Ingredienti
per ogni bianco d’uovo: 50 grammi di zuccheroper avere una decina di meringhe occorrono circa 5 bianchi d’uovo
Frullate metà dello zucchero in modo da ottenere zucchero a velo (oppure procuratevi metà della dose di zucchero come zucchero a velo)
battete i bianchi. Quando iniziano a prendere consistenza, versate lo zucchero a velo. Continuate a battere finché la massa non sarà ben ferma. Aggiungete lo zucchero in polvere e battete ancora per qualche minuto.
Stendete su una teglia un foglio di carta da forno. Prendete il composto con un cucchiaio da tavola (oppure una tasca o una siringa da pasticceria), e fate delle mezze palle, lasciando un po’ di distanza tra l’una e l’altra.
Mettete nel forno a 70 gradi e lasciatele per almeno 3 ore. Capite se sono cotte quando alzandole rimangono dure anche nella parte centrale del lato verso il basso. Giratele e fatele cuocere ancora un po’. Non devono però diventare bionde. Se violette essere sicuri che non resti la parte umida nel cuore della meringa (a me per esempio piace…) lasciate nel forno una volta spento. Altrimenti fatele raffreddare.
Le meringhe si mangiano così come sono, oppure con la panna montata, oppure annegate nella cioccolata, o ancora si usano spezzettate, mescolate a gelato di crema o panna e scaglie di cioccolato, per fare la classica meringata…..
]]>Fate tostare i fiocchi di riso con un paio di cucchiai di zucchero, in una padella ampia. Lo zucchero caramella e va distribuito in tutti i fiocchi. Fate sciogliere il cioccolato a fuoco dolce con un cucchiaio di acqua, unite il dulce de leche e versate il composto nei fiocchi. Mescolate tutto in modo che i fiocchi vengano rivestiti uniformemente dal cioccolato.
Stendete il composto in un piatto di ceramica, in modo che sia alto circa un centimetro, mettete a raffreddare in frigorifero e infine tagliate a pezzetti.

Ingredienti
225 g burro
450 g fillopasta
260 g pistacchi (vanno bene anche le noci)
per lo sciroppo
600g zucchero
600 ml acqua
1 cucchiaio di succo di limone
Riscaldare il forno a 180 gradiSciogliere il burro in un pentolino e ungere una teglia (28×40 cm). Sistemare un foglio di fillopasta e pennellare la superficie con il burro.
Collocare un secondo foglio di pasta sopra al primo e ripennellare con il burro. Ripetere fino ad aver utilizzato metà dei fogli. A questo punto cospargere i pistacchi tritati in maniera uniforme su tutta la superficie. Ricominciare a distendere i fogli pennellati di burro fuso. Finiti i fogli versare l’eventuale burro rimanente sull’ultimo strato.
Tagliare in diagonale strisce della larghezza desiderata e ripetere in senso incrociato per formare delle losanghe.
Infornare per circa un’ora fino a doratura completa.
Mentre la teglia è in forno preparate lo sciroppo: sciogliere lo zucchero nell’acqua e succo di limone, bollire per circa 20 minuti fino a ottenere uno sciroppo medio denso.
Togliere la teglia dal forno e far colare fuori il burro in eccesso. Con questo burro spennellare nuovamente la superficie. Versare lo sciroppo di zucchero lentamente sui baklava, permettendo che si assorba.
Lasciar raffreddare
Questa è una torta da fare tra maggio e luglio, con il rabarbaro fresco. da preferire a quello olandese di serra,Ingredienti
per la shell di pasta
1 confezione di sfoglia o di brisé
p meglio ancora 2 rossi d’uovo, 150 grammi di farina, 4 cucchiai di zucchero, 1 vasetto di yogurt (o per chi se lo può permettere 60 grammi di burro o in alternativa vegan 3 cucchiai di olio di oliva)
per il ripieno
800 gr di rabarbaro
50 grammi di zucchero
per la crema (custard)
2 rossi di uovo
150 grammi di latte
3 cucchiai di zucchero
Preparate la pasta, mecolando i rossi con lo zucchero,

poi la farina, poi lo yogurt o il burro ammorbidito.
Tagliate il rabarbaro a pezzetti lunghi circa 2 centimetri, unite lo zucchero e una spruzzata di acqua, e mettete sul fuoco per 20 minuti circa.

Preparate la crema: scaldate il latte con lo zucchero, versatelo sopra le uova mecolando con una frusta;
fate cuocere a bagnomaria continuando a mescolare, fino a quando la crema non si è rappresa.
Stendete ora la pasta nella tortiera e mettetela nel forno a 150 gradi per dieci minuti.
Versateci dentro il rabarbaro e, sopra, la crema.
Alzate il forno a 180 gradi e cuocete per circa mezz’ora.
Quando è cotta, lasciate raffreddare prima di mangiarla!!!

ingredienti (in solitaria):
300g di petto di pollo intero
salsa di soia, aceto balsamico q.b.
un porro intero (in estate cipollotti!)
una radice di zenzero fresco
una testa d’aglio
peperoncino e pepe
olio d’oliva (o di riso/sesamo se siete molto esotici)
bacche di ginepro (tocco speciale)
utensili (al risparmio):
un tagliere
una wok, o un tegame di alluminio o acciaio
una mannaia piccola
un contenitore
un cucchiaio grande di legno
intanto, tagliate il pollo a cubetti approssimativi e mettetelo a marinare in un dito di salsa fatta metà soia e metà aceto, quindici venti minuti.
tagliate l’aglio sottilissimo; il porro a grandi pezzi e lo zenzero come preferite. a noi piace tagliato sottile quasi julienne, e in genere abbondiamo con le quantità.
soffriggete poco olio versandolo nella pentola già bollente, cosi’ che sfrigoli. aggiungete l’aglio, nel caso qualche bacca di ginepro, abbondate con il pepe, e appena fuma gettate a fuoco alto il pollo e il peperoncino, affinchè rosoli e cominci ad arrostire. tenete pochi minuti a fuoco molto alto, e agigungete porri e zenzero, se serve allungate con pochissima acqua, meglio calda.
in genere cinque minuti a temperatura molto alta sono sufficienti, e il pollo viene molto croccante.
quando è pronto, portate in tavola con una grattata di zenzero fresco.
nel frattempo fate preparare alla vostra rice cooker qualche porzione abbondante di riso cinese, e servite in mezzo ai fumi.

ingredienti (per due)
400 g di lonza di maiale sgrassata
una carota grossa
due cipolla dolce
coriandolo
aglio
pepe nero in grani
peperoncino
olio di riso, olio di sesamo
salsa di soia
tagliate il maiale a pezzi lunghi e stretti, le carote molto sottili e piatte, la cipolla a fette sottili.
preparate il trito con il coriandolo, l’aglio affettato sottile. mettere le carote a macerare in una parte di olio di riso e una parte di olio di sesamo, per quindici minuti prima di metterle in pentola.
Preparate il soffritto con poco olio, aglio, peperoncino, pepe, il trito, a fuoco basso per qualche minuto. quando rosola aggiungere cipolla, e dopo qualche minuto anche la carota.
lasciare un paio di minuti controllando il fuoco, e quando tutto rosolerà per bene alzare la fiamma e agigungere la carne che deve cuocere velocemente a temperatura molto alta. aggiungere nell’ultimo minuto salsa di soia a piacere, servire e mangiare caldo con del coriandolo fresco.
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L’impasto serve anche per fare i biscottini natalizi a forma di stella, da glassare, invece che con il cioccolato, con lo zucchero a velo.
Ingredienti:
350 grammi di nocciole tritate
mezza bustina di lievito
150 grammi di burro
150 grammi di zucchero
3 uova
per la glassa:
sei quadretti di cioccolato fondente, due cucchiai di zucchero
fate fondere il cioccolato in un pentolino, aggiungete lo zucchero,
mescolate in continuazione fino a quando la massa non inizia a
"filare". Poi stendetela con un coltello sulla torta.
Impastate il burro con lo zucchero e ammorbiditelo lavorandolo
con un cucchiaio di legno. Unite i rossi delle uova e lavorate ancora
per cinque minuti. Unite le nocciole, il lievito e infine i binahci
delle uova montate a neve. Mettete nel forno a 180 gradi per 20 minnuti
circa (ma la cottura giusta va verificataa con uno stizzicadenti).
E’ buonissima!!!


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la magicabula è un nome fantastico per un formaggio nostrano, che cuciniamo nella maniera piu’ golosa, fritto.
la versione che proponiamo prevede l’uso della rosa camuna,un formaggio dolce dalla caratteristica forma a petalo di rosa, tipico della Vallecamonica. Il fiore riprende un simbolo delle incisioni rupestri della valle, di cui ricordiamo l’incredibile fascino.
fonde, che è una meraviglia, e in qualche modo la rosa è magica, appunto, se ne sono accorti anche i bambini.
le fette non vanno tagliate molto spesse, un centimetro, e il fuoco deve essere caldo ma non troppo senno tende a bruciare molto. meglio usare una padella grande e cuocere tutto insieme per evitare che annerisca di più.
il fritto si prepara con farina da una parte, uovo sbattuto e condito (sale pepe e spezie, ci stanno bene l’origano e anche il coriandolo fresco) e pan grattato alla fine. la rosa è asciutta e quindi la farina va fatta attaccare bene, due passate vengono meglio di solito. cosi’ si forma quella crosticina che anche un po’ crocchia quando il tutto è pronto.
quindi: due passaggi nella farina, uovo ad addensare bene, sommergere di pan grattato, friggere. non ci vuole molto, qualche minuto. se girate piu’ spesso viene dorato meglio e non rischia di bucarsi. è un peccato, perchè il formaggio si perde purtroppo.ne facciamo a quintali, e quindi alcune, come queste, vengono proprio brutte! 🙂
questo è un piatto pieno di gioia e di affetto, e quindi lo dedichiamo alle cene semplici di chi si vuole bene e che mangia volentieri insieme. per lo stesso motivo, anche se potrebbe sembrare strano, è adattissimo alla celebrazione dei compleanni solitari, e nella nostra cucina è quasi rituale.
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