Advertise with Googlier.com Dance Like Shaquille O'Neal https://www.dlso.it/site Quello che ascolterai domani, oggi Fri, 23 Oct 2026 15:05:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Esplorando le galassie di Shabazz Palaces https://www.dlso.it/site/2026/10/23/shabazz-palaces-intervista/ Fri, 23 Oct 2026 15:05:25 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140493

Uscito oggi It’s a Style Sport, ottavo album in studio di Shabazz Palaces e primo full-length dopo i due mini-album Robed In Rareness (2023) ed Exotic Birds Of Prey (2024). Si tratta di un progetto che inaugura un nuovo capitolo musicale per Ishmael Butler, rapper, produttore e musicista statunitense già membro dei Digable Planets. Con…

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Uscito oggi It’s a Style Sport, ottavo album in studio di Shabazz Palaces e primo full-length dopo i due mini-album Robed In Rareness (2023) ed Exotic Birds Of Prey (2024).
Si tratta di un progetto che inaugura un nuovo capitolo musicale per Ishmael Butler, rapper, produttore e musicista statunitense già membro dei Digable Planets.
Con It’s a Style Sport, l’artista torna a giocare all’interno delle coordinate dell’hip-hop, senza rinunciare all’istinto sperimentale su più latitudini che da sempre distingue Shabazz Palaces. Ciò che sembra inedito in questo nuovo disco è uno sguardo più rivolto all’interno: tra beat obliqui, pulsazioni jazz, sintetizzatori sfocati e improvvise aperture melodiche, ripercorre la propria storia personale.

Lo abbiamo raggiunto per approfondire le tematiche del nuovo album.

Intervista a cura di Carolina Barbieri

La tua musica spesso sembra arrivare da un luogo che ancora non esiste. Ti capita mai di pensare che stai facendo musica per un pubblico futuro?
Lo spero. Credo che passato, presente e futuro esistano tutti nello stesso momento. Molta della musica che mi piaceva da bambino era molto strana, particolare, enigmatica. Conosci questa parola?

Quando ho capito che volevo fare musica, credo di aver iniziato a prendere quelle caratteristiche essenziali e a integrarle nella mia sensibilità di musicista. Quindi spero decisamente di fare musica per il futuro.

Ci sono persone che fanno musica semplicemente per inserirsi in un mercato commerciale. Cercano di prevedere cosa ascolterà la gente in quel momento, quindi prendono quello che è popolare e provano a farne una propria versione. Poi vogliono venderla, guadagnare e diventare famose. Questo è un aspetto del fare musica.
Quando si fa musica per il futuro, non significa necessariamente pensare: «Tra dieci anni le persone capiranno questa musica». Significa semplicemente che la musica nasce dai propri istinti e sentimenti, anziché essere guidata da considerazioni commerciali. In certi casi, potrebbe volerci un po’ più di tempo per assimilarla e comprenderla.
Non si fa musica per ragioni commerciali, ma per motivi emotivi, politici o personali. Penso che sia questo di cui stiamo parlando, piuttosto che avere una visione futuristica. È qualcosa di più essenziale, quindi serve più tempo per assimilarla.

Per It’s a Style Sport, ho letto che sei partito da alcune strutture già definite, lasciando poi ai musicisti con cui collabori abitualmente lo spazio per sperimentare e trasformarle. Cosa succede alla tua idea originale quando incontra quella di qualcun altro? Una collaborazione ti ha mai portato in una direzione che non avresti mai immaginato di esplorare da solo?
Sì. A volte le mie idee originali rimangono molto riconoscibili e definite fino al prodotto finale. Altre volte cambiano completamente e diventano qualcosa di totalmente diverso. E poi ci sono tutte le possibilità intermedie.

Quando arrivano altre persone a collaborare, mi aspetto e voglio che portino qualcosa di molto diverso, qualcosa a cui io non avrei mai potuto pensare da solo.
Poi, come persona che guida l’intero progetto, prendo le idee di tutti, le organizzo, le produco e do loro una forma che funzioni con i miei testi e con l’atmosfera del brano.
Ogni volta che qualcuno entra nel progetto e inizia a dare il proprio contributo, la musica diventa qualcosa di diverso. È per questo che l’ho chiamato It’s a Style Sport, perché è davvero come uno sport. È come una squadra. Ognuno ha un ruolo e tutti contribuiscono al gioco. A volte qualcuno gioca particolarmente bene e riesce a dare il meglio di sé, andando oltre quello che fa abitualmente.
Cerco di creare un ambiente in cui tutti possano contribuire alla squadra e aiutarci a vincere. Mi piace il paragone con lo sport perché amo lo sport. Ho praticato sport e ha sempre avuto un ruolo importante nella mia vita. Gioco anche a basket.

Il titolo del tuo nuovo album, It’s a Style Sport, presenta lo stile come una competizione. Ma se il rap è un gioco, chi è il tuo avversario oggi: gli altri rapper, il te stesso del passato o voi stessi?
Sì, il rap è come un gioco. È come una lega, in cui ogni rapper o gruppo è una squadra. Fai parte di quella lega e competi contro tutti gli altri.

Quindi sì, sono tutti gli altri. È una competizione per vedere chi riesce a vincere. Per me, vincere significa avere la presentazione migliore, il prodotto migliore, il massimo dell’unicità e dello stile, e dimostrare le proprie capacità. È così che vedo la competizione, ed è questo che mi piace del gioco e della lega del rap.

Cosa significa per te essere unici?
L’unicità nasce dall’istinto. Si tratta di riuscire a prendere qualcosa di istintivo, qualcosa che pensi possa suonare bene, e portarlo direttamente nella registrazione e nel prodotto finale, senza filtrarlo attraverso le aspettative.

Non cerchi di suonare come qualcun altro, di passare in radio o di preoccuparti di cosa penserà l’etichetta discografica. Avere un percorso diretto tra il tuo istinto e ciò che produci è il modo in cui puoi essere unico.

Ishmael, con i Digable Planets hai fatto parte di un momento molto importante della storia dell’hip-hop, mentre con Shabazz Palaces hai intrapreso un percorso meno prevedibile. Qual è una cosa che hai dovuto disimparare per reinventarti come artista?
È passato molto tempo tra i Digable Planets e Shabazz Palaces. In quel periodo, l’intera industria discografica è passata da un sistema fortemente incentrato sulle etichette a qualcosa di diverso.
All’epoca dovevi firmare con un’etichetta. L’etichetta metteva i soldi per permetterti di andare in studio e realizzare un disco. Poi consegnavi il disco all’etichetta, che si occupava di produrre CD e vinili.
Tra i Digable Planets e Shabazz Palaces, tutto quel sistema è cambiato. Gli home studio sono diventati molto più diffusi, le attrezzature per registrare sono diventate più accessibili e si è iniziato a poter produrre musica professionale direttamente a casa. Quando ho iniziato a fare musica con i Digable Planets, tutto questo era molto meno comune rispetto a oggi.
Inoltre, è diventato possibile pubblicare musica su internet, cosa che non era davvero possibile quando ho iniziato io.
Quindi, la cosa principale a cui ho dovuto adattarmi è stata capire questo nuovo modo di lavorare e trovare il modo di inserire la musica che volevo fare all’interno di questo sistema. Quando sei abituato a fare le cose in un certo modo, può essere difficile passare a una nuova piattaforma. Mi ci sono voluti circa due o tre anni per comprendere davvero quello che stava succedendo e capire come potessi trovare il mio spazio. Questa è stata la differenza più grande.

E pensi che la tua musica sia cambiata?
Decisamente. La mia musica cambia ogni volta che imparo qualcosa, ascolto qualcosa di nuovo, capisco come suonare qualcosa oppure scopro nuovi accordi o una nuova canzone.
È in continua evoluzione. Ci sono nuove attrezzature, nuove drum machine, nuove tastiere e ogni genere di strumenti. Quello che impari, le cose a cui sei esposto, il modo in cui cresci, quello che ti succede nella vita e ciò che riesci a raggiungere attraverso la pratica e lo studio cambiano sempre la tua idea di ciò che è interessante e, di conseguenza, quello che produci.

Agli inizi, Shabazz Palaces era circondato da un certo senso di mistero, mentre oggi agli artisti viene continuamente chiesto di raccontare la propria storia, mostrarsi e spiegare il proprio lavoro online. Pensi che lasciare qualcosa senza spiegazione sia la nuova forma di rivoluzione?
È una piccola rivoluzione, ma sì.
L’industria è cambiata. Un tempo essere un artista significava fare musica e lasciare che fosse quella musica a rappresentare chi eri. Pubblicavi la tua musica sul mercato e le persone reagivano in base alla sua qualità. La sua popolarità dipendeva da quello.
Oggi le cose non funzionano più così. Se pubblichi qualcosa senza accompagnarlo con una presenza sui social media, probabilmente non verrà visto né ascoltato.
È un mondo diverso, con un mercato diverso. È molto difficile mantenere un senso di mistero e anonimato. Era possibile in un mercato differente, ma in quello di oggi, incentrato sui social media, cosa puoi fare? Ci deve essere qualcuno che promuove la tua musica su quelle piattaforme.
Altrimenti ci sono l’intelligenza artificiale, gli algoritmi e le grandi etichette discografiche che pagano per manipolare gli algoritmi e l’IA, spingendo determinati contenuti più in alto rispetto ad altri sulle piattaforme di streaming. Tutte queste cose.
Se non sei tu a parlare per te stesso, diventa difficile riuscire a costruire una presenza nel mercato di oggi.
Esistono ancora artisti underground, soprattutto in alcuni generi. Ma in quei generi potrebbe non essere necessariamente possibile guadagnare, diventare famosi o persino mantenersi. Si finisce per farlo semplicemente come hobby.
Ma se vuoi ottenere concerti e andare in tour, è difficile riuscirci senza partecipare a questo nuovo mercato.

 

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5 dischi per conoscere Westcross https://www.dlso.it/site/2026/10/21/westcross-5-dischi/ Wed, 21 Oct 2026 11:24:48 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140485

C’è un bar in cui la provincia si racconta senza bisogno di alzare la voce, dove le vite si sfiorano, le notti si allungano e la malinconia annega dentro a un bicchiere. È da questo spazio quotidiano, insieme personale e collettivo, che Westcross costruisce bar speranza, il nuovo album uscito il 2 ottobre. Più che…

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C’è un bar in cui la provincia si racconta senza bisogno di alzare la voce, dove le vite si sfiorano, le notti si allungano e la malinconia annega dentro a un bicchiere. È da questo spazio quotidiano, insieme personale e collettivo, che Westcross costruisce bar speranza, il nuovo album uscito il 2 ottobre.

Più che un luogo, il bar è una prospettiva sul mondo: un osservatorio di solitudini, desideri e piccole sconfitte, attraversato da personaggi che sembrano usciti da una sceneggiatura indipendente. L’immaginario guarda alla letteratura di J.R. Moehringer e al cinema di Jim Jarmusch, ma evita la posa cinefila: le immagini servono a dare corpo alle storie, a fermare gesti e conversazioni che altrimenti scivolerebbero via.

Nel raccontare questo piccolo universo, Westcross ha scelto di affiancarsi ad alcune voci del panorama italiano: Massimo Pericolo, TÄRA, Frah Quintale e Dutch Nazari ampliano questa geografia umana, senza trasformarla in una semplice sequenza di collaborazioni.

Lo abbiamo raggiunto per chiedergli quali sono i 5 dischi preferiti.

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Non vogliamo più che siano gli algoritmi a scegliere la nostra musica https://www.dlso.it/site/2026/10/20/ritorno-mp3-gen-z/ Tue, 20 Oct 2026 10:44:42 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140481

In un lettore offline non suona niente che qualcuno non ci abbia messo. Detta così sembra una limitazione, eppure è proprio il motivo per cui qualcuno torna a cercarne uno. Secondo un articolo di The Verge uscito all’inizio di ottobre, le ricerche su Google per «MP3 player» sono quasi triplicate rispetto al 2025. Intorno alla…

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In un lettore offline non suona niente che qualcuno non ci abbia messo.
Detta così sembra una limitazione, eppure è proprio il motivo per cui qualcuno torna a cercarne uno. Secondo un articolo di The Verge uscito all’inizio di ottobre, le ricerche su Google per «MP3 player» sono quasi triplicate rispetto al 2025.
Intorno alla modifica dei vecchi iPod è nata un’intera piccola industria artigianale: si aggiungono Bluetooth e USB-C, si sostituiscono dischi e batterie, si personalizza l’aspetto.

Non si tratta, però, di un’inversione di rotta. Più dei numeri, interessa che cosa vuole chi va a cercarsi un oggetto del genere.
Per anni le piattaforme hanno lavorato per togliere ogni attrito all’ascolto: cataloghi praticamente illimitati, playlist personalizzate, suggerimenti continui. Un iPod rimette l’attrito al suo posto. Bisogna caricare a mano un disco, costruirsi una libreria, decidere in anticipo che cosa ci sarà e che cosa no. Si rinuncia a una parte della comodità in cambio di un’esperienza più intenzionale.

Anche su un servizio di streaming nessuno impedisce di fare lo stesso: si può cercare un album e ascoltarlo dall’inizio alla fine. Lì, però, la scelta è facoltativa, perché i suggerimenti continuano ad arrivare anche quando l’ascoltatore smette di decidere. Nel vecchio lettore questa possibilità non esiste: la mossa successiva spetta sempre a chi ascolta.
Lo streaming ha risolto il problema dell’accesso: tutta la musica, o quasi, a portata di mano. Ma avere accesso a tutto non significa costruire un rapporto con qualcosa. E chi oggi carica a mano un lettore sta dicendo, prima di tutto, che quel rapporto vuole costruirselo da sé.

Intanto anche i supporti fisici stanno vivendo una nuova stagione. Il vinile è da anni al centro del racconto, ma il CD merita altrettanta attenzione. Secondo FIMI, nel 2025 il mercato italiano della musica fisica è cresciuto del 21,9%, con un aumento del 24,2% per il vinile e del 15,1% per i CD. Dei 4,6 milioni di prodotti fisici venduti, il 51% erano CD e il 47% vinili: il vinile genera più ricavi, ma in copie il compact disc pesa più di quanto la narrazione sulla rinascita del vinile lasci intendere.
Negli Stati Uniti la crescita è ancora più netta. Secondo Luminate, nei primi sei mesi del 2026 sono stati venduti 16,3 milioni di CD, il 16% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una parte importante dell’aumento viene dal K-pop, con uscite come ARIRANG dei BTS. Anche escludendo il genere, la crescita resta del 6,7%.

Il K-pop mostra bene quanto sia cambiato il significato dell’oggetto. Un album esce in più versioni, con confezioni, fotografie e materiali pensati per essere raccolti. Il disco diventa parte di un acquisto che riguarda l’appartenenza a una comunità di fan, il rapporto con l’artista, il piacere di possedere qualcosa che non esiste soltanto su uno schermo.
Luminate rileva anche che circa metà degli acquirenti di CD della Gen Z e dei millennial non possiede un lettore. Per una parte di questo pubblico, quindi, il CD può anche essere un oggetto che non si ascolta: qualcosa da possedere, collezionare, esporre. Un modo per dire questo l’ho scelto io, per sostenere un artista e riconoscersi in una comunità.

Tra i CD più venduti in Italia nel 2025 ci sono Orbit Orbit di Caparezza, Tutta vita di Olly, Ranch di Salmo, È finita la pace di Marracash e Volevo essere un duro di Lucio Corsi. Sono tutte uscite contemporanee, nessuna ristampa. Il CD continua a essere un oggetto attraverso cui si esprime il rapporto con gli artisti che si amano. Ma come nasce quel rapporto? E soprattutto, come arriviamo a conoscere un artista prima ancora di decidere di comprarne il disco?
Uno studio presentato alla conferenza CHI 2026 da un gruppo di ricercatori della Sapienza di Roma e di altre istituzioni europee ha seguito venti giovani ascoltatori italiani mentre cercavano nuova musica sulle piattaforme. Quattordici hanno descritto una sensazione di confinamento nelle proprie preferenze: i suggerimenti li riportavano di continuo verso artisti, generi e sonorità già familiari.

Venti persone non sono una generazione, e lo studio raccoglie percezioni, non una misura del comportamento degli algoritmi. Colpisce però il tipo di disagio. Più della quantità dei suggerimenti, pesa il fatto che somiglino troppo a loro stessi. Uno racconta che il sistema lo riporta verso gli artisti più famosi anche quando esplora un genere che conosce bene. Un altro osserva che le raccomandazioni diventano così specifiche da rendere difficile trovare qualcosa di nuovo. L’abbondanza, in sé, non è un problema: lo diventa quando arriva già filtrata attorno a un profilo.
È un disagio che si inserisce in una stanchezza più ampia. MIDiA Research ha rilevato che già nel primo trimestre del 2024 circa due terzi dei consumatori intervistati cercavano di ridurre il tempo passato davanti agli schermi, e collega questa fatica digitale anche all’interesse per esperienze e oggetti fisici.

Niente di tutto questo vuol dire che gli algoritmi siano il nemico. Per milioni di persone sono uno strumento fondamentale per scoprire nuova musica, e un iPod pieno degli stessi dieci dischi non è più curioso di una playlist automatica. Il punto non è quale strumento sia migliore, ma chi fa l’ultima mossa. E sempre più spesso vogliamo che quella mossa torni a essere nostra.
Chi riempie a mano la memoria di un lettore deve fare i conti con ciò che vuole davvero portare con sé. Può scegliere i dischi che conosce a memoria, ma anche quelli che non ha ancora capito, quelli consigliati da un amico, quelli incontrati per caso in un negozio o a un concerto.

Quando qualcuno propone di continuo cosa ascoltare dopo, scegliere da sé smette di essere scontato e diventa un gesto che si nota.

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La musica del passato non è un museo https://www.dlso.it/site/2026/10/16/la-musica-del-passato-non-e-un-museo/ Fri, 16 Oct 2026 13:09:43 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140474

Una partitura antica può indicare le note e lasciare scoperto molto altro: con quale ritmo, su quali strumenti, con quale accordatura, secondo quali pratiche esecutive. Mara Winter, nell’articolo di Devon Leger «Faire Play: The Modern World of Early Music» su Bandcamp Daily, lo spiega con un confronto semplice. Nella musica classica moderna le partiture contengono…

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Una partitura antica può indicare le note e lasciare scoperto molto altro: con quale ritmo, su quali strumenti, con quale accordatura, secondo quali pratiche esecutive. Mara Winter, nell’articolo di Devon Leger «Faire Play: The Modern World of Early Music» su Bandcamp Daily, lo spiega con un confronto semplice.

Nella musica classica moderna le partiture contengono la maggior parte delle informazioni necessarie, cioè dinamica, tempo e altezza. Più si risale indietro, meno informazioni restano. Sulla musica medievale Winter è netta: non sapremo mai come suonasse, né avremo una risposta autorevole su come eseguirla. Per portare il suono fuori dalla pagina, sostiene, bisogna aggiungere un elemento di creatività personale, l’elemento umano. E definisce la preparazione di un’esecuzione un processo creativo e sperimentale.
Il discorso di Winter riguarda il Medioevo e non vale allo stesso modo per ogni repertorio, ma dove la pagina tace qualcuno deve decidere, e ogni decisione contiene già una parte di invenzione. Se anche l’interprete più scrupoloso è costretto a inventare, il confine fra chi esegue la musica antica e chi la usa per scrivere altro diventa più sottile. Resta da capire quanto ci si possa allontanare da una fonte senza perdere il rapporto con ciò da cui proviene. Il passato è anche materiale da studiare e trasformare, e coinvolge musicisti che un repertorio medievale non lo suonano affatto.

È il caso di James Falzone, compositore e clarinettista americano proveniente dal mondo dell’improvvisazione e del free jazz.
Il suo progetto The Early Music Festival nasce quasi per caso, quando viene chiamato a sostituire all’ultimo momento un gruppo a un festival di musica antica. Falzone riunisce alcuni colleghi e affronta il repertorio medievale con un approccio distante dalle interpretazioni classiche più convenzionali. L’esibizione suscita anche reazioni negative, fino ad alcuni messaggi di protesta. Da quell’esperienza nasce però un gruppo stabile e un disco, Lachrymae, in cui i musicisti lavorano anche su una cantiga portoghese medievale. Falzone ritrova nella musica antica qualcosa che conosce già attraverso l’improvvisazione: la libertà di dialogare tra musicisti, sperimentando accordature e modi diversi di far risuonare gli strumenti nello spazio.

Le Tarta Relena sono un duo catalano nato nel 2016 per esplorare le possibilità del canto a cappella, attingendo a repertori antichi e tradizioni musicali del Mediterraneo. Le voci di Helena Ros e Marta Torrella si intrecciano con elementi elettronici, attraversando lingue e forme musicali differenti. Il loro obiettivo non è tanto riportare fedelmente al presente quelle musiche, quanto reinterpretare ciò che le emoziona. Torrella racconta che al duo piace prendere ciò che ama e inserirlo nel proprio universo sonoro, dandogli un contesto nuovo. Helena Ros sottolinea invece l’importanza di dichiarare con precisione le fonti utilizzate. Anche la scelta delle lingue segue questa logica: ciascuna ha una propria cadenza, che influenza le melodie e il modo stesso di cantare.

La Niña, con FURÈSTA, ha intrapreso un percorso che affonda nella tradizione napoletana e in cui la contaminazione arriva anche dalla musica del Trecento e del Quattrocento e dalle opere anonime recuperate negli anni Sessanta e Settanta dai drammaturghi italiani. Ha raccontato di aver studiato gli spartiti antichi durante il processo creativo, cercando un contatto diretto con un linguaggio musicale popolare, prima della sua trasformazione in teatro, canzone o prodotto discografico. Rispetto al problema posto da Winter, la direzione è un’altra: lo spartito antico diventa materia di studio da cui ricavare una scrittura propria, senza dover rispondere a un’esigenza di ricostruzione.

Con Renato Grieco il materiale ereditato non è una partitura ma uno strumento. Danze, pubblicato da Haunter Records, è suonato interamente sulla viola da gamba, strumento legato storicamente ai repertori rinascimentali e barocchi. Grieco però non lo usa per tornare a quei repertori. Già i titoli giocano con quel passato: Danze richiama la suite barocca, e brani come «Allemanna» e «Giga» ne riprendono i nomi. Ma Grieco tiene i nomi e cambia tutto il resto. Compositore napoletano, ha alle spalle una ricerca nella musique concrète, nella manipolazione dei suoni registrati e nelle possibilità espressive dello spazio. In Danze porta questa sensibilità su uno strumento antico, esplorandone le risonanze più che il passo della danza. Della viola da gamba si conosce la storia, ma quella storia non stabilisce che cosa lo strumento possa ancora fare.
Conta anche il luogo. Danze è stato registrato in una piccola chiesa molto riverberante in località Contrada Mare ed è il nucleo di Continua, l’installazione realizzata da Grieco a Lugo di Vicenza nel 2026 per Una Boccata d’Arte. Accanto al disco c’è una struttura scultorea che richiama un campanile. Il drone che attraversa i brani è costruito attorno alla frequenza di una campana fusa appositamente per l’installazione: tra riverbero e oscillazioni d’intonazione, il campanile c’è solo nel suono.

Con BLUEM il materiale cambia natura: è una tradizione viva, legata alla sua formazione, che entra nella scrittura pop. Qui non c’è nessun vuoto da colmare: la tradizione non va ricostruita, perché continua a essere suonata. Così, racconta l’artista, «Lunedì» ha preso senza che lei lo cercasse una cadenza della musica tradizionale sarda, mentre «Domenica» contiene richiami ritmici voluti ai tamburini del Carnevale di Oristano. Nel primo caso la tradizione emerge quasi da sola nel modo di scrivere; nel secondo è una scelta consapevole.
Con «Adele», uscita dopo quei due brani e inclusa nell’album nou, questo rapporto diventa ancora più esplicito. Il brano utilizza una registrazione tratta da una composizione della violinista sarda Adele Madau, che aveva già lavorato sul canto a tenore. BLUEM racconta di aver provato più volte a rendere contemporaneo quel materiale, senza riuscirci. A frenarla era soprattutto la paura di tradire la tradizione modificandone il suono. Nel lavoro di Madau aveva invece trovato quella libertà che le era mancata: la possibilità di trasformare una tradizione senza sentirsi obbligati a riprodurla.

Le proteste ricevute da Falzone, l’insistenza di Helena Ros sul dichiarare le fonti, la paura di BLUEM di tradire un suono: in modi diversi, tutti si chiedono che cosa si debba a ciò che si prende in prestito. Nessuno risponde riproducendolo.

Una partitura incompleta può diventare il punto di partenza di un’improvvisazione, una cadenza popolare può riaffiorare in una canzone elettronica, una viola da gamba può suonare lontanissima da ciò che siamo abituati ad associarle. La fedeltà, qui, non sta nella copia. Sta nella distanza che si sceglie di prendere e nell’onestà con cui la si dichiara.

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SLAM, il festival delle colonne sonore sta per tornare https://www.dlso.it/site/2026/10/16/slam-festival-2026/ Fri, 16 Oct 2026 10:53:27 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140468

SLAM sta per Sounds Like a Movie ed è il giovanissimo Festival internazionale delle colonne sonore organizzato da CAM Sugar. Per la sua seconda edizione in programma per l’11, 12 e 13 dicembre, SLAM ospiterà negli spazi di Triennale Milano concerti, proiezioni, DJ set, listening session, workshop e talk dedicati al mondo del cinema e…

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SLAM sta per Sounds Like a Movie ed è il giovanissimo Festival internazionale delle colonne sonore organizzato da CAM Sugar.
Per la sua seconda edizione in programma per l’11, 12 e 13 dicembre, SLAM ospiterà negli spazi di Triennale Milano concerti, proiezioni, DJ set, listening session, workshop e talk dedicati al mondo del cinema e della musica contemporanei.

Il palinsesto è ricco di voci italiane e internazionali che raccontano l’identità sonora del panorama musicale applicato al cinema, del passato e del presente: tra i primi protagonisti spiccano Jeff Mills e il regista e autore Romain Gavras, ma anche la compositrice e pianista Hania Rani, autrice della colonna sonora del film Premio Oscar 2026 Sentimental Value.
In programma anche un omaggio a Piero Umiliani nel centenario dalla sua nascita con una listening session curata da Joan Thiele e Andrea Fabrizii e un incontro con LA NIÑA e Alfredo Maddaluno che esplorerà il loro lavoro per la colonna sonora del film “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis.
SLAM è soprattutto un’occasione per riscoprire materiale d’archivio come nel caso della listening session dedicata all’unica colonna sonora scritta da Gino Paoli nel 1984, mai pubblicata prima. O ancora per ascoltare dal vivo il debutto di The Session Men, ovvero i 5 musicisti che hanno inciso le colonne sonore del cinema italiano.

Il primo appuntamento da segnarsi è quello del 29 novembre con l’anteprima al Teatro Alla Scala dove verrà proiettato 8½ di Federico Fellini con le musiche di Nino Rota suonate dal vivo dalla Filarmonica della Scala.

Programma completo e tickets qui.

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Tutto quello che ascolterai dopo “Dopamine Chamber” https://www.dlso.it/site/2026/10/16/album-16-ottobre-2026/ Fri, 16 Oct 2026 08:31:50 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140456

Finalmente è arrivato il venerdì dei Fontaines D.C. Ma quando avremo finito con il loro nuovo disco, aggiungeremo in coda la collab di okgiorgio con i Parisi, il disco di Iosonouncane composto per il docufilm scritto e diretto da Elisa Fuksas, l’album di Geolier e tutto il resto che trovi nelle prossime pagine.

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Finalmente è arrivato il venerdì dei Fontaines D.C.
Ma quando avremo finito con il loro nuovo disco, aggiungeremo in coda la collab di okgiorgio con i Parisi, il disco di Iosonouncane composto per il docufilm scritto e diretto da Elisa Fuksas, l’album di Geolier e tutto il resto che trovi nelle prossime pagine.

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5 dischi per entrare nel “Portoluna” di Adriano https://www.dlso.it/site/2026/10/14/adriano-portoluna/ Wed, 14 Oct 2026 13:23:55 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140447

Ci sono dischi che sembrano arrivare da un luogo specifico, ed altri che invece provengono da un altrove difficile da decifrare geograficamente. Portoluna, il nuovo album di Adriano uscito il 25 settembre per peermusic ITALY, ha il passo di certi racconti ascoltati per caso, tra una strada di Catania e una notte che si allunga…

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Ci sono dischi che sembrano arrivare da un luogo specifico, ed altri che invece provengono da un altrove difficile da decifrare geograficamente.

Portoluna, il nuovo album di Adriano uscito il 25 settembre per peermusic ITALY, ha il passo di certi racconti ascoltati per caso, tra una strada di Catania e una notte che si allunga più del previsto. Le sue canzoni raccolgono voci, facce, malinconie, racconti primordiali che disegnano una Sicilia lontana dalle immagini da cartolina, dove il quotidiano può prendere una piega surreale e la tragedia, a volte, finisce per strappare un sorriso.

La musica segue questo teatro di personaggi come se fosse lei stessa l’aedo predisposto a narrarli: accompagna le loro vicende attraverso trame acustiche, ritmi sinuosi, deviazioni funky, blues e bossa nova.

Per entrare meglio nell’altrove colorato di Adriano, abbiamo chiesto all’artista di traghettarci attraverso i dischi che lo hanno formato.

Questi sono i dischi che più hanno arricchito e variegato il mio modo di scrivere e pensare la musica.

Freak — Samuele Bersani

Un disco che amo fin da quando ero bambino, pieno di immagini, metafore e giochi di parole che ti trasportano in un mondo nostalgico, quasi cinematografico.
Il modo in cui scrive Samuele Bersani mi ha sempre affascinato: è come se facesse rimbalzare le parole come un pallone. In alcuni brani ci sento un’atmosfera circense che in qualche modo sento appartenere anche a Eremita.

Comedown Machine — The Strokes

Forse questo è uno degli album meno apprezzati degli Strokes, ma per me resta uno dei più belli. Sono innamorato degli Strokes fin da quando avevo 16 anni.
C’è una malinconia di fondo nelle linee vocali di Julian Casablancas, nella sua voce distorta, nelle chitarre minimali e nella composizione dei brani in generale, che mi ha sempre colpito. Mi sono ispirato tanto a loro per diverse canzoni che ho scritto, ma soprattutto nella scrittura di Viaggiatore.

Italiani Mambo — Sergio Caputo

La poetica e la fantasia di Sergio Caputo, in questo album e in Un Sabato Italiano, per me non hanno eguali. Le storie che racconta sembrano appartenere a un’altra epoca. La sua ironia è la cosa che più mi ha affascinato della sua scrittura fin dal primo ascolto. È una scrittura che riesce a raccontare di situazioni quotidiane trasformandole in qualcosa di quasi surreale con un’accurata descrizione e attenzione ai piccoli dettagli.

Demon Days — Gorillaz

Ricordo di avere guardato il video di Feel Good Inc. almeno una volta al giorno per tutto il 2005. Ero innamorato dell’estetica dei Gorillaz, era la prima volta che vedevo una cosa del genere su MTV.
Questo disco, oltre a essere uno dei motivi principali per cui ho deciso di voler unire musica e illustrazione, è per me un capolavoro assoluto. Mi ha colpito molto l’idea di costruire un universo intorno alla musica, dove i personaggi, le immagini e le canzoni fanno parte della stessa storia.

Fabio Concato (1984) — Fabio Concato

Ho sempre trovato la musica di Concato “gentile” e vicina al modo in cui anche a me piace esprimermi. Nella sua scrittura c’è una leggerezza e una poetica disarmante che ti fa sognare.
Mi piace molto il suo modo di raccontare le piccole cose, le relazioni, la quotidianità, senza avere bisogno di renderle più grandi di quello che sono. C’è una delicatezza non scontata e secondo me è molto difficile riuscire a dire cose profonde con così tanta naturalezza.

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Since I Left You, il disco malinconico che tutti hanno preso per una festa https://www.dlso.it/site/2026/10/14/since-i-left-you-the-avalanches/ Wed, 14 Oct 2026 12:53:27 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140439

All’inizio doveva essere una storia d’amore. Un uomo viaggia per il mondo inseguendo una donna, ma arriva sempre troppo tardi: quando raggiunge una città, lei è già partita per la successiva. Robbie Chater raccontava questa idea a Pitchfork nel 2001, pochi mesi dopo che Since I Left You, il primo album di The Avalanches, aveva…

L'articolo Since I Left You, il disco malinconico che tutti hanno preso per una festa proviene da Dance Like Shaquille O'Neal.

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All’inizio doveva essere una storia d’amore.
Un uomo viaggia per il mondo inseguendo una donna, ma arriva sempre troppo tardi: quando raggiunge una città, lei è già partita per la successiva.
Robbie Chater raccontava questa idea a Pitchfork nel 2001, pochi mesi dopo che Since I Left You, il primo album di The Avalanches, aveva cominciato a circolare fuori dall’Australia. Il gruppo aveva accumulato dischi da ogni parte del mondo e voleva usarli per raccontare quel viaggio. Poi aveva lasciato perdere la trama. Niente personaggi, niente storia riconoscibile: qualcosa di quell’idea, però, sarebbe rimasto nella musica.

Pubblicato nel novembre del 2000, Since I Left You è un album di diciotto tracce costruito quasi interamente con registrazioni altrui: soul, disco, pop, colonne sonore, vecchi sketch comici, frammenti di dialoghi. Le canzoni si susseguono senza quasi mai fermarsi, le voci appaiono e scompaiono, una melodia può riemergere dopo diversi minuti. È un disco pienissimo, eppure leggerissimo all’ascolto: un’ora di musica che sembra una festa alla quale continuano ad arrivare persone.

Il punto è che il gruppo non pensava di aver fatto un disco da festa. Voleva un grande album pop, ma lo immaginava malinconico, un’avventura sentimentale. Fu il pubblico a sentirci soprattutto l’euforia, i ritmi da ballare, l’allegria delle melodie, e Chater stesso se ne stupiva. Basta però tornare alla title track per capire che le due cose non si escludono: è una canzone solare, quasi spensierata, eppure attraversata da una malinconia sottile.

A Melbourne, nella seconda metà degli anni Novanta, Robbie Chater e Darren Seltmann avevano cominciato a lavorare con campionatori e vecchi vinili, curiosi di capire cosa potesse nascere smontando registrazioni esistenti. Attorno a loro si era formato un gruppo che comprendeva anche Tony Di Blasi e il turntablist Dexter Fabay. Per Since I Left You passarono anni ad ascoltare dischi, selezionare frammenti e provare combinazioni, senza una grande struttura produttiva alle spalle né particolari aspettative commerciali.

La cifra che accompagna da sempre il disco è 3.500: tanti sarebbero i campionamenti utilizzati. Nessuno, però, li ha mai contati davvero. Le sessioni erano disordinate e i materiali venivano spesso salvati senza indicazioni sulla provenienza. Dexter spiegò a Pitchfork che nessuno nel gruppo immaginava che così tante persone avrebbero ascoltato il risultato. Quando l’album cominciò a farsi notare all’estero, recuperare le fonti e ottenere le autorizzazioni diventò un problema: alcuni campionamenti furono rimossi o sostituiti, e le varie edizioni non sono del tutto identiche.

È facile fermarsi a quel numero e trasformare Since I Left You in un record del campionamento. Ma The Avalanches non volevano dimostrare quante registrazioni si potessero stipare in un album. Volevano scrivere canzoni. Con campionatori Akai S2000 e un mixer Yamaha Promix 01, rallentavano, tagliavano e ricombinavano frammenti fino a ricavarne melodie e armonie. Seltmann raccontò a Sound on Sound che per costruire un solo cambio di accordi poteva servire anche una settimana.

La title track ne è l’esempio più immediato. Una melodia orchestrale, un ritmo morbido e una voce presa da Everyday dei Main Attraction, aggiunta per ultima. Nell’originale canta la felicità di un incontro; nel nuovo contesto finisce per evocare una separazione. Un campionamento che completa una canzone pop e ne cambia il significato.
In Frontier Psychiatrist, invece, la tecnica diventa comica: vecchi sketch, tra cui quelli del duo canadese Wayne e Shuster, vengono montati attraverso lo scratching di Dexter, creando conversazioni mai esistite sopra una batteria hip-hop e un arrangiamento orchestrale. Il brano nacque quasi per gioco, senza un progetto preciso. È l’altra faccia di un disco capace di unire un lavoro minuzioso alla libertà di sperimentare.

Poi c’è il modo in cui tutto è collegato. A canzoni quasi finite, il gruppo tornò sui frammenti accumulati durante le sessioni per ricavarne brevi passaggi di transizione: idee troppo piccole per diventare brani, ma sufficienti per spostarsi da una canzone all’altra senza interrompere l’ascolto. Il disco prende così una forma continua, più vicina a un lungo mix che a una scaletta di tracce. Per questo funziona meglio dall’inizio alla fine: i materiali ritornano, cambiano contesto, assumono significati diversi. La storia dell’uomo che inseguiva una donna da un paese all’altro è stata abbandonata, ma il movimento è rimasto. Il viaggio non viene raccontato: è diventato il modo in cui il disco è organizzato.

Dopo Since I Left You ci sono voluti sedici anni per ascoltare un secondo album: Wildflower è arrivato nel 2016, We Will Always Love You nel 2020. Un’attesa che ha trasformato il debutto in un oggetto di culto e caricato di aspettative tutto ciò che è venuto dopo. Nel frattempo la formazione si è ristretta: oggi The Avalanches sono un trio, con Chater, Di Blasi e Andy Szekeres. Chater ricorda la lavorazione del primo disco come un periodo di grande libertà, quasi senza pressione, una leggerezza diventata col tempo sempre più difficile da ritrovare.

No Bad Memories, in uscita il 16 ottobre per Modular, prova a recuperarne una parte.
Chater e Di Blasi hanno detto di aver voluto un album consapevolmente più gioioso, veloce e festoso, vicino all’energia del debutto. Sono 31 tracce, con ospiti come Karen O, Jamie xx, Jessy Lanza e Nikki Nair. Stavolta, accanto ai campionamenti musicali, compaiono anche jingle pubblicitari, suoni di avvio dei dispositivi e vecchi loghi sonori. Il titolo è già un piccolo cortocircuito: ricordi che sembrano personalissimi e che invece qualcuno, a suo tempo, ci aveva venduto.

C’è qualcosa di significativo in questo ritorno. Nel 2000 The Avalanches volevano raccontare un’avventura malinconica e si sono ritrovati con un disco che il pubblico ha adottato come colonna sonora di una festa. Ventisei anni dopo, quella festa è diventata un’intenzione.
Il 29 ottobre The Avalanches saranno alle OGR di Torino per l’apertura del C2C Festival, a pochi giorni dall’uscita di No Bad Memories.

Ventisei anni dopo, il gruppo torna a cercare consapevolmente quell’energia festosa che nel debutto era emersa quasi per caso. Eppure, dietro quella festa, è rimasta la malinconia di una storia d’amore mai raccontata fino in fondo.

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Barcellona si prepara al MIRA Festival 2026 https://www.dlso.it/site/2026/10/14/mira-festival-2026/ Wed, 14 Oct 2026 12:46:05 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140443

MIRA, il festival internazionale delle arti digitali e della musica contemporanea, si terrà a quest’anno tra il 6 e il 7 novembre presso la Fira Montjuïc a Barcellona. Il programma, che comprende installazioni audio-visive ed esperienze immersive, è arricchito musicalmente da 27 acts tra cui spiccano i nomi di Arca, AMORE, Grand River, Helena Hauff, Kavari,…

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MIRA, il festival internazionale delle arti digitali e della musica contemporanea, si terrà a quest’anno tra il 6 e il 7 novembre presso la Fira Montjuïc a Barcellona.
Il programma, che comprende installazioni audio-visive ed esperienze immersive, è arricchito musicalmente da 27 acts tra cui spiccano i nomi di Arca, AMORE, Grand River, Helena Hauff, Kavari, Machine Girl, Martin Rev (Suicide), ML Buch, Tortoise, e Shygirl.

Due giorni in cui elettronica d’avanguardia, sperimentazione audiovisiva e arte digitale si incontrano in uno degli appuntamenti più interessanti per chi cerca nuove direzioni nella musica contemporanea.
La quindicesima edizione di MIRA si preannuncia, dunque, come crocevia di traiettorie che mettono al centro la ricerca sonora: la line-up è un puzzle che attraversa elettronica, sperimentazione, post-club, paesaggi ambientali e contaminazioni audiovisive, mettendo in dialogo generazioni e sensibilità differenti.

Scopri il cartellone completo e non perderti l’esperienza di MIRA Festival.

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Manca poco al sogno di vedere FKJ a Milano https://www.dlso.it/site/2026/10/12/fkj-milano-2026/ Mon, 12 Oct 2026 13:03:51 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140435

Il 26 ottobre il polistrumentista francese FKJ sarà in concerto al Fabrique di Milano, dove avremo l’imperdibile occasione di ascoltare per la prima volta dal vivo i brani dal suo ultimo disco Tyber, uscito a settembre. Com’è evidente dalla live session qui sopra, FKJ è uno di quei pochi ad avere il dono di portarti…

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Il 26 ottobre il polistrumentista francese FKJ sarà in concerto al Fabrique di Milano, dove avremo l’imperdibile occasione di ascoltare per la prima volta dal vivo i brani dal suo ultimo disco Tyber, uscito a settembre.

Com’è evidente dalla live session qui sopra, FKJ è uno di quei pochi ad avere il dono di portarti dentro un’altra dimensione: con quel suo mix raffinato di neo-soul, jazz e french house, French Kiwi Juice stratifica il suono che diventa materia terrosa ed eterea insieme. Nelle sue produzioni, infatti, convivono il gusto francese per i dettagli elettronici, il calore del funk, le armonie del jazz e una sensibilità R&B che privilegia il fraseggio e la fluidità.

Più che inseguire un genere preciso, Fenton sembra interessato a capire cosa succede quando linguaggi diversi condividono lo stesso spazio: è bellissimo vederlo mentre si destreggia tra tastiere, chitarre, basso, sax e sintetizzatori in uno spazio liminale tra improvvisazione e controllo.

Proprio per questo crediamo che la sua dimensione live resti una componente fondamentale della sua figura artistica perché è quella che ci rende più tangibile questa sua modalità liquida di fare musica e noi non vediamo l’ora di seguire le infinite strade in cui può portarci il suo live.

In apertura, a settare il mood e l’atmosfera sognante, l’australiano Richie Griner.

Biglietti qui

 

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C2C Festival si prepara alla 25esima edizione https://www.dlso.it/site/2026/10/09/c2c-festival-2026-programma/ Fri, 09 Oct 2026 13:03:14 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140431

L’avant pop di C2C Festival quest’anno soffia su 25 candeline e noi siamo prontissimi a festeggiarlo dal momento che mancano poche settimane  alla nuova edizione: dal 29 ottobre al 1° novembre la kermesse torinese celebra il quarto di secolo con un cartellone d’avanguardia, il più esteso e ambizioso di sempre. Da quest’anno il festival amplia…

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L’avant pop di C2C Festival quest’anno soffia su 25 candeline e noi siamo prontissimi a festeggiarlo dal momento che mancano poche settimane  alla nuova edizione: dal 29 ottobre al 1° novembre la kermesse torinese celebra il quarto di secolo con un cartellone d’avanguardia, il più esteso e ambizioso di sempre.

Da quest’anno il festival amplia la propria presenza diffusa in città: oltre al Lingotto (main venue) e alle OGR, dopo undici anni, ci sarà il ritorno al Teatro Carignano con uno speciale matinée che si terrà sabato 31 ottobre. Mentre la Domenica 1 novembre un evento diffuso toccherà le venue di Le Roi, iconica ballroom ideata dall’architetto Carlo Mollino, e Notorius, tra le location che hanno ospitato primissima edizione di “Club To Club” nel 2002.

La line-up della 25esima edizione porterà sul palco: Robyn, Oklou, Arca, Yung Lean & Bladee, Kelela, The Avalanches,
underscores, Shygirl, Smerz, Grouper, Crystallmess, Chuquimamani-Condori, Chanel Beads, Wendy Eisenberg, Theo Parrish, ML Buch, Marina Herlop, Joanne Robertson, HEADACHE, gyrofield, Fine, Elias Rønnenfelt, DJ Python, KMRU, Kode9 & RP Boo, LIIM, Lorenzo Senni, Picture,
Visible Cloaks, Carl Stone, Clara 3000, Other People with Eli Wewentxu, Fake Samo, Fronte Violeta, Hundebiss with Bladeblanc & Giesse,
NEXUS [Jokkoo Collective], Talpah.

Ultimi biglietti disponibili qui.

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Nuove uscite che ti faranno volare oggi https://www.dlso.it/site/2026/10/09/album-9-ottobre-2026/ Fri, 09 Oct 2026 09:19:00 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140418

Eccolo arrivato un altro venerdì col suo carico eccezionale. Oggi apriamo le orecchie al joint album di Fabri Fibra e Neffa,al ritorno di Remi Wolf e anche ai nuovi singoli di Judeline, Ralphie Choo e Thundercat. Ascolta qui e nelle prossime pagine.

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Eccolo arrivato un altro venerdì col suo carico eccezionale.
Oggi apriamo le orecchie al joint album di Fabri Fibra e Neffa,al ritorno di Remi Wolf e anche ai nuovi singoli di Judeline, Ralphie Choo e Thundercat.

Ascolta qui e nelle prossime pagine.

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I primi nomi di Linecheck 2026 https://www.dlso.it/site/2026/10/08/linecheck-2026-primi-nomi/ Thu, 08 Oct 2026 10:43:20 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140414

Novembre è il mese della Milano Music Week e di Linecheck festival che quest’anno si prepara a un’edizione molto particolare. Dal 18 al 21 novembre, infatti, l’evento tornerà a Milano con un programma serale e live diffuso che coinvolgerà alcuni dei punti nevralgici della scena musicale e culturale milanese. Oltre a BASE come quartier generale,…

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Novembre è il mese della Milano Music Week e di Linecheck festival che quest’anno si prepara a un’edizione molto particolare.
Dal 18 al 21 novembre, infatti, l’evento tornerà a Milano con un programma serale e live diffuso che coinvolgerà alcuni dei punti nevralgici della scena musicale e culturale milanese.
Oltre a BASE come quartier generale, Linecheck coinvolgerà anche Arci Bellezza, Santeria Toscana 31, Germi, Instituto Cervantes e 21 House of Stories Navigli.

Si comincia con una preview il 9 novembre all’Auditorium San Fedele con ANTICO, il progetto di Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte e poi dal 18 si entrerà nel vivo del festival che tra l’altro, oggi, annuncia i suoi primi nomi in line-up: AMORE, restinga, Lembrete e mori per il giorno d’apertura, mentre il venerdì sarà la sera di Toxe, Mechatok,Alakaij B2B s7n e Collective Memory.

In attesa di conoscere il programma completo con gli altri nomi, ti consigliamo di assicurarti un biglietto.

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La musica che colorerà il tuo venerdì https://www.dlso.it/site/2026/09/18/album-18-settembre-2026/ Fri, 18 Sep 2026 10:23:50 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140394

Non è un venerdì senza colori questo finché c’è Giorgio Poi a tingerlo d’arcobaleno col suo nuovo brano e finché c’è musica nuova da Empress Of, Agnes Obel, Dominic Fike.

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Non è un venerdì senza colori questo finché c’è Giorgio Poi a tingerlo d’arcobaleno col suo nuovo brano e finché c’è musica nuova da Empress Of, Agnes Obel, Dominic Fike.

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Ezra Collective, Bonobo e tutto quello che ascolteremo oggi https://www.dlso.it/site/2026/09/11/album-11-settembre-2026/ Fri, 11 Sep 2026 07:34:15 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140382

Siamo già con due piedi dentro settembre ormai e questa è la musica che ci aiuterà a lasciare andare l’estate.

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Siamo già con due piedi dentro settembre ormai e questa è la musica che ci aiuterà a lasciare andare l’estate.

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Milano si prepara al live degli Autechre https://www.dlso.it/site/2026/09/09/autechre-milano-2026/ Wed, 09 Sep 2026 13:54:39 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140378

Gli Autechre tornano a Milano l’11 ottobre all’Alcatraz per una delle due date italiane del tour di twentytwentysix: al primo appuntamento bolognese previsto per il 10 ottobre, infatti, farà seguito il giorno successivo la tappa milanese del tour del duo britannico con uno show organizzato da 3D e Terraforma. Entrambe le date italiane saranno aperte…

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Gli Autechre tornano a Milano l’11 ottobre all’Alcatraz per una delle due date italiane del tour di twentytwentysix: al primo appuntamento bolognese previsto per il 10 ottobre, infatti, farà seguito il giorno successivo la tappa milanese del tour del duo britannico con uno show organizzato da 3D e Terraforma.

Entrambe le date italiane saranno aperte da MDX, progetto di Andy Maddocks (fondatore dell’etichetta di Manchester Skam Records) e dal compositore e producer Bochum Welt.

Info e biglietti per la data milanese qui.

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La musica con cui iniziare settembre https://www.dlso.it/site/2026/09/04/album-4-settembre-2026/ Fri, 04 Sep 2026 09:41:31 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140368

Tempo di tornare alla cara vecchia routine ma sempre assicurandoci che la bella musica sia al nostro fianco. Questo venerdì con la deluxe di Beyoncé per il suo 45esimo compleanno, il nuovo disco di corto.alto. e i brani di Shay Lia con KAYTRANADA, M83, Giuse The Lizia e il resto che trovi qui sotto (e…

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Tempo di tornare alla cara vecchia routine ma sempre assicurandoci che la bella musica sia al nostro fianco.
Questo venerdì con la deluxe di Beyoncé per il suo 45esimo compleanno, il nuovo disco di corto.alto. e i brani di Shay Lia con KAYTRANADA, M83, Giuse The Lizia e il resto che trovi qui sotto (e nelle prossime pagine)

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La musica sui titoli di coda di agosto https://www.dlso.it/site/2026/08/28/album-28-agosto-2026/ Fri, 28 Aug 2026 07:18:11 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140355

Ultimo venerdì di un agosto che nonostante agosto è stato comunque bello denso di uscite. E anche oggi non si smentisce con i nuovi dischi di Erykah Badu e The Alchemist, Dahi, Turnstile e i brani di Empress Of, YENDRY, Ezra Collective.

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Ultimo venerdì di un agosto che nonostante agosto è stato comunque bello denso di uscite.
E anche oggi non si smentisce con i nuovi dischi di Erykah Badu e The Alchemist, Dahi, Turnstile e i brani di Empress Of, YENDRY, Ezra Collective.

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Jorja Smith, Cleo Sol, Mac Miller e le altre uscite di oggi https://www.dlso.it/site/2026/08/21/album-21-agosto-2026/ Fri, 21 Aug 2026 07:57:24 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140344

La musica bella non va in vacanza per cui anche questo venerdì ci tocca prestare le orecchie alle ultimissime uscite, anche perché altrimenti ci perderemmo i nuovi album di Jorja Smith e Cleo Sol, un inedito di Mac Miller e un brano collaborativo di Daniel Caesar e Rex Orange County.

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La musica bella non va in vacanza per cui anche questo venerdì ci tocca prestare le orecchie alle ultimissime uscite, anche perché altrimenti ci perderemmo i nuovi album di Jorja Smith e Cleo Sol, un inedito di Mac Miller e un brano collaborativo di Daniel Caesar e Rex Orange County.

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Musica nuova per rinfrescarsi un po’ https://www.dlso.it/site/2026/08/07/album-7-agosto-2026/ Fri, 07 Aug 2026 07:32:05 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140330

Cerchiamo refrigerio nelle novità musicali per non pensare al termometro che continua a salire. Tra le uscite di oggi ci sono i dischi di Dinner Party (supergruppo di Terrace Martin, Robert Glasper, 9Th Wonder e Kamasi Washington), Overmono e Q, e in playlist i brani di Arlo Parks con John Glacier, Empress Of, DIIV.

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Cerchiamo refrigerio nelle novità musicali per non pensare al termometro che continua a salire.
Tra le uscite di oggi ci sono i dischi di Dinner Party (supergruppo di Terrace Martin, Robert Glasper, 9Th Wonder e Kamasi Washington), Overmono e Q, e in playlist i brani di Arlo Parks con John Glacier, Empress Of, DIIV.

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Gli ascolti recenti di SANO https://www.dlso.it/site/2026/08/05/sano-ascolti-recenti/ Wed, 05 Aug 2026 12:46:44 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140318

“Quando voi forse, allora noi già” è l’ultimo progetto di SANO, cantautore e produttore napoletano che abbiamo già conosciuto nei Thru Collected. Il suo nuovo EP è una dichiarazione di verità: dal momento che non esiste un “noi” senza un “voi”, il racconto si fa corale, si fa dialogo e confronto. La musica diventa un…

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“Quando voi forse, allora noi già” è l’ultimo progetto di SANO, cantautore e produttore napoletano che abbiamo già conosciuto nei Thru Collected.
Il suo nuovo EP è una dichiarazione di verità: dal momento che non esiste un “noi” senza un “voi”, il racconto si fa corale, si fa dialogo e confronto. La musica diventa un disegno aperto, di cui ogni ascoltatore può sentirsi libero di dare la sua interpretazione, riconoscersi, guardarsi come in uno specchio.

In questo lavoro troviamo anche Tutti Fenomeni, IRBIS, ma anche lo zampino di Golden Years, DRAST, Tripolare o Giovanni Truppi.

Abbiamo raggiunto Riccardo per scoprire qualcosa in più sulla musica che lo ha influenzato durante la composizione dell’EP.

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Buon 31/07 con questa musica qui https://www.dlso.it/site/2026/07/31/album-31-luglio-2026/ Fri, 31 Jul 2026 08:35:33 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140309

Ci ricorderemo di questo 31 luglio 2026 perché segna l’arrivo sulle piattaforme streaming del brano “31/07” di Mecna, uscito 15 anni fa e ispirato a “Avril 14th” di Aphex Twin. Finisce naturalmente in playlist con gli altri brani appena usciti, mentre nella slide di seguito trovi i nuovi dischi da ascoltare.

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Ci ricorderemo di questo 31 luglio 2026 perché segna l’arrivo sulle piattaforme streaming del brano “31/07” di Mecna, uscito 15 anni fa e ispirato a “Avril 14th” di Aphex Twin.
Finisce naturalmente in playlist con gli altri brani appena usciti, mentre nella slide di seguito trovi i nuovi dischi da ascoltare.

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La musica che ascolterai oggi https://www.dlso.it/site/2026/07/24/album-24-luglio-2026/ Fri, 24 Jul 2026 09:45:33 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140297

La musica non ci pensa proprio ad andare in vacanza e anzi aumenta il carico proprio quando tu stai per mollare il colpo. Oggi, quasi alla fine di questo luglio rovente, ci sono i nuovi dischi di Charli xcx, The Strokes, Tyla, Willow e ancora un bel po’ di brani nuovi da aggiungere alla rotazione.

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La musica non ci pensa proprio ad andare in vacanza e anzi aumenta il carico proprio quando tu stai per mollare il colpo.
Oggi, quasi alla fine di questo luglio rovente, ci sono i nuovi dischi di Charli xcx, The Strokes, Tyla, Willow e ancora un bel po’ di brani nuovi da aggiungere alla rotazione.

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Ma che bella la musica di questo venerdì https://www.dlso.it/site/2026/07/17/album-17-luglio-2026/ Fri, 17 Jul 2026 08:23:46 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140283

Non ci pensare che è venerdì 17, pensa solo ad ascoltare i nuovi dischi di Steve Lacy, Masego, Syd, Nia Archives e anche i brani di Jordan Rakei, Leon Bridges e la traccia di James Blake con Travis Scott per la colonna sonora originale di The Odyssey.

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Non ci pensare che è venerdì 17, pensa solo ad ascoltare i nuovi dischi di Steve Lacy, Masego, Syd, Nia Archives e anche i brani di Jordan Rakei, Leon Bridges e la traccia di James Blake con Travis Scott per la colonna sonora originale di The Odyssey.

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5 brani per conoscere Only Bee https://www.dlso.it/site/2026/07/13/only-bee-5-brani/ Mon, 13 Jul 2026 12:04:56 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140271

Incontrare la musica di Only Bee in questi giorni senza respiro è come aprire le finestre in città e fare una boccata d’aria marina. Un’illusione ma tant’è, dal momento che il suo primo singolo uscito venerdì via Soul Express Records si intitola proprio “Sembra vero” e sprigiona una freschissima aria di house mediterraneo. La conosciamo…

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Incontrare la musica di Only Bee in questi giorni senza respiro è come aprire le finestre in città e fare una boccata d’aria marina.
Un’illusione ma tant’è, dal momento che il suo primo singolo uscito venerdì via Soul Express Records si intitola proprio “Sembra vero” e sprigiona una freschissima aria di house mediterraneo.

La conosciamo meglio in attesa delle sue prossime mosse musicali, con i 5 brani che raccontano il suo profilo artistico.

1. GIORGIA – Un amore da favola

Giorgia è stata una delle prime voci femminili di cui mi sono innamorata. Da bambina il mio lettore CD ha letteralmente consumato questo disco, insieme a molti altri suoi album. Ricordo ancora quando cercavo di trascrivere i testi su un quaderno mentre ascoltavo le sue canzoni, provando a cantarle tutte. Solo molti anni dopo ho scoperto che Mangio troppa cioccolata, l’album che contiene questo brano, è prodotto da Pino Daniele, un altro artista fondamentale e protagonista dei miei ascolti da sempre. Ripensandoci oggi, mi sembra quasi inevitabile che quei due mondi si siano incontrati così presto nella mia vita.

2. MS. LAURYN HILL – I Gotta Find Peace of Mind

Ho scoperto Lauryn Hill da piccolissima e da quel momento non ha mai smesso di accompagnarmi. Avrei potuto scegliere altro, ma I Gotta Find Peace of Mind è riapparso in un momento in cui avevo davvero bisogno di lui. Mi ha accompagnata durante una fase di stallo che poi si è trasformata in un grande cambiamento, ricordandomi quanto sia importante cercare la propria pace interiore. La sua voce, il suo modo di stare dentro ogni parola, il suo sound: tutto in lei continua a ispirarmi. Ogni volta che la ascolto sento nascere il desiderio di trasmettere la stessa verità attraverso la musica.

3. MINA – Amante amore

Mina è una presenza costante nella mia vita. È una di quelle artiste che non smettono mai di sorprenderti: classica e modernissima allo stesso tempo, elegante, libera, inesauribile. Continuo a scoprire sue canzoni ancora oggi. Ho scelto Amante amore perché, tra i tanti brani che mi fanno riflettere, questo riesce soprattutto a divertirmi. Mi fa sentire leggera e mi riporta alle serate più belle con le mie amiche. È una canzone che associo alla felicità più semplice.

4. ADEVA – Respect

Questa traccia mi ha davvero aperto la mente. Mi ha fatto capire, ancora una volta, quanto sperimentare con la musica possa portare a risultati sorprendenti. È una reinterpretazione in chiave soulful house di Respect: un brano che tutti associamo ad Aretha Franklin, ma che in realtà era stato inciso per la prima volta da Otis Redding, prima che Aretha lo rendesse immortale. Pensavo che sarebbe stato impossibile farmi amare un’altra versione di questa canzone, vista la devozione che provo per Aretha e per la sua interpretazione. E invece Adeva ci è riuscita. La sua Respect non sostituisce l’originale, ma la guarda da un’altra prospettiva, con un’identità tutta sua. È una canzone che mi ha insegnato a non avere paura delle riletture e dei cambi di prospettiva, nella musica come nella vita.

5. ETTA JAMES – At Last

Infine, At last. Cantare At Last è una sensazione difficile da spiegare: mi libera completamente. È una canzone che porto nel cuore anche perché l’ho cantata infinite volte con mio padre alla chitarra. È diventata il nostro cavallo di battaglia. Ogni volta che la ascolto torno immediatamente a quei momenti, noi due davanti alla nostra famiglia, immersi in quel silenzio speciale che si crea quando la musica riesce davvero a unire tutti. Per me questa canzone ha il suono di casa.

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Un venerdì abbastanza affollato https://www.dlso.it/site/2026/07/10/album-10-luglio-2026/ Fri, 10 Jul 2026 08:13:36 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140261

Ci sono gli amici immaginari dell’EP di fenoaltea e gli avatar del nuovo disco di Kelela e poi un sacco di be featuring tra Dahi con Childish Gambino, Nia Archives con Jorja Smith e la stessa Kelela con PinkPantheress.

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Ci sono gli amici immaginari dell’EP di fenoaltea e gli avatar del nuovo disco di Kelela e poi un sacco di be featuring tra Dahi con Childish Gambino, Nia Archives con Jorja Smith e la stessa Kelela con PinkPantheress.

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La playlist del sole di Ceri Wax https://www.dlso.it/site/2026/07/09/ceri-wax-sun-playlist/ Thu, 09 Jul 2026 15:24:10 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140256

Lo scorso venerdì è tornato il nostro producer del cuore Ceri Wax con due brani che omaggiano la dance tradizionale italiana alla Gigi D’Agostino. “Sun Boy” e “Sun Friend” sono la side A e la side B di questo piccolissimo EP il cui unico scopo è quello di portarci sul dancefloor, anche solo con la…

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Lo scorso venerdì è tornato il nostro producer del cuore Ceri Wax con due brani che omaggiano la dance tradizionale italiana alla Gigi D’Agostino.
“Sun Boy” e “Sun Friend” sono la side A e la side B di questo piccolissimo EP il cui unico scopo è quello di portarci sul dancefloor, anche solo con la mente, con la punta delle dita che batte sulla scrivania o con il tacco-punta che non si arresta al di sotto di una sedia.
Questi brani sono sfavillanti di energia e proprio per questo ci siamo fatti preparare proprio da Ceri una playlist di ascolti soleggiati per illuminare le tue giornate.

Qui il player, il racconto nelle prossime pagine

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Puntine #224 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/07/08/puntine-224-canzoni-da-ricordare/ Wed, 08 Jul 2026 12:48:16 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140238

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Antony Szmierek, 47SOUL, CCCC, mary in the junkyard e 5 Puntine live su YouTube.
Questa è l’ultima puntata di Puntine che scrivo, è stato un piacere e un onore.
Grazie per aver letto e ascoltato la musica bella – che gli altri ascolteranno domani – con me.

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La musica in cui vorremmo mettere le radici oggi https://www.dlso.it/site/2026/07/03/album-3-luglio-2026/ Fri, 03 Jul 2026 07:20:06 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140229

Poche uscite ma quelle che servono per saldarsi fermamente dentro le nostre orecchie.

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Poche uscite ma quelle che servono per saldarsi fermamente dentro le nostre orecchie.

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Manca pochissimo al Jazz Open Modena Festival https://www.dlso.it/site/2026/07/02/jazz-open-modena-festival/ Thu, 02 Jul 2026 08:33:25 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140225

Dopo più di trent’anni a Stoccarda, il Jazz Open sbarca per la prima volta in Italia dal 13 al 18 luglio. Il festival “jazz and beyond” curato dal fondatore Jurgen Schlensog, si svolgerà in tre luoghi della città emiliana: Piazza Roma con il main stage, il Baluardo che ospiterà la programmazione più propriamente jazz, e…

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Dopo più di trent’anni a Stoccarda, il Jazz Open sbarca per la prima volta in Italia dal 13 al 18 luglio.
Il festival “jazz and beyond” curato dal fondatore Jurgen Schlensog, si svolgerà in tre luoghi della città emiliana: Piazza Roma con il main stage, il Baluardo che ospiterà la programmazione più propriamente jazz, e il Giardino Ducale Estense con le proposte più emergenti.

On stage due star come Moby e Gregory Porter, ma anche Diana Krall, Jamie Cullum, Parov Stellar, Meute e Jean-Michel Jarre.
Non mancheranno anche proposte nostrane come sleap-e, Godblesscomputers e C’mon Tigre.
Insomma, una formula che abbraccia una vasta gamma di generi dal jazz alla techno, passando per l’elettronica più sperimentale che trasformerà il cuore di Modena in un palco vibrante a cielo aperto.

Scopri il programma qui e più info sui biglietti.

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Puntine #223 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/07/01/puntine-223-canzoni-da-ricordare/ Wed, 01 Jul 2026 15:26:58 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140210

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Sari Lightman, The Hobknobs, Julia Holter e 5 Puntine live su YouTube.

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Fare le cose in modo semplice: intervista a Mac DeMarco https://www.dlso.it/site/2026/06/30/mac-demarco-intervista/ Tue, 30 Jun 2026 11:33:11 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140204

Per noi che lo seguiamo dagli esordi, che lo ascoltiamo nelle giornate ridenti e anche in quelle tristi, che sorridiamo alle sue facce buffe da palcoscenico e restiamo con gli occhi chiusi quando ci sono solo lui e la sua chitarra, intervistare Mac DeMarco è stato come un sogno. E già. A volte, fortunatamente, succede…

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Per noi che lo seguiamo dagli esordi, che lo ascoltiamo nelle giornate ridenti e anche in quelle tristi, che sorridiamo alle sue facce buffe da palcoscenico e restiamo con gli occhi chiusi quando ci sono solo lui e la sua chitarra, intervistare Mac DeMarco è stato come un sogno.
E già. A volte, fortunatamente, succede che qualcuno si avvera e tu ti ritrovi a parlare su zoom con uno dei tuoi artisti preferiti.
Entra nella tua camera, la stessa in cui spesso risuona la sua musica.

Congratulazioni per l’album e per le date in Italia. L’album “Guitar” è più introspettivo, semplice e poetico rispetto ai tuoi lavori precedenti. Da dove nasce questa scelta di tornare a un approccio più essenziale?
“Non lo so davvero. Non credo di averci pensato troppo. Credo che “Guitar” sia semplicemente venuto fuori da me. È anche indicativo del tipo di musica che ascolto oggi. Forse è anche perché faccio questo da più tempo. Non so se sia più sicurezza, ma so cosa mi piace e non sento il bisogno di nascondermi dietro tanta produzione. Volevo solo fare qualcosa di conciso. È sembrato tutto naturale.”

Hai una chitarra preferita o legata a dei ricordi?
“Non ho mai dato nomi alle chitarre, ma ne ho alcune che sono con me da tanto tempo. Sono terribile a buttare via le cose, quindi le tengo quasi tutte. C’è una chitarra elettrica che ho usato per tutti gli album fino a Another One, e quella per molte persone è ‘la mia chitarra’. Poi ce n’è una acustica usata per anni nei dischi. E ne ho una che era di mio padre, che è molto preziosa per me. Ne ho molte, non le suono tutte spesso, ma ogni tanto ne tiro fuori una vecchia ed è bello.”

Quante chitarre hai adesso?
“Direi circa una ventina. Ma non sono chitarre impressionanti o costose. Sono tutte un po’ di merda a modo loro. Però mi piace anche questo.”

Nel disco usi chitarra acustica ed elettrica e parli di relazioni: c’è una connessione tra questi elementi?
“Non ci avevo davvero pensato, ma mi piace l’idea. Forse c’è qualcosa lì dentro. È sempre stato difficile per me far convivere due chitarre senza che si intralcino. Quindi sì, è interessante.”

Com’è stato il processo di scrittura e produzione di questo album?
“Sono impazzito un po’ e ho fatto un altro disco prima di questo. Poi mi sono perso nel processo di demo e ho pensato di cambiare tutto. Alla fine ho smontato tutto e mi sono seduto sul divano. Ho fatto le cose come faccio di solito, in modo semplice. E quello che è uscito dalle demo è rimasto. Studio a Los Angeles, senza grandi cose. È stato liberatorio concentrarsi solo sulle canzoni.”

Come scrivi oggi musica e testi?
“Oggi succede tutto insieme. A volte il testo influenza la melodia. Scrivo una linea, continuo, e la chitarra è lì con me. Tutto arriva insieme. Dopo aggiungo batteria, basso e magari un’altra chitarra se serve.”

Da dove arriva l’ispirazione per questo disco?
“Molte colonne sonore, musica più lirica e semplice. E anche artisti come Lou Reed. Inoltre ho passato del tempo nel Pacific Northwest prima di farlo, e quell’atmosfera è rimasta dentro. I luoghi ti restano addosso.”

Questo album sembra meno nostalgico ma comunque malinconico. C’è anche speranza?
“Sì, credo ci sia. È un po’ come: ci sono problemi, ma anche… chi se ne frega, divertiamoci. Da giovani tutto è più drammatico. Ora è più equilibrato.”

Fare musica è più difficile oggi o quando eri più giovane?
“È diverso. Da giovane non pensi troppo, succede tutto in modo naturale. Ora c’è più consapevolezza e anche più cose nella vita. Non potrei fare la musica che facevo allora, ma nemmeno allora avrei potuto fare quella di oggi. Va bene così. Sono contento di tutto quello che c’è stato.”

Ti piacerebbe fare una colonna sonora?
“Forse sì, ma solo se fosse qualcosa di importante per me o per qualcuno importante. Non sono molto bravo a ricevere note o cambiamenti. Se consegno qualcosa e mi danno feedback, probabilmente direi che era meglio prima. Non è proprio il mio forte.”

Hai rimpianti o progetti che avresti voluto fare?
“Non davvero. Cerco di andare avanti. A volte penso ai mix o a come avrei fatto diversamente, ma poi passa e finisci per amarli così come sono. Sto seguendo una strada e continuo su quella. C’è ancora mistero, e lo scoprirò col tempo.”

Cosa pensi di AI e nuove tecnologie nella musica?
“Non sono molto dentro a queste cose. Mi sento fortunato perché sono arrivato prima del grande cambiamento. Oggi è tutto un po’ folle. È difficile per i nuovi artisti emergere. Però forse questo creerà nuove strade.
Il problema è che molta gente salta la parte importante, cioè fare arte. Tutti pensano a numeri e soldi, e allora non importa più se è umano o no.
E mi preoccupa anche la disonestà, tipo ‘questa band non è reale ma non te lo dico’. È strano. Meglio che resti chiaro.”

Che consiglio dai ai giovani che vogliono fare musica?
“Ho sempre detto la stessa cosa: fallo e basta. Divertiti a fare arte e trova persone nella tua zona che lo fanno. Oggi c’è tantissima informazione online, ma una volta dovevi capire tutto da solo. Internet aiuta, ma l’esperienza reale è diversa.”

Hai scoperto nuova musica italiana o artisti emergenti?
“Mi vengono in mente cose italo-americane. Poi c’è una band chiamata Gigi Girls che ho conosciuto tramite Ryan Paris. Fanno un tipo di disco molto divertente. E poi ci sarà Otto Benson che aprirà i concerti in Italia con noi. Ha le idee giuste. In generale ci sono cose buone in giro, anche se oggi è difficile.”

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La colonna sonora dell’ultimo weekend di giugno https://www.dlso.it/site/2026/06/26/la-colonna-sonora-dellultimo-weekend-di-giugno/ Fri, 26 Jun 2026 09:17:57 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140189

L’ultimo venerdì di giugno ci regala un nuovo brano di Steve Lacy con SZA e i dischi delle Ibeyi e okgiorgio.

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L’ultimo venerdì di giugno ci regala un nuovo brano di Steve Lacy con SZA e i dischi delle Ibeyi e okgiorgio.

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Puntine #222 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/06/24/puntine-222-canzoni-da-ricordare/ Wed, 24 Jun 2026 13:36:24 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140177

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: SOAK, Yehra, Blumi e 4 Puntine live su youtube.

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Uscite fresche per sopravvivere al caldo https://www.dlso.it/site/2026/06/19/album-19-giugno-2026/ Fri, 19 Jun 2026 07:45:25 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140163

Più l’estate avanza e più vitamine ci servono per affrontarla. Le nostre preferite vengono sempre dalla musica e questa è quella nuova appena uscita. In playlist e nelle prossime pagine con MADAME, Tierra Whack, The Alchemist e molto altro ancora.

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Più l’estate avanza e più vitamine ci servono per affrontarla.
Le nostre preferite vengono sempre dalla musica e questa è quella nuova appena uscita.

In playlist e nelle prossime pagine con MADAME, Tierra Whack, The Alchemist e molto altro ancora.

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Loud Garden Festival porta l’elettronica contemporanea a Siracusa https://www.dlso.it/site/2026/06/18/loud-garden-festival-2026/ Thu, 18 Jun 2026 14:05:24 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140158

C’è un nuovo festival da aggiungere alla guida di quest’anno. Fa il suo debutto l’1 agosto a Siracusa la prima edizione di Loud Garden Festival, nuovo progetto dedicato alla musica elettronica contemporanea che nasce dall’unione di Garden House Club e la piattaforma Loud Contact. Live e dj set si alterneranno dal tramonto all’alba negli spazi…

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C’è un nuovo festival da aggiungere alla guida di quest’anno.
Fa il suo debutto l’1 agosto a Siracusa la prima edizione di Loud Garden Festival, nuovo progetto dedicato alla musica elettronica contemporanea che nasce dall’unione di Garden House Club e la piattaforma Loud Contact.

Live e dj set si alterneranno dal tramonto all’alba negli spazi di Garden House XXL con due palchi che saranno animati da techno e house insieme a Marcel Dettmann, Donato Dozzy, Francesco Del Garda e Anthea.
In cartellone anche GNMR, Gianmarco Orsini, Lumiere e Innerlakes, nuovi nomi della club culture contemporanea.

Biglietti qui 

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Puntine #221 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/06/17/puntine-221-canzoni-da-ricordare/ Wed, 17 Jun 2026 11:38:52 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140145

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Quinn Oulton, Dana and Alden, Lowtopic e Marci.

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Non dormire sulle nuove uscite https://www.dlso.it/site/2026/06/12/album-12-giugno-2026/ Fri, 12 Jun 2026 08:34:44 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140129

Golden Years è tornato con un carico di vitamine energizzanti nel suo nuovo EP “FRUTTA E VERDURA”, poi c’è il nuovo disco dei Tamango e quello di Olivia Rodrigo, mentre in playlist i brani di Ye, Il Mago del Gelato e Laila Al Habash.

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Golden Years è tornato con un carico di vitamine energizzanti nel suo nuovo EP “FRUTTA E VERDURA”, poi c’è il nuovo disco dei Tamango e quello di Olivia Rodrigo, mentre in playlist i brani di Ye, Il Mago del Gelato e Laila Al Habash.

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Cosa ascoltiamo oggi? https://www.dlso.it/site/2026/06/05/album-5-giugno-2026/ Fri, 05 Jun 2026 08:32:07 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140112

Primo venerdì del mese ci regala il ritorno di Steve Lacy che ha annunciato il prossimo album in uscita a luglio, ma anche i dischi di Jalen Ngonda, Navy Blue e quello del producer Jolly Mare che rilegge il prezioso archivio di Piero Umiliani.

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Primo venerdì del mese ci regala il ritorno di Steve Lacy che ha annunciato il prossimo album in uscita a luglio, ma anche i dischi di Jalen Ngonda, Navy Blue e quello del producer Jolly Mare che rilegge il prezioso archivio di Piero Umiliani.

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Puntine #220 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/06/03/puntine-220-canzoni-da-ricordare/ Wed, 03 Jun 2026 12:28:55 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140104

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Death Cab for Cutie, Hillsboro, Phoenix James, Horatio Luna.

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La musica con cui finisce maggio https://www.dlso.it/site/2026/05/29/album-29-maggio-2026/ Fri, 29 May 2026 08:55:06 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140084

Maggio è stato un bel mese ricco di uscite che in quest’ultimo venerdì ci regala musica nuova di Blood Orange, Anderson .Paak, Labrinth e tanto altro.

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Maggio è stato un bel mese ricco di uscite che in quest’ultimo venerdì ci regala musica nuova di Blood Orange, Anderson .Paak, Labrinth e tanto altro.

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22 nuovi artisti si aggiungono alla line up di C2C Festival 2026 https://www.dlso.it/site/2026/05/27/nuovi-artisti-c2c-festival-2026/ Wed, 27 May 2026 13:40:18 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140081

C2C Festival annuncia 22 nuovi artisti che si aggiungono al programma principale di Torino che avrà luogo da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre 2026. Dopo aver rivelato il cartellone per il 25esimo anniversario, con show esclusivi tra cui Yung Lean & Bladee, Robyn, Kelela, Oklou e underscores, C2C Festival amplia la lineup con…

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C2C Festival annuncia 22 nuovi artisti che si aggiungono al programma principale di Torino che avrà luogo da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre 2026.

Dopo aver rivelato il cartellone per il 25esimo anniversario, con show esclusivi tra cui Yung Lean & Bladee, Robyn, Kelela, Oklou e underscores, C2C Festival amplia la lineup con ulteriori 19 show: The Avalanches, Shygirl, Smerz, HEADACHE, Grouper, Wendy Eisenberg, Visible Cloaks, ML Buch, Marina Herlop, Kode9 & RP Boo, LIIM, Elias Rønnenfelt, Anelena Toku & Carla Boregas presents Fronte Violeta, Bladeblanc & Giesse, Carl Stone, Eli Wewentxu, Fake Samo, NEXUS [Jokkoo Collective], Talpah.

 

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Si parte con The Avalanches e Shygirl il giovedì e si chiude in bellezza con gli show di Marina Herlop e il debutto italiano di HEADACHE la domenica.
Ancora una volta C2C Festival si conferma un appuntamento immancabile per chi la musica non solo la ama, ma vuole scoprirla sempre di più e a più latitudini.

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Puntine #219 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/05/27/puntine-219-canzoni-da-ricordare/ Wed, 27 May 2026 12:58:36 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140034

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Ibeyi, Mario Rossi fa rap, Shannon Lay, Tugboat Captain.

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La collezione di dischi di Tresca Y Tigre https://www.dlso.it/site/2026/05/26/tresca-y-tigre-collezione-dischi/ Tue, 26 May 2026 14:39:02 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140068

Era già scattato il colpo di fulmine ma vederli al MI AMI quest’anno è stato il colpo di grazia definitivo: siamo innamorati dell’energia e della freschezza di questo trio composto dalla cantante e rapper italo‐colombiana Sicala e il duo di produzione e sound design Trampa. Tresca Y Tigre hanno da poco pubblicato un nuovo EP…

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Era già scattato il colpo di fulmine ma vederli al MI AMI quest’anno è stato il colpo di grazia definitivo: siamo innamorati dell’energia e della freschezza di questo trio composto dalla cantante e rapper italo‐colombiana Sicala e il duo di produzione e sound design Trampa.
Tresca Y Tigre hanno da poco pubblicato un nuovo EP intitolato “Casi Caustica, Casi Nada” che fa convogliare nel solco dell’Hip Hop esplorazioni su strade differenti come quella del reggaeton, della cumbia e del dembow.
Curiosi di capire cosa c’è dietro questo melting-pot di influenze, abbiamo raggiunto il trio per sbirciare nella loro collezione di dischi.

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Banda Maje consiglia 10 pezzi per sognare l’estate https://www.dlso.it/site/2026/05/26/banda-maje-playlist-estate/ Tue, 26 May 2026 14:15:50 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140052

Anche quest’anno l’estate è entrata senza bussare e anche dalla porta del tuo bilocale in città. Fortuna che ci sono progetti come quello di Banda Maje che con il loro funk cinematografico e salsedinoso, portano un po’ di mare e freschezza costiera anche nel tessuto urbano. Il loro ultimo disco uscito il 15 maggio si…

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Anche quest’anno l’estate è entrata senza bussare e anche dalla porta del tuo bilocale in città.
Fortuna che ci sono progetti come quello di Banda Maje che con il loro funk cinematografico e salsedinoso, portano un po’ di mare e freschezza costiera anche nel tessuto urbano.
Il loro ultimo disco uscito il 15 maggio si intitola proprio “Costa Sud” e intreccia groove partenopeo con echi di colonne sonore che hanno reso grande il nostro cinema.

Ci siamo fatti consigliare 10 dischi da mettere in play per sognare l’estate al mare.

Ciao agli amici di DLSO, siamo i Banda Maje e abbiamo raccolto dieci brani in ordine sparso che, ogni volta che li ascoltiamo, riescono a trasportarci immediatamente dentro un immaginario estivo molto preciso.
Non sono necessariamente canzoni che parlano d’estate, ma brani che ogni anno ci riportano automaticamente lì, tra giornate lentissime, musica all’aperto e quella sensazione collosa che solo l’estate sa creare.

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5 dischi sinceri (+1) secondo Rareș https://www.dlso.it/site/2026/05/26/rares-dischi-sinceri/ Tue, 26 May 2026 13:47:36 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140033

Il fatto è che quando un artista è raffinato te ne accorgi anche dagli album che sceglie quando gli chiedi che musica ascolta. Rareș, nomen omen, è tra quei cantautori preziosi della nuova scena italiana che si contano sulla punta delle dita: il suo gusto sopraffino per gli ascolti è lo specchio di una maturità…

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Il fatto è che quando un artista è raffinato te ne accorgi anche dagli album che sceglie quando gli chiedi che musica ascolta.
Rareș, nomen omen, è tra quei cantautori preziosi della nuova scena italiana che si contano sulla punta delle dita: il suo gusto sopraffino per gli ascolti è lo specchio di una maturità artistica unica per un ragazzo della sua età, che naturalmente ritroviamo anche nel suo ultimo disco Sincero!

In questo nuovo progetto Rareș racconta in undici canzoni la fine di una storia d’amore insieme anche ad alcuni compagni di viaggio come Giovanni Truppi, faccianuvola e iako.
Un groviglio complesso di emozioni particolari si snoda in un modo di raccontare universale, semplificando (più musicalmente che a livello testuale) stati d’animo difficili da esporre, in primis a se stessi, figuriamoci agli altri.

Gli abbiamo chiesto, come dicevamo nell’intro, di raccontarci secondo lui quali sono i 5 dischi (+1) più sinceri.

1. Martin Rev — See Me Ridin’

Un disco intimo, la cui produzione mi ha completamente stregato. All’inizio volevo che il mio album suonasse così. Lo trovo profondamente vero anche per il suo programma dichiarato: gli echi del pop e dell’r&b americano anni ’50 e ’60 che Martin Rev ascoltava per le strade di New York durante l’adolescenza. (o perlomeno così dice l’interno del vinile)
Consiglio: I Heard Your Name

2. Belle Grand Fille — Noël nouvelet

Un disco che non smette di commuovermi e che ho ascoltato sia d’estate che d’inverno, nonostante sia una raccolta di canti natalizi. Lo sento molto vicino alla tradizione delle colinde, i canti di Natale rumeni. C’è qualcosa di antico e familiare che continua a tornarmi addosso ogni volta che lo ascolto.
Consiglio: Un flambeau, Jeannette, Isabelle

3. The Magnetic Fields — 69 Love Songs

Un disco che ho riascoltato molte volte nella vita. Un’opera delicata e reale, a tratti buffa, sicuramente prolissa. Riesce a essere leggerissima ed intensa allo stesso tempo.
Consiglio: I Don’t Want to Get Over You

4. Nelu Ploieșteanu — Am iubit și-am să iubesc

Una compilation di muzică lăutărească, genere tradizionale della Romania e dei Balcani più in generale, legato anche alla cultura rom. È un disco dolcissimo e divertentissimo, sia nei testi che nella musica, anche per chi non dovesse comprendere la lingua.
Consiglio: Trec țiganii, trec

5. Gică Petrescu — Cântece de petrecere

Interprete e compositore di musica leggera, popolare e da festa. Ha scritto una delle mie canzoni preferite, Căsuța noastră. In questi anni ho ascoltato molta musica rumena: sento una curiosità naturale verso questi artisti, li studio e ascolto sempre volentieri.

BONUS

Meara O’Reilly — Hockets for Two Voices

Amo la voce e la sua espressività, allo stesso tempo limitata e infinita. Trovo questo disco molto ispirato, diretto e chiarissimo. Mi ricorda anche certe correnti minimaliste che amo molto e da cui ho preso spesso ispirazione libera negli arrangiamenti di Sincero!.

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La sfilata di uscite di questo venerdì https://www.dlso.it/site/2026/05/22/album-22-maggio-2026/ Fri, 22 May 2026 08:48:15 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140012

Cosa c’è in passerella oggi? Charli xcx apre la SS26 con il nuovo singolo, c’è il debutto di fakemink ma anche il terzo capitolo di From The Rooftop di Coez e un po’ di brani da aggiungere alla rotazione.

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Cosa c’è in passerella oggi?
Charli xcx apre la SS26 con il nuovo singolo, c’è il debutto di fakemink ma anche il terzo capitolo di From The Rooftop di Coez e un po’ di brani da aggiungere alla rotazione.

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Urbaphonia: leggere lo spazio urbano attraverso il suono https://www.dlso.it/site/2026/05/21/urbaphonia-spazio-urbano-suono/ Thu, 21 May 2026 12:38:58 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=140009

Dopo la preview di aprile da Combo Torino, il progetto Urbaphonia è pronto a entrare nel vivo il 23 e il 24 maggio sulla Pista 500 della Pinacoteca Agnelli. L’evento curato da Recall che unisce musica e sound art vuole esplorare lo spazio urbano attraverso la materia musicale: la città non è solo un semplice…

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Dopo la preview di aprile da Combo Torino, il progetto Urbaphonia è pronto a entrare nel vivo il 23 e il 24 maggio sulla Pista 500 della Pinacoteca Agnelli.
L’evento curato da Recall che unisce musica e sound art vuole esplorare lo spazio urbano attraverso la materia musicale: la città non è solo un semplice contesto ma diventa protagonista attiva dell’esperienza proposta da Urbaphonia dove architetture sonore si intrecciano con live performance e dj set.

Nei due giorni dedicati all’evento la Pista 500 di Torino accoglierà due stage e il portale sonoro sviluppato dal collettivo Neuf Voix dove si alterneranno elettronica, dub, alternative pop, ambient.
Tra i nomi in line-up ci saranno il compositore e sassofonista britannico Ben Vince, la producer Cooly G, nome di culto della scena Hyperdub e il progetto dei Canzonieri che combinano acustica ed elettronica insieme a un personalissimo immaginario visivo.

Scopri il programma completo e registrati gratuitamente su DICE per partecipare.

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Musica oltre i tre dischi di Drake https://www.dlso.it/site/2026/05/15/album-15-maggio-2026/ Fri, 15 May 2026 08:50:29 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139986

Drake ha droppato. Non uno, non due ma tre dischi. ICEMAN, MAID OF HONOUR e HABIBTI. Ci vuole un po’ per ascoltarli ma quando avremo finito ci sarà altra musica di livello ad attenderci.

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Drake ha droppato. Non uno, non due ma tre dischi. ICEMAN, MAID OF HONOUR e HABIBTI. Ci vuole un po’ per ascoltarli ma quando avremo finito ci sarà altra musica di livello ad attenderci.

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Guida ai migliori festival dell’estate 2026 https://www.dlso.it/site/2026/05/13/guida-festival-estate-2026/ Wed, 13 May 2026 11:29:59 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139953

Pronti a una nuova stagione di musica in giro per l’Italia! Anche quest’anno abbiamo selezionato i migliori festival e rassegne dell’estate italiana 2026 e li trovi nelle prossime pagine.

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Pronti a una nuova stagione di musica in giro per l’Italia!
Anche quest’anno abbiamo selezionato i migliori festival e rassegne dell’estate italiana 2026 e li trovi nelle prossime pagine.

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Puntine #218 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/05/13/puntine-218-canzoni-da-ricordare/ Wed, 13 May 2026 10:56:48 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139956

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Ana Roxanne, Ramsey Thornton, Slowe, Alabaster DePlume.

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Quello che non finirai di ascoltare neppure dopodomani, oggi https://www.dlso.it/site/2026/05/08/album-8-maggio-2026/ Fri, 08 May 2026 07:58:11 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139932

Quantitativo indecente di musica uscita questo venerdì. La svolta rock di Charli XCX, i nuovi album di Dimartino, The Lemon Twigs, l’Ep di Little Simz e una playlist fitta di bei singoli. Buon weekend!

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Quantitativo indecente di musica uscita questo venerdì.
La svolta rock di Charli XCX, i nuovi album di Dimartino, The Lemon Twigs, l’Ep di Little Simz e una playlist fitta di bei singoli.

Buon weekend!

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I dischi che lasciano Birthh senza fiato https://www.dlso.it/site/2026/05/07/birthh-dischi-fondamentali/ Thu, 07 May 2026 13:52:06 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139918

“SENZA FIATO” è il nuovo album di Birthh, il suo primo in italiano. Dentro c’è la bellezza dell’imperfezione delle prime volte, lo stupore delle prime volte e anche la paura di sbagliare delle prime volte. Ma in questo disco c’è soprattutto la voglia di riconnettersi con le proprie radici, come mai prima d’ora: il passaggio…

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“SENZA FIATO” è il nuovo album di Birthh, il suo primo in italiano.
Dentro c’è la bellezza dell’imperfezione delle prime volte, lo stupore delle prime volte e anche la paura di sbagliare delle prime volte.
Ma in questo disco c’è soprattutto la voglia di riconnettersi con le proprie radici, come mai prima d’ora: il passaggio dall’inglese alla lingua madre è un tentativo di ricomporre un’identità frammentata in traslochi e viaggi e lavori e respiri affannati.

Birthh ha deciso di riprendere fiato e prendersi per mano in una fase di passaggio importante verso la vita adulta.

“SENZA FIATO” è l’espressione che racchiude, più di ogni altra, tutte le sfumature della fine dei miei vent’anni. La caotica, disperata, incessante corsa verso il futuro, verso qualche certezza su cui potermi appoggiare, qualcosa che la mia generazione sente sempre più lontana da sé. E mentre corro attraverso continenti, rumori, colori, asfalto duro e giardini delicatissimi, ancora mi emoziono quando guardo un tramonto; rimango coi polmoni pieni di gratitudine per questa enorme microscopica esistenza che ha così tanta bellezza dentro di sé, da lasciarmi senza fiato.

Le abbiamo chiesto di raccontarci qui la musica che la lascia senza fiato in 5 dischi.

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Puntine #217 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/05/06/puntine-217-canzoni-da-ricordare/ Wed, 06 May 2026 10:50:46 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139899

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Rahill, Adriano, Naima Adams, Sandri.

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Dischi +++ secondo GIMA https://www.dlso.it/site/2026/05/05/gima-dischi/ Tue, 05 May 2026 15:03:31 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139906

Il 10 aprile è uscito il nuovo EP di GIMA, nome su cui teniamo occhi e orecchie ben puntati da tempo. Fareste bene ad attivarle anche voi se volete sentire qualcosa che ha il sapore del primo gelato della stagione calda. “+++” è un nuovo capitolo, più complesso rispetto al precedente EP, dove il producer…

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Il 10 aprile è uscito il nuovo EP di GIMA, nome su cui teniamo occhi e orecchie ben puntati da tempo.
Fareste bene ad attivarle anche voi se volete sentire qualcosa che ha il sapore del primo gelato della stagione calda.

“+++” è un nuovo capitolo, più complesso rispetto al precedente EP, dove il producer non si risparmia in pensieri e stratificazioni sonore, addizionando (come da titolo) più cambi di registro in meno di venti minuti di musica.
Un concentrato solido di produzioni intricate e sensazioni altrettanto sregolate.

Ci siamo fatti raccontare da lui alcuni dischi che lo fanno sentire +++

ciao amichetti di dlso ho dovuto fare una cernita dei dischi che più rappresentano il mio background ma sappiate che è davvero una raccolta e ce ne sono troppi altri.

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Sotto una nuova luna: intervista ai Nu Genea https://www.dlso.it/site/2026/05/05/nu-genea-people-of-the-moon-intervista/ Tue, 05 May 2026 11:06:47 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139890

Trascendere la dimensione terrestre per scoprire il lato più “oscuro” della luna. Oscuro perché nascosto, refrattario all’esteriorizzazione di tutto. Questa è la missione compiuta dai Nu Genea nel loro ultimo disco “People of the Moon” uscito l’1 maggio a tre anni di distanza da “Bar Mediterraneo”: lasciare il pianeta Terra per scoprire una parte inedita…

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Trascendere la dimensione terrestre per scoprire il lato più “oscuro” della luna. Oscuro perché nascosto, refrattario all’esteriorizzazione di tutto.
Questa è la missione compiuta dai Nu Genea nel loro ultimo disco “People of the Moon” uscito l’1 maggio a tre anni di distanza da “Bar Mediterraneo”: lasciare il pianeta Terra per scoprire una parte inedita di se stessi, più libera e coraggiosa, capace di superare i confini imposti dai pregiudizi e dalle conformità a cui la società vuole a tutti i costi assoggettarci.

Anche le sonorità dell’album risentono di questo desiderio di evasione di Lucio e Massimo, arricchendosi di influenze eterogenee frutto di esplorazioni a più latitudini: non solo il neo-funk napoletano ma anche il soul jazz britannico, le influenze andaluse, arabe e brasiliane.
Il tutto frutto di una ricerca che, anche se può sembrare un ossimoro, non è stata studiata a tavolino ma è venuta plasmandosi in maniera naturale tra viaggi, incontri e session in studio.

Li abbiamo intervistati per scoprire in che modo sono arrivati al nuovo disco e cosa ci aspetta ai prossimi live.

Dal groviglio dei vicoli di Nuova Napoli, al conviviale crocevia del Bar Mediterraneo fino ad arrivare alla luna. Cosa, in questi tre anni, vi ha portati nello spazio?
In realtà People of the Moon è uno spazio interiore. È importante chiarirlo subito, perché non voleva essere un disco che parte da Napoli, si allarga al Mediterraneo e poi arriva fino alla luna e oltre. No: è semplicemente un disco molto più intimo rispetto ai precedenti.
È un disco “terrestre”, in cui la luna diventa una dimensione attraverso cui guardiamo noi stessi. Siamo profondamente influenzati, in positivo e in negativo, dalla società che ci circonda e dalla Terra in cui viviamo. Amiamo il nostro pianeta, ma non possiamo ignorare tutto ciò che ci sta intorno. Per questo finiamo un po’ per diventare attori di questa società: ci viene detto come dovremmo essere e, dato che la mente umana è fragile, tendiamo ad adattarci, chi più e chi meno.

People of the Moon vuole essere proprio quel momento in cui proviamo a non cadere in questa trappola: un momento in cui sospendiamo pregiudizi, paragoni e tutto ciò che la società spesso ci impone, fino ad arrivare anche al razzismo. L’intero album ruota attorno a questi temi.
In alcuni brani raccontiamo cosa significa essere succubi di queste dinamiche: ad esempio “Ma tu che bbuò” parla di una persona solitaria che cerca amicizia e compagnia, ma finisce comunque per sentirsi sola. “Sciallà” esprime invece il desiderio di allontanare tutte le persone negative.
Brani come “Shway Shway“, invece, invitano a fermarsi, a guardarsi attorno: perché più rallenti, più riesci davvero a vedere le cose.

Questo disco è stato un insegnamento, oltre che uno specchio di chi siamo e di chi siamo stati mentre lo realizzavamo.
All’inizio abbiamo sentito molto la pressione dei lavori precedenti: dopo il tour, i grandi palchi, l’idea di “dover spaccare”. Alla fine, però, i brani a cui abbiamo pensato meno, con meno foga, sono diventati quelli a cui teniamo di più e che sono rimasti nel disco.
“Shway Shway” ha rappresentato un punto di svolta: ci siamo fermati e ci siamo chiesti cosa ci piacesse davvero.
Dovevamo farlo per gli altri o per noi stessi? Amiamo il nostro pubblico, ma sappiamo che ci capisce anche quando scegliamo direzioni diverse.
Ci sarà sempre chi non apprezza, chi troverà qualcosa obsoleto o, al contrario, chi lo amerà. La cosa importante era fare pace con noi stessi e con l’ispirazione del momento.
È stata una lezione imparata a nostre spese: all’inizio avevamo grandi idee e aspettative, ma alla fine le cose migliori sono nate spontaneamente.
A un certo punto ci siamo anche chiesti se dovessimo “chiedere aiuto agli alieni”, ma abbiamo capito che non serve: bisogna solo ascoltare quella parte di noi che spesso ignoriamo o reprimiamo per via della quotidianità.

La grande novità di questo disco è l’apertura più decisiva ai featuring: cosa vi ha guidati nella scelta delle voci destinate a dare complementarietà alla vostra nella costruzione del suono di “People of the moon”?
Non è stato un processo pianificato: ci siamo resi conto delle cose man mano che lavoravamo sui brani. In base a ciò che scrivevamo, capivamo cosa funzionasse meglio su ogni base. A volte un’idea sembrava non convincere, ma poi proprio quella suggestione iniziale si rivelava efficace, come nel caso di Maria José Llergo.

Tom Mish ci ha scritto su Instagram dicendo che apprezzava la nostra musica ed era un nostro fan. Noi abbiamo risposto con entusiasmo, dicendo che sarebbe stato bello collaborare. A quel punto, visto che stavamo già lavorando al disco e avevamo alcune bozze pronte, ci siamo detti: “Proviamo a fare qualcosa insieme?”. Siamo volati a Londra e gli abbiamo fatto ascoltare diversi brani per capire se ci fosse qualcosa che potesse interessargli, ma nessuno di questi lo ha colpito davvero. Il disco stava prendendo una direzione più vicina a un certo folk americano, California anni ’70: interessante, ma piuttosto distante dal suo mondo. Così abbiamo pensato che forse non fosse scattata la giusta sintonia.
Poi, però, ci siamo ricordati di un video in cui suonava il basso con uno stile funk, un po’ alla Pino D’Angiò. Lui stesso ha proposto di fare qualcosa di ispirato alla disco italiana. Noi eravamo entusiasti. Abbiamo iniziato a lavorare su una base con lui al basso, nonostante sia principalmente un chitarrista, lo suonava in modo naturale ed efficace e, in maniera del tutto spontanea, nel giro di due ore è nata la canzone. Il giorno dopo era praticamente finita: in due giorni il brano era completo.
“Puleza” era invece un pezzo che avevamo nel cassetto da tempo, ma in questo album ha trovato perfettamente il suo spazio, così abbiamo deciso di recuperarlo.

Se doveste assegnare a questo disco dei “genitori” , degli “antenati” artistici, quali sarebbero?
Renato Carosone! in qualche modo lo consideriamo il padre di quella che è stata l’ibridazione e la contaminazione musicale: la capacità di prendere ritmi diversi e mescolarli con la propria energia. In America Latina ha portato il mambo e altri generi, integrandoli con tutta la teatralità della lingua napoletana e della sua tradizione, creando qualcosa di estremamente coinvolgente. Per questo ci renderebbe molto felici se questo disco potesse piacergli. Anche Gegè Di Giacomo sarebbe stata una collaborazione straordinaria.

A breve tornerete sul palco, la vostra vera dimensione. Cosa dobbiamo aspettarci?
Ci saranno dei cambiamenti: l’organico sarà un po’ più esteso, abbiamo ampliato la formazione, anche se per ora non possiamo entrare troppo nei dettagli. In alcune date ci saranno degli ospiti, e qualcuno ci accompagnerà in base ai territori. Faremo del nostro meglio: ci saranno sicuramente delle novità. Siamo molto entusiasti, anche perché la band è ferma da tre anni e sentiamo davvero il bisogno di tornare a suonare dal vivo.

Avete trovato il vostro centro di gravità permanente?
No, e per fortuna. Altrimenti ci saremmo annoiati e avremmo abbandonato la nave. È come un centro che si sposta continuamente: appena pensi di averlo trovato, devi rimetterti in discussione e cercarlo altrove. Se resti fermo, rischi di diventare troppo sicuro di te, o addirittura presuntuoso.
Anche quando il mondo sembra crollare, puoi comunque trovare il modo di volare.

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La nuova Charli XCX https://www.dlso.it/site/2026/05/04/la-nuova-charli-xcx/ Mon, 04 May 2026 11:55:24 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139884

Testo a cura di Elias Cadalanu Quando il pubblico si aspettava uno zig, Lou Reed faceva zag, diceva Pitchfork. Il Guardian invece aveva chiamato le sue canzoni degli inni alla trasgressione, inni che avevano formato le generazioni a venire. Oltre all’ammirazione potrebbe esserci anche un tono di vendetta, quello di una stampa che ha sempre…

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Testo a cura di Elias Cadalanu

Quando il pubblico si aspettava uno zig, Lou Reed faceva zag, diceva Pitchfork. Il Guardian invece aveva chiamato le sue canzoni degli inni alla trasgressione, inni che avevano formato le generazioni a venire. Oltre all’ammirazione potrebbe esserci anche un tono di vendetta, quello di una stampa che ha sempre dovuto fare sparring con l’ex cantante dei Velvet Underground. In un’intervista che ho visto recentemente, più che un boxer, sembra un prodigio giocare contemporaneamente più partite blitz a scacchi. I cinque-sei giornalisti che lo circondano non reggono il passo né l’ironica brevità con cui risponde.

https://www.youtube.com/watch?v=IeMIWCxHgQk

Quando Charli XCX è approdata a novembre su Substack, il secondo della sua serie di tre articoli finiva proprio con quel video, a cui aggiungeva “Is it performance? Is it truth? Is it lies? Who fucking cares? In my opinion it’s just funny and cool.” Esattamente 18 giorni dopo, quel “cool,” sempre sul suo Substack, era morto. A metà aprile poi la cantante ha preso i riflettori di Vogue Inghilterra e sul suo profilo Instagram un link aveva seppellito tutti i post inerenti a brat; ancora oggi dirige a un account secondario su cui si trova solo il pezzo di Laura Snapes, da cui cito testualmente “we have come to bury brat.”

Prima dell’intervista di Vogue, ci eravamo fermati a The Moment, il mockumentary scritto e diretto da Aidan Zamiri che mette in scena l’autodistruzione e la fine di brat. È una sorta di trasposizione in commedia, in stile Succession, della seconda fase dell’album: lasciare che il progetto andasse incontro alla propria autodistruzione commerciale, accettare la fine della coolness, privilegiare l’obbedienza alla trasgressione e abbracciare una versione più pop e “bastardizzata” dell’album. Piuttosto che abbandonare troppo presto la sua creatura, avrebbe potuto sperimentare e vederla crescere. “Maybe it’s cooler to have a Salvador Dalì fake than a Salvador Dalì original?,” scrive ancora su Substack. Se fosse diventata la morte del progetto, ben venga, sarebbe stato anche l’unico modo per separarsene.

Dopo il decesso, però, per seppellire davvero brat non sono bastate 4 ore di film tra The Moment e Wuthering Heights, l’ultima pellicola di Emerald Fennell per cui Charli ha scritto parte della colonna sonora. Serviva piuttosto lasciar filtrare indizi sul prossimo capitolo. Nell’intervista a Vogue, dichiara che “il dancefloor è morto” e Snapes non fa a meno di descrivere il nuovo album come un progetto rock. Ancora una volta, l’attenzione passa attraverso la trasgressione: fare zag quando tutti si aspettano uno zig. Del resto, era inevitabile che imbracciare la chitarra avrebbe fatto storcere il naso a più di qualcuno.

Ai tempi di Lou Reed, la sovversione era quasi la norma, per un artista sembrava molto più difficile trovare un compromesso con l’establishment. Forse è proprio questa la differenza tra una popstar e una rockstar. Oggi, invece, la trasgressione sembra diventata parte integrante del personaggio. Basti pensare che al mockumentary satirico di Charli XCX abbiano partecipato la sua stessa etichetta, Atlantic Records, e che sia stato prodotto da un colosso come Universal Pictures. È come se la trasgressione fosse stata, in qualche modo, aziendalizzata.

Da una parte, le chitarre sembrano una scelta costruita, quasi parte di un personaggio; dall’altra, la nuova Charli che emerge su Substack o al cinema racconta una forma di trasgressione vera, quella di un’artista soffocata dal proprio pubblico, intrappolata, per citare ancora Vogue, dentro dei “bullet points”. Il contrasto con il suo nuovo pubblico è evidente: difficilmente a chi la segue oggi interessa davvero leggere Substack o guardare film come Faces of Death. Non a caso, il primo commento sotto il repost del lungo articolo di Vogue recita: “i ain’t reading allat love u tho”, rigorosamente tutto in minuscolo.

Quanti sapevano che Charli XCX è una fan dei The Velvet Underground? Quanti conoscevano il suo Substack, o l’hanno vista recitare in Erupcja di Pete Ohs? E ancora, quanti sono a conoscenza della sua passione per il surrealismo francese o del suo prolifico profilo Letterboxd? Possono sembrare capricci da star, ma a me assomigliano piuttosto a una forma di “detox” dalla popolarità e dal suo nuovo pubblico. Come se Charli fosse alla ricerca di un ritorno all’underground, da cui, non scordiamoci mai, la sua musica viene.

La mia paura è che tutto questo possa perdersi e non trasformarsi mai in musica.

Se vogliamo trascinare il paragone con Lou Reed, non penso che il prossimo album di Charli possa essere l’equivalente di Metal Machine Music, a malapena l’equivalente di Berlin. Ma il suo rapporto con la fama va in quella direzione lì. Charli non sembra potersi scindere veramente dalla trasgressione, quella che prima chiamava brat attitude e poi coolness, adesso è diventata fare journaling su una piattaforma dove si postano articoli. Charli non sembra potersi permettere di essere ridotta a qualcosa di troppo semplice, d’altronde è la paura di tutti gli artisti che si rispettino.

È forse proprio questo il motivo per il quale trasgrediamo? Non è proprio per non sembrare semplici agli altri, che facciamo zig ogni volta che qualcuno si aspetta zag?

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Puntine #216 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/04/29/puntine-216-canzoni-da-ricordare/ Wed, 29 Apr 2026 12:22:40 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139873

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Natalia Wildgoose, Alsogood, La Vacanza, Yassine Nana, Radio Hito.

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La vitamina C che ti serve oggi https://www.dlso.it/site/2026/04/24/album-24-aprile-2026/ Fri, 24 Apr 2026 09:34:22 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139854

Musica nuova da sorseggiare come aranciata. Qui e nelle prossime pagine

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Qui e nelle prossime pagine

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Puntine #215 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/04/22/puntine-215-canzoni-da-ricordare/ Wed, 22 Apr 2026 10:59:51 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139844

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Questa settimana: Kellan Christopher Cragg, Stevie, Glass Eel e 4 dischi speciali.

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Un venerdì da sposare https://www.dlso.it/site/2026/04/17/album-17-aprile-2026/ Fri, 17 Apr 2026 09:15:21 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139822

La versione completa di “LUX” di ROSALÍA, i nuovi album di Madame e di Cosmo ci fanno dire “sì” a questo venerdì. Ascolta tutto qui e nelle prossime pagine.

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La versione completa di “LUX” di ROSALÍA, i nuovi album di Madame e di Cosmo ci fanno dire “sì” a questo venerdì.

Ascolta tutto qui e nelle prossime pagine.

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C2C Festival lancia l’open call di C2C Curators https://www.dlso.it/site/2026/04/16/c2c-festival-curators/ Thu, 16 Apr 2026 14:05:46 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139818

Un nuovo progetto dedicato a Sergio Ricciardone è stato annunciato da C2C Festival ed è un progetto molto ambizioso intitolato “C2C Curators“. Si tratta di un programma gratuito di professionalizzazione e formazione rivolto alle nuove generazioni di curatrici e curatori culturali in ambito musicale, nazionali e internazionali (purché residenti in Italia): integrando workshop di approfondimento…

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Un nuovo progetto dedicato a Sergio Ricciardone è stato annunciato da C2C Festival ed è un progetto molto ambizioso intitolato “C2C Curators“.

Si tratta di un programma gratuito di professionalizzazione e formazione rivolto alle nuove generazioni di curatrici e curatori culturali in ambito musicale, nazionali e internazionali (purché residenti in Italia): integrando workshop di approfondimento e possibilità di prendere parte ai dietro le quinte del festival (oltre che all’evento stesso), il percorso ha l’obiettivo di supportare le future generazioni di curatori e curatrici musicali. L’iniziativa porrà particolare attenzione ai candidati più giovani e a quelli provenienti da contesti sottorappresentati.

Una delle figure selezionate avrà la possibilità di curare uno showcase da presentare a C2C Festival 2026.

Tutte le info sul sito

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Puntine #214 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/04/15/puntine-214-canzoni-da-ricordare/ Wed, 15 Apr 2026 15:33:19 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139811

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Rachel Lime, Amari, Les Imprimés.

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La musica con cui levitare oggi https://www.dlso.it/site/2026/04/10/album-10-aprile-2026/ Fri, 10 Apr 2026 08:57:50 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139792

Tornato MACE con “Levitating High” e poi c’è il nuovo brano degli Strokes e gli album di Momo Boyd e Wesley Joseph. Singoli in playlist, album nelle prossime pagine.

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Tornato MACE con “Levitating High” e poi c’è il nuovo brano degli Strokes e gli album di Momo Boyd e Wesley Joseph.
Singoli in playlist, album nelle prossime pagine.

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Puntine #213 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/04/08/puntine-213-canzoni-da-ricordare/ Wed, 08 Apr 2026 13:29:21 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139783

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Questa settimana: Lero Lero, Alewya, Grand Eugène.

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A volte serve un musicista punk per ricordare al jazz come tornare vivo https://www.dlso.it/site/2026/04/07/flea-honora/ Tue, 07 Apr 2026 13:37:09 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139777

Testo a cura di Elias Cadalanu Michael Peter Balzary, in arte Flea, si era fatto chiamare così perché la pulce rappresenta perfettamente quel concetto di pazzia e invasività a cui si ispiravano molte band degli anni ‘80. Il bassista dei Red Hot Chili Peppers, dopo le serate passate a pogare, si addormentava nel suo angoletto…

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Testo a cura di Elias Cadalanu

Michael Peter Balzary, in arte Flea, si era fatto chiamare così perché la pulce rappresenta perfettamente quel concetto di pazzia e invasività a cui si ispiravano molte band degli anni ‘80. Il bassista dei Red Hot Chili Peppers, dopo le serate passate a pogare, si addormentava nel suo angoletto personale dei club di Los Angeles, dove era diventato una sorta di mascotte dell’ambiente. Flea aveva regalato il suo nome d’arte e tutto il suo vigore giovanile all’underground della Los Angeles punk di quegli anni; ce lo ha ricordato da poco nel nuovo documentario Netflix dedicato a Hillel Slovak, ex chitarrista dei Red Hot venuto a mancare nell’88.

Adesso quel capitolo della vita di Flea sembra destinato a chiudersi. Ma piuttosto che appendere il basso al sostegno sul muro, è arrivato il momento di fare un secondo giro sullo scivolo e tornare a fare musica con quell’impeto che lo caratterizza, lui che in molte cose è sempre rimasto bambino, forse proprio perché un’infanzia normale non ce l’ha mai avuta.

Flea è sempre stato un musicista jazz.

Il debutto solista di Flea, Honora, è un bellissimo miscuglio tra i desideri e gli ideali di un giovane jazzista e la poetica e l’autorialità di chi ha passato più di quarant’anni nel punk. Il suo approccio curioso e quasi sportivo allo strumento — che nei Red Hot emergeva soprattutto nello slap bass, spesso nascosto dietro l’energia di Kiedis e gli esperimenti di Frusciante — qui prende finalmente il centro del disco. Ma ancora prima della musica, ciò che è davvero jazz sono la mentalità e gli ideali con cui Balzary ha sempre guardato a quest’arte.

Prima ancora che il disco uscisse, in un’intervista con Rick Beato, Flea è scoppiato in lacrime di gioia perché finalmente era arrivato il momento in cui non si sarebbe più sentito “insecure around jazz musicians.” Se c’è qualcosa che davvero ti rende un musicista jazz, è proprio avere paura del giudizio altrui. L’insicurezza di Flea davanti ai musicisti jazz non è solo un dettaglio personale: racconta qualcosa di molto più grande sulla scena di oggi.

Disciplina e competizione

Per quanto possano sembrare stereotipi, certe dinamiche dell’ambiente jazz sono ancora molto reali. Oggi molte jam session assomigliano più a dei cutting contest, quelle sfide improvvisative con cui i jazzisti degli anni trenta si misuravano a colpi di tecnica e creatività. Da un po’ di tempo è virale su Instagram il video di un ragazzo di New York che manda a quel paese gli altri musicisti della jam perché non sono al suo livello: a suo dire non sono “neanche in grado di suonare Spain,” lo standard di Chick Corea. Basta pensare anche a film come Whiplash, che per quanto caricaturale nasce probabilmente da qualche trauma molto reale degli sceneggiatori. Da quando il jazz ha superato la sua fase più sperimentale, il genere sembra essersi sempre più fondato sulla competizione, i musicisti sono sempre di più e il confronto con gli altri è quasi inevitabile.

Per prepararsi al meglio, Flea racconta di aver suonato la tromba ogni giorno per due anni, anche mentre era in tour con i Peppers. La competizione porta con sé anche una certa religiosità nello studio. In un gioco che spesso si riduce all’essere più tecnici degli altri, l’unico modo per emergere è esercitarsi più di tutti.

Flea, però, non era davvero in competizione con nessuno. Per quanto la sua passione per la musica abbia radici jazz, un jazzista “ortodosso” avrebbe probabilmente aspettato dieci anni, non due, prima di chiamare alcuni dei migliori turnisti in circolazione e pubblicare un album. In Honora sembra esserci quasi una rinuncia consapevole a diventare un vero jazzista, forse anche per rispetto verso il genere. Paradossalmente, è proprio questo fermarsi in tempo che permette al progetto di funzionare.

Contaminare il jazz

Forse è arrivato il momento di parlare della musica di Honora, l’ideologia jazz, da sola, non emette alcun suono. L’album ha un sapore nu-jazz molto forte, un po’ nascosto e minimale, a tratti più soul o R&B che jazz. Fino a qui sembra tutto in regola, ma proprio per questo potrebbe rivelarsi qualcosa di già sentito.

I colpi più interessanti di Honora sono proprio quelli di Balzary, non dei turnisti. È come se Flea aggiungesse al piatto delle spezie di un altro continente, trovate nel suo lungo viaggio nel rock. Molte di queste sono nella retorica dei testi — pochi ma estremamente coesi —: “build a bridge, it’s where the courage is” o “peace and love is the hardest, toughest thing you can do,” frasi che sembrano quasi in contrasto con tutta quella filosofia jazz di cui abbiamo parlato prima.

Molto passa anche dai featuring dell’album: chi avrebbe mai immaginato un disco nu-jazz con Thom Yorke e Nick Cave? Oppure dalla produzione, in cui anche solo quei piccoli aiutini di Frusciante riportano la musica su una sponda che ha poco a che vedere con quello che suonano gli strumenti.

Di modi per far rinascere il jazz ne sono stati proposti milioni, ma a me sembra evidente che questo genere abbia sempre più bisogno di aprirsi al mondo. Flea aveva le chiavi per entrarci e portare con sé qualcosa dal suo viaggio. Forse è proprio questo il punto: a volte serve un musicista punk per ricordare al jazz come tornare vivo.

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Musica da ascoltare in questo lungo weekend https://www.dlso.it/site/2026/04/03/album-3-aprile-2026/ Fri, 03 Apr 2026 08:47:04 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139763

Cosa ascoltiamo in questo lungo weekend di festa? Lo scopri in questa playlist e nelle prossime pagine:

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Cosa ascoltiamo in questo lungo weekend di festa?
Lo scopri in questa playlist e nelle prossime pagine:

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Puntine #212 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/04/01/puntine-212-canzoni-da-ricordare/ Wed, 01 Apr 2026 12:31:53 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139752

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Pan-American, Stevie Toddler, dudeontheguitar e dododowson, ROSEYE.

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Quantitativo di musica illegale mentre aspetti l’ora legale https://www.dlso.it/site/2026/03/27/album-27-marzo-2026/ Fri, 27 Mar 2026 09:12:58 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139735

Le giornate si allungano ma mai abbastanza per ascoltare il quantitativo di musica che esce ogni venerdì! Questo weekend proviamo a non farci sfuggire nulla tra i nuovi dischi di RAYE, Elmiene, Tom Misch e la playlist con i nuovi singoli di Nia Archives, Cosmo, Madame, Nuvolari.

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Le giornate si allungano ma mai abbastanza per ascoltare il quantitativo di musica che esce ogni venerdì!
Questo weekend proviamo a non farci sfuggire nulla tra i nuovi dischi di RAYE, Elmiene, Tom Misch e la playlist con i nuovi singoli di Nia Archives, Cosmo, Madame, Nuvolari.

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Puntine #211 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/03/25/puntine-211-canzoni-da-ricordare/ Wed, 25 Mar 2026 14:30:50 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139723

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Questa settimana: LANNDS, Glomarì, Winnie Raeder, Antropoceno, Widowspeak.

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Nuova musica per dare inizio alla primavera https://www.dlso.it/site/2026/03/20/album-20-marzo-2026/ Fri, 20 Mar 2026 10:22:46 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139703

Nuova stagione, nuova musica fresca fresca da ascoltare:

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Nuova stagione, nuova musica fresca fresca da ascoltare:

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Puntine #210 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/03/18/puntine-210-canzoni-da-ricordare/ Wed, 18 Mar 2026 11:51:52 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139693

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Resavoir, Art School Girlfriend, Frankie Archer, Bono / Burattini, I Gini Paoli.

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Tutto quello che ascolterai dopo James Blake https://www.dlso.it/site/2026/03/13/album-13-marzo-2026/ Fri, 13 Mar 2026 08:20:35 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139673

Tanta roba questo venerdì anzitutto perché è uscito finalmente il disco nuovo di James Blake “Trying Times” e poi perché è tornata Madame con il singolo che dà anche il titolo al suo prossimo disco. Ascolta qui e nelle prossime pagine:

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Tanta roba questo venerdì anzitutto perché è uscito finalmente il disco nuovo di James Blake “Trying Times” e poi perché è tornata Madame con il singolo che dà anche il titolo al suo prossimo disco.

Ascolta qui e nelle prossime pagine:

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Puntine #209 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/03/11/puntine-209-canzoni-da-ricordare/ Wed, 11 Mar 2026 12:15:04 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139659

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Questa settimana: Bat For Lashes, Dagmar Zuniga, Carla dal Forno, Livrea, Arima Ederra.

Bat For Lashes – Carried my girl

Ci sono degli album che sono svolte importanti nella storia della musica e altri che sono svolte importanti nella storia del mondo. Lo scorso venerdì è uscito “HELP(2)”, nuovo progetto benefico dell’associazione umanitaria War Child Records che – come l’originale del 1995 – riunisce alcune voci della scena musicale internazionale per raccogliere fondi, sostenere e proteggere i bambini colpiti dai conflitti armati in tutto il mondo. Registrato in una sola settimana nei leggendari Abbey Road Studios lo scorso novembre, “HELP(2)” è stato guidato dal produttore James Ford, mantenendo vivo lo spirito spontaneo e collaborativo del progetto originale degli anni ’90.
Sul canale YouTube si vede tutto.

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Stone Island sul palco con Dave per il nuovo tour https://www.dlso.it/site/2026/03/06/dave-stone-island/ Fri, 06 Mar 2026 11:44:59 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139650

Per la prima volta nella sua storia, Stone Island collabora con un artista nell’ideazione di un guardaroba da palcoscenico custom-made, realizzando una serie di capi in occasione del tour del rapper britannico Dave, che nel 2025 ha rilasciato uno degli album più interessanti dell’anno, The Boy Who Played The Harp, e che ritroveremo anche al…

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Per la prima volta nella sua storia, Stone Island collabora con un artista nell’ideazione di un guardaroba da palcoscenico custom-made, realizzando una serie di capi in occasione del tour del rapper britannico Dave, che nel 2025 ha rilasciato uno degli album più interessanti dell’anno, The Boy Who Played The Harp, e che ritroveremo anche al fianco di James Blake nel disco Trying Times in uscita il prossimo venerdì.

Così, Dave e Stone Island si sono ritrovati fianco a fianco a creare un sistema di capi modulare che si adattasse alla performance live. In particolare il guardaroba custom per l’imminente tour di Dave sarà articolato in due tute (una in in metal mesh e l’altra over-dyed), una giacca corta con cappuccio, un gilet e pantaloni in tela di nylon abbinati.

La collaborazione è accompagnata dal lancio di un breve documentario girato dal fotografo Bolade Banjo che offre uno sguardo ravvicinato al tour del rapper.

La capsule è disponibile per l’acquisto online, in store e presso Dover Street Market a Londra, dove è possibile anche visitare un’istallazione con pezzi d’archivio di Dave.

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Le prime uscite di marzo https://www.dlso.it/site/2026/03/06/album-6-marzo-2026/ Fri, 06 Mar 2026 10:12:14 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139629

Ci avviamo alla primavera con gli album di Denzel Curry, Harry Styles e gli Ep di Flying Lotus e prima stanza a destra. Menzione speciale per la versione remix di USb002 di Fred again.. e per i nuovi singoli di Channel Tres e Honey Dijon. Si ascolta tutto qui

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Ci avviamo alla primavera con gli album di Denzel Curry, Harry Styles e gli Ep di Flying Lotus e prima stanza a destra. Menzione speciale per la versione remix di USb002 di Fred again.. e per i nuovi singoli di Channel Tres e Honey Dijon.

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Puntine #208 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/03/04/puntine-208-canzoni-da-ricordare/ Wed, 04 Mar 2026 14:07:43 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139619

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Mitski, villagerrr, Namas, Queenstown Collector.

Mitski – Dead Women

È strano e forse anche un po’ stupido parlare di musica mentre crolla il mondo, ma siamo qui, e visto che non abbiamo nient’altro: scrivo due cose sul nuovo disco di Mitski, “Nothing’s About to Happen to Me”, uscito lo scorso venerdì. Ha due copertine (una fisica e una zoomata per lo streaming), è il suo ottavo album in studio e tutto (la musica e i testi) è fatto da lei. Nothing’s About to Happen to Me, dice Mitski, ma a noi, dopo averlo sentito, forse sì.

Nel film Sentimental Value di Joachim Trier la protagonista è la casa, custode di segreti e di traumi, che si trasforma ed evolve assieme ai personaggi. In “Nothing’s About to Happen to Me” è la stessa cosa, solo che la casa è la testa di Mitski, e più che una casa è lo spettrale castello di un racconto di Shirley Jackson, la lussuosa e inquietante tenuta dei Blackwood nel Vermont. L’isolamento, le relazioni fallite, il desiderio costante di scomparire, sono temi ricorrenti nelle undici tracce, protette dai pregiudizi esterni e imprigionate dietro al giardino curato che circonda la casa.

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Ma pensa un po’: è già un altro venerdì https://www.dlso.it/site/2026/02/27/album-27-febbraio-2026/ Fri, 27 Feb 2026 10:14:55 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139604

Sanremo e oltre. Tutto quello che c’è da ascoltare oggi per nostra stupida sfortuna.

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Sanremo e oltre. Tutto quello che c’è da ascoltare oggi per nostra stupida sfortuna.

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Puntine #207 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/02/25/puntine-207-canzoni-da-ricordare/ Wed, 25 Feb 2026 11:21:29 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139596

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Gabriela Richardson, Konradsen, ZENA e Rostam.
Nell’ultima pagina c’è la nostra playlist, aggiornata ogni mercoledì.

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Rhythm is a Tuta è il remix necessario per dare inizio a Sanremo https://www.dlso.it/site/2026/02/23/mixed-by-erre-sanremo-2026/ Mon, 23 Feb 2026 09:32:56 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139589

Testo a cura di Mixed By ERRE. Siamo appena entrati in quella settimana dell’anno in cui, qui in Italia, qualsiasi evento (si tratti di cronaca, economia, sport, politica) passerà inevitabilmente in secondo piano rispetto a quel bizzarro, quanto popolarissimo evento, che risponde al nome di Festival Della Canzone Italiana – dai più conosciuto come Festival…

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Testo a cura di Mixed By ERRE.

Siamo appena entrati in quella settimana dell’anno in cui, qui in Italia, qualsiasi evento (si tratti di cronaca, economia, sport, politica) passerà inevitabilmente in secondo piano rispetto a quel bizzarro, quanto popolarissimo evento, che risponde al nome di Festival Della Canzone Italiana – dai più conosciuto come Festival di Sanremo e da tutti denominato semplicemente SANREMO.

Per questo motivo il Maestro Mixed By ERRE, dai più conosciuto per l’ormai leggendario mash-up Toto Cutugno/Daft Punk, e nel cui cuore Sanremo continua a occupare un posto speciale (nonostante sia in esilio – pare per problemi col fisco – presso un non meglio precisato Paradiso Tropicale – lui dice Barbados, ma qualche bene informato sostiene che invece risieda a Santo Domingo, nella dimora che fu dell’indimenticato presidente Luciano Gaucci) ha deciso di tornare, per un’ultima volta, con un altro remix dal fortissimo sapore Sanremese, per aiutarci a connettere con quella speciale energia nazional-popolare, che solo durante alcuni giorni dell’anno possiamo sentire addosso.

E se si pensa alle ultime edizioni del Festival, sicuramente tra le cose più iconiche passate sul palco dell’Ariston c’è stata “Tuta Gold” di Mahmood che, anche se non dominò nella classifica finale, lo fece sicuramente radiofonicamente e a livello di impatto culturale, fondendo il pop contemporaneo con l’elettronica, suggestioni e percussioni provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo, e una sessualità finalmente, veramente e fieramente libera e universale.
Un mare di contaminazioni portò a creare qualcosa di unico anche nell’altra metà del mash-up proposto dal nostro DJ anziano preferito : “Rhythm is a Dancer” degli SNAP è stata infatti pietra miliare insuperabile, che nel 1992 riuscì a fondere incredibilmente House, Techno, Hip Hop, Soul e Pop, in una mina di lava incandescente che dominò ovunque le classifiche mondiali per settimane e settimane.

“È stato il mash-up più facile e naturale della mia lunga carriera” dice in una rarissima dichiarazione un appesantito Erre “è bastato mettere la voce di quello sulla musica di quelli e avevo fatto” aggiunge laconicamente.
Segno inequivocabile che i due brani erano fatti per stare insieme, e diventare una cosa sola.

E come nel caso di Cutugno con i Daft Punk, dopo aver ascoltato sarà molto difficile immaginare che c’era un “prima” .

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Un bel Ca$ino di roba da ascoltare https://www.dlso.it/site/2026/02/20/album-20-febbraio-2026/ Fri, 20 Feb 2026 09:12:51 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139568

Il venerdì di Baby Keem che ha finalmente pubblicato il suo nuovo disco (dentro il quale troviamo anche Kendrick Lamar), ma anche degli album di Apparat e Willow e dei nuovi singoli di okgiorgio, Thundercat con Mac Miller e Jorja Smith.

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Il venerdì di Baby Keem che ha finalmente pubblicato il suo nuovo disco (dentro il quale troviamo anche Kendrick Lamar), ma anche degli album di Apparat e Willow e dei nuovi singoli di okgiorgio, Thundercat con Mac Miller e Jorja Smith.

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Ele A: da promessa a certezza https://www.dlso.it/site/2026/02/19/ele-a-pixel-intervista/ Thu, 19 Feb 2026 14:24:15 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139564

Andare oltre l’aspettativa, per confermarla: ora Ele A non è più “la promessa del rap” ma una certezza. Sì, è il futuro, ma soprattutto il presente di questa nuova scena. Ora che sta per iniziare il suo tour, che partirà da Milano il 2 marzo, le abbiamo chiesto di raccontarci com’è la “post-Pixel era” e…

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Andare oltre l’aspettativa, per confermarla: ora Ele A non è più “la promessa del rap” ma una certezza.
Sì, è il futuro, ma soprattutto il presente di questa nuova scena.
Ora che sta per iniziare il suo tour, che partirà da Milano il 2 marzo, le abbiamo chiesto di raccontarci com’è la “post-Pixel era” e cosa dobbiamo aspettarci dai suoi prossimi progetti.

Tutto è nato da un freestyle ai tempi del Covid. Cosa è cambiato da allora nel tuo modo di fare musica?
Quando ho iniziato, il mio modo di scrivere era molto improntato sulle caratteristiche di Instagram al tempo perché ero consapevole che quella fosse un po’ la mia unica possibilità di avere una vetrina e raggiungere un bacino d’utenza ampio. Di conseguenza all’inizio facevo molta fatica a scrivere le seconde strofe, perché ero abituata a scrivere freestyle da 16 barre -i reel non potevano superare il minuto-. Ero anche molto più tecnica nella scelta delle parole, più astratte e meno impattanti perché l’obiettivo era fare più incastri possibile.

Sei arrivata a “Pixel”, il tuo primo disco, con la responsabilità di essere la “nuova promessa”, “il futuro del rap italiano”. Come ti sei sentita? Questa pressione ha inciso sul modo di viverti il tuo debutto discografico?
Chiaramente mi fa molto piacere che la gente mi abbia dato questi titoli, so benissimo come ci si sente a non avere occhi addosso, e il fatto che invece ora ci sia dell’interesse verso la mia musica è qualcosa che non do mai per scontato. Al contempo non mi influenza particolarmente perché so che l’industria è molto veloce e che queste cose sono abbastanza effimere. Per me ha sempre avuto molto più senso concentrarmi sulla mia interiorità per fare musica, più che su tutto ciò che è esterno, perché alla fine è molto soggettivo e non mi faccio influenzare troppo né dalle cose negative, né da quelle positive.

Su cosa stai lavorando in questo periodo e cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti?
Dopo l’album avevo tanta voglia di tornare in studio e sono sinceramente molto contenta della nuova musica che stiamo producendo. Alla fine la cosa che amo di più è creare in generale, già non vedo l’ora di portare le nuove tracce live. Ogni progetto ti fa sempre capire delle cose che ti aiutano ad avvicinarti sempre di più a quello che vuoi davvero fare.

Parlando di featuring, in “Pixel” hai avuto modo di confrontarti con un po’ di nomi della scena rap ma anche con il cantautorato più indie, grazie alla collab con Colapesce. È qualcosa che ti piacerebbe rifare in futuro, di far incontrare il tuo rap con altre sonorità? Se sì, con chi ti piacerebbe lavorare?
Assolutamente, io sono una persona veramente onnivora che ascolta un sacco di musica da tutto il mondo, ultimamente non sto più ascoltando neanche tanto rap. In Italia ci sono un sacco di artisti con cui mi piacerebbe collaborare, il mio preferito é sicuramente Calcutta.

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo tour?
Vi aspetto alle date per scoprirlo :) ci saranno ovviamente delle sorprese e non vedo l’ora! A presto

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I dischi fondamentali di PACÌ https://www.dlso.it/site/2026/02/18/paci-dischi-fondamentali/ Wed, 18 Feb 2026 10:42:31 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139543

FELUCA è l’odore del sale, il ricordo delle ginocchia graffiate dagli scogli, la nostalgia dei pomeriggi lunghissimi fatti di niente se non di casa. Il disco d’esordio di PACÌ, alter-ego musicale di Federico Romeo, è un ritorno a quel tempo, a quel luogo familiare. Si sente l’organicità della natura, il linguaggio (seppur strumentale) di chi…

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FELUCA è l’odore del sale, il ricordo delle ginocchia graffiate dagli scogli, la nostalgia dei pomeriggi lunghissimi fatti di niente se non di casa.
Il disco d’esordio di PACÌ, alter-ego musicale di Federico Romeo, è un ritorno a quel tempo, a quel luogo familiare. Si sente l’organicità della natura, il linguaggio (seppur strumentale) di chi viene dal mare.
Per la sua realizzazione, Federico ha incontrato Emanuele Triglia, Vincenzo Lato e Luca Gaudenzi, che come lui si approcciano alla musica in maniera spontanea e con un feeling tutto mediterraneo.

Abbiamo raggiunto PACÌ per approfondire il suo background musicale attraverso gli ascolti che hanno segnato il suo percorso artistico.

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Puntine #206 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/02/18/puntine-206-canzoni-da-ricordare/ Wed, 18 Feb 2026 09:38:53 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139550

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Broken Social Scene, Giulia Impache, Any Young Mechanic.
Nell’ultima pagina c’è la nostra playlist, aggiornata ogni mercoledì.

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Quello che ascolterai oggi https://www.dlso.it/site/2026/02/13/album-13-febbraio-2026/ Fri, 13 Feb 2026 10:09:20 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139521

Eccoci qui con i consigli musicali di questa settimana a partire dai nuovi album di Brent Faiyaz e Charli xcx. Dischi nelle prossime pagine e singoli in playlist:

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Eccoci qui con i consigli musicali di questa settimana a partire dai nuovi album di Brent Faiyaz e Charli xcx.
Dischi nelle prossime pagine e singoli in playlist:

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Sónar annuncia la line-up completa per l’edizione 2026 https://www.dlso.it/site/2026/02/12/sonar-annuncia-la-line-up-completa-per-ledizione-2026/ Thu, 12 Feb 2026 16:05:23 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139517

Il festival elettronico di Barcellona completa il cartellone 2026 con 65 nuovi annunci. L’appuntamento Sónar è dal 18 al 20 giugno con Prodigy, Modeselektor, Skepta, Addison Groove, Goldie B2B Doc Scott ft Medic MC, Two Shell, Daniel Avery, Dom Dolla, Wata Igarashi, Namasenda, Amelie Lens, SBTRKT, Charlotte de Witte, Boys Noize, Cabaret Voltaire.   View…

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Il festival elettronico di Barcellona completa il cartellone 2026 con 65 nuovi annunci.

L’appuntamento Sónar è dal 18 al 20 giugno con Prodigy, Modeselektor, Skepta, Addison Groove, Goldie B2B Doc Scott ft Medic MC, Two Shell, Daniel Avery, Dom Dolla, Wata Igarashi, Namasenda, Amelie Lens, SBTRKT, Charlotte de Witte, Boys Noize, Cabaret Voltaire.

 

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Una line-up variegata che animerà i palchi di Fira Gran Via per tre giorni di musica intensi, dalle 17 alle 5 del mattino, di cui qui sveliamo il programma dettagliato:

Thursday 18th June | 5pm to 3am
Alba Franch | Arp Frique & The Perpetual Singers | Boys Noize | Cabaret Voltaire | Chris Stussy | Clementaum b2b LAZA | Daniel Avery live | Fukcnormal | The Hacker | KETTAMA | Lady Shaka b2b Tash LC | Loli Zazou | MALUGI b2b Benwal | MERCÈ presents SHOW SIMULATOR | Metrika | Mina & Bryte | Oriana | La Sofy

Speedy J presents STOOR Live

Friday 19th June | 5pm to 7am
⌭ IceMorph ⌬ | Addison Groove | Afri K | Amaliah b2b Pangaea | Amanda Mussi | Ani in the Hall present Intel·ligència Romàntica | Arthi | DJ AYA | Baby Pantera presents Desidia | Beatrix Weapons presents BO$$Y OF MUSIC hybrid set | Charlotte de Witte | Cormac | Cutemobb | Daria Kolosova | Funk Tribu | DJ Gigola | GlorySixVain | Goldie b2b Doc Scott ft Medic MC | GOTH-TRAD | JESUZ X b2b NE/RE/A | Kelis | Kilopatrah Jones | Maz | Miss Bashful | MK (Marc Kinchen) b2b TSHA | Nia Archives | Nina GGG | Olivia Babe | Perra Inmunda | Reinier Zonneveld presents R2 (b2b AI, Holographic AV) | riria | RONI | Sammy Virji | Sara Landry | SBTRKT live | Skepta | TAYHANA & MissLupe | YHWH Nailgun | Zuri

Speedy J presents STOOR Live | BULTO Takeover

Saturday 20th June | 5pm to 7am
30drop presents Insight Into Mind and Space | Akua | Amelie Lens presents AURA | ANNĒ & Sera J | Ático Corp. & R.I.P. Bestia present UFC (U n F uturo C reíble) live | CARBS: Ketiov & Fernanda Arrau | Carlita | Ciara Cuvé | Colleen ‘Cosmo’ Murphy presents Cosmodelica | Danielle b2b Ryan Elliott | Dom Dolla | DPR CREAM & DPR ARTIC | FJAAK x Kittin live | Gerd Janson b2b Marcel Dettmann | ISA | Joy Orbison | LOVEFOXY | Main Costa presents Ugly Trap Better | DJ MARIA. | Mercromina Club | Migal | Modeselektor live | Namasenda | nimino DJ set | Ogazón | PETERBLUE | The Prodigy | ROLROLROL | SALOME | Sónia Trópicos | Takuya Nakamura | TAWA | Tedesco | Two Shell | Undo live | Wata Igarashi live | WhoMadeWho live

Speedy J presents STOOR Live | Glitterbox Takeover

Tickets

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La collezione di dischi dei Santamarea https://www.dlso.it/site/2026/02/11/santamarea-collezione-di-dischi/ Wed, 11 Feb 2026 11:36:54 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139497

Quando pensiamo ai Santamarea ci viene in mente questa citazione di Lucio Dalla: “il pensiero come l’oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare” Sarà per il mare che è radice del loro nome, ma anche per la libertà che trasuda dai loro testi e dalla loro musica. “Anime Storte” è il titolo del…

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Quando pensiamo ai Santamarea ci viene in mente questa citazione di Lucio Dalla:
“il pensiero come l’oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare”
Sarà per il mare che è radice del loro nome, ma anche per la libertà che trasuda dai loro testi e dalla loro musica.
“Anime Storte” è il titolo del loro album d’esordio ed è una sintesi perfetta di questo concetto: anziché recintarsi in zone di comfort, i Santamarea fluiscono irregolarmente in più direzioni, esplorando nei sentimenti tanto quanto nella ricerca del loro carattere musicale.
Ci affascinano perché sappiamo che continueremo a non definirli mai e a pensarli liberi come il mare.

Anche le loro influenze rispecchiano inevitabilmente traiettorie “storte” e le scopriamo nelle prossime pagine.

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Puntine #205 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/02/11/puntine-205-canzoni-da-ricordare/ Wed, 11 Feb 2026 10:15:20 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139487

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Dario Jacque, Ali e Charif Megarbane, Alberto Bianco, Alba Akvama e Maddie Ashman.
Nell’ultima pagina c’è la nostra playlist, aggiornata ogni mercoledì.

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Il primo venerdì di febbraio ci regala questa musica qui https://www.dlso.it/site/2026/02/06/album-6-febbraio-2026/ Fri, 06 Feb 2026 10:12:03 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139464

Nuovo mese, nuova musica. Questo febbraio inizia con i nuovi album di J Cole, Joji, Daphni e Puma Blue e i singoli di Arlo Parks, Gaia Banfi e prima stanza a destra che trovi nella playlist Best of New Music insieme alle altre uscite.

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Nuovo mese, nuova musica.
Questo febbraio inizia con i nuovi album di J Cole, Joji, Daphni e Puma Blue e i singoli di Arlo Parks, Gaia Banfi e prima stanza a destra che trovi nella playlist Best of New Music insieme alle altre uscite.

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Puntine #204 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/02/04/puntine-204-canzoni-da-ricordare/ Wed, 04 Feb 2026 16:24:52 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139457

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui. 

In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Marta Del Grandi, Pem, Suice e quattro Puntine su Youtube.
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I primi nomi di C2C Festival 2026 https://www.dlso.it/site/2026/01/30/line-up-c2c-festival-2026/ Fri, 30 Jan 2026 11:47:52 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139451

Dopo aver svelato l’edizione newyorkese che si terrà l’8 maggio, C2C Festival è pronto a condividere anche il cartellone 2026, annunciando i primi nomi dell’appuntamento torinese giunto al suo 25esimo anniversario. Un’edizione importante come questa non poteva che accogliere artisti di un certo calibro come ci dice la stessa line-up (“la più imponente della sua…

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Dopo aver svelato l’edizione newyorkese che si terrà l’8 maggio, C2C Festival è pronto a condividere anche il cartellone 2026, annunciando i primi nomi dell’appuntamento torinese giunto al suo 25esimo anniversario.

Un’edizione importante come questa non poteva che accogliere artisti di un certo calibro come ci dice la stessa line-up (“la più imponente della sua storia”, si legge nel comunicato) nella quale troviamo Arca, BADBADNOTGOOD, Kelela, Chuquimamani-Condori, Joanne Robertson, Chanel Beads, Oklou, Robyn, KMRU, underscores, Crystallmess e Theo Parrish, Yung Lean & Bladee.

 

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La storica venue di Lingotto ospiterà gli eventi del venerdì e del sabato, mentre le OGR Torino accoglieranno gli appuntamenti del giovedì e della domenica.

I biglietti saranno in vendita da mercoledì 4 febbraio alle 12 su DICE. Ci vediamo dal 29 ottobre all’1 novembre a Torino!

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La musica con cui (finalmente) gennaio finisce https://www.dlso.it/site/2026/01/30/album-30-gennaio-2026/ Fri, 30 Jan 2026 09:46:01 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139432

Ultimo weekend di questo mese che pareva durare un anno eppure siamo ai titoli di coda accompagnati dalla musica di Thundercat, che proprio ieri ha annunciato il nuovo album in uscita il 3 aprile (ft. ASAP Rocky, Tame Impala, Channel Tres e un inedito con Mac Miller). Poi ci sono i Santamarea con il nuovo…

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Ultimo weekend di questo mese che pareva durare un anno eppure siamo ai titoli di coda accompagnati dalla musica di Thundercat, che proprio ieri ha annunciato il nuovo album in uscita il 3 aprile (ft. ASAP Rocky, Tame Impala, Channel Tres e un inedito con Mac Miller). Poi ci sono i Santamarea con il nuovo album e il ritorno di Tom Misch.

Ascolta qui e nelle prossime slide.

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Puntine #203 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/01/28/puntine-203-canzoni-da-ricordare/ Wed, 28 Jan 2026 11:28:54 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139420

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Andra Faccioli, Leo Middea, Glomarì, Collettivo Jambona.
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“Il Cielo in Una Stanza” nel Tiny Desk di Guitarricadelafuente https://www.dlso.it/site/2026/01/26/il-cielo-in-una-stanza-tiny-desk-guitarricadelafuente/ Mon, 26 Jan 2026 10:30:47 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139413

Testo a cura di Elisabetta Picariello Come un ninna nanna tra sonorità elettroniche e medievali, la musica di Guitarricadelafuente, atterra a Washington. Nel suo Tiny Desk, Lafuente non sceglie di rallentare il suono, ma di metterlo a fuoco. Portando in uno spazio intimo una musica che resta corale, dimostrando che intimità e minimalismo non sono…

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Testo a cura di Elisabetta Picariello

Come un ninna nanna tra sonorità elettroniche e medievali, la musica di Guitarricadelafuente, atterra a Washington.

Nel suo Tiny Desk, Lafuente non sceglie di rallentare il suono, ma di metterlo a fuoco. Portando in uno spazio intimo una musica che resta corale, dimostrando che intimità e minimalismo non sono la stessa cosa. Attorno a lui c’è una formazione ampia, fatta di chitarre, piano, percussioni, archi, zanfona e voci che si muovono con equilibrio. Già nel suo ultimo album, Spanish Leather (Boots of Spanish Leather, Bob Dylan 1964) si percepisce una libertà nel costruire un linguaggio personale non confinata dal bisogno di aderire a un’idea esterna di “folk”.

La sessione NPR funziona come una conferma visiva e sonora di questa percezione.

 

Alcuni lo raccontano come un cantautore folk, ma quella definizione oggi appare riduttiva. Lo Spanish Leather Tour – che il 10 aprile passerà per i Magazzini Generali a Milano – e il Tiny Desk mostrano qualcosa di diverso: un artista che usa il folk come grammatica, non come genere. 

Nel mezzo del Tiny Desk, Lafuente si esibisce con Tramuntana, uno dei brani chiave di Spanish Leather. Tramuntana inoltre contiene il sample più esplicito e documentato dell’album: Il cielo in una stanza di Gino Paoli. Una scelta non casuale da parte di Lafuente, il quale nel brano parla come Paoli di desiderio e della sensazione di stare sospesi. Questo gesto inserisce Spanish Leather in una tradizione che supera i confini nazionali: Il cielo in una stanza. 

“Siempre me ha movido por dentro la nostalgia por tiempos mejores, o que simplemente desconozco. / Ho sempre avuto nostalgia di tempi migliori, o che semplicemente non conosco” 

 

 

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Parallelamente alla musica, la figura di Guitarricadelafuente inizia a muoversi anche nel cinema. Nel 2026 uscirà La bola negra, il nuovo film di Javier Calvo e Javier Ambrossi, noti come Los Javis, tra i nomi più influenti della nuova cultura pop spagnola. Il progetto è prodotto anche da El Deseo, la storica casa di produzione fondata da Pedro e Agustín Almodóvar, e vede nel cast Penélope Cruz insieme allo stesso Guitarricadelafuente.

Il film si muove tra musica, identità e memoria, temi che dialogano in modo diretto con l’universo artistico di Lafuente. La sua presenza non è un cameo, ma parte di un cast pensato per tenere insieme linguaggi diversi: cinema d’autore, musica e cultura pop contemporanea. Anche rispetto al percorso dello stesso Guitarricadelafuente, questo tipo di collab appare non come una deviazione, ma come un’estensione coerente del suo percorso, sempre più inserito in un discorso culturale ampio.

 

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Alla fine, quello che resta dal passaggio di Guitarricadelafuente per gli studi NPR non è la singola canzone o lo strumento particolare, ma la sensazione di un equilibrio perfetto tra voce, corpo e gruppo. È una soglia simbolica, una conferma di maturità artistica, dove la calma emotività, quasi cullante, ma mai inerte, riesce a parlare a un pubblico globale senza rinunciare alle proprie radici.

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HÅN e Generic Animal raccontano la loro collab https://www.dlso.it/site/2026/01/26/han-generic-animal-intervista/ Mon, 26 Jan 2026 10:12:49 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139408

Tra le collab più belle di quest’anno appena iniziato c’è quella di HÅN con Generic Animal, uniti nel brano “un animale non sa piangere“, dal nuovo EP di HÅN “II-Inverno”. Due artisti con una scrittura complementare che dialogano non solo musicalmente ma condividono anche un comune pattern emotivo: entrambi fragili, gonfi alla gola di emozioni…

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Tra le collab più belle di quest’anno appena iniziato c’è quella di HÅN con Generic Animal, uniti nel brano “un animale non sa piangere“, dal nuovo EP di HÅN “II-Inverno”. Due artisti con una scrittura complementare che dialogano non solo musicalmente ma condividono anche un comune pattern emotivo: entrambi fragili, gonfi alla gola di emozioni che fanno fatica ad uscire.

Il titolo di questo brano che li vede insieme è eloquente in questo senso, manifestando la difficoltà di esprimere le emozioni e una conseguente tensione lirica che permea tutto il brano.

Li abbiamo raggiunti per farci raccontare com’è nata questa collaborazione timida, vulnerabile ma fortissima:

Generic Animal:
“Io e Giulia volevamo scrivere un pezzo chitarra e voce. Tipo “Love yourself” di Justin Bieber, a modo nostro, in questa lingua timida, che ci accomuna”.


HÅN:
“Ho invitato Luca durante la residenza alla Casa degli Artisti lo scorso maggio. Ha scritto una parte di chitarra che mi è sembrata subito molto bella; il testo e la melodia ne sono usciti di conseguenza e penso che il risultato rispecchi entrambi, forse perché abbiamo tanti ascolti in comune. Anche dal punto di vista testuale è stata una delle canzoni più semplici che io abbia mai scritto. Ero lì per una settimana, una cosa di cui ero molto felice, eppure non riuscivo a fare delle task semplicissime come cucinarmi il pranzo, lavare i vestiti; insomma le azioni quotidiane che ti permettono di vivere mi sembravano impossibili. Quindi ho voluto un po’ parlare di questo e di quanto sia difficile uscirne davvero (se mi tagli la coda sai che cresce sempre nuovamente); di come l’immobilità emotiva (un animale non sa piangere) si sposti anche sul pratico (ho pulito la stanza, ho lavato i capelli, voglio tornare a casa e sdraiarmi sul letto di sempre ma sempre più tardi) e di come questo mi facesse sentire una versione inferiore di me stessa.”

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La musica che ti sorriderà questo weekend https://www.dlso.it/site/2026/01/23/album-23-gennaio-2026/ Fri, 23 Jan 2026 09:32:55 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139392

Nuovo disco di Tutti Fenomeni che si intitola “Lunedì” anche se esce di venerdì, nuovo singolo dell’inarrestabile Fred again.. (questa volta in collab con Young Thug) e anche e soprattutto il ritorno di James Blake con “Death of Love” che annuncia il prossimo disco in uscita a marzo. Playlist qui e album nelle prossime pagine

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Nuovo disco di Tutti Fenomeni che si intitola “Lunedì” anche se esce di venerdì, nuovo singolo dell’inarrestabile Fred again.. (questa volta in collab con Young Thug) e anche e soprattutto il ritorno di James Blake con “Death of Love” che annuncia il prossimo disco in uscita a marzo.

Playlist qui e album nelle prossime pagine

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Puntine #202 – Canzoni da ricordare questa settimana https://www.dlso.it/site/2026/01/21/puntine-202-canzoni-da-ricordare/ Wed, 21 Jan 2026 14:07:49 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139381

Quest’articolo è parte di una newsletter speciale. Per riceverla gratis settimanalmente, registrati qui.  In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare. PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla…

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In un disco la puntina si posiziona esattamente su quello che vogliamo sentire, in un ufficio tiene appeso quel foglietto con su scritte le cose che non dobbiamo proprio dimenticare.

PUNTINE è il nostro modo di fermare la musica bella appena uscita e farla rimanere viva nonostante il tempo voli via velocissimo.
Questa settimana: Lexa Gates, Lucy Rose, 15 15, Jana Horn.
Nell’ultima pagina c’è la nostra playlist, aggiornata ogni mercoledì.

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Viaggio attraverso la musica di David Lynch https://www.dlso.it/site/2026/01/16/david-lynch-musica/ Fri, 16 Jan 2026 14:49:48 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139369

Un anno fa moriva David Lynch, uno dei pochi registi al mondo con uno stile talmente unico e inimitabile da essersi meritato la coniazione di un aggettivo tutto suo- “lynchiano” – diventato ormai un termine d’uso comune per descrivere le atmosfere tipiche del suo cinema tra l’onirico e l’inquietante Nella foto che accompagnava l’annuncio della…

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Un anno fa moriva David Lynch, uno dei pochi registi al mondo con uno stile talmente unico e inimitabile da essersi meritato la coniazione di un aggettivo tutto suo- “lynchiano” – diventato ormai un termine d’uso comune per descrivere le atmosfere tipiche del suo cinema tra l’onirico e l’inquietante
Nella foto che accompagnava l’annuncio della sua morte, pubblicato sulla sua pagina ufficiale il 16 gennaio 2025, lo si vedeva ritratto con una chitarra in mano. Non una cinepresa, ma una chitarra. Basterebbe già questo per dare un’idea di quanto fosse importante e viscerale il suo rapporto con la musica. “La musica è magia” aveva sintetizzato il regista, ma vale la pena approfondire.

Per questo ad un anno dalla sua scomparsa abbiamo deciso di rendergli omaggio attraverso un viaggio nel suo mondo musicale. Perché sì, oggi lo possiamo tranquillamente affermare, David Lynch, oltre ad essere stato uno dei più grandi registi della storia del cinema, nel corso della sua evoluzione artistica è stato anche un incredibile music designer e un vero e proprio musicista, compositore e cantautore sui generis.
Da piccolo Lynch aveva avuto anche una minima formazione musicale: da bambino, infatti, aveva iniziato a suonare la tromba – e ci sono diverse foto che lo testimoniano – ma la cosa era finita lì. Da giovane cineasta adulto, invece, si era dimostrato fin da subito un abile sperimentatore sonoro, anche se – naturalmente –, agli inizi della sua carriera cinematografica non osava certo definirsi musicista. Anzi, in una vecchia intervista aveva precisato «Adoro il suono e sperimentare con il suono. […] Mi ha sempre interessato anche se non sono affatto un musicista. Ma i suoni tendono verso la musica e amo quell’area di confine in cui posso danzare sempre più vicino alla musica con gli effetti sonori».

L’utilizzo degli effetti sonori e dei rumori ambientali con una sensibilità musicale è un aspetto fondamentale della sua estetica che lo accompagna già dagli esordi suoi primi cortometraggi e lo farà per tutta la prima parte della sua carriera. Decisivo in questo senso è l’incontro con l’ingegnere del suono Alan Splet, insieme al quale collabora alla sonorizzazione di tutti i suoi primi lavori, dalla fine degli anni ’70 fino ai primi anni ’90.
Lynch, in realtà, artisticamente non nasce né come regista né come musicista. Il suo primo vero amore con l’arte, infatti, è quello con la pittura. Ma poi un bel giorno si accorse che il quadro sul cavalletto non gli bastava più. Voleva completarlo dandogli un movimento e un contorno sonoro: quello che voleva più di tutto – dirà – era “sentire il vento”. Nasce così l’aspirazione di diventare regista e al tempo stesso l’idea del primo vero tipico “suono lynchiano”, ovvero il sibilo del rumore del vento, che abbiamo sentito così tanto spesso nei suoi film. Lo sentiamo forte e chiaro anche all’inizio e alla fine di In Heaven (The Lady In The Radiator Song), l’unica vera e propria canzone, presente nella colonna sonora del suo primo film The Ereserhead. Per il resto, la colonna sonora del film era stata definita dallo stesso Lynch come una “sinfonia industriale”, composta con l’aiuto di Splet, che aveva registrato ore e ore di rumore di vento, e lo aveva poi abbinato a ronzii elettrici, lamiere metalliche e macchinari in funzione, in modo da catturare, come richiesto dal regista, l’inferno sonoro di una città industriale.

https://www.youtube.com/watch?v=awVNCIjQq1A

Sarà proprio questa esperienza sonora a influenzare e porre le basi per la nascita del cosiddetto genere industrial, sviluppato poi da band come i Throbbing Gristle e gli Einstürzende Neubauten, o, in zone più limitrofe all’ambient, dai Coil e Tim Hecker.

Altro incontro fondamentale per lo sviluppo musicale di Lynch è quello con il compositore d’origini siciliane Angelo Badalamenti. I due si erano conosciuti sul set di Velluto Blu (1986), dove Badalamenti era stato inizialmente convocato per fare da “vocal coach” a Isabella Rossellini e aiutarla a cantare l’omonimo brano che aveva ispirato l’intero film, ovvero Blue Velvet di Bobby Vinton

Ma l’affinità tra Lynch e Badalamenti fu tale che quest’ultimo si ritrovò a comporre l’intera colonna sonora del film. C’era solo un piccolo problema: Lynch non conosceva il linguaggio della teoria musicale e pertanto si limitava a descrivergli le scene, i colori e le sensazioni, che poi Badalamenti avrebbe dovuto tradurre in note di pianoforte. Questa tecnica sulle prime spiazzante, si consoliderà negli anni, sfociando nel capolavoro assoluto della colonna sonora di Twin Peaks.
Ma per arrivare a quella manca ancora un tassello fondamentale: la voce eterea di Julee Cruise. Lynch, in realtà, avrebbe preferito quella di Elizabeth Fraser, folgorato sulla via del dream pop, dopo averle sentito cantare la cover di Song To The Siren di Tim Buckley nel progetto This Mortal Coil. Avrebbe fatto di tutto per averla in Velluto Blu, ma essendo fuori budget, Lynch si rimboccò le maniche e cercò di creare insieme a Badalamenti qualcosa di simile. Il risultato è la loro prima vera e propria canzone scritta insieme: Mysteries of Love – con musica di Badalamenti e testo di David Lynch. Da antologia la descrizione che Lynch fece a Badalamenti su come avrebbe dovuto suonare il brano: “Fallo come il vento, Angelo. Dovrebbe essere una canzone che galleggia sul mare del tempo”. A cantarla al posto della Frazer c’è appunto Julee Cruise, una vecchia conoscenza di Badalamenti, la cui voce – se possibile – suona ancora più impalpabile e onirica della fonte d’ispirazione originale. Tutti e tre ne sono così entusiasti da proseguire la collaborazione nello spettacolo teatrale Industrial Symphony n. 1 e nei due dischi successivi di Julee Cruise, Floating Into The Night (1989) e The Voice of Love (1993). Ma soprattutto nella colonna sonora cult di Twin Peaks.

Senza dilungarci sull’impatto epocale che ebbe lo show nel mondo della televisione, ci limitiamo a sottolineare quanto parte di quell’impatto sia legato anche alla strepitosa colonna sonora, composta ancora una volta dalla premiata ditta Lynch-Badalamenti, con l’aggiunta parsimoniosa della voce di Julee Cruise, usata in tre brani dal forte impatto emotivo: The Nightingale, Into The Night e Falling. Il riadattamento strumentale di quest’ultima diventerà l’evocativa e indimenticabile sigla iniziale della serie, capace di far sprofondare lo spettatore/ascoltatore in un profondo senso di pace, nostalgia e desiderio romantico: la discesa degli accordi è analoga all’atto di innamorarsi e, nel mondo di Lynch, all’atto di “cadere” (falling appunto) sia nella sua forma fisica che metafisica.

Ma il pezzo forte è il tema di Laura Palmer, la ragazza scomparsa attorno alla quale si sviluppa il mistero della serie. Badalamenti ha raccontato in un video il momento in cui è nato il brano: Lynch gli descriveva cosa doveva immaginarsi per tirare fuori le note, prima lente e cupe, “come se fossero in un bosco di notte circondati solo dal rumore del vento e degli animali”, e poi improvvisamente un’apertura celestiale, la comparsa di una ragazza in lontananza che si avvicina sempre di più, facendo salire la melodia sempre più in alto sul Fender Rhodes, fino al raggiungimento del climax, per poi svanire di nuovo nel buio. A questo punto la musica è davvero magia e il suo successo sarà strepitoso.

Nel 1992 c’è un altro punto di svolta che arriva con il film Fuoco Cammina con me (1992) – il prequel di Twin Peaks: qui Lynch si accredita come sound designer e non si limita a descrivere le canzoni o a scriverne soltanto il testo, come aveva sempre fatto in passato, ma per la prima volta compone in prima persona anche la musica di un brano. Nasce così il suo primo strumentale rock intitolato The Pink Room: lento, ipnotizzante e carnale, come la scena a cui è abbinato nel film.

https://www.youtube.com/watch?v=TsttKnIFrR8

Il lavoro da sound designer di Lynch si consolida con le pellicole successive, in particolare Strade Perdute del 1997 e Mulholland Drive del 2001. Il primo è dotato di una colonna sonora formidabile che, oltre alle orchestrazioni di Badalamenti, contiene anche una selezione di brani curata da Trent Reznor dei Nine Inch Nails (futuro premio Oscar). Reznor ha raccontato di aver creato il brano Driver Down in base agli input bizzarri che Lynch gli aveva dato con le solite modalità che era abituato a usare con Badalamenti. Nello specifico pare che Lynch gli abbia detto che per la scena finale voleva «il suono di una scatola da cui saltano fuori dei serpenti che ti sibilano in faccia». Strade Perdute è anche il film in cui Lynch corona finalmente il sogno di avere la tanto desiderata Song to the Siren dei This Mortal Coil in una scena che è letteralmente di accecante bellezza.
In Mulholland Drive (2001) Lynch manipola come meglio crede le tracce orchestrali di Badalamenti per creare gli effetti angoscianti desiderati. Ma oltre ai loro brani strumentali, il film contiene anche una versione pazzesca di Crying di Roy Orbison cantata in spagnolo da Rebekah Del Rio (“Llorando”) e altri brani (Go Get Some, Mountains Falling) pescati da Bluebob (2001), il primo vero progetto musicale di Lynch, che per la prima volta si cimenta nel ruolo di chitarrista al fianco del ben più esperto musicista John Neff. Qui possiamo sentire il suono anticonvenzionale della chitarra d’avanguardia di Lynch – la Parker Fly del 1997 visibile nella foto – a metà strada tra chitarra e sintetizzatore.

A questo punto a Lynch non resta che cantare. Il passo viene ufficialmente compiuto con la colonna sonora del suo ultimo film INLAND EMPIRE del 2006. Lynch non solo scrive due ottimi brani come Ghost of Love e Walking in the Sky, ma li canta pure, stravolgendo la sua voce attraverso svariati effetti, non essendo certamente il bel canto il pezzo forte della casa. Il film segna il distacco dalla placenta di Badalamenti e inaugura una nuova collaborazione vocale con la cantante “aliena” Chrysta Bell, a cui viene affidata la canzone migliore del lotto (Polish Poem), e con la quale il regista lavorerà anche in futuro fino a poco prima di morire.
Lynch si cimenta nel canto anche nel disco di Danger Mouse e Sparklehorse The Dark Night Of The Soul (2009), dove oltre a curare la veste grafica del progetto tramite video e artwork, fa capolino pure in veste di vocalist in un paio di brani: la struggente Star Eyes (I Can’t Catch It) e l’inquietante title track.
A questo punto Lynch è davvero pronto per camminare nel mondo della musica con le sue gambe. Nel 2011 pubblica il suo primo vero album “solista” Crazy Clown Time e due anni più tardi bissa con The Big Dream (2013). Si tratta di due dischi particolarmente oscuri (poteva essere altrimenti?) caratterizzati da un sound blues sporco, industriale, a tratti rarefatto. A limitarne il potenziale radiofonico, purtroppo, non sono tanto le atmosfere cupe quanto la voce di Lynch non sempre all’altezza della situazione. Non a caso gli episodi che alla fine brillano di più sono quelli affidati a due vere cantanti: Pinky’s Dream in Crazy Clown Time cantata da Karen O degli Yeah Yeah Yeahs e I’m Waiting Here con Lykke Li in The Big Dream.
Il viaggio musicale di Lynch passa ancora attraverso il ritorno di Twin Peaks del 2017, in cui Lynch si avvale del sound designer Dean Hurley e usa l’escamotage del Bang Bang Bar per concludere ogni puntata con l’esibizione musicale di un’artista affine (tra i tanti spiccano il dream pop di Chromatics e Au Revoir Simone e i grandi ritorni di Rebekah Del Rio e Julee Cruise). Ma la conclusione del viaggio è il disco pubblicato nel 2024 insieme a Chrysta Bell Cellophane Memories. Gli ultimi versi del brano conclusivo – Sublime Eternal Love – sono la summa della sua poetica musicale: E il rumore si trasformò in musica / E le note avevano un sentimento.

David Lynch non c’è più. Ma per fortuna c’è sempre musica nell’aria.

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Beh oggi tanta roba https://www.dlso.it/site/2026/01/16/album-16-gennaio-2026/ Fri, 16 Jan 2026 10:19:05 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139355

Don’t be dumb dice A$AP Rocky e proviamo a raccogliere l’invito ma sentiamo comunque che usciremo scemi con tutte queste uscite. Oggi nel menù, oltre al nuovo album di A$AP c’è Geolier, mentre nei singoli troviamo Charli xcx, Apparat, il ritorno di Arlo Parks, e poi prima stanza a destra, i Santamarea e Gorillaz. Ma…

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Don’t be dumb dice A$AP Rocky e proviamo a raccogliere l’invito ma sentiamo comunque che usciremo scemi con tutte queste uscite.
Oggi nel menù, oltre al nuovo album di A$AP c’è Geolier, mentre nei singoli troviamo Charli xcx, Apparat, il ritorno di Arlo Parks, e poi prima stanza a destra, i Santamarea e Gorillaz.

Ma ascolta tutto qui

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Torna l’edizione newyorkese di C2C Festival con una lineup strabiliante https://www.dlso.it/site/2026/01/14/c2c-festival-2026-new-york/ Wed, 14 Jan 2026 17:18:14 +0000 https://www.dlso.it/site/?p=139352

Quest’anno C2C Festival compie 25 anni e, per rendere onore a questo enorme traguardo, conferma per il secondo anno l’edizione newyorkese che si terrà l’8 maggio. Oggi è stata svelata anche la line-up che riempirà gli spazi del Knockdown Center di New York: ci saranno Arca, aya e Los Thuthanaka, ma anche Nourished By Time,…

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Quest’anno C2C Festival compie 25 anni e, per rendere onore a questo enorme traguardo, conferma per il secondo anno l’edizione newyorkese che si terrà l’8 maggio.
Oggi è stata svelata anche la line-up che riempirà gli spazi del Knockdown Center di New York: ci saranno Arca, aya e Los
Thuthanaka, ma anche Nourished By Time, Titanic (il progetto collaborativo di I. la Católica e Mabe Fratti), Malibu, YHWH Nailgun ed
Elias Rønnenfelt. Inoltre vedremo sui tre palchi allestiti per il festival anche il duo pop NEW YORK, Avalon Emerson & the Charm, e infine uno showcase curato da The Lot Radio.

L’edizione newyorkese di C2C Festival è un assaggio primaverile di ciò che ci aspetterà in autunno con il consueto appuntamento a Torino, di cui non vediamo l’ora di scoprire di più.

Biglietti disponibili su DICE a partire da venerdì 16 gennaio.

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