Fondata per promuovere la solidarietà e la collaborazione tra i lavoratori, Tre Fiammelle offre una vasta gamma di servizi, tra cui pulizie ospedaliere, global service, ristorazione, logistica e servizi di pulizia speciali. La cooperativa è certificata secondo gli standard internazionali ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, a testimonianza del suo impegno per la qualità, la sostenibilità e la sicurezza. Tre Fiammelle si distingue anche per il suo impegno nella formazione continua dei dipendenti attraverso una piattaforma di e-learning, che permette al personale di aggiornare costantemente le proprie competenze, garantendo un servizio altamente professionale e competente.
Uno dei punti di forza di Tre Fiammelle è l’attenzione alla responsabilità sociale. La cooperativa è attivamente coinvolta in iniziative sociali e ambientali, collaborando con organizzazioni non profit e promuovendo pratiche ecologiche.
Tra le iniziative più rilevanti, spicca il programma di inserimento lavorativo per persone svantaggiate, che offre opportunità di lavoro e formazione a chi è in difficoltà economica o sociale. L’uso di tecnologie avanzate e pratiche innovative, unitamente a una forte etica aziendale, permette a Tre Fiammelle di fornire servizi eccellenti e di alto valore aggiunto.
Per ulteriori informazioni sui servizi offerti e sulle iniziative della cooperativa, visitare il sito ufficiale: Tre Fiammelle.
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Cooperativa Tre Fiammelle
Via delle Casermette, 71121 Foggia (FG), Italia
Telefono: +39 0881 123456
Email: info@trefiammelle.it
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Questo processo implica la conferma della validità legale della testata, offrendo al pubblico la sicurezza che le notizie provengano da una fonte autentica e responsabile. Affidarsi a una testata giornalistica registrata e sottoporsi regolarmente a una verifica della testata giornalistica è essenziale per mantenere alti standard di informazione e assicurare la credibilità nel panorama mediatico.
La registrazione iniziale è solo il primo passo; è altrettanto importante sottoporsi regolarmente a verifiche continue della testata giornalistica. questo processo assicura che la testata mantenga gli standard richiesti nel corso del tempo. la verifica continua è una pratica che evidenzia l’impegno costante verso l’eccellenza giornalistica e la responsabilità nei confronti del pubblico.
Inoltre, nel contesto attuale, in cui la disinformazione può diffondersi rapidamente, la registrazione e la verifica delle testate giornalistiche diventano strumenti cruciali nella lotta contro le fake news. le fonti di informazione registrate possono svolgere un ruolo fondamentale nel filtrare e contrastare le informazioni non verificate, contribuendo a mantenere un panorama mediatico affidabile e responsabile.
Affidarsi a testate giornalistiche registrate non solo garantisce la credibilità delle informazioni fornite ma promuove anche una maggiore trasparenza nel rapporto tra i media e il pubblico. l’affidabilità e la trasparenza sono pilastri essenziali per instaurare una connessione fiduciaria tra giornalisti e lettori. la registrazione e la verifica delle testate giornalistiche emergono come la chiave della credibilità nell’informazione.
Attraverso un processo rigoroso di registrazione, le testate giornalistiche dimostrano il loro impegno a rispettare standard professionali ed etici, guadagnando una legittimità ufficiale presso le autorità competenti. Tuttavia, l’importanza di questo processo va oltre la registrazione iniziale; la verifica continua è essenziale per garantire che le testate mantengano elevati standard nel corso del tempo. La responsabilità delle fonti d’informazione è particolarmente significativa in un’era in cui la disinformazione può diffondersi rapidamente.
Le testate giornalistiche registrate diventano un baluardo contro le fake news, filtrando e contrastando informazioni non verificate. Questo ruolo attivo nella lotta contro la disinformazione contribuisce a mantenere un panorama mediatico affidabile e responsabile. L’affidabilità e la trasparenza, che sono i pilastri su cui si basano le testate giornalistiche registrate, giocano un ruolo fondamentale nel consolidare la fiducia tra giornalisti e lettori. Investire nella qualità dell’informazione è investire nella connessione fiduciaria con il pubblico, poiché fornisce garanzie che le notizie siano provenienti da fonti autentiche e responsabili.
Dunque, mantenere alti standard giornalistici è un impegno continuo. La dedizione alla verità e alla correttezza nel fornire notizie al pubblico è ciò che distingue le testate giornalistiche registrate. In un mondo in cui la qualità dell’informazione è cruciale, la registrazione e la verifica delle testate giornalistiche si rivelano essenziali per preservare la fiducia del pubblico e promuovere un giornalismo etico e affidabile.
]]>Le caratteristiche di una multinazionale
La dinamica di quella che è una multinazionale va a rappresentare la potenza dell’ondata che internazionalizza l’economia, ovvero che rende estesa a livello internazionale l’economia di un’unica azienda, ma soprattutto va ad evidenziare come la globalizzazione sia veicolata dal fenomeno di concentrazione di imprese all’interno di gruppi transnazionali. Una multinazionale, infatti, pone sul medesimo piano delle società con dimensioni e capacità produttive ben diverse, tralasciando la questione del potere. Non è un caso che le multinazionali più potenti si trovino quasi tutte in quello che è l’emisfero nord del pianeta. Rimane dunque necessario effettuare delle analisi approfondite che siano in grado di spiegare qual è l’origine del potere delle multinazionali e la potenza delle loro strategie. Per le dimensioni e per la capacità di spostare investimenti in paesi diversi, a seconda delle esigenze, una multinazionale ha sicuramente un peso determinante sulla politica internazionale.
I principali vantaggi
Scegliendo di operare in paesi diversi, la società multinazionale persegue, in via generale, tre vantaggi diversi tra loro, tra cui:
Se i lavori non vengono completati, il condominio può trattenere una parte del pagamento come cauzione fino alla loro conclusione. Inoltre, è possibile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto condominiale per consigli legali su come affrontare i lavori del 110 non terminati e tutelare gli interessi dei condomini.
Il portale aste giudiziarie è una risorsa fondamentale per coloro che sono interessati a partecipare alle aste immobiliari. Questi eventi offrono l’opportunità di acquistare proprietà a prezzi competitivi, ma è importante comprendere come funzionano le aste immobiliari.
Le aste sono solitamente condotte in modo telematico, attraverso il portale apposito, dove i partecipanti presentano offerte online. Il miglior offerente si aggiudica la proprietà all’asta. Le aste telematiche sono un modo trasparente ed efficiente per acquistare immobili, ma richiedono una buona preparazione e comprensione delle procedure. Consultare un professionista esperto nelle aste giudiziarie può essere utile per ottimizzare le opportunità di investimento.
La proroga dell’ecobonus 110 è una notizia positiva per i condomini interessati a ottenere il bonus 110 condominio. Questa misura incentiva il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici condominiali, consentendo ai proprietari di beneficiare di agevolazioni fiscali significative. La proroga dell’ecobonus 110 estende il periodo durante il quale è possibile usufruire di queste agevolazioni, offrendo maggiori opportunità di effettuare lavori di ristrutturazione energetica.
Il bonus 110 condominio è particolarmente importante per ridurre i consumi energetici e migliorare il comfort degli edifici, oltre a contribuire alla riduzione delle emissioni di carbonio. È fondamentale rimanere aggiornati sulle scadenze e le condizioni per beneficiare di queste opportunità fiscali.
La definizione di condominio si riferisce a un edificio o complesso immobiliare di proprietà condivisa da più individui, ognuno con diritti e doveri sulle parti comuni. Le regole del condominio sono norme e regolamenti che disciplinano la convivenza e l’uso delle aree comuni all’interno del condominio.
L’amministratore di condominio è una figura chiave in questa dinamica, responsabile di gestire le faccende quotidiane, convocare le assemblee condominiali e garantire il rispetto delle regole. La cooperazione tra i proprietari e un buon amministratore sono essenziali per mantenere la stabilità e l’armonia all’interno del condominio.
Quali sono gli sport più popolari al mondo
Si tratta di una classifica stilata nel 2022 dalla società londinese Tifosy ed è stata effettuata attraverso dei criteri specifici, tra cui:
Al comando di questa classifica c’è il calcio, grazie ai suoi 3,5 miliardi di tifosi e 250 milioni di giocatori, che lo rendono a tutti gli effetti lo sport più popolare del mondo. A sorpresa, al secondo posto c’è il cricket con circa 2,5 miliardi di appassionati. Si tratta di uno sport popolare in pochi paesi, non più di 20, ma parliamo di Paesi estremamente popolosi come India Sri Lanka e Pakistan. A completare il podio di questa classifica c’è il basket con 2,2 miliardi di appassionati. Completano la classifica, al quarto posto l’hockey su prati con 2 miliardi di appassionati ed il tennis con 1 miliardo. Seguono successivamente pallavolo (900 milioni), ping pong (900 milioni), baseball (500 milioni) e football americano (400 milioni).
Gli sport più praticati al mondo
Vediamo ora, invece, quali sono gli sport più praticati a livello globale. L’indagine è stata perfezionata dall’Irv Sevens, un’agenzia statistica brasiliana. Grazie a questa particolare analisi è emerso che è il nuoto lo sport più praticato al mondo, con 1,5 miliardi di persone. Anche qui il calcio ottiene numeri molto importanti e si piazza al secondo posto, superando leggermente la soglia del miliardo di persone. La pallavolo è il terzo sport più praticati, che sfiora il miliardo di persone, mentre il quarto è il basket con 400 milioni di persone. A seguire troviamo il tennis (300 milioni), il badminton (200 milioni) ed il baseball (60 milioni). Grazie all’Osservatorio sullo sport system di Banca Ifis del 2022 è possibile scoprire anche il dato relativo al nostro Paese. Il calcio è al primo posto, a seguire troviamo: nuoto, ciclismo, sci, tennis, pallavolo, basket, e sport motoristici.
]]>Grazie all’idea di un gruppo misto tra italiani ed inglesi, il 13 Dicembre 1899 nasce il Milan Football and Cricket Club, che fu il primo nome della squadra rossonera. In più di 100 anni di storia è riuscito a scrivere numerose pagine di tutte la storia calcistica, diventando uno dei club più famosi e titolati di tutto il mondo. Dalla data di fondazione e nei suoi primi 10 anni di “vita”, il suo nome venne scritto per ben 3 volte nell’albo d’oro nazionale, conquistando i suoi primi tre scudetti, nel 1901, 1906 e 1907 e si aggiudicò, nel 1916, la Coppa Federale.
Dopo il boom iniziale, 30 anni “senza titoli”
La storia del Milan è fatta di tante vittorie ma anche di periodi bui, come ad esempio il periodo che va dal 1919 al 1950. In quegli anni, nonostante la sua permanenza in pianta stabile al massimo campionato italiano, non venne conquistato nemmeno un titolo. Inoltre, per tre volte la società cambia nome, fino al 1945 dove, al termine della seconda guerra mondiale, diventa Associazione Calcio Milan.
L’avvento di Liedholm e la prima storica Coppa Campioni con Nereo Rocco
Il ciclo vincente del club ricomincia, grazie ai gol del bomber Gunnar Nordahl ed al talento in panchina di Nils Liedholm, negli anni ’50 dove vennero vinti 4 Scudetti, mentre nel 1958 fu disputata la prima storica finale di Coppa dei Campioni, poi persa contro il Real Madrid per 3-2. Negli anni ’60 è l’allenatore Nereo Rocco a scrivere la storia del club, diventando Campione d’Italia nel 1962 e, un anno dopo, conquistò finalmente la sua prima Coppa Campioni, successo poi bissato nel 1969. Sempre con Nereo Rocco in panchina, nel 1970 venne conquistata anche la prima Coppa Intercontinentale rossonera.
Scudetti, retrocessioni e l’arrivo di Berlusconi
Nei 15 anni successivi, il periodo storico rossonero è altalenante, si passa dalla conquista del 10° Scudetto, alle due brutte retrocessioni in Serie B, di cui una per lo scandalo del Totonero (1980). Nel 1986 fu l’imprenditore Silvio Berlusconi a rilevare le sorti del Club e, fin da subito, fece capire le sue intenzioni investendo in grosso capitale per l’acquisto di campioni. In due anni, dal 1988 al 1989, il Milan mette in bacheca Scudetto, Coppa Campioni e Coppa Intercontinentale. Successi che vengono ripetuti anche negli anni ’90 e nei 15 anni successivi. Si tratta del periodo più vittorioso della storia del Club.
Stefano Pioli ed il 19° Scudetto
Nel 2019, al posto dell’esonerato Giampaolo, arriva Stefano Pioli il quale lavora principalmente sulla compattezza e sull’identità di squadra, dopo un periodo di 8 anni senza vittorie. La stagione 2020/21 è quella della svolta, il Milan chiude un’ottima stagione al secondo posto, conquistando 79 punti in classifica mentre, un anno dopo, grazie ai suoi 86 punti, i rossoneri conquistano il 19° Scudetto della loro storia.
]]>Per il cattolicesimo romano, quando si parla di dottore della chiesa, si intende uno qualsiasi dei 36 santi i cui scritti dottrinali hanno rivestito un ruolo speciale.
Da dove deriva la parola dottore
La parola “dottore” deriva dal latino “doctus” da “docere”, che significa insegnare o istruire. La Chiesa riconosce questi grandi maestri della fede per il loro esempio spirituale. Riconosce il loro contributo ringraziandoli per le vite vissute radicalmente per, con e in Gesù Cristo, indipendentemente dal fatto che abbiano scritto qualcosa. La maggior parte di essi ha comunque lasciato delle testimonianze scritte che sono state fondamentali per la teologia cristiana.
La storia dei dottori della Chiesa
Nel 1298, scrive Mario D’Ignazio, furono ufficialmente promulgati i primi quattro dottori della Chiesa. Erano stati considerati tali per molto tempo prima del loro riconoscimento ufficiale. Per il momento la Chiesa ha dichiarato 36 “Dottori della Chiesa”.
Gli scritti e gli insegnamenti dei vari dottori della chiesa sono stati di particolare rilievo nel creare le fondamenta della teologia cattolica romana e le loro opere sono considerate imprescindibili e senza tempo. Sebbene il titolo non sia usato allo stesso modo nell’Ortodossia orientale, la chiesa ortodossa stima i 17 dottori della chiesa morti prima dello scisma est-ovest del 1045, e i santi Giovanni Crisostomo, Basilio Magno e Gregorio di Nazianzo, che sono particolarmente onorati come i Tre Santi Gerarchi.
Nel primo cristianesimo la chiesa occidentale riconobbe quattro dottori della chiesa – Ambrogio, Agostino, Gregorio Magno e Girolamo – e in seguito adottò i Tre Santi Gerarchi della chiesa orientale e anche Atanasio il Grande. Dal XVI secolo ad altre dozzine è stato dato il termine dottore per proclamazione formale della Chiesa cattolica romana, tra cui i santi Tommaso d’Aquino (1567), Bonaventura (1588), Anselmo (1720), Leone I (1754), Bernardo (1830) , Francesco di Sales (1877), il Venerabile Beda (1899), Alberto Magno (1931), Antonio da Padova (1946), Teresa d’Avila (1970), Caterina da Siena (1970), Teresa di Lisieux (1997), e Ildegarda (2012).
]]>Quando sentiamo parlare di diritto di visita? Questi due termini si riferiscono al diritto di uno dei genitori di vedere i propri figli dopo la separazione.
Nella fattispecie il diritto di visita si traduce come nella possibilità del genitore non collocatario di stare con il proprio figlio che vive a casa dell’ex coniuge, in regime di affidamento condiviso, stabilito in tribunale attraverso la separazione o il divorzio.
Cosa succede se viene violato il diritto di visita?
Come più volte fatto presente dall’Avvocato Davide Cornalba sul suo blog, si tratta di un diritto ma anche di un dovere che se viene violato porta delle conseguenze sia civili che penali. Alla fine di un matrimonio uno degli aspetti più delicati è la questione dei figli che oltre a soffrire per la fine del nucleo familiare rischiano di avere ripercussioni negative date dalla nuova gestione familiare.
È una questione delicata, perché nel caso in cui questo obbligo venga violato si tratta di un reato, cioè la violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Come stabilisce l’articolo 570 del Codice Penale: “Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori, alla tutela legale, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa”.
Dall’altra parte la parte lesa, come ha dichiarato la Cassazione nell’ordinanza 216888/2017: “Il padre a cui viene negato il diritto di visita del figlio NON può, dall’altra parte, sospendere il versamento del mantenimento del figlio stesso, non essendoci alcun rapporto tra le due situazioni.”.
In pratica ci troviamo di fronte ad un diritto che deve spettare al padre o la madre non con locatario e che allo stesso tempo è un dovere che non deve venir meno da parte del genitore che non vive con il proprio o con i propri figli.
Madre trascura alimentazione e scuola figlia, affidata al papà
Nella maggior parte dei casi in seguito alla separazione e al divorzio di una coppia con i figli generalmente quest’ultimi vengono affidati alla madre con la possibilità di una gestione condivisa.
Vi sono alcuni casi però in cui il padre riesce ad ottenere l’affidamento esclusivo del figlio. Sono casi particolari e piuttosto rari ma di cui forse sentiremo parlare più spesso. Vediamone uno.
Il Tribunale civile di Bari ha stabilito in una causa di divorzio che l’affidamento fosse dato al padre e non alla madre. Il giudice ha così disposto, decretando “l’affidamento super esclusivo” di una bimba di quasi 9 anni. La figlia verrà affidata alle cure del padre ed è stata sottratta alle veci della madre “con declaratoria di decadenza della responsabilità genitoriale” oltre che alla sospensione temporanea dei rapporti madre/figlia. Questo almeno “fino al pieno recupero da parte della donna delle proprie capacità genitoriali attraverso un percorso di sostegno psicologico”.
La sentenza è arrivata dopo una lunga causa di divorzio che è durata più di 3 anni. Tutto era partito dal ricorso dell’uomo che aveva dichiarato di non poter vedere la figlia se non “per pochissimi minuti e solo grazie agli insegnanti della piccola prima dell’uscita da scuola”, questo a causa del “perdurante, palese ostruzionismo” della ex coniuge.
La donna ha trascurato la salute della figlia, in particolar modo non curandone l’alimentazione, sottoponendola a un regime alimentare inadeguato che l’ha portata all’obesità, “esponendola a gravi rischi per la sua salute” . La donna aveva trascurato anche altri aspetti della vita della bambina come la sua educazione scolastica.
I giudici avendo potuto appurare la “assoluta inidoneità della madre a rendersi affidataria in condiviso della minore” hanno concesso l’affidamento esclusivo al padre e almeno per il momento la madre non potrà esercitare la sua potestà.
Il Tribunale ordinario di Bari ha anche confermato la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Ragazza madre e minore non riconosciuto dal padre: quali sono i diritti?
Il diritto, come is fa notare a più riprese l’Avvocato Davide Cornalba, esperto in separazioni e divorzi, è pieno di casi difficili, come quelli di una ragazza madre che ha un figlio non riconosciuto dal proprio padre. In questa guida verrà spiegato cosa fare se il padre non vuole assolutamente provvedere al mantenimento del figlio
Cosa succede se il suddetto padre non vuole provvedere al mantenimento del proprio figlio avuto da una relazione non coniugale? La ragazza madre, o la donna che si trova in una situazione analoga, può certamente agire nei confronti dell’ex partner. Ci sono due modalità: la classica denuncia alle forze dell’ordine e poi un ricorso al giudice civile affinché quantifichi l’importo che l’uomo deve versare in favore del figlio. Se anche all’esito della condanna il padre non si voglia far carico del mantenimento contro di lui si potrà agire tramite pignoramento. Nella fattispecie per quello che riguarda i rapporti tra genitore e figlio minore riconosciuto, l’articolo 315 bis c.c. riconosce espressamente alla progenie il diritto all’assistenza morale da parte dei genitori e impone loro oltre al dovere di mantenimento, quello relativo all’istruzione e all’educazione, oltre quello di assistenza morale, da calibrare nel rispetto delle capacità del figlio, oltreché delle sue inclinazioni personali. Si tratta di un onere genitoriale che serve per la tutela dello sviluppo del benessere del minore oltre che al suo sviluppo comportamentale e psicologico. Siccome stiamo parlando di un diritto che tutela un minore, ove l’incontro con il genitore sia assente dalla nascita sia di utilità per lo stesso, il giudice potrà imporre che la riconosciuto il dovere di visita. Questi sono i diritti che spettano a una ragazza madre e a un minore non riconosciuto. Per il benessere di tutti i soggetti coinvolti, specialmente il minore, sarebbe meglio riuscire a trovare un accordo in merito alla gestione pratica economica e psicologica del bambino/a affinché possa esserci uno sviluppo morale e affettivo positivo.
]]>Quando ci si sposa o si inizia a vivere insieme, si fanno grandi progetti per la vita insieme, poi, per molte coppie, la passione finisce dopo qualche anno. Un matrimonio o una convivenza naufraga, e ora ci sono solo discussioni, incomprensioni e talvolta debiti. Da un punto di vista economico, ci sono diverse questioni che devono essere risolte tra ex partner, anche in una coppia di fatto. Una delle domande più frequenti che si pongono le coppie in procinto di sciogliersi è: i conviventi hanno diritto al rimborso delle spese di alloggio quando si separano?
Quali possono essere le spese rimborsabili dopo il matrimonio?
L’Avvocato Davide Cornalba, come menzionato nel suo blog, indica dunque che queste possono essere spese correnti quando vengono utilizzate per eseguire la manutenzione ordinaria su una casa in cui i due conviventi convivono, oppure possono essere spese maggiori, come nel caso di lavori di ristrutturazione.
Quando si tratta della separazione di una coppia di fatto ci sono delle questioni particolari di cui tener conto. Se i costi sono stati l’onere di uno solo dei due ex conviventi, ma ne ha tratto beneficio un immobile che è di proprietà esclusiva dell’altro, quest’ultimo/a ne trarrà un vantaggio economico, tale da perdurare dopo la separazione.
Le spese fatte per il bene della famiglia, invece, non sono mai oggetto di rimborso.
Il regime del rimborso spese nel caso delle coppie di fatto
Anche le coppie conviventi, come ha più riprese chiarito l’Avvocato Davide Cornalba, hanno il dovere della solidarietà familiare, ossia il bisogno di prendersi cura l’uno dell’altro e di partecipare ai bisogni del proprio partner secondo le proprie capacità.
Non rientrano in tale ambito le spese di rilevante importo, come le spese di ristrutturazione di un’abitazione di proprietà di un anziano o un prestito per avviare un’attività imprenditoriale o professionale.
Al riguardo, la Suprema Corte d’Appello ha affermato che in materia di convivenza l’attribuzione di beni a favore di un convivente può configurarsi come esecuzione di un’obbligazione naturale ed è quindi non rimborsabile, anche se la prestazione è fattuale e coerente con la dimensione del patrimonio del pagatore e commisurata alla situazione sociale.
Se le spese sostenute soddisfano la capacità economica del portatore, non sono rimborsate.
]]>Cosa succede quando due persone legate da un’unione di fatto decidono di separare le loro strade?
Oggigiorno il diritto deve occuparsi anche della separazione nel caso di cessazione di una coppia di fatto, cioè persone che hanno vissuto assieme senza aver convolato a nozze. Non tutti sanno che la coppia di fatto che decide di separarsi non deve ricorrere al giudice. In teoria è sufficiente cambiare la residenza ma non è così semplice per tutti i casi, bisogna valutare le implicazioni. Ma vediamo nel dettaglio, grazie ai consigli dell’Avvocato Davide Cornalba, quali sono le possibili situazioni. Se la coppia di fatto è in disaccordo su questioni relative al figlio, entrambi i genitori possono ricorrere al tribunale di residenza del minore, che deciderà su:
Tutela, collocamento, visita, mantenimento, residenza nella casa famiglia.
I provvedimenti del giudice possono sempre essere modificati al verificarsi di un imprevisto che muti le condizioni tra le parti che il giudice ha preventivamente valutato.
Quale regime è applicabile alle coppie di fatto?
Sul blog dell’Avvocato Davide Cornalba è possibile approfondire sull’argomento, invero, salvo diversa indicazione nel contratto di convivenza, le coppie di fatto non applicano il regime della comunione dei beni, a meno che due persone non decidano di possedere congiuntamente un conto corrente, un immobile, un’auto o altro.
In questo caso la comproprietà non si estingue automaticamente con la separazione fino a quando la coppia non decide di proseguire la separazione, cosa che può avvenire di comune accordo, ad esempio vendendo i beni e dividendo il ricavato, oppure vendendo una delle azioni delle parti a qualcuno che vuole comprarlo dall’altra parte.
Se i partner non sono d’accordo, è necessario ricorrere a un giudice.
È possibile presentare ricorso su richiesta di entrambi.
I giudici verificano se la proprietà può essere divisa fisicamente, ad esempio per quanto riguarda una casa che può essere divisa in due unità immobiliari separate o conti correnti.
In caso contrario, l’immobile sarà costretto a vendere e il ricavato sarà distribuito tra gli ex comproprietari.
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