Advertise with Googlier.com Blog Parrocchie Online https://blogsantostefano.altervista.org Mon, 26 Oct 2026 08:43:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 https://blogsantostefano.altervista.org/wp-content/uploads/2026/03/cropped-icona.blog_.parrocchie-32x32.png Blog Parrocchie Online https://blogsantostefano.altervista.org 32 32 Eruzione del vulcano Marsili, lo studio sugli scenari: nel caso peggiore uno tsunami in 10 minuti https://blogsantostefano.altervista.org/eruzione-del-vulcano-marsili-lo-studio-sugli-scenari-nel-caso-peggiore-uno-tsunami-in-10-minuti/ https://blogsantostefano.altervista.org/eruzione-del-vulcano-marsili-lo-studio-sugli-scenari-nel-caso-peggiore-uno-tsunami-in-10-minuti/#respond Mon, 26 Oct 2026 08:43:47 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878759 Eruzione del vulcano Marsili, lo studio sugli scenari: nel caso peggiore uno tsunami in 10 minuti

Con le scosse che stanno attraversando la Sicilia negli ultimi giorni si è tornato a parlare del Marsili, il vulcano sottomarino che si trova sul fondo del Mar Tirreno. Il punto esatto è a 120 km a Nord della Sicilia e 170 km a Ovest della Calabria. È uno dei vulcani più estesi di tutto il continente europeo: circa 70 km di lunghezza e 20 km di larghezza media con un’altezza che nel suo punto massimo supera i 3 km, arrivando quindi a circa 500 metri sotto il livello del mare. Una premessa:  diversi geologi hanno commentato in questi giorni il rapporto tra le scosse registrate in Sicilia e il vulcano Marsili: al momento non ci sono segni di correlazione. Spiega così il professor Nicola Alessandro Pino nella sua intervista a Fanpage.it: “Escludo un ruolo del Marsili: questo vulcano sottomarino si trova in una diversa area del Tirreno, distante qualche centinaio di chilometri dall’epicentro di questi terremoti”. E questa è sicuramente una buona notizia, visto che le conseguenze di un’eruzione del vulcano Marsili sarebbero molto complesse da gestire.

L’8 dicembre del 2020 la rivista scientifica Bulletin of Volcanology ha pubblicato uno studio firmato da un team di scienziati italiani che hanno provato a simulare cosa succedere in caso di eruzioni. Il titolo è Tsunamis from prospected mass failure on the Marsili submarine volcano flanks and hints for tsunami hazard evaluation. Sono scenari teorici, certo non vicini, che però prendono in considerazione tutti gli effetti possibili. Secondo questo studio il rischio peggiore non è costituito dall’eruzione in sé, troppo in profondità e troppo distanziata dalle coste per causare un danno a chi vive vicino. Il problema è il distacco di volumi di roccia dal vulcano: sono le frane il vero problema.

Lo studio identifica in tutto cinque scenari, qui li raggruppiamo in tre per sintesi. Il primo prevede cosa può succedere in caso di cedimenti di piccolo volume o in acque profonde. È uno scenario che è stato documentato analizzando due casi del passato. Uno che prevede una frana di piccole dimensioni sul fianco Nord del vulcano a 800 e 1.400 metri di profondità. E un altro che prevede una frana di dimensioni più larghe, circa 2,8 km³ ma tra i 2.400 e i 3.200 metri di profondità. Le onde che vengono generate da questi casi hanno volumi molto ridotti. Parliamo di pochi millimetri nel primo caso, pochi centimetri nel secondo: in entrambi gli scenari non c’è nessuna conseguenza per i territori costieri. I cedimenti di piccoli volumi non generano abbastanza forza, mentre quelli troppo profondi vengono ammortizzati dall’acqua.

Passiamo agli altri due casi. Nello studio viene analizzato anche cosa può succedere se venissero rilevati cedimenti medi in acque poco profonde. Parliamo di volumi da 2,4-2,7 km³ vicino alla cresta, la parte più alta del vulcano. In questo caso si verificherebbero degli tsunami, onde anomale tra 1 e 4 metri in grado di arrivare sulle coste di Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Nell’ultimo caso viene analizzato lo scenario peggiore: il cedimento di un intero settore di vaste dimensioni, si parla di 17,6 km³. Qui parliamo di onde in grado di superare 20 metri in Basilicata, i 15 metri in Campania e tra i 5 e i 10 metri in Sicilia. Le prime ad essere colpite sarebbero le isole Eolie: 10 minuti. Poi Calabria, Sicilia, Basilicata e Campania: 20 minuti. E solo all’ultimo Sardegna: 45 minuti, ovviamente vista la distanza con onde più contenute.

fanpage.it

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Don Luca Ariola: nuovo vicario parrocchiale a Gattico, Veruno, Revislate, Maggiate Superiore e Maggiate Inferiore, lascia Villadossola https://blogsantostefano.altervista.org/don-luca-ariola-nuovo-vicario-parrocchiale-a-gattico-veruno-revislate-maggiate-superiore-e-maggiate-inferiore-lasc/ https://blogsantostefano.altervista.org/don-luca-ariola-nuovo-vicario-parrocchiale-a-gattico-veruno-revislate-maggiate-superiore-e-maggiate-inferiore-lasc/#respond Mon, 26 Oct 2026 06:01:02 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878754 Villadossola e la Valle Antrona accolgono don Luca Ariola - Ossolanews.it

Nelle messe vigiliari e festive di sabato 24 e domenica 25 ottobre, con lettere del vicario generale mons. Fausto Cossalter alle comunità interessate, sono stati annunciati nuovi incarichi e destinazioni per due presbiteri diocesani

Don Luca Ariola, attualmente vicario parrocchiale a Villadossola, è stato nominato vicario parrocchiale delle parrocchie di Gattico, Veruno, Revislate, Maggiate Superiore e Maggiate Inferiore, dove collaborerà con il parroco don Sabino Decorato e con don Giuseppe Duella. In queste stesse cinque comunità del Borgomanerese, termina la propria collaborazione don Luigi Tonachini.

diocesinovara.it

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Liturgia Domenica 1 Novembre 2026 TUTTI I SANTI https://blogsantostefano.altervista.org/liturgia-domenica-1-novembre-2026-tutti-i-santi/ https://blogsantostefano.altervista.org/liturgia-domenica-1-novembre-2026-tutti-i-santi/#respond Mon, 26 Oct 2026 05:32:17 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878751 Colore Liturgico  Bianco

Gesu

Scarica il foglietto della MessaScarica le Letture del LezionarioScarica il Salmo Responsoriale Cantato

Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore.
I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze.
Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro.
È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.
Antifona d’ingresso
Rallegriamoci tutti nel Signore,
in questa solennità di tutti i Santi:
con noi si allietano gli angeli
e lodano il Figlio di Dio.

Si dice il Gloria.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che ci doni la gioia di celebrare in un’unica festa
i meriti e la gloria di tutti i Santi, concedi al tuo popolo,
per la comune intercessione di tanti nostri fratelli,
l’abbondanza della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Ap 7,2-4.9-14
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 23
Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Seconda lettura
1Gv 3,1-3
Vedremo Dio così come egli è.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

Parola di Dio
Canto al Vangelo
Mt 11,28

Alleluia, alleluia.
Venite a me,
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia.
Vangelo
Mt 5,1-12
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Dio dona sempre alla sua Chiesa luminosi testimoni che dal cielo ne accompagnano il cammino verso il Regno. Per l’intercessione della festosa corona dei santi, con piena fiducia presentiamo a Dio Padre i nostri desideri di bene e le necessità del mondo.
Preghiamo insieme e diciamo: Santifica la tua Chiesa, Signore.

1. Padre santo, che con il Figlio e lo Spirito Santo sei comunione di amore, concedi alla tua Chiesa di essere sempre fedele alla propria vocazione, perché sia segno e strumento della presenza di Cristo nel mondo. Noi ti preghiamo.
2. Padre amorevole, che all’alba della creazione hai benedetto la famiglia, prima comunità umana, sostieni gli sposi con la grazia del tuo Spirito, perché irradino la gioia operosa e feconda del Vangelo. Noi ti preghiamo.
3. Padre dei poveri, che ti prendi cura del forestiero, dell’orfano e della vedova, suscita in mezzo a noi uomini e donne caritatevoli, perché le speranze dei poveri non restino deluse. Noi ti preghiamo.
4. Padre della luce, che chiami tutti i tuoi figli a essere santi e immacolati nell’amore, rivela il tuo volto a tutti coloro che ancora non credono, perché si aprano alla novità dello Spirito. Noi ti preghiamo.
5. Padre misericordioso, che chiami ciascuno di noi a essere santo nelle vicende della vita quotidiana, rendici capaci di rispondere al tuo appello, perché possiamo un giorno prendere parte alla gloria dei beati nel cielo. Noi ti preghiamo.

Dio fedele, che in Cristo tuo Figlio ci hai dato il maestro e il modello di ogni santità, fa’ che, vivendo nello spirito delle beatitudini, giungiamo a cantare in eterno il cantico nuovo nell’assemblea dei tuoi eletti. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Ti siano graditi, o Signore,
i doni che ti offriamo in onore di tutti i Santi:
essi, che già godono della tua vita immortale,
ci proteggano nel cammino verso di te.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
PREFAZIO
La gloria della Gerusalemme del cielo, nostra madre

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Oggi ci dai la gioia di celebrare la città santa,
la Gerusalemme del cielo che è nostra madre,
dove l’assemblea festosa dei nostri fratelli
glorifica in eterno il tuo nome.
Verso la patria comune, noi pellegrini sulla terra,
sorretti dalla fede, affrettiamo il cammino,
lieti per la sorte gloriosa di questi membri eletti della Chiesa,
che nella nostra debolezza
ci doni come sostegno e modello di vita.
Per questo dono del tuo amore,
uniti a loro e all’immensa schiera degli angeli,
cantiamo con esultanza la tua lode: Santo, …
Antifona alla comunione
Beati i puri di cuore: vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia:
di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,8-10)
Preghiera dopo la comunione
O Dio, unica fonte di ogni santità,
mirabile in tutti i tuoi Santi,
fa’ che raggiungiamo anche noi la pienezza del tuo amore,
per passare da questa mensa,
che ci sostiene nel pellegrinaggio terreno,
al festoso banchetto del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

(Si può utilizzare la formula della benedizione solenne)

Dio, gloria e letizia dei santi,
che vi rafforza con la loro incessante preghiera,
vi doni la sua perenne benedizione. R. Amen.

Liberati dai mali presenti
per l’intercessione di tutti i santi,
e istruiti dal loro esempio di vita,
possiate essere trovati sempre fedeli
nel servizio di Dio e dei fratelli. R. Amen.

Possiate godere con tutti i santi
la gioia eterna di quella patria
nella quale la Chiesa esulta in eterno
per la comunione gloriosa di tutti i suoi figli. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

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Israele al voto, tutti i partiti in lizza per le elezioni del 27 ottobre https://blogsantostefano.altervista.org/israele-al-voto-tutti-i-partiti-in-lizza-per-le-elezioni-del-27-ottobre/ https://blogsantostefano.altervista.org/israele-al-voto-tutti-i-partiti-in-lizza-per-le-elezioni-del-27-ottobre/#respond Mon, 26 Oct 2026 05:26:05 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878749 Manifestazioni a Tel Aviv in vista delle elezioni di martedì prossimo, 24102026

Dall’estrema destra agli arabo-israeliani, dagli ultraortodossi alle ultime novità: 37 i partiti che corrono per le politiche, secondo i sondaggi nessuno schieramento ha la maggioranza di 61 (dei 120) seggi alla Knesset necessari per governare

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Dall’estrema destra fino agli arabo-israeliani, passando per gli ultraortodossi, sono 37 i partiti che partecipano alle elezioni del 27 ottobre in Israele. Un tabellone affollato quello che si presenta agli occhi degli elettori, che trovano insieme i principali protagonisti della vita politica del Paese e qualche novità.

Circa 7,3 milioni gli israeliani chiamati alle urne per eleggere i 120 membri della Knesset, ma di fatto per scegliere tra i sostenitori o gli oppositori del premier Benjamin Netanyahu che ha definito e dominato la scena politica di Israele negli ultimi tre decenni e punta ora a ottenere un settimo mandato.

Le elezioni di martedì sono ritenute tra le più importanti nella storia dello Stato ebraico, dopo l’attacco subito il 7 ottobre 2023 da Hamas, ma si teme che dalle urne non esca un risultato che consenta di dare vita a una coalizione di maggioranza. Stando infatti a tutti i sondaggi realizzati nelle ultime settimane, il cosiddetto ‘blocco del cambiamento’ guidato da Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane oggi presidente del partito Yashar, risulta in testa – seppur di misura – rispetto alla coalizione di partiti guidata da Netanyahu, ma nessuno dei due schieramenti dovrebbe raggiungere la maggioranza di 61 seggi in parlamento.

Oggi Netanyahu guida il governo più a destra nella storia di Israele e per rimanere in carica dovrà fare affidamento sui suoi attuali partner di estrema destra, quali il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, leader del partito Otzma Yehudit, e il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, del partito Sionismo Religioso, oltre al leader del partito ultraortodosso Shas, Aryeh Deri. Ci sono poi i partiti arabi, in rappresentanza di un quinto della popolazione israeliana di origine araba.

Dal punto di vista giuridico, l’insediamento di un governo non richiede 61 voti favorevoli, bensì una maggioranza al voto di fiducia, e l’astensione di alcuni deputati, come quelli dei partiti arabi, potrebbe consentire a un esecutivo di entrare in carica. Tuttavia alcuni partiti non hanno escluso di allargare la coalizione ai partiti arabi. Tra loro c’è Ra’am (acronimo ebraico di Lista Araba Unita), il partito islamico moderato guidato da Mansour Abbas, che secondo i sondaggi, dovrebbe ottenere tra i 5 e i 7 seggi e che nel 2021 aveva già accettato di unirsi a una coalizione di oppositori a Netanyahu, rendendolo il primo partito arabo a entrare a far parte di un governo israeliano.

Martedì i seggi chiuderanno alle 22, ora locale, poi le principali emittenti televisive israeliane cominceranno a diffondere i primi exit poll. Lo spoglio delle schede proseguirà per tutta la notte e il giorno dopo, e un quadro più chiaro dovrebbe emergere entro 24 ore dalla chiusura dei seggi.

Tuttavia, l’esito finale potrebbe rimanere incerto, specialmente per i partiti che si attestano attorno alla soglia di sbarramento del 3,25%, fino allo scrutinio delle schede arrivate per corrispondenza.

LA LEGGE ISRAELIANA E IL RUOLO DEL PRESIDENTE

La legge israeliana prevede che i risultati ufficiali siano resi noti entro otto giorni dal voto, ossia mercoledì 4 novembre.

Una volta presentati i risultati ufficiali il presidente Isaac Herzog avrà una settimana di tempo per tenere consultazioni con i rappresentanti di ogni partito, nel corso delle quali i leader politici indicheranno un candidato alla carica di premier. Al termine delle consultazioni Herzog affiderà al candidato che ritiene abbia maggiori probabilità di formare un governo un mandato di 28 giorni per negoziare un accordo di coalizione.

Il presidente ha la possibilità anche di concedere una proroga, per un massimo di altri 14 giorni. Se il candidato non riuscisse a formare un governo, Herzog avrà tre giorni di tempo per decidere se offrire a un altro candidato la stessa possibilità. Quest’ultimo avrà poi altri 28 giorni per dare vita a una coalizione, senza alcuna possibilità di proroga. Se anche il secondo candidato non dovesse riuscirci, il presidente può affidare l’incarico a qualsiasi parlamentare che ottenga il sostegno di almeno 61 membri della Knesset. Se anche il terzo candidato non riuscisse a formare un governo entro 14 giorni, la Knesset verrà sciolta e saranno indette nuove elezioni.

Una bandiera della campagna elettorale del Primo Ministro israeliano e capo del partito Likud Benjamin Netanyahu
Una bandiera della campagna elettorale del Primo Ministro israeliano e capo del partito Likud Benjamin Netanyahu (AFP)

I PARTITI AL GOVERNO

LIKUD: E’ il partito del premier Benjamin Netanyahu, che lo guida dal 1993. Fondato nel 1972 da Menachem Begin, è espressione della destra nazionalista, che unisce valori conservatori e ricette liberali. Alle ultime elezioni nel 2022 ha preso 32 seggi.

OTZMA YEHUDIT: Partito di estrema destra guidato da Itamar Ben-Gvir, controverso ministro per la Sicurezza nazionale, noto alle cronache in patria e all’estero per le dichiarazioni e le azioni incendiarie. A partire dal 2004, la formazione ha conosciuto diverse alleanze e unioni nel tempo nel tentativo – mancato più volte – di superare la soglia di sbarramento ed entrare alla Knesset. Obiettivo centrato per la prima volta nell’aprile 2019 (5 seggi) in una lista congiunta di destra, ma che finì in un nulla di fatto a causa della mancata formazione di un governo.
Nel marzo 2021 – sotto pressione di Netanyahu – si unì all’altro partito di estrema destra, Sionismo Religioso di Bezalel Smotrich, e riuscì nell’impresa. Nella successiva tornata elettorale, nel 2022, l’alleanza si allargo’ a Noam, piccola formazione dichiaratamente anti-Lgbt di Avi Maoz, e prese complessivamente 14 seggi, di cui 6 furono assegnati al partito di Ben-Gvir. Oggi siede al governo – tranne una breve parentesi di un paio di mesi all’inizio del 2025 in opposizione all’accordo con Hamas per il ritorno degli ostaggi – con tre ministri.

SIONISMO RELIGIOSO: L’altro partito di estrema destra approdato al governo in seguito alle ultime elezioni nel 2022. A guidarlo è Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e ministro aggiunto alla Difesa. Nato come Tkuma alla fine degli anni ’90, ha fatto parte della coalizione che ha sostenuto i governi di Netanyahu dal 2013 al 2020. Ribattezzato Sionismo Religioso nel 2021, è entrato ufficialmente al governo nel 2022 dopo aver conquistato sette seggi alle elezioni grazie a un’alleanza con Otzma Yehudit e Noam.
Fervente sostenitore dell’espansione degli insediamenti, ‘voce’ dei coloni in Parlamento, punta alla realizzazione del ‘Grande Israele’. Di fronte ai ripetuti sondaggi che lo davano perdente e all’opposizione di Ben-Gvir a ridare vita alla precedente alleanza elettorale, in questa tornata si è unito al partito Zehut di Moshe Feiglin.
Oltre a Smotrich, l’altro esponente di punta è Simcha Rotman, principale promotore – insieme al ministro Yariv Levin – della controversa riforma della giustizia in Israele.

Israele, continuano le proteste contro la riforma della giustizia
Israele, continuano le proteste contro la riforma della giustizia (AFP)

SHAS: E’ il partito ultraortodosso che rappresenta la comunità sefardita, tradizionalmente svantaggiata rispetto a quella ashkenazita. Nato nel 1984 con il proposito di sopperire alla sottorappresentazione dei mizrahim nella politica israeliana, ha avuto come leader spirituale il rabbino Ovadia Yosef, fino alla sua morte nel 2013. Il leader politico è Aryeh Deri, figura centrale nel partito, che negli anni ha ricoperto diversi incarichi ministeriali, tra cui ministro dell’Interno, dell’Economia e della Salute, nonché vice premier.
La sua carriera è stata anche segnata da diversi procedimenti giudiziari e condanne per reati legati alla corruzione e all’evasione fiscale. Nel gennaio 2023, la Corte Suprema ha stabilito che non poteva ricoprire la carica di ministro della Salute a causa di una recente condanna per evasione fiscale e di un accordo di patteggiamento precedente. Resta un alleato chiave di Netanyahu, fondamentale nella sopravvivenza del governo.
UNITED TORAH JUDAISM: Unione di due formazioni ultraortodosse, Agudat Israel e Degel HaTorah, che rappresentano la comunità ashkenazita. La sua azione politica si concentra sulle tematiche sociali e religiose. I leader delle due formazioni sono rispettivamente Yitzhak Goldknopf e Yaakov Asher, fermo restando che le decisioni politiche sono subordinate ai rispettivi consigli rabbinici e ai grandi saggi della Torah.

 

Knesset (Parlamento), Israele
Knesset (Parlamento), Israele (Ansa)

L’OPPOSIZIONE

YASHAR: E’ la novità di queste elezioni, la discesa in campo di Gadi Einsekot con un suo partito. Ex capo di Stato maggiore dal 2015 al 2019, è entrato alla Knesset nel 2022 come deputato di Unità Nazionale, formazione creata da Blu e Bianco di Benny Gantz e New Hope di Gideon Sa’ar. Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Eisenkot è stato ministro senza portafoglio nel governo di Netanyahu, allargato in seguito all’emergenza e dal quale ne è uscito con Gantz nel giugno 2024.
Nella guerra a Gaza ha perso un figlio, Gal, e due nipoti. Nei sondaggi è indicato come il favorito, nelle ultime settimane è in testa, seppur di misura, superando il Likud di Netanyahu. Tra le sue promesse elettorali, una commissione d’inchiesta statale sui fallimenti del 7 ottobre e l’arruolamento degli ultraortodossi, gli haredim da sempre contrari al servizio militare e alla guerra.

I DEMOCRATICI: E’ il frutto dell’unione nel 2024 tra lo storico partito Labour e la sinistra radicale di Meretz. Sotto la leadership di Yair Golan, vincitore delle primarie laburiste nel 2024, i Democratici hanno conosciuto una nuova stagione politica, dopo la prova fallimentare alle elezioni del 2022 che hanno visto i laburisti perdere quasi metà dei seggi (da 7 a 4) e Meretz non riuscire a entrare alla Knesset.
Oltre a Golan – ex vice capo di Stato maggiore, osannato come un eroe per essersi recato da solo al sud il 7 ottobre a salvare dei giovani dall’attacco di Hamas – il partito ha attratto esponenti della società civile che si sono distinti negli anni passati per l’opposizione pubblica al governo, prima contro la controversa riforma della giustizia e poi contro la gestione della guerra a Gaza e i negoziati per il ritorno degli ostaggi.
Golan è l’unico nel blocco dell’opposizione che si è pubblicamente espresso a favore dell’alleanza con i partiti arabo-israeliani per battere Netanyahu. Oltre a lui, personaggi di spicco sono Gilad Kariv, il primo rabbino riformista a essere eletto alla Knesset, e Naama Lazimi.

INSIEME: Formazione nata nel 2026 dall’unione tra Naftali Bennett e Yair Lapid. I due hanno guidato a rotazione il cosiddetto ‘governo del cambiamento’ tra il 2021 e il 2022, durato solo un anno, che ha interrotto brevemente il lungo regno (13 anni) di Netanyahu.
Bennett, ebreo osservante, proviene da Yamina, la ‘nuova destra’, mentre Lapid, ex giornalista e noto conduttore televisivo, nel 2013 ha fondato il partito centrista Yesh Atid, arrivando a conquistare nell’ultima tornata elettorale 24 seggi e diventando leader dell’opposizione. Davanti pero’ a sondaggi in forte calo, nell’aprile 2026 si è unito a Bennett, lasciando a lui la leadership ufficiale della nuova formazione, a fronte della seconda posizione in lista.
YISRAEL BEYTEINU: Partito nazionalista, espressione principalmente dell’elettorato russofono. E’ stato fondato nel 1999 dal ‘falco’ Avigdor Liberman, tuttora alla guida, che combina posizioni fortemente di destra in materia di politica estera e sicurezza con posizioni laiche sulle questioni sociali.

manifestazioni a Tel Aviv, 24102026
manifestazioni a Tel Aviv, 24102026 (AFP)

I PARTITI ARABI 

RA’AM: Acronimo di Lista Araba Unita, è un partito conservatore islamista fondato nel 1996 e oggi guidato da Mansour Abbas. Negli ultimi anni ha via via perso la connotazione religiosa e i legami con il Movimento islamico, impegnandosi in battaglie sociali ed economiche a favore della minoranza araba più che politiche per la questione palestinese. Nel 2021-2022 Ra’am, con i suoi cinque seggi, è stato cruciale per dare vita all’esecutivo del ‘cambiamento’ di Bennett-Lapid. Nonostante cio’, la partecipazione di un partito arabo-israeliano al governo è ancora un tabù per la gran parte dell’elettorato.

Per cercare di superare le ostilità – nella speranza di entrare nell’eventuale coalizione di governo di Eisenkot, che finora pero’ ha respinto tale ipotesi – Abbas di recente ha accolto per la prima volta in lista, in seconda posizione, un deputato ebreo, Yoav Segalovitz. Ex soldato, fondatore della nota unità di polizia contro la criminalità Lahav 433 ed ex comandante della divisione indagini e intelligence, a Segalovitz è stato riconosciuto il merito di aver contribuito a ridurre la criminalità nelle comunità arabe durante il suo mandato come vice ministro della Sicurezza nel precedente esecutivo.
LISTA UNITA: E’ l’unione tra Ta’al (Movimento Arabo per il Rinnovamento), Hadash (partito ebraico-arabo le cui origini risalgono al 1977) e Balad (Alleanza Nazionale Democratica). Si oppone alla guerra a Gaza e all’occupazione israeliana della Cisgiordania. E’ inoltre contraria alla legge sullo Stato-Nazione che definisce il carattere ebraico di Israele. Posizioni che riduce le sue possibilità di entrare a far parte di una qualsiasi coalizione di governo.
La Commissione elettorale centrale, composta da rappresentanti di tutti i partiti secondo il rispettivo peso nella Knesset e pertanto molto politicizzata, il mese scorso ha escluso dal voto del 27 ottobre due partiti arabo-israeliani e il deputato ebreo di Hadash, Ofer Cassif. La decisione tuttavia è stata successivamente annullata dalla Corte Suprema.
Quanto invece al leader di Balad, Sami Abou Shehadeh, anch’egli squalificato dalla Commissione elettorale, ha annunciato lui stesso il suo ritiro dalla corsa elettorale a ottobre dopo che i giudici dell’Alta Corte lo avevano invitato a farlo, prospettandogli l’esclusione dal voto a causa di un suo articolo scritto all’indomani del massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 ritenuto favorevole alla lotta armata contro Israele.

Israele, protesta degli ultra ortodossi
Israele, protesta degli ultra ortodossi (AFP)

LE NOVITA’

AMCHA YISRAEL: E’ la seconda novità di rilievo nel panorama politico israeliano. ‘Popolo d’Israele’ è stato creato ad agosto di quest’anno dall’ex generale Ofer Winter, deciso a perseguire una politica di sicurezza intransigente. Si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, sostiene la ‘emigrazione volontaria’ dei residenti dalla Striscia di Gaza e la controversa riforma della giustizia.
La scesa in campo di una nuova formazione di destra radicale ha suscitato timori nei partiti della coalizione di governo, preoccupati per la frammentazione del blocco. Il partito infatti viene dato dai sondaggi sulla soglia dello sbarramento, rischiando di non entrare alla Knesset, con una conseguente dispersione di voti.

I RISERVISTI-PARTITO ECONOMICO: Inedita formazione annunciata a ridosso delle elezioni, è composta dal nuovo partito di centro-destra I Riservisti, fondato nel 2025 da Yoaz Hendel, e il Nuovo partito economico di Yaron Zelekha creato nel 2020. Insieme puntano a eliminare le esenzioni dal servizio militare per i giovani ultraortodossi e a combattere il caro-vita. Per i sondaggi, è sulla soglia di sbarramento e rischia di non entrare.
Hendel lo ha presentato come un ‘terzo blocco’, sostenendo la formazione di un governo di unità nazionale con Netanyahu ed Eisenkot, che escluda sia i partiti ultraortodossi che quelli arabi.

manifestazioni a Tel Aviv, 24102026
manifestazioni a Tel Aviv, 24102026 (AFP)

HAREDI PUBLIC: Ultima novità, è un partito ultraortodosso fondato pochi mesi fa dal vice sindaco di Beit Shemesh Moti Leitner. Il suo peso, benché numericamente molto contenuto (nei sondaggi viene dato ben al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25%, è data dal fatto che per la prima volta c’è una formazione haredi che ha preso le distanze dai due storici partiti ultraortodossi (Shaw e United Torah Judaism), ha una posizione moderata rispetto alla delicata questione della leva militare obbligatoria per tutti, ultraortodossi compresi, e ha addirittura una donna in lista, Nechumi Yaffe. Nonostante le pressioni di Netanyahu e i sondaggi totalmente avversi, Leitner prosegue imperterrito e ha ribadito di non aver intenzione di lasciare la corsa. “La società haredi non puo’ più vivere in parallelo rispetto al resto di Israele. Dobbiamo farne parte e dobbiamo assumervi un ruolo attivo”, ha dichiarato pochi giorni fa, assicurando che si presenterà al voto.

NY, proteste per la presenza di Netanyahu
NY, proteste per la presenza di Netanyahu (Afp)
Rai News

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Le elezioni a Belgrado. Gli studenti serbi vincono e mandano a casa Vucic https://blogsantostefano.altervista.org/le-elezioni-a-belgrado-gli-studenti-serbi-vincono-e-mandano-a-casa-vucic/ https://blogsantostefano.altervista.org/le-elezioni-a-belgrado-gli-studenti-serbi-vincono-e-mandano-a-casa-vucic/#respond Mon, 26 Oct 2026 05:21:13 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878747  REUTERS

BELGRADO – «Gli studenti vincono», recitava lo slogan della Lista studentesca che in questa domenica di fine ottobre ha sfidato nelle urne 14 anni di potere di Aleksandar Vucic. E gli studenti hanno vinto. Contro ogni pronostico internazionale, e grazie a un’affluenza record del 70%, la lista nata dalla protesta universitaria cominciata due anni fa stasera incassa il 52% dei voti e scrive la storia. Una maggiroanza schiacciante, oltre ogni possibile contestazione. tanto che l’ex presidente Vucic è costretto a comparire in tv alle 21.30 e ammettere la sconfitta. «Izgubili smo izbore». Abbiamo perso. Il suo Partito Progessista si è fermato al 39,2% dei voti.

ilsole24ore

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Lula vince il ballottaggio in Brasile https://blogsantostefano.altervista.org/lula-vince-il-ballottaggio-in-brasile/ https://blogsantostefano.altervista.org/lula-vince-il-ballottaggio-in-brasile/#respond Mon, 26 Oct 2026 05:18:00 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878745 Elezioni Brasile, risultati: Bolsonaro davanti a Lula, la destra vince  nelle aree più ricche. Per il presidente uscente è già una mezza sconfitta

Il presidente del Tribunale superiore elettorale del Brasile (Tse), Kassio Nunes Marques, ha confermato la vittoria di Luiz Inacio Lula da Silva alle elezioni presidenziali, affermando che sarà il 40° presidente della Repubblica.

“Abbiamo piena sicurezza sull’intero processo elettorale”, ha dichiarato nella serata di domenica, escludendo che la decisione di prorogare l’orario di voto di due ore, disposto dalla Corte Suprema, possa modificare il risultato. La misura, ha spiegato, ha creato difficoltà perché adottata dopo l’orario inizialmente fissato, ma sono state prese le misure necessarie per attuarla. Nunes Marques ha riferito di aver telefonato a entrambi i candidati al termine dello scrutinio. A Lula ha rivolto il riconoscimento della giustizia elettorale per la partecipazione al processo democratico e la vittoria alle urne. Al candidato sconfitto, Flavio Bolsonaro, ha rivolto le congratulazioni per la campagna e per il risultato ottenuto al suo primo tentativo di conquistare la presidenza.

“Oggi devo ringraziare il popolo brasiliano, la sua generosità, la generosità della gioventù brasiliana che si sono battuti a difesa della nostra democrazia. Voglio ringraziare chi ha lavorato attraverso le piattaforme digitali, che vogliamo difendere da interferenze estere, che vogliamo regolare. E’ stata compiuta un’impresa mostruosa con cui abbiamo guadagnato molti voti”. Lo ha detto Lula nel suo primo discorso dopo la vittoria al ballottaggio.

Rai News

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Contro i muri del pregiudizio, CEI e Pisai presentano le Schede per conoscere l’islam https://blogsantostefano.altervista.org/contro-i-muri-del-pregiudizio-cei-e-pisai-presentano-le-schede-per-conoscere-lislam/ https://blogsantostefano.altervista.org/contro-i-muri-del-pregiudizio-cei-e-pisai-presentano-le-schede-per-conoscere-lislam/#respond Sun, 25 Oct 2026 03:51:55 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878742 La presentazione delle Schede per conoscere l'islam a Palazzo Borromeo, Roma, con il cardinale Zuppi

Alla presentazione ieri a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, anche il cardinale Zuppi: si tratta di uno strumento creato da cattolici e musulmani “che rappresenta un grande antidoto alla violenza e all’ignoranza”, ha detto il presidente della Conferenza Episcopale italiana. Il preside del Pontificio Istituto di Studi arabi e islamistica Salman ha sottolineato l’importanza dell’approfondimento per contrastare lo scontro di civiltà

Giordano Contu – Città del Vaticano – Vatican News

Il pregiudizio alza muri, la conoscenza costruisce ponti. Sono i due temi emersi con chiarezza nel corso della presentazione delle Schede per conoscere l’islam, a cura della Conferenza Episcopale italiana (CEI) e del Pontificio Istituto di Studi arabi e d’islamistica (Pisai). Se n’è parlato mercoledì 21 ottobre a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.

Zuppi: La conoscenza come antidoto alla violenza
“È molto importante conoscersi, soprattutto quando si vive vicini. Spesso noi pensiamo di conoscere qualcuno ma in realtà non lo conosciamo affatto, se non attraverso il pregiudizio”, ha dichiarato ai media vaticani il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. “A scuola l’ignoranza non dovrebbe avere dimora, ma purtroppo tante volte è l’ignoranza a fare lezione. Accade così che ognuno si sente in diritto di sentenziare sugli altri, pur senza conoscerli. Queste Schede sull’Islam, create insieme da cattolici e musulmani, rappresentano perciò un grande antidoto alla violenza e all’ignoranza”.

Andare oltre i luoghi comuni
Le undici schede vanno oltre i luoghi comuni. Si comincia da “Che cos’è l’islam?” e “Breve storia dell’islam”, per affrontare fede e teologia, il Corano come parola rivelata di Dio, l’imitazione del modello profetico e l’adorazione (‘ibāda). Seguono la comunità islamica (Umma), la spiritualità, le convergenze e le divergenze tra cristianesimo e islam, la presenza dell’islam in Italia e la sfida del dialogo interreligioso. La pubblicazione nasce da anni di lavoro tra il Pisai e tre organismi Cei per il dialogo interreligioso, la scuola e l’insegnamento della religione cattolica. Esperti cristiani e musulmani hanno preparato questi testi come strumento per i docenti, nel rispetto delle differenze e della complessità dell’Islam. Nell’introduzione si trovano richiami alla Dichiarazione Nostra aetate e alla conoscenza come via alla pace.

No alla logica dello scontro di civiltà
L’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto, ha aperto la presentazione ricordando il ruolo della conoscenza nella coesione sociale. Il vescovo ausiliare di Napoli, Gaetano Castello, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, ha poi richiamato il Concilio Vaticano II e la necessità di portare il dialogo nelle aule. Il preside del Pisai, Wasim Salman, ha contrapposto studio e approfondimento alla logica dello scontro di civiltà. Il videointervento di Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, ha ricordato le precedenti Schede sull’ebraismo, definendole strumenti di amicizia fra i popoli.

Un testo condiviso tra cristiani e musulmani
La metodologia è stata illustrata da don Valentino Cottini: un’équipe paritetica formata da cristiani e musulmani ha discusso le divergenze fino a giungere a un testo condiviso. Il professor Adnane Mokrani ha spiegato la sfida di essere sintetici senza banalizzare l’islam, indicando nella scuola uno spazio di inclusione; la professoressa Nadjia Kebour ha richiamato il sufismo e la spiritualità, aspetti spesso trascurati. Sul valore educativo dell’opera, Yassine Baradai, presidente dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), ha ricordato la propria esperienza all’oratorio cattolico come segno di apertura che gli ha permesso di capire meglio se stesso. Massimo Cozzolino, presidente della Confederazione islamica italiana (Cii), ha sottolineato che conoscere significa riconoscere le differenze senza ridurle a caricature. Alfonso Moretta, presidente della Comunità religiosa islamica Italiana (Coreis), ha citato attività nelle scuole e visite alle moschee come strumenti contro i pregiudizi. Infine, Mustafa Cenap Aydin, dell’Istituto Tevere, ha parlato dell’uso di queste schede in alcuni corsi. Hanno moderato l’incontro don Giacomo Pompei e don Giuliano Savina, rispettivamente direttore dell’Ufficio scuola e servizio insegnamento della religione cattolica (Irc) e direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (Unedi).

Abitare le differenze senza paura
Il senso della giornata è stato quello di imparare ad abitare le differenze senza paura. Lo ha ribadito ai media vaticani il vescovo Castello: “L’elaborazione e la presentazione delle schede per il dialogo, prima con l’ebraismo e adesso con l’islam, rappresentano tappe di un percorso che abbiamo avviato con l’intento di avviare un processo, senza limitarci a confermare le cose già dette e già fatte”. È un rilancio della responsabilità educativa. Perché la pace comincia là dove il pregiudizio smette di fare lezione.

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Alla Corte penale internazionale il Premio Sacharov 2026 https://blogsantostefano.altervista.org/alla-corte-penale-internazionale-il-premio-sacharov-2026/ https://blogsantostefano.altervista.org/alla-corte-penale-internazionale-il-premio-sacharov-2026/#respond Sun, 25 Oct 2026 03:48:15 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878740 La sede all'Aja della Corte penale internazionale

La decisione della Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo premia i giudici dell’Aja, colpiti nuovamente dalle dure sanzioni dell’amministrazione Trump. Un segnale politico in difesa della giustizia globale che si unisce al Nobel per la Pace a Navi Pillay, già giudice della Cpi. Von der Leyen: “La Corte deve essere libera di perseguire la sua missione, in modo indipendente, senza pressioni o intimidazioni”

Cecilia Seppia – Città del Vaticano – Vatican News

La Corte penale internazionale (Cpi) e i suoi giudici hanno vinto il Premio Sacharov 2026 per la libertà di pensiero. Una notizia di profonda rilevanza geopolitica soprattutto perché arriva dopo le dure sanzioni emesse contro l’organo giuridico con sede all’Aja dal presidente statunitense Donald Trump. La proposta del riconoscimento è arrivata dal gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo, riconoscendo la Corte come vero e proprio “simbolo della resistenza contro le guerre dell’amministrazione americana”, poi nella votazione finale, l’organismo ha superato gli altri candidati in lizza, tra cui il difensore dei diritti umani in Tanzania, Tundu Lissu.

Avere una voce
“Accolgo con favore il Premio Sacharov assegnato alla Corte penale internazionale. Per le vittime dei crimini più gravi del mondo, la giustizia significa avere una voce”. Ha scritto sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen commentando l’assegnazione del premio.  “La Corte penale internazionale deve essere libera di perseguire la sua missione, in modo indipendente, senza pressioni o intimidazioni – ha aggiunto von der Leyen -. L’Europa sostiene fermamente la presidente Tomoko Akane, i giudici e i funzionari della Corte, e il loro lavoro vitale per un mondo governato dalle regole”.

Al servizio della giustizia e delle vittime
La presidente Tomoko Akane nel ringraziare il Parlamento europeo per l’assegnazione, ricorda che “questo riconoscimento giunge in un momento in cui la Corte e i suoi funzionari si trovano ad affrontare sfide senza precedenti, tra cui sanzioni volte a ostacolare il mandato giudiziario della Corte. In questo contesto, il Premio Sakharov assume un significato particolare, riaffermando l’importanza delle istituzioni giudiziarie indipendenti e di coloro che si adoperano per la tutela del diritto internazionale”. Il premio, sottolinea la presidente dei giudici de L’Aja “evidenzia l’importanza di una continua cooperazione e di un sostegno internazionale per consentire alla Corte di svolgere il proprio mandato in modo indipendente e imparziale, al servizio della giustizia e delle vittime dei crimini piu’ gravi”.

In difesa della giustizia globale
L’assegnazione del Premio Sacharov non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro globale di fortissimo sostegno alle istituzioni di giustizia internazionale. Solo pochi giorni fa, il 9 ottobre, il Comitato norvegese ha infatti assegnato il Premio Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navi Pillay, una delle figure storiche e centrali proprio della Corte penale internazionale, dove ha prestato servizio come giudice tra il 2003 e il 2008. Ecco che allora questa doppia incoronazione assume un significato straordinario in un’epoca caratterizzata da guerre globali, rigurgiti nazionalisti e aperti attacchi alla diplomazia, la comunità internazionale ha scelto di fare scudo attorno alla Corte dell’Aja, legittimando il suo ruolo di baluardo universale contro l’impunità e a difesa dei diritti umani.

Compiti principali della Corte
Fondata nel 2002 sulla base dello Statuto di Roma, la Cpi è il primo tribunale internazionale permanente vincolato a giudicare i singoli individui responsabili dei più gravi crimini che colpiscono la comunità internazionale. A differenza della Corte internazionale di giustizia, che risolve le controversie tra Stati, la Cpi ha compiti ben precisi: indagare, processare e condannare i singoli esecutori e mandanti di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e crimine di aggressione. La sua giurisdizione interviene in modo complementare alle magistrature nazionali, ovvero solo quando gli Stati non possono o non vogliono procedere.

Le grandi battaglie della Cpi
Negli ultimi anni, la Corte dell’Aja si è trovata al centro delle tempeste geopolitiche violente portando avanti battaglie legali senza precedenti come quando il 21 novembre 2024, ha emesso all’unanimità il mandato di arresto internazionale nei confronti del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità e l’uso della fame come metodo bellico. Lo ha fatto anche contro i vertici di Mosca, a partire dal presidente Putin per la deportazione illegale di bambini ucraini nel 2023. E poi le storiche sentenze sui crimini del Ruanda (in cui la stessa Navi Pillay fu pioniera nel riconoscere lo stupro come strumento di genocidio) fino alle inchieste sui crimini contro i Rohingya in Myanmar.

Le sanzioni di Washington
Il riconoscimento di Strasburgo arriva in seguito a una pressione politica ed economica senza precedenti da parte di Washington. Lo scontro frontale è culminato con la firma dell’Executive Order 14203 da parte di Donald Trump, che ha imposto dure sanzioni contro l’istituzione internazionale per bloccare le inchieste sul personale statunitense e sui Paesi alleati, in primis Israele. Le misure restrittive si sono articolate in due fasi distinte, le prime quelle individuali, a febbraio 2025, hanno colpito 17 figure chiave dell’organo giudiziario, tra cui il procuratore capo Karim Khan e la presidente Tomoko Akane. Per loro è scattato il divieto assoluto di visto negli Stati Uniti e il totale congelamento dei beni, con il blocco di carte di credito e circuiti finanziari globali. La seconda tranche poche ore prima del Nobel a Navi Pillay, quando l’amministrazione Usa ha esteso le sanzioni all’intera Cpi come entità giuridica. Il provvedimento vieta qualsiasi transazione commerciale con la Corte e colpisce i fornitori terzi, minacciando di tagliare fuori il tribunale da software e infrastrutture informatiche vitali, pur concedendo un periodo di tolleranza di 180 giorni per la chiusura delle attività minime.

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Il Papa alla Jesus Youth: testimoniare con coraggio la fede e promuovere il matrimonio https://blogsantostefano.altervista.org/il-papa-alla-jesus-youth-testimoniare-con-coraggio-la-fede-e-promuovere-il-matrimonio/ https://blogsantostefano.altervista.org/il-papa-alla-jesus-youth-testimoniare-con-coraggio-la-fede-e-promuovere-il-matrimonio/#respond Sun, 25 Oct 2026 03:22:04 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878738 Leone XIV all'udienza con la Jesus Youth

Vatican News

Nell’Aula Paolo VI, Leone XIV riceve in udienza delegati e responsabili del movimento cattolico internazionale che quest’anno celebra 40 anni di fondazione e 10 anni dal riconoscimento da parte della Santa Sede. All’associazione cattolica che in tutto il mondo coinvolge i giovani nell’evangelizzazione e in iniziative missionarie, il Pontefice chiede di alimentare lo zelo apostolico, di portarlo in nuovi Paesi e di lavorare con le famiglie per sostenere la vocazione alla vita matrimoniale

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Testimoniare Cristo, lavorare con le famiglie, promuovere il matrimonio come chiamata di Dio, coltivare la preghiera, essere al fianco dei poveri: è quanto raccomanda Leone XIV alla Jesus Youth, il movimento cattolico internazionale, che nato in India nell’ambito del Rinnovamento Carismatico “per iniziativa spontanea” di giovani “ispirati da un incontro personale con il Signore Gesù” e impegnato nell’evangelizzazione e nella promozione di iniziative missionarie, quest’anno celebra i 40 anni di fondazione e 10 anni dal riconoscimento da parte della Santa Sede. Un incontro speciale quello di questa mattina, 24 ottobre, nell’Aula Paolo VI, perché per la prima volta l’associazione cattolica – rappresentata da delegati e responsabili da tutto il mondo che stanno partecipando al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo alla “GO Conference 2026”, apertasi martedì scorso e che si concluderà domani – incontra il Successore di Pietro. Ed è festosa l’accoglienza al Pontefice dei circa mille presenti, che con un caloroso e lungo applauso accompagnano il suo arrivo.

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Vangelo e Parola del giorno 25 Ottobre 2026 https://blogsantostefano.altervista.org/vangelo-e-parola-del-giorno-25-ottobre-2026/ https://blogsantostefano.altervista.org/vangelo-e-parola-del-giorno-25-ottobre-2026/#respond Sun, 25 Oct 2026 03:20:19 +0000 https://blogsantostefano.altervista.org/?p=25878736

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro dell’Èsodo
Es 22,20-26

Così dice il Signore:
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 17 (18)

R. Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore. R.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici. R.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato. R.

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 1,5c-10

Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia. Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

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