Cioè, un semplice indirizzo email dovrebbe essere il domicilio postale per comunicazioni ufficiali (a differenza della PEC che esiste e viene registrata unicamente per quello scopo)?
Addirittura pretende la “compiuta giacenza” se la notifica non viene aperta entro 30 giorni, quindi immagina se ti arrivasse una comunicazione importante da leggere assolutamente, magari ad uno dei tanti indirizzi email che utilizzi saltuariamente.
No, non mi convince.
]]>Non c’è scritto ovviamente che io consideri i dipendenti Invalsi dei mentecatti (facevo semplicemente rimbalzare un appello della presidente Ajello, che si lamentava del fatto che molti siano ancora a tempo determinato).
Non c’è scritto che ritengo inadeguate le rilevazioni Invalsi “come fonte per eventuali valutazioni sull’operato degli insegnanti”: semplicemente i risultati (che ho letto) sembrano dipendere più dal reddito e dalla qualità della vita che non dall’operato degli insegnanti.
Non ho paragonato il lavoro dell’Invalsi a quello di un team di foche ammaestrate: anzi c’è scritto nero su bianco che prendo per buoni i criteri con cui individuano il cheating, e rimando alle pagine del report in cui li descrivono.
Non ho suggerito “che siano gli insegnanti delle regioni più povere a dover temere di perdere il posto qualora si palesasse un intento valutativo da parte del governo”, perché l’intento valutativo il governo (i governi) l’ha palesato da un pezzo, ma con l’invalsi non ci azzecca molto. Ma siccome il cheating si concentra nelle regioni più povere, magari può anche essere interessante domandarsi qual è la situazione in cui si trova un insegnante in un contesto del genere, e le pressioni che riceve (dai dirigenti, dai genitori, e aggiungi il costante flatus vocis per cui il “Governo” un giorno licenzierà gli incapaci).
A me sembrava abbastanza chiaro.
Mi piacerebbe che tu lo leggessi e poi, se ti va, scrivessi cosa ne pensi.
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