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          Kosovo uvedlo carine na proizvode iz Srbije in BiH      Cache   Translate Page      
Kosovska vlada je danes uvedla 10-odstotne carine na vse proizvode iz Srbije in BiH zaradi njunega negativnega odnosa do Kosova. Beograd je odločitev označil za nevarno in nezakonito, z njeno odpravo pa pogojuje nadaljevanje dialoga. Odzvala se je...
          Kurc skeptičan po pitanju transformacije KBS u vojsku      Cache   Translate Page      
Austrijski kancelar Sebastijan Kurc poručio je zvaničnicima u Prištini da će podržati svaki njihov dogovor sa Beogradom u postizanju sporazuma, koji je među uslovima da bi Kosovo napredovalo ka evropskim integracijama i između ostalog, dobijanja vizne liberalizacije. Sebastijan Kurc je [...]
          Kosovo Slaps Tariffs On Serbia, Bosnia For Lack Of Recognition, 'Savage' Acts      Cache   Translate Page      
Kosovo has imposed a 10 percent tax on products imported from Serbia and Bosnia-Herzegovina in a move it said was in retaliation for the two countries' lack of recognition and "savage" policies toward the young republic.
          SAS 171 L'agenda Kosovo      Cache   Translate Page      

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Roman (Poche). Paru en 10/2018

SAS 171 L'agenda Kosovo


Gérard de Villiers

Derrière Malko, un moustachu prit sous une banquette une kalach à crosse pliante et la braqua sur les trois visiteurs. Plusieurs hommes avaient sorti des armes. On était parti pour un massacre. We don't want the money, précisa calmement Malko.
Il y avait des tas de billets sur toutes les tables. De quoi acheter la moitié des voix du Kosovo. Derrière l'homme tenu en joue par Chris Jones, Malko aperçut le canon de la Kalach se relever lentement. On ne le croyait pas : les Mulliki étaient prêts à déclencher un massacre pour protéger leur cagnotte. Malko baissa les yeux : le canon de la kalach visait son ventre.
- Avez-vous lu les derniers SAS -
OTAGE DES TALIBAN
LE DÉFECTEUR DE PYONGYANG (1 & 2)
POLONIUM 210

Extrait du livre :
machinal l'énorme projecteur planté en bordure du profond ravin au fond duquel coulait une petite rivière, la Bistrica, qui longeait l'arrière du monastère orthodoxe de Vesaki Decani, un des plus anciens du Kosovo, où vivaient une trentaine de religieux serbes. Le puissant faisceau lumineux illumina aussitôt la faille jus­qu'à la petite passerelle de bois franchissant la Bistrica.
Le soldat italien activa ensuite deux projecteurs plus modestes qui éclairaient la langue de terre, coincée entre l'à-pic et les murs de pierre de cinq mètres de hauteur du monastère, où étaient installés le bâtiment préfabriqué et les toilettes transportables du poste de garde de la KFOR, lequel faisait partie de la protection de cet établissement isolé, situé aux confins du Monténégro et du Kosovo, dans les «Alpes shqiptares», où alternaient collines boi­sées et profonds canyons. Un autre détachement de la KFOR, beaucoup plus important, était installé en face de l'entrée principale du monastère, sur la petite route de terre allant du village de Decani à la frontière du Monténégro, en suivant le lit de la Bistrica. Un check-point précédé de chicanes permettait de filtrer la circulation - réduite à quelques véhicules et des tracteurs - pour éviter les visiteurs indésirables. De gros rouleaux de barbelés couraient le long des fossés et la KFOR avait installé sur les collines se faisant face de part et d'autre du monastère deux postes de veille, occupés ponctuellement.



          Medeni meseci (Honeymoons) - Goran Paskaljević      Cache   Translate Page      
due storie gemelle, due giovani coppie che dai Balcani vogliono farsi una nuova vita in Europa.
praticamente impossibile, non sono graditi, l'Europa non li vuole, e li prende anche per culo.
un film non perfetto ma necessario, mettersi nei panni dell'altro è il primo passo per capire qualcosa, qualsiasi cosa.
un film da non perdere, secondo me - Ismaele




Un racconto crudo e disilluso che si svolge a pochi passi da casa nostra ed i cui risvolti drammatici sono poco conosciuti in Italia. Siamo infatti poco abituati a metterci nei panni dell’immigrato e ad immaginare le minacce e le difficoltà in cui si imbatte una volta raggiunta la meta, sia questa la frontiera italiana o quella ungherese. Ad accogliere i protagonisti c’è la scortesia provinciale dei poliziotti di frontiera e la sopraffazione inflitta dagli stessi connazionali. Avere i documenti in regola di per sé non garantisce nulla, si evince che prima di essere persone si è immigrati. Pur forzando in maniera manichea la caratterizzazione dei personaggi, è evidente come la corsa verso una vita migliore si riveli essere solitaria e senza alleati.
Un film che sancisce la malvagità della divisione (dei popoli, delle famiglie) e l’utopia dell’unione, sia essa familiare o politica. Il destino riservato dal regista serbo nei confronti di coloro che cercano di cambiare il loro destino e di opporsi ad una realtà crudele asservita all’odio e al razzismo è tutt’altro che serena.
da qui

Ci sono film che forse non sono bellissimi, ma che hanno una loro utilità. Honeymoons è uno di questi, perché racconta due storie di migrazioni. Finora al cinema siamo stati abituati a vederle dall’interno, dal nostro punto di vista, mostrando chi arriva in Italia (Vesna va veloceQuando sei nato non puoi più nasconderti), ma mai dall’esterno, dal punto di vista di chi parte, e inizia a pensare il viaggio dal suo paese d’origine. Honeymoons ci mostra due coppie, una albanese e una serba, che vogliono venire in Italia e in Austria, passando per l’Ungheria.

Le due storie si sviluppano in maniera speculare, partendo da due matrimoni. Non quello dei quattro protagonisti, però: due sono già sposati, due intendono farlo presto. Nell’episodio in Serbia, la scena è quella che siamo abituati a vedere nei film di Kusturica. Il suo stile lha lasciato il segno: musica, alcol a fiumi e spari per aria. Anche se non c’è lo stesso movimento nello spazio e la grande maestria di Kusturica nel dirigere le scene di massa.

Se si supera lo stile un po’ sciatto del film (è girato in digitale e le immagini hanno colori piuttosto sbiaditi sui toni del marrone), Honeymoons è un film che qualche insegnamento può darlo. Sarebbe utile per tutti vedere le scene dei migranti nei loro paesi d’origine, i sogni e le speranze che associano al loro viaggio. E quello che succede alla frontiera. I quattro protagonisti sono belli, giovani, innamorati, fiduciosi. A nessuno verrebbe in mente di infliggere loro le pene a cui sono costretti varcando la frontiera. L’Italia e l’Europa che si aspettano non è quella che troveranno. E stiamo attenti: l’immagine dell’Italia che cominciano ad avere all’estero è tutt’altro che quella di un “bel paese”.
da qui

La storia si svolge contemporanea in Albania e in Serbia dove seguiamo le vicende di due giovani coppie che decidono di abbandonare le loro reciproche abitazioni per cercare di avere una vita migliore nell'Europa Occidentale. Quando la coppia albanese, dopo una serie di contrattempi, raggiunge un porto dell'Italia del sud hanno inizio i problemi. Lo stesso accadrà, anche se con modalità diverse, alla coppia serba al momento dell'ingresso in Europa attraverso l'Ungheria. In Kosovo sono stati uccisi due soldati italiani e chiunque provenga dall'area è considerato un sospetto anche se con i documenti in regola.
Goran Paskaljevic non ha mai abbandonato un modo di fare cinema che, sin dagli esordi, ha trattato le tematiche sociali della sua terra di origine (la Serbia) filtrandole sempre attraverso una profonda pietas. Paskaljevic non è mai stato tenero con i suoi conterranei (basti ricordare La polveriera) ma anche nel momento della polemica più forte non ha mai dimenticato di guardare alle origini del disagio e della sofferenza della comunità e dei singoli.
È quanto fa con la descrizione delle vite di due giovani coppie che non riescono a trovare in patria le condizioni per poter pensare a un futuro. Le tensioni familiari e le pressioni dall'esterno diventano insostenibili. Come risolvere se non cercando una speranza nell'Europa dei popoli e delle nazioni? Non sono i poveri boat people che cercano di attraccare sulle coste della Sicilia. Hanno dei visti regolari, hanno un progetto (uno di loro è un musicista che si reca a un'audizione che potrebbe aprirgli le porte al mondo dei concerti). 
Ma il pregiudizio è un muro molto più alto e solido di quello caduto a Berlino. Paskaljevic riesce a di-mostrarlo senza fare retorica, con la forza di un umanesimo che unisce al pessimismo della ragione la speranza di una volontà che, proprio perché non accetta lo status quo, si fa cinema.

A double header with similar themes, Honeymoons exposes the depth of dysfunction between traditional Balkan society and post Soviet global greed. In both, young love has no currency compared to dirty currency and freedom is a dream rather than a promise.
There are two weddings, one in Albania and the other in Serbia. Both are ostentatious affairs, given by men who have become rich on the back of the new order. It is not they, nor their arrogant acolytes, who matter so much as their underappreciated cousins and brothers, who remain true to their beliefs and, as a result, poor.

Rok and Vevo are Albanian peasants, living in a village that has no telephone. Three years ago their eldest son Ilir attempted to escape to Italy in a rubber boat, but was never heard of again. His fiancée Majilinda stays with them, as is the custom, but cannot entertain thoughts of another romance until Ilir’s fate has been confirmed. Nik, the younger son, loves her and plans to take her to Italy to start a new life. The family travel to Tirana by bus for the wedding of Rok’s brother’s daughter, where they are treated by the rowdier guests as a reminder of rural poverty’s deep rooted backwardness, while Nik uses family contacts to advance his plans for Majilinda.
In the second story, Marko is a budding cellist, living in Belgrade with Vera, to whom he is secretly married. He has been invited to an audition with the Vienna Philharmonic Orchestra, but first they must go to her cousin’s wedding, where he meets her family, especially her father who remains embittered by his brother’s capitulation to the corrupt world of national politics. Again there is evidence of cultural snobbery against those who do not flaunt wealth as the 21st century beacon of Western-style success.
In the end, this is a film, not so much about the destruction of values in a materialistic world, but the meaning of freedom for the powerless. When the young couples reach Italian shores, they find themselves at the mercy of circumstance and border guards. Nothing, even that which appears greener on the other side, is what it seems. Disappointment may be the pale shadow of fulfilment when love fails, through no fault of its own, to conquer all.

…it’s the cinematic equivalent of a Theodore Dreiser novel, a social-justice story with its heart planted firmly in the right place but its author’s heavy hand too much in evidence. The interactions too often feel contrived, the dialogue is clumsily expository, and the camera keeps pushing into people’s faces to focus on welling tears or thousand-yard stares of despair.
The honeymoons of the ironic title are those of two young couples, one from a small town in Albania and the other from Belgrade. In typically literal-minded fashion, the screenplay underscores the similarities between these young innocents from warring cultures by sending each to a lavish family wedding before they try to escape to Western Europe. By the time they head out, you understand why they need to leave a place where murderous enmities divide people even within families, corruption runs rampant (even a bus driver expects a bribe), and nothing quite works the way it’s supposed to. So we root for these four underdeveloped but clearly sensitive and sympathetic young people—mournful Maylinda, gallant young Nick, musician Marko, and bravely smiling Vera—to get to a better place, even as we know that vicious thugs, cruel cops, opportunistic fellow refugees, and deterministic filmmakers will get between them and their freedom…


          11/6/2018: Sport | Soccer: Politics always influences life, says Klopp after leaving Shaqiri behind      Cache   Translate Page      

JURGEN KLOPP has insisted that there were no security concerns behind leaving Xherdan Shaqiri at home for Liverpool’s Champions League trip to Red Star Belgrade, claiming his decision was simply “common sense”. Shaqiri was born in Kosovo, is of...
          A record of duplicity and support for jihadis.      Cache   Translate Page      
This is an excerpt from Elijah Magnier’s excellent article on America’s dishonorable involvement in Syria. Nothing about it has been on the up and up, starting with the CIA Annex in Benghazi and its connection to arming jihadi scum in Syria through Turkey:
During the seven years of war, the US never ever aimed for the stability of Syria nor did it work in harmony with the “interests of the people”. Νo Syrian institution gave the right and freedom to the US to speak on its behalf. US forces are blocking al-Tanf crossing in order to impoverish the Syrian population. The US has protected ISIS in the north-east enclave without destroying the jihadists. Not only that, ISIS attacked, imprisoned and killed dozens of the Kurds acting as US proxies in north-east Syria who allowed ISIS to move in and occupy areas around Hajin. When units of the Syria army looking to combat ISIS moved hundreds of meters east of the Euphrates into an ISIS-controlled area a few months ago, the US destroyed them, thereby supporting ISIS’s ongoing presence in the region.

The US establishment is in denial. It has not come to terms with its defeat in Iraq and Syria. Today, it is moving unilaterally against Iran to implement further sanctions that can certainly harm the Iranian economy. Nevertheless, the Americans will not be able to uproot the Iranian ideology that has taken root in Iraq and Syria precisely because of the failed US foreign policy and regime change strategy that was meant to protect its hegemony and dominance in the Middle East.[1]

Deda Cvetko has a pithy comment on the article playing on its title:
The fig leaf of fighting islamists went down in 1992, when US of A openly sided with mujahedeens and terrorists in Bosnia, Kosovo and Macedonia - and against indigenous Christians.
I never understood our taking the Muslim side in the Balkans. I could never let loose of the fact that Serbians helped many of our downed airmen reach safety in WWII, yet we repaid them with heavy and deliberate bombing of civilian targets in Serbia. Well, that falls under the category of “What have you done for me lately?” I suppose.

If Mr. Magnier is correct, and I think he is, the U.S. failed in Syria and is now flailing around with no decent objective in mind. Not that there was a decent one before. Draw your own conclusions as to whether there is any vitality in a policy aimed at dismemberment of a sovereign state without U.N. authorization and establishing a protectorate for the dregs of humanity in Idlib, with a strong dose of saber rattling and threats directed toward Iran. I’ve been no fan of that country in the past but Trump’s treatment of it is the absolute best way of ensuring that the current dispensation in Iran remains locked in concrete and that the political establishment there is provided irrefutable proof of irrational and eternal U.S. enmity.

Onward, it seems, into more U.S. confusion and killing in Syria.

Notes
[1] "With New U.S. Anti-Iran Policy In Iraq And Syria, The Fig Leaf Of Fighting ISIS Falls." By Elijah Magnier, ZeroHedge, 11/4/18 (emphasis removed).

          Коментар на Милан Миленковић: Деца матрикса од стране Marko      Cache   Translate Page      
Lepo je što na ovom dijagramu postoje i liberali, dobro je što nisu u istom košu sa desničarima. To je već napredak. A naročito sa desničarima koje imamo. Govoreći o konkretnim rešenjima, sad je kasno za bilo šta, Kosovo nije deo Srbije, Kosovo je nezavisna država. I pored toga, Srbija ne sme formalno da ga prizna nikada zato što Srbima u Hrvatskoj i Bosni nije dato pravo da se odvajaju, tako da ne znam zašto bi Srbija priuštila nekome nešto što njoj niko nije ni pomislio da da. Reciprocitet je deo principa nezapočinjanja nasilja. Ti mene maltretiraš, i ja tebe maltretiram. A što se tiče posledica, ako će to dodatno usporiti ulazak u Evropsku Uniju, to je samo dobra vest. Barem neke koristi od tog Kosova. Da je više pravih liberala, Srbija nikada ne bi ušla u EU. U slobodno tržište sa svim njenim zemljama da, ali da stane i formalno pod Brisel, pa to bi bila čista ludost. Šta bi Srbija uradila sa Kosovom, da je postala liberalno društvo, recimo 1980-e, pre svih ovih haosa, to je malo duža stvar, pisaću u nekom drugom komentaru, ali bi to bio niz veoma konkretnih poteza, nikako parolašenje. Nego, ovde bih postavio jedno pitanje, koje ne nađoh odgovoreno ni u jednom tekstu koji sam pročitao na blogu, mada priznajem, nisam pročitao baš sve. A to je odnos između srpstva i principa. Milan često govori da je pred-građansko društvo bilo monolitno i da je problem sa građanskim što postavlja pitanja kad i šta raditi, da nema automatizma u odlukama, kao što je bilo pre. Kako može pripadnost narodu da bude jača od principa pravde? Radi primera, ja ne mogu da zamislim sebe da sam, recimo, rođen kao Hrvat, da su moji Hrvati već nekoliko generacija i da, samo zbog toga, pristanem da postanem Ustaša 1941-godine, da pristanem da uništavam civilno stanovništo bilo kog naroda, zbog neke tamo države. Čoveku kome je stalo do pravde, ili bi morao da pobegne od svog tog ludila, ili da se priključi neprijateljima Ustaša, pa bio Hrvat sto puta. Od 1804-e do danas, Srbi se nikada nisu susreli sa takvom situacijom na nivou celog svog društva. Bilo je divljanja, ali to su bili incidenti neposlušnika, nikako zvanična politika, ali to nije nemoguće ni u jednom narodu. Ima prvi put za sve. Ako princip pravde nije jači od pripadnosti precima, kako kaže Milan, svi rizikujemo da postanemo Vikinzi u datim okolnostima. Imam još jedno pitanje. Prisilna vojna i ratna obaveza. Odbrana je, kao i jelo piće, ne pravo, nego elementarna potreba. Zbog čega bi se ikome smelo dozvoliti da nasilno gura bilo koga u bilo koju vojsku ili rat? Neko bi mogao da kaže, da postoje jasni slučajevi odbrane, kao od Nemaca, na primer, gde ne bi smelo da bude zabune oko toga da se treba braniti. Ali ako dopustimo vladaru da uvek on procenjuje situaciju, on će nekad ljude siliti u prave odbrambene ratove, a često i u obične napadačke. Kako je istina u oku prisiljenog, a ne nasilnika, taj se luksuz ne sme nikome dopustiti. Pretpostaviti da je vladar, po definiciji, dobar i pravedan, je veoma kobno. Istorija nas tome uči. Sa druge strane, ako ne postoji obaveza vojnog roka, ljudi će biti laka meta bilo koga. Zato postoji liberalno rešenje, jedino pravo, koje izbegava prisilu bilo koje vrste, a u isto vreme je i efikasnije. Naoružati narod do zuba, još u miru. Svako bi morao da može da ima pištolj u sakou, radničkog bluzi ili gunju, pušku oko ramena, top u podrumu, tenk u garaži, ko koliko sebi može da priušti. I da su zakoni samoodbrane pravi, dakle, da kad neko ohladi lopova u svojoj kući u tri ujutru, da se tu ne postavljaju suvišna pitanja ko je napasnik, a ko se branio. Osim toga, ljudi koji razumeju važnost odbrane, imaju potrebu da se uče vojnim veštinama. Racionalni ljudi bi apsolutno želeli da plate oficirima, profesionalcima iz vojnih firmi da ih nekoliko puta godišnje poučavaju vojnim veštinama i da im čak komanduju u slučaju rata, jer imati oružje, a ne znati koristiti ga, i ne znati organizovati se, je, ne samo nekorisno, već i opasno. Ali, puštanje oficirima da ti komanduju, ne bi smelo nikada da znači da oficiri postaju robovlasnici. Kad odlazimo kod zubara, dopuštamo mu "da nas muči", za naše dobro, jer smo mi gospodari svoje sudbine, pa i svog bola. Ali ukoliko vidimo da ovaj, umesto da nas leči, se iživljava nad nama, tresnemo zubara, ustanemo sa stolice i odemo kući. Zašto bi oficir imao ikakva veća prava od zubara? Naravno, u ratu postoje daleko veći stresovi, ljudi mogu iz straha da pobegnu, čako iako to neće povećati njihovo dobro, jer kada bi svi masovno pobegli, neprijatelj bi ih, svejedno, porobio kad dođe do njihove kuće. Ali i to se mora prihvatiti, jer je to kontra-balans vladaru kome se nikada ne sme dopustiti da računa da ima robove. Kasnije, kada se rat završi, komšije i rođaci pobeglog bi procenjivali slučaj po slučaj, mogli bi da odluče, da ga izopšte. Niko ne sme da strelja nikoga, jer niko ne poseduje druge ljude, ali diskriminacija drugih ljudi je najbitniji samo-regulativni mehanizam u slobodnim društvima. U nekom sledećem ratu, svako će porediti svoj strah od neprijatelja sa strahom od izopštenja, pa kako ko odluči. Izopšten čovek je gora kazna, nego fizičko mučenje. Uz to, siliti iracionalne ljude, koji ne razumeju da je odbrana potreba, šta dobijamo ako nateramo silom? U ratovima je na prvom mestu logistika, zatim volja za odbranom, pa tek onda broj vojnika i količina oružja. A najbolje ratuju slobodni ljudi. Siliti neracionalne ili bojažljive, ne samo da je nemoralno, već i nefukncionalno. Daleko je bitnije ljudima davati adekvatno vaspitanje od detinjstva, nego siliti ih nakon što porastu na drugi način. Uvek je sve u prevenciji, pripremi i pameti. Ja suviše često slušam obavezno ćemo ovo, streljaćemo onoga itd. Naježim se kad to čujem. A nikada nisam čuo ovo što sam ja napisao. U životu su važni i moral i uspeh, i oboje se mogu postići, ali treba malo izaći iz državnog načina razmišljanja gde se uvek sve svodi na čekić. Naravno, neće se svi spasiti, jer je samo manjina pametna ili hrabra ili oboje, ali ko hoće moral i uspeh, ne može da sačuva i sabornost i brojnost. A jednom kada se uspostavi slobodno društvo, biće malo više mesta i za glupe i za bojažljive, svakako na marginama društva, ali biće mesta.
          La Grenade, neuvième pays à révoquer sa reconnaissance du Kosovo      Cache   Translate Page      
La Grenade est devenue le neuvième État à avoir récemment révoqué sa reconnaissance de l’indépendance de la république autoproclamée du Kosovo, selon le premier vice-premier ministre serbe Ivica Dacic.
          Косово ги зголемува царините за Србија и БиХ, Белград го прекина дијалогот, ЕУ бара објаснувања      Cache   Translate Page      

Владата на поранешната јужна српска покраина Косово во вторникот за 10 отсто ги зголеми давачките за стоките кои потекнуваат од Србија и од Босна и Херцеговина, на што остро реагираше официјален Белград со одлуката за прекинување на дијалогот со Приштина, додека Европската унија побара од косовските власти итно да ја објаснат „неочекуваната одлука“. „Одлуката на Приштина е спротивна на важечките прописи и спогодби и на договорот ЦЕФТА, а нејзините последици им нанесуваат штета на сите националности на Косово и Метохија. Нужниот предуслов за продолжување на бриселскиот дијалог е моменталното укинување на оваа штетка и незеконска одлука“, изјави во писменото соопштениет канцеларијата на директорот на бирот прио српската влада за Косово и Метохија, Марко Ѓуриќ. На вонредната прес-конференција потоа во Белград, Ѓуриќ рече дека со денешната одлука којашто е „опасна и нелегална“, ПРиштина го блокира бриселскиот дијалог на сите нивоа. „Политички мотивираната и политичка незрела, а попатно и неспроведлива одлуја бидејќи бникој не може да го запре протокот на луѓето, стоките и капиталот, ја донесао луѓето кои се фрустрирани затоа што своите политички цели не моќат да ги остварат на ниеден начин... Трговските војни кои ги почнува Приштина живеат во болните глави коишто мислат дека на тој начин прват нешто во политичка смисла“, оцени Ѓуриќ. Директорот на владината агенција за Косово и Метохија во Белград, вели дека за новонастанатата ситуација разговарал со српскиот претседател Александар Вучиќ и со премиерката Ана Брнабиќ, како и со министерот за трговија и туризам Расим Љајиќ. Истакна декла владата ги известила Брисел, меѓународните организации и ЦЕФТА, и оти се очекуваат нивните реакции. „Бриселскиот дијалог е невозможно да се продолжи до момнетот додек не ја повлечат оваа нелегална одлука“, рече Ѓуриќ и оцени дека е неопходно меѓународната заедница промптно да реагира. Европската унија во меѓувреме побара итно објаснување на оваа „неочекувана одлука“ на косовската влада за зголемување на наметите за 10 отсто за производите увезени од Србија и од БиХ. Маја Коцијанчич, портпаролката на шефицата на дипломатијата на ЕУ, Федерика Могерини, оцени дека мерки на Приштина претставуваат јасно кршење на Централноевропскиот договор за слободна трговија (ЦЕФТА). „Европската унија очекува дека Косово, коешто во моментов претседава со ЦЕФТА, целосно да се придржува на одлуките на ЦЕФТА и да ја отповикаат оваа мерка, наведува Коцијанчич во писмената реакција на официјален Брисел на одлуката на косовските власти. Во соопшетнието од Брисел се истакнува дека одлуката на владата во Косово се „поткопува регионалната соработка, вклучително и регионалната економска зона, и не е на линијата со принципите кои се предвидени со Спогодбата за стабилизиација и придружување на ЕУ со Косово“. Денеска донесената одлика на косовската влада подразбира царини од 10 отсто на сите производи кои се увезуваат на Косово, а се со потекло од Србија и до Босна и Херцеговина, освен производите од меѓународните брендови кои се произведуваат на териториите на двете земји. Косово во јули годинава, во екот на сезоната, донесе одлука за нување намедополнителни царини за вкупно 21 земјоделски производ кои беа зголемени за 30 отсто, којашто предизвика извесни економски штети за македонските земјоделци.
          Kriegspartei - Die Bundeswehr im Ausland      Cache   Translate Page      
Das neue Deutschland (8/9) | Deutsche Soldaten sind im Kosovo, in Afghanistan, in der Türkei und in Mali stationiert. Welche Rolle spielt die Bundeswehr im Ausland, und wie wird sie wahrgenommen? Von Andrea Beer und Bettina Rühl
          "Es gibt nichts Schlimmeres, als zwei Lager im Ungewissen zu lassen"      Cache   Translate Page      
Fast eineinhalb Jahre nach der Abstimmung, bei der sich die Stadt Moutier dem Kanton Jura anschliessen wollte, ist der Urnengang annulliert worden. Ob gerechtfertigt oder nicht, habe es zu lange bis zu diesem Entscheid gedauert, meint Dick Marty, der jahrelang an einer Lösung des wichtigsten politischen und territorialen Konflikts der Nachkriegszeit in der Schweiz gearbeitet hat. Dick Marty, ehemals Tessiner Staatsanwalt und Ständerat im Eidgenössischen Parlament, hatte sich vorgenommen, in einer geteilten Region den Dialog wiederherzustellen. Während er sich international einen Namen als Ermittler über CIA-Geheimgefängnisse oder durch die Anklage gegen den Organhandel im Kosovo erarbeitete, präsidierte er in der Schweiz die "Assemblée interjurassienne" (Interjurassische Versammlung, AIJ). Diese Institution war von 2010 bis 2017 für die Versöhnung zwischen den Kantonen Bern und Jura tätig. Am Tag nach der Abstimmung vom 18. Juni 2017, als 51,7% der stimmenden Bürger und ...
          Das neue Deutschland (8/10): Kriegspartei - Die Bundeswehr im Ausland      Cache   Translate Page      
Deutsche Soldaten sind im Kosovo stationiert und in Afghanistan, an der türkischen Grenze und in Mali. Welche Rolle spielt die Bundeswehr im Ausland - und wie wird sie wahrgenommen?
          Vielvölkerstaat Kosovo      Cache   Translate Page      
Seit 2008 ist der Kosovo unabhängig. Doch das Zusammenleben zwischen den mehrheitlich muslimischen Albanern und der serbischen Minderheit ist schwierig. Es gibt erste Lichtblicke.
          Matrac do detskej postielky - 10      Cache   Translate Page      
Bez znamok pouzivania.kupeny v maderne.s kokosovou vrstvou.povodna cena 20€. ...
          Jurgen Klopp hopes to have defused volatile atmosphere with Xherdan Shaqiri omission      Cache   Translate Page      
Shaqiri angered Serbia fans in a match at the World Cup wearing boots featuring the Kosovo flag and making an ‘Albanian Eagle’ celebration.
          Kosovo verhängt Zölle auf Waren aus Serbien und Bosnien      Cache   Translate Page      
PRISTINA (dpa-AFX) - Die Regierung des weitgehend albanisch bevölkerten Kosovo hat überraschend neue Zölle in Höhe von zehn Prozent für die Einfuhr von Waren aus Serbien und Bosnien-Herzegowina angekündigt. "Es ist zum ersten Mal, dass wir Maßnahmen zum Schutz (der eigenen Wirtschaft) ergriffen haben", sagte Ministerpräsident...
          ‘To join the EU, Serbia must resolve Kosovo issue’      Cache   Translate Page      
If it wants to join the European Union, Serbia must tackle the Kosovo issue, according to the chancellor of Austria, the EU’s current term president. “For Serbia’s EU membership, the Kosovo issue should be successfully solved,” Sebastian Kurz told a joint press conference Monday in the Serbian capital Belgrade alongside Aleksandar Vucic, Serbia’s president. “I
          S/2018/981      Cache   Translate Page      
UNITED NATIONS INTERIM ADMINISTRATION MISSION IN KOSOVO (UNMIK) : REPORT OF THE SECRETARY-GENERAL
[ Arabic | Chinese | English | French | Russian | Spanish ]
          Kurz: Belgrade-Pristina talks must continue and find solution      Cache   Translate Page      
Austria, the current holder of the EU's rotating presidency, will support any agreement reached by Kosovo and Serbia in the process of normalising relations, Chancellor Sebastian Kurz told Belgrade and Pristina during a mini-tour of the region. EURACTIV Serbia reports.
          Gerald Knaus, österreichischer Soziologe und Flüchtlingsexperte      Cache   Translate Page      
Gerald Knaus gilt als Vordenker des Flüchtlingspakts mit der Türkei. Der österreichische Soziologe hat im Winter 2015 die zentralen Ideen des EU-Türkei-Flüchtlingsdeals mitentwickelt. Sowohl von Rechten als auch von Linken wurde er dafür angegriffen. Gerald Knaus studierte in Oxford, Brüssel und Bologna und unterrichtete Wirtschaftslehre an der Staatlichen Universität von Tschernowitz in der Ukraine und arbeitete in Bosnien für verschiedene NGOS und internationale Organisationen. Er ist Vorsitzender der Europäischen Stabilitätsinitiative (ESI), die 1999 nach dem Kosovokrieg in Sarajevo gegründet wurde. Zu den Förderern der ESI gehören insbesondere die schwedische Entwicklungsagentur Sida und die deutsche Stiftung Mercator.
          Как приготовить овсяное молоко из двух ингредиентов      Cache   Translate Page      

Что вам понадобится

  • 100 г овсяных хлопьев (не быстрого приготовления);
  • 900 мл воды.

Как приготовить овсяное молоко

Промойте овсяные хлопья. Всыпьте их в любую ёмкость и залейте водой. Лучше использовать фильтрованную, бутилированную или остывшую кипячёную.

Перемешайте и оставьте минимум на 4 часа, а лучше на всю ночь. Если в комнате жарко, уберите ёмкость с овсянкой в холодильник.

Перемешайте и перелейте всю массу в блендер. Взбейте её до однородной консистенции.

Процедите молоко через марлю, сложенную в несколько слоёв.

Как приготовить овсяную кашу: подробная инструкция →

Как разнообразить вкус молока

Хоть овсяный напиток и называется молоком из-за внешнего вида, по вкусу он всё-таки отличается от обычного. У него явный привкус овсянки.

Если хотите подсластить молоко, положите в блендер вместе с ним 1–2 финика. В уже процеженное молоко можно добавить немного мёда.

Прекрасный запах придадут напитку ванилин, корица, мускатный орех, кардамон и другие специи.

Овсянка на завтрак, которую можно приготовить с вечера →

Как хранить и использовать овсяное молоко

Молоко нужно хранить в холодильнике не дольше трёх дней. Перед употреблением ёмкость с напитком необходимо встряхнуть.

Овсяное молоко можно пить в чистом виде и использовать так же, как и обычное. Например, готовить смузи с фруктами, ягодами или овощами, кофе, чай, выпечку, каши, супы и другие блюда.

Читайте также


          Kommentar zu Visazwang für Kosovo soll bald fallen von Eine Schande für Österreich und Europa – Paneuropa      Cache   Translate Page      
[…] Parlament, das sich ebenfalls für die Visaliberalisierung für die Kosovaren aussprach. Die Paneuropabewegung Österreich kommentierte die Entscheidung in einer Pressemeldung: „Nachdem das Plenum des Europäischen […]
          Kommentar zu Kosovo, der jüngste europäische Staat Europas – zehn Jahre Unabhängigkeit von Eine Schande für Österreich und Europa – Paneuropa      Cache   Translate Page      
[…] an Auflagen für die Visaliberalisierung erfüllen, wie die Republik Kosovo. Das Land, das vor zehn Jahren seine Unabhängigkeit erklärte (als Folge eines vom serbischen Tyrannen Slobodan Milosevic verursachten Krieges mit […]
          Kurz bremst bei Visafreiheit für den Kosovo      Cache   Translate Page      
Bundeskanzler Sebastian Kurz bremst bei der Visaliberalisierung für den Kosovo. „Ich würde hier behutsam sein mit der Erwartungshaltung insbesondere was das Timing anbelangt“, erklärte Kurz bei einem Treffen mit dem kosovarischen Präsident Hashim Thaci am Dienstag in Pristina. Absolute Priorität müsse der stockende Dialog zwischen Belgrad und Pristina haben, mahnte Kurz. Wichtig seien auch Fortschritte bei der Rechtsstaatlichkeit.
          Dalle parole ai fatti      Cache   Translate Page      

Carte prepagate ai migranti: paga Soros, Onu e Ue benedicono

Si chiama Humanity Ventures, ed è la partnership siglata nel gennaio 2017 a Davos tra il finanziare George Soros e Mastercard, sulla base della promessa del magnate di stanziare 500 milioni di dollari a favore dei migranti in Europa. Come si legge sul sito di Mastercard, il progetto ha l’obiettivo di “catalizzare e accelerare lo sviluppo economico e sociale delle comunità vulnerabili di tutto il mondo, in particolare i rifugiati e i migranti”.
Dalle parole ai fatti, perché Humanity Ventures ora è realtà. Secondo il sito sloveno Nova24, che cita fonti interne alla polizia croata, ai migranti che attraversano i balcani verrebbero distribuite delle carte prepagate: “I migranti illegali che rispediamo a casa, nel giro di pochi giorni si ripresentano per provare e rientrare in Croazia. Alcuni sono molto poveri, ma la maggior parte di loro sono ben equipaggiati, con scarpe e vestiti nuovi, smartphone sofisticati e di ultima generazione, persino armi. E tutti hanno in dotazione una Mastercard senza nome ma con la dicitura Unhcr e un numero stampigliato. Quello che non ci spieghiamo è da quale conto ritirino i soldi dagli sportelli automatici”.

Soros e Mastercard 

Se al momento non è affatto chiaro il ruolo dell’Unione europa e soprattutto delle Nazioni Unite, ci sono meno dubbi sul coinvolgimento di Mastercard che sul proprio sito ufficiale annunciava l’avvio del progetto in collaborazione con il fondatore della Open Society Foundations: “Nonostante miliardi di dollari dati in assistenza umanitaria e allo sviluppo ogni anno – si legge nella nota ufficiale – milioni di persone rimangono emarginate. Mastercard e George Soros credono che le capacità del settore privato, unitamente a investimenti strategici a lungo termine, possano stimolare lo sviluppo e trasformare la vita per i meno abbienti. “Humanity Ventures è destinato ad essere redditizio in modo da stimolare il coinvolgimento di altri imprenditori”, ha detto Soros. 
In un’altra nota ufficiale datata giugno 2016, il colosso conferma il proprio impegno su questo fronte: “Sfruttando le nostre tecnologie e prodotti come MasterCard Aid Network e Prepaid, Mastercard collabora con i partner per fornire servizi essenziali nei momenti più critici della vita dei rifugiati. Ad oggi, le carte Mastercard Aid e Prepaid sono state impiegate in missioni umanitarie in Africa, Asia ed Europa – in paesi come Turchia, Kenya, Yemen, Nepal, Etiopia, Nigeria, Niger, Filippine e Grecia – e sono disponibili per supportare migliaia di beneficiari”.

Carte prepagate date ai migranti

In un’intervista rilasciata a Forbes lo scorso anno, Tara Nathan, vice-presidente esecutivo di Mastercard, spiegava come la società abbia collaborato con organizzazioni di tutto il mondo nel sostenere i migranti: “Attraverso la creazione di una piattaforma di pagamento offline e l’offerta di carte prepagate, identificazione digitale finanziaria e sistemi di punti vendita per i commercianti locali abbiamo essenzialmente creato una versione digitale del voucher cartaceo” ha osservato Nathan.
La notizia trapelata dalla polizia croata di queste ore viene confermata proprio da quell’intervista, che cita la partnership di Mastercard con Mercy Corps, altra importante organizzazione “filantropica” con sede negli Usa che, spiega la vice-presidente di Mastercard, “ha permesso la distribuzione di carte prepagate ai rifugiati in tutta la Grecia e in Serbia nel “primo programma della regione a sfruttare un sistema di pagamento senza contanti per coloro che cercano sicurezza in Europa. Il modello – osserva Nathan – consente ai rifugiati di acquistare beni in modo più efficiente senza spendere troppo”. 
Tutto questo a che scopo? Come ha spiegato lo stesso Soros, Humanity Ventures è destinata a essere un’impresa redditizia…

Soros collabora con Mastercard per finanziare i migranti

L’affarista miliardario George Soros ha ripetutamente smentito le voci secondo cui starebbe collaborando al finanziamento della carovana dei migranti che, partendo dall’Honduras e dal Guatemala, sta attraversando il Messico e che ha, come meta finale, gli Stati Uniti.
Ma tutto questo è destinato a cambiare, dal momento che il fondatore della “Open Society,” noto per aver finanziato una buona parte dell’opposizione a Brett Kavanaugh, il candidato alla Corte Suprema degli Stati Uniti scelto da Trump, si è ora associato con Mastercard per dar soldi (sotto la denominazione di ‘capitali d’investimento’) a migranti, rifugiati e “ad altri che lottano all’interno delle loro comunità, dovunque esse si trovino,” secondo la Reuters. Con questa forma di collaborazione, Soros sta effettivamente fornendo un palese supporto finanziario ai migranti e ai rifugiati che cercano di entrare negli Stati Uniti e in Europa.
L’accordo di collaborazione fra Soros e Mastercard, denominato “ Humanity Ventures” [Iniziative Umanitarie], è il risultato della promessa fatta da Soros, nel mese di settembre, di spendere 500 milioni di dollari per affrontare “le sfide a cui si trovano di fronte migranti e rifugiati.”
In una dichiarazione congiunta, Soros e Mastercard hanno affermato che i programmi di aiuti umanitari dei vari governi non sono stati sufficienti a risolvere i problemi dei rifugiati, facendo capire che questa è una questione a cui può arrivare una soluzione solo dal settore privato.
“I migranti sono spesso costretti a vivere nella disperazione all’interno delle comunità che li ospitano, perché non riescono ad accedere ai servizi finanziari e assistenziali dello stato,” ha affermato Soros.
“Il nostro investimento potenziale in questa impresa sociale, insieme alla capacità di Mastercard di creare prodotti che siano di aiuto alle comunità più vulnerabili, farà vedere come il capitale privato possa giocare un ruolo costruttivo nella risoluzione dei problemi sociali,” ha aggiunto.
Soros intende spendere subito 50 milioni di dollari per fornire soluzioni “modulabili” per i problemi riguardanti la sanità e la scuola. Ha intenzione di “investire” capitali nelle attività commerciali fondate dai migranti.
“Humanity Ventures è fatta per essere remunerativa, in modo da stimolare il coinvolgimento di altri imprenditori,” ha detto Soros.“Speriamo anche di stabilire norme di condotta tali da far sì che questi investimenti non contribuiscano allo sfruttamento delle fragili comunità che intendiamo servire.”
Soros ha detto che preferirebbe che ‘Human Ventures’ fosse redditizia, in modo da attirare ‘altri imprenditori’, però non è chiaro come pensi di ricavare qualcosa che si avvicini ad un ragionevole margine di guadagno facendo prestiti a fondo perduto a migranti e rifugiati.
Tutto questo dopo che Mastercard, nel 2016, aveva ammesso di aver fornito carte di debito prepagate a migranti e a rifugiati in viaggio attraverso l’Europa, un qualcosa che la società aveva fatto con l’esplicita benedizione dell’Unione Europea e dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite.
Forse il canale televisivo via cavo MSNBC e tutti gli altri media liberali che affermano che Soros e le sue reti no-profit non forniscono assistenza finanziaria ai migranti che si stanno avvicinando agli Stati Uniti dovrebbero pensarci un attimo, prima di continuare con i loro dinieghi.
Tyler Durden
Fonte: zerohedge.com
Link: https://www.zerohedge.com/news/2018-11-03/soros-partners-mastercard-hand-out-money-migrants
03.11.2018
Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Migrante spaccia, subito libero. E il giudice ordina: "La polizia gli ridia i soldi"

Il nigeriano arrestato dopo mesi di indagine. Ma torna subito in libertà. Ira della Municipale e della Lega: "Siamo allibiti"


Ci sono voluti mesi di indagini, mica solo qualche giorno. Però alla fine la polizia municipale di Treviso era riuscita a catturare un richiedente asilo dedito allo spaccio di droga.
Un crimine "infame", come lo ha più volte definito il ministro Salvini. Peccato che lo sforzo degli agenti non sia bastato ad assicurare al pusher la permenenza dietro le sbarre. Anzi.
I fatti risalgono a tre giorni fa, quando i quotidiani locali hanno diffuso la notizia dell'arresto da parte della polizia locale di un 21enne nigeriano richiedente asilo e ospite da due anni nella Caserma Serena di Dosson. La Municipale gli aveva messo gli occhi addosso già a luglio ma solo pochi giorni fa è riuscita a portare a termine l'operazione. Lo hanno visto nel centro storico in bicicletta, lo hanno bloccato e perquisito. Nelle tasche aveva qualcosa come 250 grammi di marijuana e una sorta di libro contabile dove - secondo i vigili - avrebbe tenuto i nominativi di altri stranieri cui forniva le dosi da spacciare. Il resto della droga, però, è stata trovata nella sua stanza alla Caserma Serena dove il migrante viveva ospite a spese dei contribuenti. Qui la polizia e la cinofila hanno scoperto altri 230 grammi di droga: in totale fa quasi mezzo chilo di droga. In camera poi è stato rinvenuta anche una carta prepagata, alcuni cellulari e diverse banconote (250 euro).
Tutto bene quel che finisce bene, direte. O forse no. Perché lo spacciatore nigeriano è stato processato per direttissima e condannato dal giudice a due anni di carcere per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. Grazie ai benefici di legge, però, è subito stato rimesso in libertà con tanti saluti agli sforzi della Municipale. Non solo. Perché come se non bastasse, la toga ha anche ordinato alla polizia Locale di ridare all'immigrato i soldi, la carta prepagata e i vari cellulari trovati durante la perquisizione.
Il sindaco si è infuriato: "Chiedo rispetto nei confronti delle forze dell'ordine e dei cittadini che ci chiedono sicurezza - ha detto Mario Conte (Lega) - Presenterò al Ministro dell’Interno Matteo Salvini una relazione dettagliata perché non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena. Se viene fermato uno spacciatore con 500 grammi di droga, 250 euro in tasca e cellulari e di fatto risulta nullatenente non è possibile che venga dissequestrato il denaro". E pensare che per la Municipale si tratta di un grossista dello spaccio e non di un piccolo spacciatore. "Siamo allibiti - dichiara il Comandante Maurizio Tondato, come riporta TrevisoToday Dopo mesi di pedinamenti, intercettazioni, ricerche sul campo e tante energie profuse, vediamo un importante grossista della droga del trevigiano che probabilmente non viene punito a dovere, dovendo noi come Polizia Locale restituirgli quanto sequestrato in precedenza perché non è certo fosse provente della sua attività di spaccio, nonostante il ragazzo avesse dichiarato di essere nullatenente".

La Sant’Egidio mette i bastoni tra le ruote ai nostri diplomatici impegnati in Libia

MB – Ricordiamo che a capo della  “cattolica”  Sant’Egidio c’è  Andrea Riccardi, già ministro di Mario Monti per la rovina d’Italia, nonché commendatore della Legion d’Honneur – In fondo, la biografia non autorizzata del personaggio  e della sua organizzazione)
(da La Verità)
La comunità internazionale punta sulla conferenza per la Libia di Palermo per dare stabilità al Paese nordafricano. Tuttavia, il governo italiano, organizzatore dell’ evento del 12 e 13 novembre, deve guardarsi non solo dalle offensive dell’ esecutivo francese di Emmanuel Macron ma anche dal fuoco amico.
In particolare, quello della Comunità di Sant’ Egidio. Il movimento di ispirazione cattolica fondato da Andrea Riccardi, che fu ministro per la Cooperazione internazionale e l’ integrazione durante il governo di Mario Monti, è intervenuto nel Sud della Libia con una conferenza, il 22 e 23 ottobre, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni locali e dei consigli di varie tribù tra cui tuareg, tebu e arabi.

CHI E’ ANDREA RICCARDI E PERCHE’ E’ DIVENTATO MINISTRO NEL GOVERNO MONTI?

Ecco la biografia non autorizzata che nel 1998 svelò tutti i retroscena della Comunità di Sant’Egidio
di Sandro Magister
Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, è dal 16 novembre ministro. Non degli affari esteri, come lui stesso aveva sussurrato qua e là di desiderare, ma pur sempre della cooperazione internazionale, un incarico in rima con l’epiteto di “ONU di Trastevere” applicato ad arte alla sua comunità. […] Di lui esistono ricche e radiose biografie. Ma ce n’è anche una non autorizzata, mai oggetto di alcuna smentita, la cui lettura è stata sempre proibita ai seguaci di Sant’Egidio.
Propriamente, più che una biografia di Riccardi, è una storia della sua comunità, che però con lui fa tutt’uno. Quando uscì su “L’Espresso” era il 1998. Ma chi la rilegge oggi, scopre che anche ciò che allora veniva scritto al futuro si è puntualmente adempiuto.
SANT’EGIDIO STORY. IL GRANDE BLUFF
(Da “L’Espresso” del 9 aprile 1998)
Hanno la loro cittadella a Roma Trastevere, in piazza Sant’Egidio, in un ex convento di monache carmelitane con la chiesa. Ma non tengono nessuna targa sul portoncino. Lì a fianco c’è una caffetteria snob, “Pane amore e fantasia”, con l’insegna tipo pellicola da cinema e la foto di Gina Lollobrigida, ma non c’è scritto che è della comunità. Anche la loro messa del sabato sera è da qualche tempo clandestina. La dicono a porte chiuse dentro la vicina basilica di Santa Maria, che raggiungono attraverso un labirinto di locali e cortili interni. Perché ormai sia la basilica, sia quasi tutti gli edifici attigui sono loro dominio, compresi i due palazzi antichi sulla piazza grande. In uno c’è un mercatino di cose vecchie e curiose, “La soffitta”. Anche di questo non c’è scritto che è della comunità.
Sant’Egidio si vede e non si vede. Si sa che servono minestre calde ai barboni e aiutano i vecchi rimasti soli. Si sa che in Mozambico hanno messo d’accordo governo e guerriglieri e che nel Kosovo fanno la spola tra il despota serbo Slobodan Milosevic e gli albanesi maltrattati. La segretaria di Stato americana Madeleine Albright, quando all’inizio di marzo è passata da Roma, ha speso più tempo da loro che dal papa. E uscendo li ha beatificati: “Wonderful people”, meravigliosi. Sono candidati al Nobel per la pace. Hanno un efficientissimo servizio di pubbliche relazioni e tutti ne dicono un gran bene.
TRA OPUS DEI E DALAI LAMA
Ma per il resto sono come la leggendaria Opus Dei. Impenetrabili. Nemmeno in Vaticano sanno bene che cosa fanno quando sono tra loro. Neanche il papa lo sa, nonostante sia loro amico. Se sapesse che quelli di Sant’Egidio hanno praticamente abolito il sacramento della penitenza sostituendolo con i mea culpa pubblici nelle assemblee di gruppo, li redarguirebbe severo. Se conoscesse le loro stranezze in materia di matrimonio e procreazione, sobbalzerebbe sulla cattedra. Se sapesse che nelle loro messe l’omelia la tiene sempre Andrea Riccardi, il fondatore e capo, che prete non è e quindi non dovrebbe predicare (divieto assoluto ribadito di fresco da un’istruzione vaticana), li richiamerebbe subito all’obbedienza.
Questioni interne di Chiesa? Sì e no. Perché quella che oggi è detta “l’Onu di Trastevere” non è un’organizzazione laica tipo “Médecins sans frontières”, ma è nata come comunità cattolica integrale. E tuttora si presenta così: come cittadella di Dio in un mondo invaso dai barbari. È in forza di questa identità e della benedizione papale che Sant’Egidio si offre ´urbi et orbi´ come peacemaker sui fronti di guerra. Oltre che come ponte di dialogo tra le religioni.
Sono stati quelli di Sant’Egidio a organizzare il meeting interreligioso del 1986 ad Assisi, con il papa in preghiera fianco a fianco col Dalai Lama, con metropoliti ortodossi, pastori protestanti, monaci buddisti, rabbini ebrei, muftì musulmani, guru e sciamani d’ogni credo. Da allora, Sant’Egidio replica il modello di Assisi ogni anno: l’ultima volta a Padova e Venezia, altre volte a Roma, Firenze, Milano, Bari, Varsavia, Bruxelles, Malta, Gerusalemme. Con un crescendo di coreografie spettacolari. Con cerimonie ritrasmesse in mondovisione. Con un roteare di ospiti insigni, chiamati dai cinque continenti, spesati, coccolati. Minimo mezzo milione di dollari per meeting, coperti da sovvenzioni governative e private.
Con questi precedenti, Sant’Egidio non avrà rivali per il prossimo Giubileo. Sua sarà la regia dell’Assisi bis, questa volta di nuovo col papa, già annunciata dal Vaticano.
IN PRINCIPIO FU CL
Eppure, nonostante queste credenziali e le sue suggestive liturgie, il profilo cattolico della comunità di Sant’Egidio resta sfuggente. I suoi percorsi tortuosi. La sua data di nascita ufficiale è il 7 febbraio 1968. Ma a quella data non succede proprio niente di nuovo. I futuri membri di Sant’Egidio fanno semplicemente parte di un raggio, di una cellula di Gs nel liceo Virgilio di Roma. Gs è la sigla di Gioventù Studentesca, l’organizzazione fondata da don Luigi Giussani che più tardi, passata la bufera del Sessantotto, prenderà il nome di Comunione e Liberazione. Riccardi vi si era avvicinato negli anni di ginnasio, a Rimini. Dopo di che, tornato a Roma, aveva legato con i ´giessini´ del Virgilio, del Dante, del Mamiani. Tra quei compagni di liceo c’è già il nocciolo duro di Sant’Egidio d’oggi. Ma con loro ci sono anche Rocco Buttiglione e la sua futura moglie Maria Pia Corbò, che rimarranno con don Giussani. Se il gruppone si disfà, tre, quattro anni dopo, è perché se ne va via il prete che l’aveva tenuto assieme, Luigi Iannaccone. È solo a quel punto, inizio 1972, che Riccardi e i suoi si mettono in proprio. Con astio nei confronti dei fratelli separati di Cl, che infatti spariranno per sempre, anche in memoria, dalle storie autorizzate di Sant’Egidio.
MONACI DEL NUOVO MILLENNIO
Manca ancora una sede. E per un poco Riccardi e compagni, tutti di famiglia bene, meditano di traslocare in baracche di periferia. Ma poi per i poveri scelgono solo di lavorare, senza conviverci. Nel settembre del 1973 fissano finalmente il loro quartier generale a Sant’Egidio, a Roma Trastevere. Sparite le ultime monache, l’edificio era rimasto vuoto. È di proprietà del ministero degli Interni, che lo cede a loro in cambio d’un affitto di poche lire. Chiavi in mano compreso il restauro, eseguito prontamente a spese del ministero.
Segue la fase monastica. Con una spruzzata d’orientalismo. In vacanza, quelli di Sant’Egidio vanno in Belgio, a Chevetogne, un monastero che celebra raffinate liturgie bizantine, e se ne innamorano. Di ritorno a Roma, arricchiscono le loro liturgie con tocchi orientali e alla loro vita comune danno un’impronta monastica. Anche per via della giovane età, nessuno di loro è sposato. E allora s’immaginano “celibi per il Regno dei cieli” e “monaci nel deserto della città”. Danno ai loro capi i nomi di priore e priora, con i rispettivi vice. Abitano in piccoli gruppi divisi per sesso. Vestono tutti in modo austero, riconoscibile: gonne ampie e lunghe, maglioni abbondanti e colori castigati le donne; giaccone blu scuro i maschi; borsa di pelle a tracolla per tutti, modello Tolfa. Le giornate sono all’insegna dell'”ora et labora”, dove il “labora” sono il pasto ai poveri, le pulizie ai vecchi, il doposcuola ai monelli di periferia.
LA SCOPERTA DEL SESSO
Ma anche la fase monastica si spegne presto. Nell’estate del 1978, in un ritiro collettivo nelle Marche, nell’eremo di Macereto, un po’ tutti svuotano il sacco. E confessano di condurre tra loro una vita sessuale sin troppo movimentata. Da lì in poi cade il silenzio sul “nuovo monachesimo” e prendono il via i primi matrimoni. Resta l’obbedienza assoluta a quello che era di fatto l’abate indiscusso, Riccardi.
Il quale, intanto, s’è laureato in legge, ma si è subito dopo tuffato, da autodidatta, negli studi di storia, in particolare di storia della Chiesa, fino ad aggiudicarsi rapidamente una cattedra in università. Come per incanto, si danno agli studi di storia anche gli altri membri importanti della comunità, maschi. Ma quello che li distingue è che la storia non vogliono solo studiarla, ma farla. Specie la storia presente della Chiesa. Il 1978 è l’anno dei tre papi: muore Paolo VI e dopo l’interregno di papa Albino Luciani sale al trono Giovanni Paolo II. Nei due preconclavi, specie nel secondo, Sant’Egidio è tutto un via vai di cardinali d’ogni continente, di conciliaboli, di manovre elettorali.
La comunità fa campagna per il cardinale vicario di Roma, Ugo Poletti. Ma il conclave li delude. A vincere è il polacco Karol Wojtyla, per loro uno sconosciuto. Bastano poche settimane per ribaltare la sconfitta. Quelli di Sant’Egidio studiano a puntino la mappa della prima uscita del nuovo papa, alla parrocchia romana della Garbatella. Sul tragitto c’è una scuola materna, con un’aula che dà proprio sulla strada. Per una settimana occupano quell’aula e insegnano ai bambini canti in polacco. Li tengono lì dentro a cantare anche la domenica, col papa che arriva. Finché il papa passa, sente, si ferma, entra, vuol sapere. L’idillio tra Giovanni Paolo II e Sant’Egidio sboccia così. L’innamoramento è l’estate dopo a Castelgandolfo, una sera di luglio, in giardino, con le lucciole. Cantano e ballano con lui. Fann

          Austria sees Kosovo-Serbia deal as basis for joining EU      Cache   Translate Page      

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          Odg: Kosovo i Metohija - Sve ili nesta - Zadnje poglavlje? - Vase misljenje 3      Cache   Translate Page      
Ко је луд, ко смије ударити против нас и Коморије.
          Ольга_Гужва: АБРИКОСОВО-ШОКОЛАДНАЯ ПАСТА      Cache   Translate Page      

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Абрикосово-шоколадная паста от Светланы Позигун

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          Confirmed: 10th country revokes recognition of Kosovo      Cache   Translate Page      
Serbian Minister of Foreign Affairs Ivica Dacic announced on Wednesday that he expected another country to withdraw its recognition of Kosovo. "It will be the 10th country that has done so," Dacic told RTS on Wednesday.
          “Pokajnička” Karla i unosan biznis      Cache   Translate Page      
Izjava Karle del Ponte da je Kosovo preuranjeno priznato i da Haradinaj ne zaslužuje da bude premijer, još je jedna u nizu “pokajničkih” izjava, piše Sputnjik. Prije nekadašnje glavne tužiteljke Haškog tribunala, razumijevanje za “srpsku stvar” pokazali su i pokazuju i bivši američki ambasador u Beogradu Vilijam Montgomeri i britanski general Majkl Rouz, bivši komandant […]
          U FRANCUSKOJ RAZMIŠLJAJU O POVLAČENJU PRIZNANJA TZV. DRŽAVE KOSOVO!?      Cache   Translate Page      
Na Korzici, četvrtom po veličini ostrvu u Sredozemnom moru, koje je u sastavu Francuske, ponovo, iz godine u godinu, jačaju ideje o samostalnosti. Te ideje...
          Zašto Karla del Ponte baš sada ukida državnost Kosovu?      Cache   Translate Page      
Izjava bivše glavne tužiteljke Međunarodnog krivičnog suda za bivšu Jugoslaviju Karle del Ponte da je Kosovo „preuranjeno priznato“ i da Haradinaj ne zaslužuje da bude...
          Cosa c’è dietro la crisi di governo in Albania      Cache   Translate Page      
rama2Mentre in Kosovo si è insediato il nuovo comandante della Kforce, il generale Cuoci, a Tirana ecco lo scontro istituzionale fra il presidente Ilir Meta e il premier di centrosinistra Edi Rama. Sullo sfondo il futuro, l'Ue e la geopolitica

          Reakcija Prištine na povlačenje priznanja: Nema istine      Cache   Translate Page      
Savetnik kosovskog ministra spoljnih poslova Bedžeta Pacojila kaže da nema ničeg istinitog u vesti da je Unija Komora povukla priznanje nezavisnosti Kosova. Kako se navodi, srpska diplomatija, na čelu sa ministrom spoljnih poslova Ivicom Dačićem, stalno lobira protiv nezavisnosti Kosova i povlačenja priznanja od strane zemalja koje su već priznale državu Kosovo.
          "Celo rukovodstvo Kosova u Interpolu, na poternici"      Cache   Translate Page      
Nakon što je objavio da je još jedna država povukla priznanje Kosova, šef srpske diplomatije izjavio da je celo rukovodstvo Prištine na poternicama Interpola. Govoreći o mogućnosti da Kosovo postane član te međunarodne organizacije, Ivica Dačić je izjavio da ne želi da bude optimista u vezi s tim, jer, kako kaže, predsednik Srbije ne voli da se bude optimista.
          "Šta oni misle, da ćemo podržati Kosovo?"      Cache   Translate Page      
Šef srpske diplomatije Ivica Dačić ocenio je da lideri privremenih kosovskih institucija ne žele napredak dijaloga s Beogradom i postizanje kompromisa. On je dodao da bi Priština da se vrati na staru politiku "sve je već rešeno".
          "Pokajnička" Karla i unosan biznis      Cache   Translate Page      
Izjava Karle del Ponte da je Kosovo preuranjeno priznato i da Haradinaj ne zaslužuje da bude premijer još jedna u nizu "pokajničkih" izjava, piše Sputnjik. Pre nekadašnje glavne tužiteljke Haškog tribunala, razumevanje za "srpsku stvar" pokazali su i pokazuju i bivši američki ambasador u Beogradu Vilijam Montgomeri i britanski general Majkl Rouz, bivši komandant Unprofora u vreme rata u Bosni i Hercegovini. Naravno, po okončanju mandata. Spisak takvih je dugačak, ističe Sputnjik.
          Ferronikeli - Prishtina      Cache   Translate Page      
Football. Kosovo. Superleague
          Eklat an Karate-WM in Madrid: Kosovo-Team muss unter neutraler Flagge kämpfen!      Cache   Translate Page      
Das Kosovo-Team ist an der Karate-WM in Madrid nicht erwünscht. Die Kämpfer treten jetzt unter neutraler Flagge an – nicht zum ersten Mal in diesem Jahr.
          Kosovo refused permission to compete under own flag at Karate World Championships by Spanish Government      Cache   Translate Page      

Athletes from Kosovo have been denied the chance to compete under their own flag at the Karate Wo...

          Äpfel, Himbeeren und eine Vision      Cache   Translate Page      
Im Nordkosovo, nahe der Grenze zu Serbien, ist der Boden fruchtbar. Zlatko Sekulic betreibt dort eine ertragreiche Obstplantage. Der Export ist allerdings eine große Herausforderung.
          Brisel opominje ponovo prištinu! Kocijančič: Kosovo da opozove odluku o povećanju poreza na uvoz robe iz Srbije      Cache   Translate Page      
Portparolka Evropske unije Maja Kocijančič nije danas odgovorila na pitanje novinara u Briselu kakve će posledice Kosovo imati ukoliko ne opozove svoju odluku o povećanju carina na robu iz Srbije. Ona je ponovila stavove Unije koje je iznela i juče, a to su da EU traži hitno pojašnjenje od [...]
          Manchester United Star Matic Reveals Why He Has Refused To Wear A Poppy Shirt      Cache   Translate Page      

#Naijakit

Nemanja Matic says he will not wear a poppy on his Manchester United shirt because it reminds him of when his village was bombed when he was 12. The bombing, in 1999, was part of a Nato-led offensive to drive out Serbian forces from Kosovo. Matic was the only United player not wearing a poppy […]

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          Pristina reacts to recognition withdrawal: Not true      Cache   Translate Page      
A Kosovo foreign minister's adviser says there is "nothing true" in the news that the Comoros has withdrawn its recognition of Kosovo. "No, there is nothing true about this news," Jetlir Ziberaj said in a brief statement for Pristina-based website lajmi.net, cited on Wednesday by Tanjug.
          Haradinaj rejects Austria's position      Cache   Translate Page      
Kosovo PM Ramush Haradinaj has rejected Austria's readiness to accept any agreement reached between Belgrade and Pristina, including "border correction". Austrian Chancellor Sebastian Kurz suggested this in Pristina on Tuesday.
          "Kosovo leaders already in Interpol - on arrest warrants"      Cache   Translate Page      
Serbia's First Deputy PM and Foreign Minister Ivica Dacic remarked on Wednesday that Pristina's "entire leadership is on Interpol's arrest warrants (notices)." Dacic did this after announcing that another country had revoked its recognition of Kosovo.
          2IBCT Homecoming [Image 1 of 4]      Cache   Translate Page      
Cpt. Mickey Basham, a chaplain assigned to Headquarters and Headquarters company, 1st Infantry Regiment, 41st Infantry Regiment, 2nd Infantry Brigade Combat Team, poses with his family following a homecoming ceremony at the William Bill Reed Special Event Center, Fort Carson, Colo., Oct. 31, 2018. The early morning ceremony allowed family members and friends to welcome approximately 200 Soldiers home. The 2IBCT, 4th Inf. Div. deployed in February to Afghanistan to support the Resolute Support mission of conducting train, advise and assist operations that enable Afghan National Defense and Security Forces to increase security and stability in order to prevent terrorist safe havens. Additionally one battalion deployed to Kosovo in support of Multinational Battle Group - East, which is part of the larger NATO-led Kosovo Force. (U.S. Army photo by Sgt. Micah Merrill)
2IBCT Homecoming [Image 1 of 4]
          2IBCT Homecoming [Image 3 of 4]      Cache   Translate Page      
Family members and friends greet Soldiers from the 2nd Infantry Brigade Combat Team, 4th Infantry Division, following a homecoming ceremony at the William Bill Reed Special Event Center, Fort Carson, Colo., Oct. 31, 2018. The 2nd IBCT, 4th Inf. Div. deployed in February to Afghanistan to support the Resolute Support mission of conducting train, advise and assist operations that enable Afghan National Defense and Security Forces to increase security and stability in order to prevent terrorist safe havens. Additionally one battalion deployed to Kosovo in support of Multinational Battle Group - East, which is part of the larger NATO-led Kosovo Force. (U.S. Army photo by Sgt. Micah Merrill)
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          2IBCT Homecoming [Image 2 of 4]      Cache   Translate Page      
Soldiers, assigned to the 2nd Infantry Brigade Combat Team, 4th Infantry Division, enter a homecoming ceremony at the William Bill Reed Special Event Center, Fort Carson, Colo., Oct. 31, 2018. The early morning ceremony allowed family members and friends to welcome approximately 200 Soldiers home. The 2IBCT, 4th Inf. Div. deployed in February to Afghanistan to support the Resolute Support mission of conducting train, advise and assist operations that enable Afghan National Defense and Security Forces to increase security and stability in order to prevent terrorist safe havens. Additionally one battalion deployed to Kosovo in support of Multinational Battle Group - East, which is part of the larger NATO-led Kosovo Force. (U.S. Army photo by Sgt. Micah Merrill)
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          2IBCT Homecoming [Image 4 of 4]      Cache   Translate Page      
Soldiers from the 2nd Infantry Brigade Combat Team, 4th Infantry Division, along with their families and friends, render a salute during the playing of the National Anthem during a homecoming ceremony at the William Bill Reed Special Event Center, Fort Carson, Colo., Oct. 31, 2018. The 2IBCT, 4th Inf. Div. deployed in February to Afghanistan to support the Resolute Support mission of conducting train, advise and assist operations that enable Afghan National Defense and Security Forces to increase security and stability in order to prevent terrorist safe havens. Additionally one battalion deployed to Kosovo in support of Multinational Battle Group - East, which is part of the larger NATO-led Kosovo Force. (U.S. Army photo by Sgt. Micah Merrill)
2IBCT Homecoming [Image 4 of 4]
          SENIOR JUDICIAL AFFAIRS OFFICER       Cache   Translate Page      
Level : P-5
Job ID : 106726
Job Network : Political, Peace and Humanitarian
Job Family : Rule of Law
Department/Office : United Nations Mission in Kosovo
Duty Station : PRISTINA_ISC
Staffing Exercise : N/A
Posted Date : 11/7/2018
Deadline : 11/13/2018
          EU calls Kosovo to revoke import tax on Serbia, Bosnia goods      Cache   Translate Page      
The European Union called on Kosovo on Wednesday to revoke its decision to impose an import tax on goods coming from Serbia and Bosnia, a move that is likely to further sour relations between Pristina and Belgrade. Reported by Reuters India 16 minutes ago.
           Kurz: Uniunea Europeană ar susţine un schimb de teritorii ntre Kosovo şi Serbia      Cache   Translate Page      
Uniunea Europeană ar susţine un schimb de teritorii între Kosovo şi Serbia dacă acest lucru ar însemna instaurarea păcii durabile, a afirmat miercuri cancelarul Austriei, Sebastian Kurz, citat de publicaţia EUObserver, notează Mediafax.
          Косовски парламент скинуо са дневног реда резолуцију о дијалогу      Cache   Translate Page      
Посланици опозиционих партија Демократски савез Косова и Самоопредељење, напустили су пленарну седницу након што је парламент одлучио да са агенде скине резолуцију о дијалогу са Београдом коју је предложила опозиција, преноси "Газета експрес". Косовски парламент скинуо са дневног реда резолуцију о дијалогу
          Uniunea Europeana ar sustine un schimb de teritorii intre Kosovo si Serbia      Cache   Translate Page      
Uniunea Europeana ar sustine un schimb de teritorii intre Kosovo si Serbia daca acest lucru ar insemna instaurarea pacii durabile, a afirmat miercuri cancelarul Austriei, Sebastian Kurz, citat de publicatia EUObserver.
          ​Počelo dodatno oporezivanje proizvoda iz Srbije      Cache   Translate Page      
Od početka godine Srbija je na Kosovo otpremila robu u vrednosti od 307 miliona evra što je rast od osam odsto u odnosu na isti period prošle godine Kosovska carinska služba počela je da primenjuje odluku o dodatnom oporezivanju od 10 odsto, na uvoz proizvoda iz centralne Srbije i Bosne i [...]
          0T175 Pavarotti : The Event DVD - Jelenlegi ára: 3 400 Ft      Cache   Translate Page      
Luciano Pavarotti The Event/The Best IS Yet To Come című DVD-je.
Szélesség: 13 cmHosszúság: 19 cmSúly: 0. 167 kgLuciano Pavarotti
Luciano Pavarotti
Pavarotti egy 2002-es koncerten
Életrajzi adatok
Született
1935. október 12.
Modena
Elhunyt
2007. szeptember 6. (71 évesen)
Modena
Sírhely
Emilia-Romagna
Pályafutás
Műfajok
opera, Pop
Aktív évek
1955? 2006
Kapcsolódó előadó(k)
A Három Tenor
Hangszer
ének
Hang
tenor
Díjak
Francia Köztársaság Becsületrendjének tisztje
Grammy Legend Award (1998)
MusiCares Person of the Year (1998)
Nansen Refugee Award (2001)
Kennedy Center Honors
Order of Cultural Merit
Knight Grand Cross of the Order of Merit of the Italian Republic
Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic
Commander of the Order of Merit of the Italian Republic
Tevékenység
színész
operaénekes
énekes
filmszínész
Kiadók
Decca Records
Luciano Pavarotti aláírása
 
 
Luciano Pavarotti (Modena, 1935. október 12. ? Modena, 2007. szeptember 6. ) többszörös Grammy-díjas olasz operaénekes, a Három Tenor egyike.
 Családja
Luciano Pavarotti az észak-olaszországi Modena városában született egy viszonylag szegény családban, Fernando Pavarotti és Adele Venturi gyerekeként. A zenével hamar kapcsolatba került, ugyanis az édesapja amatőr tenorként énekelt a modenai kórusban. Az apa bár pékként dolgozott, rajongott az operáért így a kis Luciano a korszak ünnepelt tenoristáinak lemezein nőtt fel, így például Enrico Caruso lemezeit hallgatta. Emellett nagy hatással volt rá Giuseppe Di Stefano és a hollywoodi filmekkel népszerűvé vált tenorista és színész, Mario Lanza.
Fiatalkora
Az apja hatására kezdett el kórusokban énekelni ? a templomi kórusban és a helyi operakórusban is énekelt ?, de közben kénytelen volt tanárként, majd később biztosítási ügynökként dolgozni. 19 éves korától kezdve képezte a hangját énektanároknál, Arrigo Pola, majd később Ettore Campogalliani voltak a tanárai, majd végül hat kemény év után 1961-ben debütált Reggio Emilia városában ahol Puccini Bohémélet című operájában, Rodolfo szerepét énekelte el. Pavarotti hangja lírai tenor volt, emiatt elsősorban Bellini és Donizetti operáinak tenor főszerepei feküdtek legjobban a hangjának.
Karrierje
Luciano Pavarotti 2003-ban, Sztrelnában
A szélesebb körű ismertséget, nemzetközi karrierjének beindulását egy 1963-as beugrás hozta meg: a londoni Covent Gardenben éppen egyik példaképét, Giuseppe Di Stefanót kellett helyettesítenie. Még ebben az évben a bécsi Staatsoperben, a londoni Covent Gardenben és az amszterdami operaházban lépett fel. 1965-ben lépett fel először a milánói Scala-ban, 1968-ban a New York-i Metropolitanben. Az 1972-es Metropolitan-beli előadás után lett világhírű, ahol Donizetti Az ezred lánya című operájában, Tonio áriájában ("Ah! Mes amis") egymás után kilenc magas ? C"-t énekelt ki. Emiatt a nézők 17 alkalommal tapsolták vissza a színpadra. A világhír tévés szereplések és rangos koncertmeghívások sorával járt, és Pavarotti ekkor már egyike volt a legismertebb operaénekeseknek. Egymás után debütálhatott a világ leghíresebb operaházaiban: 1973-ban a párizsi operában és a chicagói Lyric operában. Amikor 1977-ben elindították a Közvetítések a Metropolitanből című televíziós szériát, ő volt az első művek főszereplője. Az első Grammy-díjait is ebben az időszakban kapta, és ezeket még számos másik elismerés követte később. A nyolcvanas években 1981-ben Philadelphiában versenyt indított fiatal tehetségek számára, és a győztesekkel együtt lépett fel a gálaműsorban. Ő énekelte 1990-es olaszországi labdarúgó világbajnokság hivatalos dalát, Puccini Nessun Dormáját. Még ugyanebben az évben állt össze a Három Tenor Plácido Domingo, José Carreras és Pavarotti részvételével. A Három Tenor később futball világbajnokságon is együtt énekelt, Los Angelesben, Párizsban és a japán Jokohama városban is felléptek. Pavarotti nagyszabású szabadtéri koncerteket is tartott, mivel szándékában állt, hogy a legszebb áriákból és a legnépszerűbb dalokból összeállított műsorával azokhoz is szólhasson, akik amúgy nem tudnak, nem akarnak operaházakba járni. 1991-ben 150 ezer néző előtt lépett fel a londoni Hyde Parkban, két évvel később pedig félmilliónál is többen hallgatták New Yorkban, a Central Parkban, de énekelt az Eiffel-torony lábánál is, 300 ezer néző előtt. Luciano Pavarotti 2006. február 10-én lépett utoljára közönség elé, Puccinitől a Nessun Dormát adta elő a 2006-os torinói téli olimpiai játékok megnyitó ünnepségén. 2007. szeptember 6-án hajnalban, egy hónappal 72. születésnapja előtt hasnyálmirigyrákban elhunyt.
 Díjai
Noce d'Oro Nemzeti Díj,
Luigi Illica Nemzetközi Díj,
Arany Orfeusz 1. díja,
1978 Grammy-díjat kapott "Best Classical Vocal Soloist Performance"; valamint a további években még 4 Grammyt tehetett zsebre.
1998 megkapta "Grammy Legend Award"-ot
2001 Pavarotti megkapta a World Social Awardot
 Lemezei (válogatás)
Szólóalbumok
Cím Média Év
Primo Tenore
CD
1971
Luciano Pavarotti ? O Sole Mio ? Favourite Neapolitan Songs
CD
1979
Gálakoncert a Royal-Albert-Hall-ban
CD
1982
Mattinata
CD
1983
Passione; Nápolyi dalok
CD
1985
Mancini, Henry: Volare
CD
1987
Pavarotti at Carnegie Hall
CD
1988
Tutto Pavarotti ? Songs and Arias
CD
1989
Pavarotti a Hyde Park-ban
CD
1991
Mamma
CD
1991
Decca
Opera-Duettek
CD
1991
Áriák
CD
1991
Pavarotti in Concert
CD
1991
The Essential Pavarotti ? A Selection Of His Greatest Recordings
CD
1991
A Night In Central Park
CD
1994
Az egész szívem a tiéd
CD
1994
Pavarotti Plus
CD
1995
The Classic Christmas Album
CD
1996
Pavarotti Hits And More
CD
1997
The Greatest Tenors of the Century
CD
1998
The Essential Romantic Collection
CD
2001
Live Recital
CD
2001
Italian Popular Songs
CD
The Pavarotti Edition
CD
O Holy Night
2005
Pavarotti, Luciano ? The Best
2005
Operák
Cím Média Év
Rossini, Gioacchino: Stabat Mater
CD
1971
Puccini, Giacomo: Bohémélet
CD
1973
Puccini, Giacomo: Madama Butterfly
CD
1974
Mascagni, Pietro: Cavalleria Rusticana
CD
1978
Donizetti, Gaetano: La Favorita
CD
1978
Donizetti, Gaetano: Requiem
CD
1980
Rossini, Gioacchino: Gugliemo Tell
CD
1980
Verdi, Giuseppe: La Traviata
CD
1981
Boito, Arrigo: Mefistofele
CD
1985
Bellini, Vincenzo: Norma
CD
1988
Verdi, Giuseppe: Aida
CD
1989
Donizetti, Gaetano: Maria Stuarda
CD
1990
Donizetti, Gaetano: L? elisir d? amore
CD
1990
Verdi, Giuseppe: Luisa Miller
CD
1991
Verdi, Giuseppe: Otello
CD
1991
Verdi, Giuseppe: Rigoletto
CD
1991
Verdi, Giuseppe: Un Ballo in Maschera
CD
1991
Bellini, Vincenzo: La Sonnambula
CD
1991
Giordano, Umberto: Andrea Chénier
CD
1991
Bellini, Vincenzo: I Puritani
CD
1991
Donizetti, Gaetano: La Fille du Régiment
CD
1991
Mascagni, Pietro; Leoncavallo, Ruggiero: Cavalleria Rusticana/Pagliacci
CD
1991
Puccini, Giacomo: Madama Butterfly
CD
1991
Puccini, Giacomo: Tosca
CD
1991
Puccini, Giacomo: Turandot
CD
1991
Donizetti, Gaetano: Lucia di Lammermoor
CD
1991
Strauss, Richard: Der Rosenkavalier
CD
1991
Bellini, Vincenzo: Beatrice di Tenda
CD
Verdi, Giuseppe: La Traviata
CD
1992
Leoncavallo, Ruggiero: I Pagliacci
CD
1993
Puccini, Giacomo: Manon Lescaut
CD
1993
Verdi, Giuseppe: Macbeth
CD
1994
Verdi, Giuseppe: Il Trovatore
CD
1995
Verdi, Giuseppe: I Lombardi
CD
1997
Rossini, Gioacchino: Petite messe solennelle; Stabat Mater
CD
1998
Verdi, Giuseppe: Il Trovatore
CD
1998
Verdi, Giuseppe: Un Ballo in Maschera
CD
1998
Ponchielli, Amilcare: La Gioconda 2005
CD
2005
Verdi, Giuseppe: Ernani 2005
CD
2005
Boito, Arrigo: Mefistofele 2005
CD
2005
Mozart, Wolfgang Amadeus: Idomeneo re di Creta
CD
2006
Rossini, Gioacchino: Guglielmo Tell
CD
2006
Donizetti, Gaetano: L? Elisir d? amore
CD
2006
Verdi, Giuseppe: Il Trovatore
CD
2007
Közös produkciók(Pavarotti & Friends, The Three Tenors)
Cím Média Év
The Three Tenors ? In Concert ? Rome 1990
CD
1990
The Three Tenors ? Paris 1998
CD
1998
The Best of the 3 Tenors
CD
2002
The Very Best Of The Three Tenors
CD
2004
Pavarotti & Friends
CD
1992
Pavarotti & Friends 2
CD
1995
Pavarotti & Friends for War Child
CD
1996
Pavarotti & Friends Together For The Children Of Bosnia
CD
1996
Pavarotti & Friends For The Children Of Liberia
CD
1998
Pavarotti & Friends For The Children Of Guatemala And Kosovo
CD
1999
Pavarotti & Friends for Cambodia and Tibet
CD
2000
Egyéb tevékenységek
Filmen ? a televízióban ? DVD-n
Mondj igent Giorgionak! (? Yes, Giorgio") (1982)
A film főszerepét játszotta el, amely azonban nem hozta meg a várt sikert.
Könyv
Önéletrajzát ? Én, Luciano Pavarotti" címen adta ki.
Közös felvételek
A Három Tenor mellett fellépett több könnyűzenei produkcióban is, jótékonysági céllal közös felvételt készített Miss Sarajevo címmel a U2 együttessel. 2003-as Ti Adoro című lemezén többek között a legendás rockgitárossal, Jeff Beckkel is dolgozott együtt. Fellépett a Queen emlékkoncertjén, ahol Brian May-jel közösen a Too Much Love Will Kill You című Queen nótát adták elő. Jótékonysági célból föllépett Jon Bon Jovi-val is, akivel a Let It Rain című számot adta elő, több mint 30 gyerekénekes vokális segítségével; együtt adta elő élőben a Viva Forever c. dalt a Spice Girls-szel.
Média
Humanitárius tevékenysége
Nagyon fontosnak tartotta a jótékonykodást, több jótékonysági koncerten vett részt világszerte és a boszniai háborút követően, boszniai művészek számára létrehozta a Pavarotti Music Center-t Mostar-ban. 1994-ben alapították meg a Pavarotti és Barátai elnevezésű jótékonysági alapítványt, amelynek célja a koncertekből és a lemezeladásokból származó bevételekkel a hátrányos helyzetű gyermekeket támogatása. Az alapítvány sikeresnek bizonyult: sok pénzt sikerült eljuttatni a rászorulóknak többek közt a boszniai és iraki árváknak vagy akár az angolai iskolaépítési programot is meg lehet említeni.
 
Forrás: wikipedia
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A termék vásárlását követően a szállítási, kézhez vételi idő az alábbiak szerint alakul belföldön
 
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          Kosovonun qapıçısı Azərbaycanla oyundan danışdı      Cache   Translate Page      
none
          Serbia’s growing economy to help resolve Kosovo dispute      Cache   Translate Page      
LIMASSOL, Cyprus – Accession to the European Union would be the best way to resolve the problem of Serbia and Kosovo, Dragomir Karic, a Member of Parliament of the National Assembly of Serbia, told New Europe in Limassol on November 1. “Kosovo and Metohija are the advantage of Serbia. They are not baggage,” he said,
          EU calls Kosovo to revoke import tax on Serbia, Bosnia goods      Cache   Translate Page      
The European Union called on Kosovo on Wednesday to revoke its decision to impose an import tax on goods coming from Serbia and Bosnia, a move that is likely to further sour relations between Pristina and Belgrade.

          ЕС: Косово нарушава Споразумението за асоцииране      Cache   Translate Page      

"С действията си Косово нарушава Споразумението за стабилизиране и асоцииране", заяви днес в Брюксел Мая Коциянчич – говорител на дипломат номер 1 на ЕС Федерика Могерини.

Така Коциянчич коментира изненадващото и неочаквано според нея решение на Косово да наложи мита от 10 на сто за стоки, внасяни от Сърбия и Босна и Херцеговина.

"Това са мерки, нарушаващи задълженията, поети от Косово. В момента тази страна председателства ЦЕФТА (Централноевропейското споразумение за свободна търговия - б.р.). И очакваме Прищина да се съобразява с някои ангажименти, които е поела. Така се уронва регионалното сътрудничество", каза Коциянчич.

От Стопанската камара на Сърбия (СКС) изпратиха днес протестни писма до Еврокомисията и до Секретариата на ЦЕФТА, предаде ТАНЮГ. Според Камарата решението на Косово е политическо и ще има отрицателен ефект за сръбските стопански дейци.

"Косовският пазар е много важен за Сърбия. Миналата година сръбски предприятия пласираха там стоки за 440 милиона евро", каза Ненад Джурджевич от СКС.

Той изтъкна, че сега резултатът ще бъде поскъпване на стоките от Сърбия в Косово.

В Прищина пък твърдят, че са взели решението в отговор на кампанията, която се води в Сърбия против Косово.

Белград и Прищина се опитват да нормализират отношенията си, тъй като от това зависи евентуалното членство в ЕС. Въпреки митата, Сърбия си остава най-големият търговски партньор на Косово, особено в търговията с хранителни стоки. 


          EU calls Kosovo to revoke import tax on Serbia, Bosnia goods      Cache   Translate Page      
The European Union called on Kosovo on Wednesday to revoke its decision to impose an import tax on goods coming from Serbia and Bosnia, a move that is likely to further sour relations between Pristina and Belgrade.

          Brussels To Host Serbia-Kosovo Talks Amid Tensions Over Tariffs      Cache   Translate Page      
EU foreign policy chief Federica Mogherini says she is planning to host a new round of normalization talks between the presidents of Kosovo and Serbia in Brussels on November 8, two days after Pristina announced its decision to impose tariffs on Serbian goods.
          Eklat an Karate-WM: Kosovo-Team muss unter neutraler Flagge kämpfen      Cache   Translate Page      
Das Kosovo-Team ist an der Karate-WM in Madrid nicht erwünscht. Die Kämpfer treten jetzt unter neutraler Flagge an – nicht zum ersten Mal in diesem Jahr.
          "Kosovo u Interpolu – kao da pustite piromana u barutanu"      Cache   Translate Page      
Ministar unutrašnjih poslova Nebojša Stefanović izjavio je da će Srbija učiniti sve da spreči članstvo Kosova u Interpolu. Stefanović je naglasio da će se Srbija protiv članstva Kosova u Interpolu boriti "do dana glasanja, do poslednjeg sekunda".
          "Treba da uđem u Notr Dam, uzmem šipku i skinem zastavu?"      Cache   Translate Page      
Predsednik Aleksandar Vučić kaže da će ići Pariz na svečanosti povodom stote godišnjice pobede u Prvom svetskom ratu uprkos "pridikama" zbog kosovske zastave. Kako kaže, njegov je posao da realno sagleda stvari, a realnost je da naša zemlja mora da radi sa Francuskom i Nemačkom, koje su priznale Kosovo pre 10 godina.
          «Il n’y a rien de pire que de laisser deux camps dans l’incertitude»      Cache   Translate Page      
Près d’un an et demi après le vote de Moutier sur son rattachement au canton du Jura, le scrutin est annulé. Qu’elle soit fondée ou pas, la décision s’est faite trop attendre, estime Dick Marty, qui a œuvré durant des années à la résolution de plus important conflit politico-territorial helvétique de l’après-guerre. Dick Marty, ancien procureur et parlementaire tessinois, avait eu à cœur de restaurer le dialogue dans une région divisée. S’il a acquis une notoriété internationale grâce à ses enquêtes sur les prisons secrètes de la CIA ou en dénonçant le trafic d’organes au Kosovo, il a aussi présidé l’Assemblée interjurassienne (AIJ), institution de réconciliation entre les cantons de Berne et du Jura, de 2010 à 2017. Au lendemain du vote 18 juin 2017, lorsque les citoyens Moutier avaient décidé par 51,7% des voix de rejoindre le canton du Jura, il avait décrit le scrutin comme «un bel exemple de démocratie». Dix-sept mois plus tard, déçu, il craint que son annulation n’ouvre à ...
          [Ticker] Austria: EU would back Kosovo-Serbia land swap      Cache   Translate Page      
The EU would support a Kosovo-Serbia land swap deal if it meant lasting peace, Austrian chancellor Sebastian Kurz told Kosovo president Hashim Thaci in Pristina on Tuesday. "Even if it's correction of borders and exchange of territories, then it would be supported by the European Union," he said. He spoke as the holder of the rotating EU presidency, but Germany, among other EU states, are opposed to the territorial move.
          Dačić: Još jedna zemlja povlači priznanje Kosova, deseta      Cache   Translate Page      
Ministar spoljnih poslova Ivica Dačić izjavio je za Radio televiziju Srbije da očekuje da će još jedna zemlja danas povući priznanje nezavisnosti takozvane države Kosovo. Ministar spoljinih poslova nije želeo da kaže koja je to država jer, kako je naveo, ne može da govori unapred, ali je [...]
          Ljajić: Očekujem reakcije EU, tzv. Kosovo primenjuje carinske i necarinske barijere u trgovini sa Srbijom      Cache   Translate Page      
Vlada tzv.Kosova poslednjih nekoliko godina je u više navrata donosila mere kojima su stvarane carinske i necarinske barijere u trgovini sa Srbijom, čime je kršila Sporazum o slobodnoj trgovini u centralnoj Evropi Vlada tzv. Kosova poslednjih nekoliko godina je u više navrata donosila mere [...]
          Ohne Friedenschluss zwischen Serbien und Kosovo keine EU-Option      Cache   Translate Page      
Die EU macht in Person des österreichischen Bundeskanzlers und derzeitigen Ratsvorsitzenden, Sebastian Kurz, wieder einmal Druck auf Belgrad und Pristina, ihre Konflikte in Verhandlungen beizulegen. 
          Interview with Rupert Smith: Why we can’t win a ‘war on terror’      Cache   Translate Page      
General Sir Rupert Smith’s new book The Utility of Force draws upon his command and combat experiences and broad understanding of military history. Smith spent 40 years in the British army, serving as a commander during the 1991 Gulf War and in Bosnia and Kosovo. While posted in Northern Ireland, he was once “blown up.” …

          “Kosovo u Interpolu – kao da pustite piromana u barutanu”      Cache   Translate Page      
Ministar unutrašnjih poslova Nebojša Stefanović izjavio je da će se Srbija učiniti sve da spreči članstvo Kosova u Interpolu. On je izrazio uverenje da će uspeti da ostale članice ubedi da bi prijem Kosova bio loš, pre svega, za tu organizaciju. Stefanović je naglasio da će se Srbija protiv članstva Kosova u Interpolu boriti “do […]


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