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          V/a - Angola Soundtrack - Special Sounds From Luanda 1965 - 1978 - Eu2lp - Aalp 069 - Analog Africa      Cache   Translate Page      
Angolan music is truly unique and stands on its own as a sound that can only be found in that part of the world. Rhythms ...
          Il nome mio nessun saprà: l'accordo segreto tra Papa Francesco e Pechino      Cache   Translate Page      

"Nessun dorma".

In un mese, la Cina ha inaugurato i due ponti più lunghi del mondo. Fisico ed edilizio il primo, a sfidare ogni record d'ingegneria e unificare Hong Kong, Canton, Macao, in un arco di 55 chilometri e 250 milioni di transiti. "Metafisico" e pattizio il secondo, a completare settecento anni di tentativi e superare settant'anni di empasse politico - diplomatica, collegando stabilmente Pechino e il Vaticano, hard e soft power, regno dei cieli e celeste impero, città dei papi e città proibita, nell'orizzonte spazio – temporale di due miliardi e mezzo di anime.

"Ponti" caratterizzati entrambi da un segmento nascosto. Un tunnel subacqueo da un lato e un canale riservato, vale a dire una procedura segreta di nomina dei vescovi, dall'altro: che repentinamente li sommergono e sottraggono allo sguardo, per un ampio intervallo di mare, cingendoli di un'aura di mistero e rievocando al pensiero la suggestione, pucciniana e bismarkiana, di un'aria celebre. Lirica e Realpolitik, dunque.

"Il mio mistero è chiuso in me ..."

Sebbene Pechino si collochi agli antipodi, a quasi dodicimila miglia da Buenos Aires, ha sempre rappresentato il punto più vicino e l'obiettivo primario, predestinato e pianificato nel DNA gesuitico e nell'immaginario geopolitico di Bergoglio. Forse l'approdo addirittura conclusivo, esaustivo. La spettacolare, magistrale uscita di scena. Coronamento e congedo che di più non si può, a volerlo cogliere e sapersene distogliere, del suo iter al timone della barca di Pietro.

"Da ragazzo, qualunque cosa leggessi sulla Cina aveva la capacità di suscitare la mia ammirazione. Ammiro la Cina. In seguito, ho studiato la vita di Matteo Ricci e ho visto che quest'uomo provava quello che provavo io: ammirazione."

Con una differenza non da poco. Quando Matteo Ricci, matematico e cartografo, discepolo anche lui di Sant'Ignazio, sognava e disegnava geometrie a Oriente, il pendolo del cattolicesimo inclinava verso l'Ovest, appena scoperto. Ci sarebbe voluto un papa sudamericano, mezzo millennio dopo, per azzerare il cronometro e passare il testimone dall'eldorado di ieri a quello di domani. Dall'estuario del Rio de la Plata, il fiume ad'argento, al delta del fiume delle perle, Zhu Jiang in cinese.

Cambiando non solo emisfero ma sfera d'influenza, con un'angolazione di 180 gradi e uno statement che traccia, e trancia, un reset epocale: "La Cina oggi è una potenza mondiale: se la vediamo da questo lato, può cambiare il panorama".

Operazione e opzione ardita, che allerta i radar USA e non passa inosservata. Dilata come non mai e al tempo stesso spacca in due la Chiesa, separandola da Washington nel momento in cui gli States si fanno guardinghi e serrano i ranghi di un nuovo bipolarismo, dall'Est all'East. Richiamo della foresta e remake di un classico che in nome dell'interesse nazionale aggrega in un fronte unico repubblicani e democratici, Obama e Trump, fondamentalisti evangelici e conferenza episcopale, intellettuali bostoniani e farmer del Corn Belt, militari del Pentagono e "guerrieri culturali" ratzingeriani.

Motivo che ha indotto la Santa Sede ad ammainare provvisoriamente la bandiera della trasparenza, un mantra distintivo del pontificato, e attraversare prudenzialmente la frontiera in un luogo riparato.

Per timore non tanto di una collisione in superficie con la "barca - drago" (vascello tipico di Hong Kong, dal look grintoso ancorché innocuo) del cardinale "pasionario" e ultraottuagenario Zen Ze-kiun, che accusa il Vaticano di svendere la Chiesa clandestina fedele a Roma e sputa fuoco e fiamme sull'accordo, quanto piuttosto con la portaerei del media system statunitense, pronto a levare in volo i bombardieri e attivare uno sbarramento ad alto share.

In tale clima di guerra fredda e diffidenza reciproca non è azzardato assimilare alle sanzioni economiche il calo e congelamento delle donazioni finanziarie, registrato per effetto dell'Affaire Viganò. Al di là dell'episodio in sé l'America percepisce, incredula, l'eclissi dell'appartenenza del papato all'Occidente. Ossia lo smarcamento dell'astronave pontificia dalla galassia Stars and Stripes e con esso un riposizionamento, anzi un rovesciamento di alleanze. Reagendo di conseguenza.

"Tramontate stelle ..."

Mentre Francesco atterrando in Lituania il 22 settembre 2018 metteva un piede nel passato e sul limes, livido e dolorante, del Novecento, a quattromila miglia il viceministro degli esteri, Monsignor Antoine Camilleri, apponeva in suo nome una firma sul futuro gravido e invitante del XXI secolo, consegnando agli annali una data storica e sottoscrivendo con la Cina un protocollo che chiude il contenzioso atavico sul metodo di selezione della gerarchia ecclesiastica e schiude all'evangelizzazione la via della seta. Come se la pietra magica della cattedrale di Vilnius avesse finalmente propiziato il miracolo (Stebuklas), esaudendo e assecondando da copione al terzo giro, dopo il duplice tentativo di Wojtyla e Ratzinger, la priorità strategica dei successori di Pietro, conforme alla profezia di Giovanni Paolo II, che giunto trionfatore sulla soglia del giubileo provvide subito, lungimirante, ad aggiornare l'agenda e il muro, non più eludibile, da Berlino a Pechino.

Spingendosi sull'orlo del fuori gioco, teologico e geopolitico, Bergoglio ha condensato in cinque anni cinque secoli di missione, per non restare fuori dall'area che conta, dove si perde o vince la partita della globalizzazione: una fabbrica e un trend ascendente che nel 2050 esprimerà il 50 per cento del PIL mondiale, a dispetto del fatturato spirituale, fermo attualmente in Asia - e drammaticamente – a uno sparuto, timido tre per cento di battezzati. Frazione marginale quanto emarginante.

"Le Chiese cristiane in tutto il mondo hanno preso coscienza del fatto che il XXI secolo è veramente il secolo dell'Asia": il proclama di Civiltà Cattolica, nel luglio 2017, mostra chiaramente che nella consapevolezza del Papa e dei suoi più stretti consiglieri, dal Segretario di Stato Pietro Parolin al messinese Antonio Spadaro, direttore della rivista, rispettivamente pilota e ideologo della svolta, era scoccata l'ora e si assemblava lo scenario, inderogabile, delle manovre di attracco e avanti tutta: dalla manifestazione d'interesse alle affinità elettive. Dalla premessa patrimoniale alla promessa matrimoniale.

"Il nome mio nessun saprà".

Magari non il nome ma il cognome. Non il quadro però segnatamente la cornice. Malgrado non si conosca il contenuto dell'intesa, se ne può comunque desumere la tipologia e genealogia, che la riconduce induttivamente al novero dei "trattati ineguali".

Dove uno dei contraenti cede in fase di stipula più di quanto riceva. Prospettiva inversa, compensativa del gap che a partire dalla metà dell'Ottocento costrinse l'Impero del Centro, in virtù della superiorità tecnologica dell'Ovest, ad aprire obtorto collo porti e quartieri ai vessilli d'Europa e alle navi a vapore: da cui sbarcavano, insieme, militari e baionette, missionari e immaginette.

Un bandolo unitario che dal nazionalista Sun Yat-sen al comunista Mao Zedong al neocapitalista Xi Jinping ("fondamentalisti dell'indipendenza" nella definizione dell'editor di Asianews, il sinologo Padre Bernardo Cervellera), spiega e dispiega, ricapitola e raggomitola cento anni di parabola repubblicana, nella ricerca ossessiva, estensiva dell'onore perduto e di simboli che lo rappresentino architettonicamente, aristocraticamente tout azimut: dai grattacieli dei top manager, nel ruolo degli odierni mandarini, alla sequenza violacea di zucchetti dei vescovi, sette più uno post mortem, nominati dal governo e testé approvati dal Papa, previa revoca delle scomuniche. Coscienti che diocesi e cattedrali cattoliche rimpiccioliscono e scompaiono, per dimensioni, nella demografia e altimetria delle megalopoli (stando alla più ottimistica delle stime i fedeli superano di poco l'uno per cento della popolazione, una esigua minoranza e un terzo della pur infima consistenza continentale, che è del tre) ma che agli occhi del mondo, nella costruzione del racconto mediatico, la gallery dei presuli riabilitati abbaglia, e si staglia, con impatto emotivo analogo allo skyline scenografico di Chongqing e di Shangai.

A scrutarlo da un tale osservatorio, il patto sino-vaticano rivela e assume verosimilmente, come abbiamo scritto, le fattezze di un condono. Una gigantesca "sanatoria" urbanistica, nella quale Roma legittima un paesaggio di edifici abusivi, anomali, a cominciare dall'archetipo dell'Associazione Patriottica, che fungono da longa manus del partito, e quest'ultimo entra, per così dire, in società con il Pontefice, lasciandogli l'imprimatur del messaggio dottrinale, oltre al parere vincolante sulla idoneità personale, ma continuando a esercitare l'imprinting sulla linea politica e il diritto di scelta, in definitiva, dei candidati all'episcopato.

Non solo un ponte a due corsie, bensì a due velocità.

Se il vescovo "patriottico" in effetti compie speditamente il tragitto intero e contribuisce attivamente all'elaborazione del magistero papale, su un piano di pari dignità con i confratelli, nel sinodo di ottobre in Vaticano, quello "clandestino", lungi dall'essere in parallelo riconosciuto dalle autorità, viene di converso accompagnato e trattenuto ai "pit-stop" di rieducazione stradale, al fine di metabolizzare la segnaletica e viabilità di regime, con i suoi obblighi e i suoi divieti.

Sullo sfondo la rinascita del senso religioso, che affiora nelle nuove generazioni e ha indotto Xi Jinping a emanare un regolamento restrittivo, vessatorio, in vigore da febbraio 2018 e in apparenza contraddittorio, al limite della schizofrenia istituzionale rispetto alle trattative in corso contestualmente, in tempo reale, con la diplomazia della Santa Sede.

La sindrome di Turandot affligge la leadership cinese, terrorizzata eppure affascinata innanzi al potenziale coesivo e divisivo, persino eversivo della fede. E' questa la posta della commessa, e scommessa, da centinaia di milioni di anime, col taglio e col travaglio di una guerra di nervi, tra Bergoglio e Xi.

"E t'ho odiato per quella e per quella t'ho amato. Tormentata e divisa fra due terrori uguali: vincerti o esser vinta ..."

Problematico ed emblematico della persecuzione in atto il caso di Pietro Shao Zhumin, presule di Wenzhou, che al quinto arresto in due anni colleziona seriale, paziente "soggiorni d'istruzione", in guisa di punti di penalità sulla patente.

Da un lato lo slancio di Francesco che alla vista di Monsignor Guo Jincai si commuove pubblicamente in tv e lo promuove all'istante da figlio prodigo a prodigio, accogliendolo nell'abbraccio del colonnato beniniano ed elargendogli, per dote, la diocesi nuova di zecca di Chengde.

Dall'altro le cautele del governo, che sottopone il ponte a ripetuti stress test di collaudo e impone al partner la prova d'amore, attraverso il sacrificio dei cattolici legati a Roma per settant'anni e destinati a immolarsi per un "bene superiore", alla stregua di Liù, serva fedele dell'opera pucciniana.

"Tu che di gel sei cinta, da tanta fiamma vinta, l'amerai anche tu".

Con ogni probabilità, il prossimo concistoro cercherà di trasformare in matrimonio, mediante la consegna di un anello cardinalizio, l'accordo pre-nuziale di settembre, imprimendo su di esso il sigillo della porpora e impalmando un vescovo prescelto con il placet delle due parti.

A seguire, una visita di Bergoglio in Cina eguaglierebbe per importanza l'incontro del '72 fra Nixon e Mao. Scandendo il cambiamento d'epoca e inaugurando un capitolo inedito, senza precedenti, nella saga delle alleanze tra papato e impero

La sfilata del Pontefice a Pechino configurerà dunque l'evento clou del 2019 oppure, alla stregua di Dolce e Gabbana, scivolerà sul misunderstanding e buccia di banana di un faux pas, in sembianza di mossa, richiesta o protesta improvvida?

"Dilegua o notte. All'alba vincerò".

A prescindere dal viaggio, il grido tenorile del principe Calaf aleggia imperativo e pone una ipoteca geopolitica sul conclave. Come Giacomo Puccini, anche Francesco si appresta infatti a lasciare incompiuta e work in progress la sua Turandot, confidando in una discendenza numerosa e nella perseveranza biblica del Signore.

Al di là degli esiti possibili, la Cina costituisce un formidabile, irripetibile desk, che consente di leggere in prospettiva e retrospettiva genesi e nemesi del pontificato: misurandone concettualmente la vicinanza diagnostica e lontananza prognostica con il predecessore Joseph Ratzinger, nel confronto tra Benedikt-Option e Chinese Dream.

Entrambi, Francesco e Benedetto, prendono atto del declino irreversibile, nel breve periodo, del cristianesimo in Europa.

Di fronte alla notte che avanza, il primo si preoccupa però di preservarne integro il nucleo nell'area protetta o cenacolo chiuso delle minoranze creative, postmoderna versione del sacro speco. Il secondo ipotizza invece di trasferirne altrove il centro gravitazionale, coerente con la sua doppia natura di gesuita e di perito chimico. Non solo esploratore ma sperimentatore.

L'uno applica in sostanza un marchio doc e teorizza un diritto di proprietà intellettuale, a tutela del brevetto greco-romano, l'altro de-localizza le produzioni e il domicilio fiscale, abolendo le royalties identitarie.

"Sebbene sia vero che alcune culture sono state strettamente legate alla predicazione del Vangelo e allo sviluppo di un pensiero cristiano", leggiamo in Evangelii Gaudium", il messaggio rivelato non si identifica con nessuna di esse e possiede un contenuto trans-culturale".

Nel campo magnetico dell'Orbe, polarizzato dal braccio di ferro Washington - Pechino, la barca dell'Urbe naviga inquieta e speranzosa, zigzagando tra resilienza del timoniere, che incede ostinato, e resistenza dell'equipaggio, che teme l'ignoto. Levando l'ancora e svuotando la stiva, per riportare indietro e lanciare su vasta scala, lungo le promettenti scie della seta, il cherigma e format di un cattolicesimo made in China, globalizzato e tutto da scoprire.


          Un nuovo patto con gli europei per l'Europa del futuro      Cache   Translate Page      

Sviluppo economico, sociale e ambientale. Tre parole d'ordine sulle quali si deve fondare il patto per l'Europa del futuro. Siamo a un crocevia importante, a una svolta epocale per le sorti dell'Unione europea e del mondo: dobbiamo cambiare il modo di pensare l'economia, il sociale e l'ambiente. Un processo che non può prescindere dal coinvolgimento degli europei. I cambiamenti duraturi e reali vengono dal basso, una vera eguaglianza sostenibile è realizzabile solo se è voluta e portata avanti insieme ai cittadini.

L'Europa che verrà ha le fondamenta che poggiano su una superficie triangolare, ai tre vertici le tre priorità: ambiente, eguaglianza sociale e crescita economica. Negli ultimi decenni la politica neoliberista ha favorito la concentrazione della ricchezza a vantaggio di pochi e a scapito dei molti. Di fronte alle grandi sfide che ci attendono dobbiamo rivedere a fondo il senso economico, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile.

Dobbiamo smettere di guardare all'Unione europea solo da un punto di vista contabile, affrontando, con strumenti culturali e politici nuovi, l'individualismo sempre più accentuato di oggi. In modo da ridare forma alle alternative e significato alle aspettative sociali e ambientali degli europei.

L'obiettivo deve essere porre al centro il benessere di tutti. L'Unione europea deve accelerare la transizione verso un'eguaglianza sostenibile. Ce ne rendiamo conto sempre di più, l'UE non ha interpretato bene la natura complessa della crisi, che è sociale, economica e anche ambientale. Il cambiamento climatico, l'inquinamento o l'esaurimento delle risorse naturali devono essere affrontati non solo "ecologizzando l'economia", ma anche dal punto di vista del progresso sociale e dello sviluppo economico inclusivo.

Certo il percorso è lungo ma non ci spaventa. Dobbiamo insistere sulla necessità di ridare potere alle persone nelle nostre democrazie indebolite, di riformare il capitalismo, ricostruire la giustizia sociale, assicurare un reale progresso socio-ecologico e cambiare radicalmente il modo in cui le politiche economiche, sociali e ambientali europee sono realizzate. Bisogna agire con decisione e in modo radicale; dobbiamo farlo sin da subito, con coraggio e forza per trasformare il presente e incidere sul futuro.

Come farlo? Attraverso un patto con i cittadini, non lasciandone neppure uno indietro e coinvolgendo tutti i territori, urbani e rurali, per non lasciarne fuori nessuno. Diseguaglianze sociali e aumento di povertà sono alla base del malessere e del senso di incertezza e insicurezza che rendono così tesi e critici i rapporti sociali e politici attuali.

Solo con un intervento di politica economica ambientale e sociale di ampio respiro potremo dare risposte adeguate alle aspettative dei nostri concittadini. Bisogna sradicare i motivi del malcontento nei vari campi, da quello lavorativo - vedi flessibilità e incertezza del futuro - a quello esistenziale - insicurezza del presente che si riversa nel futuro prossimo e paura di chi è dall'altra parte delle nostre frontiere, che viene visto come un approfittatore.

Le forze progressiste possono ridisegnare l'economia, la società e il futuro del pianeta solo se lavoreranno insieme in Europa, costruendone l'unità e la forza per affrontare con coraggio le nuove sfide.


          A Bruxelles con un nuovo impegno sulla manovra entro dieci giorni      Cache   Translate Page      

Un nuovo impegno per l'Ue entro dieci giorni: forse un documento di bilancio rivisto e corretto dopo la bocciatura della Commissione europea o forse una lettera. Comunque un'inversione di rotta da consegnare all'Europa prima del consiglio europeo del 13 e 14 dicembre, segnalano fonti di governo ad Huffpost. Il tempo stringe, i toni tra Roma e Bruxelles sono passati dagli insulti alla trattativa, il governo Conte tratta e vuole chiudere. Obiettivo: evitare la procedura di infrazione sul deficit legata al debito che potrebbe scattare il 19 dicembre, se tutti gli sforzi andassero a monte.

I dettagli dell'accordo sono ancora da definire, mentre a Bruxelles si svolge una riunione dell'Eurogruppo che, nelle sue conclusioni finali, conferma ancora la bocciatura della Commissione: "Sosteniamo la valutazione della Commissione Ue e raccomandiamo all'Italia di prendere le misure necessarie a rispettare le regole del Patto di stabilità". Ma - dettaglio non da poco - nelle conclusioni della riunione dei ministri della zona euro non c'è accenno esplicito alla procedura di infrazione contro l'Italia. E' un altro segnale della trattativa in corso.

"Siamo nel pieno periodo di approvazione della legge di bilancio, quindi stiamo valutando tutti gli emendamenti. Sto lavorando a tempo pieno per quanto riguarda l'interlocuzione con le istituzioni europee, ci stiamo lavorando a tempo pieno -questa mattina, stasera, domani - credo che nel volgere di qualche giorno avremo un ulteriore passaggio con le istituzioni europee", dice Conte, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Confido di poter pervenire a quello che è il mio massimo auspicio, il mio grande obiettivo", ovvero una "soluzione condivisa per evitare la procedura di infrazione".

Secondo quanto riferiscono all'Huffpost fonti di governo, l'idea che si fa strada è di ridurre il deficit previsto al 2,4 per cento nel 2019. Le previsioni più ottimistiche dell'ala più incline al dialogo nell'esecutivo Conte puntano al 2 per cento, che è quanto chiede al minimo la Commissione per evitare la procedura di infrazione di fatto già 'apparecchiata' e che, senza correzioni, "va avanti", avverte Pierre Moscovici. Quota cento, il provvedimento sulle pensioni caro a Matteo Salvini, potrebbe diventare una 'una tantum' che risolva i problemi legati alla riforma Fornero (esodati), ma che di fatto salvaguardi quella riforma in quanto è l'unica riforma strutturale italiana apprezzata a livello europeo. Scomporla - fanno notare gli interlocutori europei - vorrebbe dire rimettere a rischio il sistema. Il reddito di cittadinanza, meno inviso a Bruxelles, invece verrebbe ristretto al massimo, ad una platea ridotta.

Il diavolo sta sempre nei dettagli e nessuno al governo si dice certo dell'accordo fatto. Tanto più che Salvini sta ancora chiedendo che 'quota cento' mantenga almeno una parte strutturale, altrimenti gli sarebbe difficile difendere la manovra di fronte agli elettori. Però anche i toni di Salvini sono diventati decisamente più morbidi.

"Smontare la Fornero è un mio preciso impegno", dice il vicepremier leghista arrivando al Parlamento europeo per incontrare i suoi eurodeputati prima della serata alla festa di 'politico.eu', giornale online che gli assegna il premio di leader più influente dell'anno. Però poi aggiunge: "Lo faremo rispettando tutti i parametri. Il diritto al lavoro e il diritto alla pensione vengono prima di tutti i decimali e di tutti gli scogli". Salvini si mantiene alla larga dalle polemiche, accuratamente. Non si scalda nemmeno quando gli fanno notare che i commissari europei possono andare in pensione con soli dieci anni di attività. In altri tempi avrebbe approfittato per attaccare. Oggi no. Oggi l'Europa non è più un affare da smontare ma: "Il nostro obiettivo è entrare in queste istituzioni per ridare vita a un bellissimo sogno", dice Salvini.

Ora la trattativa è nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, come hanno messo nero su bianco ieri i due vicepremier Salvini e Di Maio in una nota congiunta. Ed è per questo che il nuovo impegno per Bruxelles arriverà qui in Europa in tempo per il consiglio europeo di metà dicembre. Dovrà essere una "correzione credibile della manovra e un impegno chiaro e indiscutibile del governo": è questo che chiedono da Bruxelles a Roma.

Per il capo del governo, il consiglio europeo di fine anno sarà l'occasione per dimostrare ai partner europei gli sforzi fatti: ad Angela Merkel ed Emmanuel Macron, i più aperti al dialogo, e agli olandesi, i finlandesi, gli austriaci, insomma i più arrabbiati per le spese italiane in deficit. In questo modo, al termine di settimane di lavoro con una triangolazione di sforzi insieme al ministro dell'Economia Giovanni Tria sul lato dei conti e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sul lato della diplomazia, Conte si prefigge di suggellare l'accordo in modo che il 19 dicembre la Commissione non scriva le sue raccomandazioni per l'Italia, propedeutiche all'apertura formale della procedura all'Ecofin del 22 gennaio.

Insomma entro la metà dicembre, suggeriscono fonti di governo al lavoro sulla trattativa, deve essere tutto fatto. Perché altrimenti il caso Italia finisce nel collegio dei Commissari del 19 dicembre (secondo l'ordine del giorno che decideranno i capi di gabinetto di Palazzo Berlaymont il 17 dicembre) e a quel punto sarebbe troppo tardi.

Oggi a metà giornata, Tria e il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis si fanno fotografare insieme. Sorridenti, si stringono la mano al termine di un colloquio. "Comune volontà di trovare al più presto una soluzione al contenzioso sulla manovra tra Roma e Bruxelles", è quanto emerge dall'incontro. Certo, il 'falco' Dombrovskis non si lascia sfuggire l'occasione per rimarcare che "non basta solo il cambio dei toni, serve una correzione consistente". Ma si intuisce anche alla riunione dell'Eurogruppo che l'Italia non è più nella condizione di tirare la corda ancora: i dati parlano di recessione in arrivo, cosa che sconfesserà le previsioni di crescita del governo. E poi oggi la levata di scudi di Confindustria ha fatto suonare l'allarme proprio al cuore dell'esecutivo: soprattutto nella Lega, nel mirino delle critiche del suo elettorato al nord.

Un'atmosfera diversa, insomma. Moscovici già annusa la vittoria. "La Commissione - dice placido il commissario agli Affari Economici - è la signora del tempo". E' una citazione di Macron, che oggi non se la passa bene con le proteste dei 'gilet gialli' in Francia, tanto che il suo ministro all'Economia Bruno Le Maire è costretto a lasciare l'Eurogruppo in anticipo per tornare a Parigi per riunioni di governo dopo le violenze alle manifestazioni di sabato scorso. Ma Moscovici cita il Macron che vinse le presidenziali due anni fa e parlava così: "Io resterò il 'padrone dell'orologio': bisognerà che i media si abituino. Non mi agiterò per andare davanti alle telecamere solo perché la signora Le Pen va in tv".


          HATCHER, ELLEN JOANN (GUDGEL)      Cache   Translate Page      
ELLEN JOANN (GUDGEL) HATCHER, 85, of Angola, Ind., passed away on Friday, Nov. 30, 2018. Born Dec. 20, 1932, in Hancock County, Ind., she was the...
          Helion: War of Intervention in Angola      Cache   Translate Page      
Matthew Lenton delves into this book on the Angolan War 1975-1976, particularly focusing on Cuban forces.
          ACTA DIURNA E "CHE TEMPO CHE FA"      Cache   Translate Page      


La puntata odierna di "Acta Diurna" continua il suo viaggio alla scoperta degli elementi e meccanismi inconsci di persuasione o di influenza della percezione del pubblico di telespettatori presenti nelle più note trasmissioni di approfondimento giornalistico e talk show.

Oggi l'indagine è incentrata sulla puntata del 25/11/2018 di Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio e in onda su Rai Uno.



SCENOGRAFIA 

Simboli, categorie eidetiche, cromatiche e codici prossemici


Preminenza del colore blu,  che secondo le categorie cromatiche evoca calma, rassicurazione, autorevolezza, prestigio e invita inconsciamente alla fiducia.

Non bisogna dimenticare che questo è anche il colore simbolo dell'Unione Europea, (in tempi di sovranismo è una scelta di campo) e che richiama il colore dell'acqua che si troverebbe in un acquario, come quello della scrivania.

Il conduttore ha raccontato perché ha scelto di mettere un acquario nella scenografia della sua trasmissione: "è un omaggio al primo talk della Rai che era, appunto, Acquario di Maurizio Costanzo".

A rimarcare la citazione, uno dei pesci che popolano la vasca, è stato chiamato proprio Maurizio. Il titolo del programma di Costanzo faceva riferimento all'acquario presente in studio, fulcro centrale della scenografia.

L'idea dell'acquario, oltre a essere una citazione, è anche metafora degli uomini di spettacolo che, apparendo nel televisore di casa, sembrano in una sorta di acquario, mentre si dibattono e vivono la loro vita televisiva, osservati dai telespettatori.

La scrivania è quadrangolare, atta a ospitare l'acquario, ma formata da tre lati, che circondano il conduttore, come per proteggerlo, isolarlo da contesto quando pone domande agli ospiti "di riguardo" e intende evocare professionalità, rigore e posizione "super partes", secondo i codici prossemici.

Le forme lineari della scrivania, secondo le categorie eidetiche, inviano un'idea di forza, energia, leadership.

Lo studio è però circolare, comprendendo in due emicicli la platea degli spettatori in studio e gli "attori" della puntata e invia quindi una idea di élite rappresentata dal pubblico che ha il privilegio di essere in studio e dai protagonisti della puntata. Tale forma evoca anche il concetto di teatro greco, in cui si svolgevano le rappresentazioni e di anfiteatro, luogo deputato di gare e competizioni.

I codici dell'abbigliamento di Fazio, in giacca e cravatta, con un completo scuro, intendono dare idea di rassicurazione, autorevolezza, raffinatezza, compostezza e prestigio.

Anche l'uso degli occhiali insiste sull'idea dell'icona del professore, dell'intellettuale.

Al minuto 1,22 vi è elogio di Silvia Romano, volontaria rapita in Africa, che dalla descrizione di Fazio diviene l'icona perfetta del volontario, del giovane la cui casa è il mondo, sottolineando in modo celebrativo il concetto globalista, di cui la volontaria diviene simbolo, per cui non ci sono confini né nazionalità ed evocando l'archetipo del viandante, nel quale chiunque dovrebbe, secondo la filosofia della trasmissione, immedesimarsi.



DINAMICHE PRESENTI IN STUDIO

Soggetti, aiutanti, opponenti

Il primo ospite è Saverio Costanzo, figlio di Maurizio, introdotto da Filippa Lagerback, la storica "valletta" di Fazio.

La trasmissione è organizzata con la presenza di aiutanti, non solo del soggetto protagonista, ma che si aiutano fra loro. Non vi sono opponenti.

Fazio è aiutante degli ospiti; La Littizzetto e Filippa sono aiutanti di Fazio. Gli ospiti sono aiutanti di Fazio.

Per esempio, quando Fazio intevista Cottarelli, le sue domande non sono altro che introduzioni a un discorso che Cottarelli si è già preparato a tenere.

Al minuto 20,18 chiedere " a proposito dei BPT Italia venduti 2,1 miliardi contro i 7 o 8 attesi dal ministero del Tesoro. Cosa ci dice questo risultato?" significa implicare la risposta nella domanda. E' ovvio infatti che porre la domanda in questi termini non fa altro che evidenziare l'aspetto negativo della mancata vendita dei BTP.

Manca quindi il concetto di tentativo di neutralità e si evidenzia il desiderio di assecondare l'ospite e manipolare non tanto l'informazione in quanto tale ma la percezione del pubblico di una data informazione.

E' un lavoro molto raffinato di organizzazione delle strutture semantiche e percettiva da parte del conduttore.

Fazio finge di giocare il ruolo dell'opponente, cercando l'immedesimazione con l'uomo comune, quando fa a Cottarelli, intorno al min. 21, la domanda retorica "Ma perché conviene restare in Europa? Non fa che chiederci sacrifici", dando all'ospite la possibilità di dire quello che lui stesso pensa e quindi svolgendo ancora una volta il ruolo dell'aiutante mentre finge di fare l'opponente.

Lo stesso avviene anche durante il colloquio con Boeri e con altri ospiti.

I toni cambiano con l'arrivo di Boldi e De Sica in studio e diventano allegri e scherzosi, ma il ruolo dell'aiutante di Fazio continua.

Per creare un po' di dinamismo, la Littizzetto impersona talvolta, il ruolo dell'opponente dissacratore, nei confronti di Fazio ma soprattutto di personaggi esterni che vengono ridicolizzati, nelle sue gag.



CODICI PARALINGUISTICI

Tono e volume di voce, velocità di dizione, sovrapposizioni, codici mimetici, gestuali e prossemici.

Grande uso di aggettivi e di iperboli per descrivere e definire ospiti e avvenimenti, stimolando linguisticamente l'interesse dei telespettatori per "le magnifiche sorti et progressive" di quanti frequentano come ospiti lo studio di "Che tempo che fa"

I codici tonali di Fazio sono spesso esagerati, encomistiaci, stupefatti per l'immensità che a suo dire ha dinanzi agli occhi, con il sovrascopo di affermare implicitamente che gli ospiti e gli argomenti trattati nella sua trasmissione, sono sempre superlativi e degni di incondizionata ammirazione.

I modi garbati e gentili del conduttore e degli ospiti in studio, senza mai alzare il volume della voce, né aumentare la velocità di dizione, danno l'idea di estrema sobrietà, raziocinio, ponderatezza, affidabilità.

Mettono lo spettatore nello stato d'animo rilassato e con le difese abbassate, facendogli introiettare come dati di fatto, verità incontrovertibili, tutte le parole che vengono pronunciate in studio.

La Littizzetto serve a "rompere" lo schema percettivo, rendendo più dinamica la trasmissione, con il suo ruolo dissacratore che sembra benevolmente tollerato dal "saggio e paziente" conduttore, che si comporta con la comica come si farebbe con un bambino un po' discolo ma simpatico.

Vi è insomma un "gioco delle parti" fra due "maschere", l'icona del "saggio e paziente adulto" e quella della "ragazzina sbarazzina".

La Littizzetto usa generosamente i codici mimetici e gestuali per assumere il ruolo del "buffone di corte" che "ridendo castigat mores".

Anche il tono cadenzato e la voce a volume molto alto della comica insistono per generare la percezione del "momento di svago" della trasmissione, evocando la sensazione di relax e divertimento, oltre che di provocare il benestare condiscendente del Pubblico, a casa e in studio, per le uscite talvolta non ortodosse, gli insulti e il turpiloquio, spesso usato dalla co-conduttrice.

Si apre una parentesi che è una sorte di "carnevale", di "saturnali" in cui si rovesciavano le cariche e le priorità, di cui la Littizzetto è incontrastata sovrana, agendo con il sottofondo delle risate, talvolta anche sguaiate, del pubblico.



CONTAMINAZIONE DI GENERI

Presenza o meno di contaminazione, quindi di infotainment


A parte la presenza in studio di personaggi dello spettacolo, e delle gag della Littizzetto, la parte in cui più esplicitamente si nota la contaminazione di generi, in questo che più che un talk show è un grande contenitore serale sullo stile di "Domenica In" ma più elitario e meno nazionalpopolare, è "il tavolo", la parte del programma in cui sono invitati tanti presentatori, comici, cantanti, sportivi e intrattenitori e siedono a una lunga teoria di tavoli uguali, per mandare, con questo codice prossemico,  il messaggio di parità e uguaglianza fra conduttore e ospiti.

Vi è una serie di complimenti reciproci, toni encomiastici e omaggi video con amarcord della carriera di molti di loro.

Anche la scenografia cambia, per sottolineare il passaggio tra quella che dovrebbe essere la parte "seria in antitesi a quella "faceta" della trasmissione.




USO FIGURE RETORICHE

Metafore, similitudini, allegorie per rendere più efficace la veicolazione del proprio messaggio

Talvolta vi è uso di figure retoriche, per spettacolarizzare linguisticamente il programma.

"Vera arte" è l'iperbole usata che intende passare per descrizione per commentare la ricostruzione di uno scenario per le puntate di "L'amica Geniale", film per la tv di Costanzo, che il regista è venuto a presentare in studio.

Continue iperboli, anche per le protagoniste del film, due bambine "di cui tutti ci innamoreremo"



USO DI MESSAGGI SUBLIMINALI

Inferenze, impliciti, presupposizioni

Grande uso di connotazioni: per esempio Fazio usa "la mia stellina" per riferirsi alla Littizzetto, oppure con il vezzeggiativo "Lucianima mia" o "la nostra bambinella".

La Littizzetto, co-protagonista della trasmissione, tende a esprimersi quasi sempre con un linguaggio triviale, anche rivolgendosi alle ospiti, due bambine.

In effetti l'uso di tale turpiloquio le serve per creare una identificazione, una immedesimazione da parte dei telespettatori, in quanto parlando in maniera non forbita, crea un'alternanza con il linguaggio distinto e ricercato di Fazio e intercetta una fascia di popolazione che si sentirebbe troppo a disagio con un conduttore così raffinato, che con le sue caratteristiche intercetta invece la parte di pubblico più fine.

Inoltre, l'uso del turpiloquio vuole inviare il messaggio inconscio che in trasmissione c'è chi dice sempre "pane al pane e vino al vino" senza giochi di parole, e quindi, paradossalmente, l'uso del linguaggio volgare diventa una "cifra identificativa" sia della Littizzetto che della verità, dei dati nudi e crudi che vengono proposti al pubblico a casa.

Fazio tende sempre a creare personaggi, definendo i suoi ospiti. Lo fa anche con le bambine, facendo domande  e anticipando in effetti le loro risposte, così che alla fine della presentazione intrappola le due piccole ospiti negli stereotipi dell'Attrice e della Calciatrice.



USO DI MAXISCHERMI METATESTUALI

Interventi ospiti da esterni, sovradimensionati e quindi iperbolici. Si sottolinea la bontà o l'inanità delle opinioni degli ospiti inquadrando i maxischermi per catturare spesso le loro espressioni facciali o i gesti.


Presenza di un enorme maxischermo, the wall, alle spalle del conduttore e della sua postazione.

In questa trasmissione ogni immagine è usata in modo iperbolico, anche avvalendosi delle dimensioni, per aumentare a dismisura le caratteristiche di ciò che viene mostrato.

Alle immagini va in ulteriore aiuto i toni trionfalistici e sbalorditi per l'ammirazione, anche essi iperbolici, naturalmente, del conduttore.




CONCLUSIONE

Fazio è un grandissimo professionista, nel senso che conosce benissimo e altrettanto bene utilizza, tutti gli stratagemmi della comunicazione efficace, pervasiva, suadente, convincente e con essa è in grado, senza alcun problema, di dirigere le opinioni del Pubblico per far introiettare il messaggio che intende inviare, spingendo i telespettatori verso determinate considerazioni e prese di posizione.

Per ottenere questo agisce su sottili e raffinate leve percettive, attraverso l'uso di figure retoriche, connotazioni, codici prossemici, mimetici, tonali, cromatici, dell'abbigliamento e vari altri escamotages.

E' senza dubbio un utilizzatore altamente specializzato della cosiddetta Finestra di Overton.

La sua azione è abilmente coadiuvata da una squadra in perfetto sincrono, che riesce a raggiungere sia lo scopo che il sovrascopo della trasmissione, in modo garbato ma inesorabile.
          Projecto académico contribui para uma cultura da Educação sustentável em Angola      Cache   Translate Page      
O projecto académico "Eu posso tocar o futuro" é um projecto que comporta realizações de palestras em escolas do ensino geral e universitário, formações pedagógicas a professores, consultas multidisciplinares gratis, debates politico-sociais em várias regiões de Angola
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          Canal 11 confirmado para Maio e com ambição internacional      Cache   Translate Page      

“Nascemos para estar perto dos portugueses e das comunidades portuguesas”, aponta Nuno Santos, dando como exemplo França, Angola, Moçambique e África do Sul como países onde pretende levar o sinal do 11

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          Hogyan olvassunk Európai Unióról szóló magyar kormánypropagandát?      Cache   Translate Page      
Brüsszel migránsvízumot osztogat? Elveszi a közép-európaiak pénzét és Sorosnak adja? Megnéztük, mi igaz az EP-választásokra hangoló Fidesz-kommunikációból.
           Angola Open to Norwegian Investment      Cache   Translate Page      
[ANGOP] Luanda -Angolan authorities Monday in Luanda expressed availability to remain open to Norway's investments in the country aimed at diversifying the economy and promote a fairer and more developed society.
           Human Rights Represents National Security Issue      Cache   Translate Page      
[ANGOP] Luanda -The Angolan government considers the compliance with human rights a key aspect of national security, according to the minister of State and Chief of President's Civil Affairs' Office, Frederico Cardoso.
          Saldatore a filo - Manpower Italia - Vittorio Veneto, Veneto      Cache   Translate Page      
Richiesto il possesso di patentino per saldatore. Gradito il possesso del patentino angolare a testa a testa aggiornato (acciaio/alluminio)....
Da Manpower Italia - Thu, 20 Sep 2018 16:03:48 GMT - Visualizza tutte le offerte di lavoro a Vittorio Veneto, Veneto
          Presidente angolano encontrou-se com sociedade civil, Rafael Marques ficou à porta      Cache   Translate Page      
O ato pretendia ter o simbolismo da abertura política. João Lourenço está apostado em marcar a diferença relativamente a Eduardo dos Santos. Rafael Marques foi convidado, desconvidado e depois re-convidado.
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Londonban lett vásárolva, Magyarországon nem volt kapható.
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Postázom kérésre, az aktuális postai díjszabásnak megfelelő áron.  
Köszönöm szépen a figyelmet.
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Jelenlegi ára: 15 000 Ft
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          Csák János a Corvinus Egyetem átalakításának menetéről      Cache   Translate Page      
Márciusra ki kell alakulnia a Budapesti Corvinus Egyetem új struktúrájának, hogy legyen idő a finomhangolásra – mondta az InfoRádió Aréna című műsorában az átalakításon dolgozó testület vezetője. Csák János azt is elmondta, hogy az alapítványi intézménnyé válással akár nevesebb professzorok is elérhetővé válnak, akik jelenlétükkel is javítják az iskola nemzetközi megítélését.


          Angola: Angola and Norway Revitalise Co-Operation in Blue Economy Domain      Cache   Translate Page      
[ANGOP] Luanda -Angola intends to establish a solid partnership with the Norwegian government with a view to creating a national strategy for the exploration of marine products, announced last Monday, in Luanda, the Angolan Fisheries and Sea minister, Victória de Barros Neto.
          Combate à corrupção traz investidores da Noruega      Cache   Translate Page      
Santos Vilola Gabriel Bunga
O Reino da Noruega reconheceu ontem, em Luanda, que os esforços do Governo angolano facilitam a protecção adequada de investimentos, o combate à corrupção e a promoção da segurança jurídica.
Enhttp://jornaldeangola.sapo.ao/politica/combate_a_corrupcao_traz_investidores_da_noruegacontro com o Presidente João Lourenço analisou o futuro do intercâmbio multilateral 
Fotografia: Francisco Bernardo | Edições Novembro
Angola e o Reino da Noruega definiram posições sobre questões de interesse comum durante um encontro entre o Chefe de Estado, João Lourenço, e a Primeira-Ministra daquele país, Erna Solberg, no Palácio Presidencial da Cidade Alta, em Luanda. 
A chefe do Governo norueguês fez ontem uma visita de trabalho a Angola a convite do Presidente da República, João Lourenço. 
A Primeira-Ministra Erna Solberg elogiou os esforços feitos pelo Governo angolano tendentes a proporcionar um ambiente empresarial mais atractivo em Angola, susceptível de facilitar a mobilização de empresas estrangeiras e a promoção do investimento internacional.
No Palácio da Cidade Alta, os chefes de Governo dos dois países centraram as conversações no fortalecimento das relações bilaterais, de acordo com um comunicado conjunto produzido no final do encontro entre João Lourenço e Erna Solberg, no seu primeiro acto oficial depois de desembarcar em Luanda, para uma visita de 24 horas.
De acordo com o comunicado conjunto, o encontro foi marcado por “uma forte convergência de pontos de vista sobre os assuntos discutidos.”
“As partes reconheceram o progresso nas relações bilaterais e comprometeram-se a reforçá-lo ainda mais com base em princípios e valores comuns de democracia, liberdade, Estado de Direito, respeito pelos direitos humanos e integridade territorial dos Estados”, lê-se no documento. 
O Presidente João Lourenço, de acordo com o comunicado, louvou o espírito de cooperação e de solidariedade do Governo do Reino da Noruega como “um modelo para outros países que desejam acompanhar Angola no seu desenvolvimento económico e social.”
A chefe do Governo norueguês agradeceu o facto de os cidadãos do seu país terem sido escolhidos para beneficiar da isenção de vistos de entrada em Angola em turismo por um período de 90 dias.

Contactos intensos
Os dois países decidiram encorajar o estabelecimento de contactos mais intensos entre as estruturas governamentais e privadas, tendo assinalado com satisfação a realização do fórum económico Angola-Noruega, que decorreu por ocasião da presente visita oficial.
Erna Solberg louvou as iniciativas diplomáticas de Angola para manter a paz e a estabilidade regionais e promover a integração e o desenvolvimento económico do continente africano.
Os dois países manifestaram o seu engajamento em contribuir para a paz e a segurança internacionais, a promoção do livre comércio e a sustentabilidade ambiental. 
Neste sentido, João Lourenço louvou a iniciativa “Economia Oceânica Sustentável”, lançada pelo Reino da Noruega, para aumentar a consciencialização internacional sobre o facto de que o uso sustentável dos oceanos e a manutenção de um bom estado ambiental podem levar a uma significativa criação de valor e capacitação para atender algumas das mais vitais necessidades do Mundo no futuro.

Convite ao Presidente
O Chefe de Estado angolano foi convidado a fazer uma visita de Estado ao Reino da Noruega. O convite foi feito pela Primeira-Ministra daquele país, Erna Solberg, du-rante o encontro no Palácio Presidencial da Cidade Alta.
A data da visita, segundo o comunicado conjunto, deve ser acertada pela via diplomática dos dois países. Angola e a Noruega manifestaram a sua satisfação com os resultados da última reunião sobre consultas políticas a ní-
vel de ministros, realizada em Oslo, a 8 de Junho do ano em curso.
Ontem, as partes passaram em revista a cooperação bilateral e consideraram im-portante a sua diversificação. O fundamento é o facto de “ainda permanecer muito focalizada no sector do petróleo e gás.”
A chefe do Governo norueguês depositou ontem uma coroa de flores no sarcófago do primeiro Presidente da República, António Agostinho Neto. Erna Solberg, na sua chegada ao Memorial Dr António Agostinho Neto, foi recebida com honras militares na Praça da República, para depois fazer uma visita guiada e assinar o livro de honra.
A Primeira-Ministra visitou o Centro de Apoio à Pesca Artesanal, na Ilha de Luanda. Acompanhada da ministra das Pescas e do Mar, Victória de Barros Neto, a visitante interagiu com a comunidade piscatória. O dia ficou igualmente marcado por um encontro com estudantes, académicos e a sociedade civil na Embaixada daquele país.


  Angola propõe ao Reino da Noruega cooperação diversificada

O ministro de Estado e do Desenvolvimento Económico e Social, Manuel Nunes Júnior, pediu à Primeira-Ministra do Reino da Noruega, Erna Solberg, ajuda para edificar um sistema económico menos dependente do petróleo. 
Ao discursar na sessão de abertura do Fórum de Negócios Angola-Noruega, Manuel Nunes disse que a economia angolana está muito dependente do petróleo e, por isso, muito vulnerável a choques externos derivados do preço do petróleo no mercado internacional.  O ministro de Estado  referiu que existe uma correlação entre o preço do petróleo no mercado internacional e o crescimento económico do país. “Quando os preços estão em alta o crescimento económico é forte e dinâmico, e quando estão em baixa o crescimento económico é débil ou mesmo inexistente”, disse.  
Manuel Nunes Júnior explicou que,  entre 2003 e 2008, o preço do barril do petróleo esteve em alta e o crescimento económico de Angola era de 10,9 por cento. 
O período de 2009 a 2017, disse, o preço do barril de petróleo baixou, sobretudo em 2014, e a taxa média de crescimento foi baixa. “Queremos acabar com esta grande dependência de Angola do petróleo”, disse. Realçou que o país está a trabalhar para estabelecer um ambiente de confiança nos negócios.

Erna Solberg assinala desafios
A Primeira-Ministra norueguesa, Erna Solberg, agradeceu ao Presidente João Lourenço pelo convite para visitar Angola, e indicou que é a primeira visita de um chefe do Governo daquele país.
Erna Solberg indicou que a Noruega é um parceiro de Angola de longa data. Historicamente, disse, as relações entre os dois países foram fundadas na luta contra o colonialismo e o apartheid. 
A Primeira-Ministra referiu que as relações comerciais entre os dois países foram alargadas nos  domínios políticos e comerciais. Disse que uma boa parte das grandes empresas norueguesas está em África e a cooperação com Angola é um exemplo. “O sector petrolífero é a espinha dorsal na cooperação com Angola", disse, sublinhando que o parceiro mais importante da Noruega em África é Angola.  A dignitária norueguesa indicou que as empresas do seu país transferem tecnologias e que pagam os seus impostos em Angola. 
“Esta cooperação cria bases para o desenvolvimento tanto em Angola como na Noruega”, disse. 
A Noruega, disse, vai continuar a trabalhar com  Angola em outros sectores. 
A Primeira-Ministra norueguesa disse que a exploração de novas áreas de negócios é uma forma de criar novos postos de trabalho e, por isso, é importante diversificar os sectores da cooperação. “As energias limpas e o sector das Pescas são também áreas de interesse mútuo”, disse.  
Erna Solberg considerou que o ambiente de negócios que o Governo angolano está a criar é fundamental para reforçar a cooperação. A Primeira-Ministra deixou ontem Luanda.

Jornal de Angola

Pensar e Falar Angola
          CASTELLAMONTE - Spaccio di droga: arrestato un 19enne      Cache   Translate Page      
Sequestrati dai carabinieri di San Giorgio 46 grammi di marijuana e 145 di hashish, ripartiti in tre panetti rettangolari
          Saldatore a filo - Manpower Italia - Vittorio Veneto, Veneto      Cache   Translate Page      
Richiesto il possesso di patentino per saldatore. Gradito il possesso del patentino angolare a testa a testa aggiornato (acciaio/alluminio)....
Da Manpower Italia - Thu, 20 Sep 2018 16:03:48 GMT - Visualizza tutte le offerte di lavoro a Vittorio Veneto, Veneto
          Di Mauro gela Monterotondo: in semifinale va il Cynthia      Cache   Translate Page      
La formazione di Rughetti passa il turno, battendo l'Eretum, grazie ad un gol nel finale

Di Mauro (Foto Conti)

Coppa Italia Eccellenza - ritorno quarti di finale

Eretum Monterotondo - Cynthia 3-2 (andata 1-2)


ERETUM MONTEROTONDO Alessandri 6.5, Palmerini 6.5, Guidotti 6.5, Tomassetti 6, Millozzi 6.5, Razzini 7 (28'st Baldinelli 5.5), Tiscione 7.5 (25'st Di Ludovico 5), Bornivelli 6.5 (33'st Barbetti sv), Mastrantoni 6, Mereu 7, Toscano 7 (42'st Federici sv) PANCHINA Nosciatti, Romano, Fabrizi ALLENATORE Solimina


CYNTHIA Sciarra 6.5, Sistopaoli 6, Paloni 7, Vartolo 5.5 (23'st Mortaroli 7), Di Mauro 7, Amico 6, Labagnara 5 (9'st Milano 6.5), Blandino 6.5, Di Mario 6.5, Scacchetti 6 (45'st De Gennaro sv), Rocco 5 (11'st Visconti 6.5) PANCHINA Orlandi, Fiasca, Ingrosso, Falcone, Belardi ALLENATORE Rughetti


MARCATORI Razzini 23'pt (E), Scacchetti rig. 36'pt (C), Toscano rig. 50'pt (E), Mereu 7'st (E), Di Mauro 45'st (C)


ARBITRO Ercole di Latina

ASSISTENTI Raganelli e Panatta di Roma 1


NOTE Espulsi Di Ludovico per proteste Ammoniti Palmerini, Scacchetti Angoli 8-2 Rec. 4'pt - 6'st


Sembrava un pomeriggio perfetto per l'Eretum Monterotondo di Solimina, che aveva in mano la qualificazione  per la semifinale fino a pochi minuti dal termine della gara con il Cynthia, che, grazie alla rete di Di Mauro, arrivata nei mintuti finali, lascia Monterotondo in festa. 


Primo tempo - Ripercorrendo la sfida, inizialmente, è la squadra di casa ad essere costretta a fare la partita, in virtù della sconfitta nell'andata (2 a 1). La prima conclusione, però, è di marca ospite: i ragazzi di Rughetti partono in contropiede, finalizzato dal destro di Labagnara, troppo debole per impensierire Alessandri. La risposta dell’Eretum non si fa attendere: Bornivelli triangola con Toscano e poi calcia, non trovando lo specchio della porta.

Si gioca solamente nella metà campo del Cynthia e il gol del vantaggio gialloblù sembra poter arrivare da un momento all’altro. Ci provano Mereu, su punizione, e Tiscione, sugli sviluppi di corner, ma, in entrambi i casi, gli ospiti si salvano. Al 19’ è ancora Eretum: Razzini scodella verso Toscano che fa la sponda per Tiscione. Il 7 non ci pensa due volte e calcia di sinistro. Sfera alta. I ragazzi di Solimina danno costanza agli attacchi e al 23’ trovano il meritato vantaggio: Sciarra smanaccia il tiro dalla bandierina. La sfera arriva sul secondo palo, dalle parti di Razzini, il quale con un sinistro chirurgico trova l’angolo più lontano.


Cambia tutto: a questo punto, è il Cynthia a dover fare la partita; mentre all’Eretum basterebbe tenere il gol di vantaggio per conquistare la semifinale. Al 35’ gli ospiti conquistano un calcio di rigore, a causa di una leggera trattenuta in area. Il dubbio rimane. Dal dischetto parte Scacchetti che non sbaglia. Il copione della partita ritorna quello dellinizio: è l’Eretum a dover segnare per portare la sfida ai supplementari. Sino al duplice fischio, però, ci sono molte interruzioni e il ritmo della gara si abbassa notevolmente. A sorpresa, al 49’ Toscano cade in area. L’episodio è lo stesso accaduto in area dell’Eretum. Anche in questo caso, Ercole indica il dischetto. Lo stesso Toscano realizza. Il primo tempo si conclude così con i padroni di casa in avanti e con due calci di rigore, che, se non fossero stati fischiati, nessuno avrebbe avuto da ridire.


Secondo tempo - Dopo il riposo, torna meglio la compagine di Solimina, che al 6’ trova la rete del 3 a 1. L’azione è bellissima: Tiscione fraseggia con Palmerini e poi va al cross. Mereu, sul secondo palo, colpisce di testa, battendo Sciarra. Il Cynthia è sotto shock. L’Eretum, a tratti, esprime buon calcio e, in diverse occasioni, va vicino al gol del 4 a 1, che potrebbe chiudere l’incontro. La rete non arriva e il Cytnhia, seppur stanco, rimane in partita. Rughetti, beccato dal pubblico di casa, cambia diversi giocatori in campo, cercando di far capire ai suoi che un semplice episodio li porterebbe in semifinale. Con il passare del tempo le parti si invertono: l’Eretum abbassa il proprio baricentro, mentre il Cynthia, timidamente, attacca. Intorno al 20’ gli ospiti conquistano un calcio di punizione dal limite. Batte Blandino che trova sul primo palo Di Mario. Il tiro di prima intenzione è alto. Poco dopo, sono sempre i ragazzi di Rughetti a reclamare per un tocco di mano in area. Al 29’ il neo entrato Mortaroli, una vera e propria spina del fianco per la difesa di casa, sfiora il gol con un diagonale.


La retroguardia dell’Eretum rischia, anche perché il suo miglior interprete, Razzini, esce causa crampi. Comunque, per il momento, i gialloblù sembrano poter reggere. Visconti ci prova dal limite, ma Alessandri si oppone. Poco dopo, i padroni di casa si riaffacciano in attacco con la conclusione di Di Ludovico. Il risultato sembra essere in controllo per Alessandri e compagni, ma proprio negli ultimi minuti arriva il 3 a 2. Il Cynthia batte un angolo dalla sinistra, sul quale si avventa Di Mauro che incorna perfettamente, trovando la rete che fa esplodere di gioia i suoi. Il tentativo di rimonta dell’Eretum è inutile. In semifinale ci va il Cytnthia.


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Namibia, Angola Oil Deal Aborted
Southern Times
Dec 03, 2018
By Timo Shihepo

Windhoek - At a time when Namibian motorists are dreading fuel price increases every month, the Namibian government has revealed that the proposed talks to import crude oil from Angola have broken down with no resumption insight.

In 2013, the then Namibia minister of mines and energy, Isak Katali led a delegation to Angola to hold talks with the Angolan delegation led by the then minister of petroleum, Jose de Vasconcelos with the interest of buying crude oil from Angola.

The talks were also extended to oil refining, the construction of a storage terminal and negotiations on a memorandum of understanding. In an effort to speed up the process, Vasconcelos, at the time, advocated for a close cooperation between the national oil companies, the National Petroleum Corporation of Namibia and Sonangol of Angola.

However, five years later, not only that deal died in its infant stage but there are also no indications that talks will resume sooner or later. “There was never a Namibia-Angola deal. There were discussions with Angola to buy Angolan crude oil and have it refined somewhere. It did not materialize. There is nothing being discussed currently,” Namibia’s Minister of Mines and Energy, Tom Alweendo, told The Southern Times this week.

As a result, Namibia continues to spend about R750 million per month on importing fuel into the country. Importation of fuel is done by the private sector companies, namely Engen, Total, Shell and Puma. Namibia’s fuel is imported all over the world, but mostly from Singapore.

It is news that is not music to the motorists’ ears, who have been enduring torrid times with fuel price increases almost every month since the beginning of the year. In February, a litre of unleaded petrol used to cost R11.70 but it is now costing R14.37 per litre. Diesel used to cost R11.73 per litre in February but it now costs R14.96 per litre. Namibia’s petrol prices are very high to the end consumer because of the levies and taxes added onto the normal price.  When a customer is fuelling at a service station, 55% goes to the cost of fuel at which it was bought, including the prescribed industry margin of R1.00; while 45% goes to various levies and taxes.

In February 2018, government increased tax on fuel. It said this was necessary to generate additional revenue for the state.

“The challenge is that Government has no control over the international fuel prices. Do we expect the petrol prices to normalise by next year? This will depend on what happens to the international crude oil price,” said Alweendo.

Although fuel prices have been increasing for the past several months, the energy ministry said it has not been passing on the full increases to the consumers. Over the past months, it says, over R470 million has been spent from the National Energy Fund to fund the fuel price increases.

It said the price increases have been caused by the global price per barrel of refined oil and the exchange rate between the Namibian Dollar against the US dollar. Another factor affecting the fuel prices is also the current shortage in the global market after Iran’s supply was reduced by the sanctions imposed by the US.

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Namibia’s Energy Ministry Condemns Illegal Importation, Sale of Angolan Fuel
Southern Times
December 5, 2018
Sharon Kavhu

Windhoek - Ministry of Mines and Energy has condemned the illegal importation and selling of Angolan fuel in Namibia saying such activities are against the law and deprive the country of much-needed revenue in terms of tax.

Information gathered by the ministry shows that there has been a lot of illegal importation of fuel from Angola in the northern region of the country.

In a statement made by the Deputy Minister of Mines and Energy, Kornelia Shilunga, during the fuel information sharing campaign in the northern regions, the ministry is concerned about the public safety that is compromised by the illegal activities.

“Fuel smuggling is an illegal conduct of bringing petroleum products into the country by unlicensed individuals.  It is done without duly reporting the consignment to customs officials, thereby evading tax and fuel levies due to government agencies. Investigations have shown that this illegal and smuggled fuel is stored in dangerous containers, which poses a danger to the environment, and often sold in a manner that poses a health hazard to the people,” said Shilunga.

“The illegal activity also put authorised fuel retailers to the disadvantage as they will have to compete, in terms of sales volumes, with illegal fuel from our neighbouring country, Angola.”

She said the fuel being smuggled from Angola is incompatible to Namibia’s gazetted fuel specification standards. According to her, vehicles that burn fuel containing a higher degree of sulphur content are not only detrimental to the engines of Namibian vehicles but they emit more than the total allowable carbon into the air.

High sulphur content emitted by the vehicle raises environmental concerns, especially in light of the fact that Namibia is a signatory to inter-continental conventions against pollution and carbon emissions.

However, Shilunga said there is nothing wrong with Angolan fuel if it is consumed within the borders of Angola.

“In addition, on a regional level, SADC has set a target for all countries to move to low sulphur and cleaner fuel by 2030. Unlike other countries, Namibia has moved fast to phase out Petrol 93 and introduced diesel 50 ppm. By the end of this year, which is now, Namibia will be phasing out diesel 500 ppm and gradually introduce diesel 10 ppm into the market.  We are working hard to ensure that our market is moving with the changing world in terms of cleaner fuel,” she said.

“Further to that, the international community compels Namibia to move to cleaner fuel, a responsibility that we have gladly accepted ... Untested and illegal fuel takes us, as Namibians, backward.”

          HEROINA E ACTIVISTA POLITICO DO PROTECTORADO LUNDA TCHOKWE NA MASMORRA DO REGIME ANGOLANO POR TER PARTICIPADO DA MANIFESTAÇÃO DIA 17 DE NOVEMBRO      Cache   Translate Page      
Domingas Fuliela
Detida na manifestação no dia 17 de Novembro pelo Regime Angolano com mais 14 outros activistas em Saurimo e no Cuango



          DOMINGAS FULIELA HEROINA DO PROTECTORADO LUNDA TCHOKWE NA MASMORRA DA INJUSTIÇA DA JUSTIÇA ANGOLANA COM MAIS 14 OUTROS ACTIVISTAS DETIDOS NO DIA 17 DE NOVEMBRO NA MANIFESTAÇÃO PACIFICA      Cache   Translate Page      

DOMINGAS FULIELA HEROINA DO PROTECTORADO LUNDA TCHOKWE NA MASMORRA DA INJUSTIÇA DA JUSTIÇA ANGOLANA COM MAIS 14 OUTROS ACTIVISTAS DETIDOS NO DIA 17 DE NOVEMBRO NA MANIFESTAÇÃO PACIFICA


Saurimo, 30/11 Domingas Fuliela, a única mulher e activista do Protectorado Lunda Tchokwe, detida no dia 17 de Novembro do corrente, na manifestação pacifica que havia sido convocada com antecedência de cerca de 60 dias, precedidos de entrega da comunicação previa a Presidência da Republica de Angola nos termos do n.º2 do artigo 47.º da constituição de Angola no dia 24 de Setembro de 2018.

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Esta comunicação foi entregue a PGR, MPLA, UNITA, CASA-CE, PRS, FNLA, BD, Bancadas Parlamentares, Tribunal Supremo, Tribunal constituinte, Provedoria de Justiça, Ministro da Justiça e dos Direitos Humanos, Ministro do Interior, Embaixadas da França, USA, Reino Unido, Alemanha, Portugal, Bélgica, União Europeia, ONU e ao alto Comissariado da ONU dos Direitos Humanos, também aos Governos do Kuando Kubango, Moxico, Lunda Sul e Norte, incluindo PGR Provinciais, Comandos Provinciais da Policia Nacional e o SIC entre as varias entidades, que nos termos da Lei N.º16/91 de 11 de Maio, artigos 5.º, 6.º e 7.º ao longo de 60 dias não fomos notificados ou proibido a realizar a manifestação.


Domingas Fuliela, a única mulher detida e presa é mãe de 4 filhos com idades entres: 3 anos, 5 anos, 7 anos e o de 12 anos de idade, que actualmente se encontra na comarca de Luzia em Saurimo com mais outros 14 activistas incluindo seu marido Sr. Domingos Jamba.


Esta heroína Lunda Tchokwe, esta firme com o seu ideal de emancipação da mulher na politica, como de varias outras mulheres a nível do mundo que lutaram contra o colonialismo e a ocupação miserável vividas por muitos povos na carne todos os dias, ela hoje longe dos filhos neste final de ano escolar e dos cuidados das suas crianças, que por capricho do regime esta na cadeia sem condições humanas e de habitabilidade, porque ela não é delinquente.


Ministério Público na província da Lunda-Sul, acusa formalmente aos crimes de rebelião e tentativa de golpe de Estadoactivistas do Movimento do Protectorado no processo N.º 3512/2018, incluindo a Sra. Domingas Fuliela detidos numa manifestação pacifica desde o dia 17 de Novembro, que reclamavam em manifestação autonomia administrativa e financeira da Lunda Tchokwe, um direito inegável e natural da nossa historia.


Afinal o Golpe de Estado faz-se em Luanda onde esta o Presidente da Republica ou na Província da Lunda – Sul acerca de 1200 Km/Luanda?


Afinal a rebelião faz com armas e com violência ou sem armas com aviso prévio ao Presidente da Republica, com manifestações aceites pela constituição artigo 47.º?


O Livre de Shane Sharp da “Ditadura a Democracia”, José Eduardo dos Santos, também acusou activistas 15 + 2 em Luanda de preparação de Golpe de Estado, finalmente o Movimento do Protectorado Lunda Tchokwe, ao invés de reivindicar o seu direito a Independência da Lunda Tchokwe, anda a preparar Golpes de Estado contra o Presidente João Manuel Gonçalves Lourenço, de acordo com o Ministério Publico da Lunda – Sul? Ou golpe de Estado contra o Governador Félix Neto?


Digníssimo Procurador da Republica General Dr. Hélder Fernando Pitta Grós, será que você é um encobridor das acções do Movimento do Protectorado Lunda Tchokwe?..


Senão, vejamos o que tem estado a acontecer, no dia 25 de Setembro de 2018, pelas 12 horas e 35 minutos e treze segundos, recibo do código de barras n.º B18092500010002051184, a PGR fez recepção da nossa previa Comunicação a Sua Excelência o Presidente João Manuel Gonçalves Lourenço, da pretendida manifestação pacifica ao dialogo para o dia 17 de Novembro.


Passados 22 dias, da data da recepção da nossa comunicação pela PGR, até o dia da Manifestação 17 de Novembro, não recebemos da PGR de que V/Digníssimo é o Procurador Geral, qualquer notificação de actos preparatórios de atentado de Golpe de Estado Contra João Manuel Gonçalves Lourenço e muito menos do Gabinete do Presidente da Republica, veja Oficio N.º 0257/GAB.CHEFE CASA CIVIL/PR/038/2018, oi reveja os ofícios N.º 3427/GM.JDH/2014, Oficio N.º 3727/GM.JDH/2014 e Ref.ª N.º 1121/GAB.PROVJUS/2013 E N.º 0903/GAB.PROVJUS/2017.



A SOBERANIAS NÃO TROCA CORRESPONDENCIA COM REBELIÂO ARMADA, NEM COM GRUPOS QUE ATENTAM A GOLPES DE ESTADO


A acusação da PGR da Lunda – Sul é grave, preocupante e precisa de tomada imediata de medidas cautelares da PGR a nível nacional, do Tribunal Supremo e do Ministério do Interior, a Justiça angolana não deve brincar com a seriedade, não deve agir por emoção ou por aparência de ser Juiz, muito cuidado, sob pena de colocar o Sr. João Manuel Gonçalves Lourenço, no ridículo, se há tentativa de Golpe de Estado ou Rebelião Armada, deve-se tomar imediatamente medidas urgentes e seus responsáveis condenados exemplarmente, não vamos fazer jogos de rato e gato, a justiça angolana deve corrigir o que esta mal e melhorar o que esta mal.


Se querem intimidar os activistas políticos do Movimento do Protectorado, não devem brincar com o fogo, porque a comunidade internacional há 12 anos que acompanha as acções da reivindicação Lunda Tchokwe.



O Ministério Publico deve nos acusar e provar que as acusações são credíveis e fundadas em provas credíveis, não devem ser acusações de paixões politicas ao MPLA Partido Governante em Angola em que os Juízes trocam a sua profissão e o mérito por benefícios que recebem de salários ou porque simplesmente querem desmoralizar as populações que querem ver mudanças ou reivindicam os seus direitos usurpados.


Há violação aos direitos Humanos na Lunda Tchokwe, o Estado Angolano aderiu a Carta Africana dos Direitos Humanos e dos Povos adoptado pela decima oitava conferência dos Chefes de Estados e de Governos dos Estados Africanos membros da OUA (actualmente União Africana) a 27 de Junho de 1981, Nairobi, no Quénia e que em 1991, através da Resolução n.º 1/91 de 19 de Janeiro do mesmo ano e publicada em Diário da Republica N.º3/91, Angola era membro de plenos direitos.


Será que existe dois códigos penais; um para a Republica de Angola e outro para o Reino Lunda Tchokwe?


Senão vejamos, a Carta Africana dos Direitos Humanos e dos Povos de que Angola é membro, o numero 2 do artigo 7.º, “Ninguém pode ser condenado por uma acção ou omissão que não constituía, no momento em que foi cometida, uma infracção legalmente punível. Nenhuma pena pode ser prescrita se não estiver prevista no momento em que a infracção foi cometida. A pena é pessoal e apenas pode atingir o delinquente”.


O Movimento do Protectorado Lunda Tchokwe existe desde o ano de 2006, faz 12 anos a nossa existência real e reivindicativa e sempre o Ministério publico Angolano, nos acusa com actos de rebelião e nunca provou absolutamente nada…


Para todos os efeitos, o Movimento do Protectorado Lunda Tchokwe, solicita ao digníssimo procurador-geral da Republica de Angola General Doutor Hélder Fernando Pitta Grós, que ordenem a imediata soltura dos Activistas Políticos que se seguem:


Os Acusados formalmente aos crimes de rebelião e tentativa de golpe de Estado na Lunda – Sul:


1.- José Eduardo Dinis Pedro
2.- Narciso Simão
3.- André Dias
4.- Orlando Mucuta
5.- Domingos Jamba
6.- Domingas Fuliela
7.- Jonas Silvano
8.- José Muatangue
9.- Manuel Satuco
10.- António Tchifaha
11.- Gustavo Nawaquela


Os ainda por acusar desde o dia 14 de Novembro de 2018 actualmente presos no Comando da Policia do Cuango, Lunda – Norte:


1.-Afonso Txihiluka
2.- Txifutxi Muakahiy
3.- Zeca Samuel
4.- Belarmindo Castro
5.- Filipe Manango




          Divano e regalo rete a doghe con materasso      Cache   Translate Page      
Vendo divano angolare con penisola, con misure come da foto. Il divano è in ottime condizioni, non ha usure o parti rotte, sfoderabile e lavabile. Regalo inoltre materasso con rete a doghe in ottime condizioni. ...
          TAVOLO TAITA      Cache   Translate Page      
Tavolo da pranzo in cristallo e gambe in fusioni d’alluminio rifinite manualmente. Piani in cristallo temperato scuro di spessore pari a 15 mm. Rettangolare DIM. l.130 p.120 h.74
          Divano letto 3 in 1. Comodo divano      Cache   Translate Page      
Vendo divano letto 3 in 1. Comodo divano angolare con penisola contenitore che diventa letto matrimoniale.
          Morbo colectivo Vs. Ser humano      Cache   Translate Page      


- Cuando la denuncia ya no es denuncia,
cuando la noticia ya no es noticia.
¿Qué derechos relucen en los actores de la noticia?

Carta de sacerdote católico 
al New York Times

Querido hermano periodista:
Soy un simple sacerdote católico.  Me  siento feliz y orgulloso de mi vocación. Hace veinte años que vivo  en Angola como misionero.
Veo en muchos medios de información, sobre todo en  vuestro periódico la ampliación del tema en forma morbosa,  investigando en detalles la vida de al


gún sacerdote pedófilo. Así  aparece uno de una ciudad de USA, de la década del 70, otro en Australia de los años 80 y así de frente, otros casos recientes…  Ciertamente todo condenable! Se ven algunas presentaciones  periodísticas ponderadas y equilibradas, otras amplificadas, llenas  de preconceptos y hasta odio.
Me da un gran dolor por el profundo mal que personas, que deberían de ser señales del amor de Dios, sean un puñal en la vida de inocentes. No hay palabra que justifique tales actos. No hay duda que la Iglesia no puede estar, sino del  lado de los débiles, de los más indefensos. Por lo tanto todas las  medidas que sean tomadas para la protección, prevención de la  dignidad de los niños será siempre una prioridad absoluta.
Pero ¡Es curiosa la poca noticia y desinterés por miles y miles de sacerdotes que se consumen por  millones de niños, por los adolescentes y los más desfavorecidos en  los cuatro ángulos del mundo! Pienso que a vuestro medio de  información no le interesa que yo haya tenido que transportar, por caminos minados en el año 2002, a muchos niños desnutridos desde  Cangumbe a Lwena (Angola), pues ni el gobierno se disponía y las ONG’s no estaban autorizadas; que haya tenido que enterrar decenas  de pequeños fallecidos entre los desplazados de guerra y los que han  retornado; que le hayamos salvado la vida a miles de personas en México mediante el único puesto médico en 90.000 km2, así como con  la distribución de alimentos y semillas. Que hayamos dado la  oportunidad de educación en estos 10 años y escuelas a más de 110.000 niños...
No es de interés que con otros sacerdotes  hayamos tenido que socorrer la crisis humanitaria de cerca de 15.000  personas en los acuartelamientos de la guerrilla, después de su  rendición, porque no llegaban los alimentos del Gobierno y la ONU.  No es noticia que un sacerdote de 75 años, el P. Roberto, por las  noches recorra las ciudad de Luanda curando a los chicos de la  calle, llevándolos a una casa de acogida, para que se desintoxiquen  de la gasolina, que alfabeticen cientos de presos; que otros sacerdotes, como P. Stefano, tengan casas de pasaje para los chicos  que son golpeados, maltratados y hasta violentados y buscan un  refugio.
Tampoco que Fray Maiato con sus 80 años, pase casa  por casa confortando los enfermos y desesperados. No es noticia que  más de 60.000 de los 400.000 sacerdotes, y religiosos hayan dejado su tierra y su familia para servir a sus hermanos en una leprosería,  en hospitales, campos de refugiados, orfanatos para niños acusados  de hechiceros o huérfanos de padres que fallecieron con Sida, en  escuelas para los más pobres, en centros de formación profesional, en centros de atención a seropositivos… o sobretodo, en parroquias  y misiones dando motivaciones a la gente para vivir y amar.
No es noticia que mi amigo, el P. Marcos Aurelio, por  salvar a unos jóvenes durante la guerra en Angola, los haya  transportado de Kalulo a Dondo y volviendo a su misión haya sido ametrallado en el camino; que el hermano Francisco, con cinco  señoras catequistas, por ir a ayudar a las áreas rurales más  recónditas hayan muerto en un accidente en la calle; que decenas de misioneros en Angola hayan muerto por falta de socorro sanitario, por una simple malaria; que otros hayan saltado por los aires, a causa de una mina, visitando a su gente. En el cementerio de Kalulo  están las tumbas de los primeros sacerdotes que llegaron a la  región… Ninguno pasa los 40 años. 
No es noticia acompañar la vida  de un Sacerdote “normal” en su día a día, en sus dificultades y alegrías consumiendo sin ruido su vida a favor de la comunidad que sirve.
La verdad es que no procuramos ser noticia, sino  simplemente llevar la Buena Noticia, esa noticia que sin ruido  comenzó en la noche de Pascua. Hace más ruido un árbol que cae que  un bosque que crece.
No pretendo hacer una apología de la  Iglesia y de los sacerdotes. El sacerdote no es ni un héroe ni un neurótico. Es un simple hombre, que con su humanidad busca seguir a Jesús y servir sus hermanos. Hay miserias, pobrezas y fragilidades  como en cada ser humano; y también belleza y bondad como en cada  criatura…
Insistir en forma obsesionada y persecutoria en un  tema perdiendo la visión de conjunto crea verdaderamente caricaturas  ofensivas del sacerdocio católico en la cual me siento  ofendido.
Sólo le pido amigo periodista, busque la Verdad, el  Bien y la Belleza.
Eso lo hará noble en su profesión.

En  Cristo,

P. Martín Lasarte sdb
"Mi pasado Señor, lo confió a tu Misericordia;
Mi presente a tu Amor;
 Mi futuro a tu Providencia"



          Angola - Chade      Cache   Translate Page      
2018-12-01 15:00:00
Qualificação Mundial de Basquetebol (FIBAAF) 2017/18
Local:

          Maryland's Bruno Fernando and Jalen Smith present a tall order for Big Ten defenses      Cache   Translate Page      
One is a 6-foot-10 Angolan who outgrew soccer early in his teenage years and came to the United States in high school to hone his basketball skills. The other is a 6-foot-10 Baltimorean who pledged early in his high school career at Mount Saint Joseph that he was coming to Maryland — and lived up to
          AMERICA/BRASILE - Congresso dei comunicatori missionari: un'evangelizzazione completa deve saper usare i media      Cache   Translate Page      
Aparecida - Con l'intervento dell'Arcivescovo di Aparecida, Mons. Orlando Brandes, si è aperto in Brasile il primo Congresso dei comunicatori missionari con lo slogan “Evangelizzare nelle nuove frontiere dei media”.
L'evento coinvolge sacerdoti, religiosi e laici provenienti da tutto il Brasile, e missionari con esperienze in altri paesi della zona, è presente anche un missionario dall'Angola, paese lusofono.
Mons. Brandes, nella sua introduzione, ha sottolineato l'importanza di questo tipo di Congressi, perché "un'evangelizzazione missionaria completa - ha detto l'Arcivescovo - deve padroneggiare bene la comunicazione, deve saper usare i mezzi, gli strumenti che ci sono in ogni realtà... iniziando dal microfono di una capella o di una chiesa piena di gente. Se il microfono non funziona, sarà inutile parlare e parlare, perché la gente non può ascoltare se sta dietro o lontano, così accade con i nuovi mezzi".
L'Arcivescovo, rispondendo all’Agenzia Fides, ha detto che l'invito missionario di Papa Francesco deve rinnovare l'impegno di tutti, in modo particolare nella preparazione dei prossimi eventi ecclesiali mondiali, ma sempre partendo della propria realtà, dalla propria parrocchia, diocesi,ecc.
Il Congresso, iniziato il 3 dicembre, si svolge fino a venerdì 7 dicembre. Sono circa 50 i partecipanti che seguiranno le conferenze la mattina e i workshop nel pomeriggio. La sera è dedicata ad approfondimenti dei temi svolti durante la giornata e allo scambio di esperienze. In questo spazio, nelle prime due serate, ha sorpreso tutti l’attività di alcuni gruppi missionari per la riccheza dei contributi, la fede popolare e il grande uso dei nuovi media attraverso internet anche nei posti più lontani.

          Quasi 7 medici su 10 aggrediti dai pazienti: tentativi stupro, parolacce e insulti      Cache   Translate Page      

ROMA –  Il 66% dei medici, quasi 7 su 10, dichiara di aver subito un’aggressione da parte dei pazienti. Si va dal tentativo di strangolamento fino a stupri o vere e proprie spedizioni punitive, ma...

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          ANGOLA : Micromine preens feathers for minister Azevedo      Cache   Translate Page      
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          GUINEA : King of energy in Angola Ricardo Leitao Machado strikes into mines      Cache   Translate Page      
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          VILAVERDENSES FAZEM DOCES COM AMOR E CARINHO      Cache   Translate Page      

Bolachas made in EPATV: dos Alunos de Padaria/Pastelaria e Idosos de Atiães com carinho

O 3ºano do Curso Técnico de Padaria / Pastelaria acolheu, ontem dia 4 de dezembro, um grupo de idosos do Centro de Solidariedade da Sagrada Família de Atiães, na cozinha da Quinta do Pico (Pico de Regalados, Vila Verde).

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A iniciativa, inserida na Semana do Voluntariado da EPATV, consistiu na confeção de bolachas, cujas vendas revertem para a Missão da Comarca do Caxito - Bairro do Mulondu, em Angola - uma ação humanitária da Congregação Divina Providência e Sagrada Família.

Curiosamente, esta atividade aconteceu no Dia Mundial da Bolacha e foi brilhante o espírito de equipa entre os alunos, cheios brilho para ensinar, e os idosos, com vontade para aprender e força para executar.

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          FBC Unione Venezia: News #1 [ripubblicazione post del 30-07-2011]      Cache   Translate Page      
Ieri i dirigenti della società erano a Firenze per presentare la domanda di ripescaggio in Lega Pro. Come da regolamento oltre alla domanda sono stati consegnati due assegni da 300.000 euro più una fidejussione di 100.000 euro sia per l’iscrizione al campionato che per l’obbligo di tassazione nel caso di ripescaggio. Le speranze sono ridotte al lumicino, ma il sodalizio arancioneroverde non vuole precludersi nessuna possibilità anche perché credo saranno ben poche, o nessuna, le società che faranno analoga richiesta di ripescaggio per lo più con i versamenti delle ingenti somme sopra riportate. Sul fronte squadra si registrano altri nuovi ingaggi di giocatori. Il difensore Videtta (classe 1982) proveniente dalla formazione primavera dell’Empoli, l’esterno sinistro Salustri (classe 1993) proveniente dalla primavera dell’Udinese e il difensore esterno sinistro Luca Giacomelli (classe 1993) proveniente anche egli dalla primavera dell’Udinese. Prosegue intanto la preparazione a Piancavallo dove la prima palla al centro verrà posta oggi alle 17 per una partitella a ranghi contrapposti di tutta la rosa della squadra. E’ probabile che non saranno della gara né il portiere Riommi e né Mirri che, sebbene rientrati da Mestre dopo i controlli sanitari, hanno bisogno di qualche giorno ancora per rientrare nei ranghi. Seguirà il 3 Agosto l’incontro contro il Pro Aviano mentre, sabato 6 agosto, un’altra amichevole contro la Sacilese ( appena retrocessa dalla Seconda Divisione ). Il 13 agosto è stata definita la data di un triangolare, che si terrà a Mogliano Veneto, con tre sfide da 45 minuti, che vedranno impegnati i padroni di casa della Pro Mogliano, l’Edo Mestre e l’Unione Venezia. Per quanto concerne l’ingaggio del fantomatico giocatore brasiliano, il mister X dell’Unione Venezia, si tratta di Diego Oliveria, che ha giocato a Padova, Cittadella e Vicenza. Il giocatore ha fatto sapere che ha deciso di aspettare fino a fine di questa settimana per dare una risposta al club veneziano in attesa di una eventuale chiamata dai professionisti. Oliveira ha fatto comunque sapere che una piazza prestigiosa come quella lagunare lo affascina e lo attrae anche se deve partire dalla serie D. Se ci fosse l’eventuale ripescaggio il giocatore ha fatto già sapere di voler accettare le proposte che il direttore generale, Cinquini suo mentore, gli ha offerto.
          Forse non bellissimo il Samsung Galaxy S10 5G: foto con notch angolare      Cache   Translate Page      

Si continua a parlare del Samsung Galaxy S10 5G, una particolare edizione del prossimo top di gamma del brand sudcoreano che dovrebbe presentare, oltre che dello standard 5G, anche di alcune altre peculiarità.

Se in un primo momento si era vociferato circa la possibilità che il portabandiera del colosso di Seul potesse includere nell'angolo in alto a destra un foro orizzontale per l'alloggio di una fotocamera doppia, adesso addirittura abbiamo trovato tracce, come riportato dal portale 'TechRadar.com', di un possibile notch angolare, una soluzione che non a tutti potrebbe piacere. Il sistema si abbinerebbe, nell'eventualità venisse adottato, al Samsung Galaxy S10 5G: l'azienda asiatica ha fatto sapere che si tratta, almeno per il momento, solo di un prototipo, e che quindi non è detto la cosa si traduca in un'effettiva concretizzazione sul campo.

Per il resto, il Samsung Galaxy S10 nella sua speciale versione 5G sembrerebbe davvero avere una marcia in più, dall'alto del suo processore Snapdragon 855 con modem 5G NR Snapdragon X50 (oppure della controparte Exynos 9820, a sua volta equipaggiato con il modem Exynos 5100 5G). Il device includerà anche un display da 6.7 pollici ed un set composto da 6 fotocamere (quattro disposte sul posteriore e 2 sull'anteriore). Potremmo assistere al lancio di questa fantomatica edizione nel Q2 2019, quando la tecnologia 5G avrà raggiunto un grado di maturazione tale da essere effettivamente sfruttata da tutti quelli che lo vorranno (sempre che le infrastrutture dei vari gestori nazionali lo prevedano, in quello specifico periodo storico).

Adesso, in tutta onestà, vorremmo sapere da voi se un'eventuale notch angolare, come quello che vedete nell'immagine in basso, potrebbe in qualche modo piacervi (il gusto è puramente soggettivo, quindi tutto è possibile), o se l'idea proprio non riesce ad andarvi giù. Il box dei commenti è a vostra disposizione.

L'articolo Forse non bellissimo il Samsung Galaxy S10 5G: foto con notch angolare proviene da Optimagazine - webzine di Optima Italia.


          A China e o país inibido      Cache   Translate Page      

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Em 2005 o primeiro-ministro chinês Wen Jiabao visitou Portugal. José Socrates, então recente primeiro-ministro, incentivou o visitante a usar Portugal como intermediário nas crescentes relações sino-"palop". Na época eu trabalhava na área da "cooperação" (ajuda pública ao desenvolvimento) e muito me chocaram aquelas declarações do ainda relativamente desconhecido Sócrates (não se perspectivava tamanho descalabro),  por razões subjectivas e objectivas.

 

As subjectivas eram algo óbvias. Qualquer pessoa da minha geração se poderá lembrar o que foi o governo de Macau nos últimos quinze anos de tutela portuguesa. A coabitação entre os governos de Cavaco Silva e as presidências de Soares e Sampaio - sendo a presidência da república a responsável por aquela região - significaram que Macau foi administrado, num período de grande crescimento infraestrutural, pelos quadros socialistas. E foi público que se o PSD (e não só) se conspurcou na gestão da inserção europeia, o PS saiu profundamente lesionado da "coisa macaense", no afã da "árvore das patacas". Infecção que levou para os governos de Guterres e que este, criticável político mas homem honrado, deixou transparecer com o rebuço retórico do"pântano" quando se demitiu. Por isso, quando em 2005 Sócrates ofereceu os préstimos do país, e da sua administração, para facilitar a extroversão africana da China tudo indiciava que o PS não fizera qualquer "julgamento ético" (como Augusto Santos Silva reduz agora a avaliação da política) do seu percurso recente. Como se veio a comprovar, tanto pelas más-práticas dos governantes como pelo apoio cúmplice da generalidade dos profissionais da palavra pública, jornalistas e académicos, durante o consulado socratista. E hoje.

 

Mas as razões objectivas eram ainda mais óbvias. Num breve texto de Dezembro de 2007 eu resmungava isso, ecoando várias conversas em Maputo. Desde finais de XX que a China hiper-desenvolvera as suas relações comerciais e políticas com os países africanos. Com propósitos e estratégias bem diversos dos da União Europeia, e de Portugal nas suas relações soluçantes com as antigas colónias. O evidente falhanço dos desenvolvimentos africanos (já elencado nos 1960s pelo nada pró-colonial René Dumont) conduzira, desde os 80s, a alterações nas formas de "cooperação" entre a UE (e de países aliados, como EUA, Canadá, Suíça ou Noruega) e África. Grosso modo subordinando doacções, ajuda técnica e empréstimos bonificados a uma "condicionalidade política". Ou seja, à aceitação de boas práticas estatais, de uma democratização assente na "boa governança" (tétrico jargão), do incremento e autonomização da "sociedade civil", da descentralização avessa à opacidade dos poderes, da protecção ecológica, no fundo ao chamado "desenvolvimento sustentável", crente que a democracia é desenvolvimento, uma ideia consagrada no Nobel da Economia então atribuído a Amartya Sen. Muitos criticam este paradigma, dizendo-o neoliberal, exportação do modelo "ocidental" e neo-colonial. Poderá também ser tudo isso, e com toda a certeza contém a defesa dos interesses dos países doadores ("ocidentais"), que é esse o princípio das relações internacionais. Mas também não era só isso, pois fruto de transformações demográficas, socioeconómicas e ideológicas nos países europeus, que haviam promovido genuínas preocupações ideológicas e técnicas de promover algo melhor do que vinha acontecendo no desenvolvimento africano, combater o malvado "afro-pessimismo" (o aggiornamento do racismo), e procurar a defesa do meio ambiente, triturado alhures.

 

A chegada dos interesses chineses tudo alterou. Neles inexiste qualquer intuito democratizador ou sensibilidade ecológica, ou objectivo desenvolvimentista - há uma preocupação na construção de infraestruturas viárias que promovam o comércio de matérias-primas (e a seu tempo de produtos industriais imensamente sub-remunerados) para a China, algo que as burguesias africanas vêm considerando "desenvolvimento". Estas enormes construções infraestruturais são entendidas localmente como "ofertas" (basta conversar em Maputo com a burguesia letrada para ouvir isso), quando são obras basto sobre-orçamentadas e sob empréstimos chineses, para além de muitas vezes serem de duvidosa urgência (caso exemplar é a recente ponte de Maputo, uma verdadeira excentricidade se sopesadas as necessidades infraestruturais do país, e uma total aberração se considerado o preço astronómico e sobredimensionado da obra). Ou seja, a China financia directamente a sua indústria, construindo em África através de empréstimos contraídos pelos poderes africanos; e indirectamente, através do estabelecimento das infraestruturas de aquisição de matérias-primas baratas.

 

Questões como o desenvolvimento tecnológico ou empresarial africano (a transferência de saberes) é de nula relevância, o desenvolvimento social é inconsiderado - e nesta área será importante discernir quais as concepções dominantes na China sobre "África" e os "africanos", principalmente se pensarmos no rolo auto-crítico que os europeus fazem sobre o "paternalismo" e o "racismo" com que as suas sociedades interagem com África e seus habitantes. O resultado destes últimos anos é tétrico: países africanos imensamente endividados, ainda que com diferentes conteúdos (países como a África do Sul - mas que outros? - têm alguma maior capacidade de resistência). Dívidas que têm penhores, os recursos naturais, que assim vão passando explicitamente para o manuseio chinês. A razia ecológica, em particular a desflorestação é quase incomensurável. E a corrupção das elites exponenciou-se, num verdadeiro sublinhar da velha definição marxista de "burguesia compradora". É um neo-colonialismo radical, um neo-colonialismo selvagem, para glosar a expressão "capitalismo selvagem". (Abaixo deixo um programa da Al-Jazeera, que não é a "Voz da América" nem qualquer "Canal de Bruxelas" sobre o assunto, para quem tiver interesse).  

 

Para qualquer tipo que tivesse dois dedos de testa e uns centímetros de conhecimento esta via era já óbvia em 2005. O poder português, o PS de Sócrates, preferiu a obtenção de migalhas - no seio do que agora se sabe serem interesses esconsos das articulações político-económicas: por exemplo, em 2006 noticiava o Público que o Espírito Santo ajudara a entrada chinesa no petróleo angolano (alguma ideia sobre a situação actual, é a pergunta sarcástica necessária). Ou seja, refutando a nossa inserção nas políticas desenvolvimentistas europeias (os célebres acordos de Lomé e Cotonou) e toda a retórica que acompanhara o estabelecimento da CPLP na década anterior. Nada disto importou, apenas a miragem de alguns ganhos como intermediário da entrada triunfal da política económica chinesa em África. E, ainda mais ridículo, com promessas de abertura do enorme mercado chinês aos produtos portugueses, pomposamente anunciada na imprensa aquando da visita do PM chinês em 2005: 13 anos passados seria interessante ver os dados reais dessa abertura, e o impacto na economia portuguesa. 

 

Alguns dirão que nada havia a fazer, que a dinâmica africana da China foi tão possante que uma pequena economia como Portugal nada poderia fazer em contrário, clamando assim a subordinação à "razão de Estado" e à obtenção de ganhos para o país. É uma paupérrima concepção de Estado e de mundo, bem como da política africana portuguesa. Mas mesmo que nesse registo rasteiro, de avaliação política sob estritos critérios de contabilidade nacional, será importante questionar: que ganhos económicos teve o país na sua extroversão para a China? E qual a situação das relações económicas com África, em particular com as duas grandes ex-colónias? E as relações políticas (catalépticas as com Moçambique, apesar da retórica do nosso PR, gélidas as com Angola, apesar do fogareiro agora aceso pelo PR angolano)? Outros, com mais memória, dirão que o governo de Sócrates teve o sucesso de conseguir realizar a cimeira Europa-África, em plena crise diplomática devido à oposição Reino Unido - Zimbabwe. Foi um facto, mas isso ter-se-á devido aos méritos da equipa do MNE da altura, Amado e Cravinho (este agora em rota para MNE do próximo governo). E deixa a pergunta fundamental: quais os benefícios reais obtidos, tanto para África como para Portugal, e já nem falo da política desenvolvimentista da UE? Ou seja, a sinofilia do governo português mostrou bem o quão de cabotagem era o seu rumo. Em termos internacionais. E em termos nacionais. Foi anunciado, de modo evidente, em 2005. Tornou-se evidente nos anos subsequentes.

 

Quinze anos depois se a situação das relações africanas com África é esta, também o é a relação de Portugal e de alguns países europeus. A influência chinesa está a crescer na Europa austral, de modo avassalador. Aqui não há matérias-primas, das quais a indústria chinesa necessita. Há os mercados, necessários à indústria e à finança. Mas o tipo de abordagem predatória será o mesmo. As sociedades europeias amortecerão o impacto socioeconómico de maneira mais protegida, mas o impacto desdemocratizador talvez seja mais sentido (não se está já a sentir). Não se trata de ser sinófobo, ou de clamar "Vêm aí os Chineses". Mas de perceber, passado este tempo e sendo explícito o que já era óbvio, que quando se vê um governante português como a actual Secretária de Estado do Turismo choramingar a um grupo económico chinês "…por favor, usem-nos, como porta de entrada, como cobaias, para testar a forma de entrarem na Europa" estamos no "grau zero" da política. E que as nossas elites políticas nada aprendem com a história recente. Os socialistas (e o bloco central por definição) na sua cabotagem, na busca de restos disponíveis. Os comunistas presos a uma patética solidariedade com um poder que de "comunista" tem o nome e a foice e o martelo - lembram-se as pessoas da sabujice do parlamento português ao recusar receber o Dalai Lama em 2001, por pressões chinesas, e do texto do velho dirigente comunista Aboim Inglez, esse que fora em tempos de conflito sino-soviético muito adversário da China, a esse respeito? Rezava assim: "Tivemos entre nós, uma semana, o sr. Kenzin Gyatso, mais conhecido pelo título do 14º Dalai Lama, numa das suas constantes itinerâncias pelo mundo, na condição de cabecilha do que resta da clique reaccionária e retrógrada tibetana, conluiada com o imperialismo para atacar a China pela via da mentira e do separatismo". À direita os liberais, cegos e sonâmbulos, a quererem crer que isto é o "mercado" - quando "isto" é o capitalismo de Estado, de que se falava sobre o bloco soviético, mas agora super-competente. E o BE sempre relativamente simpático com quaisquer laivos de "alterglobalização" (entenda-se, antiamericanismo) que surja no ocidente. 

 

Nenhum destes partidos,  nenhuma das fracções desta "burguesia compradora" portuguesa, se opõe ao verdadeiro imperialismo chinês, voraz que é. E os governantes pedem "por favor" para que os interesses chineses sejam mais céleres e intensivos na sua intervenção. É a mesma mediocridade, ininteligente, cleptocrática e anti-patriótica que reconhecemos em tantos dos poderes africanos. Sem qualquer projecto de país, plano ou estratégia de desenvolvimento. E depois, sabe-se lá porquê, dizem-se, ufanos, de "esquerda", símbolo do progressismo e desenvolvimentismo. 

 

E um povo que a apoia. Nessa confluência um país inibido de o ser. Nada mais do que isso.

 

(Então aqui fica o programa a que aludi, vinte minutos sobre o presente de África. E o futuro de Portugal).

 


          Angolan president talks to some of state’s toughest critics      Cache   Translate Page      
JOHANNESBURG (AP) – Angolan President Joao Lourenco has met longtime critics of the government, generating some goodwill from activists who struggled to have their voices heard during the long rule of former leader Jose Eduardo dos Santos. Lourenco, a former defense minister who became president last year, on Tuesday hosted members of Angolan civil society […]
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Le journaliste angolais et opposant Rafael Marques, le 20 août 2017 à Luanda durant une interview avec des journalistes de l'AFP. AFP AMPE ROGERIOread more


          Another Day of Life      Cache   Translate Page      

Kapuscinski es un reportero polaco, idealista y amigo de las causas perdidas. En 1975 viaja a Angola, el último campo de batalla de la Guerra Fría, un lugar donde el saludo equivocado puede costarte la … Leer más "Another Day of Life"

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          Ünnepi dalok 1-6.      Cache   Translate Page      

Karácsonyi dalokÉn nagyon szeretem a Karácsonyt, de sokszor járok úgy, hogy csak az ünnepek elmúlta után (januárban) sikerül Karácsonyi hangulatba kerülnöm. A ráhangolódásban segítenek az ünnepi és karácsonyi dalok. :)

Jöhetnek javaslatok is, szívesen közzé teszem a ti kedvenceiteket is. :)

Mivel december első 4 napja kimaradt, így pótlólag 4 dalt kaptok elsőre. :)

Neked melyik a kedvenc karácsonyi dalod? :)

 

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          Maryland's Bruno Fernando and Jalen Smith present a tall order for Big Ten defenses      Cache   Translate Page      
One is a 6-foot-10 Angolan who outgrew soccer early in his teenage years and came to the United States in high school to hone his basketball skills. The other is a 6-foot-10 Baltimorean who pledged early in his high school career at Mount Saint Joseph that he was coming to Maryland — and lived up to


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