The post CHE SEMPIO NON DIVENTI UN NUOVO STASI, PER CARITÀ, MA A QUESTO PUNTO AUSPICO ANCHE CHE STASI NON RESTI STASI first appeared on Cronaca criminale.
]]>Parlavo pochi minuti fa con un collega che stimo tantissimo e ci interrogavamo sul nuovo filone di inchiesta sul caso Garlasco. Questo collega mi ha espresso i suoi dubbi sulla possibilità di arrivare ad una condanna, oltre ogni ragionevole dubbio, di Andrea Sempio. “Non facciamo di Sempio uno Stasi” ha detto. “ Sì – ho replicato – ma non lasciamo neanche che Stasi resti Stasi.” Il merito di questa indagine è anche quello di aver fatto emergere i tanti dubbi che ci sono sulla condanna del bocconiano. Qualora non si arrivasse ad un nulla di fatto con la pista Sempio, o con altre piste alternative, si ritorni in aula per un processo di revisione, e si valutino attentamente tutti gli elementi che hanno portato alla condanna definitiva di Stasi. Perché mica è vero che se non c’è un colpevole alternativo qualcuno deve “restare” colpevole a tutti i costi anche se i fatti dicono altro.

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]]>The post Correggio e Civitavecchia, ancora due donne uccise. Nel Napoletano un uomo tenta di sfregiare la moglie con l’acido first appeared on Cronaca criminale.
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]]>The post 50 “MARANZA” ARRESTATI A MILANO DALLA POLIZIA. STUDIO CNR: IN AUMENTO LA VIOLENZA TRA I GIOVANISSIMI first appeared on Cronaca criminale.
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]]>The post Rapinata a 90 anni mette in fuga il criminale, 31enne arrestato first appeared on Cronaca criminale.
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Secondo quanto ricostruito dalla polizia, lo scorso 25 gennaio la pensionata sarebbe stata contattata telefonicamente da una persona che, spacciandosi per un nipote, le ha raccontato che sua figlia era in pericolo e che servivano contanti per metterla in salvo. I soldi, avrebbe detto il truffatore al telefono,
sarebbero stati ritirati a casa da un carabiniere.
Così, il 31enne avrebbe raggiunto l’anziana a casa, nel pieno centro di Bari. La donna nel frattempo aveva messo insieme gioielli e soldi per un totale di 200mila euro. L’anziana però, insospettita dai modi dell’uomo, ha reagito innescando la reazione del 31enne che l’avrebbe prima spinta e fatta cadere,
per poi scappare con i gioielli, lasciando i contanti. Gli agenti della squadra mobile, grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona e alle impronte lasciate dal 31enne in casa, sono riusciti a identificare l’uomo che adesso si trova in carcere.
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]]>The post Rubata la cassaforte nella casa di Pierina Paganelli first appeared on Cronaca criminale.
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Ladri hanno rubato la cassaforte nell’appartamento di Pierina Paganelli, la donna uccisa in via del Ciclamino a Rimini, l’anno scorso. Questa mattina, vedendo i sigilli della Procura strappati, Giuliano Saponi, il figlio maggiore di Pierina che abita sullo stesso pianerottolo, ha dato l’allarme. Saponi ha avvisato i propri avvocati Monica e Marco Lunedei, i quali a loro volta hanno avvisato la Procura, e il
sostituto procuratore Daniele Paci, che ha inviato all’appartamento la squadra mobile. Sul posto anche il dirigente della squadra mobile, Marco Masia e la squadra scientifica. Secondo quanto emerso si è trattato di un furto perpetrato da almeno due persone che non sapevano di trovarsi in casa di Pierina Paganelli. La polizia ha trovato l’appartamento messo a soqquadro e la cassaforte smurata dalla parete della camera da letto. I ladri sarebbero poi scappati dal portone principale, rompendo appunto i sigilli apposti dalla Procura e che indicano che l’appartamento è ancora sotto sequestro per l’indagine sull’omicidio.
La cassaforte è stata ritrovata aperta in un campo. Pare che Pierina non avesse né contanti né oro, ma solo alcuni documenti personali che sarebbero stati ritrovati subito dalla polizia. I ladri sarebbero saliti dal balcone e dopo aver forzato la serranda e il balcone si sarebbero messi alla ricerca di qualcosa di prezioso da rubare. Si esclude che l’intrusione possa avere qualcosa a che vedere con l’indagine per omicidio.
Lo Studio Legale Barzan, per il tramite dell’avvocata Nunzia Barzan e del consulente Davide Barzan, esprime profonda solidarietà alla famiglia Saponi per il vile atto di cui è stata vittima la memoria della signora Pierina Paganelli. “Un gesto gravissimo, un’ulteriore offesa al ricordo della defunta e un
atto che non può trovare alcuna giustificazione”.
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]]>The post La passione per il biliardo ha tradito Gustavo Nocella, re del narcotraffico. Catturato in Colombia seguendo la ditta che gliene consegnava uno con panno rosso first appeared on Cronaca criminale.
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]]>The post Armati di coltello rapinano 2 ragazzi in discoteca,denunciati first appeared on Cronaca criminale.
]]>Hanno creato il panico in una discoteca di via Ostiense a Roma, ma i tre giovanissimi sono stati denunciati dai carabinieri per rapina aggravata. Tutto è nato quando due ragazzi italiani, di 17 e 19 anni hanno denunciato che, mentre stavano trascorrendo una serata in una discoteca in via Ostiense, sono stati avvicinati e aggrediti da un gruppetto di tre persone che dietro minaccia di un coltello gli hanno strappato le collane in oro. Sul posto i carabinieri del Nucleo Radiomobile che hanno raccolto le prime descrizioni degli autori e si sono attivati per le ricerche. Poco dopo, grazie alle descrizioni fornite dalle vittime, tre giovani – due italiani e un egiziano – sono stati rintracciati nei pressi del locale e trovati ancora in possesso del coltello e di una delle due collanine in oro. Riconosciuti dalle vittime, gli indiziati, sono stati denunciati

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]]>The post Le vecchie BR ancora alla sbarra per l’omicidio di un carabiniere nel 1975 first appeared on Cronaca criminale.
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Gli anni di piombo ritornano in un’aula del tribunale di Torino. A settembre si aprirà l’udienza preliminare per quattro ex brigatisti rossi che tenteranno di opporsi alla richiesta di rinvio a giudizio mossa dalla Direzione distrettuale antimafia per l’omicidio di un appuntato dei carabinieri, Giovanni D’Alfonso, ucciso nel corso di uno scontro a fuoco il 5 giugno 1975 alla Cascina Spiotta, nell’Alessandrino. Gli imputati sono i capi storici Renato Curcio (83 anni) e Mario Moretti (78) con gli ex militanti Pierluigi Zuffada (71) e Lauro Azzolini (81). Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, sarebbe il misterioso brigatista presente durante la sparatoria ma mai identificato con certezza. Era per dare un nome a ‘mister X’ che la procura di Torino, dopo un esposto del figlio di D’Alfonso, carabiniere in pensione, nel 2021 aveva aperto il fascicolo. La Cascina Spiotta si tinse di sangue in occasione del blitz che portò alla liberazione di un imprenditore vinicolo, Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato dalle Br il giorno prima. Oltre all’appuntato perse la vita Mara Cagol, moglie di Curcio. Le indagini subalpine, svolte dagli investigatori del Ros, si sono estese anche ai presunti organizzatori e pianificatori del rapimento (Curcio e Moretti) e all’uomo (Zuffada) che avrebbe spedito a casa Gancia la richiesta di un riscatto. Ma la battaglia fra accusa e difesa sarà piuttosto dura. “E’ sconcertante di per sé – afferma l’avvocato di Curcio, Vainer Burani – che si celebri un’udienza preliminare dopo 50 anni. Qui, poi, non c’è niente di nuovo: sono tutte cose già dette, scritte, ripetute. Curcio è estraneo al caso Gancia perché, essendo evaso da poco, viveva nascosto e senza contatti
con l’organizzazione”. Il difensore di Azzolini, Davide Steccanella, ha depositato una memoria di 162 pagine elencando quelle che a suo giudizio sono le tante magagne dell’inchiesta. ‘Mister X’, per esempio,
per i fatti della Spiotta è stato prosciolto ad Alessandria il 3 novembre 1987. Per procedere nei suoi confronti la procura ha dovuto farsi autorizzare dal tribunale. Ma nel frattempo – osserva il legale – fra il 2022 e il 2023 Azzolini è stato sottoposto a intercettazioni “non legittime”, perché il fascicolo era ancora formalmente a carico di ignoti. E alla fine delle indagini un gip ha respinto la richiesta di arresto per la mancanza di “gravi indizi” di colpevolezza.

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]]>The post I SOLDI DEL “NO VAX” AGLI ORFANI DEI CARABINIERI MORTI PER COVID first appeared on Cronaca criminale.
]]>Chi sbaglia è giusto che paghi. Alla vigilia della sentenza a carico di chi mi prese di mira durante i cortei no vax e finito alla sbarra grazie alle indagini dei carabinieri del Nucleo Informativo di Milano guidati dal Ten Col Emanuele Leuzzi e coordinati dal pool antiterrorismo della Procura di Milano del dottor Alberto Nobili, oggi uno di loro per ottenere la messa alla prova mi ha dovuto risarcire il danno. Denaro che ho voluto fosse devoluto agli orfani dell’Arma dei Carabinieri, anche quei ragazzi figli di militari morti a causa del Covid. Spero che questo denaro – non una cifra altissima a dire la verità, ma di più non aveva – serva a quei bambini, ma contribuisca anche a far riflettere quel signore sulla gravità delle sue azioni. Vedremo le sentenze per gli altri che restano a processo.

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]]>The post ADDIO, CARLOTTA, CRONISTA DAGLI OCCHI INTELLIGENTI E CON IL CUORE BUONO first appeared on Cronaca criminale.
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Giordi la stimava così tanto che in questi difficilissimi mesi di malattia non l’ha dimenticata neanche una volta a fine puntata. “Vincerai, vinceremo” diceva sempre Giordano. E quanto era orgogliosa Carlotta di questa cosa, quanta forza le dava – lei così ligia al dovere – sentirsi reclamata in diretta nazionale dal suo Direttore, dal Direttore che le aveva voluto più bene.
Dicevo che io e Carlotta non ci conoscevamo così tanto, ma ci eravamo istintivamente simpatici. Di più: io la stimavo perché non mollava mai. Mai, mai, mai. E su questo contavo anche questa volta, nel suo servizio più difficile. Ma se non ce l’ha fatta lei a vincere quella malattia, significa davvero che era una battaglia impossibile
Carlotta era dignitosa sul lavoro, non lasciava mai nulla di intentato. La ricordo a Gorlago, in occasione di un omicidio che sconvolse l’Italia, quello della mamma 42enne uccisa da una rivale in amore.. Nessuno della famiglia aveva ancora parlato, ma si capiva che stavano per farlo, la sua troupe dovette lasciarla sola e lei si armò di smartphone rimanendo davanti a casa, nel caso qualcuno decidesse di rispondere alle domande dei cronisti davanti alle telecamere delle altre emittenti. Pur senza troupe, lei era lì.
Non si è allontanata un secondo. Una vera cronista. Quella stessa mattina, quando io arrivai, la vidi da lontano. Scesi dall’auto, lei mi mise a fuoco con lo sguardo, e quando realizzò che ero io, d’istinto sorrise tra sé e sé e contemporaneamente cominciò a camminare verso di me con passo spedito. È strano, ma da quel sorriso pulito, divertito e genuino insieme, durato una frazione di secondo, io capii in maniera definitiva che era una ragazza pulita, una cucciolona.

Già, una cucciolona che di sicuro meritava di più dalla vita, dico ora tra me e me. Nella memoria ho ancora l’ultimo incontro al Niguarda, circa tre mesi fa. Il rammarico più grande non essere riuscito a trovarla, pur avendola cercata a lungo, il giorno degli auguri di PierSilvio ai dipendenti, nel piazzale degli studi di Cologno. Quando rispose al telefono era già in camerino per riposarsi in attesa di andare in diretta, l’ultima volta purtroppo, con il suo Direttore. Ora sono a Roma, in caserma, nella mia cameretta: luce spenta e steso sul letto a digitare sul telefonino le mie parole di commiato da lei. Alcune lacrime scendono mute sul lenzuolo solcando i lati del mio viso.
Non tante, ma lente e pesanti che bagnano il cuscino. Il mio pensiero va a quei bellissimi genitori che ho conosciuto nella stanza di ospedale. La sua mamma bella come lei, il suo papà di cui era così orgogliosa. Il mio abbraccio da lontano va a quel fidanzato, Fabrizio, ormai definitivamente vedovo di lei, del suo sorriso, della sua gioia e simpatia contagiose. Nella testa, che rimbomba, una frase che non dimenticherò. Me la disse una delle ultime volte al telefono: “Enri, io voglio vivere”.
Che strazio questa giornata.
Ciao, Topolina, ti voglio tanto bene. La vita ci ha truffato: prima ti ha regalato a chi ti amava e stimava e poi ci ha privato di te senza un motivo, in così poco tempo.
POST SCRIPTUM
aggiungo questo ultimo paragrafo a ciò che avevo scritto subito dopo aver avuto la notizia della morte di Carlotta, ora che il funerale è stato celebrato. A parte le tantissime persone presenti in chiesa, la cosa che mi ha colpito maggiormente è stato vedere insieme tanti amici che provengono da settori diversi della nostra bella famiglia di Mediaset. C’erano i colleghi giornalisti, c’erano i produttori, gli impiegati, le segretarie, i dirigenti, tantissimi cameraman, alcuni, addirittura, arrivati da città lontane. È questo ciò che mi ha colpito maggiormente ieri mattina in chiesa: il suo essere amata – e stimata – un po’ da tutti. E ora che tutto è finito, il mio pensiero va al vuoto con cui da oggi in poi si dovrà confrontare chi l’amava maggiormente: i genitori e il fidanzato.


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