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          New Issue: Journal of Conflict Resolution      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
The latest issue of the Journal of Conflict Resolution (Vol. 62, no. 8, September 2018) is out. Contents include:Burcu Savun & Daniel C. Tirone, Foreign Aid as a Counterterrorism Tool: More Liberty, Less Terror? Civil Conflicts Abroad, Foreign Fighters, and Terrorism at Home Alex Braithwaite, Tiffany S. Chu Casey Crisman-Cox, Enemies within: Interactions between Terrorists and Democracies Eric Mvukiyehe, Promoting Political Participation in War-torn Countries: Microlevel Evidence from Postwar Liberia Yossi David, Nimrod Rosler, & Ifat Maoz, Gender-empathic Constructions, Empathy, and Support for Compromise in Intractable Conflict Julia Elad-Strenger & Golan Shahar, Revisiting the Effects of Societal Threat Perceptions on Conflict-related Positions: A Three-wave Study Benjamin A. T. Graham, Noel P. Johnston, & Allison F. Kingsley, Even Constrained Governments Take: The Domestic Politics of Transfer and Expropriation Risks Sarah Kreps & Sarah Maxey,…
          Africa:Sierra Leone and Liberia Express Willingness to Ratify the African Court Protocol Soonest      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[africancourt] Arusha, 8 August 2018: The Republic of Sierra Leone and the Republic of Liberia have expressed their willingness to ratify the Protocol establishing the African Court on Human and Peoples' Rights and deposit the special declaration under Article 34(6) to allow individuals and NGOs to access the Court directly. The assurances were given by President Julius Maada Bio of the Republic of Sierra Leone and President George Weah of the Republic of Liberia during separate courtesy calls in Freetown and Monrovia re
          Comment on America Is A Race by Samuel Skinner      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Liberia is weird. They mouthed the platitudes about democracy but immediately turned into a one party state. That said, it wasn't horrible and while most of the population was poor, the Americo-Liberians made out well. It was stable until the 1980 coup (possibly backed by the CIA) at which point things deteriorated to violence and civil warfare that killed about a fifth of the country. Of course now the Americo-Liberians are all dead or fled so the country will never recover and instead is returning to the African baseline. Basically Liberia is Haiti but with a mulatto elite to start.
          Francia cannibale, si mangia l’Africa: il bilancio dell’orrore      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Francia cannibale, si mangia l'Africa: il colonialismo di Parigi sottrae ogni anno 500 miliardi di dollari a 14 paesi africani.
Sapevate che molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi? Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’élite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese. Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate. L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie: il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto. Lentamente la paura serpeggiò tra le élite africane e nessuno, dopo gli eventi della Guinea, trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù”.
Sylvanus Olympio, il primo presidente della Repubblica del Togo, un piccolo paese in Africa occidentale, trovò una soluzione a metà strada con i francesi. Non voleva che il suo paese continuasse ad essere un dominio francese, perciò rifiutò di siglare il patto di continuazione della colonizzazione proposto da de Gaulle, tuttavia si accordò per pagare un debito annuale alla Francia per i cosiddetti benefici ottenuti dal Togo grazie alla colonizzazione francese. Era l’unica condizione affinché i francesi non distruggessero tutto prima di lasciare il paese. Tuttavia, l’ammontare chiesto dalla Francia era talmente elevato che il rimborso del cosiddetto “debito coloniale” si aggirava al 40% del debito del paese nel 1963. La situazione finanziaria del neo-indipendente Togo era veramente instabile; così, per risolvere la situazione, Olympio decise di uscire dalla moneta coloniale francese Fcfa (il Franco Cfa delle colonie africane francesi), e coniò la moneta del suo paese. Il 13 gennaio 1963, tre giorni dopo aver iniziato a stampare la moneta del suo paese, uno squadrone di soldati analfabeti appoggiati dalla Francia uccise il primo presidente eletto della neo- indipendente Africa.
Olympio fu ucciso da un ex sergente della Legione Straniera di nome Etienne Gnassingbe, che si suppone ricevette un compenso di 612 dollari dalla locale ambasciata francese per il lavoro di assassino. Il sogno di Olympio era quello di costruire un paese indipendente e autosufficiente. Tuttavia ai francesi non piaceva l’idea. Il 30 giugno 1962, Modiba Keita, il primo presidente della Repubblica del Mali, decise di uscire dalla moneta coloniale francese Fcfa imposta a 12 neo-indipendenti paesi africani. Per il presidente maliano, che era più incline ad un’economia socialista, era chiaro che il patto di continuazione della colonizzazione con la Francia era una trappola, un fardello per lo sviluppo del paese. Il 19 novembre 1968, proprio come Olympio, Keita fu vittima di un colpo di stato guidato da un altro ex soldato della Legione Straniera francese, il luogotenente Moussa Traoré. Infatti durante quel turbolento periodo in cui gli africani lottavano per liberarsi dalla colonizzazione europea, la Francia usò ripetutamente molti ex legionari stranieri per guidare colpi di stato contro i presidente eletti.
Il 1° gennaio 1966, Jean-Bédel Bokassa, un ex soldato francese della Legione Straniera, guidò un colpo di stato contro David Dacko, il primo presidente della Repubblica Centrafricana. Il 3 gennaio 1966, Maurice Yaméogo, il primo presidente della Repubblica dell’Alto Volta, oggi Burkina Faso, fu vittima di un colpo di stato condotto da Aboubacar Sangoulé Lamizana, un ex legionario francese che combatté con i francesi in Indonesia e Algeria contro le indipendenze di quei paesi. Il 26 ottobre 1972, Mathieu Kérékou (che era una guardia del corpo del presidente Hubert Maga, il primo presidente della Repubblica del Benin) guidò un colpo di Stato contro il presidente, dopo aver frequentato le scuole militari francesi dal 1968 al 1970. Negli ultimi 50 anni, un totale di 67 colpi di Stato si sono susseguiti in 26 paesi africani; 16 di quest’ultimi sono ex colonie francesi, il che significa che il 61% dei colpi di Stato si sono verificati nell’Africa francofona.
Cinque i golpe subiti dal Burkina Faso e dalle Comore, quattro i colpi di Stato attuati in Burundi, Repubblica Centrafricana, Niger e Mauritania. Sempre tra le ex colonie francesi, hanno vissuto almeno tre colpi di Stato il Congo e il Ciad – due, invece, l’Algeria e il Mali, la Guinea Konakry e la Repubblica Democratica del Congo. Almeno un violento “regime change” ha poi investito Togo, Tunisia, Costa d’Avorio, Magagascar e Rwanda. Altri paesi africani sottoposti a colpi di Stato sono Egitto, Libia e Guinea Equatoriale (un golpe ciascuno), Guinea Bissau e Liberia (due golpe), Nigeria ed Etiopia (tre colpi di Stato), Uganda (quattro) e Sudan (cinque). In totale 45 golpe nell’Africa ex francese, più 22 in altri paesi africani. Come dimostrano questi numeri, la Francia è abbastanza disperata ma attiva nel tenere sotto controllo le sue colonie, a qualsiasi prezzo, a qualsiasi condizione. Nel marzo del 2008, l’ex presidente francese Jacques Chirac disse: «Senza l’Africa, la Francia scivolerebbe a livello di una potenza del terzo mondo». Il predecessore di Chirac, François Mitterand, già nel 1957 profetizzava che «senza l’Africa, la Francia non avrà storia nel 21° secolo».
Proprio in questo momento, 14 paesi africani sono costretti dalla Francia, attraverso un patto coloniale, a depositare l’85% delle loro riserve di valute estere nella Banca Centrale Francese controllata dal ministero delle finanze di Parigi. Finora, il Togo e altri 13 paesi africani dovranno pagare un debito coloniale alla Francia. I leader africani che rifiutano vengono uccisi o restano vittime di colpi di Stato. Coloro che obbediscono sono sostenuti e ricompensati dalla Francia con stili di vita faraonici, mentre le loro popolazioni vivono in estrema povertà e disperazione. E’ un sistema malvagio, denunciato dall’Unione Europea; ma la Francia non è pronta a spostarsi da quel sistema coloniale che muove 500 miliardi di dollari dall’Africa al suo ministero del Tesoro ogni anno. Spesso accusiamo i leader africani di corruzione e di servire gli interessi delle nazioni occidentali, ma c’è una chiara spiegazione per questo comportamento. Si comportano così perché hanno paura di essere uccisi o di restare vittime di un colpo di Stato. Vogliono una nazione potente che li difenda in caso di aggressione o di tumulti. Ma, contrariamente alla protezione di una nazione amica, la protezione dell’Occidente spesso viene offerta in cambio della rinuncia, da parte di quei leader, di servire il loro stesso popolo e i suoi interessi.
I leader africani lavorerebbero nell’interesse dei loro popoli se non fossero continuamente inseguiti e provocati dai paesi colonialisti. Nel 1958, spaventato dalle conseguenze di scegliere l’indipendenza dalla Francia, Leopold Sédar Senghor dichiarò: «La scelta del popolo senegalese è l’indipendenza; vogliono che ciò accada in amicizia con la Francia, non in disaccordo». Da quel momento in poi la Francia accettò soltanto un’ “indipendenza sulla carta” per le sue colonie, siglando “Accordi di Cooperazione”, specificando la natura delle loro relazioni con la Francia, in particolare i legami con la moneta coloniale francese (il franco), il sistema educativo francese, le preferenze militari e commerciali. Qui sotto ci sono le 11 principali componenti del patto di continuazione della colonizzazione dagli anni ‘50.
#1. Debito coloniale a vantaggio della colonizzazione francese. I neo “indipendenti” paesi dovrebbero pagare per l’infrastruttura costruita dalla Francia nel paese durante la colonizzazione. #2. Confisca automatica delle riserve nazionali. I paesi africani devono depositare le loro riserve monetarie nazionali nella banca centrale francese. La Francia detiene le riserve nazionali di 14 paesi africani dal 1961: Benin, Burkina Faso, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale e Gabon. La politica monetaria che governa un gruppo di paesi così diversi non è complicato perché, di fatto, è decisa dal ministero del Tesoro francese senza rendere conto a nessuna autorità fiscale di qualsiasi paese che sia della Cedeao (la Comunità degli Stati dell’Africa Occidentale) o del Cemac (Comunità degli Stati dell’Africa Centrale). In base alle clausole dell’accordo che ha fondato queste banche e il Cfa, la banca centrale di ogni paese africano è obbligata a detenere almeno il 65% delle proprie riserve valutarie estere in un “operations account” registrato presso il ministero del Tesoro francese, più un altro 20% per coprire le passività finanziarie.
Le banche centrali del Cfa impongono anche un tappo sul credito esteso ad ogni paese membro equivalente al 20% delle entrate pubbliche dell’anno precedente. Anche se la Beac e la Bceao hanno un fido bancario col Tesoro francese, i prelievi da quel fido sono soggetti al consenso dello stesso ministero del Tesoro. L’ultima parola spetta al Tesoro francese, che ha investito le riserve estere degli Stati africani alla Borsa di Parigi a proprio nome. In breve, più dell’ 80% delle riserve valutarie straniere di questi paesi africani sono depositate in “operations accounts” controllati dal Tesoro francese. Le due banche Cfa sono africane di nome, ma non hanno una politica monetaria propria. Gli stessi paesi non sanno, né viene detto loro, quanto del bacino delle riserve valutarie estere detenute presso il ministero del Tesoro a Parigi appartiene a loro come gruppo o individualmente. Gli introiti degli investimenti di questi fondi presso il Tesoro francese dovrebbero essere aggiunti al conteggio, ma non c’è nessuna notizia che venga fornita al riguardo né alle banche né ai paesi circa i dettagli di questi scambi. Al ristretto gruppo di alti ufficiali del ministero del Tesoro francese che conoscono le cifre detenute negli “operations accounts”, sanno dove vengono investiti questi fondi e se esiste un profitto a partire da quegli investimenti, viene impedito di parlare per comunicare queste informazioni alle banche Cfa o alle banche centrali degli stati africani, scrive il dottor Gary K. Busch (economista, docente universitario a Londra).
Si stima che la Francia detenga all’incirca 500 miliardi di monete provenienti dagli Stati africani, e farebbe qualsiasi cosa per combattere chiunque voglia fare luce su questo lato oscuro del vecchio impero. Gli stati africani non hanno accesso a quel denaro. La Francia permette loro di accedere soltanto al 15% di quel denaro all’anno. Se avessero bisogno di più, dovrebbero chiedere in prestito una cifra extra dal loro stesso 65% da Tesoro francese a tariffe commerciali. Per rendere le cose ancora peggiori, la Francia impone un cappio sull’ammontare di denaro che i paesi possono chiedere in prestito da quella riserva. Il cappio è fissato al 20% delle entrate pubbliche dell’anno precedente. Se i paesi volessero prestare più del 20% dei loro stessi soldi, la Francia ha diritto di veto. L’ex presidente francese Jacques Chirac ha detto recentemente qualcosa circa i soldi delle nazioni africane detenuti nelle banche francesi. In un VIDEO parla dello schema di sfruttamento francese. Parla in francese, ma questo è un piccolo sunto: «Dobbiamo essere onesti e riconoscere che una gran parte dei soldi nelle nostre banche provengono dallo sfruttamento del continente africano».
#3. Diritto di primo rifiuto su qualsiasi materia prima o risorsa naturale scoperta nel paese. La Francia ha il primo diritto di comprare qualsiasi risorsa naturale trovate nella terra delle sue ex colonie. Solo dopo un “Non sono interessata” della Francia, i paesi africani hanno il permesso di cercare altri partners. #4. Priorità agli interessi francesi e alle società negli appalti pubblici. Nei contratti governativi, le società francesi devono essere prese in considerazione per prime e, solo dopo, questi paesi possono guardare altrove. Non importa se i paesi africani possono ottenere un miglior servizio ad un prezzo migliore altrove. Di conseguenza, in molte delle ex colonie francesi, tutti i maggiori asset economici dei paesi sono nelle mani degli espatriati francesi. In Costa d’Avorio, per esempio, le società francesi possiedono e controllano le più importanti utilities – acqua, elettricità, telefoni, trasporti, porti e le più importanti banche. Lo stesso nel commercio, nelle costruzioni e in agricoltura. Infine, come ho scritto in un precedente articolo, “gli africani ora vivono in un continente di proprietà degli europei”.
#5. Diritto esclusivo a fornire equipaggiamento militare e formazione ai quadri militari del paese. Attraverso un sofisticato schema di borse di studio e “Accordi di Difesa” allegati al Patto Coloniale, gli africani devono inviare i loro quadri militari per la formazione in Francia o in strutture gestite dai francesi. La situazione nel continente adesso è che la Francia ha formato centinaia, anche migliaia di traditori e li foraggia. Restano dormienti quando non c’è bisogno di loro, e vengono riattivati quando è necessario un colpo di Stato o per qualsiasi altro scopo! #6. Diritto della Francia di inviare le proprie truppe e intervenire militarmente nel paese per difendere i propri interessi. In base a qualcosa chiamato “Accordi di Difesa” allegati al Patto Coloniale, la Francia ha il diritto di intervenire militarmente negli Stati africani e anche di stazionare truppe permanentemente nelle basi e nei presidi militari in quei paesi, gestiti interamente dai francesi.
Poi ci sono le basi militari francesi in Africa. Quando il presidente Laurent Gbagbo della Costa d’Avorio cercò di porre fine allo sfruttamento francese del paese, la Francia organizzò un colpo di Stato. Durante il lungo processo per estromettere Gbagbo, i carri armati francesi, gli elicotteri d’attacco e le forze speciali intervennero direttamente nel conflitto sparando sui civili e uccidendone molti. Per aggiungere gli insulti alle ingiurie, la Francia stima che la “business community” francese abbia perso diversi milioni di dollari quando, nella fretta di abbandonare Abidjan nel 2006, l’esercito francese massacrò 65 civili disarmati, ferendone altri 1.200. Dopo il successo della Francia con il colpo di Stato, e il trasferimento di poteri ad Alassane Outtara, la Francia ha chiesto al governo Ouattara di pagare un compenso alla “business community” francese per le perdite durante la guerra civile. Il governo Ouattara, infatti, pagò il doppio delle perdite dichiarate mentre scappavano.
#7. Obbligo di dichiarare il francese lingua ufficiale del paese e lingua del sistema educativo. “Oui, Monsieur. Vous devez parlez français, la langue de Molière!” (sì, signore. Dovete parlare francese, la lingua di Molière!). Un’organizzazione per la diffusione della lingua e della cultura francese chiamata “Francophonie” è stata creata con diverse organizzazioni satellite e affiliati supervisionati dal ministero degli esteri francese. Come dimostrato in quest’articolo, se il francese è l’unica lingua che parli, hai accesso al solo 4% dell’umanità, del sapere e delle idee. Molto limitante.
#8. Obbligo di usare la moneta coloniale francese Fcfa. Questa è la vera mucca d’oro della Francia, tuttavia è un sistema talmente malefico che finanche l’Unione Europea lo ha denunciato. La Francia però non è pronta a lasciar perdere il sistema coloniale che inietta all’incirca 500 miliardi di dollari africani nelle sue casse. Durante l’introduzione dell’euro in Europa, altri paesi europei scoprirono il sistema di sfruttamento francese. Molti, soprattutto i paesi nordici, furono disgustati e suggerirono che la Francia abbandonasse quel sistema. Senza successo. #9. Obbligo di inviare in Francia il budget annuale e il report sulle riserve. Senza report, niente soldi. In ogni caso il ministero delle banche centrali delle ex colonie, e il ministero dell’incontro biennale dei ministri delle finanze delle ex colonie è controllato dalla banca centrale francese e dal ministero del Tesoro.
#10. Rinuncia a siglare alleanze militari con qualsiasi paese se non autorizzati dalla Francia. I paesi africani in genere sono quelli che hanno il minor numero di alleanze militari regionali. La maggior parte dei paesi ha solo alleanze militari con gli ex colonizzatori (divertente, ma si può fare di meglio!). Nel caso delle ex colonie francesi, la Francia proibisce loro di cercare altre alleanze militari eccetto quelle che vengono offerte loro. #11. Obbligo di allearsi con la Francia in caso di guerre o crisi globali. Più di un milione di soldati africani hanno combattuto per sconfiggere il nazismo e il fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il loro contributo è spesso ignorato o minimizzato, ma se si pensa che alla Germania furono sufficienti solo 6 settimane per sconfiggere la Francia nel 1940, quest’ultima sa che gli africani potrebbero essere utili per combattere per la “Grandeur de la France” in futuro.
C’è qualcosa di psicopatico nel rapporto che la Francia ha con l’Africa. Primo, la Francia è molto dedita al saccheggio e allo sfruttamento dell’Africa sin dai tempi della schiavitù. Poi c’è questa mancanza di creatività e di immaginazione dell’élite francese a pensare oltre i confini del passato e della tradizione. Infine, la Francia ha due istituzioni che sono completamente congelate nel passato, abitate da “haut fonctionnaires” paranoici e psicopatici che diffondono la paura dell’apocalisse se la Francia cambiasse, e il cui riferimento ideologico deriva dal romanticismo del 19° secolo: sono il ministero delle finanze e del bilancio e il ministero degli affari esteri. Queste due istituzioni non solo sono una minaccia per l’Africa ma anche per gli stessi francesi. Tocca a noi africani liberarci, senza chiedere permesso, perché ancora non riesco a capire, per esempio, come possano 450 soldati francesi in Costa d’Avorio controllare una popolazione di 20 milioni di persone. La prima reazione della gente, subito dopo aver saputo della tassa coloniale francese, consiste in una domanda: “Fino a quando?”. Per paragone storico, la Francia ha costretto Haiti a pagare l’equivalente odierno di 21 miliardi di dollari dal 1804 al 1947 (quasi un secolo e mezzo) per le perdite subite dai commercianti di schiavi francesi dall’abolizione della schiavitù e la liberazione degli schiavi haitiani. I paesi africani stanno pagando la tassa coloniale solo negli ultimi 50 anni, perciò penso che manchi ancora un secolo di pagamenti!
(Mawuna Remarque Koutonin, “Quattordici paesi africani costretti a pagare la tassa coloniale francese”, da “Africa News” dell’8 febbraio 2014).

Sapevate che molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi? Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’élite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese. Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate. L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie: il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto. Lentamente la paura serpeggiò tra le élite africane e nessuno, dopo gli eventi della Guinea, trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù”.


          Liberia:FIFA Limits Funding to Liberia After Audit      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[New Democrat] The Federation of International Football Associations (FIFA) has restricted funding to the Liberia Football Association (LFA) and is in a near takeover of the FA's finances after audit shows that Liberia football officials have mismanaged football development money intended for the country.
          Papoose Net Worth      Cache   Translate Page   Web Page Cache   

Shamele Mackie, known professionally as Papoose, was born in 1978, in Brooklyn, New York USA, of Liberian-American descent, and is a successful rapper, perhaps best known for releasing his studio album called “The Nacirema Dream” and also for working with DJ Kayslay. Although his career began in 1998, he only released his first full album …

The post Papoose Net Worth appeared first on Net Worth Post.


          Trump Administration Largely Phasing Out TPS, But Legal Challenges Are Ongoing      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Temporary Protected Status (TPS) may be an endangered species.  Having terminated TPS for Guinea, Liberia and Sierra Leone during the past year, the Trump Administration has turned its attention elsewhere.  There are currently ten remaining countries whose citizens are eligible for TPS.  Of those, six will be terminated over the next 18 months. The Trump Administration has announced the termination of TPS status for Haiti, Nicaragua, El Salvador, Nepal, Honduras and Sudan.  Somalia, South Sudan, Syria and Yemen for now remain in the protected category. USCIS grants TPS to nationals of certain countries who are in the U.S. (legally or illegally) when conditions in that country “temporarily prevent the country’s nationals from returning safely, or in certain circumstances, where the country is unable to handle the return of its nationals adequately.”  Common grounds for granting TPS include highly destructive natural disasters or…
          Liberia:World Bank, IMF Okay $536m Loan - Minister Tweah      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[New Democrat] Liberian authorities Thursday held talks in Monrovia with Eton Finance Pte Ltd. to conclude financial and technical details of the proposed $536 million loan agreement.
          Liberia:Nocal Rejects Media Allegations      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[New Dawn] The National Oil Company of Liberia (NOCAL) says its attention has been drawn to erroneous media reports charging the Board of the Corporation of collecting excessive Board fees among others.
          Liberia:Country's Oil Company Taking Steps to Revive Oil, Gas Sector      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[New Democrat] The National Oil Company of Liberia (NOCAL) said Thursday in a statement that in keeping with its statutory obligations, it is taking proactive steps to revive Liberia's potential oil & gas sector. It did not outline those steps but assure all its actions will be taken in accordance with the New Petroleum Law of Liberia and other internationally acceptable standards.
          Re: Sex tourism in Gambia...      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
From www gvnet.com I transfer the fllowing passage.

Human Trafficking and Modern-day Slavery

The Gambia is a source, transit, and destination country for children and women trafficked for the purposes of forced labor and commercial sexual exploitation. Within The Gambia, women and girls, and to a lesser extent boys, are trafficked for sexual exploitation, in particular to meet the demand for European sex tourism, and for domestic servitude. Boys are trafficked within the country for forced begging by religious teachers and for street vending. Transnationally, women, girls and boys from neighboring countries are trafficked to The Gambia for the same purposes listed above. Primary source countries are Senegal, Mali, Sierra Leone, Liberia, Ghana, Nigeria, Guinea-Bissau, Guinea and Benin. Trafficking of Gambian boys to Senegal for forced begging and Senegalese boys to The Gambia for the same purpose is particularly prevalent. Gambian women and girls are trafficked to Senegal for domestic servitude, and possibly for sexual exploitation. Gambian women and children may be trafficked to Europe through trafficking schemes disguised as migrant smuggling. Reports in the last two years of Gambian, Senegalese, and nationals of other neighboring countries being transported from The Gambia to Spain by boat appear to be predominantly cases of smuggling rather than trafficking. - U.S. State Dept Trafficking in Persons Report, June, 2008 [
          Jesus Take The Wheel "Yoga" Has Come To The Potter House, Dallas TX.       Cache   Translate Page   Web Page Cache   

Online congregation why would a Christian church allow the practice of Yoga in worship services? This is unbelievable, this can't be true? It's ridiculous! I'm asking was First Lady Jakes Instagram hacked? My Lord folks on the gram are asking why would any Christian church start this? And if a church is a bible teaching church, why do this?  There is no discernment in some churches today. They have lost their minds.

Instagram Comments:
This just made me very sad, to see how many souls are being lost, yoga can never be Christian no matter how good you want to put it, people please have a personal relationship with Christ know him for yourself then you won’t follow blindly, the Holy Spirit will lead and guide you. And to think how many souls are following this ministry. For the people who are defending it’s because you don’t know if you knew you would run ask the Holy Spirit to reveal the truth about the church u attend and what Spirit is in control of that church. DON’T FOLLOW BLINDLY

I absolutely love this ministry and speak up for it every opportunity I get, and my heart sank when I saw this. I am originally from Liberia and I know the affects if ancient practices. This is the very thing that got the children of God caught up in the Bible, they wanted to bring false God's into the house of God. I wish the church would stop this. You can not take something who origin comes from idolatry and make it holy because it's in your church or because your thinking of Jesus when you do it, how can you offer something to God that's offered to idols. Yoga (/ˈjoʊɡə/;[1] Sanskrit: योग;  pronunciation) is a group of physical, mental, and spiritual practices or disciplines which originated in ancient India. Yoga is one of the six orthodox schools of Hindu philosophy.[2] There is a broad variety of yoga schools, practices, and goals[3] in Hinduism, Buddhism, and Jainism.

 As a former practicing yogi turned servant of the Most High, I can tell you this has no place whatsoever in the House of the Lord. Synchronicity has destroyed a people who are supposed to be set apart. The word yoga means “to yoke” oneself to some sort of god consciousness- but the Bible says there is ONE mediator between God and man - YESHUA. For everyone screaming about judgment and negativity, you are part of the problem - those that worship God must worship Him in Spirit and in Truth. You may as well have had Satanist Aleister Crowley come give one of his lectures on yoga. Or better yet tell the truth and let these women know that this EXACT pose, the Tadasana, pays homage to an old Hindu mountain demon. You have thousands of women posing in a yoga pose honoring a Hindu mountain demon in a church. There is no way in today’s environment with all the information out there that you could have not done simple testing of the spirits against the word and not have known this before you put this evil out here for people to consume. This is no different than sacrificing pigs in the Solomon's temple. Just like us yoking ourselves to Hindu demons is defiling what is supposed to be the our body which is the temple of Christ. Wake up and stop with the deception. Repent before God judges you for this deception. It’s WRONG.
  
          Liberia:Govt, Stakeholders Validate Food Security Report      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[New Democrat] The Government of Liberia through the Ministries of Agriculture and Health together with food and nutrition sector stakeholders attending a one-day workshop has completed the validation of the Liberia 2018 Comprehensive Food Security and Nutrition Survey (CFSNS) Report in Monrovia.
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Temporary Protected Status (TPS) may be an endangered species. Having terminated TPS for Guinea, Liberia and Sierra Leone during the past year, the Trump Administration has turned its attention elsewhere. There are currently ten remaining countries...
By: Jackson Lewis P.C.
          Re: Sex tourism in Gambia...      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
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Human Trafficking and Modern-day Slavery

The Gambia is a source, transit, and destination country for children and women trafficked for the purposes of forced labor and commercial sexual exploitation. Within The Gambia, women and girls, and to a lesser extent boys, are trafficked for sexual exploitation, in particular to meet the demand for European sex tourism, and for domestic servitude. Boys are trafficked within the country for forced begging by religious teachers and for street vending. Transnationally, women, girls and boys from neighboring countries are trafficked to The Gambia for the same purposes listed above. Primary source countries are Senegal, Mali, Sierra Leone, Liberia, Ghana, Nigeria, Guinea-Bissau, Guinea and Benin. Trafficking of Gambian boys to Senegal for forced begging and Senegalese boys to The Gambia for the same purpose is particularly prevalent. Gambian women and girls are trafficked to Senegal for domestic servitude, and possibly for sexual exploitation. Gambian women and children may be trafficked to Europe through trafficking schemes disguised as migrant smuggling. Reports in the last two years of Gambian, Senegalese, and nationals of other neighboring countries being transported from The Gambia to Spain by boat appear to be predominantly cases of smuggling rather than trafficking. - U.S. State Dept Trafficking in Persons Report, June, 2008 [
          Studie zu Liberia - Ebola-Epidemie hatte Einfluss auf das ganze Land      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Mitarbeiter vom Roten Kreuz ziehen im Vorfeld der Suche nach Infizierten des Ebola-Virus Schutzkleidung an (14.5.2018). (IFRC/AP)Weniger Handel, mehr Kriminalität, politische Instabilität: Ebola kann großen gesellschaftlichen Einfluss haben. Das hat ein Forschungsteam für Liberia untersucht. Die Bevölkerung habe bei der Ebola-Krise das Vertrauen in politische Institutionen verloren, sagte die Mitautorin Jessica Junker im Dlf.

Jessica Junker im Gespräch mit Lennart Pyritz
www.deutschlandfunk.de, Forschung aktuell
Hören bis: 16.02.2019 15:45
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          Kat Graham Net Worth      Cache   Translate Page   Web Page Cache   

Katerina Alexandre Hartford, better known as Kat Graham, is born on 5 September 1989 in Geneva, Switzerland, to a Liberian father and a Russian/Polish Jewish mother. She is an actress, model, dancer and singer, probably best known for playing the role of Bonnie Bennett in the popular 2009 television series “The Vampire Diaries”. So just …

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          Liberia:China 'Stands Ready' to Support Liberia's Pro-Poor Agenda      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[FrontPageAfrica] Monrovia -As Liberia implements its ambitious Pro-Poor Agenda, China stands ready to provide a friendly platform for further mutual cooperation that will yield more sustainable benefits for the two countries, says Fu Jijun, Chinese Ambassador to Liberia.
          Liberia:Girl, 19, Trains Peers in Interior Decoration for Free      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
[FrontPageAfrica] Monrovia -Miatta Rogers, 19, dreamt of becoming an interior designer and her dream is gradually coming through despite numerous challenges. On Sunday, she graduated 13 of her peers who were tutored in interior decoration.


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