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Dall’Atanasio di Mostar a Henryk di Medjugorje

            

Introduzione

Diversi media hanno recentemente pubblicato la notizia che il vescovo in pensione di Varsavia-Praga e arcivescovo ad personam Henryk Hoser ha dato inizio al suo incarico di Visitatore Apostolico a Medjugorje. L’informazione stessa ha causato molte reazioni nel mondo virtuale. Ancora una volta, si è aperto uno scontro tra coloro che considerano le apparizioni di Medjugorje come verità assoluta e coloro che le considerano non autentiche. Insieme a questa notizia è stato pubblicato un altro articolo secondo cui il vescovo di Mostar-Duvno, Ratko Perić, in qualità di vescovo nel cui territorio si trova la parrocchia di Medjugorje, ha ricevuto l’arcivescovo Hoser e Luigi Pezzuto, nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina. Poiché egli ha espresso in questa occasione il suo rispetto per la decisione della Santa Sede, ha offerto all’arcivescovo Hoser la sua collaborazione, gli ha augurato l’abbondante aiuto di Dio nell’adempiere alla sua missione e ha poi ribadito in modo chiaro e inequivocabile qual è stata la costante posizione della Curia diocesana di Mostar, che non considera nessuna «apparizione», nessun «messaggio», nessun «segreto» e nessuna «pergamena» come autentici, compresi i primi sette o dieci giorni delle cosiddette apparizioni, le reazioni si sono trasformate in insulti e ostilità aperti.

Regina della pace o Regina dei disordini


Anche solo una rapida occhiata ai commenti fatti su alcuni dei portali più popolari, sia laici che religiosi, porta a concludere che in essi c’è pochissima compostezza e obiettività, e invece una grande quantità di sarcasmo, amarezza e insulti grossolani. Dal punto di vista laico, i toni in genere vanno dalla ridicolizzazione alla diffamazione di entrambe le parti, il che è comprensibile, in base all’approccio e alle credenziali dei commentatori. Tuttavia è molto triste osservare come sui cosiddetti portali religiosi, così come nei profili ufficiali e personali sui social network, il maggior numero di commentatori-credenti pronuncino insulti scandalosamente maleducati. A questo proposito, ciò che è particolarmente triste è il modo in cui i sostenitori delle apparizioni di Medjugorje, quelli che fanno facilmente riferimento alla Gospa di Medjugorje [cioè la Madonna] come Madre e Regina della Pace, assumono un atteggiamento così scomposto e intollerante da far gelare il sangue nelle vene a causa dei loro attacchi contro il vescovo Perić, che vanno dall’augurio che crepi, alle accuse di essere un agente del KGB, un materialista incallito e un non credente o addirittura Satana incarnato.

«Fra» Bože Radoš e il diavolo, ovvero l’amore verso i nemici alla luce della verità di Medjugorje


In questo contesto, molto scalpore ha destato in particolare un video, più precisamente un’accusa al vescovo Perić di non essere altro che il diavolo. Si tratta di un video postato sul profilo Facebook di Bože Radoš, che è ben noto ai sostenitori delle apparizioni di Medjugorje e che arbitrariamente si definisce «Fra» Bože Radoš. È un ex membro dell’Ordine francescano, che a causa della sua disobbedienza è stato dimesso 20 anni fa e sospeso da tutte le facoltà sacerdotali, ma tuttavia continua a indossare l’abito francescano e ad usurpare il ministero sacerdotale. Negli archivi del vecchio sito web delle diocesi di Mostar-Duvno e ​​Trebinje-Mrkan si legge: «Bože Radoš, congedato per decreto del Generale, il 28 febbraio 1998, confermato dalla Santa Sede il 23 marzo 1998, sospeso dal celebrare i sacramenti il ​​30 dicembre 1998. È illegalmente residente nel canonicato parrocchiale di Čapljina e svolge illegalmente il ministero in altri luoghi dell’Erzegovina».
I suoi attacchi contro il vescovo Perić non sono una novità, perché sono una costante delle sue attività pastorali illegittime, così come delle attività pastorali di alcuni altri (spesso dimessi e sospesi) francescani. Ciò può essere confermato, tra l’altro, dalla sua pubblicazione, scritta insieme agli altri «frati di Čapljina», dal titolo Il diavolo in Erzegovina. Pubblica accusa al vescovo Ratko Perić, che è un libretto pubblicato dall’Associazione di fedeli cattolici dell’Erzegovina «Mir i dobro» (Pace e bene) a Čapljina, nel 2002. Il contenuto del libretto è, giusto per informazione, tragicomico, mentre la «pace» e il «bene» non vi si ritrovano nemmeno in tracce.
Inoltre, a quale livello di manipolazione i «Frati» di Čapljina e alcuni altri «frati» della stessa mentalità e attività di «Fra» Bože sono disposti ad arrivare, lo si può vedere dal fatto che uno di loro in passato – «Fra» Stanko Pavlović – prima di essere dimesso dall’Ordine dei Frati Minori, osò fingere di essere un vescovo ed ebbe l’ardire di amministrare il sacramento della Confermazione ai candidati di Čapljina.
E’ bene aggiungere che «Fra» Bože Radoš è un ospite gradito in quei media che fanno molto per promuovere le cosiddette apparizioni di Medjugorje, e i suoi insulti contro il vescovo in questi contesti sono regolarmente presentati come coraggio e saggezza, e mai come arroganza e disobbedienza. Inoltre, a giudicare dalle sue frequenti apparizioni e attività su Facebook, non possiamo sottrarci all’impressione che, a causa delle sue numerose esibizioni e auto-promozioni, non abbia molto tempo per il rosario e il breviario.
Coerentemente con il suo modo abituale di offendere il vescovo nel modo più crudo, «Fra» Bože ha anche pubblicato il summenzionato video, che è stato visto oltre 30.000 volte dalla sua messa on-line, ha ricevuto oltre 250 commenti ed è stato condiviso circa lo stesso numero di volte. Va anche notato che «Fra» Bože ha un gran numero di seguaci, cioè che la maggior parte dei commentatori approva e supporta questo modo di esprimersi e gli insulti al vescovo Perić, e aggiunge i propri, allo stesso indirizzo. Tuttavia, grazie a Dio, c’è un buon numero di persone che esprimono il loro orrore di fronte a colpi così bassi, e ancor più ce ne sono di quelli che esprimono il loro profondo dolore per il fatto che una persona di Chiesa usi tale vocabolario, specialmente quando questo viene fatto da un «frate».

«Io sono per la pace, ma essi, appena parlo, sono per la guerra»


Ciò che vogliamo sottolineare qui è proprio questo tipo di brutto e crudo vocabolario che viene spesso usato da alcuni frati dell’Erzegovina e dai loro cloni ideologici per squalificare il vescovo Perić e chiunque non riconosca le apparizioni di Medjugorje. Ma, ancora di più, vogliamo anche sottolineare in modo autocritico che questo tipo di vocabolario provoca nervosismo e crudezza in coloro che sentono il bisogno di reagire a questo. In questa luce, siamo consapevoli che anche noi abbiamo oltrepassato il limite delle argomentazioni espresse con compostezza e siamo entrati nell’arena del ridicolizzare e sminuire «Fra» Bože e simili «frati», insieme a tutti coloro che sostengono le apparizioni di Medjugorje. Guardando agli altri in questa luce e guardando a noi stessi, possiamo osservare che questa Regina della Pace di Medjugorje è strana, così strana che lei annulla la sua stessa essenza, perché invece che per la pace, sembra che sia per la guerra. È simile a ciò che leggiamo nel salmo: «Troppo tempo ho abitato con chi detesta la pace. Io sono per la pace, ma essi, appena parlo, sono per la guerra» (Sal 120,6-7). E queste due parti probabilmente non sarebbero mai d’accordo su chi è il nemico della pace, chi parla di pace e chi è per la guerra.
Il tema delle apparizioni di Medjugorje dovrebbe, ovviamente, essere aperto a qualsiasi discussione, anche a quelle sarcastiche, perché, per sua natura, è qualcosa che non è affatto e non può mai essere considerato una credenza obbligatoria. Eppure in pratica risulta essere un’area molto pericolosa, della quale solo pochi, e raramente, osano parlare criticamente. Pertanto, è del tutto comprensibile perché alcuni dei «frati» erzegovinesi ricoprano di insulti il vescovo Perić o, come direbbero le Scritture: «La sua bocca era più dolce del burro, ma la guerra era nel suo cuore: le sue parole erano più morbide dell’olio, ma erano spade sguainate» (Sal 55,21). In questo modo, il comandamento dell’amore di Cristo verso i nostri nemici è completamente svalutato, ancor peggio è corrotto nella misura in cui si iniziano a odiare sia gli amici che i fratelli. Ci sembra che questo sia uno dei problemi fondamentali del fenomeno di Medjugorje e, in questa luce, ci permettiamo di ripetere, ancora una volta, che in tutto questo non vediamo alcuna ragione obiettivamente giustificata per chiamare la Gospa di Medjugorje Regina della Pace ma piuttosto colei che incita costantemente alla guerra.

Le colorite bugie di Medjugorje


In altre parole, gli argomenti del vescovo Ratko Perić e le prove indiscutibili fornite dall’ufficio della Curia di Mostar durante tutto il tempo delle apparizioni sono completamente accettabili per noi, poiché indicano chiaramente che le apparizioni di Medjugorje sono una semplice menzogna e manipolazione delle masse. Pertanto, è abbastanza comprensibile che, durante il suo incontro con l’arcivescovo Hoser, il vescovo abbia presentato pubblicamente e chiaramente la sua posizione, anche se sa che colui che è stato nominato Visitatore Apostolico è per il momento completamente schierato con i francescani e ha accettato senza dubbio solo la loro versione dei fatti, mentre di fronte a un bel po’ di frutti negativi di Medjugorje sta semplicemente chiudendo gli occhi. Pertanto, riteniamo necessario esaminare alcune delle cose particolarmente evidenti emerse in questi giorni, per tentare di interpretarle in un modo che appaia ragionevole.
Prima di tutto, vogliamo dire che abbiamo già affrontato la questione della credibilità delle cosiddette apparizioni di Medjugorje nel testo intitolato Gli Zeloti di Medjugorje, o come la «Gospa» contraddice la Madonna [croatoinglese] e che non c’è bisogno di aggiungere qualcosa a questo. La grande quantità di prove presentate dall’ufficio della Curia di Mostar porta semplicemente alla conclusione che il fenomeno di Medjugorje è una fabbricazione, quindi qualsiasi ulteriore discussione su questo sarebbe interessante solo se qualcuno fosse in grado di smentire queste prove. Insieme a questo, vogliamo solo sottolineare qui che il lavoro svolto finora dall’arcivescovo Hoser riguardo a Medjugorje ci sembra che sia stato assolutamente imperfetto, perché ha fatto il lavoro che gli è stato affidato in modo superficiale, prevenuto e poco serio. Ne abbiamo già parlato nei testi: Il fanatismo di Medjugorje e l’inviato papale arcivescovo Hoser e Con quale autorità l’arcivescovo Hoser proclama Medjugorje santuario? Anche riguardo a questi testi non sentiamo alcun bisogno di aggiungere o cancellare nulla. Tuttavia, sentiamo di dover commentare alcune nuove circostanze, che sono principalmente incentrate sul vescovo Perić, l’arcivescovo Hoser e papa Francesco, o sulla Santa Sede, come attori principali.
Ci poniamo la domanda: come si può comprendere correttamente la decisione della Santa Sede di nominare un visitatore apostolico e quindi, probabilmente, sollevare completamente il vescovo Perić dalla sua giurisdizione sulla parrocchia di Medjugorje? Anche se il mandato dell’arcivescovo Hoser è stato assegnato ad nutum della Santa Sede, e sebbene sia esclusivamente di carattere pastorale, non crediamo che, con questa nomina, al vescovo Perić sia lasciata una qualche autorità per amministrare quella parrocchia, che, de facto, diventa una parrocchia sotto la giurisdizione della Santa Sede. Questo potrebbe sembrare ingiusto verso il vescovo Perić, anche come un segno di declassamento e di critica, ma in realtà non deve essere così.
Prima di discutere cosa intendiamo con questo, vorremmo dire alcune parole sul vescovo Ratko Perić e su come vediamo il suo ruolo nel contesto del fenomeno di Medjugorje.

Il ruolo del vescovo Perić nel fenomeno di Medjugorje


Il vescovo Perić e i suoi più stretti collaboratori, così come il suo predecessore, il vescovo Žanić e i suoi collaboratori, hanno fatto molto per rivelare le menzogne ​​di Medjugorje, anche se molto lentamente. Mentre c’è ancora un numero molto più grande di coloro che accettano senza dubbio le apparizioni di Medjugorje come credibili, non si deve ignorare il fatto che molti stanno facendo sempre più domande e arrivano a una delle due conclusioni: che si tratti di una semplice manipolazione, oppure che non si tratti delle apparizioni della Madonna, ma di apparizioni del diavolo, come direbbe «Fra» Bože. Tuttavia, questa volta non nella persona del vescovo Perić, ma di «colui che divide», dalla testa ai piedi.
In questa luce, il ruolo del vescovo Perić e dei suoi più stretti collaboratori è lodevole, perché essi hanno dimostrato un’incredibile forza e fedeltà nella difesa dell’ortodossia, mentre i sacrifici e gli insulti che hanno dovuto sopportare e continuare a sostenere confermano il loro livello di preoccupazione nel difendere la Madre di Dio e la Madre della Chiesa dalla Regina della Pace di Medjugorje, che sta diffondendo turbamento attorno a sé. Per noi quindi, come abbiamo già detto in un precedente testo [croatoinglese], il vescovo Perić, a causa della sua chiarezza e forza, è simile a sant’Atanasio, che in difesa della vera fede dovette fuggire in esilio cinque volte a causa degli attacchi degli eretici ariani del suo tempo. Ancor meglio, a lui appartiene il titolo di «Atanasio di Mostar», attribuitogli per le stesse ragioni dal presidente della Conferenza episcopale croata, l’arcivescovo Želimir Puljić.
Queste parole di lode all’Atanasio di Mostar e ai suoi collaboratori non sono un segno di piaggeria o adulazione. Al contrario, è nostra ferma convinzione che essi meritano questo riconoscimento per i loro veramente grandi sacrifici, dato che spesso vengono lasciati soli a lottare per la vera fede contro tutti gli altri. E non solo con la sfida di Medjugorje, ma anche in molti altri campi, come la lettera circolare del vescovo Ratko Perić del 22 ottobre 2016, con il titolo: «Un promemoria ai confessori» [presentazione in italiano], in cui, unico vescovo di lingua croata, fornisce istruzioni chiare e ortodosse nell’interpretazione dell’esortazione di Papa Francesco Amoris laetitia, senza le esitazioni e i timorosi silenzi o attese che hanno avuto la maggioranza dei vescovi nel mondo. Siamo certi che tale chiarezza riguardo agli insegnamenti originali della Chiesa e il coraggio nella loro difesa sono stati largamente raggiunti dal vescovo Perić nella sua già citata battaglia con Medjugorje.
Tuttavia, vogliamo sottolineare che proviamo un certo rispetto, e forse persino un sentimento di apprezzamento, verso quei francescani che sono pronti a difendere la Gospa di Medjugorje con tutte le loro forze, perché in tutta questa storia stanno anche subendo umiliazioni e innumerevoli colpi (ma è anche vero che loro stessi ne sono regolarmente responsabili). A noi, sembrano semplicemente fanatici pronti a morire per la loro verità. Eppure, tutto questo non è qualcosa che possa essere facilmente ignorato, indipendentemente dal fatto che siamo convinti che la loro verità sia in realtà una semplice bugia. Tuttavia, anche se sono pronti a cadere nelle più basilari forme di disobbedienza, riteniamo che tali azioni da parte loro siano più comunemente derivate da una solida convinzione di agire correttamente.
Ancora una volta, torniamo al problema dell’amore cristiano e ancor più all’amore verso i nemici, perché la storia di Medjugorje mostra uno scandaloso livello di intolleranza, che oscura così il volto misericordioso del nostro Maestro e il cuore tenero di sua e nostra Madre e, di conseguenza, gli eventi attorno a Medjugorje appaiono agli osservatori esterni come un circo. E poi, questo paradigma di Medjugorje, purtroppo, viene copiato in molti altri settori della Chiesa, facendo così perdere alla Chiesa la reputazione, la credibilità e il valore della sua missione.
Desideriamo sottolineare ancora una volta che la responsabilità di una tale situazione non dipende dal vescovo Perić e dai suoi collaboratori, come spesso è asserito dai sostenitori delle apparizioni di Medjugorje, ma solo da coloro che hanno dato inizio alle bugie, coloro che hanno perseverato in queste bugie e attraverso la manipolazione dei media hanno permesso che queste si diffondessero in tutto il mondo. Poiché è il vescovo responsabile della parrocchia di Medjugorje, il vescovo Perić ha dovuto reagire a tali menzogne ​​a causa del suo ministero, e sosteniamo che ha fatto esattamente ciò che ci si aspetterebbe da qualsiasi vescovo della Chiesa cattolica.
La nomina dell’arcivescovo Hoser a Visitatore Apostolico ha poi declassato il vescovo Perić; e l’aver scelto una persona che accetta senza riserve le apparizioni di Medjugorje lo ha umiliato; e l’intervento diretto della Santa Sede ha squalificato tutti i suoi sforzi verso la verità; e tutto ciò ha avuto luogo un anno e mezzo prima del suo ritiro regolare per allontanarlo deliberatamente dalla scena pubblica così da preparare il terreno a un nuovo vescovo che sia sostenitore delle apparizioni di Medjugorje. Il tempo dirà se le cose stanno così. Tuttavia, a noi sembra che le cose potrebbero evolvere molto rapidamente in una direzione gradita al vescovo Perić.

Il fenomeno di Medjugorje tra l’Atanasio di Mostar e Henryk di Medjugorje


Innanzitutto, bisogna essere onesti e ammettere che, in sostanza, il vescovo Perić (non a causa di una sua responsabilità o di eventuali omissioni da parte sua) è stato solo nominalmente vescovo della parrocchia di Medjugorje. Parimenti, bisogna essere onesti e ammettere che non tutti i frati di Medjugorje hanno ostacolato la giurisdizione dell’Ufficio della Curia di Mostar. Tuttavia, in linea di principio e in considerazione delle intricate circostanze, si può dire che i frati di Medjugorje hanno guidato la parrocchia come hanno voluto, senza riconoscere l’autorità del vescovo e senza rispettare le sue decisioni. E spesso non hanno rispettato nemmeno l’autorità e le decisioni del Generale dell’Ordine e l’autorità e le decisioni della Santa Sede.
Tra l’altro, questa affermazione può essere comprovata dal fatto che con l’esplicita o tacita benedizione dei francescani, senza alcuna previa conoscenza e approvazione dell’Ordinario del luogo, sono nate molte comunità di carattere sospetto, dal Nucleo Centrale legato all’attuale movimento New Age dell’ex iniziatore e cervello dell’«operazione Medjugorje», «Fra» Tomislav Vlašić, fino ad una serie di altre comunità religiose, carismatiche e caritatevoli non riconosciute, considerate pericolose per la comunione ecclesiale.
Lo stesso vale per l’acclamato Festival Internazionale della Gioventù – lo Mladifest, che si tiene ogni anno dal 1° al 6 agosto, al quale affluiscono decine di migliaia di esaltati pellegrini di Medjugorje, anche se probabilmente nessuno di loro sa da quale tipo di evento blasfemo si sia sviluppato, ragion per cui non potrebbe avere il sostegno di nessuno dei vescovi del mondo. I suoi fondatori e gli organizzatori, naturalmente, non hanno bisogno di tale sostegno, perché lo trovano nelle vaste folle che vi partecipano, che non chiedono altro che di sentire qualcosa in quell’oasi di pace. L’evento a cui ci riferiamo è legato a una presunta rivelazione della Gospa di Medjugorje del 1984, in cui la Gospa informava i veggenti di essere nata il 5 agosto e che proprio in quell’anno, in quella data, avrebbe celebrato i suoi 2.000 anni. Entusiasti di questa rivelazione, i veggenti, secondo la testimonianza della veggente Marija Pavlović, decisero di preparare una grande torta di compleanno per la Gospa, decorata con candeline e molte rose di zucchero, e di portarla sulla collina delle apparizioni. La Gospa fu così toccata da questo regalo di compleanno che prese persino una delle rose di zucchero che le era stata offerta spontaneamente da uno di loro. Su una tale bizzarra mescolanza di naturale e soprannaturale, da cui è nato lo Mladifest, non c’è nulla da aggiungere, tranne che il vescovo Perić non approverebbe un’attività così pagana neanche morto. Ma ovviamente nessuno gli ha mai chiesto di farlo.
La nostra intenzione nel sottolineare tutto questo è di mostrare come in realtà le mani del vescovo Perić fossero legate, cioè, come contro una tale macchina di propaganda, capace di trasformare, senza scrupoli, un vescovo coscienzioso in un mostro, non avesse alcuno spazio di manovra per un’amministrazione regolare di Medjugorje. Proprio per questa ragione crediamo che le cose ora, e non solo in senso pastorale, si muovano nella giusta direzione.
Anche se l’arcivescovo Hoser nella sua precedente visita a Medjugorje non ha notato nessuna delle cose che abbiamo detto, ma al contrario ha fornito un sostegno senza riserve ai francescani, nella misura in cui dopo soli tre giorni a Medjugorje si è identificato con loro rivolgendosi ai fedeli con il saluto «Noi Medjugorjani», siamo convinti che presto comincerà a cambiare idea. Infatti, non appena i problemi pastorali lo costringeranno a compiere la minima mossa che non sia accettabile per i francescani e il settarismo diffuso, incontrerà ostruzionismo e opposizione. Ecco perché pensiamo che la nomina di un visitatore apostolico, e specialmente di un tale visitatore apostolico, sia un atto dello Spirito Santo, perché le intenzioni di molti cuori saranno rivelate attraverso di lui.
Inoltre, dato che il fenomeno di Medjugorje esiste per provocare tensione o la creazione dell’impressione generale che tutti coloro che credono nelle apparizioni di Medjugorje, specialmente i (disobbedienti) francescani erzegovinesi, siano martiri perseguitati a causa della cattiva coscienza e della malevolenza del vescovo Perić, la nomina di un visitatore apostolico farà quindi cessare la causa di tutte queste ingiustizie. Quindi, sarà interessante osservare cosa accadrà.

La nomina di un visitatore apostolico: un errore o una decisione saggia della Santa Sede?


Prevediamo che questo sarà l’inizio della fine dell’interesse delle masse per la destinazione di Medjugorje e quando le fonti di questo turismo religioso si prosciugheranno ci aspettiamo che anche i francescani stessi abbandoneranno la Regina della Pace. Inoltre, poiché i veggenti sono già nei loro anni maturi, è prevedibile che, dopo la loro morte, anche la sola menzione delle apparizioni non sarà abbastanza interessante, perché i pellegrini avranno appreso che la Gospa appariva su richiesta e che lei era così premurosa che posticipava persino il momento prestabilito, secondo i bisogni mutevoli dei clienti.
Certo, bisogna anche essere preparati a uno scenario di tentativi di continuare a tenere in vita la favola di Medjugorje, perché la secolare intraprendenza dei francescani potrebbe trovare nuove modalità, ad esempio, di provocare tensioni con la Santa Sede, secondo il metodo già collaudato e di successo, se e quando i rapporti con l’arcivescovo Hoser diventassero tesi. Oppure potrebbero pregare la Gospa perché conceda la grazia a dei nuovi arrivati, cosicché inizi ad apparire ad altri che facciano in modo che le apparizioni continuino di generazione in generazione. Ci aspettiamo che la decisione finale verrà presa solo dopo che avranno considerato attentamente ciò che a loro conviene di più.
In questa luce, è bene menzionare le parole di Henryk di Medjugorje prima della sua partenza dalla Polonia, cioè prima di venire a Medjugorje e iniziare il suo ministero come visitatore apostolico, sulla questione della mafia che fiorisce a Medjugorje, in particolare quella di Napoli, come da lui sottolineato. Non dubitiamo che la mafia abbia veramente trovato il suo posto a Medjugorje, eppure ci chiediamo: chi ha aperto loro le porte e chi le tiene ben aperte? Inoltre, temiamo che la mafia menzionata dall’arcivescovo Hoser sia solo un bambino prematuro rispetto ad un’altra, nascosta nell’involucro carismatico-caritatevole, che mons. Željko Majić, il vicario generale della diocesi di Mostar-Duvno, come persona ben informata, menziona nel suo acuto e interessante articolo intitolato: Razlikovati pšenicu od kukolja (Distinguere il grano dalla zizzania). Se questa mafia ha preso alla gola influenti dignitari vaticani di alto rango, che hanno il potere e l’interesse di chiamare bugie la verità, forse il tempo lo dirà, ma molti piccoli ciottoli lanciati lungo la strada portano a quella fonte oscura.
Per non sbagliare, qui sottolineiamo chiaramente che non stiamo pensando a papa Francesco o all’arcivescovo Hoser, ma piuttosto intuiamo che un futuro prevedibile mostrerà che la decisione del papa è molto più saggia e molto più profonda di quanto possa sembrare in questo momento. Cioè, a noi, come osservatori, mancano molti pezzi per completare il mosaico, mentre lui ha un quadro completo o almeno più completo e, in questa luce, sa perché sta facendo quello che sta facendo. Potremmo dire che l’ingenuo e inoffensivo Henryk di Medjugorje è ideale per servire allo scopo del papa nel realizzare ciò che intende, lontano dalle luci delle telecamere.
Questa conclusione può essere sostenuta dal fatto che il papa ha ripetutamente, in modo diretto e sarcastico, parlato pubblicamente delle apparizioni di Medjugorje, come menzionato da mons. Željko Majić nel suo articolo. Così, il 14 novembre 2013, nella sua omelia mattutina durante la Messa, ha detto: «Io conosco un veggente, una veggente che riceve lettere della Madonna, messaggi della Madonna. Ma, guarda, la Madonna è madre! E ama tutti noi. Ma non è un capo ufficio della posta, per inviare messaggi tutti i giorni». E il 9 giugno 2015, sempre nell’omelia dell’Eucaristia mattutina, ha detto: «Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio? E vivono di questo». Che questa affermazione non sia stata detta in modo spericolato, ma piuttosto meditato, si può vedere nel fatto che l’ha ripetuta quasi per intero tre anni e mezzo dopo, il 13 maggio 2017, quando ha detto: «Preferisco la Madonna come madre, nostra madre, non la Madonna capo dell’ufficio telegrafico, che invia messaggi ogni giorno alla tale ora. Questa non è la madre di Gesù. E queste presunte apparizioni non hanno valore. Questo lo dico come opinione personale». Insieme a questo, si dovrebbe aggiungere un estratto della sua conversazione con l’Unione dei Superiori Generali il 25 novembre 2016, quando ha detto: «Questa moda della Madonna come una superstar, che come protagonista si pone al centro, non è cattolica» (L’Osservatore Romano, 10.2.2017, p. 4). Anche se in nessuna di queste affermazioni il papa ha menzionato esplicitamente Medjugorje, dal contenuto dei messaggi e dalle circostanze delle apparizioni di Medjugorje, è più che ovvio che si riferiscono ad esso [nota del traduttore: in realtà, il 13 maggio 2017 il papa ha detto nella maniera più chiara ed esplicita che si riferiva a Medjugorje].
Giungiamo a questa conclusione anche per il fatto che il papa ha nominato l’arcivescovo Hoser ad nutum Sanctae Sedis, il che significa che il suo ministero può durare anni, ma che può in qualsiasi momento, appena la Santa Sede lo decida, anche cessare. Ciò significa che l’arcivescovo Hoser non sarà nelle condizioni di prendere facilmente iniziative di comune accordo con i francescani, cosa che probabilmente vorrebbe fare con tutto il cuore in questo momento, ma, prima di agire, dovrà pensare se le sue mosse saranno gradite al papa, tenendo sempre presente che il papa non vede il fenomeno di Medjugorje con gli stessi occhi di Hoser. Inoltre, il papa ha ulteriormente limitato il suo ministero, avendo stabilito che è puramente pastorale, come affermato nel comunicato stampa dell’Ufficio stampa della Santa Sede del 31 maggio 2018, e ha quindi chiarito che non deve più lasciarsi andare ad affermazioni al di fuori di questo contesto, come ha invece fatto in precedenza.

A mo’ di conclusione


Detto questo, crediamo veramente che la decisione del papa sia molto più saggia e di vasta portata di quanto sembra ora, e che, in quanto tale, equilibri sia il lato dottrinale che quello pastorale del fenomeno di Medjugorje. In altre parole, sembra che papa Francesco abbia aperto un nuovo capitolo, forse finale, di Medjugorje, che esteriormente potrebbe sembrare andare a favore dei sostenitori delle apparizioni di Medjugorje, facendo presagire il riconoscimento di Medjugorje come santuario, il che appare anche come un declassamento del vescovo Perić e un netto rifiuto di tutto ciò che egli ha fatto negli ultimi decenni. Ma è possibile che, in realtà, attraverso le facoltà sufficienti ma molto limitate date all’arcivescovo Hoser, stia solo cercando di creare una situazione ordinaria e regolare a Medjugorje, sapendo bene che l’interesse per il fenomeno di Medjugorje sarà significativamente ridotto, con i fiumi di quei pellegrini che sono alla ricerca di miracoli più che di Dio, così come in tutti quei potenti gruppi di ambito carismatico-caritatevole di gola spirituale, i cui motivi di esistenza cessano nel momento in cui l’interesse per i loro «prodotti» diminuisce.
Che noi si sia visto giusto o meno, desideriamo comunque esprimere al vescovo Perić la nostra profonda gratitudine per la sua perseveranza nella vera fede, al tramonto del suo ministero episcopale, parafrasando le parole della Sacra Scrittura: Hai combattuto la buona battaglia; hai (quasi) terminato la tua corsa (episcopale), hai conservato la (tua e nostra) fede! (2 Tim 4,7). Con ulteriore gratitudine a lui e ai suoi collaboratori, aggiungiamo: Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione (2 Tim 4,8).

Di Snježana Majdandžić-Gladić, 29 luglio 2018, tradotto dal croato, Vjera i djela (La fede e le opere, portale di teologia cattolica)
Di più:

https://www.vjeraidjela.com/dallatanasio-di-mostar-a-henryk-di-medjugorje/

Cardinale Schönborn: La Chiesa ha "riconosciuto ufficialmente i buoni frutti di Medjugorje”


Per la prima volta nella storia delle presunte apparizioni di Medjugorje, l'annuale Festa della Gioventù (dal 1° al 6 di agosto) è iniziato con una Messa celebrata dal nunzio apostolico di Bosnia e Herzegovina, arcivescovo Luigi Pezzuto.

Le date del festival risalgono a una [falsa] rivelazione di Medjugorje secondo cui Nostra Signora sarebbe nata il 5 agosto dell'anno 16 a.C. [e pertanto avrebbe avuto 9 anni quando Cristo nacque nel 7 a.C.].

Il cardinale pro-gay di Vienna Schönborn ha inviato i suoi saluto alla Festa di quest'anno.

Secondo lui, la nomina da parte di papa Francesco di un inviato permanente a Medjugorje è "segno di grande apprezzamento e riconoscimento". La Chiesa ha "riconosciuto ufficialmente i buoni frutti di Medjugorje”, ha aggiunto.

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          Country road by Mevludin Sejmenovic      Cache   Translate Page   Web Page Cache   


Country road by Mevludin Sejmenovic


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Just Breathe by Adnan Bubalo ✅


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          Knjiga: Bosnian Valley of the Pyramids, pisac: Semir Osmanagich, Alternativa, Misterije, BiH teme, Istorija BiH, Popularna nauka, Stručne knjige, Prirodne nauke, Geografija, Društvene nauke, Istorija, Ekonomija      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Izdavač: Maunagić d.o.o. - MaunaFe, strana: 191, Latinica, Meki uvez, Engleski jezik, isbn: 9958-9252-7-3, veličina: 140x2...
          Emma Golijanin Unleashes A Drool-Fest      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Too many hotties out there don’t seem to know how to use Instagram properly, but luckily Bosnian model and actress Emma Golijanin isn’t one of them, because she keeps dropping more of that serious hotness on her Instagram. I’m pretty sure her pictures are hot enough to melt the polar ice caps. Yow! A post […]
          Bosnia-Herzegovina U-16 - Switzerland U-16      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Basketball. European Championship U-16 B
          Pjanic, Calciomercato Juventus: il Real Madrid ci prova      Cache   Translate Page   Web Page Cache   

Il calciomercato della Juventus continua a tenere sulle spinte il popolo bianconero, non solo in entrata, ma anche e soprattutto in uscita. Miralem Pjanic sembra essere al centro di alcune indiscrezioni che vedono il bosniaco nel mirino del Real Madrid e non solo. Il mercato per Pjanic non manca, naturalmente, ma la Juventus vorrebbe trattenerlo […]

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          Gasperini: Pasalic non è pronto a giocare dal primo minuto ad Haifa      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
La conferenza stampa di mister Gasperini e di Toloi da Haifa. «Il risultato con il Sarajevo è stata un’eccezione».

«Pasalic non è ancora in grado di giocare dall’inizio, anche se stavolta è disponibile». Alla vigilia dell’andata del terzo turno di qualificazione di Europa League al Sammy Ofer Stadium contro l’Hapoel Haifa, Gian Piero Gasperini parla con un’idea ben chiara in testa: «squadra che vince non si cambia». Forse per undici undicesimi, perché del 3-5-2 virante a 3-4-1-2 di Sarajevo rimarrà anche il ’97 Pessina, promosso a pieni voti dal tecnico dell’Atalanta. Che ha un solo monito per i suoi: «Nel calcio europeo c’è molto equilibrio e il risultato di Sarajevo è stata una casualità – avverte Gasperini –. L’8-0 è stato figlio anche di un calo psicologico degli avversari. Abbiamo studiato l’Hapoel e abbiamo constatato quanto siano combattuti anche i preliminari: una gara da interpretare con molta attenzione e concentrazione. Difficile fare un paragone tra le due squadre, si tratta di campionati molto diversi». Davanti, Barrow come prima punta e il solito Gomez: «Lui è un giocatore molto importante nel nostro gioco d’attacco, come Toloi e gli altri difensori lo sono in difesa. Il Papu segna e fa assist: un elemento di valore internazionale». Una sola assenza di peso nelle file dei nerazzurri: «Ilicic purtroppo è ancora fermo».

L’allenatore dei bergamaschi evita di esprimersi sul possibile ostacolo nei playoff, che sarebbe l’ultimo prima di scollinare nella fase a gironi: «Pensare di poter pensare già al turno successivo è molto pericoloso, non dico chi preferirei tra CSKA Sofia e Copenaghen», prosegue. L’Atalanta dovrebbe essere confermata per dieci undicesimi rispetto all’ottovolante del «Ferhatovic»: Berisha in porta, trio arretrato Toloi-Palomino-Masiello, Hateboer e Gosens sulle fasce, de Roon e Freuler interni e il croato dietro Barrow-Gomez. Quanto alla difesa, che i cronisti israeliani hanno definito in pratica orfana di Caldara («Mattia è finito in una big, anzi in due, prima la Juve e poi il Milan, ma l’impianto è rimasto lo stesso», le parole del Gasp), parola a Rafael Toloi che ha affiancato il suo mentore della panchina nella press conference: «Dobbiamo stare attenti a non prendere il contropiede o comunque occasioni sulle palle in uscita, cosa che c’è capitato in casa contro il FK Sarajevo», ha ammonito l’italobrasiliano. Che ha scelto di dare un calcio alla scaramanzia: quando è stato lui ad aprire le marcature, sono arrivati 1-1 ed eliminazione ai sedicesimi di finale nella scorsa edizione contro il Borussia Dortumund e un altro pari, il 2-2 sempre al Mapei Stadium contro i bosniaci: «Se avessi la possibilità di segnare di nuovo, mi andrebbe benissimo».


          Ratko Mladic Found Guilty Of Genocide, Crimes Against Humanity      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Copyright 2018 NPR. To see more, visit STEVE INSKEEP, HOST: The war crimes trial for a former Bosnian Serb leader ended today. The trial was at The Hague in the Netherlands. The crimes took place in the 1990s during the Bosnian War. Serbian - ethnic Serbian forces murdered more than 8,000 Bosnian Muslims in a massacre at the town of Srebrenica. The man who commanded those Serbian forces was Ratko Mladic, who was the defendant at trial and just found out his fate. NPR's senior European correspondent Sylvia Poggioli covered the Bosnian War and genocide. She's on the line. Hi, Sylvia. SYLVIA POGGIOLI, BYLINE: Hi, Steve. INSKEEP: So what's the verdict? POGGIOLI: Well, Ratko Mladic was sentenced to life in prison for genocide and crimes against humanity. The two main charges were for the 3 1/2-year-long siege of Sarajevo that killed an estimated 14,000 people and for the massacre at Srebrenica in 1995. The judges upheld the prosecution's premise that Mladic was responsible for a campaign of
          Would you dare take this leap of faith?      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
For those seeking adventure, head to the ancient Bosnian town of Mostar where on can get their high by jumping off a historic bridge into a fast-flowing river.
          Rumour Mill: Rangers eye two strikers | Duo set for Celtic return? | Hibs blow in midfielder chase      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Rangers linked with Bosnian forwards; Celtic set to bring back two former stars and Hibs lose out in midfielder chase
          Europa und die Abschaffung der Menschlichkeit      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Europas Außengrenze zu Serbien

Man könne sich nicht von Not und Leid einfach abkoppeln, erklärte die deutsche Kanzlerin kürzlich bei einem Besuch des ungarischen Premiers Victor Orban, der bereits 2015 mit seinen rigorosen Maßnahmen demonstriert hat, dass er vom Prinzip der Menschlichkeit im Umgang mit Migrant/innen nicht besonders viel hält. Komplette Abschottung sei für sie keine Lösung, insistierte Merkel: „Die Seele von Europa ist Humanität.“

Man mag glauben, dass die Worte ernst gemeint sind, dass sie das Fähnlein des Anstandes trotz widrigster Umstände hochhalten will. Warum anders hätte sie die Zerreißprobe mit dem amoklaufenden Horst Seehofer und dessen nach rechts außen driftender Regionalpartei auf sich nehmen sollen? Warum hätte sie sonst bis zuletzt im Kreise der EU-Mitgliedstaaten immer wieder für eine angemessene Haltung in der Flüchtlingsfrage eintreten sollen, nahezu allein auf weiter Flur?

Derweil versuchten die CSU und andere Rechtsparteien eine Flüchtlingskrise herbeizureden, wo keine war. Im Vergleich zu den tatsächlichen Aufnahmeländern der weltweiten Flüchtlingsströme mutet die Situation in Deutschland eher entspannt an. Die Zahlen sind verglichen mit den Jahren zuvor rückläufig.

Die nun seitens der EU formulierte Abschottungspolitik führt indes dazu, dass das eigentliche Problem keinesfalls gelöst, wohl aber weiter nach Süden verlagert wird - in die europäische Peripherie, die ohnehin politisch äußerst fragil ist. Die Balkanroute, die der österreichische Rechtsaußenkanzler Sebastian Kurz angeblich erfolgreich geschlossen hatte, war de facto nie dicht. Neuerdings kommt es jedoch auf dieser Balkanroute zu regionalen Verschiebungen, die Europa alarmieren sollten.

Geflüchtete werden politisch instrumentalisiert

Seit Monaten stranden immer mehr Flüchtlinge in Bosnien und Herzegowina, dem nach wie vor instabilsten Gebilde in der Region. Das Nachkriegsland besticht durch ein hohes Maß an Dysfunktionalität, die nationalistischen Kräfte radikalisieren sich immer wieder gegenseitig, sie halten das Land seit Ende des Krieges 1995 in einem permanenten Ausnahmezustand.

In diesem ohnehin aufgeheizten politischen Kontext kommen nun Flüchtlinge aus Iran, Syrien und Afghanistan hinzu. Statt Hilfe anzubieten nutzen die bosnischen Politiker die Migrantensituation indes für innerpolitische Schaukämpfe und die Verbreitung von xenophober Hetze: Politikvertreter weisen auf die Gefahren durch die Flüchtlinge hin, andere offizielle Vertreter sehen den Tourismus in Gefahr, die von der Politik gelenkten Medien leisten bei den Negativ-Kampagnen unreflektiert Hilfestellung.

All dies stellt ein gefährliches Gebräu in einem Land dar, in dem ein Großteil der Bevölkerung in Armut lebt, in dem Tausende von Waffen nach wie vor unkontrolliert im Umlauf sind. Schon warnte die EU davor, die Flüchtlingssituation politisch zu instrumentalisieren.

Die Flüchtlinge – mutmaßlich sind es zwischen 4000 und 6000 – treffen vor Ort auf eine Mischung aus Ignoranz und Unvermögen, mit den neuen Gegebenheiten umzugehen. Nur wenige bosnische Politiker sind bereit, Verantwortung zu übernehmen. Vor wenigen Monaten sammelten sich die Flüchtlinge zu Hunderten in Parks in der Innenstadt der bosnischen Hauptstadt. Familien mit Kindern und Säuglingen sowie Alleinreisende aus Kriegsregionen waren dort über Wochen auf sich selber gestellt, von den lokalen oder staatlichen Stellen wurde keinerlei Hilfe organisiert. Nicht einmal mobile Toiletten wurden installiert, um wenigstens Frauen und Kindern den Aufenthalt erträglicher zu gestalten. Tagelang harrten die Betroffenen bei unwetterartigen Regengüssen im Freien aus. Einzig Freiwillige und Mitarbeiter des Roten Kreuzes organisierten spontan Essens- und Kleiderausgaben und besorgten Zelte.

Not wird vorsätzlich ignoriert

Als der türkische Präsident Erdogan zu seinem umstrittenen Wahlkampfauftritt nach Sarajevo kam, wurden die Flüchtlinge aus der bosnischen Hauptstadt zu einem Auffanglager in der Nähe von Mostar gebracht. Der Zwischenfall, der sich dann ereignete, belegt, wie die Flüchtlingssituation von den politischen Akteuren in Bosnien für Propagandazwecke genutzt wird. So verweigerten die politisch Verantwortlichen des Kantons Mostar den Bussen die „Einreise“, die Flüchtlinge, darunter zahlreiche Familien mit kleinen Kindern, mussten bei frühsommerlicher Hitze stundenlang in den Bussen ausharren – ein reueloser Coup der Kroatenpartei HDZ auf Kosten der Flüchtlinge.

In Salakovac nahe Mostar wurden die Ankömmlinge in eine Flüchtlingsunterkunft gebracht, das Rote Kreuz mahnte allerdings mehrfach öffentlich Hilfe an, es fehle an Geldern, um die Flüchtlinge adäquat mit Essen zu versorgen. Derartige Hilferufe kommen auch aus Bihac, einer Stadt im Nordwesten Bosniens. Hierhin zieht es einen Großteil der Flüchtlinge, von hier wollen sie über die Grenze nach Kroatien und weiter in andere Länder der EU.

Bihacs Bürgermeister bemüht sich, in einem schwierigen Umfeld und mit begrenzten finanziellen Mitteln Lösungen für die Flüchtlinge anzubieten – er ist einer der wenigen Politiker im Lande, der sich seiner Aufgabe nicht verweigert. Bereits vor Monaten kontaktierte er staatliche Stellen und bat um Unterstützung, vergebens: Angeschriebene Ministerien antworteten nicht einmal. So wird in Bosnien Politik gemacht. Politiker ignorieren ganz einfach den Handlungsbedarf – dabei ist es noch gar nicht allzu lange her, dass auch bosnische Kriegsflüchtlinge in Deutschland Zuflucht suchten und fanden.

Auf Kosten der Glaubwürdigkeit Europas

Ist es das, was Europa will? Dass die Verantwortung für Flüchtlinge jenen Staaten zufällt, die – wie Bosnien und Herzegowina – ganz offensichtlich nicht in der Lage oder willens sind, weder das eigene Gemeinwesen noch ankommende Flüchtlinge zu organisieren, geschweige denn eine einfache, aber menschenwürdige Versorgung und Unterbringung sicherzustellen? 

Ist es das, was Europa will, dass zwar nicht mehr – wie durch ungarische Sicherheitskräfte 2015 – mit Gummigeschossen auf Flüchtlinge geschossen wird, dass sie nun aber in staatlichen Kontexten umherirren, in denen ihnen nicht einmal ein Minimum an organisierter Hilfe zukommt?

Ist es das, was Europa will, dass Flüchtlinge – statt in menschenwürdigen Unterkünften verpflegt zu werden, statt Kindern eine Möglichkeit zum Kindergarten- und Schulbesuch zu geben – in Ruinen ohne Fenster und Türen schlafen müssen? Dass Frauen dort anlanden, wo ihnen keinerlei Privatsphäre gewährt wird, weil es keine ordnende Hand gibt, die diesen dringend benötigten Schutzraum schaffen würde?

Die Grenzen um jeden Preis dichtmachen, ist das ein angemessener Erfolg für Europa? Die Mittelmeerroute zu schließen, "um die illegale Migration nach Europa auch auf diesem Weg zu beenden", wie Österreichs Kanzler Kurz es formuliert.

Ist es das, was Europa will? Auch um den Preis, dass weiter Tausende Menschen im Mittelmeer ertrinken? Seit Jahresbeginn 2018 waren es allein 1400, die hier den Tod fanden.

Ist dies das Europa, das den Friedensnobelpreis erhielt?

Ist es dies Europa, dass sich, wie Kanzlerin Merkel anführt, eigentlich der Zivilisation und der Menschlichkeit rühmt?

Ist dieses Europa noch unseres?

An der desolaten Lage der Flüchtlinge in Bosnien und Herzegowina wird deutlich, wie verlogen das europäische Abschottungsparadigma ist: Schotten dicht und alles ist gut - die angebliche Flüchtlingskrise gelöst. Eine naive Vorstellung, die mit den Realitäten nichts zu tun hat.

Tatsache ist: Die Schotten-dicht-Politik geht einseitig auf Kosten der Flüchtenden und auf Kosten der Glaubwürdigkeit des vermeintlich so überlegenen und zivilisierten Abendlandes. Die traurigen Zustände an den Außengrenzen Europas zeigen: Die von Angela Merkel beschrieene Humanität ist längst abgeschafft.


Weitere Zahlen, Informationen und Hintergründe zur aktuellen Flüchtlingssituation.


          Flüchtlinge in Bosnien und Herzegowina leben unter erbärmlichen Bedingungen       Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Camp in Kladuša

Bereits mehr als 8.000 Menschen sind seit Anfang des Jahres 2018 nach Bosnien und Herzegowina (BiH) eingereist, täglich werden es mehr. Sie kommen aus Richtung Serbien oder Montenegro, nachdem sie auf dem See- oder Landweg zuerst Griechenland erreicht haben. Nur für einige Hundert, die registriert sind, gibt es eine angemessene Unterkunft. Die Übrigen leben auf der Straße, in Notunterkünften, während die Glücklicheren unter ihnen von der lokalen Bevölkerung aufgenommen werden oder in Hotels und Hostels wohnen.  

Die meisten Durchreisenden, die in Bosnien und Herzegowina stranden, sind auf dem Weg in die Europäische Union. Sie hoffen, über die kroatische Landesgrenze ihren Weg fortsetzen zu können. Allerdings werden sie von den kroatischen und sogar den slowenischen Behörden daran gehindert, oft mit Gewalt. Dennoch schaffen es einige in die EU, die meisten bleiben jedoch in Bosnien und Herzegowina. 

Bürger/innen müssen Aufgabe des Staates übernehmen

Am Sonntag, den 16. Juli wurde das Gebiet um Velika Kladuša im Norden Bosniens, das in der Nähe der Grenze zu Kroatien liegt, von einem schweren Sturm überrascht. Für etwa 400 Flücht-linge und Migrant/innen, die in einem sumpfigen Gebiet nahe der Stadt untergebracht waren, war dies der reinste Albtraum.

Das Bare-Gebiet in Kladuša wurde einige Monate zuvor von der Gemeindeverwaltung zum Flüchtlingscamp bestimmt; einer Sammelstelle für die Menschen, die seit Februar 2018 in der Stadt ankommen. Sowohl die lokale als auch andere Regierungsebenen Bosniens (und derer gibt es drei) haben Kenntnis davon, genauso wie internationale Organisationen wie das UN-Flüchtlingshilfswerk (UNHCR) oder die Internationale Organisation für Migration (IOM). Dennoch wurde nicht viel unternommen, um menschenwürdigere Lebensumstände zu schaffen und selbst das Wenige wurde initiiert von der lokalen Bevölkerung und Aktivist/innen, die seit April vor Ort sind.

In Kladuša, wo derzeit etwa 1.000 Flüchtlinge leben, trägt die Zivilbevölkerung die größte Last: Die Bürger/innen bereiten Mahlzeiten für die Menschen zu, bieten ihnen Unterkünfte und zeigen ihre Gastfreundschaft auf bestmögliche Weise. Aber sie können nicht alles alleine bewältigen und sollten es auch nicht, doch die Institutionen reagieren kaum.  

In dem sumpfigen Gebiet am Stadtrand wurden zwar mobile Toiletten aufgestellt, aber nicht genügend an der Zahl. Hinzu kommt, dass oft nur eine davon in Funktion ist. Elektrizität ist nur zur Außenbeleuchtung vorhanden, Trinkwasseranlagen und Duschen wurden bereitgestellt, aber da sich alle sanitären Anlagen wegen der Beschaffenheit des Terrains am Rande des „Camps“ befinden, sind Duschen und Toiletten nicht sicher für die Bewohner/innen, unter denen sich viele Frauen und allein reisende Minderjährige befinden.

Einige Zelte wurden zur Verfügung gestellt, aber die meisten Unterkünfte, die Aktivist/innen gemeinsam mit den Campbewohner/innen aufgebaut haben, sind aus Plastikplanen und Latten. Nach einer Weile haben die Aktivist/innen getrennte Duschen für Frauen und Männer in einem verlassenen Gebäude errichtet, das ihnen von der lokalen Bevölkerung zur Verfügung gestellt wurde. Dort ist es sicher und sauber, zudem kann dort Wäsche gewaschen werden. 

An heißen Tagen ist das sumpfige Gebiet voller Mücken und anderer Insekten. Es gibt kaum Schatten und unter den Plastikplanen kann man kaum atmen. Regen bedeutet eine kleine Katastrophe. Aber am Sturmsonntag führte der Regen in ein regelrechtes Desaster, das nur zu deutlich machte, wie vernachlässigt diese ungeschützte Gruppe von Menschen ist, die unter diesen unerträglichen Bedingungen ausharren muss. 
Während der Wind fast alle „Zelte“ zerstörte, durchnässte der Regen die Habe der Campbewohner/innen: Am nächsten Morgen waren Decken, Kleidung, Schuhe, Lebensmittel und Matratzen im ganzen Camp verstreut, während die Bewohner/innen durch knietiefen Schlamm wateten.

Sicherheit statt Solidarität

Am gleichen Morgen befahl das Amt für Ausländerangelegenheiten, das als Teil des Ministeriums für Sicherheit seltsamerweise alleinig für Flüchtlings- und Migrationsfragen zuständig ist, die Zwangsräumung einer Notunterkunft, in der etwa 200 Menschen lebten. Die Räumung erfolgte friedlich, und die Menschen wurden aus dem alten, verlassenen Gebäude am Fluss fortgeschickt, ohne dass man ihnen mitteilte, wohin sie gehen sollten. So landeten viele von ihnen im „Camp“, das vom lokalen Roten Kreuz in dem Gebäude Đački Dom organisiert wird und das von der Regierung als Unterkunft für Asylsuchende freigegeben wurde.

Đački Dom ist ein Gebäude, dass jeglicher Sicherheit entbehrt. Es hat kein Dach, keine Fenster und Türen, es ist praktisch ein Rohbau mit Treppen und Öffnungen, die für Fenster und Türen vorgesehen waren. Dort gibt es nichts davon. Beinahe 1.000 Menschen befinden sich darin und es wird offiziell als Flüchtlingscamp deklariert. Die Regierung und auch die internationalen Organisationen in Bosnien haben Kenntnis von diesem Ort.

Unter den Menschen, die dort leben müssen, sind etwa 40 Familien, einige mit Kleinkindern. Im Gebäude gibt es kein Wasser - es sei denn, es regnet und alle Matratzen auf dem Boden werden durchnässt. Einige haben kleine Zelte. Toiletten und Duschen befinden sich außerhalb des Gebäudes und sind sehr unsicher für Frauen. Eine hohe Präsenz von Spezialkräften der Polizei ist überall sichtbar, jedoch aufgrund der paranoiden Berichterstattung der Medien und nicht etwa wegen der wirklichen Probleme der dort lebenden Menschen.  

Manche leben in Zelten und Notunterkünften in den umliegenden Wäldern. Alles was sie bekommen, ist eine suppenartige Mahlzeit, die das Rote Kreuz einmal am Tag verteilt. Menschenwürdige Bedingungen sucht man an diesem Ort vergeblich.

Appell an die Menschlichkeit

Neben Kladuša und Bihać lassen sich die Durchreisenden auch in Mostar nieder, wo im Mai dieses Jahres das einzige einigermaßen anständige Camp Salakovac eröffnet wurde. Allerdings sind dort nicht einmal 150 Personen untergebracht. In der Nähe von Sarajevo, etwa 12 km von der Gemeinde Trnovo entfernt, liegt das Asylzentrum Delijaš. Die Menschen akzeptieren nur ungern eine Unterbringung dort, weil es sehr weit vom Zentrum entfernt liegt und es weder Transportmöglichkeiten noch Internet oder Telefonverbindungen nach außen gibt. Auch Nahrungsmittel sind knapp.

Viele der Campbewohner/innen beklagen sich über die Angestellten dort, insbesondere über das Management. Kürzlich erst hat die für das Camp verantwortliche Person zwei junge Flüchtlinge, von denen einer ernsthaft verletzt war, des Camps verwiesen, ohne eine schriftliche Genehmigung oder zumindest Rücksprache beim Ministerium einzuholen. Nachdem die jungen Männer das Camp verlassen hatten, bekamen sie vom UNHCR keine Unterstützung mehr, obwohl sie von den jungen Männern darum gebeten wurden. Das Ministerium wurde ebenfalls informiert, aber auch von dieser Seite gab es keine Hilfe. Die einzige Unterstützung fanden sie bei den Aktivist/innen, die den verletzten Mann noch in der gleichen Nacht in ein Krankenhaus brachten, wo er die nächsten 10 Tage medizinisch versorgt werden musste.  

Die dritte offizielle Unterkunft ist ein gefängnisartiges Migrationszentrum in der Gemeinde Lukavac. Es gab zahlreiche Beschwerden der Insassen über schlechte Behandlung, Korruption und Gewaltanwendungen. Die Aktivist/innen wurden von den Geflüchteten auch darüber informiert, dass Minderjährige ohne Begleitperson dort festgehalten würden.
 
Regierung und größere Organisationen, die sich mit Geflüchteten und Migrant/innen in Bosnien und Herzegowina beschäftigen, arbeiten mit einer kleinen Zahl von lokalen Organisationen der Zivilgesellschaft zusammen. Eine dieser Organisationen, Emmaus, die ein Zentrum in Doboj-Süd leitet, leistet seit Jahren erfolgreich Hilfe für verschiedene Gruppen in Not. Allerdings haben sie mit Geflüchteten oder Migrant/innen keine Erfahrungen. Hinzu kommt, dass das Zentrum geschlossenen Typs ist und Menschen, die darin Unterschlupf finden, das Gebäude nicht mehr verlassen können, limitierten Zugang zu WiFi-Verbindung haben und den Mitarbeiter/innen ihre Ausweise übergeben müssen. Bei solchen Zentren geschlossenen Typs ist es sehr schwer, wenn nicht unmöglich, Informationen über die dort herrschenden Zustände zu bekommen.

Minderjährige ohne Begleitung sind hier untergebracht und haben keine Bewegungsfreiheit. Aus diesem Grund vermeiden es viele, sich bei ihrer Ankunft in Bosnien registrieren zu lassen oder machen falsche Angaben über ihr Alter. Mehr als 150 Minderjährige und Kinder ohne Begleitperson sind offiziell registriert.

IOM und UNHCR sowie einige andere Organisationen sind sich der Bedingungen an all diesen Orten, einschließlich Bihać und Kladuša, bewusst, schweigen aber, wenn es darum geht, die Verantwortlichen zu kritisieren.

Nach dem Sturm in Kladuša verfasste eine Gruppe lokaler Aktivist/innen und NGOs einen Appell an die zuständigen Behörden in BiH, die Europäische Union, das UNHCR, IOM und andere relevante Organisationen und Institutionen, „dringend für eine angemessene und menschenwürdige  Unterbringung für alle Migrant/innen und Flüchtlinge zu sorgen, die sich auf dem Territorium des Staates BiH aufhalten, und volle logistische und finanzielle Hilfe für die lokalen Behörden und Aktivist/innen vor Ort zu gewährleisten“.

Menschenrechte in der Warteschleife

Bosnien und Herzegowina hat zwar ein Ministerium für Flüchtlinge und Menschenrechte auf staatlicher Ebene, ist jedoch kaum in die ganze Situation involviert. Die Verantwortlichen reden sich damit heraus, dass sie nur für Personen mit Flüchtlingsstatus zuständig sind, wobei sie jedoch ihre Verpflichtung im Bereich der Menschenrechte ignorieren.

Gleichzeitig unternimmt die Regierung nicht genug, den Menschen, die sich in Bosnien aufhalten, eine Regulierung ihres Status zu ermöglichen. Offiziell haben etwa 600 Personen Asyl beantragt, bis dato ist kein einziger Antrag bewilligt. In Wahrheit ist der Zugang zum System so kompliziert, dass es für viele fast unmöglich ist, ein Verfahren einzuleiten. Viele verzichten gänzlich darauf. Hinzu kommt, dass sie nicht wissen, welche Rechte sie bei einer erfolgreichen Regulierung ihres Status haben. Und sie sind nach den negativen Erfahrungen des Umgangs mit ihnen überdies sehr misstrauisch gegenüber der Regierung. 

Im Mai hat die Kommissarin für Menschenrechte im Europarat, Dunja Mijatović, einen offenen Brief an die Regierung in Sarajevo und den Minister für Sicherheit Dragan Mektić verfasst und sie daran erinnert, dass Asylanträge von Menschen, die in BiH ankommen, „fair und effektiv bemessen werden müssen“. 

“Desweiteren sind die Verpflichtungen Bosnien und Herzegowinas hinsichtlich der Menschenrechte nicht auf Personen beschränkt, die einen Antrag auf Schutz gestellt haben“, schreibt Mijatović und fügt hinzu, dass „durch die European Social Charter ein Minimum an Garantie für Unterbringung und Notunterkunft auch für illegale Migrant/innen Geltung haben. Obdach muss auch gegeben werden, wenn Migrant/innen den Antrag gestellt haben, das Land zu verlassen oder keinen Antrag auf Langzeitunterbringung gestellt haben. Das Komitee hebt deutlich hervor, dass das Recht auf Zuflucht eng verbunden ist mit der Würde eines Menschen, ungeachtet seines Aufenthaltsstatus“.

Sie erwähnte eine Reihe von Verpflichtungen, aber der Inhalt des Briefes erreichte wenig bis gar keine öffentliche Aufmerksamkeit in Bosnien. Er schaffte es auch kaum in die bosnischen Medien, die seit Eintreffen der Asylsuchenden wieder in ihre alten Muster verfielen und sich bei ihrer Berichterstattung vermehrt einer Hasssprache bedienten, die sie während und nach dem Krieg perfektioniert haben - diesmal jedoch gegen eine neue Gruppe von Menschen.
 
Die Auflistung aller Probleme, mit denen die Durchreisenden in Bosnien konfrontiert werden, könnte endlos fortgesetzt werden. Leider gibt es keine lokalen Organisationen, die in der Lage wären, sich für deren Rechte einzusetzen. Die Zivilgesellschaft wurde im Laufe der Jahre immer schwächer, mit immer weniger Erfolgen in ihrer Arbeit. Auch die Religionsgemeinschaften weigern sich, auf wirkungsvolle Weise Hilfe zu leisten. Das Gesundheitssystem bietet nur die nötigste Versorgung für die Bedürftigsten und die Probleme nehmen von Tag zu Tag zu. Niemand spricht davon, die Kinder in das Bildungssystem zu integrieren, obwohl das neue Schuljahr bald beginnt; niemand spricht von langfristigen Lösungen für jene, die hier bleiben wollen; niemand spricht von irgendeiner Art der Integration… 

Aktivist/innen und die lokale Bevölkerung sind sehr engagiert, denen zu helfen, die Hilfe brauchen, aber ihre Hilfe ist eingeschränkt und die Notwendigkeit, dass die Verantwortlichen endlich ihre Arbeit gemäß internationaler Konventionen und Menschenrechtsstandards machen, ist enorm.


Ins Deutsche übersetzt von Alma Sukić.


          Hillary Clinton on Saddam's WMD, UN Impotence      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
After voting YES to authorize the use of United States Armed Forces against Iraq, Senator Hillary Clinton (Democrat, New York) discussed Saddam's WMD and how the US must act alone to do what is right in the face of an impotent "international community." Filmed during a meeting with "Code Pink" at the US Capitol, March 6, 2003. VIDEO TRANSCRIPT: "There is a very easy way to prevent anyone from being put into harm's way, and that is for Saddam Hussein to disarm, and I have absolutely no belief that he will. I have to say that this is something I have followed for more than a decade. For now nearly 20 years, the principal reason why women and children in Iraq have suffered, is because of Saddam's leadership. The very difficult question for all of us, is how does one bring about the disarmament of someone with such a proven track record of a commitment, if not an obsession, with weapons of mass destruction. I ended up voting for the resolution after carefully reviewing the information and intelligence I had available, talking with people whose opinions I trusted, trying to discount political or other factors that I didn't believe should be in any way a part of this decision, and it is unfortunate that we are at the point of a potential military action to enforce the resolution. That is not my preference, it would be far preferable if we had legitimate cooperation from Saddam Hussein, and a willingness on his part to disarm, and to account for his chemical and biological storehouses. With respect to whose responsibility it is to disarm Saddam Hussein, I do not believe that given the attitudes of many people in the world community today that there would be a willingness to take on very difficult problems were it not for United States leadership. And I am talking specifically about what had to be done in Bosnia and Kosovo, where my husband could not get a Security Council resolution to save the Kosovar Albanians from ethnic cleansing. And we did it alone as the United States, and we had to do it alone. It would have been far preferable if the Russians and others had agreed to do it through the United Nations -- they would not. I'm happy that, in the face of such horrible suffering, we did act." More video and quotations on Iraq are available here: http://freedomagenda.com/iraq/wmd_quotes.html [end]
          Examining the Legal Anomalies Created by Inconsistencies between the European Convention on Human Rights and the Dayton Constitution      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
On 15th February, 2016, Bosnia and Herzegovina (hereinafter Bosnia) applied for membership to the European Union. It has since seen little progress towards achieving this goal, which is heavily due to the incompatibilities of its Constitution with the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (hereinafter the Convention). While Bosnia’s application for EU membership has brought these incompatibilities to the fore, this issue dates back to ...
          Hastor ends power struggle over Grammer by tending stake to Chinese white knight      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnian investor Hastor has tendered its 19 percent stake in German supplier Grammer to a Chinese white knight, ending a two-year power struggle.
          Former Trump aides are lobbying for pro-Russian Party      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Former Trump aides are lobbying for pro-Russian PartyRepresentatives of a Russian-backed Serbian separatist party in Bosnia, whose leader has been sanctioned by the Treasury Department, have been courting Trump administration officials and allies and recently signed up two former Trump campaign officials to help them connect with Republican lawmakers.
          Mestre, arrestate nomadi ‘specializzate’ in borseggi sui treni      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Due donne bosniache, specialiste della criminale arte del borseggio sui treni, sono state arrestate martedì dalla polizia ferroviaria di Mestre dopo un tentativo di furto ai danni di una famiglia coreana. Le giovani, già note alle forze dell’ordine proprio per numerosi furti compiuti specialmente sulle tratte Mestre- Venezia e Venezia- Padova, hanno pensato di poter […]
          Leeds keen to sign £4.5m midfielder on deadline day, would be a superb signing for Bielsa      Cache   Translate Page   Web Page Cache   

Leeds keen to sign £4.5m midfielder on deadline day, would be a superb signing for Bielsa - originally posted on Sportslens.com

According to reports from The Mirror (transfer blog, 09/08/2018 – 07:12), Leeds United are looking to sign Mo Besic from Everton on the deadline day. Marcelo Bielsa is reportedly aiming to sign the Bosnian midfielder on a permanent deal before the transfer window shuts at 5 pm on Thursday. The report claims that Leeds are planning to submit a bid in the region of £4.5million for the 25-year-old defensive midfielder. Besic joined Everton in 2014 but his career never really kicked on at the Merseyside club, with the player suffering a cruciate ligament injury on his right knee during the 2016-17 season. Last

From Sportslens.com - Football News | Football Blog


          Pozývajú na Hradné hry Žofie Bosniakovej      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Už najbližšiu nedeľu sa v historických priestoroch hradu Strečno predstavia šermiari a návštevníci uvidia ukážky starých remesiel či zbraní.
          Ranked! The Premier League's 10 best deadline day deals EVER      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
10. Asmir Begovic – Portsmouth to Stoke, 2010 (£3m)The Bosnian signed for Stoke in the 2010 January transfer window and grew in stature from there. While he conceded five goals against Chelsea on debut two months after signing, Begovic improved and eventually established himself as one of the best young goalkeepers in the league.In November 2013 he also set a Guinness World Record for the longest goal scored, getting on the scoresheet from almost the full length of the pitch against Southampton.In five-and-a-half seasons at Stoke, Begovic made 173 appearances and kept 50 clean sheets, before departing for Chelsea in summer 2015.9. Jermain Defoe – West Ham to Tottenham, 2004 (£7m, part exchange)Defoe enjoyed two stints at White Hart Lane, with a spell with Portsmouth sandwiched in between.In his first (a deal in which Bobby Zamora went the other way), he made 177 appearances and scored 64 times, and was named the club’s player of the year for 2004 having joined in January of that season.Spurs at that time were still considered a mid-table club, but with the help of Defoe’s contributions they started to knock on the door for qualification into Europe.BIG INTERVIEWJermain Defoe – “I regret the way I left West Ham – I did something wrong, hold my hands up and take responsibility"8. Marouane Fellaini – Standard Liege to Everton, 2008 (£15m)Fellaini made an instant impact in England after joiningEvertonin September 2008 – not because of his unique hairstyle or flailing elbows, but thanks to his ability to cause chaos inside opposition boxes bombing forward from midfield.He was named the club’s young player of the year in his debut campaign and gradually established himself at Premier League level under David Moyes’s tutelage. In five years in the blue half of Merseyside, he made 177 appearances and scored 33 times.It wasn’t a surprise, then, when Moyes brought him to Old Trafford via another deadline-day signing in 2013. That time it cost him almost £28m, though –and the wrath of millions.7. Robbie Keane – Leeds to Tottenham, 2002 (£7m)It's fair to say that Leeds probably should have asked a bigger fee fromTottenhamfor Keane. At just £7m, the Irish striker was an absolute steal.Keane spent nine years at White Hart Lane in two spells between 2002 and 2011, broken up by a six-month stint with Liverpool (from which Spurs received £19m), plus loans at Celtic and West Ham. In 303 appearances he scored 122 goals – enough for him to rank among the top 10 goalscorers in Spurs history... until Harry Kane came along.That he was named Spurs’ player of the season on three occasions – including in his debut campaign – outlines Keane's level of performance. A pity, though, that he only lifted a solitary League Cup title in his time there.6. Carlos Tevez/Javier Mascherano – Corinthians to West Ham, 2006 (Undisc.)Jaws dropped when West Ham signed the Argentine duo, who arrived at Upton Park with pedigree and promise.Mascherano, then 22, struggled to establish himself (famously falling behind Hayden Mullins in the pecking order) and left on loan to Liverpool in January 2007 – although he netted West Ham a huge £18.5m when the move was made permanent at the end of that season.Tevez, on the other hand, almost singlehandedly saved the Hammers from relegation. With 10 games to go and the club languishing in the bottom three, he scored seven times –including the all-important winner against Manchester United at Old Trafford on the final day of the season –helping the club to seven victories and a finish three points above the drop zone.LISTThe 16 weirdest transfers in English football history5. Ashley Cole – Arsenal to Chelsea, 2006 (£5m)Cole can be considered one of the greatest bargains in Chelsea’s history, having moved to Stamford Bridge for just £5m. Granted, the Blues had to give up William Gallas as part of the deal, but what Cole helped the club achieve more than proved his worth.In nine years at Stamford Bridge, the ex-England international helped the west Londoners to nine titles, including one Premier League crown, four FA Cups and the 2012 Champions League – Chelsea’s first ever triumph in the competition. In total, he made 338 appearances and scored seven times.4. Hugo Lloris – Lyon to Tottenham, 2012 (£8m)Lloris was once touted as a potential rival to Manuel Neuer as the best goalkeeper in the world, so it was surprising when Tottenham managed to sign him for a relatively cheap £8m in 2012.Since then, the French goalkeeper has become captain of both club and country, leading from the back with command and consistency – as he demonstrated during France's victorious World Cup campaign. At 31, time is still on his side too –and Spurs can only stand to benefit further.3. Claude Makelele – Real Madrid to Chelsea, 2003 (£16m)Makelele was often referred to as the most important player within a Real Madrid team filled with Galacticos, to the point that even the usually-reserved Zinedine Zidane aired his disgruntlement when his compatriot was sold to Chelsea in 2003.In total, he made 217 appearances for the Blues and became an essential element of Jose Mourinho’s dominant team that claimed back-to-back league titles in 2005 and 2006– so much so that a position on the pitch was named in his honour.In his final season in London, he helped guide Chelsea (then under Avram Grant) into their first ever Champions League final... where they lost on penalties to Manchester United.2. Luis Suarez – Ajax to Liverpool, 2010 (£22.8m)Forget all the controversies: Suarez's signing was easily the best deal Liverpool have done in recent years. In four seasons on Merseyside, the Uruguayan scored 82 goals in 133 appearances and earned cult hero status, helping Liverpool fans move on from Fernando Torres.While he couldn't quite guide the Reds to the title – they fell just short in Suarez’s last season of 2013/14 – he did help them win the League Cup in 2012 and earned a host of individual honours, including Liverpool Player of the Season twice and the PFA Player of the Year in 2014.Of course, his transfer to Barcelona also netted Liverpool a hefty profit in the region of £42m too…Greatest individual seasons: Luis Suarez returns from suspension to scythe through competition (2013/14)1. Wayne Rooney – Everton to Man United, 2004 (£20m)The image of Rooney as a teenage tyro are long faded, but for a decadehe was essential to Manchester United's cause as they dominated the Premier League and triumphed on the continent.By the time of his return to first club Everton in 2017, Rooneyhad 253goals at Old Trafford– making him the club's all time record goalscorer– and 11 major honours to his name.He was also named in the PFA Team of the Year three times, was the PFA Player’s Player of the Year in 2009/10,PFA Fans’ Player of the Year twice and the PFA Young Player of the Year twice. A bona fide legend.Now read...The 16 weirdest transfers in English football historyOops! 10 players who re-joined their former clubs for (much) more money6 signings who bounced back to star in their second seasonNew features you'd love on FourFourTwo.com
          Hastor ends power struggle over Grammer by tending stake to Chinese white knight      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnian investor Hastor has tendered its 19 percent stake in German supplier Grammer to a Chinese white knight, ending a two-year power struggle.
          Contro l’Hapoel la coppia Barrow-Gomez Cinquanta tifosi nerazzurri sugli spalti      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
La trasferta più lunga di sempre per avvicinarsi all’Europa League dopo il successo contro il Sarajevo.

La trasferta più lunga di sempre per avvicinarsi a un traguardo che dopo il successo di Sarajevo è un briciolo più vicino. Nell’incantevole scenario del «Sammy Ofer» di Haifa, in Israele, l’Atalanta troverà alle 18 ora italiana uno stadio da applausi, una squadra da prendere con le pinze e soprattutto potrà partire con il vantaggio dell’andata in trasferta.

Hapoel Haifa l’avversario dei nerazzurri, un precedente in amichevole (3-1 nel luglio del 2015 a Clusone) con Edy Reja in panchina, una formazione che nella sua storia ha centrato un campionato nazionale alla fine del secolo scorso, 4 Coppe d’Israele e una Supercoppa d’Israele ed è reduce dal 4° posto in quella passata.

Naturalmente il Sarajevo è acqua passata e la cinquantina di temerari pronti a partire per Israele sono consapevoli che non sarà la stessa passeggiata vista nell’ 8-0 contro i bosniaci. Lo ha affermato in sala stampa il tecnico degli israeliani Nir Klinger: la sua squadra darà tutto per resistere tra le mura amiche e potersi così giocare la qualificazione a Reggio Emilia, un po’ come è successo nel doppio confronto con gli islandesi dell’ Hafnarfjordur, la vittoria in trasferta per 1-0 dopo l’1-1 casalingo.

Tanti interrogativi sulla squadra israeliana, qualche certezza in più nelle file dell’Atalanta. Il tecnico Gian Piero Gasperini dovrà rinunciare ancora una volta a Ilicic, le cui condizioni sono però in miglioramento, ma potrà invece fare affidamento sul nuovo acquisto Pasalic. L’ex Milan e Chelsea partirà con tutta probabilità dalla panchina lasciando ancora spazio a Pessina, giocatore in cerca di conferme e uno di quelli destinati a stupire tra i giovani nerazzurri: soluzione ideale un turnover tra i due e la possibilità di vedere per la prima volta in campo uno dei grandi colpi del mercato nerazzurro. La certezza per l’attacco l’ha data lo stesso Gasperini: Zapata in panchina, non è ancora pronto, e al suo posto il tandem Barrow-Gomez. Per il resto è tempo di conferme con Berisha tra i pali; Toloi, Palomino e Masiello in difesa, a centrocampo linea centrale con le certezze de Roon e Freuler, a destra Hateboer e a sinistra Gosens. Approccio giusto per regalarsi un turno in discesa e dare ai tifosi atalantini un post Ferragosto tranquillo, una serata di calcio d’Europa senza patemi a Reggio Emilia, con il ritorno fissato proprio il 16 agosto.

Probabili formazioni

Hapoel Haifa (4-3-3): Setkus; Malus, Tamas, Kapiloto, Dilmoni; Arael, Sjostedt, Plakushenko; Sisic, Vermouth, Papazoglu. All.: Klinger

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens; Pessina; Barrow, Gomez. All.: Gasperini.

Arbitro: Harald Lechner (Austria)


          Hastor ends power struggle over Grammer by tending stake to Chinese white knight      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnian investor Hastor has tendered its 19 percent stake in German supplier Grammer to a Chinese white knight, ending a two-year power struggle.
          European Championships 2018: Great Britain's Elliot Giles qualifies for men's 800m semi-finals      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Great Britain's Elliot Giles scrapes into the 800m semi-finals following a dramatic finish which saw him jostle for lane position with Bosnia's Abedin Mujezinovic.
          AUGUST 2018, PORTRAIT OF KING PETER II KARADJORDJEVIC / THE FOURTH DECADE OF THE TWENTIETH CENTURY, JOVAN BIJELIC (1884-1964)      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Oil on canvas Painter, scenographer, art pedagogue and one of the most important painters in Serbian art between the two wars. He was born in the village of Ravenik near Bosanski Petrovac and although he spent most of his life in Belgrade, Bosnia and its nature remained a lifelong inspiration for Bijelić, whose Bosnian landscapes […]
          Tweede toeristische trip naar Bosnië en Herzegovina door o.a. PortAgora      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
In mei van dit jaar hebben PortAgora, Kringloopwarenhuis & Centrum voor Europese Samenwerking en Srebrenica Wave, in samenwerking met Kolektivo Ochtend café Tilburg en Dar Prirode – turistička agencija, een eerste toeristische trip naar/in Bosnië en Herzegovina georganiseerd. Deze was …
          In St. Louis, refugees use music to connect with the past and look to the future      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
A teenager from Democratic Republic of the Congo finds himself on the other side of the world, starting a new life in St. Louis. A young Bosnian woman whose family fled their country when she was little more than a toddler now finds herself looking for ways to connect to her past. Their stories, while shaped by the particulars of war and of history, are like single voices in a larger chorus: refugees who re-settled in the United States and now use music as a way to understand the past and make their way forward.
          Kommentar zu Postsowjetische und jüdisch-bolschewistische Propaganda im heutigen Rußland von GvB      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Die Spinnereien im SPUTNIK: Was die Zahl der Muslime im Reich (Ab den 20 iger Jahren)anging..waren es sicherlich KEINE 15 000 Muslime! sondern..1927/1933 in Berlin lebten ca. 1.000 bekennende Muslime in Deutschland, darunter wohl 300 Konvertiten.Die zahle der seit 1683 assimilerten Muslime ist nicht bekannt, weil viel deutsche Namen annahmen...oder eindeutschten wie z.B. Götz ALY. Herauskopiert:http://islam.de/17602.php Die ersten Muslime in Deutschland In dem Jahr 1683 fand die zweite Wiener Belagerung durch die Osmanen statt, die jedoch durch die Truppen des Heiligen Römischen Reiches Deutscher Nation zurückgeschlagen wurden. Dabei gerieten mehrere hundert Muslime in Kriegsgefangenschaft und damit nach Deutschland. Manche von ihnen wurden zwangsgetauft, anderen gestattete man die Heimreise und andere wiederum beschlossen zu bleiben. In Brake und in Hannover befinden sich die ältesten noch erhaltenen muslimischen Grabsteine, ersterer aus dem Jahre 1689, letzterer von 1697. Ab 1731 konnte man von echten bilateralen Beziehungen zwischen Deutschland und der islamischen Welt sprechen. Der Preußenkönig Friedrich Wilhelm I. rekrutierte damals zwanzig türkische Soldaten für seine Garde. Für sie wurde 1732 in Potsdam ein Gebetssaal eingerichtet. Die Bande der Freundschaft zwischen Deutschland und dem Osmanischen Reich führte in der zaristischen Armee zu dem Gerücht, dass der Kalif gegen Russland den Dschihad ausrufen würde. Prompt liefen zahlreiche, in der russischen Armee dienende, Muslime zu den Preußen über. Sie bildeten 1762 ein selbstständiges Bosniakenkorps, bestehend aus 1.000 Mann, für die ein Vorbeter (Imam) ernannt wurde. Knapp hundert Jahre später, 1863, wurde in Berlin der Türkische Friedhof angelegt, die älteste Begräbnisstätte für Muslime hierzulande. (Quelle: http://islam.de/17602.php ) fassen wir mal zusammen: 1683=Mehrere 100 , sagen wir mal ca. 400 1731= 20 Soldaten 1762=1.000 Mann/Bosniakencorps+1 Vorbeter also ca. 1.500 >Muslime. Erst ab ca. 1960/1961 kamen die ersten TÜRKEN-Gastarbeiter aus den Armenvierteln Istanbuls usw. sowie Anatolien. Auf Druck der NATO-Amerikaner..zur Entlastung des kranken Mannes am Bosporus...
          Galaţi: Peste 200 de artişti din şapte ţări, la Festivalul Internaţional de Folclor ''Doina Covurluiului''      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Peste 200 de artişti din şapte ţări participă, începând de joi, timp de patru zile, la a XIII-a ediţie a Festivalul Internaţional de Folclor "Doina Covurluiului", a anunţat joi, într-o conferinţă de presă, directorul Centrului Cultural Dunărea de Jos Galaţi, Florina Zaharia, organizatorul manifestării. Potrivit sursei citate, la festival vor fi prezente ansambluri folclorice din Slovenia, Slovacia, Cehia, Bosnia-Herţegovina, Polonia şi Republica Moldova. Din România au fost invitate ansamblurile "Ţara Vrancei" şi "Hora" din judeţul Mureş. Joi va avea loc deschiderea oficială cu o paradă a celor şapte ansambluri folclorice participante şi o serie de mini-spectacole, prin care formaţiile se vor prezenta spectatorilor. Apoi, va urma spectacolul de deschidere, susţinut de gazde, Ansamblul folcloric "Doina Covurluiului" al Centrului Cultural Dunărea de Jos. Vineri, între orele 19.30 şi 22.30, vor avea loc spectacole cu ansamblurile din Bosnia-Herţegovina, Cehia, Slovenia şi România (Vrancea). Sâmbătă, în acelaşi interval orar, vor evolua formaţiile venite din Republica Moldova, Polonia şi Slovacia. Duminică, între aceleaşi ore, va fi gala de închidere a festivalului, când pe scenă vor urca toate formaţiile participante. După gală, ansamblul "Hora" din Mureş va susţine un recital. Tot joi, în Sala Mare a Consiliului Judeţean (CJ) Galaţi a avut loc întâlnirea oficială a organizatorilor cu reprezentanţii ansamblurilor invitate la festival. Salutul de bun venit a fost adresat de către preşedintele CJ Galaţi, Costel Fotea. "Prezenţa dumneavoastră la Festivalul Internaţional de Folclor de la Galaţi ne onorează şi ne bucură în acelaşi timp. Anul acesta, Festivalul Internaţional de Folclor 'Doina Covurluiului' este dedicat Marii Uniri de la 1918. Pentru noi, pentru români, hora este simbolul unităţii naţionale, jocul popular exprimă bucuria şi veselia strămoşilor noştri, iar portul tradiţional arată frumuseţea artei noastre populare. Acest festival ne oferă şansa de a cunoaşte tradiţiile altor popoare şi de a prezenta tradiţiile şi datinile româneşti", a declarat Costel Fotea. CJ Galaţi a alocat pentru organizarea acestui eveniment cultural suma de 150.000 lei. AGERPRES/(A, AS - autor: Dan Paic, editor: Nona Jalbă, editor online: Anda Badea)
          Ratko Mladic Found Guilty Of Genocide, Crimes Against Humanity      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Copyright 2018 NPR. To see more, visit STEVE INSKEEP, HOST: The war crimes trial for a former Bosnian Serb leader ended today. The trial was at The Hague in the Netherlands. The crimes took place in the 1990s during the Bosnian War. Serbian - ethnic Serbian forces murdered more than 8,000 Bosnian Muslims in a massacre at the town of Srebrenica. The man who commanded those Serbian forces was Ratko Mladic, who was the defendant at trial and just found out his fate. NPR's senior European correspondent Sylvia Poggioli covered the Bosnian War and genocide. She's on the line. Hi, Sylvia. SYLVIA POGGIOLI, BYLINE: Hi, Steve. INSKEEP: So what's the verdict? POGGIOLI: Well, Ratko Mladic was sentenced to life in prison for genocide and crimes against humanity. The two main charges were for the 3 1/2-year-long siege of Sarajevo that killed an estimated 14,000 people and for the massacre at Srebrenica in 1995. The judges upheld the prosecution's premise that Mladic was responsible for a campaign of
          Hastor ends power struggle over Grammer by tending stake to Chinese white knight      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnian investor Hastor has tendered its 19 percent stake in German supplier Grammer to a Chinese white knight, ending a two-year power struggle.
          Mountain View by Mevludin Sejmenovic      Cache   Translate Page   Web Page Cache   


Mountain View by Mevludin Sejmenovic


Mountain Vlasic - Ljuta greda - Bosnia /Europe/


Mevludin Sejmenovic: Photos


          M:tel receives approval for takeover of Telrad Net      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
(Telecompaper) The Council of Competition of Bosnia and Herzegovina has approved the takeover of Bijeljina-based Telrad Net by peer M:tel, reports Indikator...
          Besic's Boro move collapses at the last minute      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnia-Herzegovina international heading back to The Riverside after impressing there last season on loan


          Bosnian man converts car to run on COOKING OIL!      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Fikret Causic, an agricultural mechanic from Bihac in Bosnia and Herzegovina, has come up with a sizzling hot new way of fuelling his car - with edible sunflower oil - as shown in footage filmed on Wednesday. Three years ago, Causic modified the engine of his Mercedes to run solely on sunflower oil. It took him three attempts - and three destroyed car engines - to perfect his modification. He says that a litre of sunflower oil can take him as far as 20km (12mi). His plan is to find a partner with whom he can finance his patent. He said: "With this idea of mine, if we were to patent this engine, we would build the first tractor engine in the world that runs on edible oil!" Watch Live: http://www.presstv.com/live.html YouTube: https://www.youtube.com/user/videosptv/ Twitter: http://twitter.com/PressTV LiveLeak: http://www.liveleak.com/c/PressTV Facebook: http://www.facebook.com/PRESSTV Google+: http://plus.google.com/+VideosPTV Instagram: http://instagram.com/presstvchannel Dailymotion: http://www.dailymotion.com/presstv
          Bosnian Man Converts Car to Run on COOKING OIL! (2:16) / Press TV on YouTube      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
none
          9 paid iPhone apps you can download for free on August 9th      Cache   Translate Page   Web Page Cache   

We were too busy to round up yesterday's best paid iPhone and iPad apps on sale for free, so we did some extra digging on Thursday and came up with nine great new options. Just make sure you download them all as soon as you can because these sales could end at any time.

This post covers paid iPhone and iPad apps that have been made available for free for a limited time by their developers. BGR is not affiliated with any developers. There is no way to tell how long they will be free. These sales could end an hour from now or a week from now — obviously, the only thing we can guarantee is that they were free at the time this post was written. If you click on a link and see a price listed next to an app instead of the word “get,” it is no longer free. The sale has ended. If you download the app anyway, you will be charged by Apple. Subscribe to our feed to be notified as soon as these posts are published, and you’ll avoid missing the sales we cover.

Pinball Breaker Forever

Normally $0.99.

Pinball Breaker Forever merges pinball and brick breaking mechanics to produce a supercharged twitchy randomly generated endless gaming experience, with a vibe from the 80's! Easy to play, hard to master!!

Monster-Blocks appear in waves and slowly go down the screen one after the other. Protect your city from the invaders by destroying the blocks before they reach the bottom of the screen.

Side tracks with optional skill shot mini-games will increase your score and add another twist to the game.

Main Features:

- Endless randomly generated levels
- 6 types of power-ups like explosions, unstoppable ball or multiballs
- 15 types of side track mini-game like target arrays, bumpers, spinners or laser
- Progress through power-ups, skill shots and cosmetic unlocks
- Many types of blocks with different behaviour
- Replaykit for replays and shares
- Tactical aiming: scan the maps for weaknesses and power-ups to increase your efficiency
- MFI support
- Game Center achievements and leaderboards
- Original soundtrack
- Live broadcasting

Download Pinball Breaker Forever

Up Rise

All in-app purchases for character upgrades are currently free.

Ascend through the various obstacles in this artistically elegant adventure. Dodge the enemies by swiping left and right. Enemies appear in all shapes, sizes and colours.

- Free to play (iAP to remove ads).
- 5 playable characters.
- Worldwide leaderboards.
- Enemies in various colours, shapes & sizes.

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Bladeheart

Normally $0.99.

- Easy to play
There are only 2 buttons: Jump and attack. Take actions based on the in-game situations. Simple and straightforward.
- Unique aesthetic styles
Minimalistic 3D artwork with a full screen of post-combo special effects deliver exhilarating visual impacts.
- 60fps smooth frame rate
We ensure that even devices with the lowest settings are able to enjoy the smooth and natural game experience.
- Global Ranking
Challenge players around the world to show your skills and rank top on the chart!
Achievements
Gold Prize at 2017 The 10th Xiamen International Animation Festival

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Spiko for Whatsapp

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Have you ever received voice messages in Whatsapp and wasn't able to listen at that time ?

With this app you can convert your voice messages to text.

1. Select a voice message in whatsapp app.
2. Tap on the forward button.
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That's it - your voice message will show up as text !

Currently supported languages:
Arabic, Azerbaijani, Bulgarian, Bengali, Bosnian, Catalan, Czech, Danish, German, Greek, English, Spanish, Estonian, Persian, Finnish, French, Hebrew, Hindi, Croatian, Hungarian, Indonesian, Icelandic, Italian, Japanese, Georgian, Korean, Latin, Lithuanian, Latvian, Macedonian, Mongolian, Malay, Burmese, Dutch, Norwegian, Polish, Portuguese, Romanian, Russian, Kinyarwanda, Slovak, Slovenian, Somali, Albanian, Serbian, Swedish, Tagalog, Turkish, Ukrainian, Uzbek, Vietnamese, Chinese.

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Night Web Browser by Alex

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Angle Meter PRO

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Angle Meter PRO lets you measure the angle or slope. Note that you will be able to measure a variety of slope forms. You can choose to directly measure the surface by the second mode, which makes it relatively easy to measure up,or to measure the angle of the target away a short distance away from you after kilo meter. By measuring the angle from the camera aperture. This is a reference line, respectively, and the angles are measured while the display on your phone continuously. You also can take what you measure by showing the angle to keep a check on it later.

Featured
1) Real time display angle value reference by horizontal axis.
2) 2 mode for using(mode 1 and mode 2).
3) Support measure angles with the camera mode.
3.1) you can take screen short can be a target for record store at a later time.
4) Support the ability to measure the angle from the image.
5) Graphics Animation display related by mode.
6) Display 0 to 90 degree reference by horizontal axis.
7) Calibrate option for accuracy.

8) Support Level Meter allows you to measure the degree of tilt in the vertical plane and can take many forms. The measurements in each axis is locked to the screen, still more easy to measure.

***For Level Measurement
1) The three models at the same level. Including horizontal, vertical and inclined at 45 degrees.
2) Sound a warning when it finds that the measure in the horizontal plane. That is the angle measured in the plane is less than 1 degree (you can enable / disable this).
3) While the display is illuminated at all times, making the work easier (you can enable / disable this).

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Super Space X

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In Super Space X you control the Intruder 53X, a spacecraft which carries a special load.

Dodge meteorites, laser rays and plasma balls to pass to the next level and achieve your goal but, be careful because the game it’s not easy at all. Scenes are designed for you to do your best at every second. You won’t have time to relax.

Get the different types of capsules that will help you to improve your scores and win the game.

- The red capsule will help you to destroy asteroids.
- The blue capsule will give you points and you could get your shield back.

The game has nine stages with a design that will complicate things to avoid you get your goals.

Super Space X is a game developed by Black Cube with music by Mr. Spastic, Gregoire Lourme and other artists.

Features:

- 9 scenes in which you can play and improve your scores.
- Pixel Art design.
- 60 constant FPS.
- Share your achievements using Game Center.
- Ultra-adjusted difficulty.
- Easy and intuitive control.
- Music by Mr. Spastic, Gregorio Lourme and other artists.

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          Sarajevo cardinal exhorts Europe to return to Christian roots (Vatican News (French))      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Commenting on the inroads made by radical Islam in Bosnia and Herzegovina, Cardinal Vinko Puljic said that “Europe must rediscover its own roots, its own Christian identity.”
          Hastor ends Grammer power struggle by tending stake to Chinese white knight      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnian investor Hastor has tendered its 19 percent stake in German supplier Grammer to a Chinese white knight, ending a two-year power struggle.
          Former Trump aides are lobbying for pro-Russian Party      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Former Trump aides are lobbying for pro-Russian PartyRepresentatives of a Russian-backed Serbian separatist party in Bosnia, whose leader has been sanctioned by the Treasury Department, have been courting Trump administration officials and allies and recently signed up two former Trump campaign officials to help them connect with Republican lawmakers.
          Hastor ends Grammer power struggle by tending stake to Chinese white knight      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Bosnian investor Hastor has tendered its 19 percent stake in German supplier Grammer to a Chinese white knight, ending a two-year power struggle.
          (Rock Hill) Yugo M70AB2 Paratrooper With M70/M68 Practice Gernade And Accessories - $ 1,200      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Yugoslavia is no longer a country but is now know as Bosnia Herzegovina. If you know anything about AKs you know how well these were built by Wise Lite Arms in Texas. Century had nothing to do with building these. They just imported the parts kits and Wise Lite built them. 1.6mm DC industries reciver with yugo RPK bulged trnuion. Heavy barrel with gernade launcher and flip up night sights. Excellent condition inside and out. Comes with everything listed below.

Yugo M70/68 practice gernade with rocket plug blank holder. Gernade is in NOS condition. 3 15 round boxes of M70 blanks for firing gernade. If your going to shoot it you will need between 100 and 150 yards of open field. Tons of fun to shoot it. I would also advise no ones around when you shoot it. I'm sure they will put you under the jail if they catch you. Lol

Yugo bayonet and sheath. Both # at factory not forced on.

Yugo lower handguard with trench art from Balkin war.

Upper is Khyber pass cheese grater. 

Yugo mag pouch with oiler and cleaning kit. 4 excellent condition yugo BHO magazine's. 

Yugo military sling.

Gernade launcher Spigot. 

The price is FIRM! Will not respond to offers for less. Only interested in trade items listed. Thanks for looking. Text only. Will not respond to emails. 704- four 4 one-52 five five.
          re: re: Popular Kind of Meat Might Lead to Mood Swings and Mental Illness      Cache   Translate Page   Web Page Cache   

Oh yes, biltong ! And Droewors! I still miss these after 19 years in the USA. I used to make it when I lived on my smallholding near Pretoria; I bought a springbok and a warthog every winter.

There  used to be a shop selling South African foods in San Francisco. I used to buy myself a little of each for my birthday every year - the price was eyewatering.

It can be bought over the Internet. There are South Africans living near Los Angeles who make dried meats as well as fresh boerewors. Alas, the price is even more painful to the purse. I sometimes make boerewors patties. We have a local family-owned butchery that will grind meat really coarsely for me. US ground meats are usually so finely ground that they turn to mush when any pressure is applied - no texture, no chew. I use lashings of coriander seed and coarse black pepper.

I’ve discovered Bosnian suho meso, which is close to biltong, and easily available at a small grocery store near my house. I buy a small chunk two or three times a year., and relish it over a couple of weeks.


          Recruiting Center Coordinator - -      Cache   Translate Page   Web Page Cache   
Recruiting Center Coordinator','LN1803597','BOSNIA AND HERZEGOVINA-OCONUS-SARAJEVO','None','None','!*!Job Summary   Under direct supervision, the Recruiting Center Coordinator provides a wide variety ...


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