Leila, Salma e Nur sono tre giovani donne che vogliono autodeterminarsi malgrado la società patriarcale faccia di tutto per impedirglielo.
Ricordo che all’epoca c’erano gli attivisti italiani che si scagliarono contro la pellicola accusandola di scarso patriottismo (come se i palestinesi dovessero parlare solo della lotta di liberazione e non analizzare la loro società) e di collaborazionismo con l’occupazione della Palestina. Dall’altra parte piacque a tutti i palestinesi che bazzicavo, soprattutto quelli del ’48.
Gerda ed Einar sono due artisti della Danimarca degli anni ’20. Il loro matrimonio prende una piega inaspettata quando Einar scopre di essere una donna e decide di intraprendere un lungo, doloroso e pionieristico percorso di transizione di genere.
Brian è un giovane giudeo che scopre di essere figlio di uno stupro commesso da un legionario romano. Decide quindi di unirsi ad un gruppo di resistenza anticolonialista marxista-leninista per poi diventare un vero e proprio messia.
È la mia visione fissa dei dopo-pranzi natalizi assieme a mia madre ma va bene anche in questo periodo post-pasquale.
Khaled, un profugo aleppino in Finlandia, inizia a lavorare con Waldemar, un ex commerciante di camicie che ha deciso di abbandonare moglie e carriera per acquistare un ristorante in bilico tra il surreale ed il decadente. I due collaboreranno per trovare Miriam, la sorella di Khaled da tempo ormai dispersa nei meandri dell’Europa orientale.
Un gruppo di persone (tra cui due criminali) si trova assediato in un vecchio distretto di polizia, sotto attacco di una sanguinaria gang.
È la quintessenza del cinema carpenteriano, come per il titolo della lista precedente DOVETE guardarlo e ringraziate che ho messo quelle due righe di sinossi.
Ad Accendura, un piccolo paese della Basilicata, un serial killer sta facendo una strage di bambini. Malgrado gli abitanti accusino i marginali del villaggio Andrea Martelli, un giornalista di cronaca nera, non ne è convinto.
Una delle vette raggiunte dalla brillante carriera di Fulci, che per la prima volta mette in scena un giallo nella povertà dell’Italia rurale meridionale. In tempi di caccia ai runner e agli untori è una visione estremamente consigliata.
Il Gobbo torna dalla latitanza per organizzare una rapina. Tradito dai suoi compagni e sfuggito per poco all’arresto si vendica aiutato dal fratello, un meccanico conosciuto come Er Monnezza.
Poliziottesco violento e romantico, visione fondamentale anche per iniziare ad utilizzare l’appellativo “Er Monnezza“ con cognizione di causa.
Nel New England del 1630 una famiglia di estremisti religiosi viene cacciata dalla comunità puritana e si trasferisce in totale solitudine ai margini di un bosco. Alcuni fenomeni sovrannaturali porteranno i membri della famiglia ad accusare la figlia adolescente di stregoneria.
Se ve la sentite affrontate la visione in lingua originale (ergo l’inglese del ‘600) con i sottotitoli in inglese moderno.
Ash e Linda decidono di trascorrere un fine-settimana romantico in una baita nel bosco. Il ritrovamento di uno strano libro cambierà i loro piani.
È il seguito “blando” dell’omonimo film di Sam Raimi e capostipite dell’horror cazzone.
In una villetta del New England il dottor Pretorius e il suo assistente Crawford Tillinghast mettono a punto uno strumento per stimolare la ghiandola pineale del cervello umano. L’esperimento va un po’ oltre ciò che avevano previsto.
È il secondo film in cui Stuart Gordon prende di peso un racconto di H.P. Lovecraft e lo riadatta per il grande schermo. Con successo aggiungerei.
PRIMA REGOLA AUREA: Questa è una prima lista comprendente alcune pellicole a cui ho dato bei voti su IMDB. Non è il decalogo dei dieci migliori film di sempre, non vuole esserlo e non lo sarà mai.
SECONDA REGOLA AUREA: Ho mischiato generi che non c’entrano niente l’uno con l’altro, non c’è un percorso catartico da seguire per ascendere alla Verità, bensì scegliete a random e guardate.
TERZA REGOLA AUREA: “Il film X non mi piace perché…”. Benissimo, o organizziamo una visione collettiva oppure ‘sticazzi.
Soraya, una palestinese nata e cresciuta a Brooklyn, decide di esercitare un suo personale diritto al ritorno in patria e di riscattare le proprietà che il nonno fu costretto ad abbandonare all’epoca della Nakba. Le forze d’occupazione e la burocrazia dell’ANP la metteranno di fronte ad un quadro ben diverso da quello che si era immaginata.
Fares, un poliziotto cairota senza troppe aspirazioni, si ritrova a dover indagare su uno spinoso caso di omicidio che coinvolge le alte sfere della politica e dell’imprenditoria egiziana.
Sullo sfondo come co-protagonista c’è il venticinque gennaio più caldo della storia recente.
Ugo Piazza ha appena terminato una villeggiatura forzata a San Vittore quando i suoi ex soci si ripresentano per chiedergli conto dei trecentomila dollari scomparsi dopo la rapina che lo condusse alla prigione. Denaro che ovviamente lui non ha preso.
È un must: c’è la critica sociale, ci sono Gastone Moschin, Barbara Bouchet e Mario Adorf, c’è la colonna sonora degli Osanna e ci sono botte e sparatorie. Per tutto questo devo ringraziare I Bellissimi di Rete 4 di un pomeriggio di agosto.
Una prostituta e una guerrigliera riescono ad evadere durante un trasferimento e, incatenate assieme, devono sfuggire all’esercito e alle gang spedite per riacciuffarle.
Titolo d’oro del cinema filippino (o meglio di quando gli USA subappaltavano i B-movie ai filippini) che supera brillantemente il test di Bechdel e che vede la partecipazione di Pam Grier. Credo che siano motivi più che sufficienti per vederlo ed adorarlo.
Arash si ritrova a dover fare i conti con la propria vita solitaria e con i casini combinati dal padre eroinomane finché una misteriosa donna in chador non inizia ad aggirarsi di notte per le vie della città.
Horror e Western opera prima di una regista iraniana. Per una recensione seria vi rimando quì.
L’anziano sceriffo Hunt deve andare a cercare la dottoressa del villaggio e un criminale misteriosamente rapiti dalla prigione cittadina da una banda di antropofagi.
Secondo Western/Horror della lista che, come il titolo precedente, vi lascio spiegare da chi ne sa meglio di me.
Giovane adolescente appartenente ad un gruppo fondamentalista cristiano scopre di avere una capacità peculiare che le permette di essere al sicuro dalle violenze fisiche degli uomini.
Il Carpenter più bistrattato ed il primo che ho deciso di mettere nella lista.
Alla faccia vostra non ci metto nemmeno una sinossi stringata, brutti disgraìti che non siete altro. Vi dico solo “Carpenter, horror, fantascienza, western e Pam Grier”. Fatevelo bastare.
Fanis, greco istambulita deportato ad Atene da bambino, torna nella sua città natale e rivive la relazione con il nonno che gli trasmise la passione per la cucina.
Clara è una sessantacinquenne che vive da sola in un condominio che una società immobiliare vorrebbe abbattere a fini speculativi. Durante questa guerra senza esclusione di colpi ne approfitta per pensare al proprio passato e alle persone che ha amato.
A volte succede che un siriano e un’iraniana si trovino di fronte un gruppo di sessantenni che dall’alto del loro altrimperialismo decidono di impartire lezioni di vita.
La giusta reazione dei diretti interessati non può non entrare negli annali della storia.
The post Antimperialismo sticazzista first appeared on Srell al Masri.]]>NB: Gli eventi narrati di seguito sono romanzati ma non troppo.
Nessun grafico e nessuna ospite sono stati maltrattati nell’arco degli eventi descritti, non si può dire lo stesso del mio fegato.
Tutto iniziò con un pranzo della domenica estremamente lungo, una di quelle occasioni in cui la grappa alle quattro del pomeriggio non genera sguardi di disapprovazione. Un’ospite con subdola maestria attese che finissi il mio bicchiere numero X* per chiedermi se mi intendessi di grafica e, dopo averle mostrato le mie creazioni, mi fece dei complimenti sulle mie capacità intenerendo il mio cuore già ammorbidito dall’araq.
Dopo il bicchiere X+3 mi disse che la sua associazione stava organizzando un’iniziativa ma le locandine non erano all’altezza dell’evento. Chiesi di farmele vedere per poterle dare qualche consiglio e, visionato il materiale, consigliai vivamente di rifare tutto daccapo e che me ne sarei potuto occupare io: lì l’autoimposto semestre di astinenza dagli inchiostri digitali si era infranto come un banale proposito di capodanno**.
A mia discolpa posso dire che oltre all’alcool anche il concetto di “cena mediterranea” ha fortemente inciso sulla mia psiche ancora provata dall’esperienza della montagna brasiliana e dall’imminente trasferimento nell’Europa dell’est. Sicuramente il grimaldello per il mio cuore è stato dire «È un’iniziativa per la Palestina» e, soprattutto, per il conservatorio Edward Sa’id di Gaza; fatto sta che alla fine ne è uscito uno dei miei poster migliori, che quasi se la batte con quello del partigiano frascatano.
Sono un cinico, lo so, ma so anche seguire il cuore ogni tanto.
*= Dove X è un numero relativo indefinito con almeno due cifre.
**= In verità l’unico proposito di capodanno che abbia mai fatto riguardava lo smettere di fumare ed è durato all’incirca fino all’una e mezza del primo gennaio, infrantosi nell’umida pioggia londinese.
Dopo un semestre di pausa autoimposta ritorno con le mie grafiche webeti a pochi giorni da un venticinque aprile che ha visto il presidente della repubblica affermare che la Liberazione è stata la prosecuzione dell’impresa coloniale che ha portato alla riduzione in catene di svariati popoli, soprattutto quelli del Regno delle Due Sicilie.
Chi legge questo sito sa bene che oltre ad essere antifascista sono anche anticolonialista e che non reagisco bene quando si mettono sullo stesso piano una lotta che ha visto migliaia di lavoratrici e lavoratori in prima linea per abbattere una dittatura e una guerra che aveva come scopo la spoliazione di un altro stato e l’esecuzione di massa dei suoi abitanti (che poi per inciso è anche il motivo per cui per anni sono andato a prendere gli schiaffi dai criminali sostenitori dell’occupazione della Palestina).
BUON PRIMO MAGGIO!
VIVA I LAVORATORI E LE LAVORATRICI!
N.B.: Quella nell’adesivo è la bandiera del Regno delle Due Sicilie che, incidentalmente, vedeva al suo interno anche lo stemma della famiglia regnante dell’epoca.
The post Antifascismo Brigante first appeared on Srell al Masri.]]>Da circa un anno sto rileggendo/rivedendo/rigiocando tutto ciò che è inerente all’epos lovecraftiano. Casualmente qualche mese fa un’innominabile cittadina del nostro territorio fu scenario di una serie di atti sacrileghi che mi convinse di una cosa: il culto vive anche ai Castelli.
Il nostro territorio è sovrannaturale per definizione: quì Enea trovò l’accesso al regno dell’Ade, una fuga di anidride carbonica (la cosiddetta Pietra Fattona) alimentava le abilità divinatorie delle sacerdotesse di Apollo, ci sono rocche gemelle, estuari artificiali sotterranei, vie sacre dove ammirare entrambi i laghi, cinghiali assassini, città poco fuori la nostra zona che sono l’evidente ricostruzione di Carcosa e ogni tanto avvengono anche resurrezioni di zombie! Tutto ciò mi rende più che sicuro che nella più famosa università del New England ci sia una società accademica dedicata ai nostri misteri e al nostro contributo per la resurrezione dell’orribile ed innominabile divinità.
The post Chtulhu ai Castelli Romani first appeared on Srell al Masri.]]>Qualche mese fa con il mio collega stavamo guardando su internet varie foto di paesi del Mediterraneo e ci siamo soffermati su qualche spiaggia della Tunisia. Gli raccontai che là a causa del retaggio coloniale molte persone parlano sia l’arabo che il francese. Ovviamente per ribadire l’eterna rivalità regionale che oppone noi italiani ai cugini d’Oltralpe affermai che per me sarebbe stato molto più facile ed appagante imparare la prima lingua piuttosto che la seconda. Chiusa la questione ritornammo a lavorare da bravi impiegati quali siamo.
Dopo qualche ora fummo costretti a telefonare ad alcuni colleghi di una sede distaccata e, invece dei soliti convenevoli, il mio collega si lanciò in una colossale perculata nei miei confronti.
«Voi che vivete in quella città di merda (anche i Belo Horizontini hanno uno spiccato senso del localismo) non avete neanche idea di come sia vivere quì. Che ne volete sapere delle esperienze che si possono fare nella capitale di Minas Gerais? Io ad esempio lavoro con un gringo poliglotta (ok, effettivamente è vero) che parla fluentemente:
Il dado era tratto: l’etica professionale mi impediva di dare del cazzaro al mio collega cazzaro e il localismo che mi affligge non mi permetteva di non ricordare ai juiz-forani il loro rango di velletrani nella catena alimentare di Minas Gerais. Confermai tutto ad eccezione del francese, di cui vantai una conoscenza esclusivamente scolastica.
Come ho imparato tutte queste lingue? Chiaramente sono passato in vari paesi dove vengono parlate. Anzi! Non ci sono passato, ci ho vissuto! Lavoravo nella marina mercantile e chiaramente tra un imbarco e l’altro rimanevo molto tempo in posti sperduti che col tempo ho cominciato a chiamare casa.
«Ma se hai vissuto in tutti quei posti fantastici – disse una voce dall’altro capo del telefono – come ci sei finito in quella fogna di BH?»
«La vita è strana – risposi – Ti fa passare una vita in mare e poi ti scarica su una montagna.»
Finita la conversazione delirante il mio collega mi disse che con questa attitudine avrei fatto strada quì in Brasile, io invece gli spiegai che mi aveva appena trasformato nel divino Manuel Fantoni. Lo ringraziai e tornammo a lavorare.
Se poi volete conosce uno che er monno soo gira imbarcato pe’ davero jateve a legge Monno Solitario.
The post Manuel Fantoni Travel Society first appeared on Srell al Masri.]]>A “sinistra” ultimamente va di moda la vulgata secondo cui gli immigrati ci rubano i diritti. Come non ricordare l’immigrato più famoso della penisola? Quello schiavo trace che forgiò armi con le catene spezzate e mise sotto scacco la macchina bellica romana divenendo duemila anni dopo il simbolo dei comunisti tedeschi.
The post Spartacus: Class War first appeared on Srell al Masri.]]>Recentemente a Rocca di Papa è arrivato un gruppo di rifugiati divenuto famoso per essere costretto a subire una rottura di coglioni da parte di alcuni soggetti che andiamo ad elencare:
Infine c’è la categoria che preferisco:
Circa un anno fa scrissi di barche che dovevano essere affondate, speriamo che ci finiscano tutte le categorie che ho elencato.
The post Refugees Welcome: Abbiamo il sangue di Enea first appeared on Srell al Masri.]]>
Dopo cinque anni di assenza ritorna la festa più esclusiva dell’estate castellana, uno di quegli eventi in cui non si può non dare un contributo anche se si vive dall’altra parte del mondo.
Come potrete notare osservando la locandina l’emigrazione ha ridotto il numero dei festeggiati da tre a solamente due.
The post From Dusk Till Dawn Vol.3 first appeared on Srell al Masri.]]>