Orbene mi reco, come stavo dicendo, in un dei più squallidi bar del mio circondario (tra l’altro chiuso poi dall’ USL recentemente per motivi che ho ritenuto più salubre non indagare) per il mio legittimo corretto al vetro serale dopo una giornata di duro, onesto e sottopagato lavoro: entro, ordino, bevo, pago, faccio per togliermi dai coglioni.
Permanenza nel locale: 3 minuti circa.
Non visualizzo bene l’interno del locale, anche perché è praticamente vuoto, non guardo bene negli angoli, soprattutto perché mi fotte sega di qualunque diseredato possa piattoleggiare in quel posto di merda a quell’ora di merda in compagnia di quella merda di barista vecchio e lurido.
Mi accingo ad uscire con l’aria di chi si sta facendo bellamente i cazzi suoi, quand’ecco che una strana fitta mi agguanta il polpaccio sinistro; essendo in pantaloni corti, con la parte inferiore della gamba nuda, capisco e riconosco subito la bucatura e il senso di fradicio, marcio umidiccio.
Tiro via la gamba, mi giro di scatto e cosa cazzo non ti vedo?
Un cane.
Un cane del cazzo, al guinzaglio di un padrone del cazzo che seduto a un cazzo di tavolo sta spippolando al suo cellulare del cazzo del tutto incurante del cazzo di ambiente che lo circonda.
La mia reazione è istintiva: mi rendo conto di cosa succede, carico un circolare basso destro, rinvio a diversi passi di distanza il merdosissimo cane bastardo che, avendo intuito l’errore da lui commesso corre a rintanarsi nel buco del culo da cui proviene.
E fin qui niente di strano, se non il fatto che una merda d’uomo incivile sta conducendo una merda di cane disturbato in un locale pubblico senza muserola, ma, hey, siamo in un cazzo di paese incivile quindi, come ho detto niente di strano.
Insomma, lo stronzo, un merdoso alternativo punkeggiante putrido con l’aria supponente di chi fotte il sistema bevendo birra Fahnenbrau davanti al supermercato mentre gli altri lavorano anche per lui, si alza di scatto e mi viene sul viso chiedendomi alquanto incazzato “che cazzo sto facendo!?”
Io che, oltre ad essere notoriamente litigioso e facile all’ira odio profondamente l’egemonia culturale animalara attualmente vigente, nonché i porci maiali che non si lavano, mi sento doppiamente colpito in un nervo scopertoe non perdo quindi tempo a mostrare tutto il rissoso sottosviluppo del quale sono capace.
“Porca madonna!”, esclamo, “Il tuo cane di merda mi ha azzannato la gamba! Mettigli la museruola se morde, perché sennò ti ci piglio anche te a pedate”
Ma la risposta è il bello! LA RISPOSTA PORCO DIO, LA RISPOSTA!
“Il cane non morde, è che evidentemente ha percepito che A TE NON PIACCIONO I CANI”
Eccerto! cazzo, l’ha percepito! Perché l’animalaro esiste solo il suo, di mondo, il suo mondo ETICO.
Per l’animalaro il cane ha ragione per definizione, non importa se lo lasci cagare sul marciapiede, non importa se sbrana una mocciosa urlante fuori dall’asilo, non importa se strappa senza motivo il polpaccio a un cristo che vuole bersi un fottuto caffè dopo aver lavorato 10 ore e che NEMMENO L’HA VISTO!
Non importa…la colpa è sempre dell’umano sfruttatore mangiacadaveri e, nel caso i cani di merda non gli piacessero, allora è legittimo lasciarlo sbranare dai mastini, reo di quella che, nel mondo canaro è la massima delle colpe.
A quel punto non riesco più a trattenermi.
“E non mi piace no, è quasi più stronzo di te!”
Al che questo fa per spintonarmi, ma lo anticipo di sinistro, doppiando una sberla fulminea con la stessa mano.
Lui arretra incredulo, io sfrutto l’attimo.
Il barista gira il banco per tentare di separarci, ma io sono già fuori e sto girando l’angolo
Prendere a sberle un canaro di merda e a calci il suo cane di merda è, ancora oggi, una delle imprese più giuste che ritengo di aver fatto nella mia vita immorale
]]>LAYDO WIN!
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