaggio di ritorno al centro di PESCARA e poi al panoramico PONTE DEL MARE.

Pranzo a MONTESILVANO al CASEIFICIO LUCANO con una notevole quantità di ottimi formaggi che poi acquistiamo anche da portare a casa.

Grazie ABRUZZO e grazie amici per la splendida settimana.

Per noi che abitiamo al Nord Italia andare nel LAZIO vuol dire andare a Roma, dove c’è così tanto da visitare che non ci si allontana dalla città. Lo scopo di questo nostro viaggetto primaverile è proprio quello di colmare questa lacuna e di andare nel Lazio, ma non a Roma.

12 maggio – Prima giornata in relax con viaggio tranquillo senza traffico, in auto. Nel pomeriggio arriviamo nella bellissima casetta che abbiamo prenotato, basandoci sulle foto, le recensioni entusiaste e la posizione a metà strada tra CALCATA e il LAGO DI BRACCIANO, Ginevra Home Monterosi. In effetti è un’ottima location, arredata con gusto e cura, attrezzata e con un bel giardino con ulivi e una gigantesca siepe di profumatissimo gelsomino.

Gironzoliamo per il piccolo delizioso borgo di CALCATA che si erge su una collinetta di tufo a strapiombo sulla roccia ed è abitato da tantissimi artisti che qui hanno le loro botteghe artigiane.

La posizione incantevole e i graziosi vicoli attirano i visitatori, ma l’autenticità del borgo è rimasta e l’atmosfera è rilassata, serena ed estremamente piacevole. Curiosa la presenza di moltissimi gatti ovunque.

Cena di soddisfazione all’OSTERIA DEL BORGO con un primo assaggio di cucina laziale: piatto di formaggio pecorino locale con miele e composta di cipolle, bruschette e fave seguite da cacio e pepe e gricia e poi tocchetti (simili ai cantucci) e amaro alla genziana.

13 maggio – Sole e buona temperatura ci attendono per la nostra giornata al LAGO DI BRACCIANO, che raggiungiamo attraversando la campagna fiorita tra campi di papaveri, ginestre e belle casette.

Prima tappa al paesino di TREVIGNANO ROMANO con un bel lungolago e tante viuzze con abitazioni in pietra fiorite, anche qui tanti gatti in giro.

Poi passeggiata nel borgo di ANGUILLARA SEBAZIA a picco sul lago e con varie antiche vestigia.

A Bracciano l’imponente e maestoso CASTELLO ORSINI – ODESCALCHI è posto tra un dedalo di stretti vicoli con localini e negozietti e un bel panorama sul lago. Ci concediamo un bel pranzo in un ristorantino molto carino posto su una palafitta sul lago a base di acciughe, carciofi fritti e tagliatelle con pesce persico del lago.

Ci dirigiamo poi verso TIVOLI, precisamente all’AGRITURISMO LA CERRA nella campagna intorno a Tivoli, posto su una collina, immerso nel verde e molto rilassante con un ampio e bel panorama sulla valle.

Dedichiamo il pomeriggio alla visita della VILLA D’ESTE a TIVOLI, straordinario esempio di villa con giardino all’italiana del Cinquecento.

Prima si possono ammirare le grandi stanze affrescate, ma la chicca sono i giardini, ricchi di fontane decorate con maestose statue, i fiori, i vialetti fiancheggiati da siepi, le grandi vasche e il panorama sulla valle.

L’ottima temperatura ci invita, una volta usciti dalla villa, a gironzolare per il centro storico di Tivoli fino all’ora di cena, al RISTORANTE FORNARINA, dove proseguiamo con i piatti romani (tagliatelle all’arrabbiata, ravioli ai carciofi, supplì e fiori di zucca ripieni di acciughe).

14 maggio – Rilassante risveglio con il canto degli uccellini nel nostro cottage nella fattoria con uno spettacolare panorama sulla valle. Anche oggi è una bella giornata di sole dal clima mite e, dopo una colazione decisamente interessante, ci avviamo alla visita di VILLA ADRIANA, residenza dell’IMPERATORE ADRIANO, costruita nel 118 d.C., testimonianza archeologica della grandezza dell’antico Impero Romano.

La residenza è ricca di terme, ninfei, giardini, elementi dell’architettura romana fusi con elementi architettonici egizi e greci. Spettacolari il TEATRO MARITTIMO e il CANOPO, ma ogni angolo fa sognare, immaginando la vita degli antichi romani e il fasto della quotidianità dell’imperatore Adriano.

Lasciamo Tivoli alla volta dei CASTELLI ROMANI, posti sui colli a SUD di Roma. Prima tappa a FRASCATI, cittadina con un’identità non particolare e un po’ confusionaria.

Facciamo merenda in un baretto che fa assaggini di salumi e porchetta con il vino locale, la ROMANELLA (un leggero rosso frizzantino). Poi raggiungiamo l’appartamento che abbiamo scelto, CAPE HOUSE, sulla sommità di una collina ad ALBANO LAZIALE con terrazza con vista sui castelli romani verso il litorale, molto carino e ben arredato, tutto nelle tonalità del bianco.

Relax nel giardino con un bel caffè e poi ci avviamo verso ARICCIA, dove passeggiamo per il paesino e poi troviamo l’amico Stefano, che abita a Roma, a cena dalla SORA LELLA, una delle storiche FRASCHETTE, cioè la caratteristiche osterie dei castelli romani. Qui si possono gustare i piatti tipici a menu fisso in un clima gioioso e informale, in particolare porchetta, salumi locali, bruschette, mozzarelle, cotiche con fagioli oltre ai primi tipici della tradizione romana (amatriciana, carbonara,cacio e pepe, gricia), il tutto in porzioni molto abbondanti e accompagnati dall’immancabile vino rosso Romanella. E’ un bell’ambiente e siamo felici di questa serate conviviale.

15 maggio – Proseguiamo l’esplorazione dei colli romani a CASTELGANDOLFO, dove facciamo colazione nella piazza principale vicino al PALAZZO PONTIFICIO e alla FONTANA DEL BERNINI e gironzoliamo per le vie del paese.

Tutti questi paesi dei colli sono l’uno attaccato all’altro, non particolari come struttura, molto abitati e, secondo noi, non troppo curati. Un po’ meglio ci sembra il borgo di NEMI, arroccato e affacciato sull’omonimo lago con simpatiche viuzze. E’ conosciuto per i fiori e per le fragole e, visto che è proprio stagione, non possiamo esimerci dal mangiarle sia da sole, sia con il gelato, sia con il vino bianco.

Decidiamo di avviarci verso il mare, passando da alcuni paesini che ci ispirano. CORI è un borgo posto nel mezzo di una bella campagna verde dai dolci pendii, è di origine antichissima, anche se oggi sembra un po’ abbandonata.

Ci colpisce però, sul vertice del colle, il romano TEMPIO DI ERCOLE con ben 8 colonne doriche intatte che sorreggono la trabeazione e il frontone: una meraviglia inaspettata dove non la potresti proprio immaginare.

Proseguiamo seguendo il percorso della VIA FRANCIGENA in una campagna costellata di tantissimi ulivi fino alla suggestiva ABBAZIA DI VALVISCIOLO, cistercense, ben conservata e curata, oasi di tranquillità soprattutto nel chiostro e dalla quale si gode un ampio panorama sull’AGRO PONTINO.

Ma il borgo che oggi preferiamo è SERMONETA, tra i MONTI LEPINI, dalle belle viuzze medievali curatissime con una struttura urbana interamente raccolta tra la cinta muraria, dominata da CASTEL CAETANI.

Il paesino ha un aspetto così autenticamente antico che vi sono stati girati moltissimi film.

Raggiungiamo poi SAN FELICE CIRCEO, borgo marinaro dove è ancora vico il mito di Ulisse e della maga Circe. Scegliamo un hotel sul mare molto carino e appena ristrutturato, tutto nei colori bianco e blu, l’HOTEL CORALLO CIRCEO. Ci concediamo subito una passeggiata sull’ampia spiaggia sabbiosa e poi saliamo al centro storico, oggi poco affollato solo perchè è mercoledì di maggio, cioè del tutto fuori stagione. Torniamo in riva al mare e ceniamo con ottimo pesce in un ristorante al porto, ANNAMMARE.

16 maggio – La nostra camera ha un balconcino che affaccia sul mare e dormire con il sottofondo del rumore delle onde è sempre una gran cosa. Ottimo risveglio, sole pieno e piuttosto caldo, una bella colazione e poi siamo pronti a passeggiare sul vicino monte Circeo, anche se sono troppe le lussuose ville sulla costa che spesso nascondono alla vista grotte e rocce. Altra piccola passeggiata ai resti delle mura ciclopiche che risalgono al IV secolo a.C. Acquistiamo per il pranzo le locali mozzarelle, molto buone.
Visto che il clima è invitante, decidiamo di passare il pomeriggio in relax nella spiaggia davanti all’hotel e finalmente i libri che hanno viaggiato con noi escono dalle valigia…

Ci avviamo verso sera al bellissimo borgo di SPERLONGA, che si trova un po’ più a sud di San Felice. Il centro storico, posto su una roccia e con panorami splendidi sul mare, è costellato di casette bianche con viuzze, scalette, negozietti caratteristici e murales dedicati all’Odissea ed è decisamente ben tenuto.

Ceniamo al RISTORANTE BISTROT con fusilli napoletani al polipo e scialatielli ai frutti di mare, ottimi, accompagnati da vino bianco locale.

17 maggio – Lasciamo San Felice per dirigerci verso nord al PARCO ANCHEOLOGICO DI OSTIA ANTICA, imponente e vasta città fondata nel VII secolo a.C.

Abbiamo la possibilità di fare una passeggiata nella storia, visto che Ostia era il porto in cui le merci arrivavano all’Urbe da tutti i possedimenti della repubblica prima e dell’impero poi e qui sorgeva una grande città di mercanti.

Ci sono rovine di templi, del foro, di abitazioni, delle terme, di magazzini e del teatro (in parte ricostruito), numerosi e ben conservati mosaici pavimentali e ovunque l’originale acciottolato delle antiche strade, il tutto in un bel contesto naturalistico tra i pini marittimi.

Abbiamo visto alcuni archeologi al lavoro e la sensazione è stata che le potenzialità per gli scavi siano ancora enormi e che sia un vero paradiso per chi voglia scoprire nuovi reperti.

Il biglietto comprende anche la visita al limitrofo CASTELLO DI GIULIO II con il borgo rinascimentale (carino) e al PORTO DI CLAUDIO E TRAIANO, che si trova a pochi chilometri a FIUMICINO, ma che invece non merita, in quanto è solo un ampio parco con pochi reperti archeologici, includendo solo un’infilata di colonne.

Lasciamo il LAZIO per raggiungere nel pomeriggio FOLLONICA in TOSCANA, dove facciamo una capatina in spiaggia, visto che il sole continua ad accompagnarci e oggi ha reso la visita di Ostia ancor più affascinante con il cielo blu come sfondo delle rovine.
Passeggiata sul lungomare di Follonica per poi incontrare il nostro carissimo amico Pietro, che ci raggiunge da Grosseto e con il quale ci godiamo un’altra cena a base di pesce, chiaccherando con il solito piacere di ritrovarci.
L’HOTEL PINETA che ci accoglie per la notte è molto ben organizzato e tenuto.

18 maggio – Colazione molto ricca e di qualità prima di partire per l’EMILIA e raggiungere il borgo di RIVALTA, dove mi attenderà un corso scientifico. Il borgo è una piacevolissima scoperta in quanto conserva l’architettura originale medievale e ha un castello ancora oggi abitato ma visibile con arredi d’epoca, sala d’armi con le originali bandiere della battaglia di Lepanto, cucina e addirittura la tavola apparecchiata con le antiche stoviglie. Notevole anche il parco che circonda il castello.

Piacevolissima la cena medievale in un salone con gran camino e bravissimi attori in costume che spiegano in modo molto simpatico come si svolgeva il pasto nel medioevo e altri aneddoti.
]]>
Il lago di COMO è lombardo, piuttosto vicino a casa, eppure lo conosciamo poco: è necessario rimediare e farci una piccola tappa in un week-end primaverile, riservandoci di approfondire la conoscenza altre volte. Uno dei problemi che ci bloccava è che, essendo vicino a tante città e facilmente raggiungibile è molto, anzi troppo frequentato, tenendo conto che le strade sono strette e poche. Infatti trovare il parcheggio a SALA COMACINA non è facile. Una volta superato però questo scocciante ostacolo la giornata di sole, la temperatura piacevolissima di metà aprile e il bellissimo percorso a piedi in una strada esclusiva per i pedoni ci rendono felici.


Percorreremo la GREEN WAY DEL LAGO DI COMO per circa 10 Km con belle vedute sul lago, borghi, giardini fioriti, splendide case.

Pittoreschi sentieri e viottoli attraversano i paesini, a LENNO si arriva all’elegante e romantica VILLA DEL BARBIANELLO, posta in posizione così scenografica su un promontorio del Lario che vi sono stati girati molti film hollywoodiani.

Lungo il percorso della GREEN-WAY si arriva alla chiesa di Sant’Abbondio a TREMEZZINA, dal cui sagrato si gode uno splendido panorama sul lago fino promontorio di Bellagio.

Sole, sullo sfondo le montagne con la neve, romantiche stradine nei borghi, chiesette, lungolago, ville fiorite…

Arrivati a TREMEZZO, decidiamo di tornare prendendo il battello, per poter godere il panorama del lago da un’altra prospettiva.

Per l’ora del tramonto ci fermiamo a MENAGGIO, che ha un bel centro storico, tante eleganti ville fiorite e un piacevole lungolago.

Abbiamo prenotato per la notte in un posto molto particolare in una vallata verde appena dopo un ponte romano, l’AGRITURISMO VECCHIA CHIODERIA, che, pur essendo a pochi chilometri da Menaggio, è immerso nella natura con il solo rumore dell’acqua dei ruscelli e del belare delle pecore. Il complesso è ricavato in un’antica fabbrica di chiodi ed è molto accogliente, tranquillo e curato. All’agriturismo si allevano anche le trote e la particolarità del ristorante, dove ceniamo, è che il menu è unicamente con piatti a base di trota, per la verità molto buoni.

Ottimo riposo in chioderia, colazione, breve passeggiata mattutina attorno all’agriturismo e poi ci avviamo verso BREGLIA, da cui iniziamo un bellissimo trekking panoramico sul lago.

Arriviamo al RIFUGIO MENAGGIO, che si trova a 1400 metri in fenomenale posizione, pranziamo con una gustosa polenta

poi iniziamo la bella escursione su sentiero e pascolo fino alla CAPPELLA S.AMATE, da dove si vede tutto il lago di Como fino alle montagne GRIGNA e GRIGNETTA ancora con la neve; da qui si può anche vedere il LAGO DI LUGANO. Scendiamo verso BREGLIA da un altro sentiero.

Ci fermeremo anche il lunedi per poter fare una tappa in Svizzera e tornare a casa tranquillamente evitando il traffico, perciò abbiamo scelto per la domenica notte un hotel a LUGANO, l’HOTEL COLIBRI’, che ci fa un graditissimo upgrade in una splendida ampia camera con balcone e panorama sul lago.

Torniamo a cena appena prima del confine a PORLEZZA al ristorante La Taverna, perchè in Svizzera i prezzi dei ristoranti sono folli.

Dedichiamo la mattina del lunedì alla visita di LUGANO, dove eravamo stati anni fa, ma che non ricordavamo. Belle la cattedrale di San Lorenzo, l’elegante via Nassa e la via Pessina con i portici. Il PARCO CIANI è una verde oasi urbana a ridosso del lago, ricca di giardini fioriti e alberi secolari con lo scenografico cancello, che è considerato “la porta del lago” perchè vi si affaccia.

Ci hanno parlato di un luogo svizzero incantato, sempre nel CANTON TICINO, la VAL VERZASCA e confermiamo che ha un gran fascino per i bei paesini in pietra e il torrente impetuoso che l’attraversa.

La DIGA DI VOGORNO si trova all’ingresso della valle, è una delle più alte del mondo (220metri) ed è molto scenografica, infatti vi sono stati girati molti film, tra cui 007 con James Bond e vi si può fare bungee jamping.

Ma il luogo più suggestivo della VAL VERZASCA è LAVERTEZZO, villaggio famoso per il PONTE A 2 ARCHI, posto nella roccia, detto “Ponte dei salti”, che sovrasta le acque turchesi e le rocce levigate del fiume Verzasca.

La valle è tuta un susseguirsi di cascate, ruscellini, paesini in pietra, sentieri di trekking e montagne fino a SONOGNO, villaggio con un nucleo di case e viuzze ben conservate, laboratori di lavorazione della lana di pecora e un vecchio forno.

Un viaggio in India è già speciale nell’immaginario, qui, come dice il grande TIZIANO TERZANI, “la vita è sempre più naturale, l’umanità è ancora la più varia, il tempo è più lungo, il vecchio sopravvive accanto al nuovo, il vivere e il morire sembrano essere un’esperienza più antica che in ogni altra parte della terra”.

Nel lontano 2010 eravamo già stati nell’India del nord, nel RAJASTHAN ed era stata un’esperienza forte, di grande impatto spirituale, bellissima sia per quello che abbiamo visto sia per quello che abbiamo provato. Ci eravamo riproposti di ritornare, scegliendo questa volta una zona nuova, l’ INDIA DEL SUD, con l’intento di sorprenderci ed appassionarci come allora.

4 novembre – Un bel gruppo entusiasta è la premessa, il ritrovo è di notte e, dopo aver fatto scalo a Francoforte, entriamo nell’atmosfera indiana con i pasti serviti sul volo LUFTHANSA, non tedeschi, ma del tutto locali con una bella dose di piccante e i caratteristici sapori. Le 5 ore del volo sono piacevoli tra film, pasti e qualche pisolino. Arrivati a CHENNAI, dopo lunghe file per controlli kafkiani di visto e documenti, all’uscita dall’aeroporto un bel caldo umido tropicale ci accoglie. Conosciamo SARIN, la guida che sarà con noi nei prossimi giorni e ci avviamo verso il centro di CHENNAI, chiamato in passato MADRAS, capitale del TAMIL NADU, la parte a sud-est dell’India sulla costa del mar del Bengala.

In hotel (HOTEL TAJ CLUB HOUSE) ci accolgono con un dono che è un buon auspicio, una collana realizzata con legno di TULSI, albero sacro in India, usato per recitare i mantra e che pare emanare vibrazioni positive riequilibrando i centri energetici.

5 novembre – Colazione di soddisfazione e siamo subito pronti ad esplorare le vie di CHENNAI a piedi: caldo umido, vie affollate, bazar, macchine ma soprattutto moto che suonano i clacson in continuazione, sottofondo di rumore e musica insieme, tanti colori dai variopinti sari delle donne ai cibi cucinati per la strada, immondizia ovunque, poca cura per le case e per l’ordine delle strade.

Eppure, malgrado questa enorme confusione, tutti sorridono, non sono agitati e nessuno è arrabbiato. Pranziamo con pollo al curry e noodles, cambiamo un po’ di rupie e iniziamo con Sarin l’esplorazione della città di Chennai (ben 6 milioni di abitanti) partendo dall’interessante MUSEO dove le splendide statue in bronzo delle divinità indu ci iniziano a far immergere nel fascino di questa religione.

Poi passiamo al MUNICIPIO e ci fermiamo per una passeggiata alla lunga e ampia spiaggia sabbiosa della città, MARINA BEACH, che è una delle più lunghe spiagge metropolitane del mondo.

Oggi è domenica e vi si trova una moltitudine di gente che gioca, passeggia a cavallo,

sta seduta a chiaccherare, ride, mangia, gioca a cricket, pochi fanno il bagno (è l’oceano indiano e ci sono alcune onde) e quei pochi che lo fanno hanno indosso i vestiti.

Noi ragazze compriamo da una signora collane di gelsomini da mettere nei capelli,

poi ci fermiamo ad osservare i pescatori che srotolano le reti vicino alle loro barche di legno colorate, che ora sono sulla spiaggia.


Di grande atmosfera il primo dei templi indu dravidici che visiteremo, il colorato TEMPIO DI KAPALEESHWARA, consacrato al culto di SHIVA.

Dopo esserci tolti le scarpe, come di consueto in tutti i templi, ci immergiamo nella cultura indu, mentre una moltitudine di persone prega, accende candele, si fa benedire dai bramini, si cosparge la fronte di polvere colorata.

Fuori dal tempio tante donne creano collane colorate di fiori da donare da donare alla divinità, vendono statuette di Shiva, ma anche frutta, vestiti, monili. Per cena assaggiamo vari piatti della cultura gastronomica indiana, poi un bel riposo ristoratore.

6 novembre – Tappa mattutina nella vicina zona di MAYLAPORE nei pressi della spiaggia, costellata di barche di pescatori, alla CHIESA DI SAN TOMMASO, uno degli edifici più importanti della cristianità in oriente. Qui l’apostolo Tommaso sbarcò, visse e morì nel I sec d.C. e in questa chiesa risalente al 1800 sono custodite le sue spoglie.

Dopo circa 50 Km a sud di Chennai sostiamo a MAHABALIPURAM, che è uno dei più importanti siti archeologici di tutta l’India, oltre ad essere ancora oggi sede di numerose botteghe artigiane che scolpiscono i blocchi di pietra per dar vita a statue dai soggetti vari.

Molto suggestivo è lo SHORE TEMPLE, che sorge sulla spiaggia, formato da grandi blocchi di granito a piramide con numerose decorazioni per venerare SHIVA, a cui il tempio è dedicato e con un bel giardino che lo circonda con tori di pietra a protezione della divinità.

Anche qui siamo quasi gli unici occidentali, tanto che i turisti locali ci chiedono più volte di fare le foto con loro.

Altrettanto maestosi e affascinanti sono i 5 templi (PANCHA PANDAVA RATHA) dravidici, anch’essi risalenti al VII secolo, scolpiti in rocce monolitiche e affiancati da un enorme elefante in pietra.

Un terzo sito è un bassorilievo monolitico (GANGAVATARANA) che raffigura la discesa dal cielo del fiume GANGA in un’ampia parete con animali reali e mitologici e tanti elefanti oltre a Shiva e ai suoi aiutanti.

Lasciamo gli splendidi templi dravidici dirigendoci verso sud attraversando la campagna verde tra risaie, palmeti, laghi, saline, villaggi, piccole casette, negozietti.

Ovunque tanta gente che lavora, si sposta in motorino o a piedi tra mucche, capre, cani sempre liberi di muoversi senza essere disturbati, mentre il caldo continua ad essere torrido e con tanta umidità.

La nostra successiva tappa, dove ci fermeremo per la notte è PONDICHERRY, ex colonia francese che ha mantenuto alcuni quartieri, edifici, planimetria e nomi delle vie francesi. La cittadina è nota per l’ASHRAN DI AUROBINDO, che visiteremo, fondato dal grande filosofo e maestro spirituale indiano nel 1926, che oggi ospita anche la sua tomba.

Si tratta di una comunità spirituale dove si trovano silenzio e serenità, basandosi sullo yoga integrale come cammino per passare dalla coscienza terrestre alla coscienza divina. Roberta, che già conosce questa filosofia, percepisce meglio di noi l’energia che questo luogo emana, per noi l’ASHRAM è uno spunto per approfondire e meditare.

Sarin ci fa la bellissima sorpresa di portarci in un autentico bellissimo mercato di frutta, verdura e fiori, dove acquistiamo banane rosse e altri frutti sconosciuti e ci facciamo creare coroncine di fiori da mettere nei capelli.

Il mercato è coloratissimo, la frutta ordinata, le persone cordiali e sorridenti…per me un mercato come questo è una vera oasi di serenità.

Passeggiamo sul lungomare, la promenade, più “ordinata” e “meno indiana” del resto della città e poi arriviamo al bell’HOTEL RESIDENCY TOWERS, dove facciamo un’ottima cena con gustosissimi piatti indiani.

Siamo nel centro della città e non possiamo resistere a farci un altro giro nel caos delle vie circostanti, situazione folle ma entusiasmante con tappa in un affollato negozio enorme di tessuti coloratissimi per confezionare i sari (inutile dire che Roberta acquista!).

7 novembre – Usciti dalla città, ci attende il solito caldo torrido, oggi però piove a tratti e le strade diventano fangose. I locali non si agitano minimamente per la situazione metereologica e continuano a spostarsi in moto, schivando mucche, cani e pedoni e suonando il clacson a più non posso, molti mangiano ai chioschetti ai bordi della strada, che vendono ogni genere di prodotto.

Sarin ci conferma quello che immaginavamo, cioè il fatto che la popolazione indiana è estremamente giovane e addirittura il 70% ha meno di 30 anni.

La sosta ad un villaggio al mercato è sempre bella, perchè il contatto con le persone del luogo è molto piacevole, ci mostra la vera vita e la vera gente. Notiamo che si vende tantissima verdura, che infatti è alla base della cucina indiana, utilizzata in molte diverse e ottime ricette.

Raggiungiamo l’importante località spirituale di CHIDAMBARAM al centro di una verde regione agricola, nel cui TEMPIO si dice che la danza sconfigga l’ignoranza dei deboli.

In questo grande complesso di culto dedicato al dio SHIVA troviamo tanti fedeli in preghiera e molti bramini che benedicono ed eseguono vari riti con il sottofondo di una litania continua, mentre alcune scimmie saltano sulle pietre dell’ingresso.

Qui e negli altri templi si devono sconvolgere i 5 sensi, l’induismo è un modo di vivere e di comportarsi, non si impara, ma si sente.

Torniamo a percorrere le sconnesse strade nella campagna, superando fiumi in alcuni dei quali vediamo dei coccodrilli. Ci fermiamo in una scuola di un villaggio, dove ci accolgono bellissimi bimbi sorridenti insieme alle loro insegnanti.

Dopo un assaggio di alcuni frutti, ANNONA (“mele di crema”) e BANANE ROSSE (del tutto perdibili), ci fermiamo per il pranzo al villaggio etnico di SWAMIMALAI, luogo magico immerso nel verde tra il canto degli uccellini, dove ci accolgono con ghirlande di fiori.

Pranziamo in un porticato all’aperto con latte di mandorla e mandarino, seguiti dal caratteristico piatto indiano, il THALI, grande piatto in acciaio coperto da una foglia di banana in cui assieme al riso vengono servite tante ciotole che contengono varie specialità tutte vegetariane: è una vera delizia!

Ci affascina la visita nel pomeriggio al TEMPIO DI DARASURAM, luogo perfetto per immergersi nella pace e nel silenzio con la compagnia solo di pappagalli e di scoiattoli.

E’ un capolavoro dell’architettura CHOLA del XII secolo con colonne riccamente decorate e tante belle sculture. Qui riceviamo la benedizione del bramino.

Dopo una sosta da una famiglia che tesse la seta, raggiungiamo la città di TRICHY (TIRUCHIRAPALLI), dove ci fermeremo per 2 notti al COURT YARD BY MARRIOTT. Ottima la cena a buffet che ci permette di assaggiare parecchie specialità indiane. Anche in quest’hotel purtroppo, come in altri luoghi, l’aria condizionata ha temperature davvero troppo basse e spesso è necessario mettere un maglioncino.

8 novembre – La giornata è più serena di ieri, noi siamo carichi per immergerci nella vita indiana tra colori, profumi/odori, sorrisi, suoni.

Ci avviamo tra palmeti e piantagioni di riso verso TANJORE, dove visitiamo lo splendido TEMPIO DI BRIHADESHWARA, bellissimo complesso circondato da portici con colonne e nicchie con affreschi di Shiva e statue di danzatrici.

Di fronte al tempio si trova un enorme TORO NANDI, cavalcatura di Shiva, blocco monolitico in granito nero venerato tutto il giorno e cosparso di burro e olio dai bramini.

Dopo aver ammirato al vicino museo i bei bronzi della dinastia CHOLA, ci fermiamo a vedere un laboratorio artigianale, dove i bronzi vengono creati oggi con le fattezze di quelli antichi.

Torniamo a TRICHY superando il fiume sacro e ci fermiamo alla fantastica SRIRANGAM, la città tempio più grande dell’India, costruita interamente su un’isola ricoperta di palmeti e formata da ben 7 mura concentriche attorno al SANTA SANTORUM.

I templi e le porte sono tutti decorati da creature colorate, ci sono 2 elefanti veri (in realtà un po’ costretti a star lì, poveri!) e alcuni pavoni. Abbiamo la bella sorpresa, una volta saliti sul tetto di uno dei templi, di vedere il panorama di tutto il complesso e di goderci uno splendido arcobaleno.

Una caratteristica di SRIRANGAM è che non c’è separazione tra mondo civile e mondo sacro e i mercanti non stanno fuori dal tempio, ma sono all’interno del complesso, lo abitano e gli danno vita.

Dopo cena decidiamo di raggiungere la zona del bazar con il tuc tuc, folle mezzo di trasporto soprattutto per i guidatori spericolati e perchè ci si sente del tutto immersi nel movimento e nei rumori, odori, colori che solo l’India sa offrire.

9 novembre – Prima suggestiva tappa della giornata sulle rive del FIUME KAVERI, dove sono radunate tantissime persone e bramini per i riti della cremazione, per ricevere benedizioni (qualcuno con la proboscide di un elefante che si trova qui) o per richiedere grazie.

Durante i riti di cremazione parenti e amici del morto non dimostrano tristezza, perchè il sale delle lacrime potrebbe bloccare la trasformazione dello spirito, quindi non si deve piangere, ma si deve essere sereni.

Fuochi, erbe, essenze, vari riti animano la vita del fiume, alcuni si immergono per lavarsi e ringraziare. Ci sono anche tanti mercanti di verdure, fiori, essenze. Questo è un luogo magico, tutti partecipano ai riti compiti e sereni e qui si percepisce e si comprende la spiritualità indu.

Proseguiamo tra la natura rigogliosa e tropicale inframezzata da villaggi, piccoli templi colorati, venditori nei negozietti al lato della strada, mucche, cani, spazzatura ovunque.

Sostiamo nell’antica zona di CHETTINAD, dove una comunità di mercanti di origine TAMIL costruì all’apice della ricchezza, nel XIX secolo, moltissimi lussuosi palazzi con teak birmano, marmo italiano e opere d’arte di varia provenienza. Quando gli affari non furono più redditizi dopo la Seconda Guerra Mondiale, le famiglie abbandonarono il CHETTINAD e i palazzi andarono in rovina. Di recente il patrimonio architettonico e artistico di queste strutture è stato riscoperto e questa mattina possiamo passeggiare per le vie fantasma di uno dei villaggi, dove però molte dimore storiche sono state restaurate e trasformate in hotel e ristoranti.

Splendido il palazzo CHIDAMBARA VILAS, dove ci fermiamo a pranzo, con eleganti arredi, saloni e giardino ben tenuti: ottimo il pranzo tradizionale con varie specialità servite su foglie di banana.

A metà pomeriggio arriviamo a MADURAI, considerata la capitale culturale e l’anima del TAMIL NADU, una delle città più antiche dell’India, che già commerciava con l’antica Roma.

Anche qui si percepiscono il caos, l’energia e l’entusiasmo delle città indiane, in particolare nelle vie che percorriamo a piedi, tra la solita marea di gente, per arrivare al TEMPIO DELLA DEA MEENAKSHI (PARVATI), dea chiamata “occhi di pesce” (che nella poesia classica tamil equivale a occhi perfetti).

Attraversare la strada è sempre un’avventura, ma ci siamo ormai impratichiti della tecnica locale: andare piano senza fermarsi e senza tornare indietro, motorini e tuc tuc ti schiveranno; è incredibile, ma succede proprio così e nel più totale caos tutti sanno dove devono andare senza ingorghi e senza che mai nessuno si irriti o protesti. Il complesso del tempio della dea Parvati è stupefacente sia visto dall’alto di una terrazza sia vagando per i cortili, portici, al di sotto delle 12 torri multicolori decorate con varie sculture.

Ripassiamo dal colorato e animato bazar e ci rilassiamo un po’ nell’hotel che ci ospiterà questa notte, l’HERITAGE MADURAI, che ha stanze molto belle con bagni giganteschi e piccola piscina privata, incantevole angolo di pace e di armonia.

Saremmo dovuti tornare al tempio per la cerimonia della dormizione, ma si scatena un fragoroso temporale e ci pare poco opportuno tornare nel caos percorrendo le strade che la pioggia ha reso fangosissime, per di più dovendo entrare nel complesso del tempio scalzi.

10 novembre – Bagno in piscina appena svegli, colazione e poi nuova immersione nel groviglio delle vie caotiche di MADURAI fino al PALAZZO REALE DI TIRUMALAI NAYAK, perfetto esempio di sincretismo architettonico tra l’architettura islamica del Nord dell’India e quella dravidica del Sud. Facciamo qualche acquisto di tessuti e borsettine in tela locale dagli ambulanti e poi partiamo verso il PARCO NAZIONALE DI PERIYAR, posto nel cuore della catena montuosa dei GHAT OCCIDENTALI, che separano lo stato del TAMIL NADU da quello del KERALA.
Anche oggi fa caldo e comunque, come dice Sarim, in India ci sono 3 stagioni: la prima è quella calda, la seconda molto calda e la terza caldissima (!!!).
Ci sono molte scimmie e alcune attraversano la strada, vaste sono le piantagioni di palme da cocco, canna da zucchero, banane, mango, alberi di teak, bambù, fiori di ogni colore, vigneti, risaie.

Arriviamo per pranzo all’HOTEL THE ELEPHANT COURT in bella posizione ben inserita nel verde con grandi stanze e un terrazzo dove ti senti davvero nel mezzo della foresta. E’ necessario fare attenzione a chiudere le finestre e a non lasciare niente in terrazza, perchè nella foresta intorno all’hotel girano molte scimmie curiose: ne vediamo qualcuna anche vicino alla piscina.
Nei pressi dell’hotel c’è una grande riserva in cui si possono trovare anche le tigri, che però sono pochissime, in via di estinzione e naturalmente è quasi impossibile vederle. Nel mezzo della vegetazione lussureggiante della foresta ci sono parecchie piantagioni di spezie profumatissime.


Ne visitiamo una, dove troviamo pepe, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, zenzero, the e poi ci fermiamo a fare qualche acquisto.

Assistiamo allo spettacolo tradizionale di KALARIPAYATTU, antica arte marziale del KERALA con spade, fuoco e tanta abilità fisica.
Ci concediamo poi un massaggio ayurvedico rilassante e rivitalizzante, scegliamo il MASSAGGIO SHIRODHARA, indicato per sciogliere le tensioni, che si pratica, dopo il massaggio total body, lasciando colare al centro della fronte, sul “terzo occhio”, un olio medicato tiepido che stimola la mente. Eccezionale la sensazione di benessere generale e di pace che ci lascia.

11 novembre – Iniziamo a scendere dai 1100 metri di THEKKADY dove abbiamo dormito, attraversando distese di piantagioni di the, poste su declivi con pendenza delle montagne e punteggiate da alberi su cui il pepe fa da rampicante. L’albero del the viene potato non più alto di 1 metro per poter raccogliere le foglie (ci sono ben 25 raccolti all’anno) e abbiamo la fortuna di vedere parecchie donne che stanno raccogliendo.

Ci fermiamo per una passeggiata nel mezzo di una piantagione con un bel sole che ci fa compagnia e naturalmente acquistiamo il the locale (da 4Kg di foglie si ottiene 1 Kg di the). In india il modo più comune di bere il the è metterlo in infusione nel latte e aggiungere zenzero, caramello e cardamomo.

Proseguiamo la discesa dalla montagna attraversando la foresta, piantagioni di caucciù (piante importate in India dagli inglesi come il the), piante di banane, di ananas, palme fino a superare il confine del TAMIL NADU e arrivare in KERALA. Si tratta di uno stato affacciato sul Mar Arabico che ha la miglior qualità di vita dell’India, un alto tasso di alfabetizzazione, migliori case e infrastrutture e minor sporcizia.
Fin dall’epoca dei Romani le navi cariche di spezie sono partite dal Kerala lungo la famosa VIA DELLE SPEZIE per arrivare in Egitto e poi in Europa. Nei secoli il Kerala è stato colonizzato dai Portoghesi (con Vasco De Gama), poi dagli Olandesi e dagli Inglesi, sempre con il principale scopo di commerciare le spezie.

E’ il momento di concederci una giornata di relax dopo il tortuoso percorso montano tra piantagioni di thè, palme da cocco, banane e giardini di spezie. Al RESORT COCONUT LAGOON si arriva solo in barca e si è accolti dal suono dei tamburi e dal dissetante cocco. La struttura è splendida, ecologicamente sostenibile, in un grande parco tra piccoli canali, ponticelli, vegetazione lussureggiante. Ciascuno ha una bella casetta in stile coloniale con mobili in legno, veranda e bagno in stile “maldiviano” (cioè senza tetto).

Qui si trovano serenità e pace, riconciliandoci con i ritmi della natura…gita in barca per godere il tramonto nei canali tra ninfee, fiori di loto e palme,

merenda con thè e dolcetti, poi qualcuno di noi si dedica al massaggio ayurvedico, altri ad una seduta di MEDITAZIONE tenuta da un guru coinvolgente, seguita da una spettacolo di danze, mentre si scatena un temporale veloce che crea atmosfera.

Ottima e di qualità le cucina, con servizio accurato. Dopo cena proviamo un gioco di società indiano (karambola)
12 novembre – Di prima mattina emozionante seduta di YOGA in riva al lago nel silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore dell’acqua che scorre. Interessante imparare che gli OM mostrano con il pollice che tocca l’indica l’incontro di Dio con l’uomo, mentre le altre 3 dita escluse rappresentano rabbia, arroganza e vanità.

Lasciamo a malincuore il nostro bel resort e ci prepariamo ad un’esperienza meravigliosa su un’ HOUSE BOAT tra le BACKWATERS, che sono ben 200Km di canali navigabili attorno ai quali si svolge la vita degli abitanti: chi si lava, chi fa il bucato, chi pulisce il pesce appena pescato.

Qui barche e canoe sono gli unici mezzi di trasporto. Pranziamo sulla house boat a base di pesce, verdura e frutta locale con la romantica cornice dei canali.

Raggiungiamo la capitale economica e culturale del KERALA, COCHI, trovando lungo la strada tantissime persone in festa, vestite eleganti, dal momento che oggi è la FESTA DELLE LUCI (DIWALI), alcuni giocano a cricket (che è lo sport nazionale), altri passeggiano con le famiglie, ovunque ci sono tuc-tuc e caos, ma con minor disordine che in TAMIL NADU.

SARIM, che si è rivelato nel corso del viaggio una guida molto brava, competente, gentile, simpatica e decisamente piacevole, ci accompagna nella visita di COCHI (che è la sua città) prima di tutto al PALAZZO REALE, donato dagli Olandesi al MARAJA’, che ha bellissimi soffitti intarsiati in legno di tek, portantine, abiti reali e soprattutto le sale dei dipinti che raffigurano episodi della mitologia indu. Interessante è anche la visita della sinagoga e lì vicino le strade degli antiquari con botteghe che offrono prodotti di qualità.

Andiamo in riva la mare, dove, sulla spiaggia sabbiosa, c’è una miriade di persone che, malgrado il caldo, chiaccherano e passeggiano, ma senza mettersi in costume nè fare il bagno.

Verso sera assistiamo ad uno spettacolo teatrale tipico del Kerala, la DANZA KATHAKALI, che consiste in un testo cantato narrato dagli attori attraverso la mimica facciale ed un alfabeto rituale.

Nel teatro/danza kathakali danzano solo gli uomini, che interpretano anche i ruoli femminili e parte dello spettacolo, visibile anche dal pubblico, è la fase iniziale del trucco, in cui l’attore si concentra, raccoglie le forze, lascia gli abiti usuali della vita quotidiana e trasforma il proprio corpo in un essere semi-divino.

Cena all’elegante RISTORANTE BRUNTON BOATYARD, posto sul mare, tutta a base di pesce ben cucinato e presentato. All’HOTEL HOLIDAY INN, che ci ospiterà per la notte, molti indiani stanno festeggiando il DIWALI e in vari luoghi della città ci sono fuochi d’artificio.
13 novembre – Al solito ottima colazione con la piacevole particolarità della frutta (papaya e ananas) tagliata al momento oltre alle piccole gustosissime banane.

Raggiungiamo con un volo di 1 ora 1/2 MUMBAI (l’ex BOMBAY), città tentacolare di ben 20 milioni di abitanti, che esploriamo con l’aiuto della guida Janette, una signora in sari che ci racconta la storia della città e ci accompagna in alcuni luoghi caratteristici.

Particolare la stazione ferroviaria VICTORIA TERMINUS, edificio che assomiglia più ad una cattedrale che ad una stazione, dove ogni giorno transitano 7 milioni di persone, il MUNICIPIO,

la zona di MARINA DRIVE, il CRAWFORT MARKET, dove brulica una miriade di persone.

Emozionante la visita alla CASA DI GANDHI, vero orgoglio per la comunità indiana e grande uomo, paladino della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli uomini.

L’aspetto più impressionante di MUMBAI è la quantità enorme di persone che si trovano ovunque, nei mercati, ai bordi della strada, in spiaggia, soprattutto giovani (l’India ha un alto tasso di natalità).

Cena in un ristorante in zona aeroporto e poi si parte in direzione Milano con scalo a Monaco.
L’India ci ha confermato che riesce ad emozionarci ed avvicinarci ad una realtà diversa dalla nostra, ma affascinante, piena di colori, odori, sorrisi, gioia che ci rimarranno nel cuore.

Il nostro bellissimo gruppo di 10 persone è stato sempre ben affiatato e ben assortito, compresi Cristina e Andrea, che viaggiano con noi per la prima volta e sono stati piacevolissimi. Non possiamo dimenticare Simone, che supera sempre con la forza di volontà ogni problema.

Grazie a tutti, amici, pronti, anzi prontissimi per il prossimo viaggio.
]]>