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]]>Se in cucina usi contenitori tutti diversi (misure casuali, profondità a caso, coperchi che non combaciano, impilabilità scarsa), il servizio diventa una serie di micro-problemi: travasi inutili, ingredienti che non stanno dove dovrebbero, postazioni che si sporcano più del necessario, sprechi e tempi morti. Se invece lavori con un sistema standard, compatibile e modulare, succede una cosa strana: la cucina sembra più grande. Non perché hai più spazio, ma perché lo spazio “funziona”.
I contenitori in acciaio inox standard Gastronorm sono questo: un sistema modulare, come un Lego, che ti permette di costruire postazioni e flussi ripetibili. Non sono solo “vasche”. Sono un modo per rendere la cucina più prevedibile: prepari, conservi, sposti e porzioni con logica, senza inventarti soluzioni ogni volta. Ed è proprio questo che, nei picchi, fa la differenza.
Una mise en place che funziona non è “tutto pronto”: è tutto pronto nel posto giusto. Nei servizi intensi, il problema non è fare una cosa difficile. È fare cento cose semplici senza inciampare. Se ogni ingrediente ha un contenitore coerente, se ogni contenitore ha un posto, se i ricambi sono già pronti, allora anche lo stress si riduce. La brigata non deve pensare a “dove” e “come”: deve solo eseguire.
E qui entra il vantaggio della standardizzazione GN: puoi immaginare la cucina come una griglia. Ogni modulo è sostituibile. Ogni componente “entra” dove deve entrare. E quando qualcosa finisce, non ricominci da capo: fai switch. È una mentalità da linea veloce, ma funziona benissimo anche in ristoranti non giganteschi, perché trasforma il caos in routine.
Se vuoi che la mise en place smetta di essere una battaglia e diventi un sistema, ti serve modularità: contenitori che si impilano, si coprono, si organizzano e si sostituiscono senza perdere tempo. È qui che i contenitori inox Gastronorm diventano il tuo “Lego” operativo: un set coerente che riduce travasi, disordine e micro-tempi, rendendo più fluido il lavoro in prep e in servizio. Milanoforniture.it, come negozio online specializzato, è utile per costruire una dotazione standardizzata evitando la classica situazione “coperchi che non tornano” e contenitori di mille misure diverse.
La maggior parte delle cucine organizza il primo giro: linee piene, ingredienti pronti, frigo sistemato. Poi arriva la realtà: finisce un ingrediente, si sporca un contenitore, serve una ricarica, un prodotto deve tornare in frigo, qualcuno travasa al volo e il banco perde ordine. È lì che il sistema GN ti salva, perché ti permette di ragionare per moduli di ricambio: “contenitore in uso” + “contenitore gemello pronto”. Quando fai lo switch, non stai “rifacendo la mise en place”: la stai sostituendo.
Questo cambia anche il comportamento del team. Se il ricambio è semplice, lo fai. Se il ricambio è complicato, lo rimandi. E se lo rimandi, il servizio si intasa.
Una cucina sporca è una cucina lenta. Perché ogni volta che sporchi devi ripulire, e ripulire sotto pressione costa tempo. I travasi sono una delle principali fonti di sporco e confusione: gocce, residui, utensili appoggiati, superfici macchiate, contenitori aperti. Quando invece lavori con contenitori compatibili e profondità coerenti, puoi fare più fasi nello stesso contenitore: prep, copertura, stoccaggio, porzionatura. Il banco resta più pulito, e quindi più veloce.
E c’è un altro vantaggio: meno travasi significa anche meno rischio di contaminazioni crociate, soprattutto tra crudo e cotto, o tra ingredienti con allergeni diversi.
In cucina si sottovaluta spesso la profondità del contenitore. Ma la profondità influisce su tutto: raffreddamento, conservazione, rigenerazione e porzionamento. Un contenitore troppo profondo, riempito troppo, raffredda lentamente. Uno troppo pieno rende scomodo lavorare e aumenta il rischio di sporcare. Uno troppo basso può seccare più in fretta alcune preparazioni. Scegliere profondità coerenti con il tipo di prodotto e con il volume reale di utilizzo è uno dei modi più semplici per stabilizzare qualità e sicurezza.
Non è romanticismo tecnico: è pratica. Se una cucina ha problemi con “questa salsa che cambia” o “questa base che perde struttura”, spesso la risposta non è nella ricetta, ma nella gestione di conservazione e contenitore.
I contenitori inox Gastronorm non sono un “accessorio”: sono un modo di organizzare la cucina. Se li tratti come un sistema modulare — il Lego della mise en place — trasformi il servizio in una sequenza più prevedibile: meno travasi, meno sporco, più switch rapidi, più controllo su tempi e qualità. E quando il locale è pieno, la prevedibilità è la differenza tra correre e lavorare bene.

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]]>L'articolo Attrezzature per catering e mense: come scegliere soluzioni professionali per grandi volumi, sicurezza alimentare e continuità operativa proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Per questo, le attrezzature non sono semplicemente “strumenti utili”: sono il cuore del processo. Determinano la velocità di produzione, la stabilità della catena del freddo e del caldo, la praticità della sanificazione e la capacità del team di sostenere un ritmo costante senza improvvisare. La differenza reale, spesso, è tra un servizio che scorre come una catena organizzata e un servizio che si regge su correzioni continue, con picchi di pressione e margini di rischio più elevati.
Una parte fondamentale del lavoro sta nel progettare il flusso prima ancora di acquistare. Bisogna capire quanti pasti si producono, in quanto tempo, con quali ricette, con quali vincoli di trasporto e con quali modalità di distribuzione. Solo così le attrezzature diventano davvero funzionali, cioè coerenti con il processo reale. In questo senso, realtà specializzate come Gastronorm.it permettono di orientarsi su soluzioni professionali compatibili con lo standard GN, pensate per lavorazioni intense e ripetute, e adatte a contesti in cui la continuità operativa è un requisito, non un optional.
Il catering lavora spesso su lotti e su picchi produttivi: preparazioni anticipate, carico e scarico, trasporto, rigenerazione e servizio in tempi ridotti, talvolta in location esterne dove gli spazi sono diversi da quelli di una cucina strutturata. La mensa, invece, lavora sulla regolarità: stessi orari, flussi ripetuti, volumi prevedibili ma elevati, e un ciclo che deve ripetersi quotidianamente senza intoppi. In entrambi i casi, l’organizzazione è la variabile principale.
Questo significa che le attrezzature devono rispondere a tre esigenze chiave: capacità produttiva, stabilità delle temperature e facilità di sanificazione. La capacità produttiva consente di sostenere i volumi senza saturare le postazioni. La stabilità delle temperature garantisce qualità e sicurezza durante conservazione, trasporto e servizio. La sanificazione rapida evita rallentamenti e riduce i rischi igienici, soprattutto quando il personale lavora su turni e i passaggi si susseguono senza pause.
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: la gestione dei tempi “invisibili”. Quando si lavora per grandi volumi, il vero nemico non è solo il minuto di cottura in più, ma l’inefficienza tra una fase e l’altra: travasi inutili, strumenti non compatibili, spazi disordinati, carichi difficili da movimentare, contenitori che non impilano bene, carrelli instabili, tempi morti al lavaggio. Le attrezzature giuste servono proprio a tagliare questi micro-tempi che, sommati, diventano ore.
Una delle ragioni per cui catering e mense adottano lo standard Gastronorm è semplice: la standardizzazione rende più facile gestire il flusso. Quando contenitori, carrelli, armadi, banchi, abbattitori e forni parlano la stessa lingua (misure e compatibilità), si riducono errori e sprechi. Si lavora con meno travasi, si spostano preparazioni in modo più pulito, si controllano meglio le quantità e si gestisce la conservazione in modo più coerente.
Non è una questione di “comodità”: è una questione di controllo del processo. Ogni travaso è un rischio potenziale (contaminazione, perdita di temperatura, spreco, disordine) e ogni incompatibilità tra strumenti è un rallentamento. Quando si scelgono attrezzature per grandi volumi, ha senso ragionare in modo sistemico: non comprare un pezzo alla volta, ma costruire un set coerente, dove ogni componente si integra con gli altri e semplifica la sequenza operativa.
Il punto più critico, nella realtà quotidiana, è quello in cui si produce e si prepara la distribuzione: porzionamento, mantenimento caldo/freddo, carico dei carrelli, rigenerazione e servizio. Qui ogni attrezzatura deve fare il suo lavoro senza “scuse”. Un frigorifero instabile può compromettere una linea fredda, un abbattitore lento può allungare i tempi e mettere a rischio la catena del freddo, un sistema di trasporto poco pratico può rallentare la distribuzione o aumentare gli incidenti. In più, l’aumento dei volumi rende tutto più sensibile: un piccolo errore su 20 porzioni è gestibile, su 400 diventa un problema.
È in questo momento che le attrezzature per catering e mense diventano decisive. L’efficienza non è teorica: la vedi nei minuti che guadagni, nello stress che diminuisce, nella pulizia che resta gestibile anche sotto pressione, e nella costanza del risultato finale. Gastronorm.it, in ottica professionale, offre soluzioni che aiutano a costruire un flusso di lavoro solido e ripetibile, fondamentale quando il volume non perdona.
In catering e mense la pulizia non può essere solo una buona abitudine: deve diventare un processo controllato. Significa sanificare senza rallentare la produzione e farlo con risultati affidabili anche quando il team è sotto pressione. Le attrezzature, quindi, devono essere facili da pulire per design: superfici lisce, accessi semplici ai punti critici, materiali che resistono ai detergenti e componenti pensati per non accumulare residui.
L’acciaio inox è centrale perché non è poroso, non assorbe odori, non si deforma e consente sanificazioni frequenti. A livello pratico, questo si traduce in meno tempo perso, meno rischio di contaminazioni e più tranquillità durante controlli e audit HACCP. Anche contenitori e sistemi di trasporto, se compatibili e robusti, riducono l’esposizione degli alimenti e migliorano la gestione delle temperature durante i passaggi interni.
Gli sprechi in catering e mense non riguardano solo il cibo. Ci sono sprechi di tempo, energia, movimenti e risorse umane. Le attrezzature giuste lavorano su tutti questi livelli. Una refrigerazione stabile riduce la perdita di materie prime; un sistema GN coerente riduce travasi e disordine; carrelli progettati bene riducono incidenti e accelerano la distribuzione; un lavaggio efficiente libera postazioni e mantiene la cucina pronta.
Anche la gestione delle porzioni diventa strategica. Nei grandi volumi, la porzionatura coerente protegge il food cost e migliora la qualità percepita: ogni piatto appare “uguale” e ogni porzione rispetta lo standard previsto. Le soluzioni compatibili con GN aiutano perché rendono più facile misurare, conservare e distribuire quantità senza improvvisazione. E quando la produzione è ripetuta ogni giorno, questo controllo non è un dettaglio: è ciò che mantiene i costi stabili.
Se in un ristorante un guasto può essere un fastidio, in una mensa può diventare un problema enorme. Per questo la manutenzione va pianificata e non subita. Attrezzature professionali sono costruite per durare, ma devono essere mantenute: pulizia dei filtri, verifica delle temperature, controllo delle guarnizioni, controlli periodici sugli impianti. La continuità operativa è un obiettivo concreto: significa produrre ogni giorno senza sorprese.
Scegliere prodotti affidabili e coerenti con il proprio flusso riduce drasticamente il rischio di fermo macchina. E rende più semplice anche la gestione del personale: lavorare con strumenti stabili significa lavorare con più serenità, con meno urgenze e con meno necessità di “inventarsi soluzioni” all’ultimo minuto.
Le attrezzature per catering e mense non vanno scelte pensando solo alla potenza o alla dimensione, ma alla capacità di costruire un processo efficiente, sicuro e ripetibile. Grandi volumi richiedono organizzazione, standardizzazione e strumenti progettati per reggere ritmi intensi senza perdere prestazioni. La differenza tra un servizio che scorre e uno che si trascina è spesso nei dettagli: compatibilità tra attrezzature, stabilità delle temperature, sanificazione rapida e movimentazione semplice.
Affidarsi a soluzioni professionali come quelle proposte da Gastronorm.it significa costruire un sistema di lavoro più fluido, ridurre sprechi e rischi, e garantire qualità costante anche quando i numeri sono alti e il tempo è poco.

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]]>L'articolo Arredamento per ristoranti: guida pratica ed errori da evitare nella progettazione della cucina professionale proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Molti ristoranti scelgono mobili e attrezzature inox basandosi solo sulla dimensione dello spazio, senza valutare come si muoverà il personale.
Se i flussi non sono lineari — ricezione → preparazione → cottura → impiattamento — aumentano gli errori, gli sprechi e i tempi morti.
Consiglio pratico:
posiziona i tavoli inox vicino alle zone di cottura solo quando servono alla preparazione immediata, altrimenti rischiano di ostacolare il movimento.
L’inox è un materiale duraturo, ma deve essere organizzato in modo flessibile.
Tavoli, pensili, basi refrigerate e scaffalature modulabili permettono di riconfigurare la cucina quando cambia il menù o aumenta il volume del servizio.
Molti ristoranti sbagliano scegliendo mobili fissi e non adattabili.
Il risultato è una cucina rigida, difficile da aggiornare.
La maggior parte delle attrezzature moderne (forni, abbattitori, carrelli, frigoriferi) è progettata per contenitori GN.
Tuttavia molti progettisti inesperti non considerano questa compatibilità nell’arredamento inox.
Errore tipico:
scaffali o piani non adatti ai contenitori standard → perdita di ordine, cattiva rotazione delle scorte, confusione nei picchi di lavoro.
L’inox è resistente, ma non invulnerabile: vapore, calcare e umidità costanti possono intaccare superfici non trattate o progettate male.
Consigli tecnici utili:
Investire nelle zone più critiche riduce i costi di manutenzione a lungo termine.
Molti tavoli inox non sono progettati per sostenere calore diretto o carichi pesanti.
Scegliere piani rinforzati e dotati di spessore adeguato è essenziale per un ristorante che lavora con ritmi intensi.
L’arredamento inox è la base di una cucina professionale sicura, moderna e funzionale.
Conoscere gli errori più comuni — dai flussi mal progettati alla mancanza di modularità, fino alla scarsa compatibilità con Gastronorm — permette di fare scelte più consapevoli e costruire un ambiente efficiente, igienico e facile da mantenere nel tempo.
Affidarsi a soluzioni professionali come quelle proposte da Gastronorm.it aiuta a ottenere una cucina resistente, pulita e davvero performante.
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]]>L'articolo re professionali per la ristorazione: checklist essenziale per non sbagliare acquisto proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Ogni attività ristorativa ha dinamiche proprie: un ristorante gourmet, una mensa aziendale e un laboratorio di pasticceria richiedono attrezzature diverse.
Per acquistare correttamente le forniture professionali per la ristorazione, è fondamentale partire da un’analisi concreta del modello operativo.
Gli spazi, il numero di coperti e la tipologia di preparazioni influenzano ogni scelta: dalla dimensione delle attrezzature ai materiali più adatti, fino al layout della cucina.
Una consulenza specializzata come quella offerta da Milanoforniture.it aiuta a individuare sin da subito le soluzioni migliori, evitando costi inutili e ottimizzando tempi e flussi.
Una volta definite le priorità, si passa alla pianificazione dell’acquisto. Per semplificare, ecco una lista degli elementi fondamentali da verificare prima della scelta:
Una selezione attenta non solo migliora l’efficienza, ma tutela l’investimento sul lungo periodo e garantisce continuità operativa senza imprevisti.
Nel settore professionale, affidabilità e prestazioni non sono negoziabili.
Le forniture professionali per la ristorazione devono assicurare continuità di servizio, resistere all’usura e mantenere performance costanti anche con ritmi intensi.
Scegliere attrezzature economiche può sembrare vantaggioso nell’immediato, ma spesso porta a costi maggiori di manutenzione, consumi elevati e sostituzioni premature.
Optare per marchi certificati e rivenditori specializzati garantisce supporto, ricambi e assistenza in tempi rapidi: un vantaggio strategico per chi lavora con tempistiche serrate.
Nell’allestimento di una cucina professionale, ogni scelta deve essere ponderata e funzionale.
Le forniture professionali per la ristorazione rappresentano un investimento a lungo termine: vanno selezionate con metodo, considerando qualità dei materiali, consumi, sicurezza ed efficienza.
Pianificare, confrontare, testare e affidarsi a partner esperti come Milanoforniture.it significa garantire un ambiente di lavoro moderno, sicuro e competitivo pronto a sostenere ritmi elevati e standard di produzione di livello professionale.

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]]>L'articolo Condimenti Balsamici: i tesori delle acetaie dai gusti unici al mondo proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
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L’aceto balsamico nasce dalla fermentazione acetica e dall’invecchiamento del mosto cotto d’uva. A seconda della lavorazione, puo’ essere aggiunta anche una parte di aceto di vino. Quando si parla di Aceto Balsamico di Modena IGP si fa riferimento a un prodotto tipico della zona di Modena e delle terre di Reggio Emilia. In tali aree infatti, sia nel periodo invernale che in quello estivo, il clima si rivela perfetto per la coltivazione della vite.
Non a caso sempre in queste zone sono presenti noti vitigni, tra cui quello di Trebbiano, Lambrusco e Ancellotta. Il prodotto che oggi utilizziamo per condire alimenti e valorizzare alcune ricette, inizialmente era anche usato anche a scopo terapeutico, soprattutto per disinfettare l’apparato digerente. Nel corso degli anni l’utilizzo dell’aceto balsamico aumenta, e già nel Medioevo se ne parlava in alcuni scritti.
Nonostante ciò, solamente verso la fine dell’800 arriva il momento della consacrazione, anni in cui questo condimento diventa davvero importante a livello locale e internazionale. Ad oggi, la crema di Aceto Balsamico è una glassa frutto della cottura dell’aceto balsamico con mosto cotto, e in qualche caso con l’aggiunta di zucchero. La salsa ottenuta in questo modo si caratterizza per una consistenza molto corposa e per un intenso gusto agrodolce.
Che si tratti della cucina di uno chef, oppure di una di quelle delle moltissime famiglie italiane che amano mangiare con gusto, non importa, perché l’aceto balsamico e i condimenti a base di aceto balsamico possono insaporire tantissimi piatti. Esiste un numero indefinito di ricette che prevedono l’uso di tale condimento, ma in base ai gusti è sostanzialmente possibile usarlo ovunque e in ogni occasione, sia con piatti dolci che salati.
I condimenti balsamici sono ottimi per accompagnare insalate, contorni, torte salate, frutta, formaggi, carne e verdure, ma anche per guarnire i piatti e donare quel tocco di sapore in più ai secondi. Basta una sola goccia infatti, per fare la differenza, e per realizzare moltissime nuove ricette e intrecci di gusto a dir poco unici. L’aceto balsamico ha una storia davvero molto lunga, e le sue proprietà organolettiche lo rendono abbinabile a numerosi alimenti.
Ma come utilizzare la crema di Aceto Balsamico in sintesi? Quelle seguenti sono le principali possibilità:
Quelli elencati sono solamente alcuni dei principali abbinamenti, ma in realtà tanti altri sono possibili, anche e soprattutto a seconda dei gusti personali.
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]]>L'articolo Il lievito madre per le pizze proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>È una buona base per creare l’impasto della pizza, oggi sempre più apprezzato, soprattutto da chi ama i sapori di una volta. La lievitazione è biologica proprio come avviene col lievito di birra, ma l’impasto realizzato possiede quel sapore più duraturo e un profumo più intenso e piacevole.
Tuttavia, è da tener bene a mente che i tempi di lievitazione sono più lunghi, il che potrebbe rappresentare uno svantaggio se non si calcolano bene, soprattutto se si gestisce una pizzeria.
Entrando più nel dettaglio, possiamo dire che il lievito madre si ottiene dall’acidificazione naturale di acqua e farina, nei quali sono presenti microrganismi che danno via alla lievitazione naturale.
Ci sono diversi batteri, tra cui Saccharomyces, Candida, Lactobacillus e Weisella, per citarne alcuni, molto utili al nostro organismo.
Il lento processo di fermentazione permette lo sviluppo di questi ed altri batteri che vengono considerati benefici e che si occupano della produzione di acidi lattici e acetici che, a loro volta, presentano diverse proprietà favorevoli alla nostra salute.
In particolare, permettono una maggiore crescita del prodotto, più digeribilità e conservabilità.
La pizza prodotta con il lievito madre provoca un minor aumento dei livelli di saccarosio nel sangue, una minore produzione di insulina e conferisce un maggiore senso di sazietà.
Inoltre, favorisce l’assorbimento di sostanze nutritive quali antiossidanti, ferro, calcio, zinco, acido folico, vitamine del gruppo B.
Utilizzare il lievito madre per la pizza vuol dire ottenere un impasto molto più lavorabile e una crescita maggiore del prodotto. Migliore digeribilità, colorazione più scura della crosta, un sapore e un aroma più intenso dipeso dal tipo di fermentazione e una maggiore conservabilità.
Come anticipato, il lievito madre è un composto di acqua e farina, che bisogna lavorare insieme con cura. L’impasto ottenuto va lasciato a fermentare.
La pasta madre richiede una lavorazione molto attenta, va seguita, rinfrescata con periodicità per mantenere attività la microflora batteria presente al suo interno.
Un lievito madre giovane ha meno batteri lattici per cui risulterà meno forte rispetto a uno più anziano. Per avere un prodotto forte, bisogna continuare a lavorarlo e coltivarlo nel tempo.
Realizzare la pasta madre richiede una procedura molto articolata, che è possibile apprendere seguendo un corso pizza o chiedendo una consulenza specialistica a degli esperti di pizza e lievitati come quelli di Pizzavvio.com, dei veri professionisti in grado di dare supporto a pizzaioli esperti e appassionati della pizza fai da te.
Consigliamo di non improvvisare la realizzazione del lievito di madre, ma di farsi aiutare da professionisti come quelli sopracitati per ottenere un risultato perfetto e per conoscere tutti i segreti per una pizza perfetta.
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]]>L'articolo Le migliori ricette di dolci senza lattosio proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Il lattosio è presente in diverse concentrazioni in tutti gli alimenti che fanno di “latte e derivati”. E’ bene considerare che un litro di latte
vaccino contiene all’incirca 50 g di lattosio (5 g/100 ml). Si tratta di una quantità che diminuisce nello yogurt e nei formaggi freschi, e che si azzera nei formaggi più stagionati a pasta dura.
Il lattosio viene inoltre aggiunto nella preparazione di molti alimenti, quindi lo si ritrova anche in salumi, gnocchi di patate, salse, budini, pane, alcuni cibi in scatola, prodotti da forno, pasticcini, minestre, cioccolato al latte e caramelle alla panna.
Chi soffre di intolleranza al lattosio spesso ha difficoltà anche nella preparazione dei cibi e sempre più spesso sono ricercate le ricette senza lattosio. In particolare per i dolci, che contengono spesso come ingredienti i derivati del latte. E’ importante per realizzare le ricette senza lattosio utilizzare ingredienti freschi e genuini come quelli proposti dall’azienda Exquisia.
I dolci senza lattosio sono sempre più ricercati, vediamo dunque alcune ricette senza lattosio.
Per preparare i biscotti senza lattosio occorrono i seguenti ingredienti:
PER SPOLVERIZZARE
La preparazione dei biscotti rustici senza lattosio è molto semplice:
Terminata la cottura si sfornano i biscotti, si lasciano intiepidire e si spolverizza la superficie con lo zucchero a velo.
I biscotti rustici senza lattosio possono essere conservati in una scatola di latta per un massimo di 5 giorni,
Il budino al cioccolato è una dei dessert più classici ed amati. Occorrono questi ingredienti:
Preparazione
Concludendo, sono tante altre le ricette senza lattosio che si possono fare: lo Chiffon cake, i dolci al formaggio senza lattosio.
Nella scelta degli ingredienti per realizzare le ricette senza lattosio affidatevi ad aziende che vantano un’ottima esperienza nel settore ed un ottimo know how come Exquisia.
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]]>L'articolo Scialatielli: storia e curiosità della pasta tipica napoletana proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Se vi trovate nel capoluogo campano, non potete non apprezzare le prelibatezze dalla produzione pasta fresca Napoli. I primi piatti tipici del posto, realizzati con la pasta fresca, infatti, si rivelano essere una vera e propria esplosione di sapore e bontà. In particolare non potete lasciarvi scappare l’occasione di assaggiare gli scialatielli.
Come già detto, si tratta di un formato di pasta tipico della zona e la sua origine è da attribuire allo chef Enrico Consentino che nel corso del 1978 presentò gli scialatielli in occasione di un concorso culinario, consentendogli di aggiudicarsi il premio entremetier dell’anno. Hanno una forma rettangolare, simile a quella delle tagliatelle, ma sono più spessi ed irregolari. Due i procedimenti principali per realizzarli: si può preparare una grande tagliatella, che poi viene arrotolata attorno all’apposito ferretto e strofinata sulla spianatoia. in alternativa si può staccare un pezzo di impasto da tirare direttamente sul ferretto. Per quanto riguarda le origini del nome, invece, sembra che derivi da due termini tipici della lingua napoletana, ovvero “scialare”, che significa godere, e “tiella”, che significa padella.
Per tradizione sono fatti a mano, con farina, acqua e/o latte, formaggio grattugiato, basilico fresco tritato e sale. Ovviamente sono disponibili anche quelli realizzati in produzione industriale e ognuno può scegliere quale sia più adatto alle proprie esigenze. Riconosciuti come prodotto agroalimentare tipico della regione, uno degli aspetti che piace di questa pasta è l’assenza di uova.
Tipo di pasta indiscussa della tradizione partenopea, se vi trovate a Napoli dovete assolutamente mangiare dei
buonissimi scialatielli ai frutti di mare. Piatto simbolo dell’estate partenopea, si tratta di una ricetta veloce e semplice da realizzare. Il sapore della pasta fresca, assieme ai frutti di mare, infatti, è in grado di dare origine ad un piatto dal sapore unico ed inconfondibile.
Il segreto per ottenere degli scialatielli ai frutti di mare ottimali. consiste ovviamente nell’utilizzo di materie prime di qualità ed in particolar modo la freschezza del pesce.
Ma non solo, trovandovi in Campania potete deliziare il vostro palato anche con altri abbinamenti tipici della regione. Ad esempio potete optare per degli scialatielli alla sorrentina. In quest’ultimo caso si tratta di un piatto molto saporito, dove il condimento é realizzato con salsa di pomodoro e mozzarella di bufala.
In fin dei conti, una delle caratteristiche più apprezzate degli scialatielli è la versatilità. Sono davvero tante, infatti, le ricette che vedono come protagonista questo formato di pasta, ma l’abbinamento maggiormente apprezzato resta indubbiamente quello con i frutti di mare. Tuttavia può anche capitare di poter mangiare gli scialatielli con altri tipi di condimenti, come funghi, salsiccia, cime di rapa e altri tanti ingredienti ancora. Il giusto modo, quindi, per venire incontro ad ogni tipo di palato.
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]]>L'articolo 8 Finger Food ideali per una festa proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Ecco quindi una lista di 8 finger foods perfetti per una festa
Naturalmente tutti i cibi che vi proponiamo sono da considerare di dimensioni appunto grandi quanto un dito !
Rotolini di pizza
Il piatto per eccellenza della nostra tradizione non può non essere citato, questi rotolini sono formati appunto rotoli di impasto che prevedono che tra uno strato e l’ altro venga messa della salsa al pomodoro e magari anche della mozzarella o del prosciutto, per poi essere leggermente ricoperti da un po’ di parmigiano grattugiato.
Mini-hamburger
Sicuramente non un piatto italiano ma troppo internazionale per non essere citato, dei mini panini con all’ interno mini-burger, cetrioli e un formaggio a piacere o una salsa
Albicocche con formaggio di capra
Antipasto o come frutta alla fine, questo piatto è perfetto in entrambi casi ed è facilissimo da preparare, metà albicocca con all’ interno un cucchiaino di formaggio di capra il cui sapore si sposa al meglio con quello del frutto
Bocconcini di patate dolci
Delle spesse chips di patate dolci guarnite con un po’ di pancetta a cubetti, prezzemolo e una spuma di avocado
Pollo e Waffle
Sicuramente un’ americanata che nonostante il contrasto non ci sentiamo di criticare, dei waffle con sopra dei bocconcini di pollo cotti al punto giusto e con un tocco di salsa agrodolce
Insalata caprese
Anche questo altro piatto tipica della cucina napoletana ma rivisitato per i party più alla moda e allora un semplice spiedino con bocconcino di mozzarella, pomodorino e una foglia di basilico che non guasta mai
Mini Pancake
Questi perfetti in ogni occasione perché possono essere ricoperti come meglio preferiamo, salmone e pomodoro, zucchini e formaggio, prosciutto e un tocco di provola, crema di zucca insomma ci si può sbizzarrire
Polpettine d’agnello
Mini polpette di agnello con cumino, cannella e coriandolo per un secondo leggero ma gustoso che viene incontro alle richieste dei più attenti alla linea
Scegliete il servizio di catering più adatto alle vostre esigenze e che magari abbia in menù qualcosa di ciò che vi abbiamo proposto!
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]]>L'articolo Suscipit eu augue proviene da Sito web di notizie e comunicati stampa - 1BIT.
]]>Donec volutpat nibh sit amet libero ornare non laoreet arcu luctus. Donec id arcu quis mauris euismod placerat sit amet ut metus. Sed imperdiet fringilla sem eget euismod. Pellentesque habitant morbi tristique senectus et netus et malesuada fames ac turpis egestas. Pellentesque adipiscing, neque ut pulvinar tincidunt, est sem euismod odio, eu ullamcorper turpis nisl sit amet velit. Nullam vitae nibh odio, non scelerisque nibh. Vestibulum ut est augue, in varius purus.
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