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18 giugno 2026
Fatture, contratti e bolle: quanto tempo perdi ancora con il data entry manuale?
Immagina l’inizio della giornata lavorativa. Non il caffè, non la posta elettronica, ma la pila di documenti che aspetta: fatture da registrare, bolle di consegna da confrontare, contratti da verificare, curriculum da inserire in anagrafica. Ogni foglio richiede che qualcuno lo apra, lo legga, ne estragga a mano numero, data, importo, fornitore e poi trascriva tutto nel gestionale. È un lavoro che assorbe tempo e attenzione, ripetitivo ma allo stesso tempo delicato. Basta un errore di battitura, un campo saltato o una data scambiata per generare ritardi, tensioni nei rapporti con partner e fornitori o, nei casi peggiori, conseguenze operative più ampie (comprese sanzioni).
Il problema non è la lentezza delle persone, ma il modo in cui il processo è costruito
Il punto non è quanto siano veloci o attente le persone. Il vero problema è che, ancora troppo spesso, alle persone viene chiesto di comportarsi come macchine di fronte a documenti che arrivano in formati, layout e lingue sempre diverse. Nel ciclo passivo, nella contrattualistica, nelle procedure HR o nell’onboarding, il data entry manuale ripetitivo finisce così per diventare un collo di bottiglia che rallenta il flusso operativo, appesantisce l’ERP di personalizzazioni costose e moltiplica gli accessi al gestionale.
Quando i documenti diventano un costo nascosto
Oltre al tempo sottratto alle attività a maggior valore, c’è un tema di qualità del dato. Più un processo resta manuale, più aumenta l’esposizione a errori, incomprensioni e versioni discordanti delle informazioni. Quando il sistema a valle riceve dati sporchi o incompleti, il lavoro non finisce: si sposta. La pulizia dei dati diventa un’attività ulteriore, non prevista, che richiede altro tempo e altre verifiche. In questo modo i documenti, che dovrebbero sostenere le operazioni, si trasformano in un costo nascosto che cresce in silenzio.
Non sempre serve cambiare gestionale
La buona notizia è che alleggerire questo carico non significa necessariamente sostituire il gestionale. Spesso significa, più semplicemente, creare le condizioni perché i documenti possano dialogare in modo più efficace con i sistemi aziendali e alimentare i processi con dati più puliti e affidabili.
Back Office Automation:
un approccio per rendere più fluidi i processi documentali
È in questo contesto che la Back Office Automation assume valore. Non come un ulteriore layer tecnologico da aggiungere, ma come un approccio utile per leggere ed elaborare documenti, riconoscerne la tipologia ed estrarre automaticamente i campi chiave rilevanti per il processo. Numero, data, importo, fornitore o altre informazioni concordate in base al tipo di documento possono così essere intercettate in modo automatico, riducendo il peso delle attività ripetitive e migliorando la qualità del dato in ingresso ai sistemi.
Automatizzare non significa rinunciare al controllo
L’automazione, però, non elimina la necessità di controllo. Al contrario, funziona davvero quando aiuta le persone a intervenire in modo più mirato. In un modello human-in-the-loop, l’operatore non viene escluso, ma messo nelle condizioni di verificare, correggere o completare i dati dove serve, avendo davanti sia il documento originale sia le informazioni estratte. In questo modo, nei sistemi a valle arrivano dati più puliti, coerenti e validati, senza rinunciare alla supervisione umana.
Il primo beneficio è evidente: si riduce il carico del data entry manuale e si liberano risorse da attività ripetitive che assorbono tempo ma generano poco valore. A questo si aggiunge un miglioramento nella qualità del dato, perché i processi diventano meno esposti a errori di inserimento, duplicazioni e disallineamenti informativi. Anche la tracciabilità cresce: sapere cosa è stato elaborato, da chi e in quale momento consente di avere maggiore controllo sul processo e di governarlo con più consapevolezza.
Più visibilità, più governance, più continuità operativa
Quando il processo documentale è supportato da strumenti di monitoraggio, dashboard KPI, timeline delle attività e workspace centralizzati, il back office smette di essere un insieme di passaggi frammentati e diventa un flusso più visibile e governabile. La possibilità di definire ruoli di accesso differenziati e di tracciare ogni operazione contribuisce inoltre a rafforzare auditabilità, sicurezza e governance complessiva.
La Back Office Automation viene spesso associata alla riduzione del data entry manuale e alla semplificazione delle attività documentali in ambito amministrativo. Ma il suo valore non si esaurisce qui. Quando i processi interni diventano più fluidi, i dati più affidabili e i flussi più governabili, l’impatto si estende all’intera organizzazione. Le decisioni possono basarsi su informazioni più coerenti, il dialogo tra funzioni diverse diventa più efficace e il business beneficia di una macchina operativa più stabile e reattiva. Questo vale, ad esempio, anche nella gestione delle richieste di assistenza: se le informazioni collegate a ticket, documenti, contratti o comunicazioni sono disponibili e coerenti lungo tutto il processo, l’azienda riesce a rispondere in modo più rapido e preciso, con benefici concreti anche per il cliente finale. Perché la qualità dell’esperienza dipende sempre più dalla qualità dei processi che la rendono possibile.
Un approccio di Back Office Automation non deve essere pensato come una scatola chiusa. Può partire da una base pronta per la produzione e poi estendersi nel tempo, seguendo l’evoluzione dei bisogni aziendali. Può collegarsi ai sistemi gestionali già presenti, dai Cloud ERP, a Oracle NetSuite o ad altre piattaforme esterne. Può orchestrare flussi più articolati attraverso workflow engine già in uso oppure arricchirsi con modelli AI custom addestrati sui documenti specifici del cliente, così da migliorare progressivamente l’accuratezza dell’estrazione.
Sicurezza, scalabilità e integrazione non sono elementi accessori
In questo scenario, sicurezza by design, backup, retention dei dati e architettura cloud native non sono dettagli tecnici marginali, ma condizioni essenziali per rendere la soluzione sostenibile e scalabile nel tempo. È anche qui che l’esperienza di un system integrator fa la differenza, perché permette di progettare non solo una funzione software, ma una soluzione coerente con l’ecosistema applicativo del cliente.
L’adozione segue normalmente un percorso progressivo. Si parte dall’analisi, in cui si raccolgono requisiti, use case, tipologie documentali, chiavi da estrarre, stati del processo e integrazioni necessarie. Si passa poi all’implementazione, con la costruzione dell’architettura, del processo e di un primo MVP funzionante.
Dall’analisi al tuning continuo
Dopo l’implementazione, il roll-out porta la soluzione in produzione attraverso attività di training e change management. Infine, una fase di tuning e review consente di misurare i risultati raggiunti e ottimizzare progressivamente la piattaforma. L’obiettivo non è introdurre tecnologia in modo astratto, ma costruire un percorso realistico, con perimetro, modalità operative, tempi e costi chiari fin dall’inizio.
Analisi
Implementazione
Roll-out
Tuning & review
La Back Office Automation può inserirsi in modelli di deployment diversi: come servizio gestito, come installazione sul cloud del cliente o in modalità on-premise. Questo permette di adattare l’approccio ai vincoli organizzativi, tecnologici e di governance già presenti.
Una soluzione che si inserisce nei processi esistenti
Il punto non è stravolgere ciò che esiste, ma mettere a disposizione una soluzione che parli la lingua del cliente e si integri nei processi già in essere, alleggerendoli dove oggi si concentrano attività manuali, errori e rallentamenti.
In conclusione
I documenti sono il cuore delle operazioni aziendali, ma finché richiedono lettura manuale per produrre dati utili restano un freno trasversale su costi, tempi e qualità.
La Back Office Automation non sostituisce le persone. Le libera dal lavoro più meccanico, così che possano concentrarsi su controllo, qualità e decisioni. Ed è in questa prospettiva che l’automazione smette di essere solo tecnologia e diventa una leva concreta per migliorare l’operatività.
La Back Office Automation è un approccio che consente di automatizzare attività documentali e amministrative ripetitive, come lettura, estrazione e gestione dei dati, per rendere i processi più fluidi e affidabili.
Fatture, contratti, bolle di consegna, documenti HR, curriculum e, più in generale, documenti che richiedono estrazione di dati e inserimento nei sistemi aziendali.
Non necessariamente. In molti casi l’obiettivo è integrare l’automazione con i sistemi esistenti, così da alleggerire il carico operativo senza sostituire il gestionale.
No. In un modello human-in-the-loop, l’operatore mantiene un ruolo centrale di controllo, validazione e completamento delle informazioni.
Aiuta a ridurre il data entry manuale, limitare gli errori, migliorare la qualità del dato, aumentare la tracciabilità e rafforzare il controllo sul processo.
Sì, l’approccio può essere integrato con sistemi gestionali esistenti, Cloud ERP, Oracle NetSuite e altre piattaforme utilizzate dall’azienda.
Vuoi capire se l’approccio Back Office Automation si adatta al tuo flusso documentale?
Contatta il team Altea ON per una demo personalizzata.
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Career Day POLIMI
14 maggio
Politecnico di Milano
Uno degli appuntamenti più attesi per studenti e neolaureati in cerca di opportunità professionali nel campo dell’ingegneria e della tecnologia.
L’evento, organizzato dal Politecnico di Milano, rappresenta un’occasione unica per entrare in contatto con aziende leader del settore e scoprire le prospettive di carriera offerte dal mondo del lavoro.
Per Altea ON, il Career Day è un momento fondamentale per incontrare i talenti di domani, condividere la propria visione e presentare le opportunità di stage, tesi e carriera all’interno del Gruppo.
Con uno stand dedicato (n. 58, Settore D), il nostro team sarà a disposizione per raccontare la realtà aziendale, i progetti innovativi in corso e le sfide che ci attendono nei settori della trasformazione digitale.
Ti aspettiamo giovedì 14 maggio, dalle 9.30 alle 17.30, presso il Campus Bovisa – Via Lambruschini 4, Milano
Perché partecipare al Career Day?
Il Career Day del Politecnico di Milano non è solo un’occasione per consegnare il proprio CV, ma un momento di confronto autentico tra studenti, neolaureati e professionisti.
Ecco cosa potrai trovare al nostro stand:
Se sei uno studente o neolaureato del Politecnico di Milano e vuoi scoprire come iniziare il tuo percorso professionale con noi, passa a trovarci allo stand n. 58 (Settore D).
Saremo felici di conoscerti, rispondere alle tue domande e raccontarti cosa significa lavorare in Altea ON.
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Oracle AI World Tour Milano
1 aprile 2026
Allianz MiCo – Milano Convention Centre
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il modo in cui le aziende progettano processi, analizzano i dati e prendono decisioni strategiche.
Oggi più che mai, comprendere come integrare l’AI nei sistemi aziendali e nelle piattaforme cloud è diventato un fattore chiave per la competitività.
È proprio su questi temi che si concentra l’Oracle AI World Tour, il roadshow internazionale dedicato alle innovazioni in ambito AI, cloud e data platform, che farà tappa a Milano il 1° aprile 2026 presso l’Allianz MiCo – Milano Convention Centre.
In questa occasione AlteaON sarà presente con uno stand espositivo per incontrare professionisti IT, decision maker e aziende interessate a scoprire come le tecnologie Oracle possano abilitare nuovi modelli di business basati sui dati e sull’intelligenza artificiale.
Durante l’evento sarà possibile confrontarsi con il nostro team e approfondire come le soluzioni Oracle supportino le organizzazioni nell’evoluzione verso architetture sempre più cloud-native, intelligenti e scalabili, con particolare attenzione a:
Se parteciperai all’Oracle AI World Tour Milano, passa a trovarci al nostro stand: saremo felici di incontrarti e condividere idee su come trasformare il potenziale dell’AI in valore reale per il business.
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Richmond IT Director Forum Spring
22-24 marzo 2026
Rimini
L’IT sta assumendo un ruolo sempre più strategico nella trasformazione delle imprese: oggi i CIO e gli IT Director non sono solo responsabili dell’infrastruttura tecnologica, ma veri e propri abilitatori di innovazione, efficienza e crescita.
È proprio in questo contesto che si inserisce il Richmond IT Director Forum Spring, uno degli appuntamenti più importanti dedicati all’eccellenza dell’IT Management, in programma dal 22 al 24 marzo.
AlteaON parteciperà all’evento come Exhibitor, portando la propria esperienza nell’accompagnare le aziende nei percorsi di evoluzione digitale attraverso le tecnologie Oracle.
Durante le tre giornate sarà possibile incontrare il nostro team presso il desk dedicato per approfondire come le piattaforme Oracle possano supportare concretamente le organizzazioni nel rendere i processi più integrati, efficienti e data-driven.
In particolare parleremo di:
• ERP per la gestione integrata dei processi aziendali
• EPM per pianificazione, controllo e performance management
• NetSuite, la suite cloud pensata per le aziende in crescita
• OCI – Oracle Cloud Infrastructure, la piattaforma cloud scalabile e sicura per applicazioni e dati mission-critical
Sarà un’occasione preziosa per confrontarsi con la community degli IT leader, condividere esperienze e riflettere su come cloud, innovazione e nuove architetture tecnologiche possano supportare le imprese nelle sfide di oggi e di domani.
Se parteciperai al Richmond IT Director Forum Spring, passa a trovarci: saremo felici di incontrarti e di avviare insieme una conversazione sul futuro dell’IT.
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Guida strategica per il CFO data-driven
10 giugno 2025
Il ruolo del Chief Financial Officer è in piena rivoluzione. Non più semplice garante dei numeri, il CFO si afferma oggi come motore dell’innovazione digitale e architetto della strategia ESG.
Le nuove tecnologie, con l’Intelligenza Artificiale in prima linea, stanno ridefinendo la gestione dei dati, abilitando decisioni rapide e informate che si estendono ben oltre la sfera finanziaria, coinvolgendo l’intera organizzazione. Il CFO è ora una figura chiave per la sostenibilità e la resilienza aziendale, chiamato a integrare anche i parametri ESG nelle metriche finanziarie. E occorrono nuovi strumenti integrati nei processi aziendali, potenziati dall’AI, per esprimere il massimo valore e trasformarsi, passando dal controllo alla visione.
Questo è stato il tema dell’evento “Il CFO come leader della trasformazione digitale e ESG. Evoluzione oltre l’AI“, svolto in collaborazione con ANDAF Lombardia e con il contributo scientifico di SDA Bocconi.
E sono stati davvero numerosi gli spunti di riflessione e applicazione emersi, anche grazie al racconto di alcuni nostri casi di successo, storie di clienti che hanno scelto Oracle Cloud EPM come piattaforma di controllo e pianificazione delle performance aziendali.
Le testimonianze raccolte concordano su un punto fondamentale:
l’evoluzione del ruolo del CFO si basa sulla centralità dei dati. Per questo abbiamo pensato di raccogliere alcuni spunti per fornire una veloce guida sulla trasformazione data-driven.
6 passi fondamentali per il CFO data-driven
Qui i nostri consigli per iniziare da subito
1. Visione e Leadership Trasformativa
Il primo passo per un CFO data-driven è diventare promotore del cambiamento all’interno dell’organizzazione. Non è sufficiente applicare l’orientamento ai dati al solo dipartimento finanziario, è importante che questa mentalità permei ogni livello dell’azienda.
Ciò implica definire gli obiettivi strategici in collaborazione con la leadership esecutiva, identificando chiaramente come i dati possano contribuire al loro raggiungimento.
Inoltre, è importante investire nell’educazione e formazione del proprio team e degli altri dipartimenti, potenziando le competenze analitiche e sottolineando l’importanza dei dati per un processo decisionale informato.
2. Data Governance e Qualità del Dato
La qualità dei dati è il pilastro su cui si erge ogni analisi affidabile. Senza dati precisi e coerenti, qualsiasi insight generato rischia di essere fuorviante o non applicabile nella realtà. Il CFO ha quindi la responsabilità di garantire una solida data governance.
Questo significa implementare politiche e processi rigorosi per la raccolta, la pulizia, l’archiviazione e la gestione dei dati. Adottando anche la standardizzazione per la definizione e la classificazione dei dati (attraverso il master data management), per assicurare coerenza e integrità tra i diversi sistemi.
È importante anche definire chiaramente ruoli e responsabilità come “data owner”, “data steward” e “data custodian”.
Senza dimenticare il tema della compliance a normative sulla protezione dei dati (come il GDPR) e la sicurezza delle informazioni.
3. Infrastruttura Tecnologica Adeguata
Per supportare un approccio data-driven, è indispensabile dotarsi di una infrastruttura tecnologica robusta e avanzata. Il CFO proiettato al futuro guida l’investimento in soluzioni che consentano un’analisi approfondita e potenziata dall’AI, oltre alla pianificazione previsionale.
Questo include l’adozione di piattaforme integrate di Enterprise Performance Management (EPM), come Oracle Cloud EPM, che offrono una visione olistica dell’azienda, combinando dati finanziari e operativi.
Abbracciare strumenti di analisi avanzata come Business Intelligence (BI), Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML) abilita analisi predittive, simulazioni di scenario e l’identificazione di pattern nascosti nei dati. L’automazione dei processi (RPA) può liberare risorse preziose, eliminando attività manuali e ripetitive.
Infine, l’infrastruttura scalabile e flessibile si adatta alla crescente mole di dati e alle mutevoli esigenze aziendali, accompagnando la crescita del business.
4. Analisi Avanzata e Insight Azionabili
Un CFO data-driven non si limita a presentare numeri, ma genera insight azionabili che guidano decisioni strategiche. Questo richiede un’evoluzione nel tipo di analisi condotte.
È fondamentale, infatti, definire e monitorare KPI strategici che vadano oltre il mero aspetto finanziario, includendo metriche operative, di mercato e, sempre più, ESG (Environmental, Social, Governance).
L’adozione dell’analisi predittiva e prescrittiva, supportata dall’AI, permette di anticipare le tendenze future e suggerire le migliori azioni da intraprendere. Le simulazioni di scenario diventano strumenti indispensabili per valutare l’impatto di diverse decisioni strategiche sui risultati finanziari e mitigare l’effetto di rischi potenziali.
Il CFO è quindi anche un abile comunicatore, che padroneggia l’arte dello storytelling con i dati, traducendo insight complessi in narrazioni chiare e comprensibili per i decisori non finanziari.
5. Integrazione e Collaborazione Cross-Funzionale
Per massimizzare il valore dei dati, la funzione Finanza deve posizionarsi come un partner strategico per tutti gli altri dipartimenti. Ciò richiede una profonda integrazione e collaborazione.
È importante promuovere la condivisione trasparente e sicura dei dati tra i vari dipartimenti, abbattendo i “silos” informativi. Ad esempio, fornire a tutti i livelli dell’organizzazione l’accesso a dashboard e reporting self-service consente loro di esplorare i dati in autonomia e prendere decisioni più informate.
Questo approccio trasforma il dipartimento finanziario da mero centro di costo a centro di valore e supporto decisionale per l’intera azienda, alimentando anche una crescente profondità nell’analisi di KPI e scenari.
6. Focus su ESG e Sostenibilità
In un’epoca di crescente attenzione alla responsabilità sociale e ambientale, il CFO data-driven integra i principi ESG (Environmental, Social, Governance) nelle proprie analisi e strategie.
Questo significa misurare e rendicontare le performance ESG utilizzando i dati, integrandole con le metriche finanziarie e operative.
L’analisi dei dati diventa cruciale per valutare i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità, incorporandoli nella strategia aziendale complessiva.
I CFO conoscono bene il livello di attenzione crescente sui KPI ESG, da cui dipende la maggiore o minore esposizione finanziaria sul mercato e quindi una maggiore o minore influenza sugli investitori. Essere ESG compliant significa fruire di migliori condizioni di accesso al capitale, ma anche condizioni finanziarie più vantaggiose, come tassi di interesse ridotti e maggiore flessibilità nelle linee di credito. E dotarsi di strumenti che monitorano e misurano in modo accurato gli andamentali è fondamentale per dimostrare un punteggio ESG elevato.
Infine, la trasparenza nella rendicontazione ESG è fondamentale per soddisfare le crescenti aspettative non solo degli investitori, ma anche di clienti e stakeholder, consolidando la reputazione e il valore a lungo termine dell’azienda.
Se mette in atto questa trasformazione, il CFO data-driven non è solo “il guardiano dei numeri”, ma un leader strategico
che sfrutta la potenza dei dati e delle tecnologie avanzate per guidare l’innovazione, ottimizzare le performance, gestire i rischi e contribuire attivamente alla sostenibilità e alla crescita a lungo termine dell’azienda.
Questo passaggio richiede un mix di competenze finanziarie tradizionali, capacità analitiche avanzate e una forte leadership nel promuovere il cambiamento culturale.
Colmare il gap tra disponibilita tecnologica e reale adozione è la vera sfida per costruire modelli di business data-driven.
Ma c’è chi ha già iniziato a farlo: scopri le nostre 4 storie di successo con esempi di applicazione reale per i settori Energetico, Aeronautico, Moda e Telco.
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ESG e Performance Aziendale
15 APRILE 2025
L’attenzione verso i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) non è più un’opzione, ma un imperativo strategico per le aziende moderne. Il cambiamento climatico e una crescente consapevolezza pubblica spingono le organizzazioni a una maggiore trasparenza sulle proprie performance ambientali e sociali.
Parallelamente, investitori e talenti cercano attivamente realtà aziendali che integrino la sostenibilità nei loro modelli di business e nei loro valori. In questo scenario in evoluzione, l’adozione di politiche ESG ben definite si traduce in benefici tangibili, dal rafforzamento della reputazione all’attrazione di talenti, fino a una gestione proattiva dei rischi e all’ottimizzazione dell’efficienza operativa.
I numeri dell’ESG: crescita in accelerazione costante
La crescita dell’attenzione verso l’ESG è confermata dai dati del “Global Sustainable Investment Review” 2023 di GSIA:
Questi numeri evidenziano come l’ESG stia diventando un elemento centrale nelle strategie finanziarie a livello globale, una priorità nelle agende di CFO e Direttori Finanziari.
Trasformazione Digitale e Sostenibilità: Un Binomio Vincente
La trasformazione digitale è un acceleratore cruciale per integrare la sostenibilità nel DNA delle aziende. Le tecnologie digitali, infatti, non solo permettono di monitorare e ottimizzare i parametri ESG, ma svelano anche le preziose correlazioni tra pratiche sostenibili e risultati di business concreti.
La capacità di analizzare dati complessi in tempo reale diventa quindi fondamentale per misurare e valutare l’impatto di progetti e azioni orientate alla sostenibilità. Ma monitorare il valore generato dalle iniziative ESG e dimostrarne l’importanza richiede obiettivi chiari e una misurazione costante dei progressi. Niente che si possa attuare con strumenti di reporting tradizionali, lontani dalle logiche di task automation supportate dall’AI.
In questo contesto, il team Finance ha bisogno di ottenere rapidamente insight utili alla creazione di valore strategico, selezionando la soluzione più adatta alla pianificazione e il reporting ESG.
EPM: La Soluzione Integrata per la Gestione delle Performance ESG
Le soluzioni di Enterprise Performance Management (EPM) offrono un approccio completo per integrare dati finanziari e non finanziari, garantendo trasparenza verso stakeholder e autorità di regolamentazione. Ma l’EPM va oltre il semplice reporting, consentendo di pianificare e gestire le strategie ESG presenti e future.
Un sistema EPM permette di analizzare, comprendere e creare report sull’attività aziendale. Coinvolge processi di pianificazione, budgeting, previsione e reporting delle performance, oltre al consolidamento e alla chiusura dei bilanci. Sebbene utilizzato principalmente dalla funzione Finance, l’EPM supporta anche altre aree aziendali come HR, Vendite, Marketing e IT nelle attività di pianificazione operativa e reporting.
Oracle Fusion Cloud EPM: deep dive nella soluzione leader nel Magic Quadrant® 2024 di Gartner per i software di pianificazione finanziaria
Oracle Fusion Cloud Enterprise Performance Management (EPM) offre una soluzione integrata per la pianificazione finanziaria e il reporting ESG, fornendo una piattaforma solida per analisi e insight. Consente ai manager di comprendere a fondo i trend in atto e il loro allineamento ai piani strategici, aumentando l’accuratezza delle previsioni, grazie all’AI integrata per analisi predittive avanzate.
Gli AI Agent a bordo della soluzione diventano alleati strategici del CFO, per automatizzare l’analisi e far emergere insight da tradurre in azioni, abilitando un processo decisionale più veloce. Previsioni di cassa predittive più accurate, per investire la liquidità in modo intelligente, così come modellazione operativa, per strategie di business dettagliate, sono solo alcuni dei vantaggi concreti che Oracle EPM abilita per i team direzionali.
Logiche di pianificazione che si affiancano agli obiettivi ESG, grazie all’ampia copertura di funzionalità offerta dalla soluzione Oracle EPM: dalla gestione delle risorse umane agli investimenti in energie rinnovabili, fino alla riduzione delle emissioni di CO2 e alle relative implicazioni finanziarie.
Grazie a Oracle Cloud EPM, è possibile:
Vuoi approfondire il ruolo dei dati nella guida dell’impresa?
Se l’integrazione dei criteri ESG è diventata una priorità, il ruolo del dipartimento finanziario è l’anello di congiunzione per il successo. Per scoprire come trasformare la complessità dei numeri in decisioni lungimiranti, ti invitiamo a leggere la nostra Guida strategica per il CFO Data-Driven: un percorso essenziale per governare l’evoluzione digitale e sostenibile del business.
Troverai alcuni spunti sull’evoluzione del ruolo del CFO basata sulla centralità dei dati
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