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Avio Aero Brindisi organizza “Lo Sport rende Liberi” per sensibilizzare la comunità sul tema della disabilità

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BrindisiSera
Domenica 1° dicembre una mattinata di sport e divertimento assieme ad atleti disabili di diverse associazioni del territorio Brindisi, 29 Novembre 2019 – Avio Aero, azienda leader nel settore della propulsione aeronautica, celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità con l’evento “Lo Sport rende Liberi”, una festa di sport, giochi e divertimento da vivere insieme agli atleti disabili di diverse associazioni del territorio brindisino e leccese. L’appuntamento, aperto al pubblico, è per domenica 1° dicembre, dalle ore 9.00 alle 13.00, presso l’impianto sportivo della Scuola Media Leonardo Da Vinci, in Via Don Guanella 1 a Brindisi. Un evento patrocinato dal comune di Brindisi che nasce con l’intento di promuovere l’inclusione umana, sociale e culturale, con un’attenzione particolare al tema della disabilità. I valori dello sport come la passione, l’amicizia, lo spirito di gruppo, il desiderio di mettersi in gioco e la possibilità di aiutare l’individuo a mettere in evidenza le proprie capacità -e non i limiti - non potevano che essere lo strumento più adatto per questa giornata di sensibilizzazione. Una miscela potente, animata dal desiderio di stare insieme e divertirsi, senza barriere: ogni associazione sarà protagonista di una esibizione, alla quale tutti potranno partecipare. “Ogni anno ricorre la Giornata Internazionale della Disabilità, voluta dall’ONU allo scopo di ricordare il diritto delle persone con disabilità alla piena e attiva partecipazione a ogni aspetto della vita della nostra comunità. Afferma Nino Atzei AOS Division Process Leader e Sponsor del People with Disability Network, gruppo di volontariato interno all’azienda che si occupa di organizzare iniziative dedicate al tema della disabilità. Avio Aero intende promuovere questa giornata e, con essa, ricorda l’importanza di valorizzare ogni individuo.” Sono diverse le associazioni che parteciperanno all’evento di domenica: la ASD Giochiamo Insieme (Brindisi), basket integrato con ragazzi autistici; la Cooperativa Sociale Eridano (Brindisi), struttura residenziale socio-assistenziale; Rowing Club (Brindisi), canottaggio, che di recente ha iniziato un progetto rivolto ad atleti autistici da portare a livello di gara paralimpica; ASD Lupus 2014 (Lecce), boccia paralimpica; Insuperabili Reset Academy (Parabita -Lecce), che promuovono scuole di calcio rivolte ad atleti con disabilità; ASD Lupi Football Team (Brindisi), che porta avanti un progetto di calcio con un team di atleti con diverse disabilità; e infine, Il Bene che ti Voglio (Brindisi), associazione di genitori di ragazzi autistici. Questa iniziativa s’inserisce in un calendario di iniziative a livello nazionale che Avio Aero organizzerà da domani fino al 4 novembre per promuovere l’inclusione delle diversità nei principali territori in cui l’azienda è presente. Informazioni su Avio Aero Avio Aero è un business di GE Aviation che opera nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l’aeronautica civile e militare. Oggi l’azienda mette a disposizione dei suoi clienti innovative soluzioni tecnologiche per rispondere velocemente ai continui cambiamenti richiesti dal mercato: additive manufacturing, rapid prototyping ma anche tecnologie dedicate alla produzione di trasmissioni, turbine e combustori. La sede principale dell’azienda è a Rivalta di Torino, dove c’è anche il più grande insediamento produttivo, e altri importanti stabilimenti sono a Brindisi e Pomigliano d’Arco (Napoli) per un totale di oltre 4.200 dipendenti impiegati in Italia mentre, all’estero, ha uno stabilimento produttivo in Polonia che conta oltre 600 dipendenti. Attraverso continui investimenti in ricerca e sviluppo e grazie a una consolidata rete di relazioni con le principali Università e centri di ricerca internazionali, Avio Aero ha sviluppato un’eccellenza tecnologica e manifatturiera riconosciuta a livello globale: un traguardo testimoniato dalle partnership siglate con i principali operatori mondiali del settore aeronautico.  
          

Liberia: Pres. Weah Signs FY 2019/2020 Into Law

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Monrovia – President George Manneh Weah, has signed into law the National Budget for the fiscal period beginning July 1, 2019 and ending June 30, 2020. The National Budget, which was signed October 28, 2019 totals LS110,460,000,000.00 or US$526,000,000.00, provides for the expenditure or operational cost of the Government of Liberia. The National Legislature, following […]
          

dkt Liberia in Partnership with Agents of Positive Change (AOPC) to Host 3-Day Program for World AIDS Day

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MONROVIA – HIV/AIDS education is a well-proven intervention for providing information on HIV/AIDS to young people and this year’s World AIDS Day 2019 celebration, a non-profit, non-governmental organization dkt Liberia in partnership with Agents of Positive Change (AOPC) will be holding HIV/AIDS informative programs for three consecutive days starting November 29 – December 1, 2019. […]
          

Liberia Medicines & Health Products Regulatory Authority Begins Regulation of Medical Devices, In-vitro -diagnosis diagnostics (IVD)

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MONROVIA – The Liberia Medicines & Health Products Regulatory Authority (LMHRA) has initiated the full listing of all medical devices including in vitro diagnostics that are imported into the country, their manufacturers and the pharmacies that are importing those products.  This process will be followed by full compendium testing at the Quality Control Laboratory at […]
          

Liberia: Ministry of Health, American-based Partners in Health Celebrate Five Years of Healthcare Delivery in Maryland County

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Harper, Maryland County – American-based nonprofit healthcare organization, Partners In Health (PIH) and the Ministry of Health (MOH) through the Maryland County Health Team on Wednesday celebrated their five years of working together to rebuild the health system of the county. Dressed beautifully in Orange T-Shirts with the inscription “Celebrating Five Years of Commitment to […]
          

Sul tetto dell’università contro la ricerca su animali Al grido: «Macachi liberi».

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Torna a farsi sentire la protesta degli animalisti verso le ricerche scientifiche che prevedono l’utilizzo di animali, in particolare i macachi. A finire nel mirino degli attivisti – come già avvenuto in passato – il progetto “Lightup”, destinato a esplorare le possibilità di ridare la vista a pazienti ciechi in seguito a una lesione al …

L'articolo Sul tetto dell’università contro la ricerca su animali Al grido: «Macachi liberi». proviene da PetNews24.


          

Lawyer / Law and Policy Advisor - Forests and Climate

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ClientEarth, London, Up to £40,000 pa. This is an exciting opportunity for a lawyer to contribute to ClientEarth's Forests and Climate Programme. In this role, you will address issues relating to forest governance, climate change and community land rights in West Africa, particularly Liberia. The Lawyer / Law and Policy Advisor will use their experience of environmental law and legal reform processes to engage in legal capacity building of civil society and local forest communities, with the aim of s...
          

Afrikanische Namen: Unsere Top 20 für Mädchen und Jungen

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Die besten afrikanischen Babynamen

Afrikanische Mädchennamen: Unsere Top 20

Viele Mädchennamen haben eine besondere Bedeutung, zum Beispiel haben sie etwas mit der Religion der Eltern zu tun oder sind aus der Natur entnommen. In Afrika werden über 2000 Sprachen gesprochen, deswegen sind auch die Namen sehr unterschiedlich.

  1. Abiona kommt von den Yoruba und bedeutet "die auf Reisen Geborene". Der Name kann auch für Jungen verwendet werden.

  2. Abla ist Swahili und bedeutet dort "wilde Rose".

  3. Akua ist vor allem in Ghana beliebt und bedeutet, dass ein Mädchen an einem Mittwoch geboren ist.

  4. Alika ist ostafrikanisch und beschreibt ein Mädchen, das mit seiner Schönheit alle übertrifft.

  5. Amaka ist die Kurzform von Chiamaka und heißt "Gott ist schön".

  6. Ayna steht im Afrikanischen für "schöne Blume". Im Türkischen bedeutet Ayna "Spiegel".

  7. Chinara ist nigerianisch und bedeutet "die von Gott Empfangene".

  8. Elani ist kenianisch und steht für "die Leuchtende" oder "das Licht". Manchmal heißt es auch Elany.

  9. Elikia stammt aus der Demokratischen Republik Kongo und bedeutet "Hoffnung".

  10. Gasira steht für "die Mutige".

  11. Hidaya ist Swahili und bedeutet "die Begehrte", "die Ersehnte" oder "das Geschenk".

  12. Imara ist ebenfalls Swahili und steht für "die Willensstarke".

  13. Lamina stammt vom arabischen Namen al-Amin und beschreibt "die Gewissenhafte" oder "die Vertrauenswürdige".

  14. Lisha ist nigerianisch, wird "Lischa" ausgesprochen und bedeutet "die Geheimnisvolle".

  15. Makeda ist äthiopisch und steht für "die Schöne".

  16. Nadra ist Swahili und bedeutet "die Ungewöhnliche".

  17. Nefera ist altägyptischund beschreibt dort "die Schöne" oder "die Gute".

  18. Niara ist Swahili und bedeutet "zu etwas Großem bestimmt". Man kann es auch "Nyara" schreiben.

  19. Shani ist vor allem in Ostafrika beliebt und steht für "die Perle" oder "die Wundervolle".

  20. Tulasa verheißt ein fröhliches Leben.

Afrikanische Jungennamen: Unsere Top 20

Auch afrikanische Jungennamen sind wegen der vielen Sprachen sehr vielfältig und außergewöhnlich.

  1. Amaniel ist in Afrika sehr verbreitet und heißt "Gott sei mit uns". Der Name ist eine Mischung aus Amando, Emanuel und Daniel.

  2. Ayo wird vor allem in Nigeria vergeben und bedeutet "der Glückliche".

  3. Badu ist ghanaisch und steht für das zehnte Kind.

  4. Caven ist äthiopisch und beschreibt die aufgehende Sonne.

  5. Demba ist in Gambia beliebt und steht für "der Friedliche" oder "der, der die Wahrheit spricht".

  6. Edem ist ghanaisch und bedeutet "Gott hat mich gerettet".

  7. Elnatan ist in Äthiopien beliebt, der Name kommt aus dem Hebräischen und ist eine Alternative zu Nathanael und Elnathan.

  8. Jomo ist ghanaisch und bedeutet dort "Bauer".

  9. Kiano ist kenianisch und beschreibt dort einen Wirbelwind.

  10. Kymani stammt vom Stamm der Kikuyu und bedeutet "der Abenteuerlustige".

  11. Lorean  kommt vom lateinischen "laurus" und bedeutet "der Loorbergekränzte".

  12. Madu ist nigerianisch und steht für den aus dem Volk stammenden.

  13. Marlec bedeutet "Der König" oder "Sonnengott".

  14. Napo ist togolesisch und bedeutet "der Zweitgeborene".

  15. Niam beschreibt die Mitwirkung Gottes. Der Name existiert auch im Arabischen und im Persischen.

  16. Samba kommt vom Sambatanz und wurde von afrikanischen Sklaven nach Brasilien mitgebracht.

  17. Sekou ist liberianisch und bedeutet "der Schlaue".

  18. Simba ist swahili und steht für "der Löwe".

  19. Taio  ist nigerianisch und bedeutet "geboren zum Glücklichsein".

  20. Vuyo ist südafrikanisch und verheißt Frieden.

Der Beitrag Afrikanische Namen: Unsere Top 20 für Mädchen und Jungen erschien zuerst auf NetMoms.de.


          

IOM Presents Guide on Safe Management of Transhumance Flows in Chad

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English
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August - November 2019

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Kenya launches first county-level SGBV policy

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26 Jun 2019

Meru County in Kenya became the first to adopt a county-level policy on sexual and gender-based violence (SGBV). Approved in April 2019 and launched on June 26, 2019, the Meru County Policy on SGBV aims to close the gap between provisions in national legislation and the lived experience of SGBV survivors.

The adoption of the policy follows the Model Policy on SGBV for Counties, which provides guidance on minimum standards and critical elements needed to tailor the responses of local authorities to the specific SGBV challenges faced in different counties.

The county-level policy is particularly important for Meru given the high rates of SGBV, with surveys indicating that 66.7 per cent of women had experienced SGBV in the preceding 12 months.

The 2010 Kenyan Constitution provides that every person has the right to freedom and security and recognizes all international treaties ratified by Kenya – including the UN Declaration on the Elimination of Violence against Women. In 2014, Kenya also adopted the National Guidelines on the Management of Sexual Violence, providing a framework for the provision of services to SGBV survivors.

Notwithstanding these positive developments, SGBV remains prevalent. At the national level, 45 per cent of women in Kenya aged 15-49 have experienced either physical or sexual violence according to the 2014 Kenya Demographic Health Survey.

What’s more, the introduction of two levels of Government by the 2010 Constitution - national and county – created different operational structures in both policy and legal frameworks.

To mitigate possible disconnections, Kenya has made major strides in developing frameworks that ensure the effective response, prevention and management of SGBV.

“It is important to identify the factors that lead to gender inequality, unequal power relations and gender discrimination, since these are the main contributors of gender-based violence. This policy is adopted at an opportune time, since it will allow for the development of a baseline on the overarching causes of gender-based violence,” stated Shiro Mogeni, IDLO Gender Specialist at the Kenya Country Office.

“IDLO applauds Meru County for the adoption of this policy, which is trying to do something very ambitious: tackle a phenomenon that is not limited to specific regions, socioeconomic, religious or ethnic groups, but is instead happening everywhere and is potentially a risk for everyone,” Mogeni continued.

The Kenyan National Gender Equality Commission (NGEC) disseminated the Model Policy on SGBV for Counties to county governments, including the County of Meru. The newly adopted policies at the county level will create an enabling environment for the implementation of national and international measures meant to curb SGBV.

“This policy was developed on the principle that SGBV represents not only a human rights violation, but also a hidden obstacle to economic and social development. Domestic violence not only entails private costs for the victims and their families, but also wider social and economic costs, which in the end slow down the rate of development of a community,” commented Linner Nkirote Kailanya, Meru County Executive Committee Member for Education, Technology, Gender and Social Development.

“This policy will give effect to the various 2010 constitutional principles that prohibit SGBV and promote the rights to freedom and security. It will also empower women, transforming them from victims of gender-based violence into key drivers of the county’s structural transformation.”

IDLO’s technical support to eradicating SGBV in Kenya

IDLO provided technical support to develop both the Model Policy on SGBV for Counties and the Meru County Policy. In addition, IDLO supported the State Department for Gender Affairs to establish an Inter-Agency Committee to work on the creation of state-owned Gender-Based Violence Recovery Centres in 5 hospitals across all 47 counties. These centres will provide free medical services to SGBV survivors, including psycho-social support, temporary shelter for survivors of SGBV, linkage with the police to strengthen the chain of evidence, and a comprehensive database of SGBV survivors.

Beyond support to survivors, IDLO played a major role in supporting the training of 50 female judges from the International Association of Women Judges in December 2018. The training sought to discuss the role and contributions of women justice professionals in adjudicating cases of SGBV. Through this training, women judges from Kenya, Tanzania, South Sudan, Somalia, Zambia and Liberia shared experiences on SGBV cases and began the development of a regional network, which will facilitate the equitable solution of these disputes through peer-to-peer learning.

Through these contributions – from the adoption of SGBV policies to the provision of adequate services to SGBV survivors – IDLO is directly contributing to the ambitious target set by Sustainable Development Goal (SDG) 5.2 of eliminating all forms of violence against women and girls worldwide.

 

Learn more about IDLO's work in Kenya

Country: 

          

Aviation satellite network outmoded — Kofi Adda

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The Minister of Aviation, Mr Joseph Kofi Adda, has said a recent technical audit of an aviation satellite network which provides voice and data interconnectivity for flights in the Africa Region indicated that the network was outmoded.

He also said the rapid pace of network expansion had brought about challenges of interconnectivity and interoperability in the sector.

The network supported the provision of air navigation services in West and Central Africa, the Indian Ocean and beyond.

Comprising 70 earth stations, the network supported fixed and mobile aeronautical telecommunication services and other critical safety services.

Event

The minister was speaking at a stakeholders’ meeting of aviation agencies in Africa and some countries located in the Indian Ocean (AFI) in Accra yesterday.

Among issues to be discussed at the three-day AFI Satellite Network Management Committee Meeting is how to improve and modernise the work of the network, including the replacement of the obsolete satellite.

Managed by four agencies in the region, the AFI Satellite Network (AFISNET), which was installed 25 years ago, has been rendered obsolete in the face of technological advancement, the non-availability of spare parts and technical support.

The participating agencies are the Ghana Civil Aviation Authority (GCAA), the Nigeria Airspace Management Authority, the Roberts Flight Information Region (Guinea, Liberia and Sierra Leone) and the Agency for the Safety of Aerial Navigation in Africa and Madagascar, which also manages the space for countries, namely, Angola, Trinidad and Tobago, Sao Tome and Principe and South Africa.

Re-engineering

Mr Adda called for the re-engineering of the network, which began in 2012.

He said so far technical specifications for the replacement of the obsolete network had been developed and said the major issue now was how to fund a new network.

He, therefore, urged the participants to come up with decisions that would improve efficiency and effectiveness in the aeronautical systems in the region.

Touching on Ghana’s performance in the aviation industry, he said it remained committed to ensuring safety through the provision of efficient networks and technical expertise and funding.

He said various interventions in the sector demonstrated the government’s commitment to make Ghana an aviation hub in Africa.

Objective

The Director-General of the GCAA, Mr Simon Allotey, said the satellite network was funded by the European Union (EU) and commissioned in 1994 as a medium for re-integration to provide digital and modern aeronautical services for the region.

Since its establishment, he said, the network had employed mainly point-to-point communication between adjacent air traffic control centres in West and Central Africa.

Additionally, he said, it eliminated deficiencies in data and voice communication and also contributed to improve air navigation safety in the region.


          

Arrendamento Loja Não Definido Braga Braga São José de São Lázaro 120241167 13

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Loja no centro comercial Braga Shopping. Com 81 m2;Destinada a actividades comerciais ou profissões liberias;Inicie aqui a sua actividade
81 m2 8 EUR/m²
Fri, 29 Nov 2019 10:49:58 -0500
          

New Issue: International Review of the Red Cross

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The latest issue of the International Review of the Red Cross (Vol. 101, no. 910, April 2019) is out. The theme is: "Memory and War." Contents include:
  • Vincent Bernard, Memory: a new humanitarian frontier
  • Interview with Boris Cyrulnik: Director of studies at the Université du Sud, Toulon-Var
  • Hélène Dumas, When children remember: A history of the Tutsi genocide through the eyes of children (1994–2006)
  • David Rieff, …And if there was also a duty to forget, how would we think about history then?
  • Marijn C. W. Kroes & Rain Liivoja, Eradicating war memories: Neuroscientific reality and ethical concerns
  • Jill Stockwell, Does individual and collective remembrance of past violence impede or foster reconciliation? From Argentina to Sri Lanka
  • Phuong N. Pham, Mychelle Balthazard, Niamh Gibbons, & Patrick Vinck, Perspectives on memory, forgiveness and reconciliation in Cambodia's post-Khmer Rouge society
  • Aaron Weah, Declining ethnic relations in post-war Liberia: The transmission of violent memories
  • Germán Parra Gallego, The role of freedom of expression in the construction of historical memory
  • Cédric Cotter, The role of experience and the place of history in the writings of ICRC presidents
  • Pierre Ryter, A personal experience in Turkey, Iran and China: The need for the ICRC to adapt in a multipolar world
  • Gilbert Holleufer, Heroic memory and contemporary war
  • Danielle Drozdzewski, Emma Waterton, & Shanti Sumartojo, Cultural memory and identity in the context of war: Experiential, place-based and political concerns
  • Helen Walasek, Cultural heritage and memory after ethnic cleansing in post-conflict Bosnia-Herzegovina
  • Annaïg Lefeuvre, The Shoah Memorial: A history retraced from the Drancy site
  • Annette Becker, Dark tourism: The “heritagization” of sites of suffering, with an emphasis on memorials of the genocide perpetrated against the Tutsi of Rwanda
  • Michael N. Schmitt, Wired warfare 3.0: Protecting the civilian population during cyber operations

          

Miss International 2019 - Final Result

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Salam guys..... adlau ini pitca 12 november 2019 nag live in final sin Miss International 2019 amun piya aun ha Tokyo, Japan. Ini in result niya. Aun 83 in contestants niya kataan.





Thailand Thailand - Sireethorn Leearamwat
Winner

Mexico Mexico - Andrea Toscano
1st Runner Up

Uganda Uganda - Evelyn Namatovu Karonde
2nd Runner Up

3rd Runner Up

United Kingdom United Kingdom - Harriotte Lane
4th Runner Up








TOP 8
Vietnam Vietnam - Nguyen Tuong San

Philippines Philippines - Bea Patricia Magtanong









TOP 15
Venezuela Venezuela - Melissa Jiménez

Hong Kong Hong Kong - Kaye Cheung

Netherlands Netherlands - Elize Joanne de Hong

Finland Finland - Jutta Kyllönen

Puerto Rico Puerto Rico - Ivana Carolina Irizarry

Belarus Belarus - Maria Perviy

Sri Lanka Sri Lanka - Pawani Vithanage









Continental Queens
Liberia Liberia - Naomi Nucia Glay
Miss International Africa

 Peru Peru - Maria Jose Barbis
Miss International America 

Thailand Thailand - Sireethorn Leearamwat
Miss International Asia

Netherlands Netherlands - Elize Joanne de Hong
  Miss International Europe
Hawaii Hawaii - Eunice Raquel Basco
Miss International Oceania 
  

 




Special Awards
Uganda Uganda - Evelyn Namatovu Karonde
Best In Swimsuit


Venezuela Venezuela - Melissa Jiménez
 Bes In Evening Gown



Guadeloupe Guadeloupe - Noemie Kribo Milne
Miss Photogenic

Vietnam Vietnam - Nguyen Tuong San
Best National Costume

Miss People's Choice Award – Missosology

Indonesia Indonesia - Jolene Marie Cholock-Rotinsulu
Panasonic Beauty Ambassador
Tunisia Tunisia - Sarra Brahmi
Miss Visit Japan Tourism  

          

Jan 01, Liberia: New Year's Day

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New Year's Day is a public holiday in all countries that observe the Gregorian calendar, with the exception of Israel. For more information on this holiday, visit the link.
          

‘Millions of Nigerians at risk of heatwave’

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A new report on climate change and its effects on humans says millions of Nigerians are at risk of heatwave.

Nigeria has in recent times been experiencing extreme heat, with the Nigerian Meteorological Agency saying most parts of the country, including coastal areas, would be affected.

Sustainable Energy for All, an international organisation working with leaders in government and the private sector to drive action towards achievement of Sustainable Development Goal 7 on sustainable energy by 2030, said 1.05 billion people in poor rural and urban areas were now at risk from lack of access to cooling.

According to the report, the risk is particularly high across Nigeria, Angola, Benin, Burkina Faso, Djibouti, Guinea-Bissau, Liberia, Malawi, Mali, Mozambique, South Sudan and Togo, where more than 60 per cent of the population are at risk.


The report said it would become worse due to lack of cooling access for about 19.1 per cent of urban poor or those living largely in urban slums and 28.7 per cent of rural poor or those living in rural areas and largely without access to electricity.

“This increase in risk seems to be driven by rapid urbanisation, drawing people from poor rural settings, placing more and more pressure on urban slums to support them, and a lack of electricity access gains,” the report said.

The Head of Energy Efficiency and Cooling at Sustainable Energy for All, Brian Dean, in an interview with the newsmen, said governments, industry and development finance had huge roles to play in reducing the risks.

He explained that in a warming world facing deadly impact from climate change, cooling should not be seen as a luxury.

“It is essential for public safety, public health, nutritious food supplies, and effective medicine. Delivering it sustainably is an issue of equity that will enable millions to escape poverty and realise the sustainable development goals,” he said.

Dean said the report, ‘Chilling prospects: Tracking sustainable cooling for all 2019’, had set out a series of action-oriented recommendations to allow policymakers, development financiers and industry to accelerate action on access to cooling.

He said, “Governments can actively promote regional collaboration and market integration that lower the costs of cooling services, while development finance can make solutions for the most vulnerable a central part of project preparation grants.

“Industry can take steps to ensure high efficiency cooling technologies are available at an affordable price, and advocate to government on the need for policy and regulatory measures that support this goal.”

He stated that individuals could also take steps to help themselves, by becoming aware of risks and the resources available in the event of extreme heat.

According to him, public cooling centres can be set up to provide refuge during extreme heat.

Speaking on Nigeria’s electricity challenges which could have negative impact on any efforts towards sustainable cooling, Dean said alternative approaches to cooling could be deployed.

He said, “There are alternative approaches that do not require energy, such as cool or white roofs, passive solutions like shading, insulation, and using vegetation and green space to reduce heat stress in cities.

“By encouraging a more efficient use of energy, these types of approaches can reduce risks and the demand for cooling, in turn reducing the strain on the electricity distribution at peak times and contributing to greater access to reliable energy.”

He said such alternatives would be particularly important in warm areas where energy access deficits were high.

According to Dean, public awareness is crucial to addressing the issue, adding that awareness of resources available to people during a heatwave can improve outcomes significantly.
          

568026-2019: Belgique-Bruxelles: FED - Afrique de l’Ouest: Guinée Conakry, Sierra Leone, Liberia, Côte d’Ivoire, Nigeria, Burkina Faso

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Date de publication: 02/12/2019 | Date limite: 15-01-2020 | Document: Avis de marché
          

Correlates of Social Behavior Change Communication on Care-seeking Behaviors for Children with Fever: An Analysis of Malaria Household Survey Data from Liberia

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Author: 
Grace Awantang
Stella Babalola
Hannah Koenker
Kathleen Fox
Michael Toso
Nan Lewicky
Daniel Somah
Victor Koko
Publication Date
Wednesday, March 7, 2018
Affiliation: 

Johns Hopkins Center for Communication Programs, or CCP (Awantang, Babalola, Koenker, Fox, Toso, Lewicky); National Malaria Control Programme (Somah, Koko)

"Social and behavior change communication campaigns that aim to promote desired care-seeking behaviors should be compelling enough for their audiences to remember[,] as caregiver recall of messages is positively associated with positive care-seeking behaviors."

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Kenya retains seat at global maritime council

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Kenya has retained its seat on the Council of the International Maritime Organisation, giving it a chance to continue playing a role in global shipping rule making. The vote on Friday evening in London saw 174 member states take part with Kenya retaining its seat under Category C of 20 countries usually reserved for those with special interest in maritime transport or navigation. In Africa, Morocco, South Africa, Liberia and Egypt are the other members of Category C. Kenya holds special interests in maritime transport and navigation as the coastal, port and flag state “whose strategic location along the Eastern Africa coast makes it a most important cog in the wheel of steering global shipping,” according to Maritime Principal Secretary Nancy Karigithu who led the delegation to the polls. “Our re-election to Council will ensure continued representation of a major geographic area in Eastern Africa and the Great Lakes region consisting of the countries Burundi, Democratic Republic of Congo, Djibouti, Eritrea, Ethiopia, Kenya, Rwanda, Somalia, South Sudan, Tanzania and Uganda,” she said on Saturday. Kenya’s High Commissioner to the UK Manoah Esipisu, also the Permanent Representative to the IMO, said he was delighted by the vote result. “It confirms the world’s confidence on our leadership around maritime transport and safety, and our commitment to the Blue Economy,” he said. Kenya joined the IMO in 1973 and was first elected to the Council under Category “C” in 2001 and has been re-elected in subsequent elections to date, the last being in 2017. It is one seat at a UN agency where Kenya has dominated lately. But this election saw heavy lobbying. Some marine and shipping giants like Sweden, Nigeria and Liberia lost their bids. Qatar, a wealthy oil producer as well as Saudi Arabia also lost out. The IMO is the specialised agency that determines rules on shipping safety and environment. With more than 80 per cent of global trade running on seas, the IMO’s regulatory framework determines how shipping lines and ports operate. By The Eastafrica 

The post Kenya retains seat at global maritime council appeared first on Alleastafrica.


          

Polystachya galeata – 365 days of orchids – day 1079

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Our plants of Polystachya galeata are really flourishing at the moment and we have several plants with with the subtle but attractive pink, green and cream flowers. Like most polystachyas this species is African and is found in Cameroon, Congo, Gabon, Ghana, Guinea, Ivory Coast, Liberia, Nigeria, Sierra Leone, Zaire and Angola. The broad distribution results […]
          

Liberia Revenue Authority Confirms Dutch International Group IDH Has Been Dodging Taxes

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Monrovia – The Liberia Revenue Authority has confirmed to FrontPageAfrica that a Dutch organization, IDH Sustainable Trade, which is operating in the country has been evading taxes in the amount of hundreds of thousands of United States dollars. IDH, which operates mainly in Western, North-Western and South-eastern Liberia, was accused of defrauding the Liberian government […]
          

President Weah Seeks ‘Trustworthy’ Partnership for Liberia’s Extractive Sectors

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Monrovia – Liberia’s President George Weah has underscored the need for partnership with “trustworthy international investors” for the development of the country’s extractives sector to benefit its citizens. President Weah said although the country remains blessed with abundant resources, trustworthy international partners are needed for its citizens to reap the benefits of their resources. He […]
          

LNBA, LRA Sign Mou to License Qualified Lawyers

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Monrovia – The Liberia National Bar Association (LNBA) and the Liberia Revenue Authority (LRA) Tuesday, November 26, 2019, signed a Memorandum of Understanding (MOU) aimed at licensing qualified members of the Bar. Both the LNBA President, Cllr. Tiawan Gongloe and Secretary-General Bobby Livingstone signed on behalf of the Bar while the Commission General of the […]
          

Dr. Nelson Heightens Hopes at UL; Vows to Build Culture of Tolerance and Non-violence

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Fendall, Montserrado – Hopes and expectations at the University of Liberia (UL) have been heightened by Dr. Julius Sarwolo Nelson’s declaration to work collectively with his team of administrators to mobilize additional resources to assist in taking good care of UL’s faculty and staff in the not-too distant future. In his inaugural address as the […]
          

Fighting Graft is A ‘Patriotic Duty for All Liberians’ – Says Liberia’s Anti-Corruption Chairman-Designate

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Monrovia – The Chairman designate of Liberia’s premier anti-graft agency (LACC), Cllr.  Ndubuisi Nwabudike, has said that if confirmed by Liberian Senate, he would “focus his energy on enhancing the efficiency and impact of LACC in the fight against corruption”.  He indicates that he is developing an Anti-Corruption Road Map Strategy which is aligned with […]
          

Liberia: Collaborate to End Proliferation of Small Arms in ECOWAS Region

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Monrovia – The 11th Annual National Commissions on Small Arms (NATCOM) meeting of the ECOWAS 15 Member States kicked off Tuesday, November 26, in Monrovia with a call on member states to collaborate to end the proliferation of small arms in West Africa. Liberia’s Chairperson on Small Arms, Att’y Teklo Maxwell Grigsby said hosting the meeting is […]
          

Liberia: Police Questions ‘General Power’ Over Statement of Forming “Kru Defense Force”

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Monrovia – Following the publication of this newspaper’s editorial in which it called on the Liberian Government to distance itself from the reckless statement made by Augustine Nagbe aka ‘General Power’ that he would form a Kru Defense Force to protect President George Mannah Weah, the Liberia National Police (LNP) Wednesday, November 27, called him […]
          

Liberia: General Auditing Commission Begins month-long Campaign in High Schools to Promote Culture of Integrity

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MONROVIA – The General Auditing Commission Monday launched its inter-high school culture of Integrity Outreach Program. The outreach program is to inform students about the workings of the General Auditing Commission (GAC) and how their work is important to the strengthening of integrity. Madam Yusador Gaye, Auditor General of the GAC in an opening statement […]
          

Liberia: “Children Are Not Objects”- SOS National Director

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Monrovia – Mr. Augustine A. Allieu, SOS Liberia National Director, said children around the world are experiencing abuse and it is unacceptable and should be stopped.  Addressing a press conference Wednesday, November 27, at his SOS Children Village in Mataldi, Sinkor, Allieu disclosed that SOS will continue reaching out and impacting the lives of many […]
          

SEGAL’s Security Boss Momo Cyrus Scoops Local & International Awards, Rebrands Firm’s Materials

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Monrovia –  The Chief Executive Officer of SEGAL Security, Momo Cyrus has been selected by the editorial board of the African Leadership Magazine to be inducted into the African Leadership Hall of Fame – Class of 2020. The African Leadership Magazine (ALM) is a leading UK-based pan-African publication in the fore-front of showcasing African excellence […]
          

COME MAI TRA TUTTI I MOVIMENTI PARLIAMO SOLO DEL CAMMINO?

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P. Enrico Zoffoli (1915-1996)
Sul Cammino Neocatecumenale, uno dei Movimenti nati nel postconcilio, sono reperibili parecchi scritti. Non solo questo umile blog, ma proprio libri di teologi, dichiarazioni di vescovi e parroci, copiose testimonianze di fuoriusciti…

Basta aprire internet e, insieme alla loro battente propaganda, di molto superiore a quella di qualsiasi altro Movimento, si trovano subito siti web di tutti i generi che lo criticano, a differenza di tutti gli altri Movimenti “coetanei”. Il motivo va cercato ovviamente nel contenuto comune di tali critiche, poiché non esiste un generico “avercela con Cammino Neocatecumenale non si sa perché”: se una cosa suscita reazioni in tutti gli ambiti e lo stesso genere di critiche sugli stessi punti, un fondamento di verità ci deve essere per forza.
Nessuno critica il Cammino Neocatecumenale solo perché gli sta più antipatico degli altri.

Non è che le persone spendono il loro tempo a parlare di una realtà solo per il gusto di farlo, cosa che si potrebbe ipotizzare, ma molto molto lontanamente, solo per qualcuno fra quelli che ne sono usciti bastonati.

Insieme a queste persone c’è una schiera nutrita di “addetti ai lavori” molto ben preparati, spesso anche forniti di conoscenze dirette di questo Movimento.
Il mondo cattolico “non ce l’ha col Cammino Neocatecumenale” senza un motivo, quasi come se le persone si svegliassero al mattino e dal nulla lo prendessero a bersaglio.Le persone non biasimano il Cammino Neocatecumenale per il piacere di farlo, come non lo fanno in egual misura relativamente agli altri Movimenti. Chiediamoci dunque: quale ne sarebbe il motivo?
Si possono sgolare all’infinito i camminanti, negando le evidenze: “Da me non si fa…”, “I miei figli sono liberi…”, “ai catechisti si può dire e chiedere di tutto…” e chi più ne ha più ne metta.
Anche se può ben essere che esistano “catechisti anomali” e famiglie sane e persone in buona fede, non è che questo bonifichi un impianto inquinato. È dell’impianto infatti che si parla, non dei singoli casi. Una pozzanghera potrebbe contenere una grossa percentuale di molecole di acqua pulita, ma nessuno sano di mente andrebbe a bere da una pozzanghera.

Quando tante persone escono dall’esperienza neocatecumenale con le ossa rotte e la vita distrutta, non è che se qualcuno dice “qui da me non si era così…” cancella il vissuto di quelle persone ad opera di qualcosa che si definisce Chiesa.
I preti pedofili esistono, non è che se qualcuno dice "nella mia parrocchia non ce ne sono" annulla il fatto che esistano altrove.
Se le voci contrarie cominciano ad essere troppe e piuttosto concordanti, qualche onesta domandina bisognerebbe farsela…
Non basta un semplice “non è vero” per cancellare tutto.
Coloro che confutano il Cammino Neocatecumenale esistono e, se posso permettermi di stimare, ad oggi esistono in misura ben superiore alla realtà del Cammino Neocatecumenale.

Come mai la Chiesa continua a dare ascolto agli ormai pochi (e interessati) che dicono “non è vero”, invece di ascoltare le schiere che denunciano ciò che accade lì dentro, rivelando realtà uguali nel mondo ed invisibili all’occhio esterno?

Riporto come unico esempio tra i tanti il succo di un unico articolo di testimonianza di stampa locale del 2014, con i relativi commenti del “non è vero” e invito tutti ad osservare come molti di essi siano offensivi, rabbiosi ed irrisori, nonché totalmente negazionisti, in perfetto stile neocatecumenale.

Mi limito a riassumerne i punti salienti:

A Bari la parrocchia neocatecumenale più famosa è la cosiddetta “Chiesa di Goldrake”, costruita nel 1970 su progetto dell’architetto Onofrio Mangini, che si dice avrebbe voluto farla assomigliare più a una tenda ebraica che a un’astronave, quale fu invece il risultato finale. Tale Chiesa costò all’epoca ben 190 milioni di vecchie lire ma essendo volutamente stata costruita in cemento, è stata esposta ad un processo detto “carbonatazione”, di deterioramento ad opera della pioggia.
Alcuni interventi furono fatti nel 1984 e, nel 2013, si è resa necessaria una ristrutturazione complessiva per il valore di 770 mila euro, spesa coperta per metà dalla Cei e per metà da raccolte dei fedeli, donazioni e sponsor (questi ultimi 3 soggetti in definitiva ebbero a sborsare ben 385 mila euro…).
E’ stata la prima chiesa con meno di 50 anni di vita ad aver avuto un finanziamento dalla Cei. (Ndr. era davvero necessario, visto che le Chiese oggi risultano essere anche troppe?).

Nell’articolo si riportano diverse frasi di interviste sul CNC.

Un 37enne neocatecumenale afferma che “il sesso non è contemplato al di fuori del meccanismo riproduttivo”.

Martina, 23enne, sta cercando di lasciare questo Movimento di cui fa parte la sua famiglia e dichiara di aver sempre avuto l’impressione che “per i neocatecumenali il sesso sia esclusivamente funzionale all’allargamento della comunità, della serie “più bambini ci sono più diventiamo importanti”.

Un 56enne neocatecumenale spiega che “visti i numerosi impegni cui la nostra comunità religiosa sottopone i suoi adepti, è giusto che fin da piccoli, i nostri figli, si responsabilizzino. E lì dove sia necessaria una figura di maggiore esperienza, si rivolgano ai loro fratelli più grandi”.

Un ex neocatecumenale 35enne dichiara che “per i neocatecumenali la famiglia è importante, ma in un certo senso svuotata di significato. Essendo cresciuto in una famiglia neocatecumenale, posso garantire che i rapporti tra me e i miei genitori e i miei 5 fratelli non sono tipici di un nucleo familiare “normale”. Ci si rispetta e c’è confronto, ma il tutto è vissuto in maniera fredda e distaccata, senza emozioni che possono essere considerate troppo forti”.

La maestra conferma queste parole: “ci sono diversi figli di neocatecumenali nella scuola: nella stessa famiglia ci sono dai 5 ai 7 figli distribuiti nelle classi perché hanno al massimo un anno di differenza l’uno dall’altro. Arrivano tutti insieme, si aspettano per andare via, si aiutano a portare gli zaini, ma non si parlano, non si salutano. E poi non parlano quasi con nessuno, un pochino solo con bambini di altre famiglie che appartengono al Cammino come loro. E se il fratellino più piccolo fa amicizia con un altro coetaneo, interviene subito quello più grande per “verificare” la situazione. E’ lui che decide, per il fratello, se vale la pena intraprendere l’amicizia o meno”.

Una 27enne in procinto di lasciare il Cammino dichiara che “i neocatecumenali sono un Movimento chiuso, una casta, un gruppo elitario ed endogamo che quindi non può avere rapporti di nessun tipo con persone esterne”.

Un’altra “figlia del Cammino” fuoriuscita svela: “La cosa più difficile da sostenere è il momento dello “scrutinio”, in cui ogni membro si espone davanti a tutti gli altri, di fronte al crocefisso e si sottopone alle domande dei catechisti. Vengono fatte domande sulla vita privata di ognuno davanti ad un pubblico attento e pronto a giudicare se si è moralmente “corretti”. Ho visto confessare tradimenti tra moglie e marito o ragazze essere guardate male da tutti per essere uscite con gli amici il sabato dopo la Messa. La cosa che più di tutte non comprendo è il potere dato ai catechisti, sembrano quasi delle divinità”.

Una 32enne neocatecumenale, un po’ “aziendale” spiega: “Le singole comunità sono organizzate attorno alla figura del catechista che amministra il culto e gestisce le risorse”. (ndr. Evidentemente non si è resa conto dello sfondone che ha profferito dicendo “il catechista amministra il culto”. Sono veramente ignoranti).

Un 46enne cattolico precisa: “i preti sono mere presenze investite di una dubbia sacralità, ma in realtà esautorate da ogni autorità, che legittimano l’ispirazione religiosa del Movimento e la sacralità dei luoghi di culto. Ma la loro funzione si esaurisce in questo: loro non hanno alcun potere, servono solo a rendere religioso ciò che di religioso ha ben poco”.

ALCUNI COMMENTI NEOCATECUMENALI (“non è veroo!!!”) tra cui qualcuno offensivo nei confronti della giornalista:

  • non giudicare le cose a prima vista.
  • Pura disinformazione e distorsione della realtà.
  • Informarsi fa bene! Ignoranti!
  • Ragazzi informatevi prima di scrivere queste falsità! Mi viene da ridere!
  • La giornalista cambi mestiere.
  • - - ….. Sul ruolo dei sacerdoti: quello che nell’articolo ha riferito quelle frasi è evidentemente un detrattore del Cammino…. Basti pensare che il Cammino ha contribuito alla creazione di 100 seminari in tutto il mondo per la formazione di sacerdoti le cui vocazioni nascono in seno al Cammino Neocatecumenale. Anche solo per questo è evidente che i neocatecumenali riconoscono pienamente la sacralità e l’autorità dei presbiteri.
    È vero che la figura di riferimento è il catechista perché questo è un Movimento laico, non sacerdotale, ma sarebbe una follia pensare che siano i laici ad amministrare i sacramenti o che i sacerdoti siano delle mere comparse.
  • solo cavolate quello che dite
  • La pima cosa che volevo dire è questa: Essere giornalisti significa studiare, informarsi e tenersi costantemente aggiornati. Cara giornalista, l’unica bizzoca dalle poco ampie vedute sei tu e non i neocatecumenali (fedeli alla Chiesa e al papa e a nessun altro).
  • la maldicenza sul prossimo
  • … non è cristiano.
  • Sarà bene che tu ti documenti da fonte certa prima di sollevare polveroni inutili e denigranti! [ndr. Sta parlando ad un’altra catecumenale, nemmeno tra sé si capiscono…]
  • devo testimoniare che tutto ciò che è scritto dalla giornalista è tutto falsità!!!!! ……
  • membro del Cammino Neocatecumenale, che altro non è che un Movimento cattolico sparso in tutto il mondo. Mi scuso personalmente con tutti quelli che ti hanno accusata, quando hai solo fatto delle interviste e tratto delle conclusioni, magari per qualcuno troppo affrettate. Faccio parte del Cammino ma mi cadono le braccia nel leggere questi commenti nei tuoi confronti perché purtroppo chi fa parte del Cammino tende sempre a puntare il dito contro gli altri…. Riportando lo studio del CESAP il cammino è una psico setta e personalmente devo dirti che questi scrutini che vengono fatti dopo qualche anno, effettivamente sono molto forti psicologicamente parlando. Vieni messo sotto pressione perché si è seduti al centro con tutti gli altri attorno e vieni analizzato da questi catechisti… sentivo che anche i Testimoni di Geova fanno la stessa cosa con questi “anziani” che prendono decisioni. Tutto questo penso sia assolutamente sbagliato. Il Cammino è davvero bello, ma molto spesso ti cadono le braccia col passare del tempo, gli appuntamenti raddoppiano, triplicano, praticamente finisci col passare tutta la settimana in Chiesa e finisci per isolarti ed essere additato dagli altri per ogni cosa fuori “norma”. I catechisti hanno troppo potere e molto spesso ci si pone contro vescovi e Chiesa tutta se per esempio non lasciano celebrare la Pasqua tra sole comunità per tutta la notte. Quindi magari col tempo la gente cambia e diventa sempre meno obiettiva per arrivare ad un non dico lavaggio del cervello ma quasi… questo è quello che mi dà fastidio! Io personalmente non mollo… e continuo a pensare con la mia testa … ma non è affatto facile! Per non parlare di questo 10% di stipendio versato che molto spesso non si sa che fine faccia… (ndr. questa ha già tutti e due i piedi fuori dal Cammino).
  • SENZA UNO STRACCIO DI PROVA. VI ASSICURO, DA PADRE DI FAMIGLIA, CHE MAI HO VIETATO AI MIEI FIGLI DI INTERLOQUIRE CON CHICCHESSIA. LA MIA FAMIGLIA È FELICEMTNE NORMALE. UN’ULTIMA COSA, DIFENDETE LE FAMIGLIE INVECE DI CRITICARLE.
  • non ti lascia libero di frequentare altre persone di religioni e culture diverse
  • perché in fin dei conti siamo tutti figli dello stesso Dio… Quindi non sprecate il fiato a criticare alcun tipo di cammino spirituale ma vivete la vostra vita per Dio e per la famiglia…
  • il Cammino Neocatecumenale NON IMPONE NULLA e non esistono queste cose assurde che sto leggendo… Che coraggio avete avuto per pubblicare queste cose? Quanta ignoranza
  • nessuno mi ha imposto nulla, nessuno ha contestato la mia decisione. Sapete una cosa? Sono tornata da sola. Perché quando assaggi una fetta di paradiso non puoi starne senza [ndr. Oppure quando assaggi la protezione di un ambiente in cui ti fai il nido]
  • Pensavo che fossero soprattutto i giovani ad essere influenzati da dicerie del web ma prendo coscienza che gli adulti che le alimentano non sono da meno… C’è così tanta disinformazione….
  • niente è dovuto e forzato, Dio ti chiama ma non sei tenuto a rispondere, puoi liberamente scegliere, se poi a Bari si esagera quello è un problema forse legato all’antropologia del luogo…. (ndr il neocatecumenale che sottilmente infama i “fratelli” neocatecumenali baresi)
  • Non ascoltate questa massa di figli capricciosi… è bellissimo far parte di una comunità, pregare…
  • Queto articolo è assurdo e scritto senza essere veramente a conoscenza dell’argomento solo per diffamare senza conoscere.
Visto? Attaccano anche una giornalista della stampa locale, che ha fatto solo il suo mestiere E la attaccano con quali argomenti?

  • “Non è vero”
  • “A me non è mai successo”
  • “Da noi non si fa”
  • “Siete disinformati”
  • “Siamo approvati”
  • “Tutte calunnie”
Tutti questi mormoratori neocatecumenali “personalizzano” le accuse, noi invece generalizziamo: non è che se ci sono comunità “felici”, ammesso che ce ne siano, l’impianto neocatecumenale diventa automaticamente buono per estensione.

Se una fabbrica produce prodotti difettosi, non conta se l’operaio adibito al singolo pezzo ha lavorato con onestà e rigore: il risultato finale è che bisogna guardarsi dai prodotti di quella fabbrica, perché non sono conformi né alle normative né alla richiesta di mercato.

          

Get the Top Root Canal Package in Liberia, Costa Rica

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You will get plenty of choices to find the best centers for Root Canals in Liberia. Costa Rica is emerging as a leading giant in the medical tourism industry. Thus, you can find many clinics and qualified doctors providing the best of Root Canal. For more information about Root Canal in Liberia, Costa Rica, click the […]

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Liberia: Diaspora Liberians Head to Washington DC for Historic Confab

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[Observer] The leadership of the "All Liberian Diaspora Conference" has announced the list of major speakers, who will address key issues ranging from economic development to Dual citizenship, immigration protection for Liberians abroad, war crimes, and Women Empowerment.
          

Poste italiane partecipa a “Più libri più liberi”

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Il 4 dicembre, all’interno della fiera, verrà presentata la litografia dedicata a Paperino
          

Soupçonné de crimes contre l'humanité, il est libéré pour un vice de procédure

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Soupconne d'actes de torture, de cannibalisme et d'enrolement d'enfants-soldats au Liberia, Kundi K. avait ete arrete par le GIGN et incarcere fin 2018.
          

A year of bringing AI to the edge

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This post is co-authored by Anny Dow, Product Marketing Manager, Azure Cognitive Services.

In an age where low-latency and data security can be the lifeblood of an organization, containers make it possible for enterprises to meet these needs when harnessing artificial intelligence (AI).

Since introducing Azure Cognitive Services in containers this time last year, businesses across industries have unlocked new productivity gains and insights. The combination of both the most comprehensive set of domain-specific AI services in the market and containers enables enterprises to apply AI to more scenarios with Azure than with any other major cloud provider. Organizations ranging from healthcare to financial services have transformed their processes and customer experiences as a result.

 

These are some of the highlights from the past year:

Employing anomaly detection for predictive maintenance

Airbus Defense and Space, one of the world’s largest aerospace and defense companies, has tested Azure Cognitive Services in containers for developing a proof of concept in predictive maintenance. The company runs Anomaly Detector for immediately spotting unusual behavior in voltage levels to mitigate unexpected downtime. By employing advanced anomaly detection in containers without further burdening the data scientist team, Airbus can scale this critical capability across the business globally.

“Innovation has always been a driving force at Airbus. Using Anomaly Detector, an Azure Cognitive Service, we can solve some aircraft predictive maintenance use cases more easily.”  —Peter Weckesser, Digital Transformation Officer, Airbus

Automating data extraction for highly-regulated businesses

As enterprises grow, they begin to acquire thousands of hours of repetitive but critically important work every week. High-value domain specialists spend too much of their time on this. Today, innovative organizations use robotic process automation (RPA) to help manage, scale, and accelerate processes, and in doing so free people to create more value.

Automation Anywhere, a leader in robotic process automation, partners with these companies eager to streamline operations by applying AI. IQ Bot, their unique RPA software, automates data extraction from documents of various types. By deploying Cognitive Services in containers, Automation Anywhere can now handle documents on-premises and at the edge for highly regulated industries:

“Azure Cognitive Services in containers gives us the headroom to scale, both on-premises and in the cloud, especially for verticals such as insurance, finance, and health care where there are millions of documents to process.” —Prince Kohli, Chief Technology Officer for Products and Engineering, Automation Anywhere

For more about Automation Anywhere's partnership with Microsoft to democratize AI for organizations, check out this blog post.

Delighting customers and employees with an intelligent virtual agent

Lowell, one of the largest credit management services in Europe, wants credit to work better for everybody. So, it works hard to make every consumer interaction as painless as possible with the AI. Partnering with Crayon, a global leader in cloud services and solutions, Lowell set out to solve the outdated processes that kept the company’s highly trained credit counselors too busy with routine inquiries and created friction in the customer experience. Lowell turned to Cognitive Services to create an AI-enabled virtual agent that now handles 40 percent of all inquiries—making it easier for service agents to deliver greater value to consumers and better outcomes for Lowell clients.

With GDPR requirements, chatbots weren’t an option for many businesses before containers became available. Now companies like Lowell can ensure the data handling meets stringent compliance standards while running Cognitive Services in containers. As Carl Udvang, Product Manager at Lowell explains:

"By taking advantage of container support in Cognitive Services, we built a bot that safeguards consumer information, analyzes it, and compares it to case studies about defaulted payments to find the solutions that work for each individual."

One-to-one customer care at scale in data-sensitive environments has become easier to achieve.

Empowering disaster relief organizations on the ground

A few years ago, there was a major Ebola outbreak in Liberia. A team from USAID was sent to help mitigate the crisis. Their first task on the ground was to find and categorize the information such as the state of healthcare facilities, wifi networks, and population density centers.  They tracked this information manually and had to extract insights based on a complex corpus of data to determine the best course of action.

With the rugged versions of Azure Stack Edge, teams responding to such crises can carry a device running Cognitive Services in their backpack. They can upload unstructured data like maps, images, pictures of documents and then extract content, translate, draw relationships among entities, and apply a search layer. With these cloud AI capabilities available offline, at their fingertips, response teams can find the information they need in a matter of moments. In Satya’s Ignite 2019 keynote, Dean Paron, Partner Director of Azure Storage and Edge, walks us through how Cognitive Services in Azure Stack Edge can be applied in such disaster relief scenarios (starting at 27:07): 

Transforming customer support with call center analytics

Call centers are a critical customer touchpoint for many businesses, and being able to derive insights from customer calls is key to improving customer support. With Cognitive Services, businesses can transcribe calls with Speech to Text, analyze sentiment in real-time with Text Analytics, and develop a virtual agent to respond to questions with Text to Speech. However, in highly regulated industries, businesses are typically prohibited from running AI services in the cloud due to policies against uploading, processing, and storing any data in public cloud environments. This is especially true for financial institutions.

A leading bank in Europe addressed regulatory requirements and brought the latest transcription technology to their own on-premises environment by deploying Cognitive Services in containers. Through transcribing calls, customer service agents could not only get real-time feedback on customer sentiment and call effectiveness, but also batch process data to identify broad themes and unlock deeper insights on millions of hours of audio. Using containers also gave them flexibility to integrate with their own custom workflows and scale throughput at low latency.

What's next?

These stories touch on just a handful of the organizations leading innovation by bringing AI to where data lives. As running AI anywhere becomes more mainstream, the opportunities for empowering people and organizations will only be limited by the imagination.

Visit the container support page to get started with containers today.

For a deeper dive into these stories, visit the following


          

Incontro nell’ambito di “Più libri più liberi” : 06.12.2019, Cosa diventeremo?

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Incontro con la delegazione di Fridays for Future
Per ragazzi da 15 a 18 anni, su prenotazione

A cura di Biblioteche di Roma
In collaborazione con Orecchio Acerbo Editore e Goethe-Institut
Fiera “Più libri più liberi”
          

Incontro nell’ambito di “Più libri più liberi” : 07.12.2019, Cosa diventeremo?

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Intervengono:
  • Francesca Buoninconti
  • Simona Cives
  • Antje Damm
  • Fausta Orecchio
  • Ulrike Tietze
  • Tito Viola
  • e un giovane esponente di Fridays for Future Italia

A cura di Biblioteche di Roma
In collaborazione con Orecchio Acerbo Editore e Goethe-Institut
Fiera “Più libri più liberi”
          

La reliquia della Santa Culla di Gesù che sarà donata a Betlemme " suo ritorno è un evento gioioso in vista del Natale"

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La notizia, che sta girando nei social,  che "le Sante Reliquie della Culla di Gesù torneranno a Betlemme"  merìtava un approfondimento: la notizia così come è stata diffusa (v.sotto AGGIORNAMENTO ANSA) ha suscitato legittimamente grandi apprensioni da parte dei fedeli che  da tanti secoli  venerano nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore la più significativa reliquia della Natività di Nostro Signore.  
Le"nostre informazioni" raccolte "intra moenia" per capirne di più.

AC

La storia  

La Sacra Culla era venerata già dai primi secoli della nostra era nella basilica della Natività di Betlemme e così lo racconta, fra altri testimoni, San Girolamo che passò praticamente tutta la sua vita accanto alla grotta di Betlemme. 
L’arrivo della reliquia a Roma si fa risalire verosimilmente ai tempi di papa Teodoro I (642-649), che era figlio di un vescovo di Gerusalemme, e che l’avrebbe avuta in dono da
l patriarca di quella città, San Sofronio, per salvarla dall’invasione maomettana. 
Questa è una delle ipotesi, perché purtroppo questa tradizione non è documentabile. 
La scelta della basilica per custodire questa reliquia non è casuale. 
Fu costruita nell’anno 432 da papa Sisto III come tempio dedicato alla Vergine dopo il Concilio di Efeso del 431 in cui venne proclamato il dogma della maternità divina di María. Inizialmente venne chiamata ‘Santa Maria ad Praesepem’ perché il papa fece costruire nella primitiva basilica una ‘Grotta della Natività’ identica a quella di Betlemme, e dove probabilmente fu collocata inizialmente la reliquia. 
L’attuale reliquiario è una magnifica opera d’arte opera del celebre Giuseppe Valadier (Roma, 14 aprile 1762 – Roma, 1º febbraio 1839) architetto, orafo e argentiere italiano, uno dei più importanti del periodo neoclassico. (leggi sotto
Dal secolo XII in poi vi sono numerose fonti che documentano la grandissima devozione, che sussiste fino ad d’oggi, per questa reliquia. 
Anche Francesco Petrarca, affermava che a Roma il pellegrino può venerare “Cunabula Salvatoris”… ( Cfr.Reliquiosamente QUI )  

La notizia di Aleteia  (*)
Le sante reliquie della culla di Gesu’ torneranno a Betlemme

I frammenti di legno sono stati custoditi a Roma una volta portati via dopo la conquista musulmana della Terra Santa Tra le reliquie più sante di tutta la cristianità ci sono i frammenti lignei della culla del nostro Salvatore, Gesù Cristo. 
Ora torneranno a Betlemme, dove il Santo Bambino è nato. 
La sacra culla è stata riverita e custodita dai cristiani finché non è stata portata a Roma nel VII secolo, dopo la conquista della Terra Santa da parte dei musulmani. 
I frammenti lignei si trovavano sotto l’altare principale della basilica romana di Santa Maria Maggiore. Secondo il sito web della basilica, il reliquiario di cristallo è modellato a forma di una culla e “contiene pezzi di legno antico che secondo la tradizione fanno parte della mangiatoia in cui venne adagiato il Bambino Gesù”.

Il sindaco di Betlemme, Anton Salman, ha riferito all’agenzia di notizie palestinese WAFA che la decisione di restituire le reliquie è giunta dopo la recente visita del Presidente Mahmoud Abbas in Vaticano. 
In quell’occasione, Abbas ha chiesto a Papa Francesco la restituzione delle reliquie, secondo la Reuters
Si è discusso a lungo sul fatto che i collezionisti e i musei occidentali dovessero trattenere o restituire gli oggetti considerati sacri ai loro Paesi d’origine. ( ??? N.d.R.)
Le reliquie arriveranno il 30 novembre, il giorno in cui la cittadina palestinese illumina tradizionalmente l’albero di Natale nella Piazza della Mangiatoia. 
Tra i tanti eventi è prevista una processione che onorerà l’arrivo dei frammenti, che verranno esposti nel complesso di Notre Dame, vicino alla Porta Nuova della Città Vecchia di Gerusalemme. 
Sabato un’altra processione scorterà le reliquie a Betlemme, da dove provengono e dove rimarranno. “Siamo emozionati e grati al Papa, il Santo Padre Francesco, per questo dono e per il diritto di preservare questa santa reliquia”, ha affermato il Custode di Terra Santa, fr. Francesco Patton, secondo quanto riferisce Haaretz.com
È molto significativo per noi che una reliquia della culla del bambino Gesù, che ha lasciato Betlemme nel VII secolo, torni in Terra Santa. Il suo ritorno è un evento gioioso in vista del Natale, che segna la nascita di Gesù Cristo nostro Salvatore, ed è un grande onore per i credenti e i pellegrini nella regione”. “È qualcosa di storico. Torna nel suo luogo originario, e questo attirerà i credenti della Palestina e i turisti di tutto il mondo”, ha affermato Amira Hanania, membro dell’Abbas’s Higher Committee of Churches Affairs
“Celebrare il Natale alla presenza di parte della mangiatoia in cui Gesù Cristo è nato sarà un evento splendido e decisivo”. 


Fonte: Aleteia QUI   
(*) Le nostre  informazioni vaticane
 
Fin qui la notizia che ha fatto ovviamente il giro del web suscitando legittimamente l'apprensione dei fedeli non solo quelli romani. 
Da nostre certe informazioni vaticane abbiamo appreso che andranno in Terra Santa solo le reliquie prese e collocate nel reliquiario di cui si vede la foto a sinistra.  (sotto dei particolari del nuovo reliquiario che SER Mons. Piero Marini , custode del Sacro Presepio, recherà in Terra Santa )
Il Reliquiario gigantesco di Valadier con le assi della Santa Culla resta dov’è in Basilica Liberiana. 







Le foto
Foto 1: (Il reliquiario della Sacra Culla ) "è una magnifica opera d’arte. E’ di cristallo a forma di culla, sorretto da quattro putti dorati. Nella parte superiore, il bambinello benedicente è adagiato su un suolo di paglia. In passato la Sacra Culla veniva spostata durante le feste natalizie nella navata centrale. Ma attualmente, dovuto al cattivo stato di conservazione dei resti, viene spostata sola la notte di Natale, durante la messa." "L’idea di collocare queste lignee reliquie in un tabernacolo venne dapprima a Gregorio XI (1370-78), ad oltre un secolo dal diffondersi dell’usanza lanciata a Greccio da San Francesco d’Assisi di realizzare il presepe nelle case. 
Il reliquiario di Gregorio XI venne però distrutto nel Settecento, durante i lavori di ristrutturazione in cui fu eseguita la facciata principale della Basilica. 
Ne fu dunque realizzato uno nuovo, che durò tuttavia pochi decenni, sino al trafugamento operato dalle truppe napoleoniche durante la loro occupazione della città nel biennio 1798-99. 
Si impose allora un altro intervento, che avvenne grazie alla donazione della duchessa Maria Emanuela Pignatelli, ambasciatrice del Portogallo. 
Il reliquiario che ancora oggi conserva le cinque assicelle di acero fu realizzato da Giuseppe Valadier. Un’opera assai pregiata: su di uno zoccolo di legno dipinto a mano, vi è un basamento parallelepipedo in argento con quattro bassorilievi. 
Nel lato anteriore è rappresentato il presepe, in quello posteriore l’ultima cena, nei lati minori la fuga in Egitto e l’adorazione dei Magi. 
Sopra questo elegante basamento poggia quindi il reliquiario in cristallo a forma di culla, sorretto da quattro putti dorati. 
Infine, la rappresentazione di un suolo di paglia sul quale è adagiato il Bambinello benedicente in grandezza quasi naturale sormonta tutta la realizzazione." (Cfr.Cappuccini QUI

Foto 2) A sinistra: il reliquiario della Santa Culla aperta per poter prelevare un frammento da collocare nel  nuovo reliquiario che sarà venerato e e conservato a  Betlemme.
In un twitter  Fr. A. Damasus Karakatsanis-Schrenk, autore delle foto, ha scritto: "On November 22, Stanisław Card. Ryłko, Archpriest of the Basilica of S. Maria Maggiore, together with the Custodian of the Holy Crib, Piero Card. (sic! N.d.R.) Marini, prepared a portion of the relic of the Holy Crib of the Child Jesus to travel to Jerusalem and Bethlehem later this month."
Foto 3 e foto 4 ) Lo stesso religioso ha aggiunto " Notice the red thread and the wax seal in the above photo. Very rare to see an "in process" photo of how relics are sealed and authenticated! Here's a closeup of the finished theca in place and an inscription plaque for the reliquary."


AGGIORNAMENTO ANSA 30 novembre 2019 
" ... Una piccola parte di quella che, secondo la tradizione, fu la mangiatoia di legno dove nacque il piccolo Gesù è tornata dunque attraverso il Mediterraneo al luogo natio, Betlemme, affidata ai frati minori della Custodia di Terra Santa. Tutto è iniziato per volere del Papa, quando lo scorso 22 novembre, durante un rito presieduto a Roma dal cardinale Stanislaw Ryłko, arciprete di Santa Maria Maggiore, alcuni incaricati dei Musei vaticani hanno aperto l'urna posta sull'altare della cappella ipogea dedicata alla Culla e hanno tratto un frammento inserendolo nel reliquiario. L'arrivo a Gerusalemme, ieri, presso il Centro Notre Dame, accompagnato da una messa presieduta dal nunzio apostolico in Israele e Cipro, delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina monsignor Leopoldo Girelli, nella cappella intitolata a Nostra Signora della Pace, in cui anche i fedeli hanno potuto venerare la reliquia. " ( Cfr.ANSA QUI )

          

Sgombero cantine soffitte box

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Offro servizio di sgombero di soffitte, box e cantine da vecchi mobili e oggetti, si eseguono anche consegne rapide. Liberiamo ...
          

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Herdoopt

P&O NEDLLOYD HEEMSKERCK
Bouwjaar 2005, imonummer 9293167, grt 53453
Eigenaar K.G. ms ‘Santa Regina’ Offen Reederei G.m.b.H. & Co., Hamburg, Duitsland
(Reederei Claus-Peter Offen G.m.b.H. & Co., Hamburg)
Manager P&O Nedlloyd B.V., Rotterdam
Gebouwd Hyundai Heavy Industries Co. Ltd. / H1588
LxBxH 294.10 x 32.20 x 13.52 meter
Vermogen 69992 epk, snelheid 23.5 knoop, roepsein DGES

20-9-2004 kiel gelegd
3-12-2004 te water gelaten
2-2005 opgeleverd als SANTA REGINA

3-3-2005 te Durban in charter als P&O NEDLLOYD HEEMSKERCK

7-2-2006 (gl) herdoopt MOL CULLINAN

5-8-2014 (gl) herdoopt SANTA REGINA

17-6-2015 verkocht aan Mongoose Hunter Ltd.
Manager Bocimar International N.V., Antwerpen, België
Vlag Liberia, thuishaven Monrovia, roepsein A8IX8
17-6-2015 herdoopt MONGOOSE HUNTER

29-10-2019 (e) ISM-manager MSC Shipmanagement Limited, Limassol, Cyprus
29-10-2019 herdoopt MSC RONIT R

Informatie Scheepsfotoruilbeurs na tip John Leijnse

MOL CULLINIAN op 4-2014 bij de London Gateway op de Thames

© Julian Jager


          

A fenntartható pálmaolaj, ahogy most van, becsapás - válaszunk a Magyar Édességgyártók Szövetségének

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A Tudatos Vásárlók Egyesülete számos hazai szervezettel együtt pálmaolajmentes kampányba kezdett: arra szólítottuk fel a kereskedőket, tegyék könnyebbé, hogy vásárlóként a pálmaoljamentes terméket választhassuk. Azokat a fogyasztókat, akiknek fontos a saját és gyermekeik jövője, arra kérjük, kerüljék el a pálmaolaj-tartalmú élelmiszereket: a pálmaolaj tartalmú édesipari termékeket és feldolgozott élelmiszereket. A felhívásra reagált a Magyar Édességgyártók Szövetsége: szerintük a pálmaolajnak nincs reális alternatívája, a fenntartható pálmaolaj viszont jó megoldás. Megmonjuk, miért nem az.

A Tudatos Vásárlók Egyesülete, a Jane Goodall Intézet, a Humusz Szövetség, a Felelős Gasztrohős, a SzóKiMondóka és a Magyar Természetvédők Szövetsége nyár végén nyílt levélben arra kérte (első körben) a Lidlt, az Aldit és a Spart, hogy pálmaolajmentes polcok felállításával tegyék könnyebbé a vásárlók számára a pálmaolajmentes termékek elérését. A megszólított üzletláncok mind reagáltak, a kezdeményezés nagy  örömünkre mind a lakosság, mind a szakmai szervezetek között gondolkodást indított el.

A felhívásra reagált a Magyar Édességgyártók Szövetsége is. Szerintük a pálmaolajnak jelenleg nincs reális alternatívája, máshogyan képtelenség lenne kielégíteni közel 8 milliárd ember jelenleg pálmaolajból kielégített szükségletét. Szerintük ezért a fenntartható pálmaolaj a megoldás.

Mi a baj ezzel? Tekintsünk el attól, hogy amikor a gyártók a vásárlók "szükségleteiről", "igényeiről" beszélnek, akkor azok mennyire valós, és mennyire a gyártók és reklámjaik által generált igények. Foglalkozzunk csak azzal, lehet-e fenntartható a pálmaolajipar? Amikor a gyártók fenntartható pálmaolajat emlegetnek, a Fenntartható Pálmaolaj Kerekasztal (Roundtable on Sustainable Palm Oil, RSPO) minősítésére gondolnak, a sajnálatos tény pedig az, hogy az RSPO tanúsítvány több sebből vérzik.

 

 

Mi a baj a "fenntartható" pálmaolajjal?

1. A legfrissebb kutatások szerint a tanúsított “fenntartható pálmaolaj” előállításához ugyanannyi, sőt, még nagyobb mértékű erdőirtás kapcsolódik, mint a nem tanúsított pálmaolajhoz.

2. Az RSPO nem támaszt elég szigorú feltételeket. A szabályok önként vállaltak, áthágásuk szankciók nélkül marad, és nem jár feltétlenül az RSPO minősítés megvonásával. Több független szervezet végzett összehasonlító kutatásokat az RSPO minősítéssel rendelkező és nem rendelkező olajpálmaültetvények körében. Vizsgálták a munkások munkakörülményeit, az ültetvény közvetlen környezetében tapasztalható biodiverzitást, az erdőtüzek előfordulásának gyakoriságát és a vegyszerhasználatot. Az eredmény megdöbbentő volt: alig van különbség a fenti mutatókban a kétféle típusú ültetvény közt . 

3. Az RSPO minősítésű pálmaolajban simán lehet nagyobbrészt nem RSPO-olaj is. Ez a rendszer legnagyobb kiskapuja: ha összekevernek fenntartható termelésből származó pálmaolajat nem fenntartható termelésből származó pálmaolajjal, a keverék is megkapja az RSPO minősítést függetlenül a kétféle olaj egymáshoz viszonyított arányától. Ez a fogyasztók megtévesztése. 

4. A pálmaolaj nem egészségesebb más hasonló termékeknél, sőt. Az édesipari szövetség a többi olajnál egészségesebbnek nevezi a pálmaolajat: “egészség szempontjából a pálmaolaj sok más növényi olajnál előnyösebb a fogyasztók számára. Az állati eredetű vaj például nemcsak a nagyságrendekkel nagyobb környezetterhelést jelent a pálmaolajnál, de táplálkozási szempontból a zsírprofilja is kedvezőtlenebb, továbbá a termékek gyors avasodását és megromlását idézné elő.”

Más források szerint azonban a pálmaolaj fogyasztása több szempontból is aggályos. A pálmaolaj magas telített zsírsavtartalma vérkoleszterin szint növekedést okozhat, ami szív- és érrendszeri betegségekhez vezethet - ezekről mélyen hallgat a pálmaolaj lobbi, pedig bőven lehet, hogy hosszú távon masszív egészségkárosító növény termesztéséért irtjuk az őserdőt, amivel újabb egészségügyi problémákat okozunk magunknak. 

Ezen felül a finomítási eljárás során a többi növényi olajhoz képest kiemelt mértékben keletkeznek olyan zsírsavészterek, amelyek rákkeltő besorolást kaptak. A hőkezelt pálmaolajnak pedig genotoxikus hatása is lehet, ami azt jelenti, hogy az emberi génekre ártalmas ágenseket tartalmazhat, amelyek megtámadják a DNS-t és torzulásokat okozhatnak benne. Ráadásul a genotoxinok a génekkel együtt örökölhetők. 

Önmagában már ezen veszélyek miatt is körültekintőbben kellene eljárni a pálmaolaj alkalmazásával. Ennek ellenére az édesipar belekeveri mindenbe, mert olcsó és jó az állaga. A pálmaolaj hosszú távú egészségre gyakorolt hatásait még nem is volt alkalmunk vizsgálni, mivel csak néhány éve vált ilyen nagy mértékben a táplálkozásunk részévé, de az eddigi kutatások mindenképp óvatosságra intenek.

5. A pálmaolaj a világon az erdőégetések egyik fő oka. A jelenleg is pusztító őserdei erdőtüzek oka jellemzően a termőterületért folytatott szándékos gyújtogatás. Sokszor jóval nagyobb rész ég le, mint amennyit terveztek, de a tűz okozói igen gyakran nem képesek a tüzet megfékezni, és az azután bevetett tűzoltók ezrei is tehetetlenek. Reméljük, hogy a most elvesztett területek lesznek az utolsó áldozatok, és mostantól kezdve a visszaerdősítés lesz a fókuszban, amelynek számos pozitív hatása van a helyi gazdaságra és az érintettek egészségügyi állapotára nézve, nem beszélve a globális jótékony hatásokról a klímára és a biodiverzitásra.

Az RSPO rendszer tehát nem működik. A Föld Barátai Afrika legfrissebb közleménye szerint az RSPO nem más Afrikában, mint az iparág zöldrefestése. 

 

 

A megoldás a helyi olaj lenne

A pálmaolaj alternatívája csak olyan olaj lehet, amely a felhasználás helyének éghajlatán megterem. Habár a hektáronkénti hozama a repcének, szójának és napraforgónak alacsonyabb, mint az olajpálmának, a trópusi esőerdők produktuma általában is nagyobb, mint az a mi éghajlati viszonyaink között lehetséges. Ezért a klímaváltozás és a biodiverzitásvédelem szempontjából a trópusi esőerdők borította területekre már rég nem lenne szabad termőterületként tekinteni.

Ráadásul, a termelés alatt álló területek átlagosan 8 év alatt az erőteljes műtrágyázás ellenére is kimerülnek, és csak újabb területek elvételével tartható fenn a termelés. 

A felhasználás helyéhez közel termesztett élelmiszer utaztatása nem jár plusz környezetterheléssel, ráadásul a termeléshez felhasznált anyagok általában kevésbé károsak az egészségünkre és az élővilágra, mint a harmadik világ országaiban engedélyezett növényvédőszerek. 

 

Mit tehet a vásárló?

A fogyasztóknak is van felelőssége. Itt az ideje, ha eddig nem tettük, hogy elgondolkodjunk jelenlegi fogyasztási szokásainkon. Ha azok ugyanis ilyen környezeti katasztrófához vezetnek, mint az esőerdőterületek felégetése, akkor változtatnunk kell. Mindenkinek magának kell eldönteni, miről hajlandó lemondani az élhető jövő érdekében. Mi úgy gondoljuk, hogy a zöldség-gyümölcs alapú étkezés, megfelelő fehérjeforrásokkal kiegészítve az, ami fenntartható gazdálkodással kielégíthető. A feldolgozott élelmiszerek összetételük, szállításuk és tartósítóanyag tartalmuk miatt nem tartoznak az alapvető élelmiszerek közé.

Első körben azokról az édesipari termékekről mondjunk le, amelyek pálmaolajat tartalmaznak, vagy más olyan összetevőt, ami hosszú utat tesz meg az asztalunkig!

 


Iratkozz fel a Tudatos Vásárló Tesztek hírlevelére, hogy azonnal értesülj az újonnan megjelenő tesztjeinkről.

* indicates required
 

 

Válaszaink a Magyar Édességgyártók Szövetségének: 

MÉSz-ajánlás: A pálmaolaj felhasználásának nemzeti szintű szabályozása esetén az iparágat a fenntartható pálmaolaj felhasználásának irányába terelni általános tiltások helyett az iparág versenyképességének megőrzése érdekében.

Válaszunk: Ahhoz, hogy fenntartható pálmaolajról beszélhessünk, bizonyítani kellene, hogy létezik fenntartható forrásból származó pálmaolaj, mert az RSPO minősítés jelenlegi gyakorlata sajnos nem az.

 

MÉSz-ajánlás: A fenntartható pálmaolaj felhasználás auditálása kb. nettó 500.000 Ft / év / cég költséget jelenthet, ami a hazai tulajdonú KKV-k számára jelentős kiadás. Az édesipari KKV-k számára e célból forrás biztosítása ajánlott.

Válaszunk: Amíg nincsen valóban fenntartható pálmaolaj, addig értelemszerűen az auditálásra sem érdemes költeni. Hasznosabb lenne az iparág imázsának szempontjából is forrásaikat elsősorban a hazai gyártók növényi olajtermelő kapacitásának bővítésére költeni, és támogatni az esőerdőtől elvett területek visszaerdősítésére vonatkozó törekvéseket..

 

MÉSz-ajánlás: Magyarország, mint az Európai Unió tagja, tagságát és helyzetét felhasználva kezdeményezzen európai szintű nyomásgyakorlást (minősítés megkövetelése, importkorlátozás) azokra a felhasználó országokra, illetve gyártókra, ahol a fenntartható pálmaolaj részesedése alacsony, és az alapanyagot ellenőrizetlen forrásból szerzik be.

Válaszunk: A minősítés megkövetelése helyett a minősítés megtisztítása lehetne elsődleges cél, hogy valóban érjen valamit a minősítés, ami jelenleg csak zöldrefestés. 

 

MÉSz-ajánlás: Magyarország, a kormány által meghirdetett „kifektetési stratégiát” követve, építve a kiváló magyar-malajziai kapcsolatokra és a két ország közötti folyamatosan bővülő kereskedelemre, tevékenyen vegyen részt szaktudás és források kihelyezésével / tőkebefektetések ösztönzésével a fenntartható pálmaolaj termelésben Malajziában.

Válaszunk: A magyar kormány az édesipar által javasolt malajziai “fenntartható pálmaolaj” termelést ösztönző tőkebefektetések helyett támogassa azt, hogy magyar gazdák által termesztett olajos növényekkel váltsuk ki a pálmaolajat, ezzel aktív szerepet játszva a trópusi esőerdők és egészségünk megőrzésében. Ennek előfeltétele, hogy a hazai termesztésű olajos növényeinkből (repce, napraforgó stb.) ne “biodízelt” gyártsanak. Ennek érdekében kérjük a kormányt, hogy eddigi politikáját gyökeresen megváltoztatva támogassa az uniós “bioüzemanyag” célkitűzések haladéktalan eltörlését.

 

TVE, Jane Goodall Intézet, Humusz Szövetség, Felelős Gasztrohős, SzóKiMondóka, Magyar Természetvédők Szövetsége


A TVE semmilyen formában nem fogad el cégektől támogatást, adományaitok segítségével tudunk utánajárni a termékek egészségi és környezeti hatásainak.

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Számlavezető: Tudatos Vásárlók Közhasznú Egyesülete
Bank neve:    Magnet Bank
Számlaszám:    16200106-00108490-00000000
IBAN szám: HU40 1620 0106 0010  8490 0000 0000
Swift: HBWEHUHB

Köszönjük!


 

Cikkünk a Nemzeti Kulturális Alap (201201/00260) támogatásával készült.

 




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