Niente 2 milioni di euro, almeno per ora, per i primi ristori alle famiglie e alle aziende colpite dalle violente grandinate che hanno investito il territorio abruzzese. Il Consiglio regionale ha bocciato l’emendamento presentato dal consigliere Dino Pepe e sottoscritto dai rappresentanti del Patto per l’Abruzzo, nonostante il provvedimento avesse precedentemente ottenuto parere favorevole in Commissione Bilancio.
Una decisione che scatena la dura reazione dello stesso Pepe, che punta il dito contro la maggioranza e, in particolare, contro le astensioni che avrebbero contribuito a determinare l’esito della votazione.
L’emendamento prevedeva uno stanziamento straordinario di 2 milioni di euro per garantire un primo intervento regionale a sostegno delle aziende, delle famiglie e dei territori danneggiati dagli eccezionali eventi atmosferici. Una misura che avrebbe interessato anche i sindaci dei 21 Comuni colpiti, alle prese con la conta dei danni.
Nel corso del dibattito è intervenuto il presidente della Regione Marco Marsilio, sostenendo la necessità di attendere l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità da parte del Governo e orientando così il voto contrario all’emendamento.
Una posizione contestata nettamente da Pepe.
«È un grave errore. Sappiamo benissimo che l’eventuale riconoscimento statale non coprirà mai il 100% dei danni subiti dal nostro territorio. La Regione Abruzzo aveva il dovere e la possibilità di intervenire subito con un primo contributo diretto, a prescindere dai tempi e dalle coperture di Roma», afferma il consigliere regionale.
Al centro dello scontro politico finiscono soprattutto le astensioni dei consiglieri Paolo Gatti, Emiliano Di Matteo e Marilena Rossi, appartenenti alla maggioranza.
Secondo Pepe proprio quei tre voti avrebbero potuto cambiare l’esito della partita.
«Se gli astenuti della maggioranza avessero coerentemente sostenuto il territorio e avessero votato a favore, oggi avremmo portato a casa 2 milioni di euro in ristori immediati per le famiglie e le aziende messe in ginocchio dalla grandinata, sostenendo i sindaci dei 21 Comuni colpiti. Invece, si è preferito piegarsi alla linea dell’attesa e dei no».
La questione dei ristori diventa così anche un nuovo terreno di scontro politico in Consiglio regionale: da una parte la scelta di attendere il percorso per il riconoscimento della calamità e gli eventuali interventi nazionali, dall’altra la richiesta dell’opposizione di mettere immediatamente sul tavolo risorse regionali per garantire un primo sostegno alle comunità maggiormente danneggiate.
]]>La seduta pre-ferragostiana, però, a questo punto potrebbe essere rimessa in discussione. Nella maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Marco Marsilio sono in corso approfondimenti per valutare le conseguenze del documento depositato dai revisori e capire se esistano le condizioni per portare comunque il provvedimento in Aula.
La vicenda assume un peso ancora maggiore perché l’esame dell’assestamento era già slittato due volte proprio a causa della mancanza del parere dei revisori. Il documento è stato infine depositato nella serata di ieri, ma con un esito tutt’altro che favorevole alla manovra predisposta dalla Regione.
L’assestamento, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 28 luglio, vale complessivamente circa 30 milioni di euro e comprende anche circa 17 milioni di debiti fuori bilancio. Il parere negativo riguarda non soltanto l’assestamento 2026-2028, ma anche la verifica della permanenza degli equilibri generali di bilancio.
Ad accendere immediatamente lo scontro politico è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che parla di una situazione ben più pesante e quantifica in «oltre 56 milioni» il complesso fra contenzioso e passività che, secondo l’esponente dem, sarebbe privo di copertura.
Paolucci chiede direttamente al presidente Marsilio di fermare l’iter e rifare i conti, definendo quanto accaduto «un fatto di una gravità enorme» e uno dei punti più bassi nella gestione finanziaria della Giunta regionale.
Nel mirino dell’opposizione finiscono anche i tempi scelti per portare il documento all’esame dell’assemblea. Secondo il capogruppo del Pd, arrivare alla discussione praticamente alla vigilia di Ferragosto, dopo ritardi e carenze documentali che avrebbero compresso i tempi a disposizione prima dei revisori e successivamente del Consiglio regionale, sarebbe la dimostrazione delle difficoltà con cui il centrodestra sta affrontando la partita dei conti regionali.
Ora la questione diventa prima di tutto politica. Le prossime ore saranno decisive per capire se il Consiglio regionale previsto per domani all’Aquila sarà confermato, se l’assestamento verrà ritirato o rinviato oppure se la maggioranza deciderà di portare comunque il provvedimento in Aula nonostante il parere negativo.
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«L’approvazione unanime di questa risoluzione rappresenta un importante segnale di attenzione e di unità istituzionale nei confronti del territorio teramano – dichiara la consigliera regionale Marilena Rossi –. Le violente ondate di maltempo hanno messo in ginocchio numerose comunità della nostra provincia e le segnalazioni giunte dai Comuni, dalle associazioni di categoria e dai cittadini descrivono una situazione che richiede interventi rapidi e concreti. Ringrazio tutti i commissari per aver condiviso la necessità di agire con tempestività».
Il documento impegna il Presidente della Giunta regionale e l’Esecutivo ad avviare, attraverso l’Agenzia regionale di Protezione Civile, una puntuale ricognizione dei danni subiti dal patrimonio pubblico e privato nei Comuni interessati e a richiedere formalmente al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La risoluzione prevede inoltre il coinvolgimento costante dei Comuni e delle associazioni di categoria, nonché un aggiornamento periodico del Consiglio regionale sullo stato delle attività.
«L’unanimità registrata oggi in Commissione – conclude Rossi – dimostra che, davanti alle difficoltà dei cittadini e delle imprese, le istituzioni sanno fare squadra. Ora è fondamentale proseguire con la massima rapidità, affinché il Governo possa riconoscere lo stato di calamità naturale e consentire l’attivazione di tutte le misure necessarie a sostenere famiglie, aziende e amministrazioni locali colpite dal maltempo».
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«Quello di oggi è un risultato importante perché, per la prima volta, la Regione Abruzzo acquista direttamente una sede destinata a un Centro per l'Impiego», ha dichiarato il consigliere regionale Paolo Gatti. «Ma non possiamo dimenticare il lungo percorso che ci ha portato fin qui. Per anni il Centro per l'Impiego di Teramo ha avuto bisogno di una sede adeguata e la Regione è intervenuta con un investimento di circa 1,2 milioni di euro per consentire l'acquisto dell'immobile. Due anni fa affrontammo anche il rischio concreto di una delocalizzazione al Parco della Scienza. Ritenemmo che quella non fosse la scelta giusta e condividemmo la necessità di mantenere il servizio nel cuore della città, evitando di spostare fuori dal centro una funzione così importante. Oggi possiamo dire di aver raggiunto l'obiettivo: il Centro per l'Impiego resta in una posizione strategica, facilmente accessibile ai cittadini, e dispone finalmente di spazi moderni e pienamente adeguati alle esigenze dell'utenza e del personale».
Questa mattina è stata inaugurata la nuova sede del Centro per l'Impiego di Teramo, un investimento strategico del Ministero che ha destinato circa un milione di euro all'acquisto dell'immobile, unico ufficio di proprietà comunale dedicato ai servizi per il lavoro in tutto l'Abruzzo. Una scelta che testimonia la volontà dell'ente di rafforzare proprio nel capoluogo teramano i servizi destinati a cittadini e imprese.