Alle spalle del duo di testa si è piazzata la coppia statunitense formata da Brandon McNulty e Quinn Simmons, rispettivamente terzo e quarto con un ritardo di 27 e 30 secondi. Il quinto posto è andato a Remco Evenepoel, davanti a Tom Pidcock e Giulio Ciccone.
]]>Tempo neutralizzato all’ultimo giro – Si chiude con un finale in circuito l’81esima edizione della Vuelta a Espana. Ad ospitare la conclusione di un lungo viaggio iniziato più di tre settimane fa a Montecarlo nel segno di Pogacar è Granada. All’ombra della storica Alhambra (città murata), la kermesse vale solo per il successo parziale. Dopo le proteste dei giorni scorsi da parte dei corridori, l’organizzazione ha annunciato che i tempi verranno neutralizzati prima dell’ultimo giro del circuito di Granada, a 9,8 chilometri dall’arrivo. Bagarre tra i pretendenti il successo di tappa, mentre tutti i big della Generale si lasciano sfilare percorrendo l’ultima tornata solo per i flash dei fotografi. Questa di annullare i tempi svilisce la lotta vera, ed è ormai una consuetudine nelle ultime tappe dei GT quando c’è un percorso “rischioso”. E allora perché proporli?
Van Aert si stacca, via libera a Brennan – Il gruppo dei primi si da battaglia. Wout Van Aert, grande protagonista di questa Vuelta (2 tappa, piazzamenti vari, classifica a punti dominata, secondo nella classifica degli scalatori, e tanto lavoro per le volate di Brennan), si lascia sfilare. Brennan, invece, è con il gruppetto che si gioca la tappa. Dopo i tentativi di Pello Bilbato e Axel Laurance, tutto sembra volgere a favore di Matthew Brennan, a caccia della sesta vittoria. Ma a poco meno di due chilometri dal termine, si sganciano Ramses Debruyne, Alessandro Romele e Tobias Johannessen.
Johannessen beffa Romele – Romele, spesso piazzato sogna l’agognata vittoria, ma è costretto a cedere di un soffio a Johannessen, che porta a casa un successo di rilievo, terzo Debruyne, poi Brennan e gli altri del gruppo di testa.
Mas realizza il sogno della vita – Dopo aver accarezzato più volte il sogno di vincere la Vuelta, Enric Mas lo concretizza proprio quando sembrava rimanesse un’utopia. Ma lo spagnolo ha lottato, costruito giorno per giorno questo importante traguardo e, alla fine, ha meritato di vincere. Certo sulla Vuelta 2026 rimarrà l’ombra ingombrante di Tadej Pogacar.
]]>Parla ancora straniero il Trofeo Matteotti: l’ultima vittoria italiana resta quella di Matteo Trentin nel 2021.
]]>Più di cinque anni di digiuno – Landa non vinceva da 1862 giorni, dal 7 agosto 2021, classifica finale della Vuelta a Burgos. Anni, mesi, giorni trascorsi a regalarci illusioni con attacchi sublimi e quella posizione in sella così elegante da far sembrare i suoi avversari degli operai del pedale. Vederlo di nuovo a braccia alzate è un atto di giustizia poetica per chi ama il ciclismo imperfetto. Landa non vince spesso, ed è proprio questo il bello: il Landismo non è una somma di trofei, è una fede pagana basata sull’attesa del miracolo. La lacrime di Landa sul traguardo della ventesima tappa sono le stesse di chi ha atteso il ritorno del messia. L’addio al digiuno di successi non è solo una vittoria di tappa, ma una benedizione per chiunque consideri la bici un’opera d’arte in movimento.
Ha sofferto – ci ha fatto soffrire – ha masticato polvere ed è tornato a disegnare parabola perfette sui tornanti. Dopo il trionfo in cima a Collado del Alguacil i profeti della scienza e dei dati devono inchinarsi all’anarchia della classe pura. Mikel Landa ha vinto, e il mondo del pedale per un giorno è tornato ad avere un’anima.
]]>Tappa clou con 5 colli – La giornata che decide l’81esima edizione della Vuelta a Espana presenta ben cinque colli da scalare, tre di prima categoria e il gran finale categoria Especial sul Collado del Alguacil (16,7 km al 6,7%), ma il tratto più importante è rappresentato dagli ultimi 8 km al 9,8%. Ventesima e penultima tappa, da La Calahorra al Collado del Alguacil (Cima Alberto Fernandez) sono 186,8 km sulla Sierra Nevada. Pronti via e chi attacca? Naturamente Wout Van Aert. Il campione belga si lancia in testa portandosi dietro Ivo Oliveira. Si forma ben presto un gruppetto e poi un altro di una quarantina di unità.
Kuss inizia la scalata alla top-ten e poi alla top-five – Il susseguirsi dei gran premi della montagna porta alla ribalta un ispiratissimo Sepp Kuss che, partito dall’undicesima posizione nella Generale. Il vincitore della Vuelta 2023, piuttosto in ombra in questa edizione, trova la sua giornata migliore. Van Aert si prende il solito T.V., ma porta in dote anche punti nella classifica degli scalatori, dove è secondo dietro Buitrago. Il gran caldo e la durezza del percorso respingono i giovani: Onley e Omrzel cedono il passo. Il gruppo dei big è composto da Mas, Roglic, Gall e Carapaz (i primi quattro della classifica), con l’ecuadoriano che tenta invano di staccare la compagnia.
Landa rientra sui primi e allunga – Davanti, bella rimonta di Mikel Landa, che prima rientra sul gruppo di testa, poi attacca con Tobias Johannessen e Debruyne prima della salita conclusiva. Van Aert, intanto, si sfila per aspettare Kuss e, assieme a Nordhagen, forma un trenino Visma che fa tremare anche Carapaz! Trascinato da WVA, Kuss arriva ad avere ben 5’30” sul gruppo maglia rossa, che lo porta a pochi secondi dal quarto posto di Carapaz. Davvero una grande rimonta. Inizia il Collado del Alguacil con un terzetto in testa formato da Landa, Johannessen e De Bruyne. Ma Landa ha troppa voglia di rivalsa contro la sfortuna che da sempre ne ha limitato una carriera più luminosa. Il basco, mani basse sul manubrio (in stile Pantani), stacca prima Debruyne e poi Johannessen ai -7. Inizia la sua splendida cavalcata solitaria. Van Aert spende le ultime risorse per Kuss, ma poi l’americano, nonostante il valido apporto di Nordhagen, non riesce a completare l’opera, dopo una giornata all’attacco.
Roglic si difende, Gall allunga, Mas controlla – Anche il gruppo dei big approccia la salita finale e Roglic si ritrova Fisher-Black (che faceva parte della fuga), ma è una sterile presenza in testa, poi Mas prende le redini con il fido Castrillo. Praticamente la corsa finisce qui. Roglic, appesantito dall’anagrafe, pensa a difendere il già ottimo secondo posto. Gall prova ad allungare, Mas lo tiene a vista, salvo poi perdere qualche secondo nel finale, che non inficia minimamente la sua scontata vittoria in questa Vuelta.
Trionfo di Landa – Mikel Landa taglia il traguardo esausto ma felice (seconda vittoria alla Vuelta a distanza di 11 anni dal primo acuto), a 47″ Tobias Halland Johannessen, a 1’27” Ramses Debruyne. Nordhagn scorta Kuss chiudendo a 4’35”, poi tra gli altri Walter Calzoni (9°) e Lorenzo Fortunato (10°). Gall taglia la linea d’arrivo a 6’37”, rosicchiando 17″ a Mas, mentre Roglic perde 55″ da Gall. Landa, 37 anni il prossimo 13 dicembre, con due podi al Giro d’Itala e ben 10 top-ten complessive in carriera nei tre GT, non vinceva una corsa da 1.862 giorni (7 agosto 2021, classifica finale Vuelta a Burgos).
Mas ad un passo dalla gloria, Rogla e Gall sul podio, Kuss sale sei posizioni – Ad una tappa dal termine, Enric Mas è vicinissimo dal coronare il sogno di una vita. Roglic secondo a 2’15” e Gall terzo a 2’44”. Carapaz resta quarto a 6’54”, e Kuss si prende una meritatissima top-five a 8’45”; 6° Oscar Onley a 9’28” e 7° il ventenne Jakob Omrzel a 10’38”.
]]>Le tappe – Una cinquantesima edizione flagellata dalle avverse condizioni meteo che hanno costretto la giuria e gli organizzatori ad annullare le prime due frazioni. Nella terza giornata di gara la prima semitappa è stata vinta da Andrea Tarallo, mentre nella seconda semitappa il successo di Van Kerckhove: vittoria parziale e primato in classifica generale per il belga. Nella quarta e ultima tappa altra vittoria belga: a sfrecciare sul traguardo di Luni è stato Vic De Smet, al suo decimo centro stagionale al suo primo anno nella categoria.
In classifica generale Van Kerckhove vince davanti all’austriaco Michael Hettegger e De Smet. Primo degli italiano Patrik Pezzo Rosola, quarto.
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